Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 53 del 26 novembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 53/XVII - Interpellanza: "No al licenziamento di 10 autisti soccorritori".

Aggravi (Presidente) -Punto 38 all'ordine del giorno. La parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Trattiamo questa interpellanza che è di assoluta rilevanza e che desta la nostra più viva preoccupazione. Forse è l'iniziativa su cui riteniamo ci si debba concentrare maggiormente nella giornata di oggi, perché riguarda un problema che tocca tutti noi, non soltanto tocca alcuni lavoratori, ma tocca il servizio di emergenza-urgenza, che può servire a ognuno di noi e a ognuno dei valdostani che ci ascoltano.

Prioritariamente, mi piacerebbe iniziare, se quest'aula - e segnatamente chi dovrà rispondere - ha piacere di ascoltare, con la lettura dell'articolo 17 del Codice del terzo settore, che al comma 2 prevede che "il volontario è una persona che per sua libera scelta svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un ente del terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità, a beneficiare della sua azione in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà", mentre al comma 3 si prevede che "l'attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo, nemmeno dal beneficiario".

A fronte di questo, credo che sia opportuno oggi sollevare un gigantesco problema e un gigantesco conflitto di interessi, che io ho già avuto modo di sollevare all'interno di quest'aula, quando c'è commistione fra volontariato e servizio essenziale pubblico; e quello che sta accadendo in questo momento, ma che è già accaduto purtroppo fin da quando l'ho denunciato, fin dal 2019, è questo: noi abbiamo un servizio che dovrebbe essere basilare, cioè garantito per tutti dal pubblico, che viene in alcune parti derogato, diciamo affidato, ad associazioni di volontariato, che per fare questo ricevono dei fondi e, a fronte di questo, in virtù di una delibera del 2024 di cui tra poco parleremo, dall'altra parte ricevono obbligatoriamente delle persone che devono prestare servizio per le stesse associazioni di volontariato.

Questo è il gigantesco sistema che si è creato e che sta creando numerosi problemi, nello specifico a questi lavoratori e a tutto il sistema di emergenza e urgenza.

Perché dico questo? Perché l'abbiamo trattato, è stato discusso in misura limitata nella giornata di ieri, quando abbiamo avuto l'informazione che, rispetto ai dieci autisti soccorritori che erano stati licenziati, questo numero si è ridotto a otto, ma che siano otto, che siano dieci, quello che ne consegue è che, in un momento nel quale si avvicina, se non è in pieno svolgimento in alcune zone, un momento sicuramente molto delicato, che vede un grosso afflusso turistico con la stagione invernale, che è sostanzialmente iniziata, con l'aumento di persone sul nostro territorio noi andiamo a perdere coloro i quali ci danno un servizio, che è quello essenziale del soccorso e chiaramente della guida delle ambulanze.

A fronte di questo, quali sono le motivazioni? Le motivazioni è bene leggerle. Tutto questo si origina dalla DGR 404 del 15 aprile del 2024 che recita: "Il soggetto che svolge l'attività di operatore tecnico specializzato, con forme di lavoro flessibile per le aziende USL e gli autisti soccorritori assunti a tempo determinato e indeterminato presso gli ODV dei volontari del soccorso presenti sul territorio regionale, che operano nell'ambito del sistema regionale dell'emergenza e urgenza sanitaria, ai fini del rinnovo annuale della tessera regionale di volontariato e di soccorso devono assolvere agli obblighi di cui all'articolo 15, comma 1, lettera c)".

Ebbene, fondamentalmente queste - e soltanto queste - particolari figure, per poter lavorare, devono avere questa tessera in tasca. Come si rinnova questa tessera? È presto detto. Per avere questa tessera si devono svolgere 100 ore di volontariato, che a questo punto, perdonatemi, ma non è più volontariato. Se io ti obbligo a svolgere un servizio di volontariato, non sono più volontario, ma sono obbligato a farlo.

Se sono obbligato a farlo, tutto quello che abbiamo letto, l'articolo 17 del Codice del terzo settore, perde il suo significato, perché se il volontario è una persona che lo fa per sua libera scelta, come è definito, e che lo fa senza fini di lucro, neanche indiretti, e obiettivamente se devo mantenere un lavoro e avere quella tessera è chiaro che in maniera indiretta io sto facendo quel servizio per quel motivo, allora è chiaro che tutto questo viene a cadere.

Qual è la criticità e la gravissima violazione che noi riteniamo? È che, a fronte di questo, persone perdono il lavoro; il nostro sistema di emergenza e urgenza perde del personale e nessuno ha avuto l'idea di rilevare che c'è un problema grossissimo, da questo punto di vista.

Noi lo abbiamo fatto, abbiamo approfondito, andrò a volo d'uccello perché il tempo è poco, ma è opportuno ribadirlo, anche a futura memoria, perché rimanga scritto, perché secondo me su questo una causa di lavoro evidenzierebbe che ci sono delle gigantesche criticità.

In quali settori? Innanzitutto vi è la violazione dell'articolo 97 della Costituzione, "imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione". L'USL, infatti, non può fondare un provvedimento interno su un atto di un soggetto terzo, come le associazioni di volontariato, che è privo di competenza pubblicistica. Ovviamente le associazioni non sono autorità amministrative, ma sono società. Svolgono scopi assolutamente lodevoli, ma sicuramente privati.

La revoca della tessera da parte di un ente privato non può produrre effetti sui rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione, quindi, delegando la possibilità al privato di revocare questa tessera e di permettere di non lavorare più per la pubblica amministrazione, evidentemente integra la fattispecie della violazione, che le sto ad elencare.

A seguire abbiamo l'articolo 37 del decreto legislativo 81/2008 e l'articolo 2087 del Codice civile. L'USL dichiara, nelle lettere che ha mandato, che il personale non è più in possesso dei requisiti perché non ha una tessera di volontario, ma la formazione, l'abilitazione e la sicurezza dei lavoratori è un onere del datore di lavoro, che ovviamente peraltro, e anche di questo abbiamo già parlato, è assunto, addirittura da un'agenzia di somministrazione, e lei sa benissimo cosa dicono le norme rispetto alla formazione, ovvero che chi è il soggetto che assume la persona deve essere quello che poi la forma. Non può essere derogata ad altri, soprattutto a soggetti privati che a questo punto, a loro insindacabile giudizio, decidono se far decadere o meno questo tipo di tessera.

Ancora, e questa è la cosa forse più importante di tutte: la parità di trattamento, perché è chiaro che siamo in presenza di lavoratori che sono assunti a tempo determinato o a tempo indeterminato in somministrazione, ma alcuni devono rispettare il requisito di avere la tessera di volontario in tasca e fare queste 100 ore di volontariato ogni anno e alcuni non lo devono fare. Eppure, il principio è che non si possa disporre un diverso trattamento del personale dipendente diretto. Il requisito della tessera o esiste per tutti o non esiste per nessuno. Non può esistere per qualcuno e per gli altri no, quindi è chiaro che questa rappresenta una vera e propria discriminazione.

In tutto questo, e so che ieri c'è stata una riunione, Assessore, lo sappiamo tutti, ovviamente lei se sarà onesto ce lo dirà, se no lo potrà celare, una riunione drammatica con l'associazione di volontariato per convincerla a dare questa maledetta tessera e l'associazione di volontariato si rifiuta. Lo dico a fattor comune, affinché si sappia che, se per caso ci sarà carenza di ambulanze, se non ci sarà la possibilità di andare a soccorrere le persone che si sono fatte male sul nostro territorio, la responsabilità sappiamo bene su chi ricadrà. Che sia chiaro per tutti.

Nonostante questo, c'era la possibilità di derogare a questa disposizione ed è nella stessa delibera che abbiamo citato prima, la 404 del 2024, che dice al comma 5 dell'articolo 15 "Casi particolari segnalati dal Presidente dell'ODV, legati a comprovati e gravi motivi di salute, familiari, di lavoro, di studio, di gravi e certificate invalidità, che impediscono forzatamente il rispetto delle presenti disposizioni, saranno oggetto di valutazione da parte dell'azienda USL, di concerto con il Presidente dell'ODV di riferimento, al fine di definire la tempistica della formazione, dell'aggiornamento e addestramento permanente e le ore di servizio necessarie per il rinnovo della tessera temporaneamente sospesa".

Anche qui, peraltro, nonostante ci sia questa deroga, rileva un problema: cioè davvero stiamo delegando a un'associazione di volontariato di definire se una persona può lavorare o no per la pubblica amministrazione? Un'associazione di volontariato ha il suo insindacabile potere di poter dire "sì, lui può lavorare", "no, lui non può lavorare"? Questo mi sembra assolutamente assurdo, anche perché, Assessore, io la richiamo a un particolare: se una persona svolge il suo lavoro e viene remunerata per svolgere il suo lavoro, fa il suo turno, poi per quale motivo dovrebbe andare a svolgere un altro turno al di fuori di questo? E lei si fiderebbe di una persona che magari per raggiungere queste maledette 100 ore prima svolge il turno e poi, senza aver riposato, ne svolge un altro per arrivare a compimento di questo?

A fronte di questo, con questa interpellanza le chiediamo quali siano le motivazioni per le quali non si sia proceduto ad applicare la deroga per mantenere in servizio i dieci autisti soccorritori, a fronte delle carenze del nostro sistema di emergenza, come previsto dalla delibera; se sia intenzione modificare la DGR, per evitare il ripetersi di questi licenziamenti e garantire continuità, professionalità e competenza al nostro sistema di emergenza-urgenza regionale.

Président -La parole à l'assesseur Marzi.

Marzi (CA) -Grazie collega Manfrin per il secondo tempo dello show della mattinata.

Venendo alla domanda n. 1, è innanzitutto opportuno chiarire nuovamente che non si tratta certo di licenziamenti di alcuni operatori/operatrici, ma di fatto costoro non hanno potuto essere mantenuti in servizio da parte dell'azienda USL in quanto gli stessi non hanno completato le ore di servizio previste dalle norme, che corrispondono a circa uno o due turni al mese. In mancanza del completamento delle 100 ore di servizio previste non è, infatti, possibile rilasciare la tessera da volontario da parte dell'organizzazione di volontariato, senza la quale non è possibile di fatto operare con l'azienda USL.

Andiamo, quindi, a richiamare quanto già illustrato in risposta alla precedente interrogazione rispetto alle delibere che disciplinano la materia della formazione dei volontari del soccorso e sul personale operante per l'azienda USL tramite somministrazione, frutto di un lungo e articolato lavoro, svolto insieme all'azienda USL e alle organizzazioni di volontariato. Queste regole sono state decise proprio per garantire un sistema di soccorso sicuro, ordinato e con criteri uguali per tutti, stabilendo anche il numero di ore annue di volontariato, volute dal mondo del volontariato e ritenute necessarie ad assicurare la necessaria esperienza sul campo, dando la possibilità di concludere, quindi, il monte ore entro il semestre dell'anno successivo.

Le ore di riferimento sono state proprio il punto di caduta nella mediazione con le organizzazioni, tra coloro che ritenevano ne dovessero essere svolte di più e qualcuno che ne voleva un po' di meno; quindi il numero di ore individuato è un punto di caduta mediato.

Nell'iniziativa si chiede perché l'azienda USL e le organizzazioni di volontariato non abbiano applicato la deroga prevista dalle disposizioni regionali, quella che ha richiamato anche lei, e cioè il comma 5 dell'articolo 15. La risposta è semplice, essendo venuto meno il presupposto essenziale che rende valido il contratto di somministrazione e cioè la validità della tessera di volontario del soccorso; e quando cade questo presupposto la deroga per quanto concerne il rapporto con l'azienda USL non può essere utilizzata, perché i rapporti di riferimento e immediati sono tra l'organizzazione di volontariato e l'azienda.

Le deleghe previste, infatti, valgono per situazioni particolari, che riguardano i volontari all'interno del mondo del volontariato, ma non per coloro che lavorano per l'azienda USL in regime di somministrazione. Per questo motivo non si poteva mantenere queste persone in servizio, nemmeno in altri ruoli. In tutti questi casi, infatti, la base del contratto rimane la stessa e cioè la persona deve essere un volontario del soccorso con tessera valida. Dal momento che questo requisito manca, il contratto non può essere rinnovato.

Non è stata, quindi, una scelta discrezionale, né la volontà di penalizzare qualcuno, ma la conseguenza delle regole condivise per garantire un sistema di emergenza e urgenza trasparente e sicuro. Tra l'altro stiamo parlando, di fatto, di circa una decina di lavoratori; ce ne sono altri 28 che erano direttamente coinvolti, con le stesse regole da applicare.

Come prima riportato, l'azienda USL ha comunicato di aver ricevuto alcune richieste da operatori che richiamano casi particolari rispetto alle ore di servizio non rese, che sono al vaglio congiunto di ciascun presidente delle organizzazioni di volontariato coinvolte, insieme all'azienda USL.

Tra l'altro, a scanso di equivoci, collega Manfrin, rispetto al fare complottista, la riunione che si è tenuta ieri in azienda USL è appunto tra le organizzazioni di volontariato e la commissione di valutazione per i casi previsti dal comma 5 dell'articolo 15, quindi nulla di non trasparente, tutto pienamente trasparente, e tra l'altro proprio ai sensi dell'iniziativa che lei ha richiamato.

Veniamo alla domanda n. 2. In merito alla richiesta di valutare modifiche alle delibere che disciplinano il settore, è importante sottolineare il ruolo del tavolo di lavoro tecnico previsto dalla delibera 517 del 2023. Questo tavolo è il luogo ufficiale e condiviso dove i rappresentanti interessati, cioè Regione, USL e Organizzazioni di volontariato, possono confrontarsi e, se del caso, proporre aggiornamenti utili a rendere il sistema più efficace e più rispondente alle esigenze reali del territorio e delle persone coinvolte. È proprio questo tavolo di lavoro la sede appropriata per valutare eventuali variazioni attraverso un percorso partecipato e trasparente che, tra l'altro, è lo stesso che ha portato all'individuazione delle due delibere, sia quella del 2023 che la sua modifica del 2024.

Il tavolo, tra l'altro, su richiesta delle organizzazioni di volontariato è stato convocato il 10 novembre scorso, fermo restando che non è compito del tavolo trattare le deroghe di riferimento previste dal comma 5 all'articolo 15, perché di fatto questo compete appunto a una commissione di valutazione in capo all'USL, che incontra le organizzazioni di volontariato, comunque in questo tavolo non è emersa alcuna richiesta di modifica delle norme attuali, sia da parte delle organizzazioni di volontariato che da parte dell'azienda USL. Anche perché, di fatto, l'unica via di riferimento per arrivare a modifiche di questo tipo di procedimento è il ritorno a quanto c'era circa una ventina d'anni fa e che di fatto noi invece stiamo attuando, perché io mi auguro che l'anno prossimo al concorso pubblico che verrà stabilito, per arrivare ad avere questo tipo di professionalità all'interno del mondo sanitario, ci sarà la possibilità di dare risposta alle graduatorie e anche alle necessità del territorio.

Peraltro in questo momento, visto che ci siamo trovati nella condizione di avere degli OTS in meno, si sta provvedendo comunque a contattare le agenzie di somministrazione per reperire nuovo personale, nell'attesa che determinati tipi di situazioni vengano definiti e, pur essendo estremamente tristi per quanto accaduto a queste persone, siamo altresì solidali con tutti coloro i quali hanno cercato di rispettare quelle che erano regole condivise, che dovevano valere per tutti.

Per coloro i quali non sono riusciti a rispettare queste ore di volontariato, alcuni di questi sicuramente avranno la possibilità di presentare dei giustificativi, che avrebbero dovuto essere presentati però in forma anticipata e non posticipata. Quindi, ci auguriamo che qualcuno di questi lavoratori/lavoratrici avrà la possibilità di continuare sin da subito ad operare con noi. Per gli altri, ci auguriamo che nel corso del 2026 ci sia la possibilità, qualora loro volessero, di ritornare di nuovo a collaborare.

L'incrocio tra il mondo del volontariato e l'azienda USL per la gestione di un territorio estremamente complesso come quello valdostano su questo segmento è un incrocio di cui siamo assolutamente consapevoli. Infatti, la normativa di riferimento è stata cambiata nel 2023 e poi aggiornata nel 2024, L'aggiornamento sostanziale nel 2024 è proprio quello di dare la possibilità di recuperare il 50% delle ore previste nel semestre dell'anno successivo; quindi in teoria entro il 30 giugno del 2025 si sarebbero potuti fare i restanti turni che non si erano riusciti a fare nel 2024. Proprio questo aggiornamento ha reso assolutamente evidente sia il fatto che si conosce il tema sia il fatto che si è assolutamente solidali col mondo del volontariato.

L'importanza del mondo del volontariato anche in questo segmento della sanità, quello dell'emergenza-urgenza, è assolutamente centrale ed è il motivo per il quale nel corso di questi ultimi mesi, in realtà quasi tutti i giorni, ci occupiamo di questo tema e stiamo cercando di dare le soluzioni migliori.

Soluzioni migliori, però, che non devono essere valutate guardandole dalla parte di coloro i quali in questo momento si trovano in difficoltà, ma nel mantenere un equilibrio su tutto il sistema, che più o meno consta di 600 volontari, oggi impiegati a vario titolo a favore della comunità nel mondo dell'emergenza-urgenza.

Presidente -Per la replica, la parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Innanzitutto la ringrazio io per aver voluto ricondurre tutto questo e tutte le istanze, soprattutto questa, su cui ho esordito dicendo che andava messa particolare attenzione su questo tema; sono felice che lei abbia voluto ridurlo a show, perché in realtà chi ha fatto una brutta figura è lei.

Ora io vorrei innanzitutto una cosa, Assessore. So che non mi ascolterà e che è cieco e sordo a qualsiasi cosa; le dirò, le chiederò soltanto un impegno. Provi ad alzare i suoi occhi sulla balconata che ha di fronte, perché le persone che non potranno lavorare e che non potranno svolgere quel tipo di servizio sono davanti a lei e sono lieto che l'abbiano guardata e sentita con le loro orecchie e abbiano sentito la considerazione del loro lavoro che lei ha espresso in quest'Aula.

La considerazione del lavoro che lei ha espresso fondamentalmente è: cosa ci vogliamo fare? Non potranno lavorare, ma abbiamo già chiamato le agenzie interinali. Ci faremo dare degli altri lavoratori, tanto siamo tutti intercambiabili.

Ed è curioso, è curioso che una persona, come per esempio questi lavoratori e come tanti altri, dopo anni di esperienza di lavoro, 200 ore di lavoro al mese, 100 ore di servizio obbligatorio, perché sia mai, e quant'altro, i corsi seguiti e la professionalità, possa essere intercambiabile con un altro lavoratore somministrato, così d'emblée. Troviamone un altro. Questi dieci hanno fatto il servizio, non possono più farlo? Ma "chi se ne frega"! Mandiamoli via, va bene così. Chiamiamone degli altri, li troveremo. Ci sarà qualcuno che risponde!

Questa è la considerazione che lei ha. Ne prendo atto, Assessore, ne prendo atto.

La questione della mancata riconferma è puerile, se mi consente. Cioè lei dice: beh, non è che li abbiamo licenziati, noi semplicemente non li rinnoveremo nel loro incarico. Benissimo. Certo, lei sa che ovviamente queste persone hanno un contratto a tempo indeterminato con le agenzie di somministrazione. Io spero davvero, Assessore, me lo auguro, e se lo faranno avranno tutto il mio appoggio, che ci sia una bella causa di lavoro che dimostri quanto è illegittimo questo sistema.

Anche perché, e sono contento che lei l'abbia detto, questo confronto che c'è stato, questo confronto che lei denuncia, questo confronto di cui lei ci ha messo a conoscenza, si è svolto fra l'azienda USL e le organizzazioni di volontariato. Manca un elemento fondamentale, non le sfugge? Provi a ipotizzare qual è. C'è il datore di lavoro, ci sono quelli che ricevono questo volontariato, assolutamente spontaneo eh, nessuno li obbliga a far volontariato, però 100 ore, ragazzi, fatele. C'è, quindi, il datore di lavoro, il volontariato che li utilizza e in cambio ha dei fondi da parte dell'USL, un milioncino più o meno, se non sbaglio, ma adesso dovremmo andare a vedere le cifre, e manca un elemento. Chi è questo elemento? I rappresentanti dei lavoratori.

Voi avete fatto tutto questo sulla pelle dei lavoratori, senza sentire i loro rappresentanti né la delibera né questo confronto. Lei può immaginare che cosa direbbero i rappresentanti dei lavoratori? Cosa avrebbero detto, se avessero potuto stare a quel tavolo? Quali rilievi avrebbero sollevato rispetto a questa delibera? Io se fossi stato a quel tavolo avrei fatto delle velate critiche a un testo che sottopone alla inderogabile e blindata volontà di un'associazione di volontariato, che dipende da quel tipo di persone per svolgere un servizio e per avere dei fondi, a concedere o meno quel tesserino di volontario.

Lei, allora, ci sta dicendo che se ce ne sono otto in meno, dieci in meno, dodici in meno, quattro in meno non è un problema, ma lei sa benissimo che c'è quel sistema di emergenza urgenza che è già in carenza di organico, lo sa benissimo, e il fatto di togliere dieci persone, otto persone, dodici persone, quelle che sono, non fa altro che aggravare quel sistema e quell'urgenza, la fragilità di quel sistema di emergenza urgenza.

Lei, allora, potrà anche rispondere in maniera arrogante in quest'Aula, non c'è problema, io non mi offendo, ho le spalle larghe. Lei è un muro di gomma, lo sappiamo tutti. Io, però, spero che i valdostani al di fuori abbiano capito che lei non ha risposte da dare se non mantenere l'esistente e difendere gli errori che lei ha fatto nel passato.

Su questi errori e su queste criticità, però, glielo assicuro, la vicenda non si ferma qui e, ovviamente, tutto questo io spero che possa essere cambiato a breve, quando verrà evidenziato che tutto quanto le abbiamo enunciato è illegittimo.

Presidente -Collega Torrione, si è prenotato? Ah no.