Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 45 del 25 novembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 45/XVII - Interpellanza: "Stato di attuazione del servizio di psicologia scolastica e procedure per l'estensione alle scuole secondarie di primo grado".

Aggravi (Président) -La parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Quest'interpellanza nasce dal desiderio, e direi anche dalla necessità, di capire se il percorso avviato negli ultimi anni sul servizio di psicologia scolastica verrà portato avanti con continuità, con convinzione e con una prospettiva chiara.

È un tema su cui non si improvvisa, nasce da ascolti, da bisogni reali, da un confronto costante con tutti i soggetti della comunità educante e vorrei partire proprio da questo punto, comunità educante, è un concetto che sembra semplice, ma che oggi rischia di essere impoverito da una certa retorica che vorrebbe restringerlo alla sola famiglia, quasi a escludere la scuola, le istituzioni educative, il territorio, le associazioni, gli operatori, gli Enti locali. Noi abbiamo sempre creduto, e continuiamo a crederlo, che l'educazione sia un compito condiviso: dei ragazzi, degli insegnanti, dei dirigenti, delle famiglie, delle associazioni che operano sul territorio, delle comunità professionali che si occupano di benessere, di prevenzione e di salute psicologica. Quando abbiamo voluto parlare di sistema educativo, avevamo in testa proprio un concetto più ampio che non fosse quello di istruzione a senso unico, quindi istruzione che piovesse dall'alto dal docente verso il discente. Il servizio di psicologia scolastica nasce esattamente da questa visione.

Quando ero Assessore al sistema educativo e alle politiche intergenerazionali, questa idea ha trovato una forma concreta grazie a un lavoro paziente, fatto ascoltando la consulta degli studenti, il coordinamento dei genitori, le associazioni che si occupano di adolescenza e benessere relazionale, penso, ad esempio, anche all'associazione "Mandorlo fiorito", molti professionisti che da anni incontrano le fragilità dei più giovani, il Tavolo delle politiche intergenerazionali. Nasce anche da un'esperienza personale, sia in senso autobiografico, io sono padre di due figlie, quindi sono persone che hanno attraversato l'adolescenza, hanno attraversato l'infanzia e quindi so, ho una piccola esperienza, e sia umano, il confronto quotidiano con i genitori, con i docenti, con i servizi, con le storie che la scuola incrocia ogni giorno. Abbiamo visto crescere in questi anni forme di disagio nuove, più diffuse, spesso legate a strumenti potentissimi, ne parliamo e se ne parla tutti i giorni:social, i canali digitali, che sono delle risorse straordinarie, lo voglio dire, ma che diventano rischiose se non sono accompagnate da consapevolezza. Abbiamo ascoltato in questi anni storie di ansia, di isolamento, di difficoltà relazionali, di autostima compromessa, di comportamenti devianti, di dipendenze, di disturbi alimentari, di vissuti emotivi intensi e difficili da gestire e la scuola, collega Lavevaz, e lo vedrà, è il primo luogo in cui questi segnali emergono.

Per questo abbiamo deciso di costruire un modello che fosse all'altezza dei tempi, uno psicologo scolastico stabile all'interno delle scuole superiori, una figura riconoscibile, presente, ma non intermittente, non due ore alla settimana o due ore al mese, non 2 mila euro l'anno che poi potessero essere gestite come ogni Istituzione riteneva, quindi non degli interventispot. Non volevamo un progetto a scadenza, ma volevamo proprio una presenza integrata nella vita della scuola, una presenza che fosse parte della comunità educante, un modello che, per le sue caratteristiche, non ha equivalenti in Italia. Questo lo voglio dire perché è abbastanza interessante anche ed è diventato motivo, tra l'altro, di attenzione e di studio anche da parte di esperti di altre Regioni. Per farlo, lei lo sa meglio di me, servivano risorse vere, oltre 300 mila euro l'anno che la maggioranza di allora, e devo ringraziare, continuo a dire che fu una scelta positiva, ha scelto di stanziare con convinzione, inserendolo anche nei documenti programmatori, nel DEFR e nella programmazione triennale della scuola. Il progetto, come dicevo, non nasce solo per sostenere gli studenti, nasce per sostenere tutta la comunità educante, i ragazzi ma anche gli insegnanti, il personale scolastico, importante, le famiglie, perché il benessere dei ragazzi passa attraverso, come abbiamo detto più volte, adulti capaci di riconoscere i segnali, di leggere le dinamiche relazionali, di accompagnare con sensibilità quei passaggi che oggi sono più fragili e più complessi. Nasce anche da una visione di lungo periodo, la possibilità che attraverso - e questo forse l'abbiamo detto poco ma, secondo me, è un altro elemento importante - una stabilizzazione del servizio e anche l'Università della Valle d'Aosta possa sviluppare una vocazione specifica in psicologia scolastica, creando competenze, ricerca, tirocini, professioni nuove ed è il motivo per cui è stata anche fortemente coinvolta l'Università, oltre che i servizi di psicologia dell'USL, ed è un modo per trattenere anche dei talenti per costruire competenze che siano radicate nel territorio.

Non era e non è stato solo un progetto rivolto ai ragazzi, ma un progetto rivolto alla comunità educante, con una prospettiva di più ampio sviluppo che coinvolgesse la comunità educante nel suo complesso e che coinvolgesse anche l'Università, la quale Università effettivamente ha manifestato in questo anche un interesse di sviluppo proprio di un filone che potrebbe poi diventare un filone interessante anche per attrarre, perché uno dei temi fondamentali dell'Università è che non rimanga un'Università chiusa, ma sia un'Università attrattiva che costruisca anche in qualche modo attrattività.

Oggi il servizio è attivo in tutte le scuole superiori grazie al lavoro della Sovrintendenza, della cabina di regia, dei dirigenti scolastici, che hanno pubblicato gli avvisi, hanno selezionato i professionisti e avviati gli sportelli. I primi riscontri sono positivi, gli psicologi già lavorano, incontrano i ragazzi, gli insegnanti, le famiglie e, come sempre succede, quando una comunità vede una presenza utile, questa la fa propria.

Questo progetto non si ferma qua, la programmazione triennale, come lei sa e come ho scritto nelle premesse, prevede un secondo passo, che è l'estensione alle scuole medie grazie anche al reperimento di fondi europei su cui l'Assessorato degli affari europei aveva iniziato a lavorare, probabilmente l'assessore Lotto potrebbe e può confermare, perché è proprio in quella fascia d'età che - molti esperti ce l'hanno spiegato - emergono per la prima volta fragilità, che, se intercettate per tempo, possono essere affrontate con efficacia. Per questo oggi chiediamo alla Giunta se intenda confermare, consolidare ed estendere il servizio, non è assolutamente una polemica e non è una rivendicazione, è solo una richiesta di rassicurazione, di chiarezza e di responsabilità visto che avete parlato spesso di continuità, e mi fa piacere, perché, se questo progetto è davvero un investimento educativo della Regione, e non dell'Assessore di turno, allora credo che vada portato avanti con coerenza.

C'è un altro elemento che voglio introdurre con trasparenza, questo servizio è strettamente legato al tema dell'educazione, all'affettività, alle relazioni e alla sessualità, è un altro tema che affronteremo nella prossima interpellanza. Penso che questo sia uno di quegli ambiti che probabilmente lavoreranno, il tema della psicologia scolastica avrà la possibilità di lavorare anche su questo ambito particolare, di cui oggi peraltro, 25 novembre, abbiamo potuto anche intendere e questa mattina abbiamo potuto anche ascoltare delle testimonianze, ascoltare colleghi che hanno parlato di questo tema terribile, che è quello della violenza, spesso inflitta all'interno delfoyerdomestico e delle mura domestiche.

Le chiedo semplicemente di sapere se il servizio di psicologia scolastica continuerà a crescere come era stato previsto, se le risorse saranno confermate e se l'estensione alle scuole medie rimane un obiettivo della Regione.

Président -Pour la réponse, la parole à l'assesseur Lavevaz.

Lavevaz (UV) -La posso rassicurare subito rispondendo con un secco sì, nel senso che il DEFR e poi il bilancio, come giustamente lei ha detto, l'abbiamo approvato insieme, sia io che lei l'abbiamo votato, e ambedue prevedevano il proseguimento di questo progetto almeno su un orizzonte triennale che è l'orizzonte del bilancio 2025-2027, ma, al di là di questo, in queste prime settimane ovviamente non ho avuto ancora tempo di approfondire tutti gli aspetti e tutto quanto in essere in tutte le strutture, in tutti i dipartimenti, ma ho avuto modo di leggere un pochettino i verbali delle prime riunioni della cabina di regia rispetto a questo progetto e ritengo che sia veramente un ottimo progetto, questo le va dato atto.

Ho letto un po' anche della situazione soltanto nel mondo della scuola italiana ed effettivamente siamo indietro rispetto al resto d'Europa sulla presenza di psicologi all'interno delle scuole, a volte che sono soltanto figurativi. Sulla reale sussistenza del servizio psicologico all'interno delle scuole in Italia siamo effettivamente molto, molto indietro.

Avrò modo di approfondire nelle prossime settimane e nei prossimi mesi quello che si sta facendo su questo progetto, ma, dalla prima idea che mi sono fatto, come dicevo, è un progetto assolutamente di grande valore che ritengo vada sicuramente implementato, che vada ampliato sicuramente anche nelle scuole secondarie di primo grado.

Qua, come giustamente diceva lei, rientra in gioco un pochettino anche l'assessore, il collega Lotto, rispetto alle competenze del cosiddetto "SRAI", che segue i finanziamenti FSE, che sono quelli secondo i quali dovrebbero essere finanziate sia le quattro scuole paritarie di secondo grado, quindi il Don Bosco, l'Institut agricole, l'IPRA e il Liceo linguistico di Courmayeur, che dovrebbero riuscire ad attivare il servizio entro fine anno, entro quest'anno scolastico.

Purtroppo, lei non l'ha citato nella presentazione ma l'ha citato nell'interpellanza, ci sono dei problemi effettivamente di struttura in questo momento, perché c'è stato il pensionamento della Coordinatrice, il Dirigente, che lei forse conosce, è in aspettativa, altre persone sono state distaccate per PNRR, eccetera, chiaramente hanno un pochettino svuotato questa struttura, ma sono convinto che l'assessore Lotto, anche nell'ambito della riorganizzazione e dell'organizzazione di inizio legislatura, saprà rimettere in sesto le cose. Diventa fondamentale per procedere sulle scuole primarie, ma sono convinto che ci siano i margini e le potenzialità per farlo. Non aggiungerei altro se non la mia rassicurazione sul fatto che porteremo avanti questo progetto e cercheremo di implementarlo se possibile.

Président -Pour la réplique, la parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Sono soddisfatto della risposta, come le dicevo, non è un modo per rivendicare nulla, ma veramente credo che in questi tre anni si sia dato modo e abbiamo dato modo di confermare una genuina volontà di migliorare questo sistema di presa in carico dei problemi anche dei ragazzi. Tra l'altro, oggi ascoltavo i telegiornali, sia quello regionale, sia quello nazionale, che in questi giorni danno un ampio rilievo ai problemi legati proprio al disagio giovanile, alle conseguenze di questo disagio, prima mi collegavo anche al tema dell'educazione sessuale e dell'educazione all'affettività, sono tutti temi che attengono comunque al benessere della comunità scolastica nel suo complesso. È Il motivo per cui ho parlato di comunità educante più di una volta perché non sono solo i ragazzi, i problemi che attengono e che toccano i ragazzi sono problemi che, comunque, sono condivisi con le famiglie, sono condivisi con i docenti, che spesso si trovano disarmati di fronte a delle situazioni che non sanno affrontare e che spero che, con questo servizio stabile e riconoscibile, questo servizio possa servire anche ad alleviare certe preoccupazioni da parte della comunità scolastica.

Non ho detto la questione delle carenze di personale, vedo che lei l'ha colto leggendo le premesse, è anche questo un modo per sollecitare, nel momento in cui si parla di riorganizzazione, di organizzazione di organici, delle priorità. Senza le persone - lo dico anche al collega Lotto, il quale dovrebbe essere il soggetto che, in qualche modo, poi, insieme alla Sovraintendenza, che si occupa dell'organizzazione di questi servizi, reperisce le risorse - poi i bei progetti, anche se esistono le risorse, non possono essere messi a terra. L'Assessorato del collega Lotto, sappiamo, ha probabilmente delle carenze dovute anche alle scelte degli elettori, che hanno poi determinato probabilmente alcune aspettative, però credo che il tema dell'organizzazione del personale - e sarà un tema che affronteremo sicuramente nelle prossime sedute - deve essere assolutamente affrontato con serietà e con continuità. So che gli uffici deputati, l'Ufficio del personale fanno il possibile e anche l'impossibile, quindi non mi metto di sicuro a fare oggi il tribuno che parla di cose che sa peraltro, so benissimo le difficoltà, però davvero l'invito è quello di non far tramontare delle possibilità concrete per la nostra comunità per la mancanza di personale. Non che si chieda quindi alla povera Sovrintendente, che è già sovraccarica di lavoro e si prende in carico le mille attività che alle volte non sono neanche sue, ma se le fa sue per cercare di risolvere i problemi, ma davvero che ci si renda conto che esistono delle priorità, e questa è una di quelle priorità credo.