Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 46 del 25 novembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 46/XVII - Interpellanza: "Educazione affettiva e sessuale nelle scuole valdostane e possibili ricadute del disegno di legge nazionale sul consenso informato".

Aggravi (Président) -Point n° 31 à l'ordre du jour. La parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Porto oggi quest'interpellanza su un tema, che, prima ancora che legislativo, è profondamente politico e riguarda la domanda più semplice ma anche, credo, la più decisiva: che scuola vogliamo? Che scuola vuole l'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta e la comunità educante valdostana? Io credo che tutti vogliamo una scuola libera, o quanto meno quasi tutti, capace di educare e di accompagnare la crescita. Non vogliamo una scuola timorosa, controllata, frenata da sospetti ideologici e da paure costruite artificialmente, perché, diciamolo con chiarezza, ciò che sta avvenendo a livello nazionale con il disegno di legge sul consenso informato non riguarda la tutela delle famiglie, riguarda la volontà di una parte politica di mettere una sordina alla scuola, soprattutto quando la scuola prende sul serio temi, che per anni sono stati rimossi: l'affettività, la sessualità e il rispetto, il consenso, il corpo, le relazioni.

Siamo di fronte a una narrativa che parla di protezioni, di garanzie dei nostri bambini, dei nostri ragazzi, ma che, in realtà, tende a disinnescare il ruolo educativo della scuola ogni volta che entra in gioco la complessità, ogni volta che la scuola smette di limitarsi a trasmettere nozioni e prova davvero a formare cittadini consapevoli. La verità è che si continua a evocare una fantomatica ideologiagender, l'ideologiawoke, un presunto attentato alla famiglia, sono cose che sentiamo tutti i giorni, ancora l'altro giorno, oltre al ministro Valditara, che si è distinto in questa sua crociata, abbiamo ascoltato anche la ministra Roccella della famiglia, una scuola che vorrebbe omologare dicono, indottrinare, confondere, ma chi vive la scuola - e devo dire che in questi tre anni ho colto delle sollecitazioni in questo senso - sa benissimo che non è così, la scuola ha proprio tutt'altri obiettivi che di indottrinare, di omologare e di uniformare. La scuola ha già problemi a fare la scuola che non a entrare all'interno di dinamiche di condizionamento e chi vive la scuola sa che le famiglie sono le prime a chiedere aiuto, sono le prime, colleghi, a domandare percorsi, strumenti, linguaggi per affrontare temi che da sole non sempre riescono a gestire, perché nessuno ha gli strumenti pronti per accompagnare gli adolescenti nel mondo reale, fatto di emozioni, paure, curiosità, fragilità, queste stesse famiglie, che, per una certa parte politica, avrebbero dovuto in qualche modo essere loro a formare i ragazzi fino ai diciott'anni addirittura, parliamo di consenso informato delle famiglie.

Non so se vi ricordate l'emendamento Latini, che poi, per fortuna, è stato ritirato, e proprio per questo è pericoloso lasciare questo campo, come ho avuto modo di dire più volte, alla pornografia, perché poi i nostri ragazzi lì si allenano… aisocial, allechatanonime, alle dinamiche dei pari, al rumore proprio delweb, perché questo web, che ha un grande potenziale, poi alla fine rischia comunque di essere pericoloso, perché, se la scuola non parla di sessualità, colleghi, qualcuno lo farà al suo posto e non saranno certo figure competenti o responsabili e non sempre sarà la famiglia, perché altrimenti non avremmo la famiglia che chiede di essere aiutata. Costantemente, ve lo posso assicurare, in questi 33 mesi che ho avuto l'onore di ricoprire il ruolo di Assessore al sistema educativo ho ricevuto tantissime famiglie totalmente disarmate, altro che affidare alla famiglia l'educazione sessuale, l'educazione all'affettività, le relazioni! Alle famiglie fortunate sì, ma poi alle famiglie non in grado di farlo a quel punto non dico che la scuola si deve sostituire, ma la scuola deve essere un elemento quanto meno riconosciuto.

Nella nostra Regione da anni abbiamo costruito percorsi seri, affidati a persone qualificate dell'USL: ostetriche, psicologi, educatori, operatori sanitari, questo magari sarebbe interessante dirglielo anche alla ministra Roccella, al ministro Valditara e alla deputata Latini, che non si preoccupino perché qui in Valle d'Aosta non abbiamo lasciato fare agli arboricoli, a persone che in qualche modo non hanno la capacità di procedere a un percorso educativo. Percorsi rispettosi, scientificamente fondati, mai ideologici, percorsi che parlano non di identità astratte, ma di realtà concrete, quindi rispetto, consenso, relazioni sane, prevenzione della violenza e delle discriminazioni, conoscenza del proprio corpo, percorsi che aiutino i ragazzi a crescere, non a regredire e ora rischiamo che tutto questo venga indebolito, rallentato, reso difficile perché qualcuno a Roma confonde l'educazione con il sospetto, la conoscenza con l'indottrinamento, la tutela con il controllo. L'emendamento Latini di cui parlavo prima, poi fortunatamente ritirato, credo dalla stessa Latini, perché probabilmente qualche richiamo le è stato fatto anche dalla sua parte, che voleva vietare ogni riferimento alla sfera sessuale. Voi pensate a questi poveri insegnanti che devono probabilmente usare dei sinonimi per non riferirsi alla sfera sessuale persino nelle scuole medie e poi con il consenso informato nelle scuole superiori, ma addirittura con il consenso informato dei maggiorenni, loro stessi dovevano consentire e acconsentire, questo per dire il furore ideologico di una certa parte politica. Credo che fosse un segnale chiarissimo, non era un incidente, era la fotografia di una volontà politica, una volontà che mira a silenziare la scuola su tutto ciò che riguarda il corpo, le emozioni, i sentimenti e le libertà individuali, come se tacere, colleghi, proteggesse, come, se ignorare la realtà, la rendesse meno ingombrante, ma la realtà non sparisce, resta e, quando la scuola tace, come ho detto prima, qualcun altro parla e spesso non è chi dovrebbe. Per questo nell'interpellanza chiediamo una serie di verifiche, di orientamenti precisi, perché la Valle d'Aosta non può permettersi di arretrare, siamo una Regione piccola, sì, come ha detto l'onorevole senatore Gasparri, dicendo che la Regione Valle d'Aosta è una Regione secondaria. Siamo una Regione secondaria, anche se di Destra oramai, ma, proprio per questo, possiamo fare scelte coraggiose, possiamo difendere la scuola come spazio libero, critico, autorevole, possiamo ribadire che l'educazione affettiva e sessuale non è un lusso, ma un bisogno, non è un territorio sensibile, colleghi, da censurare, ma è una responsabilità educativa verso i nostri ragazzi. In questi anni, come ho avuto modo di dire prima, la consulta degli studenti - non coloro che portano avanti delle ideologie gender o woke -, il coordinamento dei genitori, i docenti, gli operatori dell'USL, le famiglie ce l'hanno ripetuto: serve chiarezza, serve continuità e serve fiducia. Serve una scuola - e questo lo dicono gli insegnanti per primi - che non abbia paura di affrontare temi difficili, una scuola formata sicuramente, ma una scuola che non si limiti, come vorrebbe qualcuno, a non fare danni, ma che provi davvero a costruire consapevolezza, perché una scuola che non parla di relazioni, di emozioni, di corpo, di rispetto non è una scuola neutrale, è una scuola amputata e soprattutto è una scuola che abdica, colleghi, a uno dei suoi ruoli fondamentali: formare delle persone e non solo degli studenti.

Président -Pour la réponse la parole à l'assesseur Lavevaz.

Lavevaz (UV) -Grazie anche al collega Guichardaz, lei ha fatto un'analisi puntuale della situazione dal suo punto di vista, non ha però trattato i temi dell'interpellanza, è andato un pochettino oltre.

Io ovviamente mi attengo alle risposte che mi ha posto nell'interpellanza, in particolare la prima domanda è: "se si intende effettuare una ricognizione delle attività attualmente svolte nelle scuole valdostane di ogni ordine e grado in materia di educazione affettiva, emotiva, relazionale, eccetera". Questa credo che possa essere una cosa interessante da fare, avere un quadro complessivo generale di quello che viene fatto non essendoci sicuramente una linea generale e ben definita. Questo si collega anche alla seconda domanda, dove chiede: "quali siano le valutazioni fatte finora in merito alle possibili ricadute del disegno di legge nazionale sul consenso informato". Come per l'ultima domanda: "cosa si intende fare, qual è l'orientamento della Giunta", credo sia un tantino prematuro perché bisogna quanto meno attendere le disposizioni attuative di quello che sarà il testo definitivo della norma nazionale, perché al momento ci sono delle indicazioni, ci sono delle situazioni ancora aperte e soprattutto, ripeto, le disposizioni attuative sono quelle che poi vengono calate sulla realtà dei territori e quelle che vanno applicate.

Leggo invece una brevissima relazione di quello che si sta facendo: per ora le scuole continuano a operare seguendo quanto riportato nelle indicazioni nazionali, che prevedono la centralità della persona, ovvero lo studente posto al centro dell'azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali e religiosi. In questa prospettiva i docenti dovranno pensare a realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato.

Il tema dell'educazione sessuale è presente all'interno delle materie scientifiche e vi sono specifici riferimenti sia nelle attuali indicazioni nazionali, sia nelle nuove indicazioni nazionali che entreranno in vigore nell'anno scolastico 2026-2027. Dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria si parla di saper riconoscere le principali differenze sessuali di sviluppo, di acquisire le prime informazioni sulla riproduzione e la sessualità; alla scuola secondaria di primo grado, in particolare in biologia, si inseriscono tra i contenuti l'anatomia e la fisiologia dell'uomo, lo sviluppo puberale attualmente, negli obiettivi di tale disciplina si riporta come obiettivo l'acquisizione di corrette informazioni sullo sviluppo puberale e la sessualità.

Nell'emendamento proposto si precisa invece che occorre il consenso informato in forma scritta dei genitori o degli studenti, se maggiorenni, nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado per attività relative all'ampliamento dell'offerta formativa che riguardino temi attinenti all'ambito della sessualità. Sarà pertanto necessario illustrare, prima delle suddette attività, gli obiettivi contenuti nel(incomprensibile)delle stesse, nonché l'eventuale presenza di esperti esterni, che, come già avviene ora, è subordinata alla deliberazione degli organi collegiali. Allo stato attuale sono previsti interventi di promozione di educazione alla salute con gli adolescenti che rientrano da diversi anni nelle competenze istituzionali dell'Azienda USL della Valle d'Aosta. In particolare si è cercato progressivamente di modificare e arricchire i progetti, offrendo agli adolescenti un'esperienza di partecipazione attiva e condivisa. I principali attori sociali, ragazzi, scuole, famiglie, devono quindi essere coinvolti come soggetti protagonisti nelle diverse fasi progettuali. La sessualità in adolescenza è al centro dell'interesse sanitario per almeno tre tipi di rischi: il rischio di contrarre malattie, il rischio di gravidanze indesiderate e/o precoci e il rischio di essere coinvolti in rapporti sessuali troppo precocemente.

La motivazione del progetto consiste quindi nel continuare a offrire alle scuole secondarie di primo grado corsi sulla sessualità adolescenziale, così come avviene da più di dieci anni, con buon consenso da gran parte delle istituzioni scolastiche della Valle; proseguire con un'offerta sul tema della sessualità coerente con questa offerta alla scuola superiore da parte del Consultorio adolescenti; utilizzare le risorse ostetriche, come è avvenuto nei primi 6-7 anni di attivazione dei corsi, in modo da poter almeno affrontare tematiche tecniche e informative sulla sessualità. Tale consenso servirà a fornire alle famiglie maggiori informazioni sul tema, sensibilizzando i genitori sull'importanza dell'educazione all'affettività e alla sessualità e rafforzando l'alleanza scuola-famiglia. L'educazione all'affettività e al rispetto non viene citata esplicitamente nel disegno di legge, che fa riferimento a temi attinenti all'ambito della sessualità, come lei giustamente ha citato, pertanto, in attesa delle disposizioni attuative, si possono continuare a svolgere le varie azioni di sensibilizzazione messe in campo, ad esempio, dal piano regionale legalità e intergenerazionalità, che propone attività curricolari e extracurricolari volte a promuovere l'intelligenza emotiva, il rispetto e la consapevolezza di sé e degli altri attraverso un percorso continuo che coinvolge attivamente famiglia, Istituzioni e società.

Président -La parole au conseiller Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Grazie Assessore. Non ho evidenziato e non ho letto le quattro domande, le davo per lette, come ha fatto stamattina il presidente Testolin quando ha presentato la relazione annuale sul controllo strategico, ma probabilmente occorreva forse una lettura, faccio la battuta, ma quello che interessava a me era carpire da lei una sensibilità e un indirizzo e il fatto che abbia fatto proprio… comunque quella relazione che le è stata scritta a me in qualche modo conforta e dice che, malgrado i tentativi di costruire una scuola, qualcuno dice delle competenze, ma è una scuola probabilmente che va sempre di più verso la censura e la propaganda, con il tentativo di togliere alla scuola anche il suo ruolo educativo, che è un ruolo importantissimo e credo sia riconosciuto oramai da decenni, magari anche da persone che vorrebbero che la scuola invece fosse il luogo della formazione più che delle coscienze probabilmente delle incoscienze.

Mi fa piacere che sia stato detto e sia stato accennato che la scuola continui a lavorare in attesa di questo decreto, che spero non uscirà mai e che spero non trovi mai la luce, perché sarebbe veramente un regresso ungherese, se non peggio… continui a lavorare anche nel primo ciclo, che continui a lavorare nell'infanzia, che continui a lavorare nelle scuole elementari su questioni che attengono, come abbiamo detto, alla sessualità, ma ovviamente sempre strutturata, informata e uniformata al tipo di utenza, cioè questi bambini che credo la scuola abbia a cuore e quindi non penso che abbia l'intenzione di trasmettere loro chissà quali nozioni. Oggi lo si fa, lo si fa nelle scuole elementari, si affronta il tema con serietà e con scientificità.

Il consenso informato, se dovesse andare avanti il decreto Valditara, non dovrebbe più in teoria riguardare la scuola media… forse la scuola media, ma non le scuole superiori…La cosa che allarma è il fatto che si preveda in maniera assolutamente tassativa che nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria non si affrontino temi legati alla sessualità. Questo io credo che sia un atteggiamento, come dicevo prima e come ho detto in premessa, che guarda la scuola con sospetto, che non vede nella scuola un'agenzia educativa, ma che vede nella scuola io penso più un nemico che un alleato e su questo forse dobbiamo riflettere.

Io penso comunque che la Valle d'Aosta, malgrado sia una Regione secondaria e poco importante ormai di Destra, saprà reagire e dire la propria. Anche se dovesse uscire un decreto come questo, io credo che troveremo il sistema e si troveranno le strategie per continuare a sensibilizzare i nostri ragazzi, magari senza parlare esplicitamente di sessualità, su argomenti che attengono alla loro vita quotidiana, le relazioni, l'affettività, il rispetto delle persone, che sono valori che credo prescindano da qualunque tipo di censorio atteggiamento.