Oggetto del Consiglio n. 42 del 25 novembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 42/XVII - Interpellanze: "Ondata di furti in Valle d'Aosta" e "Prevenzione dei furti e degli atti vandalici".
Aggravi (Presidente) -Passiamo ora a trattare congiuntamente i punti 20 e 27 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) -Interveniamo invece su un tema che credo riguardi un po' tutti, cioè quello sulla sicurezza. Negli ultimi mesi i cittadini stanno vivendo una crescente sensazione di insicurezza e non è soltanto una percezione, è proprio che i dati e le cronache locali parlano di furti, di effrazioni, di vandalismi, in particolare nella zona di Aosta e nei comuni della plaine. Ne sono testimone perché, come sapete, abito a Charvensod e il tema nella zona è ampiamente dibattuto. Ovviamente questi episodi anche quotidiani si stanno susseguendo, ci sono persone che rientrano a casa, trovano persone non gradite nella propria abitazione, mi è stato riferito personalmente e spesso, credo, gli amministratori locali sono chiamati in causa ma non hanno gli strumenti per poter intervenire.
Abbiamo letto che è stato riunito il COSP il 23 settembre del 2025, quindi credo che questo sia stato un passaggio molto importante, però conferma anche l'esistenza di un problema, perché altrimenti non si sarebbe riunito il COSP. Io credo però che serva un approccio più ampio e più strutturale, cioè non basta convocare il COSP nel momento in cui ci sono i problemi, perché - e qui credo che sia un elemento importante - per noi la sicurezza ha un valore anche sociale, la sicurezza non è soltanto una questione di ordine pubblico, è una questione che riguarda la qualità della vita, che riguarda la fiducia nelle Istituzioni, che riguarda la cura degli spazi, che riguarda l'educazione, la prevenzione, la responsabilità condivisa.
Secondo noi, in questo momento le criticità sono date dal fatto che percepiamo perlomeno degli interventi frammentati, manca una strategia regionale specifica che prenda, in qualche modo, sotto di sé una regia complessiva, che possano essere coinvolti i Comuni e non essere lasciati da soli, che possono essere coinvolte le associazioni e non aspot, ma con una regia più strutturata, occorre quindi una visione, secondo noi, più integrata, che parli di prevenzione, parli di educazione e parli anche di rigenerazione urbana. Tutti i livelli, secondo noi, devono lavorare insieme, la Regione, i Comuni, le Forze dell'ordine, le scuole, le associazioni, tutti insieme per cercare di fronteggiare questi fenomeni che stanno suscitando allarme sulla popolazione.
Vengo quindi alle domande: "quali sono le azioni che intende mettere in atto per contrastare i furti nelle abitazioni e i fenomeni predatori; quali strategie intende adottare per coinvolgere i Comuni, le associazioni, le scuole, le realtà educative nella prevenzione del vandalismo e nella cura degli spazi pubblici", perché, lo ripeto, la sicurezza è un diritto e non può essere governata aspot, a interventi frammentari. Serve una regia più strutturata e più condivisa.
Presidente -Per la seconda illustrazione, la parola al collega Domanico.
Domanico (FdI) -Il mio intervento sarà breve perché, come ha già illustrato il collega Centoz, io aggiungo solo alcuni dati perché garantire la sicurezza dei cittadini e dei territori è uno degli obblighi fondamentali della politica. Ogni Governo regionale ha la responsabilità di tutelare la vita, l'incolumità e i beni della popolazione, assicurando che tutti i servizi e le istituzioni deputate alla sicurezza operino in modo efficace, coordinato e tempestivo. La sicurezza non è unoptional, né un compito secondario, rappresenta un prerequisito per lo sviluppo sociale, economico e culturale dei territori.
"Nessuna politica di crescita, di innovazione o di valorizzazione delle risorse locali può attecchire senza la certezza che cittadini, imprese e visitatori possano vivere, lavorare, operare in condizioni di protezione e affidabilità". Questa dichiarazione, che mi permetta, Presidente, sembra quasi una dichiarazione d'amore nei confronti della nostra terra, era l'inizio del capitolo "Sicurezza non è paura, è libertà" del programma di Fratelli d'Italia; una dichiarazione d'amore, dicevo, condita da sei pagine di possibili soluzioni per affrontare queste ondate di furti che destabilizzano il nostro territorio.
Rimango basito nel non vedere invece nel vostro programma nessun accenno, nemmeno una parola - e dico "una" - sul problema dei furti o della sicurezza personale, principio fondamentale sancito dalla Dichiarazione dei diritti umani, articolo 3. Questo mi fa pensare ancora una volta che il programma sia stato scritto in fretta e furia solo per ottemperare un obbligo senza che ci sia un'effettiva volontà di affrontare determinati argomenti. Per questo motivo, considerando la sicurezza uno dei principi fondamentali sopra esposti, le chiediamo: "1) se ritenga opportuno avviare un piano regionale e sovracomunale di rafforzamento della sicurezza in collaborazione con gli Enti locali e le Forze dell'ordine; 2) quali misure di prevenzione o contrasto siano state finanziate o promosse dalla Regione negli ultimi 24 mesi; 3) se si intendono prevedere nuove iniziative per aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini, in particolare nei periodi dell'anno in cui si registra una maggiore incidenza dei reati".
Presidente -La parola ora al presidente Testolin.
Testolin (UV) -Partirò dando prima le risposte all'interpellanza n. 20, ma solo perché me l'ero impostata così, niente di particolare.
L'argomento di queste interpellanze, compresa la n. 27, torna periodicamente all'attenzione di quest'Assemblea e, per questo motivo, ritengo opportuno condividere in primo luogo alcune riflessione di carattere generale. Si tratta di fenomeni il cui contrasto esula dalla competenza specifica di questo Consiglio, non tanto perché non siano di suo interesse, ma perché le funzioni prefettizie, incardinate nella Presidenza, non rientrano nelle competenze del Consiglio regionale, bensì attingono a un altro ruolo e competono alle Forze di Polizia, che, nel contesto generale, hanno il compito di coordinare e di predisporre tutte le iniziative finalizzate a garantire la sicurezza e l'incolumità dei cittadini. È un ruolo che svolgono da sempre con attenzione, professionalità e dedizione, investendo non solo nei momenti del bisogno, ma anche in una programmazione, che è quella classica delle Forze dell'ordine, le risorse che hanno a disposizione per poter contrastare fenomeni che spesso hanno origine anche al di fuori del territorio regionale e che poi si manifestano localmente, come in altri contesti italiani, in maniera più virulenta in certi periodi dell'anno e in certe situazioni. Si tratta, inoltre, di eventi che hanno un forte impatto su chi li subisce e che suscitano l'attenzione e la preoccupazione dei cittadini e dell'opinione pubblica per il loro andamento, soprattutto in questo periodo, dove alcune situazioni si presentano con più importanza sul nostro territorio. Tali fenomeni non sono mai stati sottovalutati né ignorati, al contrario si è sempre cercato di sollecitare l'attenzionare attraverso attività e iniziative propedeutiche al contenimento e alla loro dissuasione.
Venendo alle domande puntuali, in particolare "se si ritenga opportuno avviare un piano regionale", per quanto riguarda la prima domanda dell'interpellanza dei consiglieri Domanico e Zucchi, l'attenzione e l'impegno di tutti i soggetti competenti rimangono ai massimi livelli. La Regione, per quanto di sua competenza, è sempre a disposizione dei Comuni per definire, qualora ne emergesse l'esigenza, politiche di interventi specifiche. Analoga disponibilità nei confronti dei Comuni è sempre stata garantita dalle Forze dell'ordine, attraverso un confronto costante con le realtà locali. A questo proposito la Regione ha deciso di farsi promotrice, presso le Amministrazioni comunali più coinvolte, di un tavolo di confronto e approfondimento puntuale con le Forze dell'ordine per condividere sia le azioni già attivate sia quelle che potrebbero essere eventualmente messe in campo in un'ottica di consapevolezza delle iniziative già presenti sul territorio e di messa a conoscenza delle comunità locali rispetto alle attività che le Forze dell'ordine svolgono da mesi sul piano operativo.
Con riferimento alla seconda domanda: "Quali misure…", colgo l'occasione per segnalare come la Presidenza della Regione fin dal 2018 ha assistito i Comuni valdostani nella partecipazione alle procedure per il finanziamento statale di sistemi di videosorveglianza in applicazione al decreto legislativo 14/2017. In particolare, hanno avuto accesso a questi contributi i Comuni di Ayas, Charvensod, Saint-Vincent, Verrès dal 2019, Pollein nel 2020, è notizia di questi giorni: l'Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin e i Comuni di Verrayes e Saint-Denis nell'ambito della procedura 2025 relativa ai fondi del 2024. In realtà, a queste procedure hanno partecipato diversi altri Comuni e diversi altri enti valdostani, che però non si sono mai collocati in posizioni utili nelle graduatorie annuali per raggiungere il finanziamento da parte dello Stato e, sfortunatamente, perché gli indici di delittuosità di questi Comuni è nettamente più contenuto rispetto a quelli di altre realtà italiane che partecipano a questi stessi bandi.
Infine, per quanto riguarda la terza domanda: "Se si intendono prevedere nuove iniziative", come detto in precedenza, la Regione è sempre a disposizione dei Comuni valdostani per esaminare situazioni proposte anche in questo particolare ambito. Questa tematica potrà sicuramente essere oggetto di ulteriori valutazioni anche nelle prossime settimane attraverso il confronto con l'Esecutivo del CPEL, che sarà attivato con questo nuovo inizio di legislatura, per fissare le iniziative da condividere con gli Enti locali, oltre ad attuare, come espresso nella risposta alla prima domanda, un tavolo di confronto e di condivisione tra i Comuni più toccati, indicativamente quelli della Plaine, che sono numericamente più coinvolti da questo tipo di criticità in questo particolare momento.
Per quanto riguarda invece le due domande dell'interpellanza proposta dal consigliere Centoz, per quanto riguarda la prima domanda, il contrasto dei furti nelle abitazioni non è, come dicevo prima, di stretta competenza dell'Amministrazione regionale, ma si ripete che le Forze dell'ordine dedicano a questi reati tutta l'attenzione e le professionalità dovute e riprendo un po' quello che è stato detto per le risposte della precedente interpellanza.
Per quanto riguarda la seconda domanda, invece, diverse sono le articolazioni dell'Amministrazione regionale che hanno in corso politiche e iniziative in tema di legalità e di educazione civica, a cui partecipano anche gli Enti locali valdostani, come, ad esempio, il Tavolo tecnico permanente dell'illegalità e dell'intergenerazionalità ed il piano con responsabilità educativa e legalità di cui può darle buona conferma il collega Guichardaz, che se ne è occupato direttamente e con profitto direi, sino ad alcuni mesi orsono.
Come già detto, l'Amministrazione regionale è complessivamente a disposizione degli Enti locali, come anche gli altri attori operanti sul territorio, per valutare e sostenere politiche e interventi finalizzati alla diffusione della legalità e dell'educazione civica a partire dalle nuove generazioni, a partire anche dalle scuole, per arrivare a dei confronti che possono veramente coinvolgere a 360 gradi tutto il nostro territorio e la nostra comunità.
Presidente -Per la prima replica, la parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) -Grazie anche al Presidente della Regione per la risposta credo più articolata. Sì, siamo tutti coscienti che ovviamente le competenze non sono della Regione, però, come evidenziavo nelle premesse di quest'interpellanza, questi non sono problemi soltanto di ordine pubblico, non sono semplicemente dei problemi che devono essere risolti dalle Forze dell'ordine, pur essendo consapevoli che chiaramente, quando c'è un delitto, quando c'è un'effrazione, le persone chiamano le Forze dell'ordine, però credo sia compito delle Amministrazioni pubbliche, dei Comuni, ma soprattutto della Regione costruire una rete che possa in qualche modo impedire questi furti, queste attività delittuose.
Peraltro so che ovviamente molti Comuni hanno attivato sistemi di videosorveglianza, io stesso, quando ero Sindaco di Aosta, ne ho attivati, ma parlo in particolare del Comune di Charvensod, chiaramente quando le persone ti arrivano dal bosco dietro casa, la videosorveglianza piazzata sulla strada serve a poco purtroppo.
Ci sono quindi delle situazioni che stanno creando allarme sulla popolazione, che non credo che vadano sottovalutate, al di là del fatto che chiaramente l'ordine pubblico compete alle Forze dell'ordine, e su questo siamo tutti d'accordo, ma credo che non vada sottovalutata la percezione e il pericolo reale che la popolazione sta vivendo in questo periodo.
Presidente -Per la seconda replica, la parola al collega Domanico.
Domanico (FdI) -Riprendendo un po' le motivazioni del collega Centoz, sono relativamente d'accordo con quello che ci ha detto prima il Presidente. Siamo d'accordo sulla separazione delle responsabilità, è corretto, è esatto, ma io credo che, sapendo cosa fanno le Forze dell'ordine, che noi ringraziamo, vorremmo anche sapere che cosa fa la politica. Speravamo, visto che il ripetersi degli eventi è una cosa costante e annuale, di avere più risposte, non solo tavoli. Il fatto che alcuni Comuni non rientrino nel finanziamento statale, come ha detto lei, perché non rientrano nelle graduatorie ci fa piacere in quanto questa era la strada che era nel nostro programma, però dico anche che non è necessario che questi Comuni usufruiscano dei fondi statali quando possono magari ricevere fondi regionali.
