Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 23 del 25 novembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 23/XVII - Relazione annuale sull'attuazione del Titolo II "Principi in materia di controllo strategico e di controllo di gestione" della legge regionale 4 agosto 2009, n. 30, relativa all'anno 2024.

Aggravi (Président) -Point 7 à l'ordre du jour. Il Presidente dà per illustrata la relazione. Ha chiesto la parola il collega Lattanzi, ne ha facoltà.

Lattanzi (FdI) -Ci avrei tenuto ad ascoltare le parole del Presidente su queste poche pagine ma, a mio avviso, molto importanti, perché credo che non sfugga a nessuno che è uno dei pochi momenti nei quali si potrebbe fare una riflessione su quei parametri diperformancedi cui si parlava anche all'inizio di questa legislatura. È volontà del cittadino comprendere l'efficienza della Pubblica Amministrazione, della coerenza dei programmi annunciati dalle maggioranze e poi realizzati e nelle poche paginette, quattro, tolte le due copertine, sono poco più di due paginette e mezzo, ci saremmo aspettati oggettivamente qualcosa di un po' più profondo.

Visto che non ci sono, commentiamo quello che c'è. Quello che c'è è che sulla valutazione del piano strategico ha certamente influito il cambio di Presidenza che è avvenuto nel 2023, che ha un po' rimesso in condizioni la maggioranza precedente di dover ricominciare alcuni programmi, alcuni continuarli, altri abbandonarli e modificarli e banalmente, andando a guardare gli indici diperformance, si vede come appunto a partire dal marzo del 2023 il tasso di conseguimento del programma originario 2020-2023, considerati gli obiettivi dirigenziali assegnati e realizzati nelle annualità 2021-2022-2023, era del 56%; tasso di conseguimento del programma aggiornato al periodo 2023-2025, considerati gli obiettivi dirigenziali assegnati nell'annualità 2024, tasso 45%. A dirci cosa? Che evidentemente la stabilità è un valore, a dirci che, quando l'Amministrazione pubblica non è coordinata in maniera continuativa, perde performance a discapito del bene pubblico e del servizio pubblico e, dall'esame dei dati, pochi, scarni, avremmo dovuto andare a ricercarci tutte le voci in altre sedi. Si dice che: "La scelta del nuovo Esecutivo è di portare a termine le azioni in corso in quanto era ancora rispondente a esigenze espresse e altre che invece erano state messe in discontinuità. Sarà quindi importante impegnarsi - dice la relazione - per assicurare solide basi a progetti sostenibili per la crescita e lo sviluppo locali che, in uno scenario temporale di medio-lungo periodo, potranno essere proseguiti e conclusi dalle compagini politiche dirigenziali che guideranno l'ente in futuro. L'attenzione sarà prevalentemente concentrata sul settore dello sviluppo economico, del lavoro, delle comunicazioni, della tutela del territorio e dei servizi alla persona, nella cornice di un nuovo percorso volto a valorizzare maggiormente l'autonomia valdostana".

Ora, voi capite che relegare a quattro paginette una valutazione così importante credo sia una cosa su cui dovremmo riflettere per la misurazione del prossimo programma di attuazione di questa maggioranza, perché, quando abbiamo sentito presentare il programma, anche se le paginette anche lì erano molto poche, abbiamo sentito una grande volontà di continuare e di discontinuare e anche questo è stato un po' il tema del dibattito politico di oggi, si è sentito parlare molto di continuità e molto di discontinuità e si fa fatica addirittura a identificare i contorni di questa continuità e discontinuità, ma continueremo con questo balletto, io credo, ancora per tutta la legislatura, ma certamente, per valutare se c'è continuità ed efficienza e discontinuità e miglioramento, i parametri sono un dato e qui, purtroppo, noi non possiamo che valutare la pochezza di questo documento. Questo per quanto riguarda il controllo strategico.

Per quanto riguarda il controllo di gestione, il capitolo 2, qui è ancora più interessante, perché si è parlato molto dell'efficienza della Pubblica Amministrazione e in particolare delle valutazioni dirigenziali, io mi permetto di leggerlo perché, colleghi, so che l'avete fatto ma perdonatemi: "Il Dipartimento bilancio, finanza e patrimonio, società partecipate ha sviluppato alcuni indicatori di risultato volti a fornire la situazione dettagliata a ogni struttura che ritiene responsabile del controllo della propria gestione". Benissimo. "Elaborati e trasmessi annualmente, gli indicatori sono i seguenti - udite, udite - capacità di spesa e raffronto con l'anno precedente, capacità di pagamento, indice di velocità dei pagamenti (tale indice è pubblicato trimestralmente sul sito istituzionale)", quindi, cari colleghi, se volete andarvelo a vedere, dovete andare sul sito.

"Nel 2024 tale parametro è stato valorizzato anche nell'ambito delle valutazioni delleperformancee il suo monitoraggio ha assunto particolare importanza al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi nazionali del PNRR", come poi peraltro vedremo dopo "così come previsto all'articolo 4bis. In linea con gli orientamenti nazionali in materia dei predetti indicatori sono elaborati per ogni struttura dirigenziale gli stanziamenti iniziali, gli impegni inesigibili…". Finisce la paginetta, solo fronte, non c'è retro, con una frasetta: "Con ciò si sono forniti elementi utili a migliorare i processi organizzativi di pianificazione delle risorse necessarie e di trasformazione delle stesse in azioni di spesa concrete"; quali? Andate sul sito a vedervi i dati.

Io credo che il Consiglio abbia il diritto di avere una relazione un attimino un po' più compiuta, in modo da poter valutare, sia sotto l'aspetto strategico, quindi dell'indirizzo politico, e sia sotto l'indicazione dellaperformance, quindi il giudizio che i dirigenti danno di sé stessi e dell'efficienza delle proprie strutture, con un elemento, uno strumento di valutazione serio.

Presidente, mi sarei aspettato la presentazione, mi sarei aspettato l'illustrazione, perché condividiamo tutti che la valutazione della performance sia un indicatore che il Consiglio regionale, ma la comunità valdostana abbiano il diritto di sentire dibattuto. Questa è politica, dibattere se quello che è stato fatto in maniera strategica e politica, al di là della discontinuità che c'è stata soltanto nei Presidenti di Giunta e non nelle discontinuità politiche e le misurazioni dei dirigenti e degli organi siano state efficienti o meno. Questo è un dibattito che avrebbe forse questa mattina potuto arricchire maggiormente quest'Aula e non perderci in tanti battibecchi.

Io ringrazio per aver ricevuto il documento, scarno, senza numeri, gli unici due numeri sono quelli che vi ho citato e andremo tutti sul sito a guardarci i dati delle valutazioni, dopodiché torneremo in aula a discutere delle valutazioni dei dirigenti.

Président -La parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -La relazione che oggi esaminiamo non è un semplice adempimento formale, è la fotografia completa di una fase molto precisa della nostra Amministrazione, l'intero ciclo 2020-2025, con particolare attenzione agli anni 2023 e 2024, cioè gli anni centrali della nostra precedente, scorsa legislatura e di un periodo in cui io stesso ho ricoperto responsabilità diretta in Giunta ed è anche il motivo per cui intervengo oggi.

Per questo ho letto con particolare rispetto e anche con particolare attenzione questa scarna relazione di cui ha accennato prima il collega Lattanzi e l'ho letta con particolare attenzione non per rivendicare, ma per assumere fino in fondo la responsabilità politica di ciò che è stato fatto e di ciò che resta da completare e la lettura è molto chiara di queste poche pagine: questa relazione restituisce, con i dati che bisogna andarsi a cercare, che occorre in qualche modo anche valutare e non con i giudizi di parte, il quadro di un'Amministrazione che ha lavorato in modo serio, almeno così appare dalla relazione, che ha programmato, che ha monitorato, che ha costruito processi e li ha portati avanti con continuità. Lo si vede nella gestione del PIAO, nella performance dirigenziale, negli indicatori di spesa sulla spesa e sui pagamenti, nell'attuazione degli obiettivi del programma di Governo, nel lavoro sulla prevenzione della corruzione e sulla trasparenza. Lo si vede anche nei progressi registrati nei diversi settori, dalla valorizzazione del patrimonio culturale alla percorribilità delle strade, dal reinserimento lavorativo alle politiche di alpeggio e anche nelle criticità che abbiamo sempre affrontato con onestà, come, per esempio, la dispersione scolastica, che viene rappresentata come una criticità, che, devo dire, è comunque oggettivamente migliorata negli ultimi anni, passando proprio negli ultimi tre anni la valutazione da oltre il 14% al 10% in soli due anni e mezzo, tre anni e anche per merito - lo voglio dire - del tanto vituperato PNRR che da qualcuno non è neanche stato votato nelle sedi in cui questo è stato proposto. Anche la produzione, per esempio, dei rifiuti pro capite viene rappresentata come una delle criticità.

In altre parole questa relazione racconta di un'Amministrazione, che, fino a prova contraria, ha funzionato e racconta anche un ciclo politico che, con tutti i limiti - e mi scuso con il collega Lattanzi ma il tema della continuità e della stabilità probabilmente lo riproporremo per un certo tempo -, ha garantito stabilità.

Io ho sempre detto che la stabilità - adesso a prescindere dalle maggioranze - è comunque un valore, l'ho detto in campagna elettorale, continuiamo a dirlo: la stabilità di una maggioranza è un valore che non è dovuto ai politici e alla politica all'interno di questo Consiglio, ma è dovuto, come spesso dico, alla comunità.

Dicevo che racconta, pur con tutti i suoi limiti, di un ciclo politico che ha garantito stabilità, coerenza e capacità di programmazione e racconta anche un'esperienza di Governo che ha tenuto insieme le strutture, la politica e credo anche una visione autonomista e progressista. Qui sta il punto politico che non posso eludere, perché questa relazione, con tutto ciò che contiene, arriva in un momento in cui noi siamo all'opposizione, non per un giudizio, continuo a vedere e continuo ad ascoltare conferme rispetto al buon lavoro svolto, negativo sul lavoro svolto, non perché i processi non andassero avanti, non perché mancasse una direzione. Siamo all'opposizione per una scelta tutta interna all'Union Valdôtaine, che ha preferito mandare alle ortiche un'esperienza di governo che, lo dimostra il documento che abbiamo davanti, stava producendo dei risultati e che aveva ancora margini di miglioramento e di consolidamento.

C'era la convenienza evidentemente del momento, una convenienza che - lo dico con franchezza - non riesco ancora a scorgere nei suoi benefici reali, soprattutto considerando l'alleanza scelta come alternativa, una convenienza che oggi rappresenta tutta la sua fragilità e che rischia di compromettere quella continuità amministrativa che è un valore e non un ostacolo e la dichiarazione tardiva del collega Marguerettaz - che mi sarebbe piaciuto sentire prima e non dopo il voto, perché, se il collega Marguerettaz ci avesse raccontato il grande lavoro fatto da lui e dai suoi colleghi in Commissione paritetica, magari avremmo potuto rivalutare anche la nostra posizione - circa il fatto che il Governo si deve dare una mossa dice tanto di questa scelta di discontinuità nella continuità. Veramente questa è una sorta quasi di ossimoro incomprensibile per noi, potete immaginare per i cittadini.

Allora proprio per questo ritengo e riteniamo come gruppo importante che la relazione non sia data per letta, perché noi ce la siamo anche potuta leggere, abbiamo potuto scaricare gli allegati, come ha fatto il collega Lattanzi e credo tutti i colleghi, ma, se non viene raccontata e non viene rappresentata e illustrata qui in aula, i cittadini che ne sanno? Le persone che ci ascoltano, pochi, tanti, non lo so, devono capire che cosa racconta davvero questo documento, devono capire se la macchina amministrativa ha funzionato o non ha funzionato, se i processi sono stati avviati correttamente, se i percorsi erano chiari, se la continuità era solida, se la scelta di interrompere questa continuità ha fondamento nei dati o in una scelta di politica minuta.

Questa relazione, insomma, non riguarda il passato credo, colleghi, quindi, secondo me, non deve essere una cosa che può essere passata come se nulla fosse stato; riguarda il presente, riguarda il futuro e riguarda una continuità amministrativa anche nella discontinuità di scelte politiche che, francamente, continuiamo a non capire. Ci ricorda che la Valle d'Aosta ha bisogno di serietà, questa, ed è forse quello il motivo per cui non la volete esporre pubblicamente, di stabilità e soprattutto di coerenza. Ci ricorda che, quando queste condizioni si rompono per convenienza, come dicevo prima, a pagare il prezzo non siamo noi all'interno di questo Consiglio regionale, ma la comunità valdostana. Per questo chiediamo - pur ringraziando il collega Lattanzi per aver fatto il lavoro che avrebbe dovuto fare il Presidente, e probabilmente qualche collega più direttamente implicato, visto che si citano anche diversi ambiti e settori sui quali si è fatto e sui quali evidentemente si deve completare il lavoro - al Presidente o a chi per lui che il documento venga illustrato, non tanto per noi, ma per chi ci ascolta, in modo chiaro e completo, così che tutti - ripeto: tutti - possano comprendere il contesto e valutarne la portata. Credo che solo così il Consiglio potrà assumersi con cognizione la responsabilità politica che gli compete.

Circa la completezza della relazione concordo con il collega Lattanzi e vi chiederei davvero la cortesia, anche in vista, tra l'altro, del prossimo bilancio, che voi avete definito un bilancio meramente tecnico, di aiutarci e di aiutare i Consiglieri con relazioni, dati, sintesi, che possano in qualche modo aiutarci anche a fare delle scelte più consapevoli.

Presidente -Ci sono altri interventi? Ricordo che la relazione, per quanto riguarda il Consiglio regionale, è una presa d'atto. Se non ci sono altri interventi, passo al prossimo punto all'ordine del giorno.

Il Consiglio prende atto della relazione.