Oggetto del Consiglio n. 22 del 25 novembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 22/XVII - Nomina dei componenti di parte regionale in seno alla Commissione paritetica di cui all'articolo 48bis dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, introdotto dall'articolo 3 della legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2.
Aggravi (Président) -Point n° 6 à l'ordre du jour. La Commissione paritetica, prevista dall'articolo 48bis dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, svolge un ruolo di fondamentale importanza per lo sviluppo e il rafforzamento della nostra autonomia, elaborando gli schemi dei decreti legislativi recanti le disposizioni di attuazione dello Statuto speciale e di armonizzazione della legislazione statale con l'ordinamento regionale. Ricordo che l'articolo citato dello Statuto stabilisce che la Commissione paritetica sia composta da sei membri nominati, rispettivamente, tre dal Governo nazionale e tre dal Consiglio regionale.
Atteso che il Consiglio regionale è stato rinnovato a seguito della consultazione elettorale del 28 settembre 2025 e ravvisata dunque la necessità di procedere alla nomina dei rappresentanti della Regione in seno alla Commissione paritetica, la Presidenza negli scorsi giorni ha chiesto l'iscrizione all'ordine del giorno di questo punto.
Consigliere Carrel, espliciti la mozione d'ordine.
Carrel (ADC) -Vorrei chiedere una sospensione per una riunione della Conferenza dei Capigruppo in modo da poter richiedere il rinvio del punto all'ordine del giorno alla prossima settimana visto che non sono stati condivisi i nomi da votare e credo che l'importanza della Commissione paritetica sia fondamentale per tutti i gruppi consiliari e, visto che abbiamo un Consiglio regionale già convocato per la prossima settimana, chiederemo in Capigruppo di poter rinviare questo punto all'ordine del giorno alla prossima adunanza in modo da poter dare anche il nostro contributo come gruppi consiliari appunto a questa importantissima nomina per la nostra Regione.
Presidente -Sospendiamo i lavori consiliari e convochiamo una riunione della Conferenza dei Capigruppo.
La seduta è sospesa dalle ore 10:21 alle ore 10:38.
Aggravi (Presidente) -Colleghi, riprendiamo. Ha chiesto la parola il collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) -Solo per riferire quanto è accaduto durante la Conferenza dei Capigruppo, durante la riunione di minoranza che è seguita, nel senso che, rispetto alla richiesta del collega Carrel di poter rinviare il voto rispetto alla Commissione paritetica di parte regionale, ovviamente da parte della maggioranza non c'è stata questa disponibilità. Riteniamo che la volontà di questa maggioranza di non voler condividere una nomina così importante su un tema così delicato, che, peraltro, rientra anche un po' negli impegni che questa maggioranza si è assunta a inizio legislatura, con tutta una serie di riforme che sono state annunciate e che inevitabilmente richiederanno anche maggioranze qualificate se vorranno essere portate a compimento, denoti una chiusura che non fa bene a quella collaborazione che si è paventata, a quella collaborazione che si è richiesta, a quella collaborazione che è stata ipotizzata, cioè una collaborazione che vada al di là degli steccati delle maggioranze. A fronte di questo, ovviamente non possiamo condividere le modalità con cui è stata posta in essere questa discussione, questo tema così delicato e, a nome dei gruppi di Lega, Renaissance e Fratelli d'Italia, chiediamo il voto in cabina.
Presidente -Ha chiesto la parola il presidente Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) -L'articolo 48bis dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, come anticipato dal Presidente del Consiglio, chiarisce come il Governo sia delegato a emanare uno o più decreti legislativi recanti le disposizioni di attuazione del presente Statuto e le disposizioni per armonizzare la legislazione nazionale con l'ordinamento della Regione Valle d'Aosta tenendo conto delle particolari condizioni di autonomia attribuita alla Regione.
Chiarisce, inoltre, che gli schemi dei decreti legislativi sono elaborati da una Commissione paritetica composta da sei membri, nominati rispettivamente tre dal Governo e tre dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta e sono sottoposti al parere del Consiglio stesso. All'interno di questo inquadramento normativo l'Amministrazione regionale, il Governo regionale, propone la continuità dei membri di nomina regionale, per un motivo che è molto semplice e pragmatico: la conoscenza deidossierche giacciono all'interno della Commissione paritetica, dossier che peraltro sono stati affrontati fino a qualche mese prima delle elezioni con attenzione da parte di membri cheà tour de rôlesono subentrati all'interno della Commissione paritetica di parte regionale ed è per questo che la proposta ricade su queste tre figure: il professor Vincenzo Nunziata che dal 1982 al 1985 è stato Procuratore dello Stato, è poi stato Avvocato dello Stato presso l'Avvocatura generale dello Stato di Roma dal 1985, Consigliere giuridico del Ministro delle funzioni pubbliche e gli affari regionali tra il 1996 e il 2001, Capo dell'Ufficio legislativo del Ministro degli affari esteri fra il 2002 e il 2004, Capo dell'Ufficio legislativo del Ministero per le funzioni pubbliche fra il 2004 e il 2006, Capo di Gabinetto del Ministero delle comunicazioni fra il 2006 e il 2008, Capo di Gabinetto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca tra il 2008 e il 2011, Capo del settore legislativo del Ministero degli affari regionali, il turismo e lo sport nel 2012, componente del Consiglio superiore dei lavori pubblici nel 2013 e Capo di Gabinetto del Ministero delle funzioni pubbliche tra il 2022 e il 2023, curriculum di tutto rispetto che ne identifica una persona avvezza al confronto con i Ministeri competenti e che ha dimostrato, nei mesi all'interno dei quali ha ricoperto anche la carica di Presidente all'interno della Paritetica, un'attenzione particolare per le nostre esigenze. Proponiamo poi l'avvocato Barbara Randazzo, abilitata alla professione forense dal 1997 e iscritta all'Albo degli avvocati sin dall'anno successivo. Dal 2012 è abilitata al patrocinio presso le giurisdizioni superiori, ha collaborato con il professor Enrico De Mita, specializzato in diritto tributario, e con l'avvocato Valerio Onida, specializzato in diritto e giustizia costituzionale, dottore di ricerca in diritto costituzionale, ha intrapreso la carriera accademica vincendo il concorso di ricercatore, poi quello di professore associato e, infine, nel 2014, quello di professore ordinario. Dal 2015 è professore ordinario di diritto costituzionale e pubblico presso l'Università degli studi di Milano, profonda conoscitrice dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, ha rappresentato già la Regione nelle precedenti legislature, con attenzione e interesse di chiudere le situazioni che interessano il nostro territorio all'interno delle normative statali.
Infine il collega Aurelio Marguerettaz, il cui curriculum è ben conosciuto, una componente politica che rappresenta per noi un raccordo importante, untrait d'union, tra la comunità valdostana e la Commissione paritetica, all'interno della quale può rappresentare un elemento di stimolo e di attenzione, rafforzando le prerogative dei nostri interessi e con la conoscenza dei dossier che prioritariamente vogliamo portare avanti.
Crediamo che su questi tre nomi e sul percorso che hanno svolto all'interno della Paritetica non ci fosse la possibilità di fare valutazioni diverse che andassero a consolidare la necessità di iniziare subito, e nuovamente con determinazione, un percorso che ci viene sollecitato molto spesso anche dalla minoranza e che pertanto vogliamo portare al voto fin da oggi.
Presidente -È stato chiesto il voto in cabina. Chiedo anche ai componenti di maggioranza un nominativo… Il collega Martinet sarà scrutatore supplente al posto del collega Marguerettaz. Ha chiesto la parola la collega Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (AVS) -Siamo chiamati oggi a votare la nomina dei rappresentanti della Regione in seno a un organismo che è previsto dall'articolo 48bis dello Statuto, che ha una funzione di grande rilevanza perché la Commissione paritetica Stato-Regione ha il compito di elaborare gli schemi dei decreti legislativi, cito testualmente: "di attuazione dello Statuto e le disposizioni per armonizzare la legislazione nazionale con l'ordinamento della Regione Valle d'Aosta". Esaminando i decreti con le norme di attuazione nel corso dei circa settant'anni di applicazione, ci rendiamo conto che hanno avuto un'evoluzione, assumendo progressivamente un ruolo non solo attuativo dello Statuto, ma anche interpretativo e persino innovativo e correttivo rispetto allo Statuto stesso, quindi credo che,cela va sans dire, sia uno strumento estremamente importante quello che è in capo alla Commissione. Purtroppo però mi sembra che ultimamente si sia persa la capacità di utilizzare quest'importante strumento statutario e lo dico perché c'è un dato eloquente: nel corso dell'ultima legislatura, tra il 2020 e il 2025, nessun decreto legislativo con norma di attuazione riguardante la Valle d'Aosta è stato approvato, cinque anni con zero risultati.
Abbiamo assistito in questo lustro a una baraonda di nomine nella Commissione paritetica, a dimissioni di cui non abbiamo capito bene il motivo, alla nomina di esponenti politici valdostani di primo piano, come l'ex presidente Rollandin, il consigliere Marguerettaz, l'ex presidente del Consiglio Rini per la parte statale. A un certo punto abbiamo avuto anche la Presidenza della Commissione paritetica, Presidenza di parte regionale, affidata al consigliere giuridico della presidente Meloni però..., l'avvocato Marini, quindi figure di spicco, figure di potere, ma non è stato portato a casa nessun risultato. Allora, adesso che siamo all'inizio di una nuova legislatura, invece di procedere a nomine a testa bassa, affrettate, come se fosse una pratica burocratica da sbrigare subito, senza riflettere, forse credo che bisognerebbe fermarsi un attimo e chiedersi che cosa non ha funzionato negli anni scorsi e cosa rischia di continuare a non funzionare. A nostro avviso, un motivo è legato al fatto che si vede la Commissione paritetica come un posto di prestigio, tra l'altro anche ben retribuito, in cui collocare qualcuno senza minimamente definire gli obiettivi che si vogliono raggiungere, senza ragionare sui profili più adatti per perseguire tali obiettivi. I tre rappresentanti di parte regionale, lo abbiamo già visto in altre occasioni, vengono nominati senza un input politico e programmatico e manca, e questo è evidentissimo, completamente l'interlocuzione con il Consiglio attraverso anche le sue Commissioni. Solo oggi, solo adesso ci vengono proposti dei nominativi senza un minimo di valutazione del funzionamento della Commissione paritetica nella passata legislatura, senza ragionare sulle figure che servono, senza indicazione dei temi su cui si intende operare; inoltre, e soprattutto, senza un coinvolgimento di tutto il Consiglio sui nominativi, addirittura senza una comunicazione alla Conferenza dei capigruppo alla vigilia di questo Consiglio ieri, niente di niente. Questo nonostante ancora a marzo scorso, in occasione della nomina del sostituto del professor Marini, tutti i gruppi di opposizione avessero sottolineato la scorrettezza di questo modo di procedere e avessero chiesto di avere almeno il curriculum della persona indicata prima di arrivare alla nomina. Mi si dirà - e lo ha detto anche il Presidente - che i nominativi proposti non hanno bisogno di presentazione perché sono gli stessi membri della Paritetica uscente e che si promuove così la continuità e poi la presentazione credo sia quella che è stata fatta testé dal Presidente, però, se non erro, qui ci sono 19 Consiglieri che non erano presenti nella passata legislatura e ben 13 sono alla loro prima consiliatura, quindi non so di che continuità si parli. Una valorizzazione del ruolo della Paritetica che passa anche attraverso un percorso minimamente condiviso, o almeno attraverso un'informazione preventiva, puntuale, sarebbe stato, secondo noi, più che opportuna. Tuttavia, ancora poco fa nella Capigruppo il Presidente della Regione ci ha detto che non si dà spazio ad altre condivisioni di profili e questa, a mio avviso, è l'ennesima dimostrazione di quell'arroganza che abbiamo ben conosciuto negli anni passati. Le nomine sono un atto di grande rilevanza politica che va gestito con trasparenza, puntando sulla competenza e l'affidabilità delle persone ed escludendo altri elementi e altre logiche. Ma non solo, trattandosi di un ruolo istituzionale, noi crediamo fermamente che bisognerebbe evitare un ragionamento di parte fatto solo da una maggioranza, si dovrebbe fare almeno un tentativo di condivisione, magari senza riuscirci, perché sappiamo che ci sono poi delle dinamiche... può succedere, però non si fa nemmeno questo. Anche questa volta, per l'ennesima volta - eppure questa, come è già stato detto dal collega Carrel, è una nomina di esclusiva competenza del Consiglio - non è una nomina che viene dalla Giunta e il Consiglio è, in questo caso, l'organo che è deputato. Mi rendo conto che cambiano le maggioranze, cambiano anche i Presidenti di questa Assemblea, ma resta lo stesso negativo modo di procedere. Non posso fare a meno di notare che, se questo è il livello di dialogo che volete promuovere in questa legislatura, beh, allora siete partiti male e non c'è tanto in cui sperare. Sicuramente non voteremo i nominativi proposti.
Presidente -Se non ci sono altri interventi, procederei con la fase di voto. La parola al collega Torrione.
Torrione (AVS) -È già stato ricordato dalla mia collega: la Commissione paritetica è un importante organo consultivo e, come ha definito la sentenza della Corte costituzionale n. 109 del 1995, rappresenta uno strumento di collaborazione e raccordo tra Stato e Regioni ad autonomia speciale finalizzato alla ricerca di una sintesi positiva tra posizioni e interessi diversi, quindi una valenza importante, ma c'è un'altra caratteristica che hanno le norme di attuazione degli Statuti di autonomia, perché occupano una posizione del tutto peculiare nell'ambito della gerarchia delle fonti, incontrando il solo e duplice limite del rispetto dello Statuto e della Costituzione, cioè le norme di attuazione sono definite dalla Corte costituzionale come ordinarie norme aventi forza di legge che prevalgono sulla legge statale, in ragione di che cosa? "Del carattere riservato e separato che lo Statuto speciale attribuisce a tale fonte". In sostanza che cosa significa? Significa che le norme prevalgono appunto sulla legge statale e questa mi sembra una sottolineatura dell'autonomia delle Regioni a Statuto speciale importante, quanto c'è di autonomia in questa sottolineatura? Questo ovviamente per ribadire quanto già detto in precedenza sul ruolo determinante di quest'organismo e delle persone che sono chiamate a farne parte. Questa premessa mi serve per ricordare che nella nomina dei componenti di una Commissione di tale portata e importanza per la nostra Regione avrei preferito ritrovare da parte della maggioranza un maggior rispetto sia verso l'importanza della Commissione stessa, sia soprattutto verso questo Consiglio. Mi preme esprimere il mio dispiacere, per quello che può valere, che in realtà sfocia anche un po' in disappunto, nel biasimare le modalità con cui si è arrivati a proporre e nominare i membri di parte regionale della Commissione. Come è stato detto dalla mia collega, zero confronto, zero consultazione, nessun tentativo di proporre dei nomi che potessero essere rappresentativi non solo della maggioranza ma anche di tutto il Consiglio; considerate che la Commissione paritetica vale per tutta la Regione e non soltanto per una parte di elettori.
Aggiungo anche che questo sprezzo verso il Consiglio in questa manifestazione muscolare del potere dei numeri, che sono ovviamente i numeri di maggioranza, dal mio punto di vista non assolutamente necessaria, mi fa dire che avreste potuto presentare i candidati almeno prima del Consiglio odierno, presentare i loro curricula in modo che anche la minoranza potesse avere un minimo di attenzione e di possibilità di esprimere delle opinioni. Questo, come ha ricordato la collega Minelli, non è successo neanche ieri nella Capigruppo, dove non c'è stato neanche un cenno, ma ovviamente questa mia manifestazione di disappunto in realtà trova le migliori parole per esprimerla citando, fra gli interventi della seduta del 26 marzo 2025, a seguito della votazione per schede con la quale il Consiglio di Valle ha nominato, con 21 voti a favore, l'avvocato Nunziata quale rappresentante della Regione nella Commissione paritetica, quando c'è stata la sostituzione del professor Marini per intenderci, le migliori parole sono le limpide parole dell'allora consigliere Aggravi che cito, e mi piace citare testualmente: "Abbiamo chiesto al Governo di indicarci i nomi dei possibili candidati, che però nella riunione dei Capogruppo di ieri non ci sono stati dati. Solo questa mattina ci è stato fatto il nome del professor Nunziata". Poi il consigliere Aggravi ha proseguito dicendo: "Il metodo è importante, soprattutto su una nomina di questo livello e sarebbe stato opportuno presentare la candidatura in maniera diversa, non si butta in aula un nome all'ultimo minuto senza neanche presentare un curriculum del candidato e poi aspettarsi - quasi a voler pretendere (piccola sottolineatura mia) - la condivisione di tutti i gruppi". Ovviamente queste parole mi trovano perfettamente d'accordo e ricordo, se non sbaglio, che in quell'occasione alle parole del consigliere Aggravi si sono associate quelle dei colleghi Minelli e Manfrin, posizioni critiche, giustificate allora per una sostituzione, a maggior ragione critiche quando si tratta di fare un'intera nomina della Commissione. Questo è il primo motivo di dispiacere, di disappunto, potete usare voi i termini che preferite.
Il secondo motivo di dispiacere è relativamente alla scelta dei nominativi, a questo proposito mi permetto di citare alcune considerazioni fatte dal professor Louvin in un suo Trattato del 2016 che si intitolava: "Le Commissioni paritetiche come sede di negoziato permanente fra Regioni speciali e Governo".
La prima citazione è: "Le norme statutarie che fissano i criteri di composizione delle Commissioni paritetiche sono estremamente generiche. Si delinea succintamente la previsione di organi di natura collegiale composti da membri nominati dallo Stato e dalla Regione, o Provincia autonoma, precisandosi in qualche caso che essi operano in rappresentanza degli enti che rispettivamente li nominano". Poi prosegue dicendo: "Non è dato trovare nessuna precisazione nell'intero panorama delle Paritetiche per quanto attiene l'estrazione tecnica o politica dei componenti nominati, la valutazione in proposito non è stata uniforme e ha portato a tendenze divaricate".
La seconda citazione è questa: "In alcune paritetiche lo Stato ha mantenuto una rappresentanza - vi ricordo che è del 2016 questo Trattato - neutra, affidata prevalentemente ad accademici", tra queste c'era la Regione Valle d'Aosta, oltre al Friuli-Venezia Giulia.
La terza citazione, che prosegue sull'ambito di riferimento della seconda: "Il fenomeno della politicizzazione si sta comunque complessivamente accentuando ed esalta, seppur in maniera ancora non del tutto omogenea, i connotati non esclusivamente tecnico-giuridici di queste Commissioni".
Allora perché mi sono permesso di citare il professor Louvin? Perché fondamentalmente nel dire che non vi sono dei criteri chiari, che sono, anzi, da lui definiti generici nella composizione delle Commissioni paritetiche, egli chiarisce che le Regioni e lo Stato hanno un ampio margine per intervenire in tal senso. Il professor Louvin ricorda anche che in passato e per molti anni la Regione ha dato un'interpretazione di questa facoltà in termini tecnici, affidando ad accademici l'indicazione dei candidati. Purtroppo poi è partita quella che Louvin appunto definisce la politicizzazione di queste nomine e devo dire che quello che sta accadendo ed è accaduto negli ultimi anni ne è esattamente la riprova e a me personalmente spiace, perché credo che la Commissione sia una Commissione tecnica, che debba avere una composizione fatta effettivamente da professionisti e da accademici. Io credo che fondamentalmente i principi cardine che devono guidare la scelta del Consiglio nella definizione dei profili dei membri di questa Commissione debbano essere, come dicevo prima, la competenza tecnica e una comprovata e specifica competenza tecnica nelle materie oggetto delle norme di attuazione in questione, di trasparenza, le procedure di nomina devono essere chiare e trasparenti, così come i lavori della Commissione devono svolgersi in un contesto di massima visibilità, mi permetto di aggiungere anche nella scelta dei componenti e del coinvolgimento del Consiglio.
Altro principio è la lealtà costituzionale, i membri devono agire in nome e per conto del principio di lealtà costituzionale, garantendo che le norme di attuazione rispettino i principi e i limiti stabiliti dallo Statuto, ma questo, come si suol dire,ça va sans dire.
L'ultimo elemento, secondo me, l'ultimo principio cardine è quello della neutralità e qui qualche perplessità rispetto alle nomine posso avanzarla, cioè la composizione delle Commissioni non deve essere influenzata da interessi politici, ma deve basarsi sulla professionalità e sul ruolo istituzionale dei componenti.
Per questi due motivi importanti ovviamente la nostra contrarietà si tradurrà in un voto di astensione e, come ultima considerazione, mi permetto semplicemente di riallacciarmi a una considerazione che ha fatto il presidente Testolin, ricordando al Presidente che durante le consultazioni siamo stati ripresi o, meglio, ci è stato detto: "Cercate di fare un'opposizione non fine a sé stessa ma collaborativa, costruttiva, rispetto alla maggioranza". Ovviamente noi allora abbiamo risposto che noi facciamo opposizione sui temi, sui contenuti e non in base a chi dice o esprime le opinioni. In questo caso mi sembra che il presidente Testolin e la maggioranza si siano contraddetti da soli, perché le modalità che sono state utilizzate per proporre questi nomi non mi sembrano molto collaborative, non mi pare che abbiano coinvolto adeguatamente il Consiglio e che, fino a prova contraria, è vero che noi facciamo parte della minoranza e non abbiamo i "muscoli" dei numeri, ma comunque credo che, nel rispetto di tutti quanti, e dell'opposizione, una modalità diversa per arrivare a questa votazione l'avremmo assolutamente preferita.
Dalle ore 11:04 assume la Presidenza la vicepresidente Petey.
Petey (Président) -Je passe la parole au conseiller Centoz.
Centoz (PD-FP) -Due considerazioni le voglio fare anch'io sulla base della discussione che sta nascendo per questo punto all'ordine del giorno che riteniamo sia molto importante, importante perché la Commissione paritetica, è stato ricordato da più parti, ha un ruolo strategico per l'attuazione del nostro Statuto speciale e noi ci immaginavamo, io mi immaginavo, che un coinvolgimento maggiore del Consiglio, un metodo diverso, sarebbe stato probabilmente auspicabile. In questa volontà di procedere a maggioranza individuiamo un metodo secondo noi sbagliato. Già nel Consiglio di insediamento della nuova maggioranza e della nuova Giunta si è proceduto a individuare un'interpretazione di maggioranza, sono stati sollevati dei dubbi sulla possibilità, per alcuni, di essere nominati come Presidenti o come Assessori, ci sono stati forniti diversi pareri, la maggioranza ha assunto una sua posizione appunto blindandosi a maggioranza, senza interloquire con l'aula intera e oggi notiamo lo stesso tipo di atteggiamento, cioè una chiusura all'interno della maggioranza senza che uno dei passaggi più importanti a inizio di legislatura, cioè la nomina dei componenti della Commissione paritetica, l'organismo che dovrebbe in qualche modo aiutarci a rendere concreto e attuale il nostro Statuto, venga proposto a maggioranza.
La giustificazione avanzata dal Presidente è che come componenti sono confermati quelli della passata consiliatura perché già conoscono idossier. È sicuramente un elemento importante, però allora mi viene da chiedere perché non è stata confermata la maggioranza uscente, che conosceva già i dossier. Da questo punto di vista, mi sembra una valutazione abbastanza limitata, i professionisti, le persone che vengono scelte nella Commissione paritetica sono persone dotate di un livello, si auspica e si spera, importante, elevato e credo che non abbiano nessun problema a prendere in mano dei dossier ed esaminarli per portare avanti le indicazioni che vengono, si spera, dal Consiglio e non solo dalla maggioranza.
Io credo che il metodo scelto da questa maggioranza non sia un metodo che consente un dialogo costruttivo con le minoranze a inizio legislatura, ci aspettavamo almeno il tentativo di un dialogo, poi magari il risultato sarebbe stato lo stesso, ma almeno un tentativo di dialogo con le minoranze per capire se c'era la possibilità di individuare una terna che potesse essere rappresentativa del Consiglio e non solo della maggioranza. Non voglio farne una questione di titoli o di meriti di chi andrà a ricoprire questi ruoli perché credo che siano tutti meritevoli, ma di metodo, che mi interessa molto di più.
La necessità di coinvolgere il Consiglio regionale in una discussione così fondamentale per la nostra Regione credo sia un punto qualificante e oggi il fatto che la maggioranza prosegua, appunto, a maggioranza, senza un confronto, la dice lunga sui rapporti che probabilmente si instaureranno da qui in avanti con il Consiglio regionale.
Presidente -Passo la parola al consigliere Aggravi.
Aggravi (CA) -Intervengo dai banchi del Consiglio, non distante da dove ho terminato la legislatura e anche da dove l'ho iniziata e ringrazio anche i colleghi delle opposizioni, in particolare il collega Torrione, per avermi citato, così mi permetterà di fare alcune considerazioni magari anche utili ai fini di un ripensamento da parte del posizionamento delle opposizioni sui singoli nominativi. Cercherò di spiegarmi in modo più completo.
È vero, le modalità di elezione della Commissione paritetica sono sempre state molto particolari, come le modalità di elezione di ogni organo posto a votazione di questo Consiglio e, collega Torrione, lei potrà chiedere alla collega Minelli, che ha avuto anche lei un'esperienza di governo prima di me con alcune delle forze politiche che oggi sono al Governo, in particolare con l'Union Valdôtaine, e anche lei ha votato in alcune situazioni in quel caso dei provvedimenti, non dei nominativi, che non capisco fino in fondo come abbia potuto all'epoca votare, ma si sa, fa anche parte della democrazia trovare dei punti d'incontro. So che la vostra forza politica non è fatta per punti d'incontro, però oggettivamente ci sono dei momenti in cui bisogna trovare una sintesi e non necessariamente questa sintesi può soddisfare tutto.
Il tema della forza muscolare delle maggioranze è un tema che rinasce e si ripresenta ogni volta che c'è una maggioranza e una minoranza, quindi lo prendo cavallerescamente e dico una volta a testa. Lei giustamente è arrivato ora, io ho subìto la forza delle maggioranze molte volte, pensi che l'ho anche subita quando ero in maggioranza e anche in quest'aula, perché avevo una maggioranza contro non soltanto formata dalla minoranza, ma anche da un pezzo della mia stessa maggioranza, quindi le posso dire che di questo sono pienamente cosciente e consapevole.
Vado sui nominativi. Giustamente qualcuno dice e all'epoca io lo dissi: "Ci mancano i curricula", però in questo momento qua giustamente c'è una scelta di continuità e mi sarei aspettato che chi è venuto in quest'aula per procedere a una votazione comunque i curricula dei candidati uscenti… anzi, chiedo scusa, dei membri uscenti, perché non ci sono tecnicamente dei candidati… li dovrebbe aver guardati e, guardando i vari punti, non ce l'ho particolarmente su questo con la sua forza politica, con la vostra forza politica, ma farò un'altra considerazione, guardando proprio i CV degli altri candidati mi sento di dire alcune cose.
Riguardo alla professoressa Randazzo, spesso e volentieri è stata affibbiata politicamente in quota Lega, questo è successo nel passato, io ho anche votato la prima volta la professoressa e lo rifarò molto, molto volentieri oggi considerato che è una professionista di grande esperienza e che, tra l'altro, sta dando un grande contributo nell'interesse della nostra Regione, però faccio notare a qualche collega che oggi siede all'opposizione che la professoressa Randazzo forse qualche volta l'ha già votata, così come il professor Nunziata… mi sembra che nella scorsa legislatura io non l'ho votato, lo posso dire, oggi non ho problemi a dire che lo voterò, perché una maggioranza deve trovare una sintesi, poi non è detto che debba trovarla con le opposizioni e le ho detto che sono un grande esperto di sintesi non trovate, però qualcuno l'ha votato. Oggettivamente guardo gli amici del Partito Democratico, ma dov'erano fino a ieri? Io capisco che stavolta è andata male, però l'avevano votato - parlo politicamente, consigliera Forcellati - lei può fare quello che vuole, come il sottoscritto, però, visto che ogni tanto si gioca il gioco delle parti politiche e non delle persone, mi sento di dire che l'avete già votato, soprattutto, quando uno vi ha ricordato - e lo ricordo all'altra parte dei banchi - che il curriculum del professor Nunziata non è un curriculum tipicamente di Sinistra, o comunque non è un curriculum di un'area politica, viene definito unGrand Commisdi Stato, ma mi sembra che sia stato anche vicino ad alcuni Ministri che non sono di Sinistra, quindi, se non vi ho capiti l'altra volta, posso capire che forse questa volta i CV li avete letti e quindi non lo votate. Mi chiedo perché l'altra volta l'avete votato e guardo in particolare il consigliere, già assessore, Guichardaz.
Così come anche sul collega Marguerettaz, che io l'altra volta non ho votato e questa volta sono contento di poter votare. Qualcuno l'ha già votato, oggi non lo vota più, perché? Cos'è cambiato dall'altra volta? È cambiato qualcosa? Magari ce lo possono spiegare, oppure anche qui è un gioco delle parti tra maggioranza e minoranza? Che ci sta in una democrazia, perché altrimenti, detto fra noi, abbiamo un problema, cioè sappiamo quali sono le regole del gioco, ci dobbiamo giustamente adeguare e ci sta, poi sta a ognuno di noi, politicamente o personalmente, giustificare i propri posizionamenti, però lasciamo appunto i giudizi morali e di merito ad altri.
Sono anche un po' stupito - me lo consentirà il collega Carrel - che si è fatto promotore giustamente della Capigruppo in cui ha chiesto di comprendere se c'era la possibilità di rimandare il punto per trovare dei nomi condivisi, ecco, io non mi ricordo una grande condivisione del nominativo proposto da Pour l'Autonomie all'interno della Commissione paritetica, quindi la storia si ripete. Questa volta è andata male agli uni, l'altra volta è andata bene agli altri, però sono piuttosto stupito perché mi sembra che il collega Marguerettaz forse era già stato votato e forse anche il collega Nunziata, ma magari non ho buona memoria. Mi chiedo quindi perché oggi non vengono votati questi colleghi se sono già stati votati.
Per carità, uno può dire: "Ritengo che il lavoro che è stato fatto non mi rappresenti", ma almeno lo dica e non dica agli altri che invece sbagliano, perché, lo ripeto, ci sono dei momenti in cui bisogna fare sintesi, qualcuno la sintesi la vuole fare, qualcun altro non la vuole fare, ma almeno lo spieghi, perché dare lezioni agli altri io le accetto - e sicuramente, come Presidente del Consiglio, ogni tanto dovrò accettarne più di altri, e lo faccio molto volentieri, anzi, mi scuso se in alcune situazioni magari non riuscirò a essere all'altezza del mio ruolo -, però oggettivamente ci sono delle persone che prima di dire agli altri perché votano o perché esercitano la forza della maggioranza, quindi sbagliano, forse devono anche guardare alle posizioni che hanno preso, sia politicamente, sia personalmente, non soltanto oggi, ma anche negli altri giorni e che magari prenderanno prossimamente. Oggettivamente quindi chi ha già espresso, per carità, nel segreto dell'urna, ma in parte anche è già stato rappresentato un posizionamento di voto forse deve spiegare perché oggi non lo vota più, oppure si celi, giustamente, perché è previsto, nel segreto dell'urna.
Detto questo, vi ringrazio e sappiate che, quando lo riterrò opportuno, scenderò giustamente e dirò la mia e sono comunque uno dei 35 nonché orgoglioso comunque di essere vostro collega.
Président -La parole au conseiller Lattanzi.
Lattanzi (FdI) -Collega Aggravi, io condivido molto del suo intervento e devo dire che tutte le incongruenze che gli amici della Sinistra hanno appena espresso le sottoscriviamo, però mi rifaccio a quello che è stato un invito della maggioranza, mi pare che si chiamasse discontinuità, non solo nella forma, ma anche nella sostanza.
Noi oggi chiediamo semplicemente che questa legislatura - e lei l'ha auspicato all'inizio del suo insediamento - si contraddistingua per un'onestà intellettuale istituzionale. Oggi qui non stiamo a discutere sui giochi delle parti, di chi era in maggioranza, chi era in opposizione, chi oggi è in maggioranza vota quello che non ha votato prima, chi è oggi all'opposizione dice quello che oggi non va più bene. Stiamo semplicemente dicendo che una nomina in Commissione paritetica, i tre membri che la maggioranza ha la legittimità di presentare, andrebbe fatta in maniera corretta istituzionalmente un momento prima che questo avvenga. Non è possibile avere i nomi mezz'ora prima del dibattito, lasciamo perdere i curricula, perché, se già avevamo i nomi, i curricula ce li trovavamo, ma riteniamo, proprio perché l'invito del presidente Aggravi all'inizio di questa legislatura è stato: "Alziamo il livello", che il livello si alzi anche nei comportamenti.
Poi sappiamo tutti che larealpolitikci porta a fare qualcosa a cui magari oggi diciamo di no e domani diremmo di sì, questa è la politica, ci sta, il compromesso, il gioco delle parti, però possiamo alzare un po' lo stile istituzionale di quest'aula? È stato un suo invito, noi lo accogliamo con grande favore, questo naturalmente è un invito a tutti noi Consiglieri, non solo a lei, ma di creare quelle condizioni di correttezza istituzionale che oggi si potevano realizzare proprio presentando i candidati anche il giorno prima, non sarebbe successo nulla. Ringrazio.
Presidente -Se ci sono altri interventi… altrimenti chiudiamo la discussione. Passo la parola alla consigliera Minelli.
Minelli (AVS) -Ho ascoltato con attenzione le parole del presidente del Consiglio Aggravi e devo dire che mi è sembrato un intervento un pochino strano, essendo lui in questo momento un Presidente del Consiglio, e forse bisogna anche decidere se ricoprire bene questo ruolo fino in fondo o se fare più i battitori liberi, ma ognuno poi decide come vuole esprimersi.
Il presidente Aggravi ha fatto riferimento ad alcune cose su cui però vorrei fare qualche puntualizzazione. Intanto ci ha detto che potevamo andare a vedere, almeno per chi non li conoscesse, i curricula delle persone che poi verranno votate; era un po' difficile, perché noi fino a poco fa non sapevamo quali nominativi avreste proposto e devo dire di più: come lei sa, presidente Aggravi, perché è qui da molto tempo, alle volte le informazioni sono anche quelle che arrivano dal telefono senza fili, dalle voci di corridoio e a noi erano arrivati anche altri nominativi, quindi era veramente un po' difficile.
Io mi sarei aspettata davvero che ieri nella Capigruppo qualche cosa venisse detto e devo essere proprio sincera, me lo sarei aspettata ancora di più visto che lei presiede quella riunione, quella Conferenza dei Capigruppo e lei è un Presidente del Consiglio a cui io credo e voglio poter dare fiducia. Penso anche che dall'alto della posizione che lei occupa adesso, forse un tentativo di fare in modo che ci fosse un'interlocuzione e una comunicazione io me lo sarei aspettato, evidentemente ho riposto un'aspettativa che al momento non è soddisfatta. Spero che non sia così in futuro.
Lei poi ha fatto riferimento a questioni che sono riferite al passato e lei dice, riferendosi all'intervento del collega Torrione: "Anche la sua collega di gruppo ha votato dei provvedimenti che non so come abbia potuto votare", che hanno comunque destato la sua sorpresa; non so bene a che cosa lei si riferisca, potremmo poi parlarne. Di sicuro io credo che quello che ha destato molta sorpresa in quest'aula all'epoca è stata la posizione che io ho assunto su alcuni provvedimenti quando ero seduta su quei banchi e che non era perfettamente allineata, ma perché rispondeva anche a una questione assolutamente di coerenza, non con quello che pensavo io, ma con le cose che erano state decise in un programma di legislatura. Ha poi destato, credo, sorpresa, sconcerto, non so che cosa, anche che di fronte alle scelte che davvero non potevano essere condivise in maniera del tutto assoluta, si sia arrivati a delle dimissioni.
Se poi vogliamo metterci a fare dei discorsi del tipo chi sta lì deve fare in un modo, chi sta da un'altra parte deve fare dell'altro, possiamo farli, però è anche vero che ci sono dei momenti in cui le scelte, e sono quelle importanti, magari non come quella di oggi, forse più importanti, qualcuno le fa, qualcuno non le fa.
Sulla questione della Paritetica davvero penso che ci volesse un piccolo sforzo e spero che in futuro piccoli sforzi - io lo chiedo anche a lei proprio, Presidente - vengano fatti. Glielo chiedo proprio con grande fiducia.
Presidente -Passo la parola al consigliere Bellora.
Bellora (LEGA VDA) -La mia è una brevissima considerazione di metodo o quanto meno non di merito: in questo dibattito che finalmente si è acceso, al punto che abbiamo il Presidente del Consiglio che, per usare un'espressione cara a una parte politica che non è attualmente la sua, è sceso in campo, abbiamo sicuramente… c'è una cosa che non ho capito, o forse ho capito, ma è il caso che vada sottolineata, cioè si è parlato di un Governo che è passato da un'alleanza autonomisti Centro-Sinistra o Sinistra a un'alleanza autonomisti Centro-Destra, quindi dovrebbe essere una soluzione di discontinuità e di rottura più forte e più marcata possibile, però io noto che i metodi sono rimasti gli stessi, ma, al di là dei metodi, anche le scelte di sostanza sono rimaste le medesime, perché un Governo autonomista più Centro-Sinistra ha proposto per la Paritetica Nunziata, Randazzo, Marguerettaz, e il Governo autonomisti più Forza Italia ha proposto per la Paritetica Nunziata, Randazzo, Marguerettaz.
Allora c'è qualcosa che forse andrebbe chiarito, andrebbe spiegato. È lecito, ci mancherebbe, però, nel momento in cui si dice che si vuole dare un segnale diverso, si vuole fare un Governo diverso, si vuole esaltare un sedicente - lo definisco sedicente perché lo è - rapporto con Roma, una facilitazione nei rapporti con il Governo centrale perché abbiamo quest'effetto taumaturgico di Forza Italia che interviene e rende improvvisamente tutto facile, tutto bello e tutto agevole per i rapporti con il Governo nazionale, allora mi spiegate per quale motivo in quello che, come giustamente ha detto il collega Torrione, è uno degli organi più importanti, più efficaci e più utili al dialogo con la parte statale, vengono riproposte esattamente le stesse identiche persone.
Ripeto: il mio è un intervento che sicuramente ha una nota polemica, ma è una nota polemica che mi piacerebbe venisse disinnescata da qualcuno, cioè che qualcuno mi spiegasse cos'è successo. Visto che non abbiamo avuto questa spiegazione da parte della parte autonomista che si è limitata a dire: "Riproponiamo quei tre nomi, punto e basta, se vi vanno bene, votateli, se non vi vanno bene, tanto i numeri per votarli li abbiamo già noi", se magari quel partito che ieri era all'opposizione, oggi è in maggioranza, volesse - tramite uno dei suoi due Consiglieri presenti, visto che uno non c'è - spiegarci cos'è cambiato e qual è l'aspetto che qualifica una nuova maggioranza che propone dei vecchi nominativi, io gliene sarei grato.
Président -Je passe la parole au conseiller Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) -Intervengo per ribadire la posizione del nostro gruppo e mia personale, visto che sono stato evocato dal collega Aggravi, su una votazione che non riguarda, per quanto mi riguarda - scusate il gioco di parole -, persone da giudicare, ma credo anche riguardi per lo più un metodo da chiarire.
Dico subito, senza ambiguità, che noi non voteremo questi nomi, pur riconoscendo che, con la sola eccezione del collega Marguerettaz, la cui scelta allora fu chiaramente politica, si tratta di componenti che avevamo già sostenuto nella scorsa legislatura per competenza. Li avevamo votati perché ne conoscevamo appunto la competenza, l'esperienza, la solidità giuridica e soprattutto perché erano già allora integrati nei Ministeri, nel sistema, dentro le dinamiche istituzionali nazionali, come peraltro è emerso anche dalla lettura molto rapida dei curricula da parte del Presidente, che è una delle condizioni indispensabili per una Commissione che tratta norme di attuazione delicate e tecniche.
Non c'è dunque nessuna valutazione negativa sulle persone, lo voglio dire per tranquillizzare coloro che magari oggi pensano che abbiamo cambiato idea circa il voto che facemmo allora; anzi, proprio perché parliamo di profili competenti e già operativi, il tema che pongo oggi, Presidente, è un altro: si parla molto di continuità, lei continua a dire: "andiamo in continuità, si va in continuità sul bilancio, andiamo in continuità sul DEFR, andiamo in continuità sul programma". Bene, se la continuità è reale, se è un valore e non un espediente retorico, allora qui credo era ed è il luogo naturale per dimostrarla, perché continuità non vuol dire riproporre soltanto gli stessi nomi, continuità significa condividere il percorso, illustrare che cosa questa Commissione ha fatto, quali risultati ha prodotto, quali norme di attuazione sono in fase di elaborazione, quali rapporti con lo Stato sono stati aperti in questi anni e quali criticità restano da affrontare.
Tutto questo, colleghi, non è avvenuto e non è avvenuto nel confronto politico interno prima, diciamocelo chiaramente, e anche adesso qualcuno ha detto che si sarebbe potuta anche riunire magari la Conferenza dei Capigruppo e fare anche semplicemente una piccola sintesi, un'esplicitazione dei risultati raggiunti, di quelli attesi e anche magari anticipare questi nomi visto che non mi sembra che la cosa sia così segreta da non dirli fino all'ultimo secondo, peraltro, poi di là, quando noi vi abbiamo chiesto in Conferenza dei Capigruppo informazioni sulla modalità, avete detto che non c'era spazio per inserire nessun altro. Se non c'era spazio e riproponevate le stesse candidature di adesso, probabilmente si sarebbero potute anticipare anche ieri o la settimana scorsa. Dicevo che non è avvenuto né un confronto politico interno prima, lo posso dire perché c'ero, adesso, ma neanche in aula, che è il luogo in cui il dibattito si sviluppa, che è il dibattito pubblico che sarebbe utile per capire, oltre che gli intendimenti e i risultati dell'azione delle persone nominate in Paritetica, anche ciò che è stato fatto in Paritetica stessa, perché, come sappiamo, non ci sono solo persone nominate dalla Regione, ma anche persone provenienti dallo Stato, eppure sarebbe stato semplice, quasi ovvio, gli stessi componenti, com'è stato ricordato, li abbiamo votati noi in maggioranza nella scorsa legislatura, non c'era alcun rischio politico nel raccontare l'attività svolta e quella prevista e non c'era alcuna ragione per evitare un passaggio di trasparenza che avrebbe rafforzato l'istituzione e che sicuramente, lo dico, non avrebbe indebolito in nessun modo la maggioranza, cioè non capisco quale sia il problema.
Oggi questa condivisione manca, collega Aggravi, e, come ha ricordato la collega Minelli, i nominativi non sono stati comunicati nei giorni scorsi e, secondo me, sarebbe stato anche un gesto di cortesia istituzionale e anche di rispetto magari proprio verso quei colleghi che, fino a qualche settimana fa, sedevano con voi in maggioranza, quindi lo dico solo per una questione anche poi dibon ton, che mi pare sia mancata in tutto il percorso politico che vi ha portato comunque alla costituzione di questa nuova maggioranza.
Manca proprio nel momento in cui l'accordo Union Valdôtaine e Forza Italia… qui lo voglio dire, quel famoso accordo fantomatico di cui tutti abbiamo il testo, ma che mi pare non sia uscito esplicitamente, non è un accordo maggioranza-Forza Italia, lo ricordo, è un accordo Union Valdôtaine-Forza Italia, a cui tutti poi gli altri personaggi o persone che si sono aggregati a questa maggioranza hanno evidentemente aderito silenti. Io lo dico, e apro una piccola parentesi: quando ho letto quell'accordo, mi sarei aspettato le firme dei vari rappresentanti dei movimenti rappresentati nella nuova maggioranza, invece c'erano le firme solo del presidente Joël Farcoz e del rappresentante degli Enti locali, il senatore Gasparri e mancano proprio nel momento in cui l'accordo Union Valdôtaine-Forza Italia attribuisce alla Paritetica e ai rapporti con il Governo un ruolo strategico, quasi determinante per tenere in piedi questa maggioranza, un accordo che sostiene - e lo dice esplicitamente quest'accordo - che "la Valle potrà godere di nuovi agganci a Roma".
Benissimo, ma, se queste sono le premesse, quale sarebbe allora la novità? I componenti c'erano già, le relazioni con i Ministeri c'erano già, la competenza c'era già, tutto ciò che c'è oggi era già stato costruito nella scorsa legislatura e allora perché non dirlo? Perché non fare una riunione con le forze di minoranza e di maggioranza? Perché non illustrare in aula ciò che davvero conta, le norme in cantiere, le priorità, le prospettive, che noi abbiamo peraltro letto nell'accordo Farcoz-Gasparri? Potevate quindi anche venire qua, per rispetto magari non necessariamente solo verso noi 35 Consiglieri, ma anche per rispetto verso la comunità che magari vi ascolta. Perché evocare la continuità e poi praticare le chiusure?
Per noi la Paritetica non è un simbolo, non è un luogo di appartenenza, altrimenti non avremmo votato componenti chiaramente non di parte PD, lo ha ricordato il collega Manfrin, che è intervenuto prima, sono persone che abbiamo votato anche per i loro curricula, per le loro competenze, per la loro capacità anche di elaborazione di politiche che sono utili alla nostra Regione, lo abbiamo detto allora, lo ripetiamo adesso, non è che ci vergogniamo, non sono persone che furono votate per la loro appartenenza politica. Questo perché? Perché la Paritetica non è di una forza politica, non è dell'Union Valdôtaine, non è dei partiti di Centro, non è di Forza Italia, è della Regione Valle d'Aosta, lo dico e lo ripeto. È uno strumento fondamentale per aggiornare lo Statuto, difendere le nostre prerogative, costruire rapporti seri con lo Stato.
Proprio perché è uno strumento della Regione e non della maggioranza di turno, riteniamo e lo ribadisco, che la trasparenza e la collegialità, in questo caso in particolare, non siano opzionali. Noi non ci sottraiamo alla responsabilità politica della nostra posizione, collega Aggravi, riconosciamo il valore umano e professionale dei componenti proposti, anche del collega Marguerettaz che, oltre al valore professionale, oltre all'esperienza politica, è anche simpatico, poi riconosciamo anche questa sua capacità alle volte di sdrammatizzare, probabilmente farà così anche in Commissione paritetica. Semplicemente, concludendo, non possiamo votare un atto che pretende, tra l'altro, di richiamare la continuità senza praticare la condivisione che la continuità che avete tanto richiamato e declamato, e che continuate a declamare, richiederebbe.
Président -Je passe la parole au conseiller Marquis.
Marquis (FI) -Il tema è sicuramente molto importante e credo che richieda anche due parole da parte del nostro gruppo visto che siamo anche stati citati in più occasioni durante il dibattito.
A nostro avviso, oggi è fondamentale procedere con la nomina della Commissione paritetica perché questa Commissione ha un importante ruolo, così com'è già stato sottolineato da alcuni Consiglieri che sono intervenuti. Si tratta del luogo dove vengono difese le prerogative della Regione, dove viene data attuazione al nostro Statuto e vengono disciplinate quelle materie che devono trovare, sotto il profilo applicativo e legislativo, delle attenzioni da parte di quest'Aula.
Noi già nello scorso mandato abbiamo in parte sostenuto le nomine della Commissione paritetica, in particolare quando c'è stata l'occasione di sostituire il professor Marini che è andato a ricoprire altri importanti ruoli all'interno dell'organo costituzionale del nostro Stato e c'è stata la sostituzione con l'avvocato Nunziata. In quell'occasione abbiamo espresso, pur essendo componente di opposizione, il nostro voto a favore per senso di responsabilità e per la credibilità che rappresentava questa persona, che era stata indicata allora dalla maggioranza per ricoprire il ruolo di Presidente della Commissione paritetica. Credo che vada al di là poi dei rispettivi ruoli maggioranza od opposizione l'espressione di questo voto perché è un voto assai importante e credo che soprattutto in questo momento storico non occorra perdere del tempo, il tempo è prezioso perché ci sono deidossierimportanti per la difesa degli interessi della nostra comunità che sono da affrontare in quell'ambito. Da una parte stride che ci sono delle interpellanze che vengono sottoposte per capire a che livello è l'attuazione di quei dossier e dall'altra parte si chiede di rinviare la nomina della Commissione paritetica.
Credo sia importante oggi, dal momento che non cambierebbe assolutamente nulla rimandare di una settimana la nomina ma sarebbe esclusivamente una perdita di tempo, di procedere a esprimersi sulla proposta che è stata messa all'attenzione dell'Aula da parte della maggioranza regionale. Ma cosa dire su quest'argomento? Credo che, al di là del gioco delle parti che viene applicato anche in questa situazione, perché c'è stato chi ha ricoperto prima dei ruoli in maggioranza e oggi all'opposizione, che dice: "Non va più bene il metodo, è una questione di metodo, bisognerebbe coinvolgere di più, la sostanza forse la vediamo", oggi bisogna assumersi delle responsabilità, andare oltre al metodo e guardare l'obiettivo.
Per noi è importantissimo quest'obiettivo, tra l'altro, abbiamo sempre sostenuto con attenzione tutti questi dossier in questi anni, anche perché nella Commissione paritetica abbiamo anche il membro di componente di nomina statale, nella persona di Emily Rini, che ha svolto in questi anni un ruolo importante di cerniera tra lo Stato e la Regione in questa Commissione, crediamo che il risultato sia positivo, del lavoro di questa Commissione e pertanto la continuità riteniamo che sia fondamentale per poter continuare nell'operato che è stato intrapreso in questi anni per dare soluzione ai dossier che sono sicuramente pesanti e che toccano tutta la nostra comunità, a partire da quello importantissimo delle acque. Riteniamo pertanto che sia importante da parte nostra dare fiducia alla proposta che è stata messa sul tavolo e voteremo convintamente i tre soggetti, i tre nomi, che sono stati individuati dalla maggioranza.
Presidente -Passo la parola al consigliere Torrione.
Torrione (AVS) -Faccio un brevissimo intervento di replica, come sempre, anche per essere sicuro di essermi spiegato bene nel precedente intervento. Com'è già stato detto dai miei colleghi rispetto alla possibile lettura dei curricula, i curricula si possono leggere se si sa a chi appartengono e quali sono i nomi proposti e questo non è stato possibile.
Per quanto riguarda invece la mia citazione dell'allora consigliere e attuale presidente del Consiglio Aggravi, non era assolutamente per polemizzare con lui, ma per utilizzare le sue parole che rispondevano perfettamente al mio pensiero, lui ha più esperienza di me e probabilmente è anche molto più bravo di me a parlare, quindi mi sono permesso di citarlo per questo motivo.
Tra l'altro, nel suo intervento… io capisco perfettamente che fare politica, ma in realtà vale per tutta la vita, la vita è un compromesso… fare politica lo è moltiplicato all'ennesima potenza, quindi capisco perfettamente e capisco anche che, a seconda di dove si è seduti, il voto vada in una direzione o nell'altra perché si fanno delle votazioni che non sono magari perfettamente congruenti con il proprio pensiero, ma correttamente si fanno perché si è o in maggioranza o all'opposizione.
Devo dire che io ho apprezzato moltissimo nel primo Consiglio l'intervento del consigliere Jordan quando, a proposito dell'accordo fra Union Valdôtaine e Forza Italia, pur votando a favore ed essendo in maggioranza rispetto alla maggioranza che veniva proposta, ha espresso la sua posizione di contrarietà. Io credo che questo modo di fare politica e questo modo di essere qui in Consiglio è il modo che a me personalmente appartiene. Io voterò delle cose perché sono in minoranza ed è giusto per le dinamiche - che non condivido particolarmente ma so che sono così, sono l'ultimo arrivato e quindi mi adeguerò - voterò delle cose di minoranza, ma tutte le volte che non sarò favorevole alla decisione e al voto che ho espresso cercherò di manifestarlo, perché credo che questo sia il modo più corretto di far politica e di sapere anche quali sono le posizioni di tutti quanti noi.
Torno invece velocemente sul discorso dei lavori e del funzionamento di questo Consiglio, anche il collega Lattanzi l'ha ben espresso e ho apprezzato il suo intervento, che ha ricordato anche timidi forse tentativi di dire e di parlare di collaborazione fra maggioranza e minoranza.
Vi chiedo scusa, cito sempre il mio precedente lavoro da educatore, ma in questo caso mi permetto di farlo dicendo una cosa molto semplice: se si vuole che l'opposizione faccia l'opposizione, non - permettetemi il termine poco elegante - per rompere le scatole - sono abbastanza elegante - o un'opposizione fine a sé stessa, bene, io credo che la maggioranza debba dare l'esempio in questo senso alla minoranza e non obbligarla a fare quello che ogni tanto si fa solo per rompere le scatole. Come? Cercando di coinvolgere questa minoranza; ovviamente non parlo per me, parlo per tutti i miei colleghi di minoranza. Credo che ci siano persone competenti, preparate, che hanno delle cose da dire e che è giusto ascoltarle, però si devono ascoltare prima di prendere delle decisioni, non dopo che le decisioni sono già state prese, perché sennò diventa assolutamente inutile.
Credo che i lavori di questo Consiglio debbano essere, come forse ha detto il consigliere Guichardaz, di dibattito pubblico in cui ognuno esprime le proprie idee, poi io rispetto totalmente la democrazia e so benissimo che, nel momento in cui poi si va a votare, sono i numeri che parlano, ma dopo che la maggioranza ha ascoltato anche i pareri, le opinioni e magari le suggestioni che potrebbero anche essere interessanti, quindi essere accolte, poi si va a votare e lì vince la democrazia, vince chi è in quel momento in maggioranza.
Mi rendo conto che è un intervento probabilmente un po' ingenuo, non posso neanche dire che sono giovane perché sono pure vecchio, fra i più vecchi qua dentro, però in realtà sono un finto ingenuo, come sono un finto… non mi ricordo più come mi aveva definito il collega Marguerettaz… dialogante. Vi ringrazio per l'attenzione.
Presidente -Se non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale e si può pertanto procedere alla votazione. Ricordo a tutti che la votazione è stata richiesta in cabina, invito pertanto il Consigliere Segretario a procedere all'appello nominale dei Consiglieri.
Appello nominale
Consigliere segretario il consigliere Laurent Viérin, scrutatori i consiglieri Manfrin, Martinet e Marco Viérin.
Dalle ore 11:51 riassume la Presidenza il presidente Aggravi.
Aggravi (Presidente) -Chiedo al Consigliere Segretario e agli scrutatori di portarsi al centro dell'aula per le operazioni di spoglio.
Do lettura dell'esito della votazione.
Consiglieri presenti e votanti: 34
Schede nulle: 1
Schede valide: 33
Schede bianche: 9
- Aurelio Marguerettaz: 20
- Vincenzo Nunziata: 19
- Barbara Randazzo: 24
- Bertuna: 1
Sono eletti i Signori Randazzo, Marguerettaz e Nunziata. La parola al collega Marguerettaz, prego.
Marguerettaz (UV) -Non sono intervenuto prima ovviamente per evitare speculazioni, quindi intervengo per ringraziare della fiducia che questo Consiglio ha voluto riconfermare alla Commissione paritetica uscente. Vorrei ricordare, ma soprattutto per coloro che entrano per la prima volta in Consiglio, che le informazioni che sono state date mi pare difettino molto rispetto alla realtà, perché la Commissione paritetica uscente purtroppo non ha visto dei decreti legislativi approvati, ma ha approvato con il parere positivo sia della componente statale, sia della componente regionale diversi schemi di decreti legislativi: il primo, collega Minelli, ogni tre per quattro fa delle iniziative parlando dell'approvazione delle grandi concessioni di derivazione d'acqua… è stata approvata, il problema è in Consiglio dei ministri. Abbiamo approvato degli schemi relativi al trattamento pensionistico dei vigili del fuoco e dei forestali, approvato. Abbiamo approvato, con il parere unanime, la revisione dell'ordinamento del Conservatorio, del Conservatoire, approvato. Abbiamo approvato delle modifiche rispetto ai giudizi di conto della Corte dei conti, approvato. Allora io credo che nell'agone politico sfugga il lavoro che è stato fatto e torno a dire: in Commissione paritetica, lo dico soprattutto alla parte destra, ci sono i riferimenti che sono riferimenti del Governo attuale, quindi ci sono rappresentanti della Lega, ci sono rappresentanti di Forza Italia, vi sono rappresentanti di Fratelli d'Italia. Il lavoro che ha fatto fino ad oggi la Commissione paritetica è un lavoro proficuo e, da questo punto di vista, il lavoro per tutelare gli interessi della Regione ha una sua rappresentazione vera, quindi io spero che il lavoro della Commissione paritetica, di cui mi onorerò di far parte, possa proseguire esattamente come approvato oggi. Sarà il Consiglio dei Ministri che dovrà darsi una mossa.
