Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4871 del 24 luglio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4871/XVI - Reiezione di mozione: "Attivazione di un corso di laurea in Scienze e Tecnologia della Montagna presso l'Università della Valle d'Aosta".

Bertin (Presidente) ? Punto n. 15. Per illustrare la mozione, consigliere Restano.

Restano (RV) - Abbiamo presentato questa mozione a seguito dell'interpellanza che abbiamo discusso in quest'aula il 17 di aprile scorso, interpellanza dal titolo "Istituzione di un corso di laurea inerente al percorso di studi in Gestione delle acque e risanamento ambientale avviato nelle scuole secondarie di secondo grado".

Si chiedeva all'Assessore competente se fosse sua intenzione promuovere una valutazione, dico una valutazione, circa la creazione di un corso di laurea attinente ai percorsi di studio del GARA, così come già è avvenuto in altre regioni. Il GARA è un percorso di studi professionali facenti parte dell'istituzione scolastica tecnico-professionale "Innocenzo Manzetti" in gestione delle acque e risanamento ambientale.

Ora, ritornando a quell'interpellanza e alla domanda che avevamo posto all'Assessore, non ci fu modo di comprendere la sua posizione per il poco tempo a disposizione, in quanto aveva dovuto spendere il suo tempo per rispondere alla prima domanda e per chiarirci qual era l'iter da seguire per passare dall'ipotesi di attivazione del corso di laurea fino all'immatricolazione dei primi studenti. Mi ricordo, ci disse che ci vogliono circa due anni.

A questo punto, non avendo ricevuto risposte e credendo fortemente nelle potenzialità di questo corso di laurea, abbiamo deciso come commissione "Identità, cultura e scuola" del movimento di Rassemblement, senza passare attraverso la consulenza di amici e di amiche, di presentare questa mozione, perché si vuole dare un preciso indirizzo politico verso questa formazione tecnico-scientifica votata al territorio che viviamo e, conseguentemente, verso le professioni che proprio da questo territorio sono scaturite, ci caratterizzano e possono, anche in futuro, permetterci di crescere ulteriormente e attrarre, da altre regioni o da altri Stati, studenti e lavoratori.

Per motivare la nostra proposta e permettervi di valutarla serenamente, cercherò di evidenziare all'Aula alcuni dei tanti elementi caratterizzanti la nostra regione - che voi già ben conoscete, penso - il nostro territorio e le azioni che in Valle d'Aosta sono state poste in essere dai nostri concittadini e ci hanno indotti a presentare prima l'interpellanza e oggi questa mozione, perché siamo convinti, fortemente convinti, che avviare un percorso formativo di questo tipo presso il nostro ateneo sia un percorso arricchente.

Come prima considerazione vi è quella che la nostra è una regione alpina, la regione delle terre alte, con tante cime sopra i 4.000, con una quota media che va oltre i 2.100 metri. Non ci sono altre regioni che possano competere con noi. Solo il 9% del territorio è situato nel fondovalle, nel fondovalle centrale e nelle valli laterali, ed è idoneo per insediamenti umani dediti anche all'agricoltura.

Quest'elevata altitudine e la conseguente variabilità climatica giocano un ruolo importante per l'ambiente che noi quotidianamente viviamo e per le nostre attitudini verso l'agricoltura e l'allevamento, allevamento sul quale notoriamente abbiamo investito molto.

Ha inciso anche sul nostro percorso di vita, tanto che anche ultimamente da parte di questo governo sono state fatte delle scelte importanti: una di queste è proprio la creazione di una delega alle Politiche nazionali della montagna. Penso che non sia casuale che l'abbiate assegnato, al di là delle dispute definiamole personali, all'Assessore che ha maggiore esperienza in tal senso.

Il territorio, penso anche agli inizi del '900, ha sviluppato un fenomeno di turismo della montagna, pensate al turismo della montagna degli Inglesi, ai nostri preti alpinisti che tante pagine hanno scritto sulle nostre montagne, sviluppando anche le professioni della montagna.

La Valle d'Aosta credo allora che abbia un'associazione delle guide di alta montagna - qui guardo l'Assessore competente - che non teme confronti, che si forma ad alto livello e che opera in autonomia ad alto livello, anche per quanto riguarda la formazione. Stessa cosa, dobbiamo dire per lo sci: il nostro territorio ci ha permesso di sviluppare la competenza dei maestri di sci, in tutte le loro discipline.

Noi, che crediamo in queste professioni, abbiamo incentivato la formazione in tal senso, tanto che abbiamo espresso delle eccellenze a tutti i livelli, anche nazionali, riconosciamo la loro professionalità e quello che loro possono fare per il nostro territorio e per il turismo, anche andando fra poco, spero, a costruire la Maison de la Montagne.

Non solo, abbiamo sviluppato il Secours Alpin Valdôtain, il Soccorso Alpino Valdostano - che è un'altra chicca, un'altra eccellenza del nostro territorio, figlio anche di quanto ho appena detto - che è un ente incaricato di un servizio pubblico di cui si avvale la Regione per il soccorso in montagna. Rispetto ad altre realtà è anche questo un'eccellenza e una chicca.

Il Soccorso alpino si occupa dei servizi di protezione civile; Soccorso alpino che quest'anno mi sembra che abbia compiuto 50 anni e che sia stato anche degnamente festeggiato.

Tutte queste attività che svolge il Soccorso alpino ovviamente partono da un aeroporto di montagna, che non solo permette di sviluppare un elisoccorso - e anche questo è riconosciuto dalla Regione - ma anche il volo a vela e il volo di montagna.

Questi sono degli elementi fortemente caratterizzanti la nostra vocazione di montagna. Direi che siamo una scuola a cielo aperto.

Questo però ci è riconosciuto anche dalla presenza in Valle d'Aosta della Scuola Militare Alpina, Centro addestramento alpino, che possiamo definire quasi un percorso formativo universitario per i militari, tanto che forma militari provenienti dall'estero, li addestra all'attività di montagna, sperimenta nuove tecniche e materiali, esprime tra i propri ufficiali e sottufficiali delle eccellenze come formatori sulla montagna.

Si occupa di ambiente la Scuola Militare Alpina, ma anche di collaborazioni col mondo civile. È anche questa un'eccellenza per il nostro territorio e per la nostra regione.

Ha delle competenze pure per partecipare in attività di protezione civile, tanto che il vostro governo gliele ha riconosciute anche con degli incarichi.

Non ultimo, la Regione ha promosso la legge 5/2001, dal titolo "Interventi di protezione civile", che fa un po' da collante a tante delle attività che ho anzi detto.

Il nostro corso professionale denominato GARA (Gestione dell'ambiente e delle acque) era quindi giusto e naturale che nascesse in un contesto di questo genere. Mi sembra che non poteva fare altro che nascere qui. Il passo successivo è collegare tutte queste eccellenze e non permettere che altre Regioni ce le portino via, infatti è cosa nota che in Piemonte, a Torino, sia nato questo corso, a Edolo, in provincia di Brescia, ce ne sia un altro, ce n'è uno a Rieti e uno a Milano. Poi ce ne saranno anche altri. Noi a oggi siamo ancora al palo, malgrado si sia gli unici ad avere tutto quanto appena detto.

Il rischio è che si rimanga indietro, soprattutto alla luce di questi enormi cambiamenti, anche dati dai cambiamenti climatici, che stiamo vivendo in questi ultimi anni. I cambiamenti climatici cambiano i territori montani, lo viviamo quotidianamente. La nostra legge n. 5, il nostro servizio di protezione civile, il nostro impegno è messo sotto stress, è messo a dura prova e sempre abbiamo risposto nella dovuta maniera.

Insieme a questo devono però cambiare le nostre strategie, i nostri obiettivi, per evitare che si vada verso un continuo dissesto idrogeologico, la desertificazione della montagna. Noi politicamente abbiamo sempre puntato tutto su questo ed è una cosa importantissima.

Ora, senza tediarvi ulteriormente, ritengo giusto e doveroso che un corso di laurea sulla montagna nasca in Valle d'Aosta e, altrettanto, assieme ai nostri colleghi teniamo a portare in votazione questa mozione perché è un segnale politico. È un segnale politico che noi vogliamo dare e auspichiamo anche che i nostri colleghi oggi in quest'aula si esprimano, per non cadere in futuro in contraddizioni, per dare un senso al percorso che tutti insieme abbiamo fatto fino a oggi, che è durato tanti anni e, come ho detto prima, per non rimanere indietro.

La collaborazione che potrebbe nascere tra l'Università della Montagna e tutte queste realtà che ho detto permetterebbe di crescere ulteriormente e di non essere secondi rispetto a nessuno. Questo è quanto teniamo a dire e a sottolineare, e per questo chiediamo a tutti un forte impegno politico.

Presidente - Assessore Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz J. (FP-PD) ? Io sono andato a rileggermi la risposta che avevo dato all'interpellanza e mi sembrava di essere stato abbastanza chiaro. Riprendo solo alcune cose che avevo detto.

Avevo da una parte, forse, espresso, rispetto all'attivazione di questo corso in Scienze e tecnologie della montagna, il fatto che si trattava comunque di un percorso interessante, la cui offerta non risulterebbe comunque sovrapposta a corsi attualmente attivi presso l'ateneo. Avevo però anche evidenziato intanto che la contemporanea attivazione... Per poter attivare un corso lei sa benissimo che occorre fare anche un'analisi di marketing e di interessamento e di interesse. Rispondo anche a nome del Presidente dell'Università, col quale mi sono confrontato, il collega Testolin.

Dicevo che per poter attivare un corso, come ho detto in risposta alla mia interpellanza, occorrono indicativamente 700.000 euro e 700.000 euro su un bilancio di poco più di 10 milioni di euro significano comunque una pianificazione finanziaria, economica e un'attenta valutazione. Tra l'altro, tale onere economico, a differenza magari di altri corsi che potrebbero mutuare insegnamenti da corsi di studio già attivi presso l'ateneo, perché magari caratterizzati già da contenuti diciamo uguali... in questo caso non sarebbe possibile, perché non si riscontrano delle analogie rispetto ad altri corsi.

Come lei ha evidenziato e come avevo cercato di spiegare nella mia risposta, il fatto che sia stato attivato lo stesso corso a Torino, a Milano e a Bergamo, significa sostanzialmente che ciò rappresenta un elemento disincentivante per lo stesso corso presso l'Università della Valle d'Aosta. È infatti plausibile ritenere che non si fa qualcosa per 25-30 studenti, immaginando che provengano tutti dalla Valle d'Aosta, ma si deve immaginare che questo corso poi possa drenare persone, studenti, insegnanti per cui il bacino dev'essere attinto anche da regioni limitrofe, perché non si può pensare di strutturare un corso solo ed esclusivamente per i Valdostani o per coloro che escono magari, come lei diceva, i 10-15 che escono dal GARA, non si può pensare che tutti possano essere indirizzati sostanzialmente a questo tipo di corso. Lo vediamo col liceo musicale: di tanti che escono dal liceo musicale, forse uno di coloro che ogni anno si diplomano va al conservatorio.

Questo significa che devono essere fatte delle valutazioni molto attente.

Tra l'altro, credo che la sua Commissione Cultura e scuola - quella dove non siete tutti amici ma immagino siate comunque tutti competenti - avrà studiato il Piano triennale di sviluppo dell'Università della Valle d'Aosta, in cui sono indicati degli step relativamente a un progress di attivazione di alcuni corsi universitari - quelli sì fortemente richiesti dal territorio e non richiesti da una, due o tre persone eventualmente interessate a questo tipo di percorso. Perché non è sufficiente essere maestri di sci, guide alpine o chissà che cosa, o uscire dal GARA, per avere un interesse relativamente a un percorso di scienza della montagna, che (da quello che ne so e da quello che sappiamo) non attira neanche a Torino molti Valdostani, che si indirizzano piuttosto verso altri percorsi.

Per il prossimo triennio, quindi, il Piano triennale di sviluppo prevede l'attivazione di alcuni corsi, faccio l'esempio della L-19, su cui è già stato fatto anche uno studio di fattibilità.

Come lei sa, ogni cosa va fatta nei tempi dovuti, con una programmazione che è una programmazione che è calcolata, e non si può immaginare - malgrado sia qualcosa che può attirare anche un interesse, che può essere anche allettante in apparenza - di poter attivare corsi di qualunque genere, anche se interessanti.

Lei ha già preannunciato che la porterà al voto lo stesso. Non le chiedo di ritirare la mozione, ma è il motivo per cui voteremo in astensione, ci asterremo.

Presidente - Altri? Consigliere Restano.

Restano (RV) - Brevemente. Tra il corso di Edolo, il corso di Torino e quello di Rieti ci sono delle belle differenze. Non le è stato chiesto di avviare un corso di studi o di valutare insieme all'Università, perché questo è quanto chiediamo, non ci permettiamo di valutare noi per gli altri. Non le è stato chiesto di avviare queste valutazioni per quattro studenti valdostani. Probabilmente non ha prestato attenzione a quanto detto.

Le caratteristiche della Valle d'Aosta non le ha nessun altro nell'arco alpino, lato Italia. Nessun altro ha i nostri atout e nessun altro può valorizzare un percorso di studi come questo avendo delle aule a cielo aperto, tant'è vero che le altre Università vengono qui. Le incaricate voi, le incaricate voi, collega. Sono tutte di città legate al PD, forse è questo il motivo. Vada a verificare, vada a verificare. Sarà un motivo politico.

Le chiediamo una valutazione, collega. Di valutare. Probabilmente l'ha già fatta, la vostra è una scelta politica. Noi la prendiamo come tale, so che a lei non piace, ma racconteremo in giro che questa è una valutazione politica. È per questo che a volte non siamo allineati con voi, perché dall'alto di quel pulpito decidete e fate come volete.

Presidente - Altri?

L'ha già fatta, l'ha già fatta. L'ha già fatta, Consigliere. È finita così.

Lei è già intervenuto. È già intervenuto due volte, Consigliere. Ha illustrato, è intervenuto.

Due minuti... Ne ha facoltà.

Restano (RV) ? Signor Presidente, siccome non l'ho fatto ieri, volevo ringraziarla. Guardi, non è legato al voto. Volevo dire che con lei siamo stati sovente su fronti opposti, però le riconosco - al di là della passione per il Tour, che non condivido - una certa resilienza, resistenza e determinazione. Non è stato facile per lei resistere cinque anni, però è stato veramente un duro.

Un saluto anche al collega Chatrian, col quale ho condiviso un percorso un poco diverso, dei momenti ci siamo trovati d'accordo, altri momenti, forse per più lungo tempo, ci siamo confrontati in maniera aspra. Siamo però due montanari, abbiamo la passione dello sci, anche come professione, come stile di vita, il turismo, il commercio. In un certo periodo si è occupato anche tanto di sanità, quindi abbiamo condiviso anche questa parte.

Come però già riconosciuto da qualcuno ieri, e per parlare con termini a lei cari, in questi cinque anni lei ha alzato il livello del gioco, ha alzato l'asticella e si è occupato di politica. Devo dire che se questa formazione di governo ha resistito in questi cinque anni ed è ancora lì oggi, tanto, come già detto, lo deve a lei e alla sua nuova veste di fine politico.

Io vi ringrazio, sono convinto che nella vostra prossima professione, nel vostro impegno, avrete altrettanti successi e vi auguro un buon futuro.

Presidente ? Mettiamo in votazione. Votazione aperta. Votazione chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 15

Favorevoli: 15

Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).

La mozione non è approvata.