Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4869 del 24 luglio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4869/XVI - Ritiro della P.L. n. 136: "Valorizzazione in chiave storico-turistica della tratta ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier. Modificazione alla legge regionale 25 novembre 2016, n. 22".

Bertin (Presidente) - Riprendiamo dopo la pausa. Siamo al punto n. 13 dell'ordine del giorno.

La proposta di legge prevede tre articoli. Il relatore è il consigliere Aggravi. Ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - La proposta di legge che oggi viene sottoposta all'attenzione del Consiglio Valle nasce da una convinzione profonda: non possiamo più permettere che un'infrastruttura come la linea ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier - con la sua storia, la sua identità e le sue potenzialità - rimanga abbandonata all'incuria e al silenzio, senza una direzione chiara, senza una scelta politica, senza un futuro.

Questa tratta (costruita nel 1929 con un'impostazione marcatamente industriale, per servire il collegamento tra le miniere di La Thuile e lo stabilimento Cogne di Aosta) ha nel tempo mutato la propria natura, adattandosi alle esigenze del trasporto pendolare e turistico.

Una trasformazione che, purtroppo, non ha potuto compensare le difficoltà strutturali derivanti dalla conformazione tecnica originaria. Un tracciato difficile, curve strette, pendenze elevate e un unico binario, oggi non elettrificato, e un carico assiale ridotto: elementi che ne hanno sempre limitato la competitività, in particolar modo rispetto al trasporto su gomma, sia pubblico che privato, nonché in termini di tempistiche di percorrenza e costi di esercizio.

Nel dicembre 2015 il servizio è stato sospeso per motivi legati alla sicurezza dell'armamento ferroviario e, da allora, la linea è caduta in uno stato di abbandono. Le stazioni, molte delle quali di valore architettonico e storico, sono chiuse o inutilizzate. I binari sono invasi dalla vegetazione. I progetti e gli impegni assunti nel tempo sono finiti, come dire, su un binario morto.

Non sono tuttavia mancate, nel tempo, le dichiarazioni di volontà politica. Con la legge regionale 22/2016 il Consiglio Valle ha delineato una visione ambiziosa: potenziare la rete ferroviaria regionale, valorizzare le stazioni storiche, integrare il sistema ferroviario con il trasporto pubblico su gomma e rendere la ferrovia un asse centrale della mobilità valdostana.

Va tuttavia evidenziato un aspetto critico, che ha accompagnato l'approvazione della legge regionale 22/2016: nonostante l'ambizione degli obiettivi enunciati (potenziamento della rete ferroviaria regionale, valorizzazione delle stazioni storiche, integrazioni intermodali, eccetera), il provvedimento è stato adottato in assenza di una qualunque previsione finanziaria, sia in termini di stanziamenti concreti che di impegni minimi a supporto dell'attuazione.

Una legge priva di copertura economica e di un quadro operativo definito non può produrre effetti reali, soprattutto in un ambito quale quello della pianificazione infrastrutturale dei trasporti, che richiede interlocuzioni strutturate con i gestori della rete e del servizio.

L'assenza di questi elementi ha di fatto compromesso la credibilità e la praticabilità del disegno complessivo, traducendo una dichiarazione d'intenti in un documento programmatico privo di reale efficacia.

In attuazione di quella legge è stato successivamente redatto e approvato nel 2019 un programma strategico degli interventi, che prevedeva il recupero funzionale della tratta Aosta-Pré-Saint-Didier, ma anche in quel caso, come troppo spesso accade, gli intenti si sono scontrati con la realtà di un'azione amministrativa che non ha mai saputo, o forse voluto, tradurli in passi concreti.

Il documento definisce una serie di azioni concrete: lavori di manutenzione straordinaria, studi per l'adeguamento del carico assiale, valorizzazione turistica e culturale delle stazioni e persino l'ipotesi, ambiziosa, ma oggi realizzata, di un'estensione fino a Courmayeur.

Il tutto articolato su tre fasi: un primo recupero funzionale, un potenziamento tecnologico e infine un eventuale sviluppo transfrontaliero.

Il Piano regionale dei trasporti, nella sua ultima versione del 2024, ha tuttavia affiancato a queste prospettive anche scenari alternativi, quali la trasformazione della linea in un corridoio dedicato al bus Rapid Transit o, addirittura, la dismissione dell'infrastruttura ferroviaria in favore di un uso ciclopedonale.

Tutte ipotesi che, se da un lato riflettono la necessità d'individuare una nuova destinazione d'uso per la linea, dall'altro testimoniano un'incertezza politica di fondo, che ormai da troppo tempo si traduce in immobilismo.

Nel corso degli anni si è sviluppato un dibattito importante, sia in Consiglio che sul territorio. Nel 2018 è stata approvata all'unanimità una mozione per studiare la possibilità di collegamento tra Pré-Saint-Didier e Courmayeur. Nel 2019 si è discusso pubblicamente della possibilità di un prolungamento ferroviario fino a Entrèves.

Alcuni Comuni della Valdigne hanno manifestato interesse per il recupero turistico della linea, altri hanno espresso contrarietà.

Anche a livello transfrontaliero l'idea di una connessione ferroviaria con il versante francese del Monte Bianco è stata evocata più volte, ma senza sviluppi concreti.

In questo contesto sono maturate suggestioni e visioni, ma è mancata una regia chiara e una progettualità politicamente - e direi anche economicamente - sostenibile.

In questo scenario d'incertezza, di promesse non mantenute, di studi accumulati e mai attuati, questa proposta di legge si pone un obiettivo semplice ma essenziale: smuovere le acque, rimettere la politica davanti alla responsabilità di scegliere.

Non si tratta di escludere ipotesi future, né di sostituirsi a programmazioni più ampie, ma di voler avviare, in modo ordinato e sostenibile, un progetto di valorizzazione turistico-culturale della tratta Aosta-Pré-Saint-Didier, partendo dal recupero delle sue stazioni storiche, dal riutilizzo del sedime e dall'attivazione di un confronto istituzionale con RFI e con Fondazione FS.

In questo spirito la legge prevede tre semplici articoli.

Il primo stabilisce le finalità del recupero, in chiave storico-turistica.

Il secondo modifica la legge 22/2016, autorizzando la Giunta ad avviare le necessarie interlocuzioni.

Il terzo introduce la clausola d'invarianza finanziaria.

È giunto il momento di decidere se continuare a far marcire una linea ferroviaria in disuso, lasciando che il degrado si consolidi e che il patrimonio vada perduto, o se provare a trasformarla in un'opportunità culturale, sociale, turistica ed economica per il nostro territorio.

Questa proposta di legge non impone ma stimola, non chiude ma apre, non cancella le alternative ma ne rivendica una: la responsabilità della scelta. Perché in politica anche non decidere è una decisione, e la Valle d'Aosta non può più permettersi di non decidere.

Questa proposta di legge - e siamo arrivati all'ultimo Consiglio - è sostanzialmente l'ultima che viene presentata in questa legislatura; in Commissione, nel momento di presentazione, il suo iter è stato idealmente, e anche in pratica, collegato al successivo sviluppo prospettato del Piano regionale dei trasporti. Tra l'altro, la Commissione aveva deciso di collegarne le audizioni al Piano regionale dei trasporti.

Piano che in Commissione non è arrivato - siamo, come ho già detto, a fine legislatura - noi però dovevamo e volevamo rappresentare, come gruppo, qual era stata la finalità della presentazione di questa legge: cercare di stimolare il dibattito sul recupero, qualsiasi esso possa essere, e abbiamo giustamente voluto anche rappresentare - per carità, in estrema sintesi - la proposta che viene fatta nell'ultima versione del Piano regionale dei trasporti.

Tutto sostanzialmente è rinviato, in realtà, alla prossima legislatura, perché comunque anche le finalità della legge, in particolare i contenuti, danno un mandato chiaro al governo regionale, governo regionale che, come la legislatura, è in scadenza.

La nostra parte proveremo a farla con proposte nei prossimi mesi, come sicuramente anche realtà presenti, e non, in quest'aula faranno.

Detto questo, io vi ringrazio per l'ascolto. Spero di aver dato una spiegazione del perché il nostro gruppo ha presentato questa proposta di legge che, come ultimo atto, noi ritiriamo.

Presidente - La proposta di legge è ritirata.

Si è prenotato il Consigliere Marguerettaz, per mozione d'ordine? Mozione d'ordine.

Marguerettaz (UV) - Chiedo una riunione dei capigruppo per l'organizzazione dei lavori.

Presidente - Il Consiglio è sospeso.

La seduta è sospesa dalle 17:42 alle 18:15.