Oggetto del Consiglio n. 4866 del 23 luglio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4866/XVI - Inizio della discussione generale sulla P.L. n. 135: "Procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019".
Bertin (Presidente) - Passiamo ora al punto 12. La proposta di legge è composta da sei articoli, sono stati depositati quattro emendamenti da parte del consigliere Aggravi. Relatrice è la consigliera Erika Guichardaz, a cui passo la parola.
Guichardaz E. (PCP) - Questa proposta di legge affronta un tema di altissima rilevanza etica e sociale: il diritto all'autodeterminazione nel fine vita, in particolare l'accesso al suicidio medicalmente assistito. Finalmente entra ufficialmente nel calendario dei lavori del Consiglio regionale questa proposta, che è volta a garantire i tempi e le procedure certe per l'accesso al suicidio medicalmente assistito nel rispetto dei principi indicati dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale. La proposta di legge nasce dalla necessità di dare proprio piena attuazione a quella sentenza, nota come "Antoniani-Cappato". Questa sentenza ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 580 del Codice penale nella parte in cui non esclude la punibilità di chi agevola l'esecuzione del proposito di suicidio di una persona che si trova in specifiche condizioni di vita, lo ripeto, in specifiche condizioni: la tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale, il fatto di essere affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze intollerabili, pienamente capace di intendere e di prendere decisioni libere e consapevoli. La Corte ha sottolineato che tali condizioni e la modalità di esecuzione devono essere verificate da una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente. La sentenza ha individuato una circoscritta area in cui l'incriminazione per aiuto non è conforme a Costituzione. Ha inoltre evidenziato come la legge sulle disposizioni anticipate del trattamento permetta già al paziente di decidere di interrompere i trattamenti di sostegno vitale e accedere alla sedazione profonda continua, ma non consente al medico di mettere a disposizione trattamenti atti a determinare la morte. Questo crea una discriminazione irragionevole nelle libertà di autodeterminazione del malato.
Il testo della proposta è stato depositato il 24 febbraio del 2024 e l'iter della discussione è iniziato il 3 luglio. Vi sono state tre audizioni: l'audizione dell'avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, e dell'avvocato Amato, presidente dell'associazione Giuristi per la vita; vi è stata poi l'audizione della Direzione strategica dell'Azienda USL e del Presidente del Comitato etico territoriale della nostra Regione e, infine, l'audizione dell'assessore Marzi. L'ultima audizione è avvenuta il 9 ottobre 2024 e da qui il rammarico di dover affrontare un tema così importante e delicato nell'ultimo Consiglio, con una tre giorni piuttosto impegnativa, che sicuramente non aiuterà ad affrontare un tema di questa delicatezza con serenità visto che parliamo di persone malate. Confido però che i colleghi lo capiscano e che quindi vi sia un dibattito improntato alla serietà e responsabilità verso i propri cittadini, come già fatto in altre Regioni.
L'approvazione del testo rappresenterebbe un primo passo per regolamentare, nel rispetto dei principi costituzionali e delle competenze regionali, l'accesso al suicidio medicalmente assistito. Tengo a evidenziare questo pezzo: l'accesso a questa pratica può solo avvenire in determinate condizioni, che ho già ripetuto nella parte iniziale del mio intervento. Ringrazio poi l'Associazione Luca Coscioni e il Comitato valdostano Eutanasia Legale, che hanno voluto in qualche modo diffondere e sostenere questa proposta.
Riprendo parte del comunicato proprio fatto dall'Associazione Coscioni: "A quasi sei anni dalla sentenza n. 242, non possiamo accettare che i cittadini debbano ancora affrontare ostacoli, attese e arbitri pur avendo diritto ad accedere legalmente al suicidio assistito. La proposta "liberi subito" si muove nel solco tracciato dalla Corte costituzionale nel rispetto delle competenze regionali, non introduce quindi un nuovo diritto, ma si limita a regolamentare le procedure sanitarie di accertamento delle condizioni di salute della persona che fa richiesta di accesso alla pratica".
La proposta, come diceva il Presidente, è composta da sei articoli. Nel primo articolo sulle finalità stabilisce l'obiettivo fondamentale di questa legge, nel secondo le condizioni per l'accesso, quindi, ripeto: essere affetti da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche ritenute intollerabili; essere tenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale; aver espresso un proposito di suicidio formatosi in modo libero, autonomo, chiaro e univoco; essere pienamente capaci di prendere decisioni libere e consapevoli. Le condizioni oltretutto devono essere verificate da una struttura pubblica del Servizio nazionale, previo il parere del Comitato etico territorialmente competente. All'articolo 3 prevede l'istituzione presso l'Azienda USL di una commissione medica multidisciplinare. Questa Commissione è deputata a verificare la sussistenza delle condizioni di accesso e le migliori modalità di esecuzione. La Commissione deve essere composta da un medico palliativista, un neurologo, uno psicologo, un anestesista, un infermiere e uno psicologo, con la possibilità di integrare la composizione in base alle condizioni del paziente. L'Azienda USL deve fornire il supporto tecnico, farmacologico e l'assistenza medica per la preparazione all'autosomministrazione del farmaco. La partecipazione a questa pratica è gratuita e in questo senso ringrazio anche la Direzione dell'USL, che ha speso delle belle parole in audizione rispetto a quanto affrontiamo oggi. All'articolo 4 invece la verifica delle condizioni e i tempi. La legge infatti disciplina la procedura e i tempi massimi di venti giorni per la conclusione del processo di verifica della presentazione della domanda. Entro quattro giorni l'azienda convoca la Commissione, nei successivi otto la Commissione trasmette la relazione al comitato etico, che, a sua volta, ha cinque giorni per esprimere il proprio parere. L'Azienda USL comunica l'esito al paziente entro tre giorni; in caso di esito positivo, l'accesso al percorso per l'autosomministrazione avviene entro sette giorni dalla richiesta. Come dicevo, viene garantita anche la possibilità di sospendere, posticipare o annullare il trattamento in ogni momento. Vi è poi all'articolo 5 la gratuità delle prestazioni e, infine, all'articolo 6, la clausola di invarianza finanziaria. Dal febbraio 2024 a oggi il dibattito e l'azione politica sul fine vita hanno anche registrato importanti sviluppi; in particolare, l'approvazione della legge Toscana, un precedente fondamentale il fatto che un'altra Regione abbia legiferato in tal senso, quindi in qualche modo dando attuazione a quella sentenza. Nei giorni scorsi il deposito invece di un disegno di legge alle Commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato che nega l'uso di personale risorsa del Servizio sanitario, rendendo accessibile solo a chi può pagare privatamente, richiede invece un percorso di cure palliative non previsto dalla Consulta e introduce un comitato nazionale di valutazione composto da sette specialisti nominati dalla Presidenza del Consiglio, insieme al Presidente, al suo vice e al Segretario, con tempi di risposta lunghi e prorogabili. Il Comitato, infatti, avrà 60 giorni per rispondere alla richiesta del paziente, prorogabili in altri 30, ma i tempi - si legge anche nell'ultimo testo - possono essere ulteriormente prorogati.
Vorrei poi evidenziare perché questa legge è necessaria: è necessaria per i tempi indefiniti e le sofferenze prolungate. Non ho nessuna intenzione di fare nomi, di citare casi. Anche oggi le pagine dei giornali sono riempite giustamente da persone che in maniera attiva hanno chiesto l'accesso a questa pratica, ma la mia intenzione è quella di avere l'assoluto rispetto per quelle persone. Come dicevo, quindi innanzitutto la definizione di quei tempi, poi la proposta mira anche a prevenire degli ostruzionismi, dei ritardi e delle difficoltà che si aggiungono alle sofferenze dei malati e naturalmente anche a evitare un costo a carico dei pazienti, perché sappiamo bene che chi può permetterselo può andare altrove. Dietro a tutte queste richieste, come dicevo, c'è la richiesta urgente di definire ruoli, tempi e procedure per abbattere le discriminazioni tra malati oggi in atto, tra chi risiede in una Regione più evoluta o tra chi ha i soldi per andare in Svizzera. Questa norma poi contribuisce a un quadro di assistenza nel fine vita, in coerenza con la legge sulle disposizioni anticipate dei trattamenti e con la legge 38/2010 sulle cure palliative, garantendo che il diritto di autodeterminazione sia effettivamente fruibile e che nessuna persona sia costretta a soffrire inutilmente a casa a causa di vuoti normativi o lentezze burocratiche.
Altro elemento importante, credo, per quello che riguarda la nostra Regione, è il dato sulla raccolta firme sull'eutanasia, che è altra cosa e ci tengo a precisarlo, perché non vorrei che in quest'aula qualcuno confondesse le due cose. Anche rispetto a quella tematica in Valle d'Aosta sono state raccolte 7.000 firme, rendendo la Valle d'Aosta il primo posto in Italia, considerando le proporzioni numeriche a testimonianza di un forte coinvolgimento e di una forte richiesta condivisa di rispetto per le scelte individuali in tema di fine vita. Questo è il messaggio chiaro dei Valdostani che vuole dire: date la possibilità a chi vuole adottare questa pratica di farlo.
Presidente - Apro la discussione generale. Ha chiesto la parola il consigliere Padovani per mozione d'ordine, ne ha facoltà.
Padovani (FP-PD) - Per chiedere una breve sospensione per una riunione di maggioranza.
Presidente - Breve. I lavori consiliari sono sospesi.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 19:58 alle ore 20:24.
Bertin (Presidente) - In ragione del protrarsi della sospensione, in accordo con tutti i Capigruppo, la giornata di oggi del Consiglio si interrompe e domani inizierà con la discussione generale del disegno di legge. Per questa sera i lavori consiliari sono terminati.
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La seduta termina alle ore 20:25.
