Oggetto del Consiglio n. 4855 del 22 luglio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4855/XVI - Reiezione della P.L: n. 112: "Interventi a sostegno delle famiglie residenti in Valle d'Aosta a ristoro dei costi per i consumi di energia elettrica". (Reiezione di un ordine del giorno).
Bertin (Presidente) - Riprendiamo. Il Consiglio riprende, Consiglieri, siete invitati a rientrare. Punto n. 9.
La proposta di legge è composta da tre articoli. Sono stati depositati tre emendamenti da parte dello stesso consigliere Marquis e un ordine del giorno del gruppo Rassemblement.
Relatore è il consigliere Marquis, si è prenotato, ne ha facoltà.
Marquis (FI) - Finalmente oggi arriva alla discussione in aula la proposta di legge n. 112 che abbiamo presentato il 5 luglio 2023.
Questa proposta di legge tratta "Interventi a sostegno delle famiglie residenti in Valle d'Aosta a ristoro dei costi per i consumi di energia elettrica" e questo per soddisfare due tipi di esigenze. La prima per perseguire l'autonomia energetica della regione, in armonia con i disegni strategici che sono stati disegnati da parte del Governo regionale, di cercare di decarbonizzare l'atmosfera e di passare dal combustibile fossile al combustibile elettrico.
Per far questo occorre che ci sia la competitività dei costi dell'energia elettrica, diversamente sarà difficilissimo, anzi, impossibile, portare avanti questo percorso.
L'altro profilo, invece, che è di grande interesse, è quello d'intervenire per abbattere gli alti costi delle forniture di energia elettrica alle quali sono sottoposti anche i cittadini valdostani.
Dico "Anche" perché non deve essere visto come un privilegio intervenire a favore dei cittadini valdostani per abbattere il costo della fornitura di energia elettrica, ma deve essere visto come un mettere a disposizione dei cittadini valdostani, per le prime case, il frutto che deriva dalla valorizzazione delle nostre acque. Un frutto che viene messo a disposizione da parte della Compagnia valdostana delle acque alla Regione, per il tramite di Finaosta, e che riteniamo che debba in parte essere utilizzato in forma diretta per raggiungere quest'obiettivo.
Questo è un tema che viene portato avanti praticamente dalla notte dei tempi, già nel secolo scorso era forte l'interesse verso quest'argomento e già l'ispiratore dell'autonomia, Chanoux, scriveva in uno dei suoi documenti, intitolato "Problemi nostri, l'acqua", che è possibile assicurare agli abitanti della valle e a tutti gli abitanti a un tasso minimo, se non gratuitamente, la luce, il riscaldamento e le forze motrici elettriche.
Diceva: "Le grandi società concessionarie di derivazione dovrebbero assicurare alle Regioni, da cui traggono le energie e lauti guadagni, almeno questi vantaggi sociali".
Da parte nostra questo sta avvenendo: vengono ottenuti dei lauti guadagni, che i lauti guadagni vengano messi a disposizione della Regione.
Noi riteniamo che una parte di questi guadagni debba essere impiegata direttamente per perseguire l'obiettivo di riduzione dei costi energetici, ma questo anche per rafforzare il legame identitario tra la gente, la propria terra e i suoi frutti.
Quest'iniziativa riteniamo che abbia un rapporto costi-benefici molto favorevole perché allo stato attuale, in considerazione dei costi che vengono sostenuti e che sono previsti dalla proposta di legge, l'incidenza sarebbe al massimo di 20 milioni di euro l'anno per consentire di azzerare il costo della materia energia per tutte le prime case dei Valdostani.
Questo perché abbiamo fatto una verifica del consumo totale che avviene su scala territoriale a livello valdostano e nel 2021 la società Deval che distribuisce l'energia ha rilevato 140 milioni di kilowatt/ora distribuiti a favore delle utenze domestiche, da cui si può stimare che 100 milioni sono determinati dai consumi delle prime case.
Oggi il costo dell'energia è circa 0,10 euro/kilowatt e quindi sarebbe più basso l'impatto di quello che noi abbiamo stimato.
È stato stimato così per la ragione che c'è l'oscillazione del costo dell'energia che è molto significativa.
C'è ancora da aggiungere che la norma prevede che vengano ristorate le famiglie valdostane per il tramite della Regione di un importo fino a 0,20 euro/kilowatt in funzione del prezzo dell'energia al momento della valutazione.
La norma prevede una validità biennale dove al primo anno si dovrebbe garantire la copertura dei consumi, che sono i consumi consolidati dell'anno, e al secondo anno, attraverso una deliberazione di Giunta, si dovrebbe intervenire per dare degli obiettivi alla popolazione anche di ridurre i consumi, ovvero anche di poterli aumentare qualora si assoggetti il proprio immobile a degli interventi di conversione energetica, perché se uno sostituisce la caldaia ad alimentazione a gasolio e passa a una fornitura elettrica, è ovvio che vengono aumentati i consumi e in questo caso potrebbe essere valutato positivamente questo passaggio.
Ritorno a sottolineare il fatto che, senza una competitività del costo dell'energia elettrica, non si potrà mai ottenere la transizione energetica perché nei fatti basta guardare cosa succede nella vicina Francia: ci sono tutti gli scaldabagni che sono alimentati a elettricità perché il costo dell'energia elettrica è inferiore rispetto a quello dell'energia prodotta da fossile, quindi questa è una prova provata.
Anche in Valle d'Aosta, se si andasse in questa direzione, credo che si potrebbero mobilitare tante risorse in interventi anche di natura impiantistica che andrebbero a essere, diciamo, fatti dei Valdostani e soprattutto si presterebbe anche questo in considerazione del patrimonio edilizio, dove spesso e volentieri si deve intervenire, che è un patrimonio edilizio rurale da recuperare e dove, qualora ci sia un'alimentazione elettrica, non ci sarebbe neanche la necessità di realizzare con fatica dei vani caldaia per disporre le attrezzature impiantistiche che non sono compatibili con gli spazi ridotti il più delle volte a disposizione.
Su quest'iniziativa voglio anche evidenziare che era nata una proposta di legge d'iniziativa popolare, da sottoporre a referendum propositivo, che non è stata ritenuta ammissibile da parte della Commissione referendaria, prevista dalla legge 19/2003, la quale si è espressa sull'inammissibilità, perché ha assimilato la proposta alle leggi tributarie e di bilancio.
Anche su questo ci sarebbero delle osservazioni da fare però non ci si può che sottomettere alla decisione che è stata presa.
Sono stati prodotti tre emendamenti solo per adeguare i tempi della proposta rispetto all'evoluzione temporale che c'è stata dal momento della presentazione a oggi, perché dovrebbe essere spostata la sua applicazione al 2025-2026 contro il 2023-2024 che era previsto in partenza.
Presidente - Apriamo la discussione generale. La discussione generale è aperta.
Se qualcuno vuole intervenire si prenoti. Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Per un intervento a cui, come ho fatto nel precedente, aggiungerò anche la presentazione dell'ordine del giorno che abbiamo depositato, in maniera tale da efficientare la trattazione anche di quest'intervento di legge.
Sicuramente, come era nato ed era stato anche presentato in Commissione da parte dei colleghi, quest'intervento tocca direttamente il tema dei costi energetici e di una delle proposte per l'abbassamento dei costi energetici che incombono in questo caso sulle famiglie, ma possiamo dire, in senso lato, che il tema, al di là dello shock che c'è stato negli ultimi anni, la crisi del gas e quant'altro, rischia di ripresentarsi in prospettiva, anche perché se andiamo a vedere quelle che sono a oggi le valutazioni che sono state fatte e che si stanno facendo in particolare all'inizio dell'anno, che si stanno anche un po' aggiustando, io faccio riferimento, ad esempio, a quanto riportato o al quadro che ha fatto ad esempio Nomisma Energia ad inizio 2025: stiamo notando che sul 2024 avevamo avuto un abbassamento del costo complessivo - sto parlando ovviamente in senso lato del costo energetico - e sul 2025 la previsione - e sembra che la prospettiva che si sta manifestando lo confermi - vede un nuovo aumento dei costi energetici che rischia di farci ritornare sostanzialmente alla situazione del 2023.
In tutto questo, ovviamente, quando parliamo di costo dell'energia, però dobbiamo considerare anche il fatto che non c'è soltanto il costo legato alla produzione della materia energetica, ma c'è il costo di trasporto e di gestione, che spesso viene dato come definito, ma che è un costo anche importante sulla bolletta, dal 18 al 20% del costo della bolletta elettrica, vi sono poi la parte di imposte e gli oneri di sistema, un tema che abbiamo già avuto modo di affrontare e a cui abbiamo dedicato in maniera specifica un ordine del giorno che poi presenterò in chiusura di quest'intervento.
Tra l'altro sugli oneri di sistema c'è stato nel passato da parte di alcuni Governi un intervento di azzeramento temporaneo degli oneri di sistema, quindi un abbassamento del costo complessivo, ma a oggi siamo tornati alla situazione precedente.
L'Italia, tra l'altro, è uno dei paesi in cui il prezzo domestico e l'incidenza fiscale, soprattutto del prezzo domestico della bolletta, è tra i più importanti: abbiamo una media europea di circa il 25%, abbiamo in Italia un 35-40% complessivo, quindi un importante peso sulle famiglie, ma anche ovviamente sulle imprese.
Ognuno di noi giustamente ha presentato nel corso del tempo e sta sicuramente preparando, nell'ambito dei propri programmi elettorali, tutta una serie di misure, perché comunque è un problema che comunemente viene sentito.
Avremo modo di tornare sul "Bon de Chauffage", grazie a un emendamento presentato dai colleghi della Lega, noi nel corso dell'attività consiliare avevamo, ad esempio, in maniera specifica sulle famiglie, presentato un provvedimento - questo l'avevamo fatto nell'ultimo bilancio di previsione - di una detrazione a favore dei soggetti d'imposta con figli a carico sul modello di Bolzano, quindi cercare di abbassare almeno una parte del bilancio familiare e del peso economico che viene supportato dalle famiglie.
Nel passato si era parlato anche di un altro intervento, del "Naitre valdôtain", cioè una serie di aiuti e supporti che potessero appunto abbassare il costo della vita, io direi il costo di vivere delle famiglie valdostane.
A livello di imprese c'è un provvedimento che rimane latente, per cui il Consiglio regionale si è espresso, ed è depositato sia alla Camera che al Senato, e lo voglio ricordare: è la proposta di legge statale sulle zone franche di montagna che cercava in qualche modo - e cerca io direi, perché è ancora lì - di dare una risposta soprattutto alla parte produttiva.
Ci sono degli articoli che propongono d'incidere direttamente sull'IRES (sull'IRAP qualcosa c'è già a livello di fiscalità regionale), soprattutto ci sono due importanti voci, una riguarda l'articolo 4 e l'altra l'articolo 5, che è quella appunto del peso dei contributi che verte comunque sul costo complessivo delle aziende, il costo del lavoro vero che tengono le aziende e anche e soprattutto l'Iva, che è un tema estremamente complicato e complesso, perché sappiamo che è la prima voce di entrata certa dello Stato.
Nel complesso va considerato tutto insieme, non si può ragionare ovviamente per compartimenti stagni perché poi alla fine di ogni mese, di ogni anno, di ogni scadenza, famiglie e imprese hanno un peso che devono sostenere e a cui devono fare riferimento.
L'ordine del giorno che abbiamo voluto collegare a questa proposta di legge dei colleghi riguarda direttamente gli oneri di sistema delle bollette elettriche, che spesso anche qui sono - ci si dimentica, o meglio, non si considera effettivamente che cosa siano - una voce particolare di costo che finisce per finanziare una serie di previsioni, sostanzialmente gli incentivi, le attività di incentivazione delle fonti rinnovabili; ricordiamo sempre che gli incentivi sono sicuramente una buona cosa per chi li utilizza, ma alla fine li paghiamo tutti, perché ci dimentichiamo che qualcuno il conto lo deve sempre pagare, perché di pasti gratis non ce ne sono nella vita, la dismissione del nucleare, bonus sociale, interventi settoriali... ci sono una serie di costi che pesano sulle bollette e sul costo dell'energia tra il 22 e il 24%.
Tra l'altro è una voce, io dico di costo, che ha anche una natura giuridica un po' particolare e ci sono varie cause che stanno cercando anche di dirimere il fatto se sia un elemento di materia fiscale, se non lo è, ad esempio nel nostro caso si potrebbe addirittura - forse è tema che rientra nella fiscalità generale - considerarla nel riparto fiscale, cioè ci sono tutta una serie di tematiche che sono da definire e da dirimere, ma che alla fine, a ogni trimestre, a ogni scadenza dei pagamenti delle bollette famiglie e imprese devono sostenere.
È un problema - come alcuni dei problemi che riguardano il peso in termini di costi, stiamo parlando soprattutto di costi energetici - su cui sicuramente la Regione può fare, ma c'è qualcuno al di sopra che può fare ancora di più, perché gli strumenti a disposizione della Regione sono limitati rispetto agli strumenti in mano allo Stato; non vuol dire che la Regione non può far nulla, però non dobbiamo dimenticarci che alcuni elementi di costo possono essere trattati o diminuiti a livello nazionale, parleremo poi dopo delle accise, in questo caso, ad esempio, parliamo degli oneri di sistema.
La volontà di questo nostro ordine del giorno è non soltanto di fare anche il punto su delle iniziative che abbiamo presentato nel corso della nostra attività, ma soprattutto cercare di rispondere a questa problematica almeno dal punto di vista della richiesta formale del posizionamento politico.
L'impegno che vorremmo sottoporre al Governo regionale è quello di richiedere formalmente al Governo nazionale l'adozione di misure finalizzate all'azzeramento o alla riduzione strutturale degli oneri generali di sistema attraverso il trasferimento del loro finanziamento alla fiscalità generale e di trasmettere il presente ordine del giorno ai nostri Parlamentari valdostani invitandoli - per carità di Dio, per quanto rientrante nelle rispettive competenze - a farsi promotori d'iniziative legislative e di azioni istituzionali mirate alla riforma degli oneri di sistema e alla loro progressiva riduzione, invitando al contempo i referenti politici valdostani dei gruppi consiliari collegati a partiti rappresentati in Parlamento ad attivarsi presso i propri interlocutori governativi e parlamentari, al fine di sostenere con coerenza e determinazione la richiesta di riforma strutturale o finanche di azzeramento degli oneri di sistema nel pieno rispetto delle peculiarità della Valle d'Aosta e delle esigenze economiche e sociali dei territori montani. Sono dei costi che sappiamo pesano sicuramente di più laddove c'è una necessità di energia che non necessariamente deriva da uno spreco, ma da una necessità, che sia essa di riscaldamento o di consumo per far funzionare appunto gli apparecchi elettrici che utilizziamo, a maggior ragione laddove stiamo andando verso una società sempre più a base elettrica, quindi con un appesantimento anche in termini poi di costi complessivi.
A suo tempo, da alcune valutazioni che ho recuperato, l'azzeramento degli oneri di sistema era stato spesato in circa 10 miliardi della spesa pubblica, come dire noccioline, sappiamo sicuramente che la coperta è sempre corta perché se togli da una parte c'è la necessità appunto di mettere dall'altra, sono delle scelte politiche, sicuramente intervenire su una voce che oggi pesa circa il tra il 22 e il 24% del costo della bolletta elettrica è qualcosa di sicuramente importante.
Un intervento che può anche essere dedicato in maniera più specifica a delle particolari situazioni, non soltanto in termini appunto di reddito ma, perché no, anche in termini di presenza geografica e magari, come nel caso dei territori montani, come ho detto, di aree che sono necessariamente, proprio per conformazione e anche per clima, notoriamente più non dico energivore, ma in cui il consumo è sicuramente più alto di altre realtà.
La nostra volontà era anche quella di portare con quest'ordine del giorno l'attenzione su una voce di costo importante dei costi dell'energia e della bolletta elettrica, visto che l'obiettivo della legge era principalmente quello di sgravare dal peso della bolletta elettrica gli utenti finali.
Do ovviamente l'ordine del giorno come illustrato.
Presidente - Altri interventi in discussione generale? Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Interverrò molto brevemente, non sul provvedimento su cui ci sarà invece un intervento del collega Perron, ma rispetto all'ordine del giorno che è stato presentato semplicemente per comunicare, ovviamente ai proponenti e a quest'Aula, che abbiamo effettuato un confronto con i nostri rappresentanti, e nello specifico la senatrice Spelgatti rispetto al tema, quindi voteremo favorevolmente all'ordine del giorno.
Presidente - Altri in discussione generale? Consigliera Minelli, a lei la parola.
Minelli (PCP) - Alla base di questa proposta di legge c'è una riflessione che è condivisibile, cioè che bisogna intervenire per calmierare i costi delle bollette elettriche, almeno per quanto riguarda la componente legata alla materia energia, alla materia energetica.
L'impostazione però della proposta è, a mio avviso, non corretta, e lo dico seguendo un po' il ragionamento che ho portato avanti in questi anni.
Gran parte della popolazione valdostana, direi una maggioranza sostenuta, è utente di CVA, cioè di questa società che è interamente di proprietà regionale e che fra le sue finalità costitutive aveva proprio quella di fornire energia a famiglie e imprese valdostane a costi ridotti, quindi a nostro avviso è sulla politica tariffaria di CVA che la Regione deve intervenire utilizzando il suo potere d'indirizzo e anche di controllo e non attraverso un sistema, come quello che viene proposto, e che ha richiesto, capisco, anche uno sforzo di elaborazione da parte dei colleghi ma è un sistema che in qualche modo è un po' barocco, per cui i cittadini prima pagano, poi la Regione rimborsa una quota. Una proposta un po' complicata che non ci sentiamo di sostenere con il voto, pur comprendendone lo spirito.
Voteremo invece l'ordine del giorno proposto dal gruppo di Rassemblement Valdôtain in quanto riteniamo che l'azzeramento - o quantomeno una riduzione, che già sarebbe auspicabile - degli oneri generali di sistema sarebbe un modo concreto e diretto per venire incontro alle esigenze delle famiglie e delle persone che sono gravate in maniera significativa da questi balzelli.
Presidente - Consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.
Lucianaz (GM) - Le valdoten se demandon: "Ma perqué no paien tcheur pé la lemî.
I Valdostani, naturalmente come è logico che sia, si interrogano sul costo dell'energia elettrica. Gli abitanti che sono a due passi dalla centrale elettrica si chiedono: "Perché dobbiamo pagare spese di trasporto così importanti, che incidono così pesantemente sulla nostra bolletta, quando gli elettrodotti e le esternalità negative gravano tutte su di noi? ", ma questa è la realtà dell'autonomia valdostana, un'autonomia che è, a dir poco, di cartapesta.
Naturalmente non posso che sostenere quest'iniziativa per lo spirito con la quale è nata, ricordo che nel 2023 avevamo dei prezzi impressionanti, ora naturalmente sembra datata; non entro nei tecnicismi del secondo comma, però è lo spirito che mi interessa.
Era compito del Governo, a mio avviso, occuparsi del costo del kilowatt che grava sulle famiglie valdostane, su tutte le famiglie e, perché no, sulle imprese.
Non mi pare che l'interesse del Governo regionale vada in questa direzione, piuttosto s' intende incentivare la transizione digitale, che probabilmente rende a qualcuno molto di più. Qui invece sono i Valdostani che chiedono misure più importanti sul costo dell'energia e questo Governo non ci sente.
Sosterrò anche l'ordine del giorno del collega Aggravi del gruppo di Rassemblement perché mi sembra molto logico e diretto.
Si può fare molto di più sul prezzo dell'energia, abbiamo la CVA di proprietà regionale che produce per il 100%, a quanto sappiamo, solo da fonti rinnovabili e non riusciamo a capire perché ogni volta che c'è un cambiamento sul prezzo del gas questo debba incidere sulle nostre bollette.
La Regione Valle d'Aosta qui deve farsi sentire e invece siamo al mutismo assoluto rispetto a quest'agenzia di Stato.
Così non va bene, questa non è l'autonomia che noi vorremmo.
Presidente - Consigliere Perron, a lei la parola.
Perron (LEGA VDA) - Rispetto al proponente di questa legge e anche ad altre forze in Consiglio, più d'una, abbiamo una visione differente per quello che riguarda la gestione della società CVA, differenze che direi si sono ampiamente palesate, che ritengo necessario però sempre rimarcare, soprattutto sulla nostra visione che vuole la politica, compresa quella consiliare, più lontana possibile da ingerenze, direzione e coordinamento, anche perché noi riteniamo che si debba avere i maggiori utili possibili, per quel che riguarda la nostra società, e l'assetto strategico più forte che abbiamo, la possibilità di produrre energia green in un momento di transizione energetica e che quell'introito vada ottimizzato per poi garantire una redistribuzione il più efficace possibile sui Valdostani.
Abbiamo una visione diversa anche sul tema della decarbonizzazione della regione, per noi non è un tema prioritario, piuttosto, come dicevo prima, sono prioritari gli utili che debbono essere restituiti, e in questo caso abbiamo la società CVA, e questo mi pare che alcuni colleghi non riescano a intenderlo e mi dispiace un po'. Capisco che sia facile, anche a livello elettorale, vendere tutto ciò, ma noi contribuiamo alla transizione energetica a livello nazionale, e probabilmente anche europeo, chiunque la compri; quindi non è che noi se non usiamo tutta l'energia in Valle cambi qualcosa sulla questione ambientale, sulla produzione di CO2, perché un grammo di CO2 prodotto in Valle d'Aosta è uguale a uno prodotto a Carema, ha lo stesso effetto climalterante, molto, molto limitato viste le nostre emissioni, ma ci arriviamo.
Noi quindi contribuiamo comunque al tema ambientale producendo energia green, che sia utilizzata a Châtillon, a Pontboset, a Courmayeur o a Carema o a Torino o a Milano cambia nulla per l'ambiente, questo sarebbe anche l'ora che lo si capisse, poi se non verrà fatto, pazienza.
Ripeto, per noi sono gli utili che devono rientrare, tanto più che non è che abbiamo delle centrali a carbone, io capisco avessimo le centrali a carbone e la Valle d'Aosta usasse il carbone per arricchirsi e utilizzare questi proventi, capisco che il tema ambientale andrebbe a confliggere, ma noi non solo non abbiamo questo problema, ma più produciamo energia green, vendendola, abbiamo un vantaggio doppio, e per noi e per l'ambiente.
Sempre per l'ambiente, il nostro livello di emissioni, perché poi bisogna guardare anche i numeri quando si parla di emissioni - ma questo verrà secondo me sviscerato bene sul tema buoni di benzina, e lì ci sarà la discussione, io qui anticipo solo una parte - il nostro livello di emissioni di CO2 equivalente, quindi parlo di climalteranti, non parlo di quelli che hanno effetti negativi sulla salute, quelli sono un'altra cosa, qui stiamo parlando del tema ambientale climalterante che è nell'agenda di tutta l'Unione Europea e verso la quale la Lega prende una posizione legittimamente critica, non solo a livello europeo ma ovviamente anche a livello regionale valdostano.
Noi quindi abbiamo un livello di emissioni che è basso, è già assorbito dalla presenza delle foreste, quindi tecnicamente non abbiamo nemmeno quel problema, facciamo circa 1 milione di tonnellate di CO2 equivalenti; uso il dato 2017 perché è quello usato per la Fossil Fuel Free, ma più o meno è così.
Tanto per fare un esempio, la Sardegna ne fa 12 milioni di tonnellate equivalenti e l'Italia ne fa 413, quindi noi ne facciamo 1/413. Se pensiamo che andare avanti nella maniera più ideologica possibile su questo milione di tonnellate possa dare un beneficio ambientale in termini di gas climalteranti, siamo semplicemente fuori contesto.
L'ho già detto che un chilo di CO2 prodotto in Valle d'Aosta è uguale a quello fatto a Carema, quindi noi stiamo già contribuendo alla decarbonificazione del sistema energetico. La stessa Fossil Fuel Free - l'abbiamo già detto varie volte, è stata votata all'epoca all'unanimità, ma l'abbiamo già detto, io penso che potremo sostenerlo, si vedrà negli anni - ma è già utopica la Fossi Fuel Free perché è ancora più avanti rispetto all'utopica Unione Europea che con queste politiche iper ideologiche sta danneggiando l'intero continente: mentre gli altri continenti continueranno a utilizzare i combustibili fossili e andranno avanti, noi ci tiriamo la zappa sui piedi da soli per un numero di emissioni che non è paragonabile al resto del mondo.
Sì quindi alla transizione energetica laddove produce dei risultati e può essere utilizzata compatibilmente con il sistema economico e sociale, allora sì; no quando diventa ideologica e in qualche modo farneticante, come purtroppo vediamo e ci colpisce.
Per la Valle d'Aosta abbiamo la fortuna di essere in pole position, perché l'energia che produciamo, totalmente verde, è la migliore in assoluto, perché viene immessa nel sistema rapidamente, mentre le altre, sappiamo, dipendono dal sole, dipendono dal vento, quindi c'è questo tema qui, abbiamo la migliore in mano, sfruttiamola producendo i più grossi utili possibili e poi redistribuendoli, e noi ovviamente abbiamo portato una legge sui voucher sui centri estivi (adesso non verrà discussa) per contribuire alla questione denatalità, molto grave, e abbiamo portato una legge che riguarda i buoni di benzina, e ci torneremo dopo, sempre con l'idea che tanto cambia ben poco sulle nostre emissioni valdostane.
È inutile partire di principio se il principio non porta a dei veri vantaggi.
Questo era il terzo punto, probabilmente ci sono delle criticità tecniche su questo tipo di legge.
Quarto punto, il finale, voteremo comunque questa legge perché riteniamo necessario uno scossone e l'utilizzo tangibile, che sia tangibile per tutti i Valdostani, degli utili prodotti dalla nostra Compagnia delle acque, anche se noi non lo legheremmo esplicitamente alla questione bolletta/non bolletta, a noi interessa che ritorni indietro economicamente ai Valdostani in qualche forma.
Ripeto, abbiamo messo giù due leggi, noi, che facevano 18 milioni di euro, quella sui voucher dei centri estivi e quella sui buoni benzina, che sono un rientro immediato di una parte di questi utili, quindi noi quello vogliamo.
In questo caso, pur avendo rilevato le criticità, comunque voteremo perché va nel solco sempre di poter dare un rientro tangibile ai Valdostani che è semplicemente l'utilizzo dell'assetto strategico economico della nostra regione che coloro che hanno fatto politica prima di noi sono riusciti a salvare, hanno messo sul tavolo per trattare l'autonomia valdostana, perché si trattava di mantenere la forza economica e soprattutto energetica per dar vita alla ricostruzione del dopoguerra, è così che abbiamo messo sul tavolo la possibilità dell'autonomia valdostana.
Noi andiamo in questo solco, a noi interessa ben poco se l'energia prodotta viene consumata in valle; ci interessa che dia un beneficio tangibile ai Valdostani.
Nonostante queste criticità, come dicevo, voteremo questa legge perché è nel solco di un ritorno e di un beneficio alla comunità valdostana.
Presidente - Altri interventi? Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Non per un intervento, ma per la richiesta di una breve riunione di maggioranza.
Presidente - Il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle ore 11:58 alle ore 12:10.
Bertin (Presidente) - Riprendiamo i lavori, siamo in discussione generale.
Altri interventi in questa fase? Consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (FI) - A seguito degli interventi dei colleghi e dell'ordine del giorno che è stato presentato, ritengo che siano necessarie ancora alcune considerazioni.
La nostra proposta di legge interviene direttamente ed esclusivamente sul costo della materia energia, perché siamo ben consapevoli che ci sono altre voci che sono significative e pesanti all'interno delle bollette e sulle quali occorrerebbe intervenire, però riteniamo che questa sia una strada parallela.
A questo tema abbiamo prestato da sempre molta attenzione e abbiamo iniziato a considerare queste problematiche nel 2019, quando è stata approvata la mozione di chiusura dei lavori della Commissione che era stata predisposta su CVA e in quell'occasione avevamo evidenziato la necessità d'intervenire sugli oneri di sistema e di trasporto, che sono anche una quota significativa della componente della bolletta elettrica.
Avevamo chiesto in quell'occasione di produrre una norma di attuazione che potesse affrontare questa tematica.
Nel 2022 siamo ritornati sul medesimo argomento, abbiamo predisposto una mozione sottoposta all'attenzione dell'Aula, una mozione approvata con il voto favorevole di 31 colleghi.
Sostanzialmente questa mozione, mi limito a rappresentare l'impegnativa, diceva che impegnava il Governo regionale
punto n. 1: a definire, nel più breve tempo possibile, una proposta di norma di attuazione che in Valle d'Aosta disponga la soppressione della bolletta elettrica della componente tariffaria a favore dello Stato relativa agli oneri di trasporto e di sistema;
punto n. 2: ad avviare un percorso nella Commissione competente finalizzato al reperimento di risorse adeguate per sostenere le famiglie e le imprese valdostane nel far fronte al "Caro bollette".
In questo stavano le radici di quest'iniziativa che oggi è in discussione, perché portiamo all'attenzione una proposta di legge che prevede la soddisfazione del punto n. 2 per quanto concerne l'attenzione alla prima casa e non si può attuare con questa modalità l'attenzione alle imprese perché c'è tutta la tematica degli aiuti di Stato che va gestita e trattata diversamente.
Perché avevamo detto e chiesto di produrre una norma di attuazione? Perché noi non crediamo che sia così semplice affrontare questa questione a livello nazionale, ma ritenevamo - e riteniamo tutt'ora - che le nostre prerogative statutarie ci dessero degli elementi per poter rivendicare l'azzeramento degli oneri di trasporto in Valle d'Aosta.
Perché questo? Perché noi siamo anche titolari della concessione di distribuzione dell'energia elettrica in Valle d'Aosta, quindi la distribuzione avviene attraverso tutta la rete della Deval, che è una partecipata controllata al 100% dalla Regione per il tramite di Finaosta.
Ma perché diciamo questo? Perché riteniamo che la Valle d'Aosta sia un grande produttore di energia e che ne abbia a sufficienza per il suo fabbisogno e l'interlacciamento che ha con il resto della Nazione, con il resto dello Stato, è per esportare energia, mettiamo a disposizione energia, quindi a nostro avviso riteniamo che sia assurdo che la Valle d'Aosta corrisponda degli oneri a favore dello Stato relativamente al trasporto dell'energia.
Ci sono, a nostro avviso, degli elementi che sono molto utili per poter mettere in piedi una norma o perlomeno lavorare in quella direzione per addivenire a una soluzione a questo problema.
Riteniamo quindi che l'impegno sia già stato preso in quest'aula, sia stato preso nel 2022; è un impegno formale, perché si tratta di un'approvazione di una mozione, che impegna ad andare in una certa direzione e che a oggi, probabilmente per tutta una serie di ragioni, non è ancora stata portata avanti, ci saranno state delle altre priorità, però riteniamo che questo sia un approccio serio di procedere laddove da una parte la Regione deve fare il suo dovere: l'intervento, se vuole contribuire ad abbattere i costi dell'energia ai Valdostani, attraverso l'azzeramento del costo della materia dell'energia e dall'altra parte intervenire per lavorare sulle componenti non di sua competenza attualmente fisse, sulle quali si ritiene che ci siano dei margini d'intervento a difesa delle nostre prerogative statutarie.
Pertanto, anche sotto questo profilo, riteniamo che sia corretto e doveroso andare avanti sotto questa direzione per far sì che si possa arrivare a provare a definire anche quest'aspetto che porterebbe un impatto positivo sulle bollette di tutti i Valdostani.
Pertanto, dal nostro punto di vista, riteniamo che a livello di scala delle difficoltà e anche di scala delle competenze, prima di demandare allo Stato la soluzione dei problemi, in un contesto che è esponenzialmente ancora più difficile da affrontare perché tiene conto di una situazione nazionale, quindi di tutte le regioni, questi sono numeri da spavento, se li rapportiamo a livello nazionale, di quello che sarebbe l'impatto sui bilanci.
Riteniamo che sia un po' meno difficile, sia più semplice, spingere l'attenzione sulla difesa delle nostre prerogative, nell'esercizio della nostra autonomia a livello regionale.
Noi siamo per dare priorità alla linea che è già stata intrapresa, perché riteniamo che comunque l'approccio politico ed amministrativo debba essere consequenziale.
Si parte, si si danno delle direzioni e si va avanti lungo la filiera con determinazione perché, diversamente, è difficile raggiungere gli obiettivi che ci si dà.
Presidente - Siamo sempre in discussione generale. Non vedo richieste ulteriori d'intervento, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa.
Per le repliche del Governo, il Presidente della Regione ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Alcune considerazioni alla luce delle illustrazioni della norma e degli interventi dei colleghi sulla questione.
Intanto stupisce la sottolineatura fatta da alcuni gruppi che - pur non condividendo la filosofia della norma per motivazioni che evidentemente risiedono nel solco politico - andranno a sostenere questa stessa norma sostenendo come bene o male debba tornare indietro in qualche modo il risultato della società CVA che mette a disposizione della Regione i propri utili.
Ebbene, questo tipo di concetto è un concetto che noi sposiamo, ma sposiamo in maniera costruttiva e in maniera produttiva, andando a riallocare in investimenti anche strategici: oggi o domani andremo a lavorare per l'approvazione della terza variazione di bilancio che fondamentalmente si struttura sugli utili che CVA garantisce alla Regione e che ci permettono di dare delle risposte in ambito sanitario, in ambito d'investimenti sulle prerogative turistiche, degli sport invernali e degli impianti di risalita, che potranno dare lavoro e continuità all'offerta turistica anche nel periodo estivo sui nostri territori, di mettere a disposizione risorse per il nostro sistema scolastico e quant'altro.
Le forme di riversamento a beneficio della popolazione sono da valutarsi per quello che si intende mettere a disposizione del territorio; se mettere a disposizione del territorio vuol dire trovare una formula qualsiasi, e ne sono state elencate più di una in vari disegni di legge, le possibilità di andare incontro alla popolazione con un riversamento diretto sono - permettetemi - delle visioni e non appartengono alla volontà di dare invece delle opportunità di crescita da un punto di punto di vista lavorativo e di mantenimento sul territorio.
Il collega Marquis, nella scorsa seduta del Consiglio, quando abbiamo discusso dell'assestamento di bilancio, chiedeva quali fossero le visioni.
Vede, io quando si pensa di poter risolvere tutti i problemi andando a declinare un contributo che può aggirarsi all'intorno ai 166 ? a nucleo familiare - questa è un po' la divisione che ne è uscita dai numeri che sono stati snocciolati all'interno della relazione del disegno di legge - credo che non si risolvano molti problemi delle famiglie, soprattutto con una prospettiva biennale che riportata dal 2023 a oggi peraltro va a modellarsi su numeri diversi, anche per diretta ammissione da parte del Consigliere stesso, che riporta un costo della produzione energetica sulle bollette che è diverso rispetto a quello del 2023, e io dico per fortuna, ma dovuto questo anche a interventi di calmieramento dei prezzi almeno da parte della produttrice di energia locale.
Faccio poi due considerazioni di ordine molto più spicciolo, se vogliamo, perché per certi versi questo tipo d'intervento andrebbe a sostenere l'utilizzo di energia elettrica trasversalmente, al netto che questa venga prodotta da fonti rinnovabili piuttosto che da fonti fossili, perché non tutta l'energia elettrica è prodotta da energia solare, eolica o idroelettrica, ma ci sono anche le centrali termoelettriche e quant'altro e alcuni dei distributori forniscono anche sul territorio regionale, quindi da questo punto di vista si andrebbe indiscriminatamente a sostenere qualsiasi tipo di utilizzo di energia elettrica, al netto della fonte di produzione primaria; in più non rispecchierebbe neanche troppo un principio di contenimento dei costi per l'utilizzo e un risparmio in senso più ampio dell'energia elettrica e dell'utilizzo dell'energia elettrica, perché non darebbe merito a chi consuma di meno, andando a valorizzare questo suo risparmio energetico complessivo, perché "Tanto più spendo e più mi rimborsano" è un concetto poco virtuoso da questo punto di vista.
Rispetto all'ordine del giorno, collega Marquis - ma poi dopo il 2022 mi sembra che anche lo stesso gruppo di Rassemblement avesse affrontato il percorso di valutazione all'interno delle opportunità rilasciate dalle norme di attuazione per affrontare questo discorso - è un discorso che abbiamo condiviso nel 2022 e che condividiamo ancora ora.
Giustamente, come è stato sottolineato, le impellenze e le necessità anche di approfondimenti importanti per portare avanti un tipo di provvedimento di questo genere si sono confrontate con altre esigenze, non hanno permesso di farlo, ma sicuramente questa è una strada che si può perseguire, sulla quale bisognerà lavorare.
Siamo in fase di allestimento dei vari programmi elettorali, qualcuno l'ha sottolineato, e credo che questo tipo di attenzioni dovranno essere esplicitate anche all'interno di queste opportunità da sottoporre agli elettori e, per quanto ci concerne, osiamo questo tipo di percorso; pur notando all'interno dell'ordine del giorno degli elementi interessanti, non andando a votare la legge, il nostro sarà un voto di astensione anche rispetto all'ordine del giorno, pur sottolineando come questo tipo di attività e di lavoro, rispetto anche agli oneri di sistema, è sicuramente da attenzionare.
Rispetto a questo, mi preme sottolineare come ci siano da parte di alcuni cittadini valdostani dei percorsi che si protraggono ormai da anni rispetto allo Stato nel sottolineare quale sia l'incoerenza dell'applicazione degli oneri di sistema sulle nostre tariffe, senza purtroppo per questo riuscire ad addivenire a una soluzione, una soluzione che potrà evidentemente essere ribadita da un percorso di norma di attuazione che però dovrà approfondire, con dovizia di particolari e con dovizia di studi, le ragioni per una sua condivisione a livello generale all'interno della stessa politica.
Presidente - Consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (FI) - Lei ha richiamato sostanzialmente un ragionamento che è stato fatto anche in occasione della discussione dell'assestamento, dove noi abbiamo parlato di visione, e sostanzialmente ha evidenziato il fatto che avete stanziato tutta una serie di risorse che si erano rese disponibili dai proventi dalle acque per creare della crescita sul territorio.
Noi, proprio in quell'occasione, sostenevamo, e sosteniamo tutt'ora, che non leggevamo, e non si legge, un progetto di crescita, perché la sommatoria d'interventi non significa che ci sia necessariamente una strategia, o per lo meno la strategia per noi non era, e non è, leggibile, ma, al di là degli stanziamenti che sono stati fatti, c'è un problema: il bilancio mette a disposizione tutti gli anni 270-300 milioni di avanzi, quindi con questi avanzi (attraverso una piccola pulizia dei capitoli di bilancio che si può già fare in questo momento dell'anno, perché siamo ormai a metà dell'anno, ci sono tante risorse del bilancio 2025 che non verranno sicuramente spese, che al 31 dicembre 2025 accumuleranno un patrimonio di nuovo di 270-300 milioni di euro) quindi con una piccola variazione di bilancio immediatamente si potrebbero trovare le risorse disponibili per fare quest'operazione.
Quest'operazione, secondo noi, invece, sottende a una visione, che è una visione di dare della chiarezza a chi deve investire, perché se io so, se il cittadino valdostano sapesse che il costo dell'energia elettrica è inferiore rispetto a quello che viene pagato in Piemonte piuttosto che in Veneto o in Lombardia o in Liguria, a quel punto chi deve investire fa dei ragionamenti e dice: "Vado verso la direzione dell'elettricità".
Se io non ho una visione di medio periodo, di cosa voglia fare l'Amministrazione domani in un settore, è difficile che come imprenditore, come cittadino, mi fidi a mettere delle risorse in circolo, e tutto questo rallenta l'economia in Valle d'Aosta.
Noi riteniamo che questi 20 milioni che venissero investiti in quest'iniziativa creerebbero un grande valore aggiunto moltiplicativo sugli investimenti nel settore dell'energia, e poi dobbiamo anche sfatare l'altro concetto che tra le righe mi è sembrato che si sia detto, sembrerebbe che poi si possa utilizzare energia elettrica in quantità illimitata.
Ebbene, mi sia consentito, la legge è molto stringata ma lo esprime in modo molto chiaro questo concetto, ma in tutt'altra direzione. La legge dice che il primo anno - e non si può fare diversamente - il rimborso avviene sul consumo riscontrato, ma dal secondo anno la Giunta regionale dovrebbe mettere delle indicazioni per ottenere dei risparmi, dei comportamenti virtuosi da parte dei cittadini, che vanno in riduzione dei consumi rispetto all'anno prima.
Faccio alcuni esempi: sarebbe sufficiente, a livello di delibera di Giunta, dire che se non ci sono degli investimenti sul cambio di tipo di combustibile bisogna ridurre i consumi del 10% rispetto all'anno prima o sennò il secondo anno il contributo avviene solo sul 90% dei consumi; questo porterebbe la popolazione a cercare di ottimizzare i consumi e a ridurli, ovvero a sostituire magari con più attenzione le lampade, passando da incandescenza a led, a prestare più attenzione agli elettrodomestici, a queste cose qui; aumenterebbe un approccio culturale positivo e virtuoso sul settore.
Invece è normale che possano aumentare i consumi laddove io passo dalla caldaia a funzionamento gasolio rispetto all'elettrico; in questo caso è ovvio che aumentano i consumi, e credo che sia corretto in questo caso contribuire per andare avanti in questa direzione. La proposta è molto chiara: sarebbero sufficienti allo stato attuale, rimodulando i costi, 10-12-13 milioni di euro alle condizioni di mercato di oggi per dare questa soddisfazione ai Valdostani.
Io mi chiedo: "Ma scusate, preferite avanzare 300 milioni di euro di avanzo di amministrazione che dare questa possibilità ai Valdostani con 10-12 milioni di questi, che sono un trentesimo (un trentesimo!) di quello che avanzerete dalla gestione?". Si dice "Non si può". I tecnicismi ci hanno portato ad avere un parere negativo sulla proposta di legge di compatibilità finanziaria perché ci dicono: non ci sono i soldi.
Queste sono le barzellette che andiamo a raccontare sul territorio.
Non ci sono i soldi e fra quattro mesi avanzeremo 300 milioni di euro. Non ci sono oggi, perché sono tutti trattenuti nei vari dossier, ci teniamo tutti larghi e poi vediamo cosa succede alla fine dell'anno e nessuno vuole ritornare indietro dagli Assessorati sulle risorse che sa già oggi che non spende, si sa già oggi quali sono le risorse che non si possono spendere. È questo che noi chiediamo come atteggiamento di responsabilità.
Ma è mai possibile che non si riesca a dare una soluzione ad un problema così, che è sentito da tutti i Valdostani? C'è stata una raccolta firme, 300 firme sono state raccolte in tre ore, cioè tutti i Valdostani chiedono un'iniziativa di questo genere, ma perché non dargli soddisfazione? É una misura che deve essere universale, questa, che deve essere per tutti, per rafforzare il legame d'identità tra il cittadino e il territorio, perché l'acqua è il bene più prezioso che abbiamo in Valle d'Aosta e questo bene deve essere messo a disposizione diretta ...ma stiamo dicendo una quota parte, un infinitesimo dei soldi che si avanzano, che non si è in grado di gestire, colleghi del Governo.
Questo ci fa male al cuore, vedere una situazione in cui ci sono le risorse e non si vuole dare soddisfazione ai bisogni della cittadinanza; non è una questione di togliere soldi ad altre iniziative qui, è solo utilizzare quelli che avanzano, quelli che non vengono gestiti.
Noi quindi sotto questo profilo porteremo avanti con tutte le nostre forze questa battaglia fin quando riusciremo a venirne a capo e a farla approvare, perché riteniamo che questo sia il volere della comunità valdostana e non sia un interesse di parte o solo di una componente dei cittadini della Valle d'Aosta.
Per quanto concerne invece l'altro aspetto, prendiamo atto che il Presidente ha riconosciuto che è la giusta strada l'approfondire il tema con norma di attuazione; ci rincresce che a oggi, dal 2022, non si sia trovato lo spazio necessario, nonostante la materia sia una materia articolata, per fare dei passi avanti sotto questo profilo, passi avanti che avrebbero potuto anche qui mettere già i Valdostani, magari se fossimo riusciti a raggiungere l'obiettivo, a ottenere dei significativi risparmi sulle proprie bollette.
Sotto questo profilo noi porteremo avanti nel nostro programma queste cose qui, anche il discorso della norma di attuazione perché ci crediamo e siamo profondamente convinti che sia la strada maestra e, per questa ragione, proprio per non cercare di creare delle altre aspettative che, a nostro avviso, vanno a indebolire la strada maestra, che è quella d'inseguire le possibilità che ci danno le nostre prerogative, sull'ordine del giorno ci asterremo.
Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Per mozione d'ordine, Presidente. Avevo dato come presentato l'ordine del giorno, ma, visto quello che ho sentito, vorrei comunque presentarlo, se è possibile.
Presidente - Va bene.
Aggravi (RV) - Pensavo di essere stato chiaro, ma invece, sentendo soprattutto gli interventi del collega Marquis e del Presidente, non me ne vogliano, è necessario, secondo me, fare due precisazioni, perché altrimenti chi ci segue si perde un po'.
Una cosa sono gli oneri di sistema, una cosa sono gli oneri di trasporto dell'energia. Non dobbiamo confondere i due passaggi, perché l'onere di trasporto è un costo che viene sostenuto per il servizio, mentre l'onere di sistema è un'altra cosa che ha una natura particolare, simile alla fiscalità, ma non è fiscalità, perché altrimenti potrebbe finire, lo dico in maniera semplicistica, anche nel riparto fiscale, quindi ha un'altra finalità.
L'onere di sistema paga tutta una serie di componenti, come gli incentivi alle rinnovabili, come la dismissione del nucleare italiano, come dei bonus sociali, come la compensazione per le imprese energivore.
Gli oneri di trasporto pagano il trasporto. L'onere di sistema viene gestito dallo Stato.
Il costo del trasporto paga sostanzialmente il concessionario che trasporta l'energia.
A fronte di questo, io dividerei anche il mondo in due sulla norma di attuazione: è vero, c'è stata la fine del percorso della Commissione speciale su CVA, quell'ordine del giorno - che è una risoluzione... Adesso non ricordo - che parlava della norma di attuazione per azzerare gli oneri di sistema, ma io già all'epoca criticai quel passaggio per un motivo semplice: l'onere di sistema non è qualcosa che pesa soltanto sulla Valle d'Aosta, essendo un onere di sistema pesa sul sistema elettrico, quindi necessariamente ci deve essere un intervento al 100% che riguarda tutto il sistema elettrico, non soltanto la Valle d'Aosta.
Un'altra cosa è la norma di attuazione sul trasporto dell'energia, dove ci sono comunque delle gare.
Glielo ricordo, collega Marquis, visto che, se non erro, la forza rassicurante di cui fa parte un po' si riguarda anche al partito liberale, che oggettivamente pensare che non dobbiamo pagare il trasporto perché abbiamo il concessionario che gestisce il trasporto in parte... Perché si deve ricordare che l'alta tensione è di un altro più che concessionario quasi monopolista, altrimenti chi ha le concessioni di produzione elettrica non dovrebbe far pagare l'energia elettrica, e qui finiamo però in un capitolo dove non voglio entrare e si è già detto. Attenzione, se c'è una concessione c'è una gara, quella è una cosa diversa.
La proposta che si è fatta in più occasioni è stata anche oggetto di un'interrogazione nostra a cui ha risposto il presidente Testolin, che ci ha giustamente detto che c'è un percorso avviato su una norma di attuazione per le concessioni di trasporto, un'altra cosa sono gli oneri di sistema. Io quindi chiederei di non mischiare le due cose, perché sono due mondi completamente diversi. Vero è che pesano grossomodo sul... Anzi, l'onere di trasporto, in linea di massima, pesa tra il 18 e il 20% della bolletta, l'onere di sistema tra il 22 e il 24%.
Un conto quindi è parlare di un costo del servizio, quindi il trasporto, un conto è parlare di una componente più simile alla fiscalità, che è l'onere di sistema.
Necessariamente l'intervento deve essere gestito non soltanto a livello territoriale della Valle, ma a livello nazionale o a livello di territorio omogeneo, come le aree montane, questo è l'obiettivo del nostro ordine del giorno, quindi se non lo si vuole votare per non andare a solleticare o a disturbare i propri referenti politici romani è un'altra cosa, ma dire che è superfluo è sostanzialmente una falsità.
Scusatemi, sicuramente poteva essere scritto meglio, sicuramente si poteva specificare meglio, ma una cosa sono gli oneri di sistema, una cosa sono i costi di trasporto dell'energia, perché altrimenti stiamo mischiando capre e cavoli con cui si può fare la zuppa, ma sono due ingredienti ben diversi.
Quello che voglio ricordare è che con l'ordine del giorno impegneremmo il Governo regionale a scrivere al Governo nazionale per chiedere una riforma degli oneri generali di sistema, a invitare i nostri parlamentari ad agire su questo tema e inviteremmo i referenti politici valdostani dei gruppi consiliari collegati a partiti rappresentati in Parlamento ad attivarsi sempre per questa riforma.
La riforma non può interessare solo la Valle d'Aosta, deve interessare tutto il sistema elettrico, sennò stiamo dicendo delle cose che non hanno senso, quindi anche in quel caso le norme di attuazione erano due cose ben diverse, non sono la stessa cosa.
Spero di essermi capito e poi auguro buon voto a tutti e vi ringrazio dell'attenzione.
Presidente - L'ordine del giorno è stato ulteriormente illustrato, se vuole intervenire, Consigliere Marquis, ne ha facoltà, per il gruppo.
Marquis (FI) - Solo per una piccola puntualizzazione a seguito dell'ultimo intervento: ci era ben noto che sono due cose diverse gli oneri di trasporto e di sistema, tant'è che sulla mozione approvata nel 2022 si diceva: "A definire nel più breve tempo possibile una proposta di norma di attuazione che in Valle d'Aosta disponga la soppressione dalla bolletta elettrica della componente tariffaria a favore dello Stato relativa agli oneri di trasporto e agli oneri di sistema", due cose completamente diverse su cui riteniamo che ci siano delle possibilità di approfondimento nei rapporti con lo Stato e di addivenire a una soluzione positiva per quanto riguarda la tutela degli interessi della comunità valdostana.
Presidente - Altri interventi? Consigliere Aggravi come gruppo sull'ordine del giorno.
Aggravi (RV) - Molto rapidamente, ringrazio per la puntualizzazione del collega Marquis, ma, proprio perché anche in quel caso c'era una commistione, io ho voluto separare bene le due cose. Non vedo l'ora di leggere la parte del programma elettorale della sua forza politica dove mi spiegheranno ancora meglio come arriveremo al doppio risultato, quindi ben venga e in quel caso sosterremo sicuramente la proposta se la proposta, ovviamente, avrà una sua consistenza.
Lo dico soprattutto sulla parte degli oneri di sistema, perché comunque - ripeto - sulle spese di trasporto, e meglio, sulla gestione delle gare, perché è incentrata su questo soprattutto la norma di attuazione, che riguarda la messa a gara delle concessioni di trasporto; qualcosa si sta già facendo e ho richiamato giustamente l'interrogazione.
Sugli oneri di sistema ogni azione sarà sostenuta da Rassemblement Valdôtain.
Presidente - Altri gruppi sull'ordine del giorno? Consigliere Lucianaz.
Lucianaz (GM) - Visto l'esito del dibattito abbiamo imparato delle cose importanti oggi, cioè che questo Governo non sostiene nessun aiuto ai Valdostani; 166 euro, ho sentito dire, per il Presidente saranno una quisquilia, per tante famiglie sono cifre importanti.
Va bene, abbiamo capito che questo Governo non ha a cuore i consumi energetici dei Valdostani, ma questo non è da oggi.
Sul fatto degli oneri di sistema, ricordo che è un altro grande regalo del Governo Renzi, quindi il PD, che ci ha lasciato anche questo badò di non poco conto, in particolare era servito anche a finanziare nel 2016 la Sogin, l'Alcoa, l'Ilva e Alitalia e ci troviamo tutto questo sulle nostre bollette.
Ma ricordiamo bene che il Governo Conte aveva soppresso questa voce dalla bolletta, ma chi ha seguito non ha certo lesinato altri interventi sul portafoglio degli Italiani e, perché no, dei Valdostani.
Non interverrò più naturalmente su quest'argomento, sosterrò con convinzione tutte le iniziative che ogni gruppo avanza a favore dei vantaggi economici per le famiglie valdostane. Questo Governo non ne vuole sapere.
Presidente - Altri interventi sull'ordine del giorno? Non vedo altri interventi.
Mettiamo prima in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 13
Favorevoli: 13
Astenuti: 22 (Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo ora all'articolato. Ci sono dichiarazioni di voto o altro? Consigliere Perron, ne ha facoltà.
Perron (LEGA VDA) - Rispondo solo telegraficamente al presidente Testolin, immagino si riferisse a noi: certo che sì, vi sono anche motivazioni politiche nel nostro voto, siamo gente la cui parola data vale qualcosa, questo certamente possiamo dirlo, quindi dipende un po' da come si redistribuiscono le risorse, Presidente, al di là dei tecnicismi.
Noi avremmo idee diverse e, pensiamo, più funzionali.
Le faccio notare che i dati demografici valdostani sono molto gravi, con un calo decennale ininterrotto di popolazione dal 2014.
Nel 2023 la Regione ha perso 253 residenti, abbiamo anche della manodopera qualificata che se ne va, abbiamo manodopera non qualificata che ci arriva, abbiamo anche un'islamizzazione dei nostri territori; tra parentesi: spesso il welfare e le misure che vengono utilizzate vanno proprio per una fascia di popolazione che introietta questo, mentre in generale la classe media non riesce ad accedere.
Se la vostra redistribuzione fosse così tangibile ed efficace, Presidente, noi crediamo che questi dati non ci sarebbero.
Poi, quando c'è da votare, come abbiamo spesso fatto, ad esempio l'ultima legge dell'assessore Bertschy, quando si tratta di migliorare la nostra competitività e attrattività, abbiamo votato positivamente anche per quello.
A nostro avviso quindi non fate abbastanza, sono i dati a dirlo, e misure come queste vanno nel solco di un cambiamento auspicato, perché altrimenti, le ripeto, spesso molte volte misure di welfare che vengono fatte non vanno a finire nelle fasce di popolazione come la classe media, che viene costantemente bastonata, purtroppo, ma vanno a finire ad altri livelli di popolazione e i risultati sono tangibili sui nostri territori, specie quelli non turistici. Basta andare a fare un giro e si vede.
Noi quindi siamo per rendere la Valle d'Aosta attrattiva, competitiva e anche con misure ad ampio raggio di questo tipo che vanno a sollecitare e ad aiutare le famiglie, mentre dei vostri interventi - chiaramente anche voi prendete dalle risorse e le redistribuite - noi critichiamo la modalità e siamo certi che servirebbe qualcosa di nuovo, anche di più audace, di più pionieristico rispetto al solco che generalmente voi continuate a seguire e che, ripeto, purtroppo, a nostro avviso, ma lo dicono i dati, non dà i risultati auspicati.
Presidente - Ci sono altre dichiarazioni di voto? Non vedo richieste d'intervento.
All'articolo 1 vi è un emendamento del consigliere Marquis che ha parere finanziario contrario, pertanto passiamo alla votazione dell'articolo 1. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 14
Favorevoli: 14
Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'articolo n. 1 non è approvato.
Essendo respinto il primo articolo, ai sensi del regolamento interno, l'articolo 77 comma II del funzionamento del Consiglio, l'intera proposta di legge s'intende respinta, pertanto è decaduta.
Restano 8 minuti, chiedo all'Assemblea se affrontare adesso il punto seguente o rinviamo. Vedo cenni che mi invitano a rinviare. Rinviamo al pomeriggio.
La seduta si conclude alle ore 12:52.
