Oggetto del Consiglio n. 4840 del 9 luglio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4840/XVI - Discussione generale congiunta sulle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, sul D.L. n. 189 (Approvazione del rendiconto generale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e del rendiconto consolidato dell'esercizio finanziario 2024) e sul D.L. n. 195 (Assestamento al bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste per l'anno 2025. Seconda variazione al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2025/2027).
Bertin (Presidente) - Passiamo ora al punto seguente. Saranno affrontati congiuntamente i punti n. 4, n. 5, n. 6, n. 7, n. 8, n. 9, n. 10, n. 11 e n. 12, vale a dire il rendiconto, l'assestamento e le relazioni della sezione di controllo della Corte dei conti.
I relatori per i due disegni di legge abbinati sono, per la maggioranza, il consigliere Malacrinò, per la minoranza, il consigliere Aggravi sul n. 189. Ricordo che, chiusa la discussione generale, si procederà con le repliche da parte dei relatori e del Presidente della Regione.
Ha chiesto la parola il consigliere Malacrinò per la relazione dei due disegni di legge, ne ha facoltà.
Malacrinò (FP-PD) - Il disegno di legge che andremo a discutere reca l'approvazione dei due documenti contabili che espongono i risultati della gestione relativamente all'esercizio 2024.
Tali documenti, redatti in conformità ai principi e secondo gli schemi previsti dal decreto legislativo 118/2011, sono rappresentati dal rendiconto generale della Regione e dal rendiconto consolidato della Giunta regionale e del Consiglio regionale per l'anno 2024.
Il rendiconto presenta un risultato di amministrazione al 31 dicembre 2024 pari a 479.153.739 euro che, al netto delle quote vincolate accantonate per legge, definisce un avanzo disponibile di 277.308.850 euro, che verrà destinato per spese di investimento con la legge di assestamento, che sarà illustrata successivamente.
Il disegno di legge si compone di 5 articoli e 2 allegati.
L'articolo 1 approva il rendiconto generale della Regione per l'esercizio 2024 e ne riassume le principali risultanze contabili riferite alla gestione della competenza e dei residui, alla consistenza del fondo pluriennale vincolato, in parte spesa, alla gestione della cassa, al risultato di amministrazione e ai risultati della gestione economico-patrimoniale al 31 dicembre 2024.
L'articolo 2 approva il rendiconto consolidato della Regione con il Consiglio regionale per l'esercizio finanziario 2024.
L'articolo 3 prevede la regolarizzazione contabile di chiusura dell'esercizio 2024 relativa alla riduzione del fondo pluriennale vincolato di spesa in relazione alla dichiarazione di indisponibilità della corrispondente quota del fondo pluriennale vincolato iscritto in entrata a seguito della cancellazione, nel corso del 2024, di impegni di spesa imputati a esercizi successivi e finanziati dal fondo pluriennale vincolato.
L'articolo 4 stabilisce le modalità di pubblicazione sul sito istituzionale.
L'articolo 5 reca, infine, la dichiarazione d'urgenza.
La II Commissione consiliare permanente, riunitasi in data 30 giugno 2025, ha preso in esame il disegno di legge n. 189, presentato dalla Giunta regionale in data 29 aprile 2025, concernente: "Approvazione del rendiconto generale della Regione autonoma Valle d'Aosta e del rendiconto consolidato dell'esercizio finanziario 2024" e ha espresso a maggioranza parere favorevole.
Proseguo con la lettura della relazione sull'assestamento.
Il presente disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2025 e variazione per il triennio 2025-2027 si compone di 80 articoli, suddivisi in Titoli e Capi. Le sue disposizioni mirano all'applicazione dell'avanzo disponibile e alle necessarie modifiche di bilancio. L'avanzo ammonta a 277.308.850 euro.
Si elencano i contenuti del provvedimento.
L'articolo 1 aggiorna la consistenza dei residui attivi e passivi, che erano stati iscritti in via presuntiva nel bilancio.
L'articolo 2 aggiorna l'importo del fondo iniziale di cassa a 932.831.070 euro, in base al rendiconto 2024.
L'articolo 3 illustra la composizione del risultato di amministrazione 2024, che si attesta a un avanzo positivo di 479.153.739 euro prima dell'applicazione delle quote vincolate e accantonate.
L'articolo 4 prende atto del mantenimento degli equilibri generali di bilancio, sia di competenza che di cassa, in conformità alla normativa vigente. Vengono approvati i prospetti dimostrativi degli equilibri e il quadro generale riassuntivo, aggiornati con le variazioni di bilancio del 2025, il riaccertamento ordinario dei residui e l'iscrizione delle quote vincolate, accantonate e libere dell'avanzo.
L'articolo 5 ridetermina le risorse complessive destinate alla finanza locale per il 2025.
L'articolo 6 dispone finanziamenti agli Enti locali per proseguire il programma di verifiche di vulnerabilità sismica e per sostenere investimenti finalizzati all'adeguamento normativo, alla messa in sicurezza e all'efficientamento energetico del patrimonio edilizio scolastico. Viene inoltre riaperta la possibilità per gli Enti locali di segnalare ulteriori fabbisogni di edilizia scolastica per aggiornare la stima delle risorse necessarie per il 2025.
L'articolo 7 concede un contributo straordinario al Comune di Courmayeur per la realizzazione della nuova sede del liceo linguistico.
L'articolo 8 autorizza un contributo straordinario al Comune di Donnas per le varianti ai lavori di demolizione e ricostruzione della scuola Grand-Vert.
L'articolo 9 autorizza un contributo straordinario al Comune di Pont-Saint-Martin per l'acquisizione del documento di fattibilità delle alternative progettuali per una scuola secondaria innovativa che integri l'offerta formativa. Questo progetto mira a integrare e diversificare l'offerta formativa regionale e contrastare la diminuzione demografica attraverso poli formativi distintivi.
L'articolo 10 autorizza un contributo straordinario al Comune di Gressoney-Saint-Jean per la realizzazione di un parcheggio pubblico vicino al Castello Savoia, intervento volto a migliorarne l'accessibilità e alla valorizzazione del territorio.
L'articolo 11 prevede un contributo straordinario al Comune di Fontainemore per il recupero del capoluogo, attraverso la messa in sicurezza e la valorizzazione delle case nel borgo medievale, un intervento che sarà oggetto di un successivo accordo di programma.
L'articolo 12 concede un contributo straordinario all'ARER per la sottoscrizione di accordi quadro finalizzati alla manutenzione straordinaria di alloggi sfitti da rendere assegnabili nell'ambito dei bandi di edilizia residenziale pubblica.
L'articolo 13 autorizza l'erogazione di contributi agli Enti locali per la riduzione del rischio idrogeologico, in particolare al Comune di Morgex per interventi sul torrente Arpy e al Comune di Ayas per la sistemazione della viabilità alternativa e per interventi sul torrente Evançon.
L'articolo 14 stabilisce la concessione di un finanziamento straordinario ai Comuni di Gressoney-Saint-Jean e Brusson per la realizzazione di una viabilità di collegamento intervallivo tra i due comuni.
L'articolo 15 autorizza un contributo straordinario al bacino imbrifero montano della Dora Baltea per il completamento dei collettori dell'agglomerato (Bard, Hône, Donnas, Pont-Saint-Martin e Perloz) e per il finanziamento di un piano di interventi per la promozione della qualità del servizio idrico integrato.
L'articolo 16 dispone un finanziamento per la realizzazione di un tratto di pista forestale lungo il rû Herbal nel comune di Challand-Saint-Anselme.
L'articolo 17 prevede il trasferimento straordinario di fondi al Comune di Rhêmes-Notre-Dame per l'acquisto dell'alpeggio Entrelor all'interno dell'omonimo vallone, per avviare un progetto di gestione sostenibile dell'alpeggio situato nel Parco nazionale del Gran Paradiso.
L'articolo 18 prevede un contributo al Comune di Gressoney-la-Trinité per la valorizzazione del ritrovamento e l'esposizione di un reperto di marmotta mummificata che si trova presso il Museo regionale di Scienze naturali Efisio Noussan. L'intervento include l'allestimento di una postazione informativa virtuale con realtà aumentata.
L'articolo 19 dispone l'incremento del finanziamento per lo sviluppo della mobilità sostenibile per far fronte alle domande di contributo che si prevedono nel corso dell'anno.
L'articolo 20 autorizza l'erogazione di contributi a diversi Comuni valdostani per interventi lungo la rete stradale regionale. Questi includono nuove aree di sosta a Gressoney-Saint-Jean e a Torgnon, la realizzazione di un nuovo parcheggio a Saint-Nicolas, il miglioramento dell'accessibilità al Museo regionale di Scienze naturali di Saint-Pierre. Inoltre, vengono finanziati i lavori per migliorare la sicurezza stradale e il completamento del collegamento ciclopedonale con passerella sulla Dora Baltea nel comune di Fénis.
L'articolo 21 dispone un contributo straordinario al Comune di Aosta per interventi di investimento quali la pavimentazione stradale, la riqualificazione di via Sant'Orso e della piazzetta della Collegiata dei Santi Pietro e Orso. Vengono previste inoltre risorse per il completamento della struttura per anziani non autosufficienti e poliambulatorio sanitario di via Brocherel.
L'articolo 22 incrementa i finanziamenti per interventi finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche in edifici e luoghi privati aperti al pubblico.
L'articolo 23 autorizza una maggiore spesa per l'assistenza delle persone anziane con disabilità, a fronte delle maggiori richieste di contributi da parte delle Unités des Communes valdôtaines, per garantire adeguati standard assistenziali in tutte le strutture residenziali territoriali.
L'articolo 24 dispone il finanziamento a favore dei Comuni per la realizzazione di opere di pubblica utilità, fornendo risorse aggiuntive rispetto a quelle già autorizzate. La ripartizione degli importi terrà conto della popolazione residente. Sono previste risorse anche per le Unités des Communes per interventi prioritari e un maggiore stanziamento per i Comuni di Challand-Saint-Anselme ed Emarèse per lavori di manutenzione straordinaria legati al 108° Giro d'Italia.
L'articolo 25 autorizza alcuni interventi di investimento prioritari su edifici scolastici di proprietà regionale. Le risorse serviranno per il consolidamento di solai e adeguamenti impiantistici presso l'Institut Agricole Régional, il consolidamento delle murature della Scuola alberghiera di Châtillon, adeguamenti impiantistici e strutturali della scuola prefabbricata a Issogne, il rifacimento totale dell'impianto antincendio della scuola di via Chambéry, la realizzazione di una nuova palestra scolastica in via Dalla Chiesa, la riqualificazione dell'edificio scolastico di via Torino e la ristrutturazione dell'edificio scolastico di via Festaz. È inoltre previsto il rientro delle somme utilizzate d'urgenza per fronteggiare gli eventi alluvionali nell'aprile 2025.
L'articolo 26 dispone un finanziamento alle scuole secondarie di secondo grado per l'efficientamento e l'ammodernamento dei laboratori destinati all'attività didattica, basato sulle necessità espresse e tenendo conto della nuova riforma in ambito tecnico-professionale.
L'articolo 27 autorizza un incremento degli oneri previsti per la realizzazione di un convitto annesso al polo scolastico unico di Verrès, necessario per finanziare la bonifica dell'area di intervento.
L'articolo 28 autorizza la Fondazione Institut Agricole Régional a effettuare interventi di investimento su immobili di proprietà regionale da essa utilizzati.
L'articolo 29 autorizza investimenti su beni di interesse storico di proprietà regionale. Questo include il riallestimento del Museo archeologico regionale, con lavori, incarichi professionali e l'acquisto di apparati informatici per produzioni multimediali e narrazioni digitali interattive. Sono previsti interventi anche per i castelli e l'area megalitica di Aosta, con l'acquisto di arredi e audioguide per una fruizione autonoma e la sostituzione di tecnologie obsolete con nuovi supporti multimediali. Si completa la fornitura e posa in opera di arredi a Palazzo Roncas ad Aosta e si prevede la manutenzione straordinaria dell'illuminazione interna del Castello di Issogne per migliorarne la fruizione. Viene finanziata una nuova illuminazione esterna per il percorso di accesso a Castel Savoia a Gressoney-Saint-Jean, aumentando la sicurezza e visibilità. Infine, si avvia la progettazione per interventi di restauro su un ulteriore tratto della cinta muraria romana, proseguendo un ciclo di interventi conservativi su strutture archeologiche esposte e vulnerabili. Vengono anche autorizzati interventi di manutenzione straordinaria sul Forte di Bard, questi riguardano il rifacimento completo dell'illuminazione monumentale e dei percorsi pedonali, la ricostruzione dei muri di contenimento. Inoltre, si prevede l'acquisto di strumentazioni per il laboratorio di analisi scientifiche della Soprintendenza, necessario per analisi non invasive di manufatti storico-artistici.
L'articolo 30 incrementa le risorse per i contributi destinati alla conservazione del patrimonio architettonico e storico-artistico regionale. Questo sostegno finanziario è necessario per dare continuità al recupero e restauro dei beni culturali, anche ai fini della fruizione turistico-culturale, considerato l'aumento costante delle richieste e l'incremento dei costi dei materiali e delle lavorazioni edilizie.
L'articolo 31 autorizza una maggiore spesa per il completamento dei lavori di manutenzione straordinaria e attività accessorie presso la Chiesa e la cripta di Saint-Léger ad Aymavilles.
L'articolo 32 autorizza le spese per interventi di manutenzione e miglioramento degli apparati scenotecnici del Teatro Splendor. Questo include l'adeguamento per l'installazione di impianti tecnologici per proiezioni cinematografiche e l'acquisto di pedane per la buca scenica e altri arredi per gli spettacoli.
L'articolo 33 dispone l'autorizzazione all'acquisto di 23 opere d'arte per il Castello Gamba-Museo di arte moderna e contemporanea della Valle d'Aosta, con l'obiettivo di arricchire il patrimonio artistico, completando filoni critici della collezione, in particolare approfondendo la produzione di Italo Mus.
L'articolo 34 dispone un contributo straordinario al Comune di Saint-Nicolas per la manutenzione straordinaria dell'immobile di proprietà regionale adibito a sede del Centre d'études francoprovençales René Willien.
L'articolo 35 autorizza un investimento su infrastrutture sportive regionali, in particolare la realizzazione delle opere di finitura del Centro regionale di tiro a volo di Châtillon. Autorizza, inoltre, le risorse per l'efficientamento e il consolidamento strutturale della piscina regionale di Verrès e finanzia un intervento diretto per dotare i campi di sport tradizionali di Brissogne di un nuovo blocco di servizi igienici.
L'articolo 36 dispone l'integrazione delle risorse assegnate alle leggi regionali di finanziamento nel settore degli impianti a fune e dello sci di fondo. Questo incremento è fondamentale per garantire la sicurezza e l'ammodernamento delle infrastrutture e per il potenziamento dei sistemi di innevamento artificiale, al fine di aumentare la competitività del settore turistico. Sono previsti investimenti per 16 revisioni generali di impianti a fune, sostituzioni di impianti, sicurezza dei comprensori e miglioramento delle infrastrutture per lo sci nordico.
L'articolo 37 autorizza il finanziamento, anche per il 2025, degli interventi di mitigazione dei rischi di scioglimento del permafrost presso il complesso funiviario Skyway. A seguito delle misurazioni e degli studi degli scorsi anni, è necessario passare alla fase realizzativa dei primi interventi.
L'articolo 38 autorizza una maggiore spesa per finanziare interventi regionali volti a mitigare i rischi idrogeologici. In particolare, viene aumentato lo stanziamento per interventi da svolgere in somma urgenza a seguito di eventi calamitosi. Dispone un'integrazione delle risorse per le domande di contributo delle aziende agricole danneggiate dall'incendio del 19 luglio 2023 nei comuni di Aymavilles e Villeneuve. Vengono inoltre finanziati interventi in ambito di protezione civile: l'acquisizione di attrezzature per la colonna mobile, l'installazione di due nuove stazioni idrometeorologiche nella Valle di Cogne, l'acquisizione di un drone per le attività di protezione civile e un intervento sul lago di Lod per la sostituzione del sistema di pompaggio necessario per ridurre i costi di gestione e preservare l'ecosistema, consentendo il riutilizzo delle acque per l'irrigazione.
L'articolo 39 dispone il finanziamento di interventi per migliorare la rete regionale di radiocomunicazioni a favore dei servizi di protezione civile.
L'articolo 40 autorizza una maggiore spesa per la protezione del territorio da frane, alluvioni e valanghe e per la regimazione delle aste torrentizie. In particolare, sono finanziati interventi di consolidamento strutturale del rû Neuf ad Aymavilles e la messa in sicurezza della viabilità vicinale nel comune di Valtournenche. Viene anche autorizzata una maggiore spesa per interventi da eseguire in somma urgenza nel corso dell'anno.
L'articolo 41 dispone il finanziamento per avviare interventi di sistemazione idraulica, forestale e difesa del suolo resisi necessari a seguito dell'evento calamitoso di giugno 2024 a Cogne. Questi includono servizi tecnici e lavori per la stabilizzazione idraulica e strutturale dei nodi critici.
L'articolo 42 autorizza le spese per finanziare un programma di installazione di misuratori di portata su alcuni corsi d'acqua, specificatamente sui torrenti Comboé, tra Charvensod e Pollein, e Petit-Monde a Torgnon, e sui prelievi per scopi irrigui. L'obiettivo è monitorare la risorsa idrica disponibile e gestirla per evitare contenziosi fra i differenti utilizzatori, in un contesto di ridotta disponibilità idrica.
L'articolo 43 dispone il finanziamento di interventi di potenziamento del sistema di monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee per il controllo della qualità ambientale. Questo include l'acquisizione di nuove stazioni e attrezzature, necessarie per caratterizzare lo stato di qualità ambientale e controllare nuovi aspetti qualitativi, anche in relazione agli effetti dei cambiamenti climatici.
L'articolo 44 dispone il finanziamento di interventi di investimento funzionali all'assolvimento dei compiti del Corpo forestale della Valle d'Aosta.
L'articolo 45 autorizza due interventi di investimento su immobili di proprietà regionale: la realizzazione di tettoie con scaffalature presso il deposito di materiali e attrezzature in località Chavonne a Villeneuve e la manutenzione straordinaria del vivaio Abbé Henry nel comune di Quart.
L'articolo 46 autorizza tre interventi di investimento finalizzati alla cura e protezione del verde pubblico su aree verdi di proprietà regionale. Si tratta della manutenzione straordinaria dell'area verde antistante il Centro agricolo dimostrativo di Saint-Marcel, lavori di manutenzione straordinaria delle aree verdi e delle scarpate attigue al Forte di Bard e l'acquisto di un servizio di manutenzione evolutiva del software che gestisce l'impianto di irrigazione automatizzato dell'area verde sede degli sport tradizionali di Brissogne.
L'articolo 47 prevede un trasferimento all'Ente Parco naturale Mont Avic per l'acquisto di una sede di proprietà, al fine di migliorare sia la funzionalità dell'attività amministrativa che l'accoglienza di turisti e visitatori.
L'articolo 48 prevede lo stanziamento di fondi per lo sviluppo di un software finalizzato alla visita virtuale del Museo regionale di scienze naturali Efisio Noussan. Questo è indispensabile per adeguare la visita all'utenza con disabilità, permettendo una migliore fruizione di tutte le sale museali.
L'articolo 49 integra i finanziamenti per lo sviluppo della mobilità sostenibile necessari per la sostituzione dei veicoli con altri meno inquinanti. Si registra, infatti, una continua crescita nelle domande, evidenziando la necessità di sostenere la transizione verso veicoli a basso impatto.
L'articolo 50 autorizza le maggiori spese necessarie per la realizzazione di interventi prioritari sulla rete stradale. Questi includono lavori di manutenzione straordinaria delle strade regionali, il risanamento interno ed efficientamento energetico della galleria Devies sulla strada 46 della Valtournenche, manutenzione straordinaria del ponte sulla strada regionale n. 4 di Issogne, il risanamento della muratura sulla strada regionale 47 di Cogne e allargamento e riqualificazione di un tratto di strada regionale n. 29 di Doues. La Regione concede inoltre un contributo al Comune di Arvier per la manutenzione straordinaria del piano viabile della strada regionale 25 di Valgrisenche nell'ambito dell'intervento di realizzazione dell'acquedotto comunale da Planaval a Rochefort.
L'articolo 51 autorizza una maggiore spesa a favore del Comune di Pont-Saint-Martin per integrare il contributo straordinario già autorizzato per la realizzazione di una rotatoria lungo la strada statale n. 26.
L'articolo 52 prevede la concessione di contributi straordinari ai Comuni di Châtillon e Introd per finanziare interventi di investimento volti a implementare le misure di protezione e dissuasione contro atti anticonservativi.
L'articolo 53 dispone un incremento dell'autorizzazione di spesa per investimenti in ambito sanitario. È necessario aumentare le risorse per l'Azienda USL della Valle d'Aosta per permettere interventi di manutenzione straordinaria, l'adeguamento tecnologico delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, l'acquisto di arredi e automezzi, l'attuazione del programma nazionale HTA attraverso l'adeguamento tecnologico delle apparecchiature sanitarie biomedicali e il contrasto all'obsolescenza delle grandi apparecchiature.
L'articolo 54 dispone un finanziamento all'USL della Valle d'Aosta per la compartecipazione alle spese per la realizzazione del nuovo centro traumatologico di La Thuile. Una volta realizzata, la nuova sede sarà ceduta all'Azienda USL in comodato d'uso gratuito per l'esercizio dell'attività sanitaria.
L'articolo 55 autorizza un contributo straordinario all'Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. Questo finanziamento è destinato alla compartecipazione delle spese per la ristrutturazione e l'attrezzatura dei nuovi locali.
L'articolo 56 individua le risorse necessarie per l'implementazione della centrale operativa del numero europeo armonizzato 116117. Questo numero unico è dedicato all'accesso alle cure mediche non urgenti a bassa intensità.
L'articolo 57 prevede il finanziamento di alcuni fondi di rotazione gestiti da Finaosta. In particolare, vengono integrati il fondo per la concessione di mutui agevolati per la prima abitazione e il recupero di fabbricati nei centri storici e il fondo per la concessione di mutui per interventi di efficientamento energetico nel settore dell'edilizia residenziale. L'obiettivo è garantire la copertura finanziaria delle domande previste nel corso dell'anno.
L'articolo 58 mira ad aggiornare gli importi massimi di spesa per l'accesso ai mutui a tasso agevolato a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali. L'articolo dispone inoltre l'integrazione, per il 2025, delle disponibilità dei fondi di rotazione regionali presso Finaosta.
L'articolo 59 autorizza gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica della parte di proprietà regionale del complesso industriale ex Verrès S.p.A.. Questo immobile presenta alcune criticità, che richiedono interventi necessari per la valorizzazione del bene.
L'articolo 60 incrementa le risorse per supportare gli investimenti in ambito industriale, come previsto dalla legge regionale 6/2003, che disciplina interventi a sostegno delle imprese artigiane e industriali. Questo aumento è dovuto all'aggiornamento della normativa sugli aiuti di Stato de minimis, che ha comportato un incremento sia delle richieste che degli importi dei contributi.
L'articolo 61 incrementa la dotazione finanziaria per la concessione di contributi a sostegno delle imprese e dei liberi professionisti aderenti agli enti di garanzia collettiva dei fidi (confidi).
L'articolo 62 autorizza l'incremento delle risorse aggiuntive regionali per il finanziamento degli interventi definiti nell'ambito del Programma Valle d'Aosta FESR 2021-2027. In particolare, le risorse sono destinate al Progetto "Avviso per l'efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico dei Comuni e delle Unités des Communes valdôtaines", al fine di soddisfare tutte le domande pervenute.
L'articolo 63 incrementa l'autorizzazione di spesa per interventi di investimento nel settore dell'agricoltura. Questo include il sostegno ai consorzi di miglioramento fondiario per la manutenzione straordinaria delle infrastrutture comprensoriali e il sostegno a imprese agricole per investimenti aziendali in fabbricati, attrezzature e impianti, oltre che per la sistemazione e l'ammodernamento di alpeggi e mayen.
L'articolo 64 autorizza l'acquisto di attrezzature tecnico-scientifiche da assegnare ai laboratori del settore agroalimentare. Risulta necessario sostituire apparecchiature obsolete e fuori produzione per garantire la regolare attività analitica del laboratorio della Struttura regionale Zootecnia, produzioni lattiero-caseari e laboratori.
L'articolo 65 intende finanziare la sostituzione della condotta di adduzione dell'acqua irrigua tra la località Chevrère, presso il comune di Introd, e il comune di Villeneuve. Questo avverrà tramite un contributo al Consorzio di miglioramento fondiario Cumiod-Montovert. Questa condotta è essenziale per le opere di irrigazione già finanziate con fondi del PNRR.
L'articolo 66 apporta modificazioni alla legge regionale 12 luglio 1996, n. 16, necessarie per meglio precisare lo scopo e l'ambito di intervento del sistema informativo regionale. Viene chiarito che il piano pluriennale include la gestione e il funzionamento dell'intero sistema informativo nelle sue diverse componenti. Viene inoltre specificato che la Regione può avvalersi anche di altri soggetti, oltre alla società a totale capitale pubblico per la realizzazione del piano pluriennale.
L'articolo 67 autorizza alcuni interventi di investimento su immobili di proprietà regionale. Si tratta della manutenzione straordinaria del garage degli automezzi della Regione a Charvensod, per la sostituzione dell'impermeabilizzazione dei solai e un intervento presso l'auditorium della biblioteca di Châtillon per l'adeguamento dei locali al fine di ottenere il certificato di prevenzione incendi. Inoltre, autorizza CVA all'acquisto di apparecchiature informatiche, di proprietà regionale, per il Centro di orientamento e avvicinamento al lavoro per i giovani denominato "Youth Corner", che sarà inaugurato nel 2025.
L'articolo 68 dispone l'istituzione di un fondo speciale per il finanziamento del nuovo provvedimento legislativo per interventi di ricapitalizzazione di società nel settore degli impianti a fune.
L'articolo 69 dispone l'integrazione del fondo di riserva spese impreviste. Gli stanziamenti sono stati in parte utilizzati per finanziare i primi interventi in somma urgenza a seguito degli eventi alluvionali dell'aprile 2025.
L'articolo 70 dispone l'iscrizione di maggiori entrate per gli anni 2026 e 2027 derivanti dal rientro delle disponibilità del fondo in gestione speciale presso Finaosta.
L'articolo 71 dispone un'integrazione per gli anni 2026 e 2027 del finanziamento all'Università della Valle d'Aosta. Questa integrazione è finalizzata a coprire le maggiori spese per la gestione del polo universitario e l'adeguamento degli organici della Direzione generale, con l'assunzione a tempo indeterminato di personale tecnico-amministrativo.
L'articolo 72 reca disposizioni per l'attuazione del progetto "Agile Arvier". Prevede la possibilità per il Comune di richiedere alla Regione anticipazioni di liquidità, fino a un massimo di 3 milioni di euro, in relazione a specifiche esigenze di cassa, con restituzione entro l'esercizio.
L'articolo 73 modifica la dizione della legge regionale 4 agosto 2009, n. 30, per uniformare la dizione "legge di stabilità regionale" già utilizzata nella legislazione regionale e prevista dal decreto legislativo 118/2011.
L'articolo 74 corregge un refuso nella disposizione finanziaria della legge regionale 11/2025.
L'articolo 75 aggiorna le autorizzazioni di spesa delle leggi regionali previste dall'articolo 60 e dall'allegato 1 della legge regionale 29/2024.
Gli articoli 76 e 77 dispongono le variazioni allo stato di previsione dell'entrata e della spesa con i dettagli negli allegati dell'articolo 79.
L'articolo 78 detta disposizioni per la modifica del programma regionale dei lavori pubblici e del relativo elenco annuale, in coerenza con le variazioni autorizzate dalla presente legge.
L'articolo 79 elenca gli allegati alla legge.
L'articolo 80 reca infine la dichiarazione d'urgenza, motivata dall'esigenza di rendere disponibili celermente le risorse per un tempestivo utilizzo.
La II Commissione consiliare permanente, riunitasi in data 30 giugno 2025, ha preso in esame il disegno di legge n. 195, presentato dalla Giunta regionale in data 30 maggio 2025, concernente: "Assestamento al bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d'Aosta per l'anno 2025. Seconda variazione al bilancio di previsione della Regione per il triennio 2025-2027" e ha espresso a maggioranza parere favorevole.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Cari colleghi, la presente relazione è redatta in conformità ai dettami del Regolamento di funzionamento del Consiglio regionale, che prevede la possibilità per la minoranza consiliare di poter nominare un proprio relatore ai provvedimenti di legge. In tale veste scrivo e in tale veste ringrazio i colleghi delle forze di minoranza per la fiducia dimostratami.
Credo sia anche doveroso ringraziare gli uffici che hanno lavorato all'elaborazione dei documenti in esame e i colleghi di II Commissione per il lavoro svolto, nonché tutte le strutture dell'Amministrazione che hanno fornito dati e informazioni ulteriori a integrazione di quanto emerso nel corso delle audizioni delle controparti del Governo regionale, ai fini dell'esame del disegno di legge n. 189, che dà forma al rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2024 della nostra Regione autonoma.
Giunti al termine della legislatura, l'analisi del disegno di legge n. 189 - e, specifico, la mia relazione è soltanto sulla parte di rendiconto - assume un significato particolare: più complesso sotto il profilo politico, ma anche più stimolante sul piano della riflessione complessiva, almeno per chi ama i numeri.
Questa relazione si concentra dunque esclusivamente sui contenuti del disegno di legge in oggetto, mantenendo, per quanto possibile, la struttura e l'impostazione già adottate nelle precedenti relazioni, al fine di agevolare il confronto e la continuità dell'analisi.
I temi trattati riguarderanno principalmente gli elementi propri del rendiconto 2024, con alcuni richiami comparativi ai rendiconti precedenti, in particolare dal periodo 2018 ad oggi, quindi al 2024, e all'evoluzione di alcune voci contabili particolarmente significative.
Passando alla gestione della competenza, l'analisi dei dati relativi alla gestione della competenza delle entrate regionali per il periodo 2018-2024 evidenzia un profilo tendenziale complesso, caratterizzato da significative oscillazioni tanto nei valori assoluti quanto nei relativi rapporti percentuali tra le somme riscosse e quelle accertate ma non ancora incassate.
Nel solo esercizio 2024 il totale delle entrate accertate si attesta a 1.845 milioni di euro, in crescita rispetto all'anno precedente. Sono 49 milioni e 30 in più. Tuttavia, l'incidenza delle somme effettivamente riscosse sul totale delle entrate mostra una lieve flessione, passando dall'82,19% del 2023 all'80,85 dell'esercizio 2024. Parallelamente, l'ammontare delle somme da riscuotere aumenta, raggiungendo 353 milioni di euro, pari al 19,15% del totale accertato.
Come evidenziato nella relazione sulla gestione 2024, le entrate di natura tributaria al Titolo I risultano accertate in misura superiore del 9,7% rispetto alla previsione iniziale, principalmente grazie all'incremento del gettito Irpef, che ha generato un extra gettito di 83,5 milioni. Questo andamento, pur collocandosi su livelli più favorevoli rispetto al biennio pandemico, il biennio 2020-2021, evidenzia una ripresa parziale dell'efficienza nella riscossione rispetto al picco positivo del 2021, che era del 92,57%.
Risulta quindi fondamentale porre attenzione alla dinamica delle entrate accertate ma non riscosse, il cui peso relativo si conferma superiore al 17% negli ultimi due esercizi, dopo aver toccato un minimo storico del 7,43% nel 2021.
Sulla base degli elementi sin qui evidenziati, si propone una possibile chiave interpretativa della dinamica osservata, pur consci del fatto che essa meriterebbe ulteriori approfondimenti e analisi. L'aumento delle somme accertate, ma non ancora riscosse può infatti essere letto come un possibile segnale di temporaneo rallentamento nelle attività di riscossione, riconducibile a fattori, ad esempio, di natura amministrativa o al contesto economico generale; oppure come il riflesso di accertamenti relativi a poste di carattere pluriennale, quali ad esempio tributi oggetto di contenzioso o trasferimenti da altri enti pubblici, i cui tempi di incasso risultano per loro natura dilatati. Ripeto: un approfondimento e un'analisi maggiore andrebbero fatti.
L'evoluzione dei dati di spesa nel periodo 2018-2024 evidenzia, per l'esercizio appena concluso, un volume complessivo di spese impegnate pari a 1.710 milioni di euro, in crescita rispetto al 2023 e allineato a un trend espansivo già rilevato a partire dal biennio post-pandemico.
Le spese effettivamente pagate nel corso del 2024 ammontano a 1.531 milioni di euro, pari all'89,52% del totale impegnato. Il dato, in linea col biennio precedente, segnala una buona capacità di attuazione finanziaria da parte dell'Amministrazione regionale, pur attestandosi al di sotto del livello di performance registrato nel 2021, che era pari al 94,25%.
Parallelamente, la quota di spese da liquidare al 31 dicembre 2024 si conferma su un ordine di grandezza fisiologico (179,26 milioni di euro, pari al 10,48%), in lieve aumento rispetto agli anni precedenti. Questo dato può essere ricondotto a dinamiche di fine esercizio legate alla tempistica dei mandati di pagamento e alla gestione di progetti complessi o multilivello. Citiamo gli investimenti PNRR, cofinanziamenti statali/europei.
Il confronto tra la gestione delle entrate e quella delle spese per l'esercizio 2024 evidenzia un quadro di complessiva solidità finanziaria, ma anche alcuni elementi su cui si impone una riflessione strategica.
Dal lato delle entrate, pur a fronte di un incremento degli accertamenti rispetto al 2023, si rileva un lieve calo della capacità di riscossione effettiva (dall'82,19% all'80,85%), con un conseguente aumento della quota da riscuotere. Questo fenomeno, seppur contenuto, segnala l'importanza di mantenere elevata l'attenzione sui processi di incasso, sia sotto il profilo amministrativo, sia in termini di regolarità dei flussi finanziari.
Sul versante delle spese si registra una dinamica opposta: le somme impegnate crescono, mentre la percentuale di pagamenti effettuati (89,52%) resta elevata e stabile, a conferma di una buona efficienza operativa nella fase esecutiva della spesa. Tuttavia, anche qui si nota un leggero aumento dei residui da liquidare, che suggerisce la necessità di una gestione ancora più attenta della programmazione e dell'attuazione.
Nel loro insieme, i due andamenti rivelano una capacità gestionale complessivamente equilibrata, ma che richiede un miglior coordinamento tra fase dell'entrata e fase della spesa per evitare disallineamenti che possano incidere sulla cassa, sulla capacità di investimento e, in ultima analisi, sulla fiducia degli stakeholder istituzionali e territoriali.
Passiamo al risultato di amministrazione, che, registrato al 31 dicembre 2024, si attesta a 479,15 milioni di euro, confermando un trend di elevata "produzione di avanzo" - così l'ho chiamata - da parte dell'Amministrazione regionale. Tuttavia, l'analisi di questo indicatore impone una riflessione più articolata, soprattutto dal punto di vista della qualità della programmazione e dell'effettiva capacità di attuazione della spesa pubblica.
L'avanzo disponibile, pari a 277,31 milioni di euro, costituisce indubbiamente una risorsa potenziale per il prossimo futuro - o, meglio, per i prossimi minuti, potremmo quasi dire -, in particolare in vista della sua destinazione nell'ambito dell'assestamento.
Al tempo stesso, tuttavia, questo evidenzia come una quota significativa delle risorse già stanziate e programmate non si sia tradotta, nel corso dell'esercizio, in impegni effettivi o in spesa concreta.
Tale fenomeno può essere attribuito a una pluralità di cause, proviamo anche qui a dare degli esempi: criticità nei tempi di attuazione, rigidità procedurali, iter autorizzativi complessi o, più in generale, una programmazione che non si è dimostrata pienamente tempestiva ed efficace.
Questo aspetto, che ho avuto modo di sottolineare in diverse occasioni e in più relazioni al rendiconto generale della Regione redatte in qualità di relatore di minoranza, non vuole essere una sterile critica, né tanto meno un atto di censura. Al contrario, si propone come invito a una riflessione condivisa, tecnica e politica, sulle modalità e le procedure attualmente adottate, sia dalle strutture organizzative, sia dalla parte politica, nella definizione del bilancio di previsione della Regione autonoma.
Se da un lato l'avanzo può essere anche letto come una sorta di "risultato prudente", nonché misura di una gestione contabile rispettosa degli equilibri normativi da parte dell'Amministrazione regionale, dall'altro rischia di trasformarsi in un indice implicito di inefficienza qualora non accompagnato da un'effettiva capacità di realizzazione. In particolare, la persistenza di avanzi elevati nel tempo può tradursi in ritardi nella risposta ai bisogni del territorio, mancata attivazione di investimenti programmati e minore efficacia dell'azione pubblica. Tutto ciò comporta conseguenze tutt'altro che positive nel medio-lungo periodo, richiedendo una visione strategica che superi la logica della gestione contingente e si proietti oltre l'orizzonte del solo esercizio successivo. In tal senso, nel quadro della gestione 2024 l'avanzo di amministrazione va letto come un indicatore bifronte: segno di una solidità finanziaria innegabile, ma anche spia di un potenziale disallineamento tra intenzione programmatoria e capacità realizzativa. In tal senso, mi ripeto nuovamente, la sfida per i prossimi esercizi consisterà nel trasformare le risorse residue in azioni concrete e tempestive, rafforzando gli strumenti di governance e semplificando i processi decisionali, affinché la disponibilità finanziaria si traduca in sviluppo, servizi e opportunità per la nostra comunità.
Impegni e pagamenti. Dall'analisi della tabella riportata a pagina 55 della relazione sulla gestione 2024 emerge con evidenza un ricorso non trascurabile al meccanismo del differimento degli impegni agli esercizi futuri, con conseguenze dirette sulla composizione dell'avanzo e, soprattutto, sulla rigidità delle annualità a venire. Pur trattandosi di una prassi legittima e prevista dal vigente ordinamento contabile, per carità, tale meccanismo genera implicazioni rilevanti sia sotto il profilo finanziario, sia sotto quello politico-amministrativo. Il differimento di spese impegnate nel 2024, ma imputate contabilmente agli esercizi successivi comporta infatti che una parte delle risorse che risulteranno formalmente disponibili nei prossimi bilanci sia già vincolata a obbligazioni giuridiche pregresse. In termini concreti, ciò significa che, a mero titolo esemplificativo, a fronte di una dotazione teorica iniziale, ad esempio pari a 100 milioni di euro per l'anno "T", la reale capacità di manovra negli esercizi successivi potrebbe ridursi sensibilmente qualora la restante parte risulti già vincolata da impegni differiti agli anni successivi, "T+1", "T+2", "T+3". Questo fenomeno comporta almeno due conseguenze:
- una riduzione strutturale della flessibilità programmatoria nei futuri esercizi, ostacolando l'attivazione di nuove politiche, interventi o investimenti che richiedano margini di bilancio non già definiti;
- una potenziale distorsione nella lettura dell'avanzo disponibile, che può apparire formalmente elevato, ma essere in realtà parzialmente "gonfiato" da spese non ancora registrate per competenza nell'esercizio in cui sono state generate.
Di fatto, la tabella che ho citato a pagina 55 è un po' una novità rispetto ai precedenti rendiconti. È sicuramente molto interessante, perché dà una visione completa dell'andamento del rapporto degli impegni sulle previsioni. Ho provato - e l'ho riportato nella relazione di minoranza - a fare un confronto con la forma di tabella che era stata utilizzata sino al rendiconto 2023, ovvero di incidenza degli impegni sulle previsioni. Commentando appunto la tabella che vi è fornita nella relazione, si evidenziano alcune criticità, nel senso che in numerose missioni la percentuale di impegni sul totale delle previsioni definitive risulta sensibilmente contenuta. Ovviamente ho concentrato l'analisi anno su anno, quindi parlando del 2024.
Ci sono alcune missioni, in particolare le politiche giovanili, sport e tempo libero; lo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio; i trasporti e la mobilità; le politiche per il lavoro e la formazione, dove l'incidenza dell'impegno sulle previsioni è minore rispetto alle altre. Nelle relazioni precedenti avevo fatto un confronto e avevo posto una linea di confronto sul 50%, quest'anno ho ricostruito la tabella, quindi mi sono concentrato in realtà su quelle un pochettino meno performanti. Ripeto: nella tabella fornita a pagina 55 si ha anche un'evidenza dell'effetto sugli anni successivi.
Si tratta di ambiti di spesa che, per loro natura, quelli che ho citato, dovrebbero essere centrali nella visione strategica di medio periodo e che, al contrario, sembrano indicare ritardi o criticità nei processi di attuazione. È bene andare ad analizzare: questo lo dico soprattutto per chi, appunto, tirerà poi le fila più organizzative di ogni struttura.
In tal senso, la tabella che ho riportato, elaborata appunto a partire dai dati contenuti in quella della relazione sulla gestione, consente di cogliere con maggiore immediatezza, così come già rappresentato anche nelle precedenti relazioni, la disomogeneità tra le diverse missioni, evidenziando un'incidenza media degli impegni rispetto alle previsioni inferiore al 65% in ben 9 missioni su 19.
Questo dato, sebbene interpretabile in parte alla luce delle caratteristiche temporali dei diversi interventi, conferma la necessità di interrogarsi sull'effettiva efficacia della programmazione, sia tecnica, sia politica, nonché sull'adeguatezza dei processi autorizzativi e attuativi che la sostengono.
Vado alle conclusioni. Il rendiconto dell'esercizio 2024 restituisce l'immagine di una gestione finanziaria formalmente in equilibrio, ma non priva di elementi di criticità che meritano un'attenta riflessione. L'elevato avanzo disponibile, lo ricordo, pari a 277,31 milioni di euro, rappresenta al contempo una risorsa e un segnale d'allarme: se da un lato questo testimonia il rispetto dei vincoli normativi, dall'altro riflette il mancato impiego di risorse già stanziate, la cui mancata attuazione riduce l'impatto dell'azione pubblica e rallenta la risposta ai bisogni del territorio. Il ricorso diffuso al differimento degli impegni su esercizi futuri incide in modo strutturale sulla flessibilità finanziaria delle annualità successive, generando vincoli di spesa già "prenotati", che limiteranno la capacità di iniziativa delle Amministrazioni future. Tale dinamica, se non correttamente interpretata, rischia anche di distorcere la percezione dell'effettiva disponibilità dell'avanzo e della capacità reale di spesa della Regione.
Alla luce di quanto esposto, appare sempre più urgente avviare una riflessione seria e condivisa sull'intera filiera della programmazione e dell'attuazione della spesa pubblica e questo oramai sarà onere della prossima legislatura. Un tema, una criticità, che in questi anni ho sempre ribadito e riportato nelle relazioni di minoranza ai vari rendiconti, non per asettica critica politica, bensì a fronte della lettura e analisi dei dati di "risultato" prodotti dall'Amministrazione regionale, nonché dalla relativa controparte politica tempo per tempo responsabile.
Concludo questa relazione di minoranza sull'ultimo rendiconto generale di questa legislatura ribadendo un concetto già espresso anche nelle relazioni precedenti e che purtroppo resta ancora oggi un nodo irrisolto. Serve una visione strategica che vada oltre la gestione dell'ordinario, promuovendo una cultura dell'efficienza, della responsabilità e della trasparenza, orientata a risultati concreti e misurabili, in grado di rispondere con tempestività e coerenza ai bisogni reali della comunità valdostana.
Si tratta di una sfida che inevitabilmente dovrà essere raccolta dalla prossima legislatura, alla quale spetterà il compito di affrontare questo nodo strutturale, con la consapevolezza, tuttavia, che il tempo per farlo, almeno alla prima scadenza, sarà ancora una volta ristretto: l'appuntamento elettorale verosimilmente previsto per la fine di settembre 2025 lascerà infatti un margine limitato per incidere in modo significativo già a partire dal bilancio di previsione per l'anno successivo. Un motivo in più per iniziare fin da ora a porre le basi per un cambio di approccio che non sia più rimandabile, almeno nell'ambito dei contenuti dei vari programmi elettorali.
Buon lavoro a tutti.
Presidente - Possiamo aprire la discussione generale. È stato acquisito il parere del Collegio dei revisori dei conti. Sono stati depositati sei emendamenti sul disegno di legge n. 189. La discussione generale è aperta. Ci sono interventi in discussione generale sui due disegni di legge? Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Il rendiconto d'esercizio 2024 è l'ultimo documento contabile della legislatura che questo Consiglio è chiamato ad approvare. È quindi anche l'occasione di analizzare, anche attraverso i dati contabili - qualcosa ha già fatto il nostro collega di minoranza - l'operato dell'Amministrazione di questa maggioranza.
Prima di prendere in considerazione alcuni indicatori del documento, credo sia importante fare un bilancio e le opportune valutazioni politiche in merito alle scelte operate da questa maggioranza, che spesso - quasi sempre - non abbiamo condiviso.
L'assestamento di bilancio rappresenta, come dicevo, un momento di verifica e correzione, un aggiustamento della rotta per rispondere al meglio alle reali esigenze della comunità, al benessere dei Valdostani. Anche quest'ultimo assestamento di legislatura invece si riduce a soldi distribuiti a destra e a manca, senza una visione strategica a lungo termine. Sembra che ci si limiti a una gestione più che altro contabile, incapace di affrontare con la necessaria determinazione le urgenze e le opportunità che si presentano. Dove sono gli investimenti mirati per la nostra sanità pubblica, che continua a mostrare segni di affaticamento e a necessitare di risposte concrete per i cittadini? Dove sono le politiche audaci per sostenere i nostri giovani, in modo da frenare la denatalità e lo spopolamento, e la rivitalizzazione del tessuto sociale ed economico?
Ancora: non possiamo non notare la scarsa attenzione verso le politiche ambientali e di transizione ecologica, o la mancanza di risposta verso il rafforzamento del welfare territoriale, delle reti dei servizi sociali, del sostegno alle famiglie e alle fasce più deboli della popolazione. E sulla scuola quali sono le scelte portate avanti, a parte costruire edifici qua e là? In qualche modo mi si può dire che sono spese di investimento, quindi è normale che si parli di edifici, ma, quando si pensa a costruire un edificio, molto probabilmente bisognerebbe anche tener conto dell'offerta formativa e di tutti i dati che ci indicano sempre un numero minore di alunni nella nostra regione.
Questo assestamento è la chiara rappresentazione della mancanza di visione e dello scarso impegno di questa maggioranza, che arriva a giugno con grandi avanzi da distribuire e a fine legislatura senza essere riuscita a portare a termine nessun impegno annunciato.
Analizziamo ora alcuni importanti indicatori di bilancio che vanno oltre le visioni politiche diverse, ma forniscono, attraverso dati chiari, la rappresentazione plastica delle premesse che ho esplicitato rispetto alla capacità di programmare, di tradurre le scelte politiche in attività concrete, di trasformare le risorse finanziarie della Regione in un volano per l'economia e un sostegno per le famiglie. Questi dati che illustrerò evidenziano quindi che questa capacità non c'è stata.
Un primo indicatore è senz'altro il risultato di amministrazione. Come ci è stato detto, il rendiconto presenta un risultato di amministrazione pari a circa 479 milioni, rispetto ai 525 dello scorso anno, con un incremento del 30% dal 2019 a oggi, passando dai 369 milioni del 2019 ai 479 del 2024. Il rapporto tra impegni con imputazione nel 2024 e previsioni definite di bilancio è del 60,99%, sostanzialmente pari allo scorso anno.
Analogo andamento ha l'avanzo disponibile, che dal 2019 ad oggi, con l'unica eccezione del 2021, passa da 176 milioni a 277, con un incremento del 57%. Questi indici, pur non essendo in assoluto sempre negativi, oltre certi limiti danno un'indicazione sulle difficoltà dell'Ente Regione a impegnare le risorse a propria disposizione a favore della collettività valdostana.
Soffermo poi la mia attenzione su un altro dato finanziario, che rappresenta e conferma le difficoltà di immettere le risorse finanziarie disponibili dell'Ente Regione nel circuito economico regionale e nell'economia reale delle famiglie: il fondo cassa, vale a dire le risorse liquide disponibili. Questo passa dai 426 milioni di fine 2019 a 932 milioni del rendiconto oggi all'attenzione di questo Consiglio, un incremento di 505 milioni, pari all'86%, con un trend esploso soprattutto negli ultimi due anni.
La Regione ha quindi molte risorse finanziarie disponibili. Sfatiamo il mito che non abbiamo soldi, lo dobbiamo dire, è evidente da questo bilancio. Ciò che rimane nelle casse dell'ente è sicuramente un problema, soprattutto nei periodi di difficoltà economica, in cui l'intervento pubblico potrebbe dar sostegno al circuito economico e ai cittadini in difficoltà.
Altro dato interessante, da analizzare, è il fondo pluriennale vincolato, ossia quel saldo finanziario costituito da risorse già accertate, destinate al finanziamento di obbligazioni passive dell'ente già impegnate, ma esigibili in esercizi successivi a quello in cui è accertata l'entrata. Il principio della competenza potenziata prevede che il fondo pluriennale vincolato sia uno strumento di rappresentazione della programmazione e previsione delle spese pubbliche territoriali, sia correnti, sia di investimento, che evidenzi con trasparenza e attendibilità il procedimento di impiego delle risorse acquisite dall'ente, che richiedono un periodo di tempo ultra-annuale per il loro effettivo impiego e utilizzo per le finalità programmate e previste. Rappresenta in altre parole il tempo intercorrente tra l'acquisizione delle risorse e quello in cui vengono realizzati in modo particolare gli investimenti. Anche in questo caso il fondo pluriennale vincolato in aumento evidenzia difficoltà a programmare e far avanzare soprattutto gli investimenti. Dal 2019 il fondo pluriennale vincolato passa da 168 milioni a 780 milioni, più che quadruplicato.
Interessante è soprattutto evidenziare la variazione dal 2023 al 2024: il fondo pluriennale vincolato passa infatti da 584 milioni a 780 milioni, con un incremento di 200 milioni. Non sfuggirà quindi che, se è vero che l'avanzo di amministrazione si è ridotto di 46 milioni rispetto all'anno scorso, il fondo pluriennale incrementa di oltre 200 milioni, ciò significando che sì, le spese sono state impegnate maggiormente, riducendo l'avanzo, ma sono impegni che non si sono tradotti in attività concrete, ma rinviati a una realizzazione futura. Complessivamente credo di poter dire con tranquillità che la situazione non è migliorata, anzi.
Altro dato da evidenziare: il risultato della gestione di competenza, pari a 359 milioni, un valore di tutto rispetto. Certo, tutti i dati, da un lato indici di solidità finanziaria, sono sicuramente rassicuranti e positivi se stessimo parlando di una società commerciale, forse meno trattandosi di un ente pubblico, che ha il dovere di spendere correttamente le risorse che preleva ai cittadini sotto forma di imposte in servizi efficienti ed efficaci, che ha dei compiti di perequazione finanziaria e dovrebbe, a mio avviso, quindi, mettere le risorse eccedenti effettivamente a disposizione dei soggetti in difficoltà, nonché a sostegno dell'economia, ciò che non avviene in questo assestamento di bilancio. Risorse che fortunatamente si può dire che questa Regione ha ancora. Anche nel 2024 le entrate sono incrementate rispetto al 2023, in misura pari al 2,7%, confermando un trend in crescita rispetto agli anni precedenti. Queste entrate fanno però fatica a tradursi in politiche di investimenti a favore del tessuto sociale delle imprese e, più in generale, dell'economia del territorio, andando a ingrossare il surplus di risorse non spese e non impegnate (fondo cassa e avanzo di amministrazione di cui ho parlato prima), creando quindi un circuito vizioso di incremento di questi parametri, che non può essere interrotto se non incrementando la capacità dell'ente di utilizzare le risorse, come peraltro già evidenziato anche da chi mi ha preceduto. Questa maggioranza non è stata capace di invertire questo trend e anche nell'esercizio del 2024 più del 40% delle risorse disponibili non è stato utilizzato nell'anno ed è confluito in avanzo o in fondo pluriennale vincolato. I risultati di questo rendiconto confermano quindi le considerazioni già fatte in sede di approvazione del bilancio di previsione: difficoltà a concretizzare la fase di spesa di risorse importanti, quali quelle dell'avanzo, che vengono reiscritte in bilancio in fase di assestamento e che a fatica si traducono in spesa effettiva, o comunque rallentano la spesa delle risorse già previste nel bilancio iniziale, rigenerando quindi dell'avanzo. Insomma, tutti gli indicatori che ho riportato credo dimostrino chiaramente che non ci sia molto da rallegrarsi di questi 277 milioni di avanzo.
Non vi dirò però di rimboccarvi le maniche e di smetterla di fare proclami, perché ormai siamo a fine legislatura, quindi sarà compito di chi verrà dopo di noi. Quello che evidenzio è che ancora una volta non si danno delle risposte alle persone, che potranno valutare la nostra attività proprio con le future elezioni regionali. In questi cinque anni, ma direi soprattutto in questi ultimi due, la mancanza di visione programmatica è stata evidente. Dire poi che tutto verrà riallocato fa un po' ridere, ci mancherebbe che non venisse riallocato, sotto questo punto di vista, sinceramente non capisco neanche perché fare determinate affermazioni.
L'unica cosa su cui avete accelerato è l'ampliamento dell'ospedale Parini: la scelta più sbagliata fatta dalla vostra maggioranza, perché non solo metterà Aosta in ginocchio, tra il cantiere pensato giorno e notte e tutta la viabilità, ma non porterà al presidio unico che hanno chiesto gli operatori sanitari, i medici, tutta la nostra sanità e soprattutto non darà un ospedale nuovo ai Valdostani, ma semplicemente un pezzo nuovo, collegato a un edificio vecchio e malconcio.
Analizzando nel dettaglio gli 80 articoli, quali sono le risposte date? Non ci saranno più liste d'attesa? Quali sono le risposte sulla crisi climatica e il sostegno all'agricoltura? Stiamo andando verso una diversificazione del turismo? Diamo risposte rispetto all'attrattività nei settori più in difficoltà? Ecco, io non trovo nessuna di queste risposte, anzi, trovo molte contraddizioni, che cercherò di meglio esplicitare in quest'ultima parte di intervento, poi ci saranno gli ordini del giorno che abbiamo presentato come gruppo, che andranno a focalizzarsi su alcune tematiche.
Si prevede di realizzare una scuola secondaria di primo e secondo grado a Pont-Saint-Martin, con un'offerta formativa orientata allo sport e alle professioni connesse alla montagna e al turismo, ma qual è il ragionamento dal punto di vista del cambiamento dell'offerta, dei dati sulla denatalità, delle scelte perpetrate in questi anni che stanno alla base di questa scelta? E soprattutto non abbiamo anche altri edifici abbandonati ancora in questo momento?
Si continua poi a impegnare risorse rispetto ai finanziamenti di mitigazione dei rischi idrogeologici, ma quali sono i criteri chiari e trasparenti che stanno alla base della concessione dei contributi a titolo di investimento agli Enti locali, proprio finalizzati per la ricostruzione o sostituzione di opere pubbliche danneggiate, o comunque inservibili?
Ancora fondi, come dicevo, per la mitigazione dei rischi di scioglimento del permafrost di Skyway, ma dall'altra parte si continua a pensare a opere, invece, che vanno proprio a infilarsi in quelle zone che il permafrost ce l'hanno: Cime Bianche, ad esempio.
È Chiara poi la nostra posizione sulla strada della Ranzola, che, se può avere un senso fino agli alpeggi, è assolutamente anacronistica nell'interezza del suo progetto.
Altra priorità non affrontata con forza è il piano di interventi destinati alla promozione della qualità di servizio idrico integrato al fine di ottimizzare i processi volti alla gestione della risorsa idrica sull'intero territorio regionale. Acquedotti e fognature sono vecchi e necessitano di importanti risorse, in questo assestamento non le ritroviamo.
Non parlerò poi dell'acquisto dell'alpeggio di Entrelor, perché, sotto questo punto di vista, sto ancora facendo degli approfondimenti rispetto alle valutazioni fatte anche su tutti gli altri alpeggi della Valle d'Aosta e alle valutazioni anche per comprendere chi è il proprietario di quell'alpeggio.
Su Brocherel mettiamo adesso dei fondi e stiamo parlando di un edificio che è lì fermo dal 2005. Anche sotto questo punto di vista molto probabilmente una riflessione va fatta, perché, se continuiamo a dire che la popolazione continua a invecchiare, non possiamo pensare che, dopo vent'anni, iniziamo solo a finanziare una parte.
Altra cosa è la questione delle palestre e, sotto questo punto di vista, ci sarà un ordine del giorno. Con entusiasmo mi ricordo che nel primo DEFR l'assessore Caveri diceva: "faremo tre palestre", ecco, siamo arrivati a fine legislatura e di queste tre palestre non se ne vede nemmeno l'ombra.
Come sempre, presenteremo degli ordini del giorno per cercare di meglio comprendere alcuni passaggi di cui ho parlato e che non ho voluto approfondire adesso, perché li approfondiremo in seguito.
Presidente - Siamo in discussione generale, colleghi siete invitati a prenotarvi, sempre che vogliate intervenire. Se nessuno si prenota, chiudo la discussione generale. Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Mi perdoni, Presidente, ma, essendo già stato impegnato nella relazione di minoranza, volevo attendere di comprendere se alcuni colleghi si sarebbero prenotati, semplicemente per intervenire su alcuni punti del disegno di legge n. 195, che sono stati oggetto anche in parte sia della relazione del collega di maggioranza, sia in parte dell'intervento della collega Guichardaz.
Mi concentrerò articolo per articolo per fare alcune considerazioni rispetto a quello che viene rappresentato. Dico già che, per quello che riguarda la posizione di voto del nostro gruppo, lo avevamo già detto in II Commissione, ci esprimeremo articolo per articolo e poi formuleremo una valutazione finale.
Per quello che riguarda l'articolo 7, quindi il contributo straordinario al Comune di Courmayeur per la realizzazione della nuova sede del liceo linguistico e del complesso scolastico, sicuramente da parte nostra ci sarà un voto positivo. Spiace che su quell'intervento si sia perso un po' di tempo, nel senso che è stato un po' travagliato e ci auguriamo appunto che la realizzazione di questa struttura possa avvenire al meglio e soprattutto ci possa essere un'integrazione con altre strutture sportive, in particolare con il Forum sport center, o quello che comunemente viene detto "Palazzetto", vista la vocazione sportiva, e non soltanto, che ha il nostro liceo.
Toccando un altro aspetto che riguarda le scuole... tra l'altro, faccio un inciso su tutta una serie di contributi straordinari, o di interventi che riguardano le scuole, voglio tornare a un'iniziativa che avevo fatto tempo fa, ma che anche altri colleghi avevano fatto, ovvero avremmo voluto comprendere, prima di arrivare sempre agli assestamenti, se c'era una visione complessiva degli interventi necessari che si intendeva fare su tutto il patrimonio delle strutture scolastiche. A ogni assestamento troviamo, per carità, giustamente, un elenco di contributi più o meno straordinari o di investimenti diretti dell'Amministrazione regionale e questo fa un po' perdere nel complesso la visione, se vogliamo, più strategica di intervento e di futuro delle varie strutture scolastiche, che non deve essere legato soltanto alla struttura a sé stante ma, come ha già detto chi mi ha preceduto, abbiamo una dinamica demografica particolare, continuiamo a dirlo, quindi, se abbiamo una dinamica demografica e soprattutto un'offerta scolastica che si deve sposare anche con le necessità del territorio, dovremmo avere in sé una coerenza tra gli interventi edilizi, altrimenti siamo bravissimi a fare interventi edilizi e ci dimentichiamo tutto il resto, perché poi qualcuno, all'interno di questi interventi edilizi, dovremo pur ospitare.
Qui mi concentro principalmente sull'articolo 9, su cui noi poi avremo un emendamento, ma lo rappresenterò poi quando sarà il momento. L'articolo 9, ovvero il "contributo straordinario al Comune di Pont-Saint-Martin per la progettazione di un'innovativa struttura scolastica con valenza sportiva e legata al mondo della montagna". Ora, nulla quaestio sul recupero, o sul rifacimento, sulla realizzazione di una nuova struttura scolastica nell'ambito del Comune di Pont-Saint-Martin, non lo diciamo soltanto oggi, ma lo abbiamo anche detto in Commissione, però abbiamo dei dubbi relativamente alla finalità o, meglio, alla destinazione, ovvero alla valenza sportiva e legata al mondo della montagna.
Lo abbiamo detto in Commissione, ponendo una domanda all'Assessore competente: "Perché avete deciso di dare una valenza sportiva e legata al mondo della montagna a una struttura che si va a realizzare a Pont-Saint-Martin?". E poi abbiamo anche presentato un'interrogazione a risposta immediata, se non erro, a cui aveva risposto l'Assessore, per comprendere se c'era stata una valutazione di massima, di sorta, che tenesse conto delle iscrizioni, dei flussi di iscrizione, delle destinazioni, insomma, quali valutazioni erano state fatte.
Io mi auguro che magari oggi nelle repliche del Governo qualche elemento in più possa essere dato, perché oggettivamente né in Commissione, né nella risposta all'interrogazione scritta, né nella documentazione che abbiamo ricevuto, integrativa, a livello di II Commissione - poi magari, ripeto, non l'ho interpretata in maniera puntuale, o non riesco a interpretarla - oggettivamente non abbiamo compreso questa scelta. Ci sembra una scelta molto messa lì e non supportata da delle valutazioni più puntuali, o comunque sostenute da elementi oggettivi che ci possono essere di aiuto relativamente alla comprensione di questa scelta.
Nella formulazione e nella presentazione degli emendamenti, lo anticipo già, noi proporremo, con l'emendamento n. 1, di rivedere la destinazione di questo finanziamento, passando appunto da una valenza sportiva legata al mondo della montagna a una valenza tecnica, legata al mondo della robotica, dell'automazione, dell'informatica.
Il tema è questo: il territorio della Bassa Valle è occupato da numerose realtà produttive e anche innovative, di natura industriale moderna, e ha la necessità e spesso ha rappresentato la necessità di avere delle persone, dei profili che siano skillati, come si dice in gergo tecnico, sulle realtà produttive che lì insistono e ci è sembrato strano - qualche altro collega lo ha già detto - alla fine a Ivrea, qualche chilometro più in là, c'è già una realtà a indirizzo sportivo e non comprendiamo questa finalità. Non comprendendola e avendo la possibilità di fare delle controproposte, abbiamo presentato appunto questo emendamento, che si deve leggere in maniera collegata a un altro emendamento, ovvero a una proposta alternativa che in realtà è già stata oggetto di una lunga discussione anche in Commissione, con le audizioni che erano già state fatte nel febbraio 2022 relativamente alla possibilità invece di realizzare una struttura scolastica a vocazione sportiva e dedicata al mondo della montagna nel comune di Saint-Vincent o comunque nella realtà della Media Valle. Sono contento di aver acceso un po' il dibattito e che i colleghi si stiano affastellando nell'agenda della giornata.
La nostra controproposta è appunto quella di proporre un contributo straordinario al Comune di Saint-Vincent per la progettazione di un'innovativa struttura scolastica, con valenza sportiva e legata al mondo della montagna. Dedichiamo l'industria in un'area geografica che notoriamente è legata a quel mondo e cerchiamo di portare, almeno nella nostra... almeno abbiamo cercato di dare una giustificazione di natura politica che non abbiamo trovato dall'altra parte e nella scelta appunto che è stata fatta con l'articolo 9.
Teniamo anche conto, perché ogni tanto, soprattutto nell'ambito degli assestamenti, ci è stato spesso detto: "ce lo chiede il territorio", benissimo, il territorio, soprattutto l'Unité des Communes Mont-Cervin, una richiesta l'ha fatta, quindi abbiamo cercato di unire la vocazione territoriale, le richieste del territorio e un lavoro già fatto a suo tempo in Commissione, che, tra l'altro, è un punto che ha anche accomunato in parte l'attività delle opposizioni su questo punto e abbiamo provato a metterla nera su bianco con due emendamenti: uno, ripeto, che va a modificare la destinazione dell'articolo 9 verso una finalità e una valenza legata al mondo dell'industria e l'eventuale inserimento di un articolo 9bis, che porta la vocazione sportiva a un'area, quella della Mont Cervin, tra l'altro, che ha notevoli strutture e anche un comprensorio di riferimento importante per quello che riguarda gli sport della montagna.
Per quanto riguarda invece l'articolo 11, ovvero il contributo straordinario al Comune di Fontainemore per la realizzazione di interventi di recupero del patrimonio edilizio del centro storico, una considerazione va fatta, ma è più una considerazione che non riguarda tanto in sé il testo dell'articolo, bensì il testo della relazione. Si dà un contributo comunque importante, di 1.700.000 euro, se non erro, si parla di un accordo di programma, però oggettivamente non abbiamo capito quale sia la finalità di questo accordo di programma. Forse nelle repliche delle controparti di governo potremo avere qualche elemento in più, che nell'ambito del lavoro fatto in Commissione non abbiamo avuto. Se magari questo accordo di programma, visto che ci è rappresentato essere questo articolo una richiesta specifica dell'Amministrazione comunale di Fontainemore... magari qualche elemento in più si può dare e magari la nostra posizione a livello di voto finale sull'articolo potrebbe anche cambiare.
Noi oggi, non comprendendo, ovviamente non voteremo l'articolo, proprio perché non comprendiamo la finalità vera e i contenuti poi che possono essere oggetto di questo accordo di programma per un finanziamento molto importante, ripeto, di 1.700.000 euro.
Per quello che riguarda invece l'articolo 15, "Interventi sul settore acquedottistico e dell'ottimizzazione della risorsa idrica", questo è il titolo, ma potremmo andare a citare anche altri articoli che vanno a destinare delle importanti risorse sul nostro sistema idrico, è ovvio che da parte nostra ci sarà un sostegno a importanti interventi. C'è una considerazione che abbiamo già fatto e che giustamente vado a fare: su questo tema forse tanto tempo lo abbiamo perso, dobbiamo recuperare il tempo perduto e questo recupero ha dei costi importanti. Se noi andiamo a sommare e a vedere i singoli interventi che vengono fatti nei vari stanziamenti di bilancio, sono notevolmente importanti. Quello che ci preoccupa è sicuramente poi il loro peso in tariffa, anche pro futuro. Ci dobbiamo ricordare che su alcuni temi, in particolare quelli degli acquedotti e quelli dei rifiuti, le misure prese oggi hanno delle ricadute poi future. Non possiamo una mattina - dobbiamo dircelo in maniera molto franca - dire che le tariffe sono aumentate. Purtroppo abbiamo un peso di investimenti e di gestione che è tutt'altro che nato oggi, ma si concretizza purtroppo, perché poi alla fine qualcuno deve pagare, nel tempo. Dico questo per sottolineare l'attenzione e l'importanza su questi investimenti, che spesso e volentieri non sono soltanto degli investimenti necessari da fare, ma che hanno una valenza importante nel futuro.
Apprendiamo di buon grado e abbiamo avuto modo di approfondire il tema in Commissione riguardo a uno degli elementi che costituiscono l'articolo 21, in particolare, forse, speriamo e ci auguriamo, la destinazione finale relativamente alla struttura di via Brocherel che insiste sul comune di Aosta, una struttura chiusa da tempo, che è stata anche oggetto di tanti interventi da parte dei colleghi d'aula, quindi non possiamo che vedere favorevolmente e finalmente, almeno ci auguriamo, che questa storia possa avere una sua destinazione.
Sempre toccando un altro argomento della città di Aosta, sull'articolo 29 rileviamo che ci sono delle risorse per la ristrutturazione e il restauro di una parte della cinta muraria della città di Aosta, che è stata oggetto di alcune iniziative presentate dal nostro gruppo, quindi lo apprendiamo di buon grado, anche se avremmo preferito - questo lo dico per una giusta rappresentazione di quello che abbiamo anche detto nella discussione di questa iniziativa - un piano più coeso e più definito e non degli interventi spot, relativamente, tra l'altro, a una parte importante del patrimonio archeologico regionale.
Sull'articolo 36, quindi sul mondo degli impianti a fune, avremo modo di tornare sul punto anche nella terza variazione. Abbiamo chiesto, come gruppo, in Commissione, anche la possibilità di audire il management della Cervino visto che una parte importante di questi fondi è destinata a un aumento di capitale importante, quindi avremo modo di approfondire il tema e di tornare sul punto nella discussione della terza variazione.
Per quello che riguarda l'articolo 55, invece, il contributo straordinario all'Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, anche su questo intervento non può che esserci il nostro favore e siamo ben contenti che finalmente ci siano le risorse per un intervento importante nell'ambito anche di un ruolo che ha l'Istituto molto fondamentale.
Ovviamente non sono andato articolo per articolo, ma ho citato quelli che per il nostro gruppo sono più pregnanti. Da ultimo, ben venga e sosterremo anche il finanziamento di una condotta irrigua al servizio dei consorzi di miglioramento fondiario operanti nei comuni di Villeneuve, Saint-Pierre e Sarre. Un intervento molto importante, che abbiamo avuto anche modo di approfondire nell'attività consiliare.
Come ho detto, abbiamo presentato tre emendamenti, che presenteremo puntualmente. I primi due li ho voluti già commentare, perché ovviamente sono direttamente legati all'articolo 9. C'è una proposta fatta dalla controparte governativa, dall'Assessore competente, che non comprendiamo. Abbiamo provato ad approfondire in Commissione con la documentazione e anche con un atto ispettivo, seppur breve, perché l'interrogazione a risposta immediata non permette né a chi la presenta, né a chi risponde di dare una risposta puntuale e definita e abbiamo provato comunque a voler valorizzare un contributo importante a un Comune che ha delle strutture che necessitano di un recupero, quindi il Comune di Pont-Saint-Martin, ma con una destinazione, almeno secondo noi, più pregnante relativamente alla vocazione territoriale, fornendo al contempo una proposta non contraria, ma integrativa rispetto a questa offerta, ovvero la possibilità di realizzare una struttura scolastica a destinazione sportiva e legata al mondo della montagna nell'area dell'Unité Mont Cervin, anche con il recupero eventualmente di edifici esistenti, dato che ce ne sono. Vedremo quindi quale sarà la valutazione che farà il Governo e magari ci sarà anche modo di comprendere meglio, lo ripeto, la ratio che ha guidato la scelta di proporre l'articolo 9.
L'ulteriore emendamento lo presenteremo quando sarà il momento e poi ci riserviamo ovviamente di intervenire ancora ulteriormente sulla base di quella che sarà la discussione. Più che al plurale, lo dico come relatore di minoranza.
Presidente - Consigliera Foudraz, a lei la parola.
Foudraz (LEGA VDA) - I disegni di legge che stiamo analizzando ora in aula, quindi il rendiconto all'esercizio finanziario 2024 e l'assestamento al bilancio di previsione 2025 della nostra Regione, dimostrano per l'ennesimo anno una mancanza di programmazione durante la fase di redazione del bilancio previsionale e quindi, conseguentemente, un'incapacità di investire e di spendere, una visione che purtroppo è limitata solo all'oggi e al giorno dopo, senza effettive visioni strategiche di crescita e di benessere generale. In questi cinque anni di legislatura abbiamo sempre potuto riscontrare importanti avanzi di risorse finanziarie: siamo partiti con l'assestamento del 2021, che ammontava a circa 185 milioni di euro, per poi arrivare a quello attuale, che supera di poco i 277 milioni di euro. All'interno del disegno di legge n. 195, appunto, che dispone l'utilizzo dell'assestamento di questi 277 milioni di euro, numerosi sono gli articoli che ci lasciano perplessi e in cui vediamo delle criticità. Vediamo innanzitutto continui trasferimenti destinati alla finanza locale, in deroga alla legge regionale 48/1995, per oltre 64 milioni di euro, senza una programmazione alla base. Questo mette anche in difficoltà gli Enti locali, perché senza programmazione, con risorse che piovono così, insomma, viene difficile programmare.
Diversi sono gli articoli che allocano risorse finanziarie per un non meglio definito aumento dei prezzi, finalizzato al completamento di opere e strutture già iniziate. Citerei solo alcuni di questi articoli, che praticamente noi non condividiamo nella maniera più assoluta.
Partirei dall'articolo 9, già stato citato in precedenza dai colleghi che mi hanno preceduta nell'intervento. L'articolo 9 dispone la concessione di un contributo straordinario ammontante a 500.000 euro al Comune di Pont-Saint-Martin ed è finalizzato all'acquisizione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, quello che si definisce DOCFAP, relativamente ai lavori di realizzazione di una struttura di scuola secondaria di primo e secondo grado, al fine di offrire un'offerta formativa innovativa e di qualità, orientata allo sport e alle professioni connesse alla montagna e al turismo.
Quello che è emerso durante le audizioni in Commissione è, a nostro avviso, una totale confusione di quello che in realtà si vorrebbe mettere in campo, perché nel disegno di legge si parla di struttura secondaria di primo e secondo grado, ma poi quello che è emerso è che, in realtà, l'idea è di partire eventualmente solo sulla scuola secondaria di primo grado, per intenderci quelle che una volta venivano chiamate le scuole medie, con una tipologia di scuola orientante verso quegli sport che non siano prettamente quelli praticati in montagna e conseguentemente orientare i ragazzi verso le professioni connesse alla montagna e al turismo. Una sorta di quello che è stato fatto, mi viene da dire, per le SMIM, ovvero le Scuole Medie a Indirizzo Musicale, ma vorrei precisare che attualmente nell'ordinamento della scuola secondaria di primo grado non è assolutamente previsto un orientamento di questo tipo perché, a differenza del percorso delle SMIM, dove effettivamente viene svolto, alla conclusione del ciclo di studi, un esame di stato che è legato alla parte musicale del percorso, con tanto di certificazione che gli studenti ottengono, nel caso di specie invece sarebbe solo una questione di arricchimento dell'offerta formativa, senza però avere alcun riscontro in termini di certificato finale al termine del ciclo di studi. Vediamo quindi una criticità.
Peraltro, tutto questo non era nemmeno contenuto all'interno del DEFR che abbiamo approvato a dicembre, DEFR 2025-2027. Questo documento, il DEFR, dovrebbe appunto essere quel documento che serve alla programmazione degli interventi e delle relative risorse necessarie per poter attuare le corrette programmazioni, proprio perché alla base del DEFR viene scritto nella parte relativa all'Assessorato dell'istruzione... si parla di "dimensionamento della rete scolastica e riduzione del numero degli alunni per classe". Si leggeva: "Nell'ottica di una migliore programmazione territoriale, si prevede di monitorare l'evolversi delle iscrizioni, in particolare nei percorsi della Bassa e Media Valle, per proporre in futuro un'eventuale razionalizzazione degli indirizzi definendo le nuove disposizioni per la formazione delle classi". Tra l'altro, non dimentichiamo che numerosi studi condotti nel campo della natalità hanno portato a conclusioni che pongono l'accento sulla crescita demografica di tutto il nostro Paese, dell'Italia, ma soprattutto anche nella nostra Regione. Forse vi siete dimenticati che in dieci anni, dal 2014 al 2024, c'è stato un calo significativo delle nascite, un calo che è arrivato al 50%: siamo partiti con nascite di circa 1.400 bimbi nel 2014 e l'anno scorso l'anno si è chiuso con poco più di 700 nascite. Da un lato, pensate di chiudere scuole di montagna, così lo spopolamento delle aree interne montane è assicurato e, dall'altro, pensate invece a studi per nuovi complessi non meglio specificati, perché c'è molta confusione, senza peraltro avere idea della platea che poi ne potrebbe beneficiare e fruire.
A noi, sinceramente, paiono delle contraddizioni e oltretutto si mettono in campo delle risorse per studi che probabilmente non porteranno a nulla, quando queste risorse potrebbero essere allocate per ripristinare quelle strutture che già sono esistenti comunque nella Media e Bassa Valle, per migliorare le condizioni degli utenti e di coloro che prestano la propria attività lavorativa all'interno di queste strutture.
Solo per citare un esempio che mi viene in mente, perché sono cinque anni che leggo praticamente la stessa relazione ? quest'anno c'è stata una piccola modifica ?, abbiamo l'Istituto regionale "Gervasone" di Châtillon che ogni anno ci evidenzia le criticità della struttura al fine di poterla utilizzare in pieno. A proposito di questo, come gruppo Lega Valle d'Aosta, abbiamo presentato un ordine del giorno che discuteremo nel momento in cui si aprirà la discussione degli ordini del giorno.
Passiamo poi all'articolo 10. Vengono destinate risorse al Comune di Gressoney-Saint-Jean per la realizzazione di un parcheggio pubblico a uso degli utenti e visitatori del Castel Savoia, un parcheggio pubblico per circa 50 veicoli, ci è stato detto in Commissione, di cui quattro posti saranno riservati ai veicoli di persone con disabilità. Questo è quello che ci è stato detto. Un parcheggio che verrà realizzato a raso, vale a dire che sarà un'area di sosta per veicoli che si troverà allo stesso livello della strada, senza elevazioni o interramenti. Un parcheggio che si svilupperà quindi a raso strada e che, con tutta probabilità, non verrà forse fruito interamente per alcuni periodi dell'anno, perché io non vorrei che voi vi dimenticaste che in Valle d'Aosta ogni tanto nevica e spesso la neve rimane parcheggiata anche a quote decisamente inferiori ai 1.385 metri sul livello del mare.
All'articolo 17 anche noi vediamo un'altra criticità. Viene disposto un contributo di 1,2 milioni di euro al Comune di Rhêmes-Notre-Dame per l'acquisto di un alpeggio nel vallone dell'Entrelor, un acquisto da un privato. Ci è stata fornita parzialmente della documentazione, perché è stata richiesta in Commissione. Sinceramente non siamo riusciti ancora ad approfondire bene il tutto, poiché non ci è stata nemmeno fornita una perizia di stima a supporto delle risorse che sono state messe in campo. Un alpeggio che in passato era stato oggetto di progetti sperimentali di gestione del pascolo, che erano stati portati avanti dall'Institut Agricole Régional e allo stato attuale, sinceramente, non si è capito bene se tali progetti potranno essere nuovamente portati avanti dall'Institut, o se sarà, come sembrerebbe capire dalla relazione al disegno di legge, il Comune ad avviare progetti di gestione sostenibile dell'alpeggio, che, ricordo, è situato all'interno del Parco nazionale del Gran Paradiso.
All'articolo 29, tra i vari interventi indicati, è curioso vedere che sono previsti 70.000 euro per un acquisto di tende al Palazzo Roncas. Vero, 70.000 euro su 277 milioni è poca cosa, però diciamo che questo edificio non è da molto che è entrato pienamente in funzione e presumo che si sapesse già prima che aveva delle importanti superfici vetrate, no? Ci è quindi stato spiegato in Commissione che giustamente il sole entra dalle finestre e chi lavora ha difficoltà a lavorare. Noi vediamo un pochino una mancanza nel momento in cui anche si fanno gli appalti degli arredi. Voglio dire, le finestre erano lì, si poteva magari pensarci un po' prima.
All'articolo 33 sono previste risorse pari a 200.000 euro per l'acquisto da un privato di una collezione dell'artista valdostano Italo Mus, una collezione che ci è stato riferito non poter essere divisa e andrà ad aumentare le opere già previste all'interno del Castello Gamba di Châtillon. Di queste opere però non abbiamo, anche qui, avuto nessuna perizia di stima a supporto delle risorse messe in campo, quindi non ci è stata data l'opportunità di valutare se le somme inserite in assestamento siano congrue.
All'articolo 68 sono previste somme che verranno accantonate, pari a 35 milioni di euro, per un non ben specificato intervento legislativo a favore di un investimento sugli impianti nella località di Cervinia.
Diciamo che noi, come gruppo Lega Valle d'Aosta, siamo sempre stati a favore di tutto quello che riguarda lo sviluppo dei comprensori funiviari, dei comprensori sciistici. Magari però due dritte in più su come verranno successivamente spesi questi 35 milioni... ma lo vedremo probabilmente andando avanti.
Riscontriamo, per contro, che alcuni articoli citati in questo disegno di legge sono invece condivisibili, perché vanno a incrementare risorse per interventi che anche noi riteniamo assolutamente necessari e sono tutti quegli interventi nel campo dell'edilizia scolastica, come l'efficientamento energetico e la sicurezza dei luoghi; interventi in materia di difesa del suolo e volti a mitigare i rischi di natura idrogeologica, che risultano essere sempre più frequenti nella nostra regione; così come gli interventi di sistemazione idraulico-forestali a seguito dei danni causati dall'alluvione dello scorso anno del mese di giugno; interventi sulle varie strade regionali per la loro piena fruizione in totale sicurezza.
Solo per anticipare, alla luce di quello che ho esposto, il nostro voto sarà nel complesso un voto di astensione a questi disegni di legge, sebbene su determinati articoli il nostro sarà un voto a favore.
Presidente - Consigliere Marquis, sospendiamo brevemente i lavori. Prendiamo in considerazione la sua prenotazione e riprendiamo dopo la pausa. I lavori consiliari sono sospesi.
La seduta è sospesa dalle 10:49 alle 11:15.
Bertin (Presidente) - Riprendiamo con gli interventi in discussione generale. Si era prenotato il consigliere Marquis... Mi rendo conto, però se non iniziamo... più che suonare... ecco, sta arrivando il Presidente. Consigliere Marquis, sta arrivando il Presidente della Regione, può iniziare, a lei la parola.
Marquis (FI) - Oggi discutiamo dell'ultimo rendiconto del mandato dell'esercizio 2024 e credo sia un po' il momento per fare un'analisi politica, inserire questo rendiconto in un trend di bilanci che si sono susseguiti in questi anni.
La situazione della Valle d'Aosta, della Regione a livello finanziario è una situazione positiva. Abbiamo una situazione delle entrate che cresce, è cresciuta ancora rispetto allo scorso anno, sono state incrementate le entrate correnti del 2,6% e le entrate in conto capitale del 13%, le risorse quindi non mancano.
Sono state prima tratteggiate delle situazioni rispetto agli indicatori che rappresentano la gestione del bilancio e sui quali voglio anch'io ritornare per quanto concerne la questione delle entrate. Ci sono delle previsioni definitive, ci sono state per 1.278 milioni e poi ci sono stati degli accertamenti finali per 1.400 milioni, ovvero 120 milioni in più di euro. Questo è un dato che comunque, insieme ad altri, fa riflettere. Così come è diminuita la capacità di riscossione, sul 2024 ci sono circa 350 milioni di euro che non sono stati riscossi. Questo è un argomento che meriterà di essere approfondito, che meriterà di essere trattato, perché può sottintendere diverse questioni, questioni di difficoltà generale, questioni di difficoltà amministrativa, di rapporti con i contribuenti, di rapporti con lo Stato.
Per quanto concerne la politica delle entrate, c'è da evidenziare che sono cresciuti anche dei trasferimenti compensativi da parte dello Stato. Qui volevo fare una considerazione al riguardo.
Per quello che concerne le manovre finanziarie che si sono susseguite in questi anni da parte dello Stato, si è cercato di allentare la pressione fiscale ai cittadini, una pressione fiscale che in Valle d'Aosta incide per 30 milioni di euro ai cittadini valdostani. Questi mancati introiti che avremmo avuti sull'Irpef sono stati compensati da parte dello Stato attraverso dei fondi che dovevano sostanzialmente sostituire il mancato introito. Si parla di 24,5 milioni sull'Irpef del 2022, di 3,2 milioni di euro sull'Irap, 5,2 milioni sulla manovra dell'Irpef del 2024. Questo quindi è un dato che attesta che lo Stato, pure in una situazione di difficoltà finanziaria, sta cercando di allentare la pressione fiscale sui cittadini. È un buon esempio che viene dato. Purtroppo analogo comportamento di fronte a una situazione valdostana dove ci troviamo alla fine dell'anno a consolidare 277 milioni di avanzo di amministrazione libero da destinare non avvertiamo la stessa sensibilità da parte della maggioranza e del Governo regionale, che, a nostro avviso, a fronte dell'incapacità di spesa, avrebbero dovuto, quanto meno per un periodo di transizione, un periodo necessario per riuscire ad adeguarsi attraverso le riforme necessarie, ridurre la pressione fiscale, perché qui ce lo si poteva permettere. Ce lo si poteva permettere in virtù del decreto legislativo 184/2017, che ci ha dato la possibilità di intervenire a livello fiscale in Valle d'Aosta sull'IMU e su diverse situazioni. Potremmo anche noi, come ha fatto lo Stato, compensare e ristorare i Comuni per i mancati introiti a seguito dell'abbassamento delle tariffe che sono chiamati a pagare i cittadini valdostani.
Prima però di entrare nel merito della spesa, vorrei fare qualche considerazione di carattere generale. A questo scopo volevo evidenziare che è paradossale che ci troviamo di fronte a una Regione che non ha mai avuto tanti soldi come in questa fase qui a disposizione. Mai è successo nella storia della Valle d'Aosta, ma nel contempo ci troviamo di fronte a una Regione che è ferma e che la Regione sia ferma, che si sia fermata, non lo dico io, lo dice Banca d'Italia. A questo riguardo vorrei leggere alcuni passaggi di un articolo che è stato pubblicato negli scorsi giorni a seguito della presentazione del dossier sulla Valle d'Aosta: "Un lento arretramento. Un rallentamento ormai strutturale dovuto a problemi legati alla demografia, alla produttività dei settori economici a minor valore aggiunto, a una Regione che stenta nell'innovazione, dalla grande crisi del 2008 la Valle d'Aosta ha perso il filo, a livello nazionale nel nord Italia l'economia è tornata a livelli pre-crisi, superando sia le difficoltà del 2008, sia la lunga stagnazione per le difficoltà nell'indebitamento statale al Patto di stabilità, sia il tracollo dovuto al Covid 2019, invece la Valle d'Aosta è rimasta strutturalmente indietro e oggi è rimasta una decina di punti percentuali indietro rispetto al resto del Paese e 6 punti più in basso del 2007".
Questo è il dato che a noi preoccupa. È un tema questo che abbiamo cercato di portare all'attenzione del Consiglio regionale in questi ultimi anni, anche con delle iniziative, con delle proposte e delle mozioni, nelle quali abbiamo chiesto di impegnare il Governo regionale a studiare questa problematica perché la Valle d'Aosta vive una situazione diversa rispetto a quella di tutte le altre Regioni del nord-ovest, dove cresce l'economia. Qui non riusciamo a seguire i trend positivi di quelle comunità territoriali che ci sono contigue. Tra l'altro, sono delle comunità territoriali che fino al 2008-2009 erano tutte dietro la Valle d'Aosta rispetto alla maggior parte degli indicatori che tratteggiano l'andamento dell'economia. Questo è un dato che deve fare riflettere, che vogliamo riportare all'attenzione dell'Aula, perché non è possibile che, a fronte di disponibilità così ingenti che ha la Pubblica Amministrazione, non si mettano in campo delle iniziative che possano dare rilancio all'economia della Valle d'Aosta e al rafforzamento del tessuto produttivo. Probabilmente c'è qualcosa che non funziona a livello di programmazione.
Oggi nell'assestamento vengono stanziati 277 milioni di euro. Sono tutti i soldi che, se prendiamo intervento per intervento, possiamo dire: sì, questa cosa è una cosa che ci può stare, è una cosa che si deve fare, è una questione che può avere un determinato valore. La somma di questi interventi però non rappresenta alcuna strategia. Il problema è questo: che la somma degli interventi deve avere la forza di dare rilancio all'economia di un territorio. Purtroppo stiamo vivendo un approccio che pone all'attenzione una serie di iniziative che, però, hanno carattere frammentato, dalle quali non si legge una visione d'insieme. Se non si supera questa situazione, sarà difficile poter recuperare dei punti di prodotto interno lordo e rafforzare la nostra economia. Siamo di fronte a una situazione dove, attraverso anche le aziende partecipate, la Regione allarga sempre di più il suo raggio d'azione. La Regione dovrebbe invece, per quanto riguarda la nostra visione, essere un facilitatore dello sviluppo del tessuto imprenditoriale, invece rischiamo ancora di anestetizzare il nostro territorio andando a far diventare l'economia sempre più debole... sempre più debole chi ha ancora il coraggio di intraprendere.
Noi ci aspettavamo che nell'assestamento ci fossero dei sogni, ad esempio, far partire la progettazione per il raddoppio della ferrovia, perché è questo che per noi significa dare sviluppo a un territorio: significa infrastrutturare il territorio per determinare le precondizioni allo sviluppo, invece leggiamo ieri sul giornale che "la Valle d'Aosta sogna i Frecciarossa" sull'attuale linea. Mi sembra il festival dell'assurdo. Va bene che siamo in campagna elettorale, alcuni anni fa avevamo già sentito nello stesso periodo che si poteva collegare Aosta con Parigi col TGV, ma questa è ancora più grossa. È ancora più grossa, perché, se sulla linea della Valle d'Aosta scriviamo sul giornale o facciamo pensare ai Valdostani che possono arrivare i Frecciarossa, mi sembra che stiamo vivendo una situazione che è paradossale, che è inverosimile. Abbiamo una linea che potrà essere assoggettata a dei raddoppi selettivi, sicuramente, una linea su cui, se non ricordo male, si potrà andare a 90 chilometri all'ora di velocità una volta che sarà messa in ordine e i Frecciarossa mi risulta, per qualche volta che li prendiamo, che viaggiano sui 250-300 chilometri all'ora. I Frecciarossa non possono sicuramente viaggiare su questa linea così com'è organizzata, pertanto mi auguro che ci sia una pronta smentita a queste dichiarazioni, che sono, a nostro avviso, fuorvianti e che disorientano anche gli investitori. Se io fossi un imprenditore, farei la riunione di famiglia della mia azienda e direi: ragazzi, si può partire, investiamo, perché arriveranno i Frecciarossa in Valle d'Aosta e saranno risolti un bel po' dei nostri problemi a livello di infrastrutturazione e di accessibilità del territorio. Così però non è. Anche nella comunicazione quindi crediamo che si debba cambiare passo, essere più chiari, al di là del momento che stiamo vivendo, per evitare che ci siano dei possibili equivoci, anche se si parla di sogni, ma questo è proprio un sogno di alto livello.
Per quanto riguarda il discorso della spesa così come organizzata, è stato detto da qualche collega che è intervenuto prima che assistiamo a un forte e significativo differimento della spesa negli anni successivi. È cresciuto significativamente il fondo pluriennale vincolato, ma questa è una conseguenza degli avanzi di amministrazione che vengono prodotti e che a sua volta vengono messi in circolo in investimento, quindi gli investimenti il più delle volte richiedono anche una pluriannualità nell'attuazione degli interventi, pertanto, diciamo che è un problema intrinseco al modello gestionale, ma attenzione: siamo sicuri che la macchina non rischia di ingolfarsi nella sua capacità produttiva, di smaltimento e di attuazione di questi investimenti? Perché il rimorchio si sta allungando degli investimenti differiti, siamo già a 800 milioni, in quattro anni è moltiplicato per quattro volte questo numero.
Durante l'anno abbiamo presentato diverse proposte di legge. Ci sono state tutte cassate perché non ci sono le risorse disponibili per mancanza di copertura finanziaria, puntualmente, nonostante siamo sempre a dire che con un piccolo sforzo i soldi si potrebbero sempre trovare per dare copertura a delle iniziative che vengono presentate per dare soddisfazione ai bisogni della Comunità valdostana. Faccio solo alcuni esempi. Missione 9 "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio": avanzano 29,58 milioni di euro di economie, soldi che non vengono impegnati. Se noi avessimo presentato una legge su questo settore, ci sarebbe stato detto: "non c'è un soldo", durante l'anno. Missione 12 "Diritti della famiglia, politiche sociali, accesso all'abitazione": 17 milioni di economie. Abbiamo chiesto di aumentare il contributo per gli affitti e ci hanno detto: "è una spesa che non riusciamo a sostenere perché non ci sono le risorse a disposizione". Avanziamo 17 milioni, quando con 4 milioni di euro avremmo potuto dare una risposta soddisfacente a un bisogno che è largo e crescente sul nostro territorio. Sanità: avanziamo 5 milioni, Assessore, di economie. Abbiamo presentato una proposta sui voucher per poter ridurre le liste d'attesa, con 1 milione e mezzo si poteva affrontare il problema e intervenire significativamente a favore dei cittadini valdostani, invece no, non ci sono i soldi e si avanzano 5 milioni di euro alla fine dell'anno.
Vede, ho solo preso qualche esempio, ma la somma di tutte queste economie sono 270 milioni solo sulla competenza. Noi allora diciamo che una gestione avveduta porterebbe il Governo regionale a fare il punto durante l'anno, a fare un po' di pulizia su quelle voci su cui ci sono stati dei dimensionamenti in eccesso, per mettere le risorse in esubero a favore e a beneficio dei bisogni che la Comunità ha, perché non è che tutti i bisogni che ha la Comunità sono ricompresi nelle iniziative che vengono portate avanti e inserite nel bilancio regionale previsionale che viene approvato alla fine dell'anno. Ci sono delle esigenze che per indisponibilità di risorse finanziarie non possono essere affrontate. Questa allora è una questione che puntualmente facciamo presente all'Aula, riteniamo che si debbano fare dei passi avanti e si debba migliorare in questo tipo di gestione.
Così come anche sul discorso delle entrate, su cui incide anche il problema dei residui attivi. Hanno raggiunto poco meno di 185 milioni di euro ormai. I residui che avanzano di oltre cinque anni ammontano a 11 milioni di euro. Sono numeri importanti, ai quali bisogna dare comunque un significato e bisognerebbe fare degli approfondimenti per capire cosa avviene e quali problematiche ci sono sulle riscossioni, se sono soldi che poi si riescono effettivamente a recuperare o a un certo punto dovranno essere stralciati.
Come dicevo prima, sull'assestamento ci sono tutta una serie di iniziative che, presa una per una e astratte da una visione generale di Valle d'Aosta, possono essere anche condivisibili. Faccio un esempio: se c'è un edificio che oggi è adibito a scuola e che ha bisogno di essere ristrutturato, si dice: bene, si mette 1 milione, 2, quello che serve, lo si mette in ordine.
Prima di fare gli interventi sull'edilizia scolastica, bisognerebbe però pianificare il futuro dell'esigenza di edilizia scolastica in Valle d'Aosta, perché stiamo continuando ad andare avanti, a fare e a mettere in ordine degli edifici che magari fra qualche anno non verranno più utilizzati. Ce n'è uno, ad esempio, in costruzione nella realtà di Saint-Vincent adibito a scuole in collina, è un edificio che penso non avrà mai i numeri per essere utilizzato. C'è quindi il rischio che si stanno riproponendo sul territorio tutta una serie di iniziative che sono avulse dall'ottica della revisione di sistema.
Così come da quest'assestamento non cogliamo nulla sui giovani, è un problema strutturale della Valle d'Aosta la questione dei giovani, cioè delle forme di investimento che possiamo dire che non risolveranno il problema ma lo affrontano. Questo è un problema complesso e complicato, che ha una multidisciplinarietà.
Così come non leggiamo iniziative significative a favore del tessuto produttivo in quest'assestamento, che tratta tutti gli investimenti.
Così come tutte le iniziative che sono state contemplate nel bilancio regionale, ma soprattutto nei capitoli dello sviluppo produttivo e anche del lavoro, portano dietro delle grosse economie e per noi questo è fonte di preoccupazione, perché anche che si avanzino 10 milioni di economie nel settore delle politiche per il lavoro e la formazione riteniamo che non sia una cosa positiva. Magari ne sono state messe troppe prima, si pensava di poter fare di più e poi non si è riusciti a fare, però, come dico, con un'attenta gestione delle risorse avremmo potuto dar gambe a una progettualità diversa, a una progettualità che poteva contemplare anche la soluzione di alcuni problemi strutturali. Sono problemi che non vediamo solo noi, sono problemi di cui parlano le parti sociali, di cui parlano i cittadini, li lamenta la cittadinanza. Facciamo un esempio: qui abbiamo 277 milioni, si sommeranno ulteriori 85 milioni con una variazione di bilancio a seguire, che sono i proventi degli utili che arrivano messi a disposizione dal bilancio di Finaosta per il tramite di CVA, che li ha concretizzati. Faccio un altro esempio: in tutto questo sistema abbiamo avanzato e discuteremo una proposta di legge regionale per ridurre il costo dell'energia, una proposta che richiede una decina di milioni all'anno. Ma dove sta il problema? Noi siamo qui ad avanzare tutte queste risorse e non vogliamo, sembra, metterle a disposizione della Comunità per soddisfare delle questioni che da tutti i cittadini sono sentite. Cioè ma come si fa a far sì che in Valle d'Aosta si paghi il costo dell'energia elettrica alla pari come si paga nel resto d'Italia, quando siamo dei grossi produttori di energia rinnovabile e i nostri bilanci sono sostenuti da questa produzione? È una battaglia che è stata rivendicata da sempre nel corso della storia della Valle d'Aosta e in questa fase l'autonomismo se n'è dimenticato, si è dimenticato di questa battaglia, di mettere i Valdostani nella condizione di poter partecipare alla transizione energetica, perché è solo con un'energia elettrica a livello competitivo di prezzo che si può immaginare una conversione di vettore dai combustibili fossili all'elettrico, diversamente saremo qui sempre a continuare a fare delle belle parole, fiumi di parole, ma i problemi nella loro concretezza non li riusciremo ad affrontare.
Così come abbiamo parlato di sostegni ai giovani per il mondo dello sport, cioè sono tutte iniziative che sono meritevoli di grande attenzione, ma sembra, perché sono state avanzate dall'opposizione, che non possano nemmeno essere prese in considerazione: è questa la percezione che noi abbiamo sotto il profilo politico. Piuttosto ve le avremmo suggerite se quella fosse stata la strada per riuscire a fare perseguire un obiettivo a vantaggio della nostra Comunità, ma noi riteniamo che non debba essere così interpretata la politica. Non si può, ogni volta che si presenta un'iniziativa, continuare a dire: "è condivisibile, però o la ritirate o ci asteniamo, perché ci stiamo già lavorando, stiamo valutando, stiamo facendo". Questo è il momento del rendiconto, è il momento in cui si fa l'analisi della situazione. Se vogliamo stare sul piano generale, per noi la situazione è preoccupante, come dicevo prima, perché, quando si hanno le risorse e non si riescono a ottenere risultati, è molto peggio di quando non le si hanno e si ha difficoltà ad affrontare la vita di tutti i giorni. Noi ci troviamo invece in una condizione opposta: nel momento in cui abbiamo le risorse, non riusciamo a dare rilancio all'economia, ma cosa succederebbe se ci fosse un calo di risorse? Dobbiamo anche interrogarci su questo.
A nostro avviso, quindi, non siamo in grado di sfruttare una situazione di positività che c'è in questo momento per metterla a beneficio e creare valore per i prossimi anni.
In sostanza, quindi, quello che noi critichiamo è che i grandi temi, l'accessibilità, che sono le precondizioni allo sviluppo, non sono affrontati con un'ottica lungimirante, un'ottica che traguarda al futuro. Noi cioè nel 2026 avremo rimesso a disposizione della Comunità, dopo tre-quattro anni di lavoro, una ferrovia che impiegherà gli stessi tempi per andare a Torino, quindi non risolverà assolutamente niente rispetto alla questione dello sviluppo del nostro territorio.
Queste sono le nostre preoccupazioni. Bisogna sapere guardare oltre, così come hanno guardato oltre coloro che negli anni Sessanta hanno prima pensato, poi progettato e poi realizzato i due grandi Trafori alpini e poi, a seguire le autostrade che hanno dato uno sviluppo alla Comunità, che è quello che noi siamo oggi. Se però così non fosse stato, oggi la Valle d'Aosta sarebbe molto diversa rispetto a quella che stiamo vivendo. Pertanto riteniamo che anche oggi bisogna guardare al futuro, ma con la stessa lungimiranza, in quest'assestamento noi non vediamo un'allocazione di risorse che sia funzionale a quest'obiettivo. È un insieme di risorse che vengono messe su dei beni, su cui è giusto che si intervenga, come dicevamo, però nei fatti non creeranno del grosso valore aggiunto alla nostra economia, un valore aggiunto minimale. La Valle d'Aosta può sognare molto di più, potrebbe avere, a nostro avviso, con un approccio diverso, delle prospettive di sviluppo più significative, perché oggi stiamo ancora in piedi grazie all'economia turistica. Attenzione, però: le economie mono-specializzate pongono sempre dei problemi a tendere, deve esserci un territorio perché è solo attraverso l'industria che si introduce l'innovazione, diversamente si arretra a livello economico. Pertanto, sotto questo profilo, nonostante tutte le difficoltà, che comprendiamo, il problema dell'abbandono della montagna, il problema della diminuzione della popolazione e dell'invecchiamento, riteniamo che non ci sia quell'approccio a livello strutturale di cui noi oggi avremmo bisogno.
Al di là poi del nostro comportamento di valutazione dei singoli articoli dell'assestamento, il nostro giudizio non può essere un giudizio positivo sul rendiconto, perché è proprio la visione che viene meno, la visione che non riusciamo a leggere, che condiziona il nostro criterio di valutazione. Non ci fermiamo a fare una valutazione sui singoli numeri perché riteniamo che sarebbe fuorviante rispetto all'obiettivo generale, la nostra è una critica costruttiva sotto il profilo politico, perché riteniamo che sia questo il problema numero 1 che la Valle d'Aosta deve affrontare, problema che non è affrontato, a nostro avviso, a dovere.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - I colleghi che sono intervenuti prima di me hanno già evidenziato aspetti significativi del disegno di legge n. 195, la seconda variazione di bilancio, il cosiddetto "assestamento", che è tallonato da un altro disegno di legge legato alle finanze regionali, la terza variazione di bilancio. Quasi un "paradosso di fine legislatura", come ha giustamente titolato qualche giornale. Non abbiamo neppure ancora approvato il primo provvedimento che già arriva a rinforzo l'altro, una vera "bulimia legislativa", altra efficace espressione che è stata utilizzata. Di bulimia possiamo parlare, perché lo dimostra anche il profluvio di disegni di legge che sono stati scaricati ancora negli ultimi giorni. 277 milioni di euro, più altri 85 che saranno oggetto del provvedimento che arriverà nel prossimo Consiglio, per un totale di 362 milioni. Un tesoretto stanziato a meno di un mese dalla fine della legislatura, segno inequivocabile - è già stato detto da varie persone che mi hanno preceduta - di mancanza di programmazione, di lungimiranza e di visione di insieme. Lo confermano, da una parte, vari finanziamenti che riguardano interventi anche attesi da tempo, richieste che risultano datate e, dall'altra, stanziamenti invece per richieste spuntate un po' all'ultimo minuto, di cui in certi casi non siamo riusciti a capire la ratio e l'urgenza. "A pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si indovina" diceva una vecchia volpe della politica come Giulio Andreotti. Infatti non può non sorgere un piccolo dubbio, il dubbio che questa pioggia di milioni, che arriva a un mese e mezzo dall'ufficializzazione dell'inizio della campagna elettorale, si possa in parte anche ricondurre proprio a questa campagna. Magari compio un peccato a pensarci, ma credo che si tratti in quell'eventualità di un peccato veniale, per cui non sarebbe difficile ricevere un'assoluzione.
Ciò detto, sono consapevole che alcuni degli stanziamenti previsti dal disegno di legge siano importanti e necessari in certi casi e in certi Comuni attesi da molti anni. Penso, per esempio, all'articolo 67, che prevede finalmente i lavori di messa a norma dell'auditorium della biblioteca di Châtillon, un intervento che era stato definito anche non di interesse regionale, tempo fa. Penso a interventi che talvolta sono stati sollecitati anche dalla sottoscritta e mi riferisco, per fare un solo esempio, all'articolo 52, che prevede opere per la messa in sicurezza dei ponti tristemente noti per l'alto numero di suicidi oppure allo stesso articolo 67 che ho testé citato o ancora, al comma 3, lettera d), dell'articolo 38, che prevede un intervento significativo al lago di Lod in comune di Chamois.
Per quanto riguarda l'articolo 11, il finanziamento al mio Comune di residenza per il recupero degli edifici di Boure de Gris. Ricordo che era una richiesta di tanti, tanti anni fa, poi dimenticata, e che ora ritorna. L'auspicio è che la futura Amministrazione utilizzi quella somma di denaro nella maniera più opportuna e per una reale valorizzazione di quel patrimonio che i due edifici rappresentano. Ci sono anche articoli che prevedono risorse per interventi che noi non possiamo assolutamente condividere, come la strada intervalliva del Col Ranzola, che definisco strada, ma forse utilizzo un termine che non è corretto visto che non sapete neppure bene voi che cosa sia. Nei vari documenti è citata di volta in volta come strada, pista, collegamento intervallivo ciclopedonale, forse anche qualche cos'altro, una via di fuga in caso di emergenza in una zona che, almeno da un versante, è sotto valanga e ha un'altitudine di oltre 2.000 metri. Per un totale di 3 milioni e mezzo nell'assestamento, che diventeranno però di più, 5,2, forse anche di più, non lo so, con la variazione già pronta, una cifra molto alta, su cui pesa un'incertezza progettuale che dà da pensare e probabilmente anche quella cifra lieviterà ancora. Un conto è ipotizzare degli interventi a favore degli alpeggi della zona, condivisibili con le opportune accortezze, un altro è pensare a dei collegamenti stradali intervallivi, che riteniamo del tutto inopportuni.
Altro articolo su cui poche e tardive sono le informazioni circa la pianificazione è l'articolo 36, quello sugli impianti a fune, un articolo importante e di peso, che stanzia 50 milioni di euro. Sulle richieste delle società e sulla discussione in Commissione sulle possibili priorità, più volte sollecitata e richiesta anche con atti votati dal Consiglio all'unanimità, non abbiamo saputo praticamente quasi nulla fino alla fine del percorso della legislatura e non mi sembra certo una cosa molto corretta, anche perché la cifra è considerevole, è quasi il 20% dell'intero assestamento, a cui, come dicevo, vanno aggiunti altri 70 milioni della terza variazione di bilancio in itinere per la nuova funivia Breuil-Cervinia-Plateau Rosà e meriterebbe quanto meno una più ampia trattazione nelle Commissioni consiliari, Commissioni che sicuramente da questo punto di vista sono ritenute assolutamente marginali.
Faccio un'altra osservazione, un esempio, sulla base del documento che è stato inviato dall'Assessorato alle Commissioni, con le richieste delle società, che riguarda la seggiovia Ciarcerio-Belvedere, nel Comprensorio del Monterosa, per cui si conferma di voler sostituire l'impianto attuale con gli stessi attestamenti, una cosa che a noi pare senza senso, a fronte della necessità di intervenire.
Proseguendo nell'analisi, ci sono degli articoli per degli stanziamenti, dei finanziamenti, che denotano incertezza e confusione nella pianificazione a lungo termine, che è invece essenziale per mettere in campo risorse economiche che sono destinate al futuro. Mi riferisco, per fare un solo esempio, all'articolo 9, di cui è già stato detto questa mattina in aula, l'articolo che prevede a Pont-Saint-Martin una scuola secondaria sia di primo che di secondo grado di tipo sportivo ma non meglio definita, di cui l'attuale Collegio docenti e il Consiglio d'istituto della secondaria inferiore non sanno assolutamente nulla, tanto che insegnanti e genitori interpellati sono letteralmente caduti dalle nuvole. Si pensa di fare una scuola a indirizzo sportivo, con un percorso che inizia fin dalla prima media e poi con continuità nella scuola superiore, senza che ci sia stata una riflessione approfondita sulla questione globale dell'offerta educativa della Regione. È un tema che richiederebbe quanto meno una valutazione dell'attuale assetto della secondaria di secondo grado, che, come sappiamo, è frutto della scelta dei due poli scolastici: quello di Verrès e quello di Aosta, scelta che non è scevra da difficoltà, da criticità, lo abbiamo detto più volte, se però si deve cambiare, si deve fare un ragionamento, che non può arrivare adesso.
Rilevo anche una certa schizofrenia legislativa visto che, da un lato, l'articolo 9 prevede una nuova scuola superiore a Pont-Saint-Martin, su cui, come dicevo, si possono aprire riflessioni, ma ragionate, mentre, dall'altro lato, l'articolo 27 prevede un incremento degli oneri per la realizzazione dello studentato a Verrès, che è una necessità o perlomeno l'abbiamo ritenuta tale per molto tempo. È quindi assolutamente necessario fare ragionamenti complessivi a questo punto e decidere che cosa si vuole fare della scuola valdostana, ma non è, a mio avviso, una cosa che possiamo fare a fine legislatura, l'ultimo mese dell'ultimo anno di legislatura, senza un minimo di dibattito, che non si può certo imbastire qui e ora. Su questo articolo abbiamo depositato uno specifico ordine del giorno.
Faccio ancora alcune osservazioni, anche se ci sarebbe bisogno di entrare maggiormente nel dettaglio per un'analisi esaustiva del testo nel suo complesso. Faccio queste osservazioni a proposito di alcuni articoli i cui argomenti avrebbero meritato più attenzione nel corso della legislatura. All'articolo 22 sono previsti 100.000 euro per contributi finalizzati all'eliminazione o il superamento delle barriere architettoniche o sensopercettive di edifici e luoghi privati aperti al pubblico. 100.000 euro a fronte di un assestamento di 277 milioni di euro: una cifra minima, secondo me, vista la situazione generale e la difficoltà di accessibilità che segnalano spesso le persone e le associazioni che rappresentano le persone con disabilità. Sono presenti queste criticità sull'intero territorio regionale. È indispensabile, lo abbiamo detto tante volte, redigere, con la collaborazione dei Comuni e di tutti gli Enti pubblici, un elenco ragionato delle barriere esistenti, dei vari luoghi, dei vari edifici, sia pubblici che privati, aperti al pubblico e fare una pianificazione annuale o quinquennale degli interventi da finanziare. Per fare questo, è indispensabile che ci sia anche la collaborazione delle associazioni di categoria, perché non possiamo continuare ad avere dei luoghi inaccessibili sul territorio se vogliamo aspirare a essere una Regione realmente inclusiva. Va detto che qualche passo è stato fatto in avanti per quello che riguarda, per esempio, il turismo e lo sport, mi riferisco per esempio alla recente comunicazione dell'avvenuta convenzione che è stata siglata per la Disability Card, tema su cui da parte nostra abbiamo fatto nel tempo molte sollecitazioni che siamo contenti siano state raccolte dal Governo, a partire dall'Assessorato dei trasporti, che ha fatto i primi passaggi e poi via via gli altri. Sulla questione dell'inaccessibilità dei luoghi per le persone con disabilità abbiamo depositato un altro ordine del giorno.
All'articolo 29 sono previsti 80.000 euro per il restauro di un ulteriore tratto delle mura romane di Aosta. Come abbiamo detto in corso di legislatura presentando delle iniziative, si continua a fare degli interventi a spizzichi e a bocconi quando sarebbe necessario, secondo noi, un progetto generale e articolato di restauro integrale e di valorizzazione dell'intera cinta muraria, che costituisce un unicum in una città come la nostra, che è piccola, una città moderna, ma che conserva un patrimonio di inestimabile valore e questa cinta deve essere resa percorribile e visitabile nella sua interezza, anche nei tratti che oggi sono all'interno di proprietà private. Si tratta di un intervento sicuramente molto oneroso, molto corposo, lungo, ma che è estremamente importante per Aosta e richiederebbe ben altre risorse, ma soprattutto una programmazione di interventi decennale, ragionata e comunque, per lo sviluppo turistico della città e della Regione, ritenuta prioritaria. Anche su questo tema abbiamo un ordine del giorno.
Vado all'articolo 47, che prevede lo stanziamento di 1 milione e mezzo per l'acquisto di una sede per il trasferimento all'Ente gestore del Parco naturale del Mont Avic, su cui non abbiamo avuto informazioni più precise circa l'edificio che si intende comprare, ma, al di là di questo, quello che mi preme sottolineare è che, anche a fronte di un nuovo investimento che può dare un input alla valorizzazione del parco, non viene preso in considerazione un ulteriore allargamento del parco stesso, tema che necessiterebbe di reale attenzione visti e considerati i dati sui visitatori, l'importanza dei progetti di ricerca che sono stati avviati e che sono in itinere, che hanno dato già dei risultati, visti i riscontri positivi in termini di sviluppo del territorio circostante di cui abbiamo notizie, anche perché i Comuni del comprensorio si appoggiano anche per certe attività di promozione al Parco del Mont Avic, e visto soprattutto l'interesse che era stato manifestato da Comuni della zona e da privati attraverso la costituzione di un apposito comitato, che sta continuando la sua attività. Si tratta di una sollecitazione che abbiamo già fatto in passato e che riprendiamo ora in un ordine del giorno.
L'articolo 23 stanzia 2 milioni di euro a favore degli Enti locali per interventi su opere destinate all'assistenza di persone anziane e con disabilità. È certamente importante prevedere degli acquisti, delle forniture di arredi e attrezzature, nonché risorse per progettazioni, ampliamenti e costruzioni di strutture dedicate, ma c'è una priorità che, a mio avviso, è ancora più importante e cioè quella di dedicare anche delle risorse e degli interventi normativi all'attrattività del personale, attrattività che sappiamo essere carente e in tanti casi insufficiente, così da impedire il pieno funzionamento delle strutture gestite dagli Enti locali.
Mi si dirà che nella maggioranza dei casi la gestione non compete alla Regione, ma alle Unités, cosa che sappiamo bene, ne abbiamo parlato tante volte, però la Regione potrebbe mettere in campo delle misure, potrebbe prevedere degli interventi finanziari anche una tantum e anche di piccola intensità per quello che riguarda il totale delle risorse regionali, ma che possano rendere più attrattivo il lavorare sul territorio. L'ho già detto in altre occasioni relativamente ai lavoratori nell'ambito del turismo, ma è un problema che riguarda anche le OSS: sarebbe necessario avere anche piccoli bonus dedicati ai trasporti o alle spese di alloggio per chi proviene da fuori Valle, perché abbiamo molto spesso, anche per quello che riguarda l'assistenza, il problema di persone che arrivano dal vicino Piemonte e che prestano servizio nelle nostre strutture.
Ci sarebbe molto altro da dire, alcuni argomenti poi sono già stati toccati dai colleghi e non li riprendo.
Nel complesso questo disegno di legge arriva agli sgoccioli della legislatura e soprattutto è una distribuzione di risorse "in zona Cesarini" che la Giunta ha deciso di assegnare senza talvolta grandi chiarimenti, anche se sono stati richiesti, e senza condivisione con la minoranza, ma questo è normale e quindi, ovviamente, è difficile condividere un disegno di legge di questo tipo, anche poi per le cose che ci stanno all'interno. Dicevo, non c'è stata condivisione con la minoranza. Mi chiedo però anche quanta condivisione ci sia stata all'interno della maggioranza.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Distort, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Inizio con Marchionne. Voi dite: cosa c'entra Marchionne? Amministratore delegato e poi Presidente del gruppo Fiat, aveva tre lauree: una in giurisprudenza, una in ingegneria e una in filosofia. Quando è stato intervistato dal "Time", gli è stato chiesto quale delle tre lauree è risultata più utile per il suo ruolo manageriale di un gruppo così gigantesco e lui ha detto quella in filosofia perché la filosofia apre la mente e ti permette di fare delle riflessioni che vanno al di là degli elementi puntuali. È proprio una riflessione generale, una riflessione complessiva, una visione complessiva sulle cose, perché la filosofia risponde alla domanda sul significato della realtà, non sui singoli meccanismi.
Io con questo spirito quindi voglio semplicemente fare una riflessione generale su questo provvedimento legislativo e quindi sul significato dello stesso. La riflessione è sotto questo punto di vista: arrivare a metà luglio con un piano di investimenti che prevede l'impiego di un avanzo di circa 300 milioni, perché voglio definirlo di circa 300 milioni, perché 277 mi sa un po' come quando al supermercato si mette un'offerta a 1,99, neanche 2,00, è 1,99, no, praticamente è 2,00. Diciamo quindi circa 300 milioni di euro sul bilancio, redatto quando? Redatto alla fine dell'anno scorso e passato in Consiglio regionale a dicembre scorso, quindi circa otto mesi fa. Votato otto mesi fa e oggi abbiamo ancora 300 milioni da spendere. Questa situazione allora ci fa pensare a una serie... almeno due riflessioni principali. Io, ripeto, non ho competenze in economia, in finanza, in management pubblico, quindi non vado ad addentrarmi nel ginepraio dei vari articoli, ma rimango su questa riflessione generale, forte del fatto che uno come Marchionne, appunto, ci diceva che fondamentale era la laurea in filosofia, la visione filosofica. Se dopo quasi due terzi dell'anno, dopo quasi due terzi dell'anno, non si sono ancora effettuati investimenti per quasi 300 milioni sul territorio, alla luce di un bilancio votato otto mesi fa, significa ? e non lo dice Distort, lo dice la logica ? che non si è in grado di spendere i soldi di cui il nostro territorio ha bisogno. Vedete, per ossequio uso una forma impersonale: si è in grado, in realtà dovrei dire: non siete stati in grado di spendere questi soldi. Questa è una prima lettura, una prima ipotesi. La seconda ipotesi potrebbe essere molto interessante: che la somma complessiva di stanziamento per il bilancio era eccessiva rispetto alle reali esigenze della nostra Regione. La prima ipotesi è quindi che impegnare a dicembre una somma complessiva di 1 miliardo e 897 milioni per l'anno 2025 è stato per il Governo regionale l'equivalente di aver fatto un passo più lungo della gamba. Va dato e lo faccio, prendo atto del fatto che è difficile rispondere alle esigenze di un territorio con risorse scarse, ma è altrettanto difficile rispondere alle esigenze del territorio con risorse eccessivamente abbondanti. Di questo va dato atto, viene riconosciuto, ma il fatto che sia difficile non giustifica l'incapacità di un Governo a spendere, perché non è che a un certo punto noi abbiamo fatto una sorta di riflessione: facciamo una cosa, uno, due, tre, quattro, cinque, voi fate la Giunta e arrangiatevi. L'avete scelto voi. Se quindi l'avete scelto voi, avete costruito questo progetto, dovreste anche essere in grado di gestirlo fino in fondo. Non è che il fatto che sia difficile, che è riconosciuto difficile, sia una giustificazione, ma ovviamente emerge una riflessione logica: se si arriva a questo punto a dover ancora spendere 300 milioni di euro, vuol dire che c'è un'incapacità ad allocare sul territorio le somme. Teniamo conto poi che mi risulta che nella somma complessiva di bilancio circa l'85%, 90%, mettiamo 85%, purtroppo corrisponde a spesa corrente, mentre il 15%, ditemi se sbaglio ? ho avuto una volta una ripetizione privata da una persona che conosce meglio di me la materia, il collega Aggravi ?, viene impegnato per investimenti. Giusto? Il 15% di 1 miliardo e 897 milioni è 285 milioni. A questo punto vuol dire che quasi la complessità della somma che, naturalmente, fisiologicamente, nel bilancio viene utilizzata per investimento è ancora tutta da spendere. Arrivare allora dopo otto mesi a dover decidere come spendere l'intera somma di investimenti, se non è incapacità di amministrare la spesa pubblica, sinceramente ditemi voi che cos'è! Questa è la prima ipotesi interpretativa di questa manovra di fine legislatura.
La seconda potrebbe essere un orizzonte estremamente interessante. La seconda è che se la somma complessiva che spetta alla Regione Valle d'Aosta, che è stata approvata a dicembre, è troppa... perché, se si arriva dopo otto mesi a dover ancora spendere 300 milioni, probabilmente è troppa la disponibilità in sede di bilancio. Siccome però questa somma che viene destinata a bilancio complessivo della Regione proviene dai 10 decimi delle tasse - e, tra l'altro, 10 decimi delle tasse riscosse sul nostro territorio -, allora avrebbe senso pensare una manovra legislativa che riduca la pressione fiscale nel territorio valdostano. Sto facendo della fantapolitica, della fantafinanza? Sto facendo semplicemente delle riflessioni, su cui mi sembra opportuno che qualcuno ragioni. Ridurre la pressione fiscale nel nostro territorio potrebbe però essere una sorta di flat tax regionale, o zona franca rivisitata, che permetta alle imprese con sede in Valle d'Aosta di pagare meno tasse. Questa sì che sarebbe una notizia clamorosa, sensazionale. Pensate all'articolo: "varata una legge regionale che diminuisce le tasse per le attività con sede in Valle d'Aosta". Diventereste campioni dell'amministrazione e, tra l'altro, vi togliereste il peso di come spendere i soldi, una quantità così importante di soldi dopo otto mesi da averli impiegati.
Quale delle due ipotesi allora è vera? Perché non ne vedo tante. Avrei piacere che lo diceste non tanto a me, sinceramente, ma che lo diceste ai Valdostani, lo diceste alle imprese, alle attività che operano in Valle d'Aosta: per quale motivo arrivate dopo otto mesi a ipotizzare come spendere i soldi di dicembre scorso?
In realtà, vi dico... una delle due, in realtà tertium non datur, invece è data la terza ipotesi. È un'ipotesi maliziosa, l'ha anticipata anche la collega Minelli, richiamando una nota frase di Andreotti, che pensare male non è assolutamente bello, tuttavia ci si azzecca. La terza ipotesi allora... lo dico per beneficio di inventario visto che ho promesso una riflessione filosofica, non ho promesso un intervento del consigliere di opposizione Distort. Voglio condividere con voi una riflessione generale che mi sembra basata su criteri generali. La terza ipotesi è quella delle regalie preelettorali, perché, se questa manovra fosse approdata in Consiglio un mese fa, due mesi fa o, meglio ancora, tre mesi fa, questa ipotesi si sarebbe estremamente rarefatta, si sarebbe allontanata. Probabilmente a nessuno, se non a malpensanti, sarebbe venuto in mente questo pensiero, perché ci mancherebbe! Portate pazienza però a oggi è lecito chiederselo. Io dico che, con tutto il rispetto per le persone, però, portate pazienza, siete voi che vi tirate addosso il sospetto, perché arrivare con quasi 300 milioni di euro alla penultima seduta di Consiglio prima delle elezioni sinceramente qualche dubbio lo fa venire. Lo fa venire, tra l'altro, ve lo dico, anche a me che sono - ormai mi conoscete - notoriamente sotto certi punti di vista un ingenuo che tende a vedere sempre tutto in termini positivi, motivo per cui anche nell'ambito del mio movimento mi si dice: "Luca, tu non sei abbastanza aggressivo". Io sono quello che sono, però in questo caso io rilevo una situazione che è abbastanza lampante.
Già sono usciti degli articoli sul giornale, penso che automaticamente escano e spero, perché io credo sempre nella missione di tutti, in particolare dei giornalisti che vedo nelle nostre tribune e che saluto... che ci sia la capacità di dare peso alla verità e non a seguire la tentazione lucignolesca di dover assecondare e sviolinare l'attività della maggioranza, che quindi ci sia il dovuto peso anche proprio a questi elementi di riflessione, che, tra l'altro, sono la riflessione che si pone sia il laureato che colui che ha una licenza elementare, ma semplicemente perché sono delle riflessioni logiche, che occupano la mente umana.
Poteva allora in un mio intervento, che forse potrebbe essere uno degli ultimi nella mia storia del Consiglio regionale, mancare un rimando al Vangelo? Assolutamente no. Vi ricordate la parabola dei talenti? Questo Signore che affida ai suoi amministratori dei talenti, dei soldi, delle somme. Non so voi, ma io ho sempre ritenuto una sorta di ingiustizia, una durezza eccessiva nei confronti di questo pover'uomo che si è beccato una certa somma, lui religiosamente l'ha messa da parte, l'ha custodita e l'ha restituita integralmente, così com'è stata data, invece il Vangelo è molto duro su questo nei confronti di questa persona che non ha saputo far rendere questa somma, 2000 anni fa una visione già imprenditoriale che prevedeva l'investimento. Questo definito cattivo amministratore non ha rubato, non ha frodato e si direbbe che abbia custodito rigorosamente la somma a lui affidata, ma le attese sono diverse: la somma è stata affidata perché si potesse generare una crescita, una crescita e questo non è avvenuto, qualcosa non ha funzionato. Appunto, tornando alla manovra finanziaria di oggi, si potrebbe dire che qualcosa non ha funzionato e voi non siete riusciti a farlo funzionare.
Presidente - Consigliere Baccega, a lei la parola.
Baccega (FI) - Il mio intervento, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti di ieri, a seguito della riunione dei Capigruppo dove noi non eravamo presenti, mi lascia piuttosto preoccupato, perché evidentemente alla fine di questa legislatura rimarranno indietro tutta una serie di provvedimenti, una serie di provvedimenti importanti per noi, anche significativi, sui quali abbiamo lavorato non poco negli ultimi cinque anni. Un Consigliere mi ha detto: "Non bisogna fare della polemica in Consiglio regionale, ma la possiamo fare fuori". Vabbè, io prendo atto e cerco di essere corretto in questa direzione. Tra le tante cose che in qualche modo mi hanno dato delle suggestioni vi sono alcune risposte che sono arrivate dall'assessore Sapinet. Lei mi scrive che, a seguito di un 116 nel quale io chiedo la sua relazione scritta, quindi letta e scritta nella conferenza stampa di presentazione delle politiche abitative in Valle d'Aosta, non può essere considerato documento amministrativo, ma io non le ho chiesto il documento amministrativo: io le ho chiesto quello che lei ha letto in quella conferenza stampa, perché o le cose in conferenza stampa le dite corrette e devono essere corrette, oppure non va bene. Poi lei mi dice: "Per una proficua collaborazione istituzionale, sarà comunque mia cura fornirle nei prossimi giorni una copia della bozza contenente i dati". Io voglio l'intervento, non la bozza dei dati, perché i dati li abbiamo chiesti attraverso il 116; perché? Perché è preoccupante.
Io non parlerò in questo mio intervento di visione, di visione futura, non si può parlare di visione al termine di una legislatura. Mancano quasi 80 giorni al voto e quindi diventa davvero complicato dire qual è la visione. La visione è che c'è un quarto del bilancio regionale che ritorna in gioco, sono 362 milioni, mi pare, tra le due variazioni di bilancio che ci apprestiamo ad approfondire, quindi ci sono delle preoccupazioni perché - e lo hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto - succede che questo avanzo di amministrazione in continua crescita è un percorso che in qualche modo vi ha abbastanza abituati. Distribuiamo risorse correttamente, la vostra scelta mi sembra che sia legittima, in modo direi scientifico, per voi scientifico, per voi della maggioranza, ed è bello che sia così, perché i Comuni riceveranno una bella sostanza di energia dal punto di vista economico. Chissà se riusciranno a spendere questi soldi. Perché che cos'è che non funziona, che cos'è che non fa spendere le risorse che sono a disposizione? L'organizzazione. L'organizzazione deve avere una strategia diversa rispetto a quella che attualmente c'è in quest'Amministrazione. È chiaro che è inevitabile alla fine di questa legislatura tracciare un quadro politico a conclusione di questa direi travagliata legislatura. Francamente per noi si conclude lasciando un po' di amaro in bocca, perché nel percorso di quattro-cinque anni abbiamo detto delle cose, abbiamo proposto delle cose, abbiamo dato spazio in modo importante. Spesso ci avete detto: "No, non ci interessa, ci stiamo lavorando". Poi dopo otto mesi qualche cosa arriva. Io saluto con piacere il fatto che ci siano quattro milioni per la ristrutturazione degli alloggi dell'edilizia residenziale pubblica, una battaglia che ho fatto più volte. A dicembre ci avete detto: "No, non ci interessa". Avete detto così. La mozione l'avete bocciata e ci avete detto: "Valuteremo", ma la mozione chiedeva proprio di valutare in avanzo di amministrazione se c'erano le risorse e le avete messe. Io quindi ne do atto e siamo contenti che si sia andati nella direzione.
Dicevo, quindi una legislatura iniziata all'insegna della convergenza politica tra le forze autonomiste, le forze di Sinistra e anche quelle ancora più a Sinistra: parlo del PD, del PCP. La collega Minelli viene nominata assessore nell'ottobre 2020, prosegue il suo percorso secondo i suoi orientamenti, tra baruffe e punzecchiature, e questa maggioranza viene a chiudersi il 14 maggio 2021, quando proprio la collega Minelli e il PCP lasciano Giunta e maggioranza.
Altra data significativa di questo percorso di quattro anni e mezzo, percorso politico, è quella del 2 marzo 2023. Dopo un periodo di stallo e di polemiche tutte interne all'Union Valdôtaine, il movimento decide di sostituire il suo presidente, presidente Lavevaz, con il presidente Testolin e, quindi, si costituisce una nuova Giunta regionale che vede l'ingresso in maggioranza di Pour l'Autonomie. Direi una sorta di arrocco che aveva determinato in quei mesi uno stallo politico serio. Quando c'è uno stallo politico, inevitabilmente si incrementano le risorse che vanno in avanzo, perché non si spendono i soldi. La Réunion autonomista quindi, la nascita di altre forze politiche centriste che in qualche modo fanno tremare la maggioranza e che infastidisce il Partito Democratico, che chiede immediatamente una verifica di maggioranza: questi sono temi politici che in qualche modo sono stati vissuti in modo chiaro e inequivocabile.
Chiudo quindi questo piccolo percorso con la vicenda del tema cruciale che ci ha visti dibattere a lungo, ovvero il tema che si doveva fortemente affrontare: quello della stabilità di governo, attraverso una legge elettorale che arrivasse in quella direzione a darci la stabilità di governo, che, ahimè, non abbiamo.
Abbiamo quindi davanti a noi 28 atti che non potremo discutere tutti e diciamo che in questo caos di fine legislatura siamo davvero fortemente in difficoltà.
Adesso entro nel vivo della variazione di bilancio. È difficile dire: non dovevate dare risorse a quel Comune piuttosto che a quell'altro, non dovevate dare le risorse per costruire un'opera piuttosto che l'altra. Tutto quello che fate per la scuola per noi è legittimo e va bene. Ci sono ovviamente degli investimenti che chiedono risorse che si fanno fatica a spendere. Io ho visto alcuni finanziamenti che sono stati dati e per questo presenteremo degli ordini del giorno. Uno di questi è il tracciato del percorso naturalistico Champdepraz/Mont Avic, che è stato denunciato dall'Associazione Valdostana Paraplegici e dalla DISVAL, percorso per disabili in carrozzina. Non andava bene, lì bisognava intervenire e dire al Comune, che è titolare degli interventi, di lavorare in un certo modo, ma lo faremo nel nostro ordine del giorno.
Amarezza e delusione rispetto all'articolo 51, dove si sostengono le rotatorie e si dimentica ancora il tanto richiamato percorso della Statale 26, che all'uscita dall'autostrada tra Quart... arriva alle porte di Aosta, dove ormai sono improrogabili gli interventi, soprattutto perché, come dicevo e come ho detto e abbiamo detto negli anni, ci sono nuovi insediamenti commerciali, ci saranno nuove operatività, ci sarà la Protezione civile, come avete annunciato. È quindi quanto mai fondamentale arrivare con quella proposta, che era quella di avere uno spartitraffico, almeno le due rotonde: quella dell'aeroporto e quella di regione Amérique. Avevamo chiesto di vedere il progetto in Commissione, progetto che, come ci hanno detto a Roma - e lei lo ha confermato, Assessore -, è arrivato, ma in Commissione il progetto non è arrivato. Ci aspettavamo quindi qualcosa di più concreto.
Come ho detto, ci fa piacere vedere il finanziamento degli alloggi per interventi all'interno degli alloggi di ristrutturazione. Ribadisco che ci sono ancora 550 nuclei familiari in attesa di alloggio e comunque sono ancora quattro i Comuni che vivono una forte tensione abitativa, comunque ci fa piacere che ci avete ascoltati. Una considerazione sul contributo per l'esecuzione di lavori di pavimentazione della rete viaria di Aosta, articolo 21, comma a) del provvedimento. Quante strade cittadine si pensa di realizzare con 2.250.000 euro? Quanti metri quadrati? Abbiamo chiesto in Commissione il report degli interventi e abbiamo valutato che, per la fresatura e la posa degli asfalti, c'è un'ovvia carenza di programmazione, che non riguarda voi ma riguarda ovviamente la città di Aosta. Io credo che i cittadini della città capoluogo di regione non vedranno una serie di interventi di asfalto così significativi come merita la città, quindi potremo vedere ancora nei prossimi anni ulteriori tacconi come abbiamo visto in questi due o tre anni. Si mettano quindi l'animo in pace i cittadini del capoluogo, la povera città di Aosta piombata al ventiduesimo posto per gradimento e vivibilità, con il suo Sindaco, che si trova al novantesimo posto del gradimento dei cittadini, ma forse non è tutta colpa sua, forse è colpa di una coalizione che lo sostiene, che certamente è corresponsabile delle scelte.
Parliamo anche dell'articolo 22: "Disposizioni in materia di interventi e servizi a favore delle persone con disabilità". Una priorità iscritta all'articolo 22 è proprio il garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visibilità degli edifici pubblici e privati nei luoghi aperti al pubblico. Come appunto ho detto poco fa, il percorso naturalistico in località Chevrère a Champdepraz, bisogna che, quando diamo le risorse ai Comuni, andiamo a riscontrare se i lavori vengono effettuati. L'Associazione Paraplegici e la DISVAL non meritano questo trattamento, ne parleremo in occasione dell'ordine del giorno.
Avremmo gradito - e questa è una riflessione che faccio - un'attenta riflessione sulla realizzazione e completamento della salle de gymnastique, un intervento che si aggira fra gli 1,8 milioni e i 2 milioni di euro, un importante intervento di ristrutturazione, di riqualificazione energetica e di consolidamento. Con grande entusiasmo i componenti delle associazioni hanno lanciato una raccolta fondi e comunque i fondi raccolti non bastano a completare l'opera. Sarebbe stata una buona ed efficace azione di verifica di quante risorse sarebbero state necessarie visto l'appello che era arrivato dalle associazioni per finanziare il completamento dell'opera.
Concludo con una riflessione sul Capo VIII "Interventi in ambito sanitario", ulteriori 5 milioni per investimenti in sanità. Bene, in Commissione abbiamo chiesto il piano degli interventi previsti con quelle risorse, francamente non crediamo sia una priorità investire 2 milioni per i lavori di adeguamento, investire questi 2 milioni dell'avanzo per stanziare i lavori di adeguamento dell'edificio ex ARER, anche perché non so se è diventato di proprietà dell'USL, ma mi pare che sia ancora di proprietà della Regione o comunque dell'ARER, comunque soprattutto trattandosi appunto di un edificio che pare non sia di proprietà, queste risorse potevano essere spese meglio, per esempio, nell'intervento di ristrutturazione e completamento degli interventi sulla salle de gymnastique.
In questo momento la sanità valdostana è impegnata in molti concorsi. Bene. È impegnata a fine legislatura in una strategica proposta di manutenzione dell'atto aziendale con limitate modifiche e, come si sa bene, chi arriverà si troverà un atto aziendale ancora magari da approfondire e da rivedere in alcune sue parti. Fra 80 giorni si vota e coloro che avranno gli incarichi li avranno per cinque anni.
Poi le pesature, c'è ancora un piano "pesature", poi ancora le liste d'attesa e poi tanto altro ancora. Diciamo che la direzione strategica, compresa la direzione medica di presidio ospedaliero... vuole dire che la sanità valdostana va gestita in quel modo, trattandosi di professionisti che arrivano dal vicino Piemonte.
Intanto si sta predisponendo una commissione - e qui chiedo attenzione, Assessore - una commissione per fare una valutazione TrakCare, quindi del sistema informatico ospedaliero, che finora non ha funzionato, che continua a non funzionare, che continua a non dare quelle che erano le reali aspettative di quel grande investimento che è stato fatto. Io non so cosa dirà questa commissione incaricata per approvare l'applicativo TrackCare, forse dirà cose diverse, forse dirà che va tutto bene. L'auspicio è che alla scadenza della licenza non sia rinnovata la licenza.
Io credo che su questi punti... si può parlare di psichiatria che non è potenziata, si può parlare delle strutture del Dipartimento di salute mentale sul territorio, ma siamo a fine legislatura e quindi non è che possiamo pretendere che in un mese e mezzo vengano messe in campo tutte le energie che per anni abbiamo chiesto si mettessero in campo. Io credo che questo vostro percorso non sia sano per questa nostra Regione. Ci sono un sacco di soldi, com'è stato detto da chi è intervenuto prima di me. Ci sono un sacco di risorse, giustamente le avete distribuite come meglio potevate. Ci sono un sacco di leggi scaricate che non potranno essere valutate in Commissione. Ne cito una che mi ha interessato e ho approfondito in modo particolare: parlo dell'aggiornamento della legge n. 3. Io a quella legge presenterò almeno 20 emendamenti, quindi, da questo punto di vista, se è quella la legge che dobbiamo portare avanti, ne valuteremo con attenzione i percorsi.
Presidente - La parola al consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Semplicemente per economia dei lavori, chiederei una sospensione per analizzare i numerosi ordini del giorno che sono arrivati ed eventualmente riaggiornarci nel pomeriggio.
Presidente - Sì, credo sia una proposta accettabile. Pertanto sospendiamo il Consiglio e ci aggiorniamo alle ore 15:00. Buon appetito.
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La seduta termina alle ore 12:35.
