Oggetto del Consiglio n. 4832 del 19 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4832/XVI - Interrogazione: "Valutazioni in merito all'apertura di un centro di orientamento dedicato esclusivamente ai cittadini stranieri".
Bertin (Presidente) - Punto n. 24. Risponde l'assessore Marzi, ne ha facoltà.
Marzi (SA) - Partiamo dalla risposta alla terza domanda: l'accesso ai servizi socio-sanitari e sociali è garantito a tutti i cittadini che lei richiama su tutto il territorio regionale attraverso gli ben otto punti unici di accesso attivi nelle sedi di Aosta, Morgex, Châtillon, Villeneuve, Verrès, Gignod, Donnas e Nus.
Gli sportelli dei punti unici d'accesso, o PUA, forniscono quindi gratuitamente informazioni, orientamento e, laddove necessario, avviano la presa in carico sociale in stretta connessione con i servizi territoriali.
I cittadini possono quindi rivolgersi alla sede PUA territorialmente competente attraverso più modalità: direttamente, in base alla propria residenza anagrafica, oppure contattando il numero verde 800066214, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 08:30 alle ore 16:30, oppure addirittura inviando una mail all'indirizzo info.pua@regione.vda.it.
Abbiamo affidato quindi il servizio "Voci di colori", sportello dedicato e aggiuntivo, a specifica utenza, al fine di garantire la continuità del servizio a cui lo Stato - che lei conosce, facendo parte di una forza che al momento lo governa - ha già destinato apposite risorse.
L'importo complessivo dell'affidamento ammonta a 66 mila euro per l'anno 2024 e 79 mila euro per l'anno 2026.
L'esperienza oramai consolidata nei servizi resi a tutta la popolazione presente sul territorio ha comunque evidenziato l'opportunità di un servizio specifico rivolto ai cittadini stranieri; questo, come facilmente comprensibile, in considerazione della diversità delle pratiche amministrative per i diversi percorsi migratori, quindi a quest'ufficio si rivolgono persone che arrivano da diverse parti del mondo e di conseguenza di madrelingua diversa.
La Regione - in accordo quindi con i punti unici d'accesso, appunto i PUA - e i servizi sociali territoriali hanno scelto di dare continuità allo sportello "Vivere in Valle d'Aosta", già attivo negli anni scorsi grazie a progettualità finanziate dal Ministero degli interni.
La ringraziamo per l'iniziativa che ci ha dato la possibilità di confermare nuovamente come siano presenti otto punti unici d'accesso, addirittura con tutti quanti i servizi collegati, sul territorio valdostano.
Siamo assolutamente certi che questa fosse la domanda che lei aveva posto e quindi confidiamo nella soddisfazione da parte sua.
Siamo altresì certi lei non abbia assolutamente voglia di andare a raccontare che un servizio che funziona da tempo debba, di fatto, fare dei distinguo che non esistono e che soltanto alcuni hanno provato ad accennare.
Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Grazie a lei, Assessore, perché ci dà la possibilità di dire ai cittadini valdostani che ci ascoltano da casa o che se non ci ascoltano potranno vedere questa registrazione nella quale lei ci ha detto che utilizzerà 150 mila euro di soldi pubblici per dare un servizio (cioè l'inserimento lavorativo, la tutela della salute e la ricerca di una casa) esclusivamente per i cittadini stranieri.
Per dire di tutto questo servizio, lei ci ha detto che sul territorio regionale sono attivi dei PUA, otto PUA, ai quali i cittadini italiani, ma immagino anche i cittadini stranieri, possono rivolgersi, quindi siccome ci sono questi otto punti a cui ci si può rivolgere, per fare orientamento su questa materia, immagino che lei ci dica che oltre a questi, ci sono dei luoghi in cui ci si può rivolgere per avere orientamento per l'inserimento lavorativo, per la tutela della salute e per la ricerca della casa. Io immagino che questi centri non facciano distinzione fra italiani e stranieri.
Se questi centri non fanno distinzione fra italiani e stranieri, non c'era bisogno di pagare 150 mila euro di soldi dei cittadini per aprire un servizio esclusivamente destinato agli stranieri.
Se invece vengono operate delle discriminazioni e nei PUA sul territorio regionale viene detto: "Ah, no, guarda, sei venuto qui per la tutela della salute? Mi dispiace, sei straniero, non ti accogliamo", allora lei ha un grosso problema in casa, caro Assessore, che ci dà queste risposte.
Questo è il principio che chiediamo, vogliamo equità per i cittadini, perché io penso che un Valdostano, al pari dei cittadini stranieri, abbia la voglia, il diritto e la necessità di avere una casa, la tutela della salute e anche un lavoro alla pari di tutti.
Lei invece qui ci dice che spende 150 mila euro di soldi di tutti quanti per dirci: "Apriamo un servizio esclusivamente dedicato ai cittadini stranieri".
Io le faccio i complimenti e la ringrazio per aver per lo meno svelato quello che lei sta facendo. Spero che questo sia il suo ultimo atto che va a discapito della comunità valdostana, perché i servizi - e questo tipo di servizi, di richieste, di necessità sono patrimonio di tutti, non soltanto degli stranieri.
