Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4829 del 19 giugno 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4829/XVI - Interrogazione: "Aggiornamenti relativi alle attività connesse alla costituzione di Comunità energetiche rinnovabili".

Bertin (Presidente) - Punto n. 21, assessore Bertschy ne ha facoltà.

Bertschy (UV) - La consigliera Minelli interroga il Governo per chiedere "Quanti e quali Enti locali valdostani hanno finora presentato domanda per ottenere i contributi di cui alla citata legge regionale, al fine di effettuare studi di fattibilità per l'attivazione di CER": al momento non ci sono domande presentate, ma ci sono numerose Unités che hanno un corso avanzato di attività d'interlocuzione con le strutture competenti che stanno completando le fasi preparatorie e la richiesta di finanziamento.

Negli scorsi giorni si è tenuta una riunione per verificare ancora lo spostamento - sempre con richiesta da parte del CELVA - dell'attuale scadenza per l'utilizzo di queste risorse, però è stata anche l'occasione per fare il punto con loro sulle attività preparatorie.

Crediamo quindi che nei prossimi mesi ci saranno almeno tre richieste di finanziamento che riguardano in particolare gruppi di Comuni attraverso le Unités - non le anticipo, perché evidentemente non ho una documentazione formale in merito, però sono un po' queste le segnalazioni che posso portare in aula.

Durante il convegno che abbiamo organizzato a "Maison&loisir" nella tavola rotonda al riguardo delle comunità energetiche, la rappresentante del Consiglio permanente degli Enti locali ha ribadito come sia stata complessa la prima parte di attività, ma, allo stesso tempo, come a oggi si stia finalmente avanzando per poter raggiungere dei primi obiettivi, che sono quelli relativi allo studio nella complessità di tutta quest'attività che, è bene ricordare, è stata fortemente sostenuta all'interno del PNRR, ma poi ha visto, come per tutti gli enti locali e per tutte le istituzioni pubbliche, grosse difficoltà di attuazione, tant'è vero che - come si ricorda, lei aveva più volte detto in aula: "Finiranno i soldi" - i soldi sono ancora lì e ce ne sono ancora parecchi da utilizzare proprio perché è complicato un po' per tutti riuscire a raggiungere questi obiettivi.

Domanda n. 2, "Quali sono le ricadute delle recenti modifiche della normativa nazionale sulle CER pubbliche in Valle d'Aosta e se si rendono necessari adeguamenti alla normativa regionale": il decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica il 16 maggio 2025 ha introdotto importanti modificazioni al decreto MASE del 7 dicembre 2023 n. 414, il cosiddetto decreto CACER.

In primo luogo il decreto ha esteso l'ambito della misura finanziata dal PNRR innalzando il limite ai Comuni con popolazione inferiore ai 50 mila abitanti, in precedenza il limite era fissato a 5.000.

Oltre a queste novità, sono previste:

una maggiore flessibilità nei tempi di entrata in esercizio dei progetti, in quanto ora è necessario completare i lavori di realizzazione dell'impianto entro il 30 giugno 2026, mentre in precedenza era richiesta un'entrata in esercizio entro tale data;

la possibilità di richiedere un anticipo fino al 30% del contributo, in precedenza il limite era fissato al 10%;

esclusione del fattore di riduzione della tariffa incentivante premio, in caso di cumulo con altri contributi anche per le persone fisiche.

Si segnala che tali novità saranno applicate anche ai progetti già presentati con modalità che saranno definite dall'aggiornamento delle regole operative. Si specifica tuttavia che tali modifiche al momento non sono ancora applicabili in quanto il decreto è al vaglio della Corte dei conti per le verifiche di competenza prima della pubblicazione della successiva entrata in vigore.

Per quanto riguarda le ricadute di queste modifiche sulle CER pubbliche, queste sono sicuramente positive avendo allungato i tempi di entrata nell'esercizio degli interventi, inoltre la possibilità di richiedere un anticipo più elevato consente, a chi sostiene gli investimenti, di abbassare la quota d'investimento da coprire con fondi propri o tramite strumenti finanziari.

Tuttavia, la novità più interessante è sicuramente l'ampliamento del novero dei Comuni che hanno accesso ai contributi in conto capitale fino al 40%, che la nostra Regione ha però già anticipato con l'avviso pubblico approvato dalla DGR, n. 210/2025, stanziando oltre 5 milioni di euro in contributi analoghi a quelli del PNRR per gli impianti in Comune oltre i 5 mila abitanti.

Si tratta dunque di un provvedimento che può essere valutato positivamente e che va nella direzione d'imprimere una maggiore velocità alla diffusione delle CER; tuttavia permangono ancora notevoli freni che ostacolano lo sviluppo delle CER, in particolare quelle pubbliche, in quanto queste non necessitano soltanto di incentivi economici, ma avrebbero bisogno anche di azioni di semplificazione dei passaggi burocratici e attuativi a livello nazionale, che risultano allo stato attuale molto complessi, come dimostrano i dati relativi appunto all'utilizzo della misura PNRR.

Al momento, non si ritengono necessari degli adeguamenti della normativa regionale, pur avendo la misura PNRR ampliato la platea dei soggetti beneficiari anche al Comune di Aosta, estendendosi la stessa oltre il termine di novembre ipotizzato per la misura e avendo già ricevuto un notevole interesse da parte di soggetti del territorio.

Colgo l'occasione per dire che lunedì scorso la Giunta regionale ha approvato il disegno di legge 197, "Misure urgenti per l'individuazione di superficie e aree per l'installazione di impianti a fonti rinnovabili, per la disciplina dei regimi amministrativi e per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per la promozione dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili".

È un disegno legge che va in attuazione alle richieste, come tutti sappiamo, di applicazione del decreto nazionale e che contiene anche procedure di semplificazione e alcune prime misure di finanziamento a partire dal 2026, per continuare a dare applicazione ai progetti di sviluppo delle FER una volta completata la possibilità di utilizzo delle risorse PNRR.

Presidente - Consigliera Minelli per la replica.

Minelli (PCP) - Devo dire che io mi aspettavo che almeno qualche ente locale avesse presentato la domanda, invece la risposta è che nessun ente al momento ha presentato la domanda.

Sappiamo che ci sono in atto delle procedure per attivare delle convenzioni e pensavamo anche che ci dicesse qualche cosa in più in questo senso; siamo informati del fatto che ci si sta muovendo tra Aosta e la Plaine, anche che si sta muovendo lentamente qualche cosa in Valdigne, in Bassa Valle, però nella sua risposta lei ci dice: "Di concreto non c'è praticamente nulla" e noi sappiamo che queste domande erano per attivare gli studi di prefattibilità che, come dice il termine stesso, dovrebbe essere il punto di partenza, ma, se non si è neanche proprio ancora arrivati lì, e quindi non si arriva di certo alla costituzione di nessuna CER pubblica, mi sembra che sia ben poca cosa, quindi non possiamo che evidenziare ancora una volta che c'è un ritardo da parte della Regione e dei Comuni nell'utilizzo delle potenzialità della normativa sulle CER.

Sappiamo che a livello privato qualche cosa è stato fatto sia in termini di gruppi di autoconsumo sia nella costituzione di CER: dovrebbero essere sei o sette quelle già attivate e ci sono degli impianti fotovoltaici che sono già stati installati e sono funzionanti; sono stati richiesti dei finanziamenti al GSE, ma sul versante dell'iniziativa pubblica siamo ancora fermi, nemmeno all'attivazione concreta degli studi di prefattibilità.

Io credo che, considerata la potenzialità notevole del fotovoltaico nella nostra regione - che non è una cosa che dico io ma che è evidenziata nel PEAR, perché è scritto chiaramente - questa non è certo una situazione brillante e per la quale essere soddisfatti.

L'ho già detto altre volte, il giudizio che diamo sulla gestione delle opportunità delle CER non può essere un giudizio positivo perché i dati - anzi, i "Non dati" - che lei mi ha fornito sono del tutto eloquenti.

È vero che rispetto alle previsioni ottimistiche ci sono state delle difficoltà in tutta Italia, è innegabile, però penso anche che da noi, vista la scala ridotta e le possibilità d'intervento che sono comunque in capo e in mano alla Regione, qualche cosa di più si potesse fare.

Ci sono state, nel percorso, delle scelte che non abbiamo ritenuto adeguate, in particolare due scelte sono state, a nostro avviso, sbagliate e l'avevo detto più volte:

la prima, la scelta di attivare gli studi e di prefigurare le CER su scala comunale, pur sapendo che ci sarebbe stata una difficoltà da parte dei Comuni a gestire questa potenzialità. Avevamo proposto, lo ricordate, una scelta sicuramente più impegnativa, ma anche più incisiva, una CER regionale multicabina con un investimento e un'iniziativa più forte da parte della Regione che avrebbe permesso di ottenere, secondo noi, dei risultati più significativi. Si è detto che bisognava mantenere l'autonomia dei Comuni, si sono quindi mandati avanti i Comuni che non hanno, ma lo sappiamo, degli strumenti adeguati per gestire una realtà così complessa, come lei ha detto, hanno dovuto arrangiarsi, fare o tentare di fare delle convenzioni tra di loro con mille difficoltà;

l'altra scelta sbagliata è stata quella di non avvalersi della competenza tecnica e operativa della CVA, che avrebbe dovuto essere fortemente coinvolta con un obiettivo ambizioso, e non in modo marginale come invece è avvenuto; invece di lasciare che CVA impegni energie nella realizzazione di campi fotovoltaici in Sicilia e altrove, era meglio impegnarla a utilizzare le coperture utili in Valle d'Aosta per produrre energia e per accrescere l'autonomia energetica della Valle d'Aosta. Addirittura io credo che si poteva chiedere a CVA di attivare un ramo di azienda per realizzare il progetto CER VDA, e invece nulla.

Verificheremo nei prossimi mesi l'evoluzione della situazione, in particolare vedremo quale sarà, se ci sarà, il passaggio dagli studi di prefattibilità che ancora non ci sono alla creazione delle CER e all'installazione degli impianti.

Al momento comunque il quadro non è certo incoraggiante!