Oggetto del Consiglio n. 4813 del 19 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4813/XVI - Interrogazioni a risposta immediata: "Iniziative intraprese per consentire il conseguimento del titolo di abilitazione dei docenti entro il 30 giugno 2025" e "Interventi previsti per l'espletamento della prova finale per il conseguimento del titolo abilitativo dei docenti entro il 30 giugno 2025" e interpellanza: "Intendimenti in merito all'attivazione di una sessione d'esame abilitante per i docenti valdostani entro il 30 giugno 2025 presso l'Università degli Studi di Torino".
Bertin (Presidente) - Adesso affrontiamo congiuntamente i punti 6.02, 6.03 e 31, pertanto in ordine 6.02 e 6.03 per l'illustrazione, poi 31.
Mi segnalano che presenterà il consigliere Restano anche per gli altri Consiglieri, pertanto a lei la parola.
Restano (RV) - L'argomento che trattiamo con questi question time e con l'interpellanza che sto per illustrare sono gli intendimenti in merito all'attivazione di una sessione d'esame per i corsi abilitanti all'insegnamento per i docenti valdostani entro la data del 30 giugno 2025 presso l'Università degli studi di Torino.
Un tema che riteniamo di fondamentale importanza per il nostro sistema scolastico e, più in generale, per il futuro professionale dei nostri insegnanti precari valdostani.
È un argomento che riguarda la dignità, il diritto all'uguaglianza e la giustizia sociale per tutti i nostri docenti e che richiede e richiedeva attenzione, responsabilità e azioni concrete da parte dell'Assessorato competente.
Ora, ponendo in campo tutto lo scetticismo professionale del caso, riprendo quello un articolo del 13 giugno 2025 su "La Stampa" online che intitolava: "Corsi abilitanti", l'Assessore Guichardaz: "Nessuna inerzia, la Regione ha fatto tutto il possibile" e successivamente proseguiva: "I sindacati accusano la Regione di inerzia sui corsi abilitanti per docenti", l'assessore Guichardaz replicava: "Accuse infondate, agito in anticipo e con misure concrete" e sui precari: "Non è vero che abbiamo promesso posti riservati a tutti. Ho fatto pressioni affinché si iscrivessero a Torino".
L'Assessore regionale all'istruzione proseguiva, respingendo con decisione le accuse di inerzia e di disinteresse arrivate dai sindacati e da alcuni docenti precari, "Affermazioni gravi e infondate", diceva l'Assessore, ricordando come la Regione si sia attivata fin dall'inizio non solo per garantire le migliori condizioni ai 44 vincitori del concorso PNRR, ma anche per agevolare più in generale percorsi abilitanti dei docenti valdostani.
Con una nota unitaria, le Organizzazioni sindacali accusavano Piazza Deffeyes di una persistente inerzia politica per non avere agito: "I sindacati evidenziano le gravi ripercussioni per i precari, costretti a frequentare percorsi formativi fuori valle a causa dell'assenza di programmazione e ascolto da parte delle istituzioni e ricordano di aver sollecitato da mesi, senza esito, l'attivazione dei percorsi necessari per l'abilitazione all'insegnamento".
Rassemblement Valdôtain ha presentato quest'interpellanza il giorno successivo al Consiglio del 6 giugno, dopo il confronto su un'interpellanza dal titolo: "Adozione di misure urgenti per risolvere le criticità della gestione dei percorsi abilitanti per gli insegnanti valdostani".
L'obiettivo della nostra iniziativa era incentivare e fornire l'opportunità all'Assessore di organizzare in extremis, entro il 30 giugno, gli appelli in favore degli insegnanti precari che devono conseguire l'abilitazione all'insegnamento, utilizzando qualsiasi mezzo straordinario e urgente possibile.
Tutto questo perché abbiamo appreso che l'Università di Torino, a cui la Regione si è rivolta per l'organizzazione dei percorsi abilitanti, non ha previsto lo svolgimento delle prove finali nei tempi utili a conseguire l'abilitazione entro il 30 giugno 2025, termine necessario per l'inserimento degli aspiranti insegnanti valdostani negli elenchi aggiuntivi delle graduatorie regionali per le supplenze.
Questo ritardo impedisce quindi ai docenti coinvolti di dimostrare la Sovrintendenza e il conseguimento dell'abilitazione nei tempi previsti, escludendoli così dalla possibilità di accedere alla prima fascia delle graduatorie e compromettendo gravemente la loro posizione lavorativa, con il concreto rischio di perdere opportunità professionali per le quali si preparano da anni.
Ritornando quindi all'interpellanza discussa durante il Consiglio scorso, mi preme sottolineare che riguardava essenzialmente gli insegnanti precari.
Abbiamo ascoltato la risposta fornita dall'Assessore all'istruzione - che ha descritto l'attività svolta dall'Assessorato - che non può essere ritenuta da noi pertinente rispetto all'oggetto dell'interpellanza che era in discussione ma soprattutto, colleghi, evidenzia come l'Assessore abbia citato i docenti vincitori di concorso senza mai fare riferimento agli insegnanti precari che devono iscriversi nelle graduatorie regionali per le supplenze, o almeno, leggendo gli atti, non ho trovato alcun riferimento esplicito.
L'interpellanza in questione conteneva richieste puntuali e riferimenti circostanziati a una problematica urgente, specifica e localizzata, concernente i percorsi abilitanti e la condizione dei docenti precari, per i quali si chiedeva un intervento mirato e urgente in quanto rappresentano una delle colonne portanti del sistema scolastico valdostano, garantendone quotidianamente il funzionamento.
Gentili colleghi, mi permetto di sottolineare che i corsi abilitanti, attualmente in svolgimento presso l'Università di Torino, coinvolgono un numero significativo di docenti precari, mi sembra circa 50, attualmente inseriti nella seconda fascia delle graduatorie regionali per le supplenze, in attesa dell'abilitazione necessaria per accedere alla prima fascia.
Ora il termine ultimo per il conseguimento dell'abilitazione, requisito indispensabile per l'insegnamento in prima fascia delle GRS ai fini dell'assegnazione degli incarichi per l'anno 2025-2026, è fissato in via inderogabile per il 30 giugno 2025 e il mancato conseguimento dell'abilitazione entro tale data impedirà ai docenti interessati l'accesso alla prima fascia delle graduatorie e, di conseguenza, l'impossibilità di partecipare alla scelta degli incarichi per l'anno 2025-2026, nonostante la regolare frequenza dei corsi abilitanti previsti dalla normativa vigente e organizzati dalla Regione.
Questa situazione quindi determina una penalizzazione concreta e irreversibile per i docenti precari valdostani che vedono vanificati tempo, risorse e l'impegno profusi in un percorso professionalizzante che dovrebbe invece agevolarne l'inserimento stabile nel sistema scolastico.
Vi sono atenei statali e non statali su tutto il territorio che organizzano appelli di esame entro il termine del 30 giugno.
Nei fatti, questa modalità applicata dall'Università di Torino genera una palese disparità di trattamento rispetto ai docenti iscritti ad altri atenei italiani, con ricadute pesanti e penalizzanti per il personale precario della Valle d'Aosta.
La conseguenza è che a partire dal 4 luglio 2025 le graduatorie regionali per le supplenze della Valle d'Aosta potrebbero vedere l'inserimento di numerosi docenti abilitati provenienti da altri atenei, mentre i docenti valdostani, ancora in attesa di sostenere l'esame abilitante, saranno esclusi da questa fondamentale opportunità.
Giova a significare che l'argomento che stiamo trattando in Consiglio, a partire dal 2023, è stato affrontato più volte, tanto per portare l'Assessore ad affermare il 16 aprile 2025 le seguenti frasi: "Fin dall'autunno 2023 abbiamo seguito da vicino la partita dei nuovi percorsi abilitanti e voi lo avete evidenziato. Diciamo che si è agito, i risultati di questo lavoro ci sono, anche se non sempre sono visibili da chi guarda da fuori. Resta comunque confermato il nostro impegno continuo e determinato per garantire condizioni di equità e sostenibilità per tutti i docenti".
Dopo la discussione del 6 giugno dell'interpellanza il 10 giugno è stato pubblicato un articolo un articolo di stampa dal titolo: "Abilitazione a rischio, i docenti precari valdostani chiedono equità". L'articolo descrive la situazione e annuncia la presentazione di una petizione.
È stato poi pubblicato l'articolo che ho già citato all'inizio e successivamente, forse proprio in ragione di tutto questo, l'Assessore - anche in vista, credo, del Consiglio, lo sapremo dopo, credo per le vie brevi - ha convocato nei suoi uffici, nella giornata di martedì, i rappresentanti delle insegnanti precarie, firmatari della petizione.
Insomma, colleghi, si è detto tutto e il contrario di tutto, e vista la grande confusione generata dalle varie dichiarazioni rese dall' assessore, dai sindacati, dai docenti e dagli articoli del giornale, di cui adesso vi farò qualche esempio, l'Assessore dichiara: "Abbiamo agito in anticipo". I sindacati: "Persistente inerzia politica per non aver agito", l'Assessore dichiara: "Diciamo che si è agito, i risultati di questo lavoro ci sono". I sindacati: "Assenza di programmazione e ascolto da parte delle istituzioni", e ricordano di aver sollecitato da mesi l'attivazione dei percorsi necessari per l'abilitazione. "I docenti chiedono più equità" e l'Assessore dichiara: "Impegno continuo e determinato per garantire condizioni di equità e sostenibilità per tutti i docenti valdostani". L'Assessore inoltre dichiara: "La Regione ha fatto tutto il possibile".
Alla luce di questo, Assessore, le chiediamo se ritiene corretto e politicamente accettabile che gli insegnanti precari della Valle d'Aosta, professionisti essenziali per il funzionamento delle scuole regionali, vengano penalizzati rispetto a colleghi di altre regioni per ragioni non imputabili alla loro volontà o impegno.
Le chiediamo se, alla luce delle ulteriori precisazioni fornite, intende attivarsi con urgenza, e magari in maniera concreta, presso l'Università di Torino o, perché no, anche presso le Università telematiche, affinché venga calendarizzata in via straordinaria, urgente e in extremis, una sessione d'esame entro il termine del 30 giugno 2025.
Presidente - Risponde l'assessore Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Dovrei avere 16 minuti. Prima di entrare nel merito delle questioni sollevate è bene ribadire, per l'ennesima volta - credo di averlo già detto almeno quindici volte perché pare non sia del tutto chiaro - quali siano le competenze della Regione Autonoma Valle d'Aosta e quali dello Stato.
Lo ribadisco ancora, anche se mi pare di averlo detto veramente in tutte le salse, ma evidentemente non è stato compreso.
La definizione dei concorsi per dirigenti e docenti, così come dei percorsi abilitanti e delle loro tempistiche, è competenza esclusiva dello Stato. La Regione non ha alcun potere decisionale né sull'indizione dei concorsi, né sull'organizzazione e il calendario delle prove, né sull'attivazione diretta dei percorsi abilitanti, e non l'avrebbe neppure - questo lo dico perché mi è stato detto: "Il contratto regionale"... - se avessimo il "Contratto collettivo nazionale regionale", come ho sentito dire da qualcuno qualche giorno fa. Il contratto collettivo nazionale regolamenta solo ed esclusivamente il rapporto di lavoro sotto il profilo normativo ed economico, ma non stabilisce l'architettura del sistema scolastico, che è e rimane pertinenza dei Ministeri competenti, il Ministero dell'Università e ricerca e il Ministero dell'istruzione e merito.
Faccio un esempio concreto: se fossimo stati noi a decidere le tempistiche dei concorsi, avremmo senz'altro bandito quello per dirigenti scolastici prima dell'inizio dello scorso anno scolastico, così da avere i nuovi dirigenti già in servizio da settembre 2024, invece a causa dei ritardi a livello nazionale, perché diciamocelo - io finora avevo sempre evitato, io sono convinto che i Ministri non abbiano tanto tempo di fare le cose se non di fare amministrazione - diciamolo che i ritardi sono a livello nazionale, malgrado le nostre reiterate sollecitazioni e interlocuzioni di cui ho dato conto almeno dieci volte.
L'avvio delle procedure concorsuali, nel caso specifico dei dirigenti, è stato posticipato, ne consegue, per chi ci ascolta, che solo dal prossimo anno scolastico potremo colmare i vuoti, dopo aver dovuto affrontare per mesi i problemi legati alle reggenze forzate e ai posti vacanti.
Siamo quindi costretti, nostro malgrado, a gestire gli effetti di scelte e ritardi che non dipendono da noi.
Lo stesso vale per il reclutamento e la formazione degli insegnanti. Per i percorsi abilitanti, le tempistiche e le modalità di accesso, colleghi, sono definiti a livello statale, proprio perché l'abilitazione ha validità su tutto il territorio nazionale e i docenti valdostani devono poter essere impiegati ovunque in Italia, anche grazie ai meccanismi di mobilità, sia mobilità in entrata che mobilità in uscita.
Per essere più chiari, la Valle d'Aosta, pur avendo uno Statuto speciale, deve attenersi a criteri e percorsi uniformi su base nazionale, previsti e regolamentati dai Ministeri con delega all'Università e all'istruzione.
Colleghi, se avessimo potuto decidere autonomamente le tempistiche dei percorsi abilitanti, non saremmo certo arrivati a vederne l'avvio sapete quando? Sapete quando sono partiti i percorsi abilitanti? Cioè quando il Ministero li ha fatti partire? Tra aprile e maggio, ma di quest'anno, non dell'anno scorso, e questi percorsi sono percorsi (scusatemi il gioco di parole) gestiti esclusivamente dalle Università accreditate dal Ministero dell'Università e della ricerca, sulla base di specifica autorizzazione per classe di concorso e per singolo Ateneo, sono i famosi decreti attuativi di cui vi accennerò poi più avanti, ma di cui vi ho già parlato almeno dieci volte.
Anche i consorzi interuniversitari come il CIFIS, cui aderisce l'Università della Valle d'Aosta, non hanno, colleghi, margini di autonomia sulle autorizzazioni per i singoli corsi, né sulle tempistiche, né sui contenuti, né sull'organizzazione delle prove. Non possono fare niente, sono tutte tempistiche dettate dai Ministeri.
Le Università stesse devono infatti seguire le indicazioni ministeriali sia sul piano didattico che organizzativo. Abbiamo già parlato della complessa struttura organizzativa dei corsi, ho già detto che ci vogliono il direttore, docenti, personale amministrativo e dei requisiti tecnico-logistici che questi devono garantire, quindi per poter mettere in piedi un corso abilitante ci vogliono spazi adeguati, dotazioni tecnologiche eccetera.
Queste cose non sono previste dalle singole Università, non si possono fare in un sottoscala e non si possono fare con gli insegnanti che non sono abilitati a poter fare questo tipo di corsi abilitanti.
Nonostante ciò però - e questo non è per scaricarci - adesso, visto che mi avete chiesto che cosa abbiamo fatto, ve lo dico: la Regione e l'Università della Valle d'Aosta non si sono mai tirate indietro nel rappresentare, e penso anche nel tutelare, gli interessi e le necessità del nostro sistema educativo e devo dire, colleghi, anche nel rappresentare gli interessi dei lavoratori della scuola, malgrado qualche stramba accusa d'inerzia che mi è capitato di leggere sui giornali recentemente, ben oltre gli stimoli e le sollecitazioni delle Organizzazioni sindacali che lo fanno per mestiere di tutelare i lavoratori; poi vi spiegherò anche che cosa abbiamo fatto.
Già alla fine del 2024 e nei mesi successivi... visto che mi avete chiesto che cosa ha fatto l'Assessore, visto che qualcuno dice che siamo inerti eccetera eccetera, allora ve lo dico: già alla fine del 2024 e nei mesi successivi abbiamo avviato interlocuzioni con il Ministero dell'Università e della ricerca e con il Ministero dell'istruzione e del merito, poi con il CIFIS, con l'Università di Torino - non abbiamo fatto solo CIFIS e poi parla con l'Università di Torino - segnalando ai primi due, cioè ai due Ministeri, il ritardo dei decreti attuativi, di cui ho già parlato lungamente nel corso delle innumerevoli notizie e iniziative, che sarebbero dovuti arrivare, colleghi, ragionevolmente a novembre, massimo dicembre, del 2024, così da dare modo agli atenei e anche alle scuole - perché poi il problema non sono solo le Università, sono le scuole che devono organizzare le assenze dei docenti che vanno a fare i corsi abilitanti - di organizzare rispettivamente gli atenei e i corsi e la gestione delle assenze del personale interessato.
Inoltre ci siamo sempre premurati di seguire l'evoluzione di quella che, a un certo punto, sembrava diventare una serie TV a puntate, chiedendo chiarimenti in merito a questioni specifiche - altro che inerzia - dalle modalità di avvio dei corsi abilitanti ai vincoli di frequenza, dalle situazioni - abbiamo mandato delle note, e io ne ho parlato anche nel Congresso di un'organizzazione sindacale al referente nazionale - di maternità e malattia agli impedimenti temporanei legati alla condizione lavorativa degli operatori interessati - altro che inerzia - perché questo, magari, l'avrebbero dovuto fare i sindacati e non avrebbe dovuto farlo l'Assessore di una Regione, ma l'abbiamo fatto noi perché ci era stato posto come un problema e, secondo noi, era un problema.
Abbiamo sollevato anche la necessità che le Università residenziali e online - perché poi c'è anche questo problema - agissero in modo quanto più possibile uniforme sul piano nazionale, perché voi lo sapete che ci sono le online e poi ci sono le altre, ma ciascuna fa un po' quello che ritiene per non penalizzare i nostri candidati, i candidati valdostani, quelli iscritti a Torino che io non ho mai detto che si dovevano iscrivere a Torino.
A Torino abbiamo creato un percorso di agevolazione, tant'è che tantissimi si sono iscritti dove hanno voluto, qualcuno a Benevento, qualcuno a Pavia, quindi quelli che mi dicono che io ho costretto, così com'è scritto sul giornale su una petizione, che li avrei costretti ad andare a Torino, allora probabilmente hanno capito male, tant'è vero che molti si sono iscritti dove hanno ritenuto, ma era un modo per agevolarli, poi ognuno si iscrive dove gli pare.
In particolare abbiamo evidenziato che concludere i percorsi entro luglio avrebbe consentito agli abilitati l'inserimento nelle graduatorie con il massimo vantaggio possibile, parlo di precari, collega, parlo di precari, non dei vincitori di concorso (i quali entro il 31 di agosto comunque saranno ultimati), parlo di precari, altro che inerzia!
È di tutta evidenza che chi frequenta atenei in grado di chiudere i corsi, non quelli per i vincitori - continuo a ribadire - ma parlo di tutti gli altri, cioè degli idonei e dei non idonei che sono liberi di iscriversi... non liberi: l'unica cosa che io ho segnalato al Ministero, così come nelle lettere che ho fatto, ho detto: "Fate attenzione perché dal 2026 sarà obbligatorio avere comunque l'abilitazione per accedere ai concorsi"; ho dovuto scrivere anche quello in una lettera, poi io sono convinto che nel 2026 faranno come hanno fatto quest'anno, che prorogheranno nel 2027, ne sono quasi sicuro, però abbiamo scritto anche quello.
In tempi brevi si troverà in posizione preferenziale, come ha detto il collega Restano, rispetto a chi è iscritto a corsi o gestiti da Università con tempistiche più lunghe, come ad esempio Torino - ma non c'è solo Torino, c'è anche Pavia e ce ne sono svariate altre che sono frequentate dai nostri insegnanti. Sono molte le Università che hanno tempi e percorsi più lunghi, perché poi danno le tempistiche per la conclusione, però poi qualcuno magari è riuscito a restringere queste tempistiche sulla base delle disponibilità delle aule, degli insegnanti eccetera.
Questo non è accettabile, e io in questo mi unisco alle sue considerazioni, collega Restano, e lo abbiamo scritto, detto e ribadito in più sedi, ci sono le note che abbiamo inviato. Altro che inerzia!
Negli ultimi giorni, poi - solo per spiegare a chi ci ascolta - di fronte all'introduzione delle cosiddette prove intermedie, avete citato questa nota che è stata fatta da alcuni insegnanti che lamentavano che c'erano delle prove intermedie in mezzo che rallentavano questa cosa, da parte dell'Università di Torino ci siamo rapidamente attivati scrivendo al CIFIS (ma non perché siamo stati sollecitati dalle interpellanze, da queste code, ma perché ci è stato comunicato che c'erano questi problemi) quindi abbiamo scritto al CIFIS, agli uffici scolastici regionali del Piemonte, all'Assessore all'istruzione della Regione Piemonte perché volevamo trovare anche con loro un'alleanza, anche se l'Assessora, come noi, non ha una diretta ascendenza rispetto ai percorsi universitari e ad altri interlocutori istituzionali, cioè tutti i direttori, non direttori di istruzione eccetera eccetera, per ottenere chiarimenti e proporre un'azione politica e tecnica condivisa.
Io ho chiesto all'Assessore del Piemonte se potevamo far pressione insieme, perché insieme si vince, no?
Anche grazie a queste nostre sollecitazioni è stata poi inviata ai corsisti interessati una nota esplicativa che io personalmente ho avuto modo di leggere.
Ancora una volta, pur non avendo competenza formale, la nostra regione si è assunta un ruolo di vigilanza e di stimolo costante, tant'è vero che quella nota che è stata inviata agli interessati - perché era stato fatto un ricorso tramite un avvocato di cui non mi ricordo il nome - ha chiarito che quelle prove intermedie erano delle sorte di esoneri, cioè servivano per agevolarli, non per danneggiarli i docenti, infatti i docenti si sono tranquillizzati per quella cosa lì, almeno quelli che conosco io, altri magari no.
Accanto a questo impegno politico e istituzionale, poi la Regione, io l'ho già spiegato, ha messo in campo una serie di misure concrete (e mi è stato chiesto anche questo) per sostenere i docenti valdostani.
Cosa abbiamo fatto?
Concessione di permessi retribuiti per motivi di studio, compatibilmente con le esigenze organizzative, ma noi pensavamo che partissero a gennaio, non a maggio. Abbiamo messo 75 ore di permessi calcolando i sei mesi, cioè la metà delle 150 ore; sono partiti a maggio i corsi, perché l'ultimo decreto è di fine marzo;
l'attivazione di borse di studio e copertura totale o parziale dei percorsi anche per TFA, CFU, CFA, con deroga ai limiti di età, abbiamo tolti i quarant'anni di limite di età, che sono sempre stati un limite invalicabile per i permessi per tutti, per tutti e non solo per i vincitori, quindi anche i precari, anche gli idonei; anche i vincitori possono fare domande retroattivamente tra l'altro, quindi abbiamo fatto pure questo;
l'accoglimento delle principali istanze sindacali. Allora i sindacati che dicono questo, poi per fortuna li ho sentiti e hanno detto: "Sì, effettivamente abbiamo un po' esagerato, non è vero che sei inerte". Va bene, non è vero che sono inerte però l'accordo decentrato l'ho proposto io, non è che l'ha proposto chissà chi;
La questione delle borse di studio l'abbiamo fatta insieme, e sul contratto regionale integrativo i sindacati hanno firmato per i vincitori, non per gli idonei e per i precari, per i vincitori. Qualcuno ha detto: "Eh, ma avete messo i permessi solo per i vincitori"; è un accordo sindacale, l'hanno firmato loro, in teoria l'avrebbero dovuto proporre loro, c'è scritto per i vincitori. Dopodiché magari mi vengono a dire: "Eh, ma potevate allargarla a tutti e potevate firmare un accordo in cui c'erano tutti, non solo i vincitori".
Poi mi preme anche sottolineare, a beneficio anche della chiarezza, che la data del 18 luglio 2025, spesso citata, non è un termine stabilito dalla Regione, né dalle Università consorziate, bensì rappresenta una deroga nazionale concessa esclusivamente ai vincitori di concorso.
Siccome non ho tempo per andare oltre, voglio dire che anche queste date che vengono rappresentate sono tutte deroghe alle date che sono state fornite dai Ministeri competenti al CRUI, alla Conferenza dei rettori.
È stato detto: voi potete andare oltre quella data, ma se qualche giorno fa non fosse arrivata ai rettori l'autorizzazione, i rettori non avrebbero potuto dare disposizioni alle singole Università di poter andare in quelle date, ma le date - e chiudo - sono solo per i docenti vincitori, quindi sono i Ministeri che hanno detto alle Università: "Potete derogare alle date, ma solo per i vincitori".
La data di novembre non l'ha stabilito Guichardaz né l'università della Valle d'Aosta né il CIFIS, le date sono contenute nei decreti e nelle note ministeriali.
Presidente - Consigliera Erika Guichardaz per la replica.
Guichardaz E. (PCP) - Intanto per spiegare perché il question time, era perché volevamo che fosse discussa l'interpellanza del collega Restano che era piuttosto in fondo, perché comunque aveva l'esigenza di avere una risposta in questo Consiglio, perché il prossimo è anche troppo tardi.
Da come ha rappresentato l'Assessore, mi sembra di capire che c'è stata una grandissima attività da parte dell'Assessorato, in tutto questo ci sono due desaparecidos che sono i Parlamentari, almeno io non li ho sentiti nominare nemmeno una volta e io mi aspettavo che nella sua replica invece ci fosse detto chiaramente cosa avevano fatto a livello nazionale, perché giustamente forse era pungolo anche da parte dell'Assessore incentivare chi sta a Roma perché quella disparità che viene evidenziata in quella petizione non fosse perpetrata, perché sa bene che entrare in prima fascia è vita, soprattutto per i precari.
Presidente - Consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (FI) - Prendiamo atto, Assessore, della sua risposta: lei ci ha detto che nessuno sostanzialmente ha obbligato gli insegnanti a partecipare o a iscriversi a Torino, però noi sulla lettera che loro hanno sottoscritto abbiamo appreso che sono stati invitati a iscriversi presso l'Università di Torino, pertanto la nostra iniziativa discende da queste parole che abbiamo potuto leggere; ritenevamo che la loro fosse una richiesta legittima, stando così le cose e ci spiace che si trovino in una condizione di non poter addivenire a quelle che erano le loro aspettative entro i termini previsti per essere iscritti alle graduatorie regionali per le supplenze.
Presidente - Consigliere Restano sempre per la replica.
Restano (RV) - Assessore, grazie per la risposta. Noi nella scorsa interpellanza abbiamo parlato per i precari; questa è la trascrizione della sua risposta: se vado a cercare la parola "Precari" io non sono stato in grado di trovarla ma le evidenzio che invece è sottolineato bene quando parla dei vincitori di concorso.
Detto questo le significo anche che i termini imposti dal Ministero non impediscono che gli esami vengano eseguiti prima del 30 giugno, si poteva organizzare e farli prima, ma siccome lei ha dichiarato che avete fatto tutto il possibile, allora entriamo all'interno di un altro discorso: secondo noi non è vero, secondo noi si poteva fare diversamente.
Siamo l'unica Università che veda all'interno del Consiglio di amministrazione il Presidente della Giunta e un Assessore. Cosa ci state a fare voi lì dobbiamo ancora scoprirlo. Io vi ho difesi durante la precedente legislatura, nel senso che credo nella vostra presenza, però in questo caso mi chiedo come abbiano fatto Bologna, Viterbo, Bari, lei li ha citati, come faccia Unipegaso a fare.
Adesso è facile dire: "Possono iscriversi dove vogliono", andavano invitati prima, andava fatto un campo libero, "Fate ciò che volete" senza organizzare cose che lei non è stato in grado di organizzare.
Ha detto bene, lei è a capo dell'Assessorato, doveva essere proattivo, non l'ha fatto, è inutile che ci racconti delle borse di studio, dei permessi.
L'obiettivo era di sostenere gli esami entro il 30 giugno, se non ci arriva ha fallito.
Una volta ammetta "Non ce l'ho fatta", non dia la colpa all'Università, a pinco, palla o Sempronio, ma come avranno fatto gli altri noi ci chiediamo, è difficile.
È vero che forse i giornali avranno esagerato, non lo so, noi abbiamo ascoltato, abbiamo recepito le sollecitazioni, insomma, abbiamo cercato in qualche maniera di sollecitarla.
A fronte di tutto questo il nulla, ma io sarei andato a chiedere una convenzione con i privati e li avrei fatti sostenere questi esami.
Guardi, io l'ho lasciata parlare, Assessore, lei parla, parla, ma mi sembra che sia come quando si becca Dracula che esce dalla banca del sangue e nega di avere assaggiato il sangue, lei ci nega i fatti. È da "N" interpellanze che lo nega, sono mesi che stiamo ad ascoltarla su quanto bene abbia fatto e ci crediamo, lei ha fatto bene. In questo caso non l'ha fatto e ne prenda atto.
