Oggetto del Consiglio n. 4810 del 19 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4810/XVI - Continuazione e chiusura della discussione sulla mozione: "Convocazione in IV Commissione del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale di Finaosta e del Presidente della Regione prima dell'Assemblea di CVA per l'approvazione del bilancio 2024".
Bertin (Presidente) - Consiglieri presenti 31, pertanto possiamo iniziare. Possiamo riprendere l'ordine del giorno interrotto ieri sera, siamo al punto n. 6. Eravamo in discussione generale sulla mozione. Chi vuole intervenire in discussione generale è pregato di prenotarsi. Ha chiesto la parola l'assessore Grosjacques a cui passo la parola.
Grosjacques (UV) - Mi dispiace di non aver potuto dare soddisfazione ieri sera al collega Perron ma avevo anch'io, come lui, necessità di mettere insieme un po' i pezzi, soprattutto dopo il suo intervento e mi consenta, collega Perron, lei sa che apprezzo i suoi interventi, la stimo, ho avuto modo di dirglielo in più occasioni perché mi è sempre piaciuto il suo livello di approfondimento, molto spesso non i contenuti ma in ogni caso la sua passione per le materie che conosce meglio l'ha resa simpatica, almeno al sottoscritto. Purtroppo non posso dire altrettanto di ieri sera, perché, se lei si è riascoltato o si è riguardato, si sarà accorto prima di noi che ieri sera non è andato in scena il Perron solito, ieri sera c'è stato un Perron che ha letto un comunicato, probabilmente scritto, anzi, certamente, questo se non altro è l'opinione condivisa da questa sala, a più mani, un comunicato che ha dei contenuti che lei ha letto e che probabilmente non ha nemmeno approfondito, ma questa credo sia la sede per poter approfondire alcuni dei passaggi che lei ha detto.
Lei però ha fatto un post l'altro ieri sera in cui ha dichiarato che sul dossier CVA comincia a diradarsi la nebbia; io credo che invece la nebbia, dopo il suo comunicato, si sia infittita, ma sarà nostro compito diradare oggi la nebbia e magari entrare un po' nel merito, per quel poco che è di mia competenza, lo farò io e non so se ci saranno altri colleghi che interverranno, ma certamente io qualche cosa da chiarire ce l'ho, per cui io in premessa, visto che lei ieri ha detto: "Noi della Lega siamo intoccabili", io sostituisco il suo "Noi siamo intoccabili" con il nostro "Noi non siamo ricattabili", perché un paio di messaggi subliminali - e le premetto che ovviamente, come credo da parte sua, non c'è nulla di personale in quello che dirò - che abbiamo capito, io probabilmente quello che glieli ha suggeriti e probabilmente anche lei... meritano un approfondimento, quindi meritano di essere illustrati a quest'Aula nella loro completezza, quindi mi scuso fin d'ora se dovrò tirare in ballo l'ex presidente Lavevaz e l'attuale presidente Testolin perché alcuni passaggi così, un po' celati, un po' nebulosi invece meritano un approfondimento di cui tutta l'Aula deve essere resa partecipe.
Intanto ringrazio le colleghe del PCP per averci dato la possibilità con la loro mozione di poter intervenire su questo tema, probabilmente questa mozione è stata fatta come ringraziamento per il passaggio della documentazione che è avvenuto nel mese di novembre, quindi si sentivano probabilmente in debito con noi e quindi hanno infilato nell'ordine del giorno questa mozione, che arriva un po' tardi, ma in realtà non arriva tardi, arriva puntuale perché tra qualche giorno ci saranno delle nomine da fare, per cui credo che questo arricchirà anche il ventaglio delle nostre conoscenze e ci darà la possibilità di fare i giusti approfondimenti. Poi voglio ringraziare i dipendenti di CVA, perché i risultati straordinari, quelli che gli amministratori definiscono con i superlativi assoluti più vari - abbiamo sentito: "Brillantissimo, mirabolante, fantastico, eccezionale, record" - ci sono, esistono e, per fortuna, che esistono, quindi solo un pazzo o dei pazzi potrebbero minare la credibilità e la serietà di una società che è fatta di dipendenti che da sempre, con la loro professionalità, stando nell'ombra, contribuiscono in modo forte e determinante a questi risultati. Nessuno di noi quindi dirà che ci sono delle irregolarità, anche perché lei sa, collega Perron, che, con le decine di milioni di consulenze che in questi anni sono state affidate urbi et orbi, sarebbe anche paradossale che ci fossero delle irregolarità o almeno io non sono nella condizione di dimostrarle. Certamente ci sono delle zone d'ombra, ci sono delle opacità, ci sono delle stranezze che oggi speriamo, tutti insieme, di poter portare a conoscenza, dopodiché ovviamente ognuno farà le sue valutazioni, ma la premessa che non dichiarerò che ci sono delle irregolarità non la faccio per evitare delle querelle, semplicemente perché non ho nessun elemento per dire che ci sono delle irregolarità. Le devo anche delle risposte, perché nel suo question time di due settimane fa lei ha rimproverato il Presidente della Regione dicendo che non aveva dato le risposte che lei si aspettava e quindi aveva detto che il dottor (omissis) - il dottor (omissis) sarà l'unico nome che farò oggi perché sono stato autorizzato a farlo, quindi non farò nessun altro nome - fa parte del sistema, bisognava chiarire i rapporti tra il dottor (omissis) e il sottoscritto. Glieli chiarisco io i rapporti tra il dottor (omissis) e il sottoscritto: 1) il dottor (omissis) è un mio amico fraterno, è una persona che appartiene al sistema, ma non appartiene al sistema CVA, e lo abbiamo visto, appartiene al sistema economico valdostano, è una persona con la quale io collaboro da tanti anni, è stato mio revisore dei conti nel periodo in cui io sono stato Sindaco, è stato - o credo che sia ancora - Sindaco in alcune società, una sicuramente, di un gruppo al quale mi onoro di essere appartenuto, che mi ha dato la possibilità di lavorare per quarant'anni nel privato; porti pazienza, il privato e il pubblico sono molto diversi, le professionalità sono molto diverse, però il dottor (omissis) è un professionista che appartiene al sistema economico della Valle d'Aosta, non appartiene però al sistema CVA.
Vengo alla questione (omissis): intanto non ho promesso nessun fuoco d'artificio, ho semplicemente dichiarato l'altra volta che il PCP ci dava la possibilità di parlare, la mia dichiarazione fuochi d'artificio non la trova da nessuna parte, mi riporti il virgolettato perché non esiste. Il dottor (omissis) non può rilasciare dichiarazioni, eventualmente scriverà domani. Io ho dichiarato al dottor (omissis) che ci sarebbe stata l'occasione in cui avrei fatto chiarezza sulla questione (omissis) e su molto altro, questo ho dichiarato, quindi i fuochi di artificio sono quelli che probabilmente ci aspettavamo da lei ieri ma non sono stati neanche piccoli petardi.
Il dottor (omissis) quindi è stato interrogato dall'Amministratore delegato e le faccio un piccolo inciso, collega Perron, chi mi conosce meglio all'interno del gruppo dice: "Tra l'altro, questo non risulta nemmeno essere il primo interrogatorio fatto alla ricerca di nomi che potrebbero dare un po' fastidio alla società, abbiamo notizia di altri nomi". Le dicevo che io sono un po' strano, vengo definito un po' strano, in realtà vengo definito con un altro termine da qualche collega, ma non lo riferisco perché non vorrei mancare di rispetto a persone che di questa patologia soffrono, quindi mi definiscono un po' strano. Lei è uno storico, io sono appassionato di storia e ho letto moltissime cose sui metodi di coercizione dei regimi comunisti: dico i regimi comunisti non perché io consideri i regimi comunisti peggio di altri, li considero esattamente come quelli Nazisti di Destra, con una piccola differenza: i regimi comunisti, purtroppo, sono sopravvissuti anche nella nostra era, quindi questo mi ha creato delle curiosità e ho voluto approfondire quali erano i metodi di coercizione e di interrogatorio e mi sono ritrovato un po' tra quei metodi e i metodi che sono stati utilizzati per l'interrogatorio di (omissis). Le dico questo perché poi potremmo anche un giorno davanti a un bicchiere disquisire di questa cosa, se vogliamo parlare, io sono piuttosto informato sulla Romania di Ceausescu, sulla vecchia Jugoslavia, potremmo parlare della dinastia dei Kim in Corea del Nord che purtroppo abbiamo ancora oggi, quindi diciamo che sono abbastanza ferrato su quella materia e ai primi di maggio sono stato a Tirana, in occasione della partenza del "Giro d'Italia", faccio un piccolo inciso, non faccia un 116 per andare a vedere se ci sono delle spese a carico della Regione perché non ci sono.
Detto questo, ho visitato - lei è uno storico, quindi sicuramente saprà di che cosa parlo - la Casa delle foglie che era la sede di quella che veniva chiamata Sigurimi, che era la polizia segreta albanese. Mi sono ritrovato sa perché? Perché anche in quella situazione c'era, da un lato, un kapò, dall'altro, c'era l'Amministratore delegato, ma le figure in qualche modo corrispondono, nell'altra stanza c'è un agente che registra, che con i mezzi di oggi fa sentire in remoto e che poi successivamente ha fatto sentire anche in azienda la registrazione. Io non ho la registrazione e non ho neanche il verbale del 13 dicembre, però qualche informazione ce l'ho.
Solo che sa qual è il problema? Che la Sigurimi aveva degli agenti che, se avessero parlato di quello che avevano sentito, sarebbero stati probabilmente destinati a una fine poco nobile, mentre invece l'Amministratore delegato, che è una persona di grande capacità, di grande esperienza, di grande professionalità, probabilmente non si è contornato e circondato delle persone con questo ruolo, perché capisce anche lei, collega Perron, che, quando lei prende dai magazzini o appena sopra delle persone che i latini definivano minus habens e con l'avvento del cristianesimo più prosaicamente adesso chiamiamo "poveri di spirito", queste persone che improvvisamente vengono elevate alla destra del Padre spesso patiscono l'escursione altimetrica, quindi non sono esattamente consapevoli del ruolo, perché improvvisamente si ritrovano a fare i segretari particolari, i tenutari dell'agenda, gli autisti dell'Amministratore delegato e parrebbe anche dei familiari, quindi non solo non hanno la consegna del silenzio, ma davanti alla macchinetta del caffè parlano, parlano, parlano, parlano e, quando qualcuno parla, c'è sempre qualcuno che ascolta. La macchinetta del caffè che probabilmente non so neanche se esista in CVA, magari esiste solo per i dipendenti che prendono meno di 2.300 euro al mese, che è il termine di paragone dell'Amministratore delegato perché quelli sopra, quelli del suo sistema CVA del cerchio magico probabilmente le consumazioni se le fanno portare dall'hotel Billia, che peraltro non è neanche tanto distante, quindi è facile da raggiungere.
Lei ha il verbale, quindi lei sa di che cosa è stato accusato il dottor (omissis). Sempre questa famigerata macchinetta del caffè del CVA che ha cominciato a parlare ci dice che il dottor (omissis) sembrerebbe aver rivelato notizie e documentazione riferita a emolumenti e premi riferibili all'Amministratore delegato. È la macchinetta del caffè che mi ha dato la notizia, perché la gente parla davanti alla macchinetta del caffè e poi qualcuno sente. Io posso confermare di non avere il verbale del 13 dicembre...
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
...non ce l'ha... perfetto, ma non è tutto, perché ci sono anche delle contestazioni, che invece conosco perché sono state comunicate in data 4 giugno al dottor (omissis), che parlano anche di altra documentazione, quindi, se noi ci atteniamo al verbale, noi parliamo di emolumenti, emolumenti che sono stati ripetutamente chiesti alla Finaosta e la Finaosta ha detto di non possederli, quindi, se non li possiede Finaosta, evidentemente c'è qualche cosa da tenere nascosto, perché capisce che gli emolumenti non credo che siano il cuore dell'azienda, salvo che non siano autoattribuiti e allora, se sono autoattribuiti, ovviamente non devono andare in giro ma risulterebbe essere stato consegnato al sottoscritto anche il bilancio di esercizio in data 12 settembre, un bilancio di esercizio che era pubblicato fin dal 30 di giugno... Vede che io ho solo delle notizie parziali, perché, non avendo il verbale, le dico solo quello che ho sentito ma non posso dirle tutto, lei il verbale ce l'ha. Il bilancio di esercizio, il piano strategico... e le confesso che, se io avessi avuto in mano quel piano strategico e l'avessi portato a una delle aziende del settore che conosco, probabilmente mi avrebbero messo alla porta dopo tre minuti.
Dopodiché il dottor (omissis) viene accusato di aver fornito il long term incentive plan - questa è la lettera del 4 di giugno - in data 24 settembre. Sa che cos'è questo documento? Glielo spiego io: è un artifizio, che, secondo me, dovrebbe essere distribuito nelle università, perché consente agli amministratori di poter beneficiare di premi anche con dei risultati pesantemente negativi. Come viene costruito? Ovviamente io non ho le competenze, ma il risultato finale è questo, dopodiché mi sarebbe stata consegnata la bozza del verbale di assemblea del 14 di ottobre. Sa che cosa contiene il verbale del 14 di ottobre? L'attribuzione dei premi, quindi capisce che diventa difficile anche per lei sostenere che sono stati violati i segreti industriali di CVA EOS, questo dice l'azienda, ma, siccome lei si è assunto il ruolo di difensore dell'azienda, per la proprietà transitiva io credo che anche lei difenda l'azienda.
Dopodiché, collega Perron - chiedo già anticipatamente i 10 minuti del secondo intervento -, c'è un altro messaggio subliminale nel suo intervento che non conosce nessuno, quando lei dice oggi sul giornale... non ho fatto la copia... "Il dottor (omissis) oggi ha ripreso la commistione tra pubblico e privato, dove c'è il rischio che vengano fatte acquistare dal pubblico aziende piene di debiti", allora siccome so, sempre dalla macchinetta del caffè di CVA, che lei da un po' di tempo si è appassionato al mio percorso professionale precedente di cui, le ripeto, sono onorato di aver percorso, questa è una società che si chiama A&B Energie S.r.l., io non so se lei abbia già fatto una richiesta di atti, ma io le agevolo il compito: si chiama A&B Energy S.r.l. ed è una società che esiste dagli anni Ottanta e che era composta dai Comuni di Ayas e Brusson, di cui io sono stato indegnamente Sindaco, e da due privati valdostani operatori nel settore idroelettrico, uno dei quali era il gruppo del quale io facevo parte, quindi le sto dando dei dati.
I due Sindaci, dovendo provvedere al piano di dismissioni delle partecipazioni, mi chiesero di poter interpellare CVA per poter capire se quest'impianto situato sul torrente Evançon con una concessione risalente al 2013 poteva essere di interesse di CVA perché era attualmente fermo per una serie di ragioni tra cui un contenzioso con l'Amministrazione. Siccome sono consapevole del mio ruolo, io ho chiesto all'epoca una riunione con il presidente Lavevaz per parlare di questa questione, anche perché quest'impianto interessava - non so se adesso interessi ancora - CVA per due ordini di ragioni: perché era uno degli ultimi impianti di rilievo nel settore idroelettrico sull'asta torrentizia dell'Evançon e soprattutto perché c'era il pericolo che quest'impianto potesse essere di interesse - e l'interesse era concreto - di gruppi esterni che avrebbero potuto posizionarsi in Valle d'Aosta e piantare una bandierina in previsione delle successive concessioni.
Feci una prima riunione con il presidente Lavevaz, che non era a conoscenza della situazione e che quindi si riservò di approfondire la questione. Dopodiché ne feci una seconda con il presidente Testolin, chiesi una riunione al presidente Testolin, che mi chiese del tempo perché non conosceva la questione, approfondì la questione con gli uffici, dopodiché ci fu una riunione tra il sottoscritto, il presidente Testolin, l'Amministratore delegato e il Direttore generale di CVA alla Presidenza della Regione, i due colleghi sono ancora qui, quindi potranno intervenire se lo ritengono opportuno. Ovviamente il presidente Testolin non fu in grado di dire a CVA che cosa avrebbe dovuto fare, chiese di fare una valutazione. La valutazione da CVA era già stata fatta, l'impianto era di assoluto interesse e remunerativo, però su una cosa il presidente Testolin fu molto rigoroso: chiese che, se questa transazione si fosse perfezionata, la società avrebbe dovuto versare alla Regione circa 1 milione di canoni non pagati e circa 500 mila di diritti spettanti al BIM, quindi questo pretese il presidente Testolin. E sa perché lo pretese? Perché questa società aveva dei debiti non avendo mai potuto avviare la propria attività e l'obiettivo del presidente Testolin era di poter rientrare dei canoni, oltre che eventualmente di consentire a CVA di attivare un impianto. Tutto questo ad oggi, dopo due anni, non è stato perfezionato, quindi le do anche questa notizia, ma lei che in Rue de la Gare 31 è abbastanza di casa potrà approfondire questo tema.
Oltretutto, collega Perron, ero venuto a sapere, sempre dalla macchinetta del caffè di CVA - è terribile questa macchinetta del caffè, dice delle cose che nessuno si aspetta -, che chi aveva fatto la riunione con me poi aveva cercato un giornalista, probabilmente non l'aveva trovato, o non aveva trovato il giornalista giusto, per far uscire la notizia che io facevo pressioni per far acquistare un impianto. Siccome la notizia non è mai venuta fuori ma lei l'ha messa tra i passaggi subliminali, è corretto che quest'Aula la conosca. Dopodiché il dottor (omissis) si è dimesso per evitare un provvedimento di revoca perché deontologicamente, secondo CVA, lui avrebbe violato la sua professionalità.
Allora io vorrei che lo stesso - e lo chiederò - rigore che è stato applicato al dottor (omissis), se dovessero oggi emergere delle stranezze, delle opacità, che non sarò io a dire perché non ne ho la competenza e non ne ho neanche la conoscenza, vorrei che venissero applicate con rigore anche a coloro che l'hanno applicata nei confronti del dottor (omissis) e, se dovessero emergere, mi aspetto o ci aspettiamo alcune uscite nelle prossime settimane da CVA, che siano dirigenti, consulenti, collegi sindacali, capisce? L'importante è essere rigoroso perché - e qui voglio fare un po' il Distort della situazione - il vero leader, quindi nel caso specifico chi gestisce un'azienda, deve essere come la moglie di Cesare: non solo deve essere onesta, ma deve anche sembrare onesta per poter affermare la propria leadership. Ogni minimo dubbio sull'onestà di chi riveste ruoli di responsabilità ne mina inevitabilmente la capacità di guida.
Dopodiché lei ha accennato a ingerenze della politica, evidentemente chi le dà le informazioni non è lo stesso che poi va a dichiarare sui giornali, perché lei ha parlato di grandi ingerenze della politica sulla gestione di CVA, allora io vorrei leggerle velocemente, perché il tempo purtroppo è tiranno, sempre il dottor (omissis) mercoledì 4 giugno, il giorno prima che lei facesse il question time, ha dichiarato, proprio sul tipo di gestione, "l'Amministratore delegato ha precisato: "Noi riteniamo che l'autonomia gestionale sia stato uno degli elementi chiave per i risultati di questi anni e per quanto mi riguarda è un requisito imprescindibile e fondamentale perché senza autonomia manageriale e di gestione si crea confusione. Se l'azionista decide, attraverso una delibera, di interrompere un piano industriale, non è un problema e si prende le sue responsabilità, ma, nel momento in cui non ci sono interventi formali, l'autonomia gestionale è l'unica che può dare risposte alla società assumendosi le proprie responsabilità come abbiamo fatto noi". Allora la mia domanda è: chi mente? Lei o l'Amministratore delegato?
Secondo me, né l'uno né l'altro, sa perché? perché lei, collega Perron - e purtroppo ho molte altre cose ma spero che non si esaurisca in questa seduta consiliare il dibattito su CVA -, ha fatto molto diligentemente il suo, perché, quando le hanno messo in mano il verbale del 13 di dicembre, non le è sembrato vero di avere del materiale per poter spaccare questa maggioranza. Dopodiché mi auguro che ci sia qualcuno che si prenota per entrare nel merito delle società, potremmo parlare di S.R. Investimenti, una società che abbiamo comprato per 226 milioni, che aveva 20 mila euro di capitale sociale e nel corso della dichiarazione c'è stato un aumento di capitale della somma esagerata di 200 euro, quindi ci sono delle persone che, versando 1 euro, 1 euro e mezzo, 2 euro, hanno ritirato 1 milione, 2 milioni, quindi io non credo che questo sia irregolare. Se però non c'è stato il pagamento di un sovrapprezzo - e non compare da nessuna parte -, io credo che sia quanto meno da approfondire, ma non lo faccio perché non ho gli elementi. Ho solo detto che questa è solo una delle stranezze di questa gestione.
Collega Perron, quello che le volevo dire è che le hanno dato una pistola in mano, solo che era caricata a salve. Se lei fosse un giocatore degli sport popolari, le direi che ha preso una bicca, se invece, come ha detto più volte, di far riferimento ai palazzi romani, le dico che le hanno rifilato una sola. Poi lei mi risponderà ovviamente, però mi dispiace di non poter approfondire tutta una serie di cose. Lei però ha detto una cosa molto importante nel suo post: "Le menzogne hanno le gambe corte e i Valdostani meritano di capire qual è il livello della loro classe dirigente". Beh, i Valdostani oggi capiranno una cosa: che sicuramente la classe dirigente alla quale non si devono affidare è la sua, quella del gruppo da lei rappresentato, e lo dico con rammarico perché ho una certa simpatia per quell'area politica, però le devo dire che questa battaglia avrebbe dovuto essere più sostenuta, perché io vedo qui quattro gruppi di opposizione, un gruppo di opposizione ormai da un anno e mezzo che attraverso il suo Capogruppo chiede continuamente chiarimenti sulla gestione.
Il gruppo di Rassemblement, attraverso il collega Aggravi, che ringrazio, ha dato un grosso contributo a quello che potrà essere il prosieguo di questa società, della gestione e dell'attenzione su questa società.
Del collega Lucianaz non conosco il pensiero su questo tema, magari oggi ce lo dirà, e poi c'è una forza politica, che è il convitato di pietra, che è la forza trainante del Centro-Destra, che parla sulla qualunque ma di questo tema non parla, non ha mai parlato, chissà perché. Magari oggi, o in altre situazioni, verranno fuori anche queste piccole stranezze che ci inducono a dire, collega, che lei oggi ha contribuito a scalfire ulteriormente quello che nel settembre del 2020 sembrava un monolite e che si è sgretolato e lei oggi ha dato un colpo importante a un movimento che, utilizzando un eufemismo, non gode di buonissima salute.
Presidente - Altri? Siamo in discussione generale. Ci sono altri interventi? Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Come è stato definito sui giornali, lo show di ieri, cerchiamo di riportare a terra una discussione partendo dalla mozione, perché questo non è un dibattito che è effimero, si basa su una mozione dove si chiede a Finaosta di venire in Commissione a illustrare il bilancio.
Qualcuno dice: "Ma perché non chiamiamo CVA a illustrare il bilancio? ", per il semplice motivo che normalmente non si chiede all'oste se il vino è buono, normalmente c'è qualcuno di terzo che valuta, cioè io posso avere un ristorante e dico: "Io ho la stella Michelin", non è così che funziona. Ci sono gli ispettori, ci sono coloro che vengono a vedere se tu sei un ristorante stellato o sei un'osteria dignitosa ma con dei prodotti abbastanza scontati.
Allora cerchiamo di inquadrare il problema, a volte farò riferimento a Perron, però mi perdoni, Presidente, se poi cominciamo a dire che, citando Perron, facciamo dei fatti personali nel decoro, non ci siamo, perché qua stiamo facendo una discussione politica, lo dico in premessa per non avere sorprese per la gestione dell'Aula.
La CVA non è un'invenzione né di questo Consiglio, né degli Amministratori attuali, la CVA è stata voluta da una legge regionale del 2000. Compie 25 anni, quindi sgombriamo il campo, una società che è stata decisa da decisioni discusse in Consiglio regionale, dove il Consiglio regionale si è assunto dei debiti importanti per comprare degli asset che da 25 anni danno delle grandi soddisfazioni. Nessuno ha inventato nulla, né il Presidente attuale di CVA, né l'Amministratore delegato di CVA, non hanno inventato nulla! Hanno preso la direzione di una società che era e rimane un gioiello grazie alle infrastrutture, grazie alle concessioni, grazie alle professionalità delle persone, quindi sgombriamo il campo.
Dopodiché cerchiamo di dare delle risposte, perché oggi dice: "Ma come mai oggi state facendo una serie di approfondimenti?", due sono gli ordini di motivi: primo, siamo alla vigilia di una rinomina, riconferma, nomina ex novo di un Consiglio di amministrazione, che ha gestito negli ultimi tre anni la società. Attenzione, in questi ultimi tre anni la società ha cambiato pelle in virtù del fatto che è uscita dalla Madia, noi oggi stiamo guardando una società che è totalmente diversa rispetto a quella di tre anni fa e dopo tre anni, santo il Signore, sarà ben giusto che qualcuno faccia un'analisi di che cosa è accaduto e di che cosa abbiamo in società. Prima di tutto dei riferimenti normativi: rispetto al passato abbiamo una società che è un unicum rispetto alle altre società, non è assoggettata al TUSP, cioè alle regole della Madia, non applica le regole del TUF, cioè delle società quotate, e non abbiamo la direzione e il coordinamento. Morale: il Consiglio di amministrazione di CVA fa stramaledettamente tutto quello che vuole senza nessun controllo. Allora, da un certo punto di vista, io non sono d'accordo mai su niente sulle posizioni di PCP, ma concordo pienamente sul fatto di dire: "Ma Finaosta, tu che sei l'azionista al 100% vuoi controllare? Con che criteri stai affrontando l'approvazione di un bilancio?" e io qualche spia me la sono accesa durante queste audizioni, faccio dei riferimenti puntuali.
CVA EOS, che è una società che gestisce tutto il rinnovabile, se voi andate a vedere il bilancio dell'anno scorso, aveva un debito con CVA di 215 milioni, ascoltate bene, 215 milioni remunerati al 5,5%, il bilancio del 2013 è stato approvato nel giugno 2024. A distanza di pochi mesi quindi fare un prestito di 10 anni mi sembra... comunque medio lungo, a distanza di qualche mese CVA fa un aumento di capitale sociale di 250 milioni. Signori, nel prossimo Consiglio discuteremo dell'assestamento, che è di 270 milioni, avete parlato di un assestamento monstre. Bene, lì 250 milioni di aumento di capitale sociale sapete da chi è stato deciso? Dal Consiglio di amministrazione di CVA, cioè abbiamo l'Amministratore delegato di CVA, che è anche il Direttore generale, perché è nominato Direttore generale, e Amministratore delegato di CVA EOS, 250 milioni. Ovviamente perché? Perché probabilmente CVA EOS non era più in grado di pagare il 5,5% di interessi e allora dice: "Sai cosa facciamo? Lo trasformiamo in capitale", quindi quei 215 milioni di debiti spariti. È chiaro che così gli indici vanno bene. C'era tutto il Consiglio di amministrazione di Finaosta, i quattro che c'erano già precedentemente, più il nuovo Presidente e a una mia domanda: "Ma voi sapevate di questo aumento di capitale sociale?". No. Io sono terrorizzato, non ho delle certezze, ma, Perron, lei si vede una società che sostanzialmente è della Regione che fa un aumento di capitale sociale di 250 milioni e l'azionista non ne sa nulla? Se questa fosse nel gruppo Fiat, sarebbero revocati il giorno dopo. Allora io credo che qua ci siamo un po' lasciati prendere la mano, nel senso che una società normale ha dei controlli e dei contrappesi, qua il sistema deve essere completamente rinnovato.
Il collega Aggravi dice una cosa che io condivido al mille per mille: non sei obbligato ad applicare il TUF, ma nulla ti vieta che tu lo possa applicare. La trasparenza, cioè il fatto che vengano conosciute le cose. Quando è venuta qua Finaosta, una delle domande è stata: "Ma scusatemi, state costruendo lo schema per avere i riferimenti per il compenso del Presidente del Consiglio di amministrazione e dell'Amministratore delegato", benissimo. Ma a una domanda sciocca... dice: "Benissimo, voi state lavorando per il futuro". Domanda sciocca: "Sapete quanto prende oggi l'Amministratore delegato?", "No". Ma io sono terrorizzato, tu stai facendo un progetto per immaginare il compenso dell'Amministratore delegato del futuro e non sai quanto prende quello di oggi. Io vi chiedo se stiamo in un mondo normale, perché, se voi mi dite che siamo in un posto normale, io mi dichiaro anormale, perché non succede da nessuna parte. Vedete, io sarò anche un commercialista arrugginito ma nel mondo chi stabilisce il compenso agli amministratori è il socio, è il socio che stabilisce i criteri e i premi che vengono riconosciuti agli amministratori. In un mondo normale, nelle società quotate, sapete che cosa c'è? C'è quello che si chiama il Comitato delle retribuzioni. Il Comitato delle retribuzioni stabilisce quali sono i criteri e quali sono i parametri per dare dei compensi agli Amministratori. È abbastanza normale che nel mondo, quando uno lavora, apprezzi il lavoro che fa, ma il mondo non funziona così. Non è che tu devi apprezzare il lavoro che fai, lo devono apprezzare gli altri, sono gli altri che devono stabilire quali sono i compensi.
Collega Perron e amici della Lega, probabilmente sempre quella maledetta macchina del caffè, nel bilancio consolidato del 2024... noi non ce l'abbiamo, ma ormai i bilanci sono nelle mani di tante persone e nelle chiacchiere qualcuno mi dice: "Sai quanto era il totale dei compensi dei Consigli di amministrazione, dei revisori delle società, dei Sindaci nel 2023? 1.400.000 del gruppo". Sapete quanto sono, e sono dati del bilancio, saranno pubblici tra poco, quando verranno approvati, 4.400.000, tre volte tanto, da 1.400.000 a 4.400.000. Lei ieri ha esordito dicendo: "Questi sono i bilanci del record". Anche questo è un record, nel senso che abbiamo i compensi del Consiglio di amministrazione, dei revisori, che da 1.400.000 passano a 4.400.000.
Il collega Grosjacques parlava dei compensi delle consulenze, sa a quanto ammontano le consulenze del gruppo? Uno dopo l'altro, 14 milioni, cioè noi abbiamo tra compensi al Consiglio di amministrazione e consulenze 20 milioni. Io chiedo quante società in Valle d'Aosta fatturano 20 milioni di compensi, di professione, non che vendo qualcosa e c'è il ricarico. Questi sono dei record e questo per fare che cosa? Per gestire sostanzialmente una strategia che ci sta indebitando. Qualcuno ha parlato del bilancio dei record. Guardi, sa quali sono i record? I record sono che il settore idroelettrico nel 2023 ha fatturato 275 milioni. Sa quanto ha fatturato quest'anno? 365 milioni. Ecco da dove vengono i record, dall'acqua della Valle d'Aosta, non dal sole della Sicilia e della Puglia; il sole della Puglia e della Sicilia forse un domani, ma ad oggi, prendendo i dati molto banali, perlomeno quelli che sono stati pubblicati sul giornale, ci vede una società che è CVA, che ha un utile più alto del consolidato, ergo tutte le cose che sono state fatte hanno inciso con il segno meno. Può anche essere che sia normale questo, perché in una fase di start up all'inizio posso avere delle perdite, ma ci sono delle incognite che sono grandi come una casa!
Oggi come oggi, il valore del megawatt, del fotovoltaico, se voi andate su qualsiasi sito, precipita, nel senso che nelle ore di maggior produzione il fotovoltaico viene regalato. Allora da quel punto di vista io dico: Finaosta, prima di approvare il bilancio, vuoi fare un'analisi di che cosa abbiamo in pancia? Tutti quegli impianti che sono stati comprati valgono ancora quanto li ho pagati? E allora lì noi abbiamo ritirato la chiavetta, perché io non ho paura di ritirare la chiavetta. Se voi andate a vedere quei documenti, trovate che di quegli impianti che sono stati comprati ce n'è una marea che sono stati dichiarati aborted, sono inglesi, perché lì bisogna fare proprio un corso per capire questi piani, ma io ho fatto - perché lì ci hanno dato dei documenti che sono difficili - delle moltiplicazioni e tra SR ed Energetica la somma degli aborti sa quant'è collega Perron? 50 milioni di impianti abortiti. Posso sbagliarmi ma Finaosta vuoi controllare? Sa che cosa c'è scritto in quelle tabelle? C'è scritto che, a fronte di 100 mega abortiti, ne ho 500 di nuovi, ma quei 500 di nuovi che cosa sono? Un foglio di carta, un progetto, un contratto? Perché quelle pipeline che vengono definite cosa sono? Se io in un anno, perché è da un anno che l'ho comprato, sono riuscito a fare 500 giga nuovi, vuol dire che di progetti ce n'è una marea, ma una domanda, consigliere Perron, se la può fare? Dice: "Ma come mai abbiamo comprato come se non ci fosse un domani impianti fotovoltaici eolici in tutta Italia? Saremo mica gli unici? E perché abbiamo comprato noi? Abbiamo pagato di più o di meno?". C'è una società, la Sunnerg, che abbiamo comprato e abbiamo il 60%; il 60% di questa società sapete chi lo amministra? Tre Amministratori delegati che sono rappresentanti del 40%, che insieme si portano a casa 1 milione di euro di compensi. Ma avete mai visto una società che viene comprata e che viene amministrata dalla minoranza? Generalmente la minoranza mette il Presidente.
Noi non abbiamo degli elementi per poter dire che ci sono delle irregolarità, ma abbiamo la necessità, l'obbligo, perché, vedete, nel bilancio e nei documenti c'è scritto che ci sono 800 milioni di debiti. Su questa questione ci sono due o tre cose, se il tasso di interesse si aggira dal 3,5 al 4%, su 800 milioni ballano 30 milioni all'anno di interessi passivi. È vero che c'è l'indebitamento netto perché ci sono delle liquidità, ci sono degli investimenti, ci sono 24-25 milioni di polizze assicurative. Mi viene da dire: "Devono essere molto redditizie tre polizze assicurative se da un lato faccio debiti, dall'altra parte faccio delle polizze assicurative per 25-30 milioni". Chissà chi le ha fatte, però è una domanda a cui risponderemo in futuro.
C'è un altro aspetto: in questo progetto, in questo programma, collega Perron, ci sono centinaia di milioni di ulteriori investimenti. Allora se oggi noi abbiamo 800 milioni di debiti ed è in previsione che ne facciamo altri 1.000-1.200, passiamo il miliardo serenamente, vuol dire che qualsiasi attività che noi andremo a fare dovremo fare ulteriori debiti. Io non lo so, non ho visto il piano, ma il progetto di Hône che vale 150 milioni, sarà un intervento a debito, ma, se cambiano in futuro, se cambieranno i prezzi dell'energia, perché c'è Confindustria a livello nazionale che fa il diavolo a quattro dicendo che bisogna slegare il prezzo del gas dal prezzo dell'energia, se malauguratamente il prezzo scende, sa cosa succede? Un problema enorme. Io non vorrei che, per una carenza di controllo, una carenza di analisi, si possa creare un danno importante alla Valle d'Aosta.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (FI) - Intervengo anch'io a titolo personale e come gruppo di Forza Italia su questo tema, un tema di straordinaria importanza al quale abbiamo dedicato molta attenzione in questo mandato attraverso tutta una serie di attività ispettive.
Ringrazio le colleghe di PCP, che hanno presentato questa mozione, che ci consente di arrivare a fare un'analisi approfondita della situazione che, secondo noi, va messa a fuoco.
Sicuramente siamo qui a dire che la società CVA ha fatto dei grandi risultati, che, come ha detto il collega poc'anzi che è intervenuto, Marguerettaz sono attribuibili sostanzialmente a due grandi fattori: all'esplosione del costo dell'energia e all'incremento della produzione dell'idroelettrico del 30% l'anno scorso. Questi sono i risultati. A oggi tutti gli investimenti che sono stati fuori Valle non hanno dato esiti positivi sul bilancio e hanno appesantito il bilancio. Questi sono dati che noi leggiamo sui giornali, pertanto bisogna iniziare a mettere in chiaro quest'aspetto: che la redditività della società è data dalla preziosa risorsa che abbiamo: l'acqua. Nel 2023 nel mese di ottobre dissi in Consiglio regionale, in una discussione di un'iniziativa ispettiva, che ci avrei tenuto che venissero tenuti separatamente i conti di tutte le società che sono state acquisite fuori Valle per poter fare delle valutazioni chiare di quelli che fossero stati i risultati e questo lo dissi a seguito dell'acquisizione della società Sistemi Rinnovabili, SR; perché questo? Perché avevo detto: "Non vorrei che i proventi dell'acqua venissero utilizzati per andare a coprire le perdite che si vanno a realizzare in Puglia, in Sicilia e nelle altre Regioni italiane", perché va bene fare degli investimenti in Valle d'Aosta che magari non tornano i conti, ma che hanno come finalità anche quella di migliorare la qualità del nostro ambiente, questo ci sta in Valle d'Aosta, ma assolutamente non credo che l'obiettivo della nostra società, della controllante e della Regione sia quello di andare a fare investimenti fuori Valle di cui poi non tornano i conti.
Sicuramente la storia della società è una storia che è cambiata dal 2022, è stato già detto da chi è intervenuto prima. La società si è liberata dai lacci e lacciuoli della Madia, ma qui c'è una grande responsabilità, a mio avviso, da parte del Governo regionale e da parte della società controllante. Non sono stati messi in opera i presidi necessari affinché in questa nuova realtà, in questo nuovo modo di agire la società potesse essere controllata e adesso dico cosa intendo per controllo. Il controllo non significa fare direzione e coordinamento, non significa dare degli input di agire alla società, significa poter valutare i risultati della società, perché noi non siamo qui a ragionare sulla legittimità o l'illegittimità delle azioni, siamo qui a fare dei ragionamenti sulla bontà degli investimenti che sono stati fatti.
Io personalmente sono dotato di pochi strumenti, però ho letto con attenzione la documentazione che è stata prodotta, tutti i comunicati stampa che sono stati emessi dalla società e ho letto con attenzione anche i documenti, che sono stati utili, che sono stati messi a disposizione con questa chiavetta. Anche qui smettiamola di andare a dire in giro che qualcuno si preoccupava, noi ci preoccupavamo solo che, se forniscono dei dati tracciati, siano tracciati dall'origine sino alla fine. Quando hanno risolto questo problema, noi abbiamo ritirato con grande serenità questa chiavetta e vi assicuro che non c'è nessun segreto industriale scritto su quella chiavetta, non c'è niente di segreto, ci sono solo dei numeri, dei dati che sono significativi e vi assicuro che pongono dei grandi dubbi.
Qui noi siamo a discutere il più delle volte di tante piccole inezie in questo Consiglio regionale, ma qui stiamo parlando di miliardi di euro, Signori. Di fronte a degli investimenti di miliardi di euro mi stupisco che ci sia chi addirittura è disinteressato ad approfondire l'argomento, disinteressato. Io esprimo grossa preoccupazione, sono molto preoccupato, sono terrorizzato dagli investimenti che sono stati fatti.
Abbiamo un piano industriale che dice che bisogna potenziare di 700 megawatt per arrivare a un giga il settore del fotovoltaico, dell'eolico, delle altre FER. Un imprenditore normale, credo, per poter fare 700 megawatt, compra 700 megawatt di progetti. Questa società ha comprato 4.700 megawatt di progetti per fare 700 megawatt, non è che glieli hanno regalati questi progetti! C'è scritto, è detto nella famosa macchinetta del caffè, che c'è una moria del 50%. Sapete cosa significa tradotto? Sono poco meno di 400 milioni di acquisti di progetti, di carta, che non sappiamo a quale stadio. Se la moria è del 50%, fate voi i conti. Cosa significa? Tenete conto che il comprare sette volte progetti rispetto alle necessità è stato fatto nel 2022, nel momento che è esploso il costo dell'energia, dove basta andare a vedere su Internet, "Il Sole 24ore". Quanto veniva stimato allora il costo di un progetto, di un'autorizzazione? Il 35% del costo dell'impianto. Oggi, con il calo del prezzo dell'energia, il costo stimato è il 17%. Cosa valgono quegli investimenti di carta che sono stati fatti nel 2022 e nel 2025? Guardate che non cambiano degli infinitesimi su quei numeri, cambiano delle milionate di euro, poco meno dell'assestamento che stiamo discutendo in Regione. Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? Sottovalutiamo questi argomenti qui dentro. Io sono preoccupatissimo, ve lo garantisco, ma vado avanti. Se io ho fatto una scelta di comprare 4.700 megawatt di progetti, che dovrebbero soddisfare il mio fabbisogno, dopo che ho comprato questi progetti compro ancora delle altre società che detengono in pancia degli impianti, compro la società Cancellara che ha 39,6 megawatt di impianti, compro l'SV Solar 2.0 100 milioni due società in più, quindi un grande shopping. Ma possiamo far venire in aula la controllante per capire la strategia? Perché magari ci viene detto: "CVA la trasformiamo in una società di progettazione di impianti, non è più una società che esercisce solo impianti ma che si mette anche a progettare impianti". Credo sia doveroso che qualcuno ci venga in aula a dire qual è il quadro.
Ma vi rendete conto che, se noi andiamo a vedere il prezzo dell'energia, oggi l'energia da fotovoltaico, se guardate sul sito del GME, la domenica nelle ore di sole va via addirittura a zero per tante ore del giorno? Questi impianti sono sostenibili al prezzo dell'energia di oggi e al probabile prezzo dell'energia di domani, che sarà meno di quello di oggi? Un impianto costa 1 milione a megawatt. Sempre dalla macchinetta del caffè emerge che sono stati pagati degli impianti del 2010-2011 5 milioni di euro a megawatt, cinque volte il prezzo del costo di costruzione. Dalla macchinetta del caffè, quando è stata comprata la società Sistemi Rinnovabili, è stato evidenziato che la produzione di energia doveva essere di 56 mila megawatt annui della sommatoria dei 42 impianti, sono impianti datati. La produzione che è stata consolidata nel 2023 e nel 2024 - questi sono dati di un'iniziativa ispettiva che ho fatto - dà un ammanco, rispetto alla previsione consolidata sull'acquisto di stima, di 10 mila megawatt su due anni. 5 mila megawatt all'anno, perché poi, quando parliamo di numeri, bisogna dire: cosa sono questi numeri? 5 mila megawatt? Sono l'alimentazione di un grosso Comune della Valle d'Aosta, gratis per tutto l'anno e questa è una perdita. Abbiamo una perdita su quella società del 10% di produzione, allora abbiamo una perdita del 10% di produzione, abbiamo degli impianti vecchi, sono degli impianti che oltretutto non solo sono vecchi, ce n'è qualcuno che non è neanche manutenuto, che non è neanche attivo al 100%. Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? E, secondo voi, di questi temi non bisogna parlarne più dentro quest'aula? Non è che basta che un'azienda abbia il segno più, perché magari, se gestita in una determinata situazione, ci sono due più, perché, se io sono un amministratore, devo valutare con attenzione le situazioni. Ma vi rendete conto? Dalla documentazione che ci è stata fornita pare che ci siano anche degli operai assunti da una di queste società a un costo azienda di 113 mila euro annui, 10 mila euro al mese. Ora io mi chiedo se questo è il nuovo contratto collettivo nazionale, che verrà applicato a tutti i dipendenti di CVA o si tratta di un unicum all'interno di una di queste società che sono state comprate.
Noi, in termini di società, sappiamo cosa vuol dire in Valle d'Aosta, siamo in minoranza nelle autostrade, ci hanno dato l'Amministratore delegato a noi delle autostrade? Come ha detto il collega Marguerettaz, ci sono tre Amministratori delegati in un'azienda dati alla minoranza, più di 250 mila euro l'uno all'anno, ma stiamo scherzando? Ma questi sono soldi pubblici, sono dei soldi di cui bisogna rispondere alla nostra comunità. Pertanto noi riteniamo che sia non solo giusto, ma doveroso approfondire queste tematiche e ci stupisce chi invece fa tutti dei ragionamenti ma che probabilmente sono ispirati ad altre logiche rispetto alla nostra, che è quella di prendersi cura del bene pubblico, del valore che ha la Valle d'Aosta da difendere. Basta fare due conti senza andare poi a spulciare dei grandi bilanci per farsi dei quesiti e per poter fare dei confronti, perché io ricordo all'audizione che abbiamo avuto con Finaosta che chiesi al Presidente: "Ma voi avete fatto una valutazione sulla bontà di questi investimenti?", perché dal bilancio di esercizio, colleghi, non si evince se gli investimenti sono sostenibili nel medio periodo, non si può leggere dal bilancio di esercizio. A questa domanda al Presidente di Finaosta la risposta è stata: "No, non abbiamo ancora fatto queste valutazioni perché al momento non abbiamo ancora gli strumenti per poterlo fare", ma nel frattempo la società ha speso 600 milioni di euro sul mercato.
Qui nessuno mette in dubbio che possiamo essere in una condizione in cui abbiamo la governance migliore che c'è al mondo, ma attenzione, sono sicuro che non c'è un'impresa al mondo in cui l'azionista dà carta bianca senza nessun esercizio di valutazione e di controllo dell'operato della governance, perché basta fare due conti, sono stati acquisiti 600 milioni di spese, di investimenti, qualche impianto e tanti progetti ma, per mettere a terra quegli investimenti che mancano, i 700 megawatt per raggiungere il giga... ma al contratto ci andrà quasi un miliardo di euro, quindi ci troveremo in una situazione di 1 miliardo e 600 milioni investiti fuori Valle, in una condizione di cui non sappiamo niente, quale sarà l'evoluzione del PUN, che è sostanziale per garantire l'equilibrio finanziario della società.
Sappiamo che sono tutti fatti a debito, quindi con dei pesanti riflessi finanziari, sappiamo che dovranno andare in ammortamento per un ventennio, con dei pesi significativi sul bilancio della società e credo sia doveroso capire come chiude questo cerchio, capire quali sono i risultati di questa gestione. Ma sapete cosa mi preoccupa in particolare? Nel 2023, quando è stata comprata Sistemi Rinnovabili per 340 milioni di euro, è stato fatto un comunicato, CVA aveva 170 megawatt operativi e stiamo parlando del 2023, si dice: "A fine del 2024 arriviamo a 514", quindi a fine del 2024 dobbiamo giungere da 170 a 514. La società aveva 42 megawatt di impianti, bastava fare la somma subito di quei 170+40 e siamo a 214. Sapete quanti ne sono stati aggiunti nel corso dell'esercizio 2023-2024 a fronte dei 300 megawatt dichiarati con comunicato stampa della società? 28, significa il 9,6% di quello dichiarato l'anno prima. Non stiamo parlando di un piano a 10 anni che non sai quali sono le prospettive, sostanzialmente zero. Allora se nel frattempo non costruisco gli impianti, non metto valore al costo dell'energia, corrono gli interessi finanziari, ma sono numeri così. Possiamo sapere in cosa incide questa roba? Noi lo vorremmo capire e ci auguriamo che la lampadina, il faro che oggi si accende in quest'aula illumini il Governo regionale, tutto il Governo regionale, perché noi apprezziamo, come opposizione, siccome è dal 2023 che stiamo dicendo queste cose in modo forte anche in aula, anche assieme ad altri gruppi politici, che è arrivata anche la voce della maggioranza, ma questo ci conforta da una parte, ma dall'altra ci preoccupa ancora di più perché sta crescendo la consapevolezza comune che c'è un problema da affrontare. Vi assicuro, colleghi, che ci spaventa che ci sia qualcuno che qui dentro il problema non lo vede o vede degli altri film dettati da delle logiche che forse vogliono essere fuorvianti alla discussione rispetto al tema, ma confrontiamoci sui numeri, confrontiamoci sulla gestione aziendale, è questo che a noi interessa, ma questo per poter dare i migliori risultati possibili per quello che concerne la nostra comunità.
Ma voi credete che ad andare a comprare a 5 milioni di euro al megawatt/ora di potenza... ma c'era la coda? Io vorrei sapere questo, cioè abbiamo sbaragliato la concorrenza su tutta Italia, abbiamo vinto delle gare per un centesimo o le abbiamo vinte per gran distanza o le abbiamo vinte perché ci venivano a cercare, perché i Valdostani stanno comprando in questo momento e sono interessati alla diversificazione? Ma ve le siete poste queste domande? Io sì. Io credo che in Valle d'Aosta, per quanto tutti siamo bravi, ci applichiamo, non ci sono degli scienziati e so che, quando si prova ad andare in giro per l'Italia a fare degli affari, c'è della gente che è più brava di noi molto spesso e volentieri e mi stupisce di leggere delle situazioni dove noi ci autodefiniamo i migliori del mondo.
Presidente - Ci sono altri interventi in discussione generale? Non vedo prenotazioni. Chiudo la discussione generale... la parola al consigliere Aggravi sempre in discussione generale, in extremis.
Aggravi (RV) - Abbia pazienza ma sto prendendo appunti e sto ascoltando questa discussione, questo dibattito, che, per certi versi, in alcuni passaggi, ma era comprensibile, ha percorso, sta percorrendo e magari percorrerà ancora dei sentieri un po' più lontani da quello che è in parte l'oggetto della mozione delle colleghe.
Cercherò di arrivare al punto e proporre un emendamento, delle modifiche alla mozione alle colleghe visto che siamo ancora in discussione generale, perché mi permette di spiegare un po' meglio un percorso che ho cercato di fare in silenzio e in autonomia e che si è concretizzato in quel modesto contributo che ho pensato di depositare agli atti della IV Commissione consiliare, perché su temi estremamente complessi e complicati io ogni tanto vengo anche un po' deriso dagli amici perché uso spesso il termine "ginepraio" in questi casi, e siamo in più di un ginepraio, in una serie di gineprai penso. Mantenendo, come disse qualcuno, la tête froide, la mente fredda, è necessario analizzare una situazione estremamente complicata come quella che stiamo vivendo e cercherò di farlo, ho cercato di farlo con lo stesso spirito con il quale sono entrato in quest'aula e con il quale per un certo periodo ho avuto la responsabilità e io dico anche l'onore di poter avere la delega alle società partecipate... poter sempre gestire i rapporti con le stesse ritenendo soprattutto che i rapporti con le società partecipate da parte dell'azionista pubblico debbano appunto manifestarsi nel senso che il pubblico deve comportarsi come un buon azionista pubblico e soprattutto è necessario che i confini tra i vari attori siano sempre ben identificati e ben tracciati, perché altrimenti si rischia - e in questo possiamo dire che la normativa italiana purtroppo in tanti settori non ci aiuta - di finire su confini estremamente permeabili e non tracciati in maniera puntuale, che possono, tra l'altro, portarci fuori strada, diciamo così.
Nel passaggio dell'ultimo documento di bilancio di previsione - e qualcuno lo ha ricordato in precedenza - il nostro gruppo ha fatto una provocazione, abbiamo presentato degli emendamenti che volevano lanciare una provocazione, quella di dire: la nostra principale società partecipata può dotarsi di strumenti di autodisciplina per poter aumentare non soltanto la trasparenza delle operazioni, la trasparenza degli atti o, meglio, rafforzare quella che oggi è la struttura complessiva di governance di un gruppo che in poco tempo è diventato molto complicato rispetto al passato, ma soprattutto potesse dotarsi - e qualcuno ha citato il Comitato delle remunerazioni - di strumenti per l'appunto di autodisciplina che consentissero soprattutto di cosa fare? Di evitare che si generassero dei banchi di nebbia da una parte e dall'altra, io non entro nella contesa, perché, ripeto, il mio focus e il mio mood sarà sempre quello di gestire quest'intervento e non soltanto nella figura di un buon azionista pubblico e non di qualcos'altro. Non sono membro di un collegio sindacale, non sono membro di un consiglio di amministrazione, non sono membro di una società di revisione, non sono un consulente che fa delle due diligence, non sono magari un intermediario di una banca di affari che propone delle operazioni, cerco almeno di essere un buon azionista pubblico e questa è la visione che voglio mantenere. In quella sede la provocazione era volutamente e in apertura fatta proprio per cercare di stimolare non tanto il dibattito dei fatti, degli eventi, dei numeri, delle valutazioni, io non voglio entrare in queste situazioni - utilizzerò la persona singolare per evitare di coinvolgere chiunque, però io penso che tutti noi dovremmo agire come buoni azionisti pubblici -, non voglio superare il confine che deve essere tracciato nell'esercizio delle funzioni che oggi rivesto, rivestiamo. Quegli emendamenti furono rigettati, ci fu un impegno per fare delle valutazioni, ma già chi li ha scritti sapeva benissimo che sarebbero stati rigettati, perché l'adozione di procedure di autodisciplina - lo dice il termine - non devono essere indotte, possono essere suggerite, ma io mi autodisciplino se ho una volontà mia, se è coercitiva, c'è un problema.
A fronte di questo ho apprezzato e lo dico, poi è stata anche approvata dal Consiglio di amministrazione della società di cui stiamo discutendo in data 14 febbraio - la data che ricorda, tra l'altro, un Santo del mio paese, San Valentino, non è un atto d'amore, ovviamente -, la procedura di autodisciplina relativa alla trasparenza informativa e mi sono detto: ebbene, qualcosa si muove, un piccolo segnale, ma forse quello che abbiamo cercato di dire tutto sbagliato non era, perché - e torno alle nebbie - spesso il non detto, il nascosto, la difesa preventiva, tutta una serie di situazioni che costano enormemente di più in termini di fatica, di incomprensioni, di creazioni di possibili complotti, di quelli che io ho chiamato "castelli di carta" e mi spiace che questo termine non sia stato apprezzato da alcuni soggetti, non me ne voglia, collega Perron, dopo "ginepraio" l'altra mia espressione è "castello di carta", ma non per svalutare la carta, perché la carta è estremamente importante e a volte ha un peso e qualcuno in parte l'ha anche già detto... quindi successivamente mi sono detto: bisogna fare qualcosa di più. Mi sono interrogato sull'applicabilità del TUF, perché in Italia noi siamo bravissimi e abbiamo creato le società pubbliche, le società private e gli ibridi, perché - prima di scegliere se votare, aspettate di capire se magari accettate anche il mio emendamento - siamo riusciti a fare cosa? A risolvere un problema epocale, che era il deficit perenne continuativo delle vecchie municipalizzate, con una legge che è arrivata come una scure, come ogni tanto succede in Italia, che è il TUSP, all'interno del quale però abbiamo creato un qualcosa di ibrido, che si definisce assimilato alle quotate, come le quotate. In maniera molto semplice e modesta ho scritto una lettera, una PEC al Dipartimento dell'economia il 16 aprile perché era un dubbio che oggettivamente... lo dico in maniera molto modesta perché potevamo anche come gruppo chiedere un parere, però ho detto: "Scriviamo direttamente a chi si occupa di monitoraggio delle partecipazioni pubbliche", la struttura di monitoraggio e controllo delle partecipazioni pubbliche, che mi ha risposto in una risposta molto sintetica - e le risposte sintetiche sono sempre apprezzabili perché molto chiare - e sostanzialmente e giustamente viene detto che, per l'appunto, il TUF non è da applicarsi a una società che, di fatto, non è una società quotata.
Ho apprezzato ancora di più il termine che usa il MEF, perché il MEF non parla di assimilate alle quotate ma le cita come... abbiate pazienza ma sono tante le cose che devo dire e ho poco tempo... sono definite quotate, quindi sostanzialmente chiamate quotate, nell'ambito però dell'applicazione dello stesso TUSP. Cosa vuol dire? Che il TUF non si applica perché la società non è quotata, il TUSP non si applica perché non è una società in house, non è una società pubblicamente detta con controllo analogo e quant'altro, non voglio complicare ulteriormente le cose, quindi siamo in una situazione estremamente complessa e una situazione che necessita di avere una definizione dei confini chiari dello schema e della struttura di controllo. Purtroppo in italiano il controllo o il termine "controllo", ma non soltanto nella lingua italiana, ha una duplice natura: quella di controllo, io ho le azioni, ho la maggioranza delle azioni e quindi controllo una società, io sono membro di un organo di controllo, controllo la società, cioè faccio un'attività di controllo. Il tema quindi molto complesso qual è? Quello dei rapporti nella scala di controllo e di comando - più che di comando di controllo - delle partecipazioni. Noi abbiamo l'azionista pubblico che ha una società in house, questa sì che non è solo una in house ma è anche una società finanziaria vigilata dalla Banca d'Italia, che controlla a sua volta la società di cui stiamo parlando. Sostanzialmente abbiamo uno schermo, consentitemi la semplificazione, tra l'azionista pubblico detto, quindi la Regione, e la società partecipata finale, quindi la Capogruppo del gruppo CVA.
In tale termine qual è la situazione delicata? E qualcuno l'ha già detto: quella di riuscire a evitare di finire nella direzione e coordinamento che una volta c'era e che non c'è più, perché abbiamo ovviamente un rischio industriale latente che è quello delle gare di rinnovo delle concessioni di grandi derivazioni, abbiamo un rischio industriale latente che ci dimentichiamo spesso che sta nella stessa natura della direzione e coordinamento, perché chi esercita direzione e coordinamento ha responsabilità sulle scelte che vengono fatte, non lo dice Aggravi, lo dice il Codice civile e la dottrina, quindi diventa un tutt'uno sostanzialmente - abbiano pazienza i professionisti e gli esperti più di me di questa definizione - rispetto alle scelte che vengono fatte dalla parte del gestionale.
Noi Regione quindi dobbiamo cercare di avere un buon rapporto con Finaosta, Finaosta deve avere un buon rapporto con la CVA e in tali termini e metto la prima pezza del confine perché è importante, anche rispetto ad alcune cose che ogni tanto si dicono, che lo stesso azionista pubblico, la stessa Regione, metta in condizioni Finaosta di poter esercitare il proprio ruolo, come Finaosta deve voler esercitare questo ruolo. Che cosa sto dicendo? Che nei rapporti con CVA non si può superare l'azionista o, meglio, il controllante diretto. In determinate riunioni, in determinate scelte, in determinati rapporti non ci può essere - e questo, ripeto, è il mio modesto pensiero e ho cercato di argomentarlo nel contributo in IV Commissione - un salto dello steccato di Finaosta perché il controllante diretto è la finanziaria regionale, che deve avere la possibilità non soltanto di avere il bilancio con i termini e i crismi previsti dalla normativa, ma deve monitorare nel tempo ex post i risultati, gli andamenti, le principali operazioni, perché qualcuno l'ha detto: non è che la definizione di un confine più ampio rispetto a quello della Madia deve essere un "Libera tutti", perché altrimenti abbiamo un problema e non è il fatto di dire: "Eh, ma siamo una realtà pubblica", a maggior ragione i rapporti devono essere definiti. Se ci fossero più azionisti, dovremmo avere dei patti parasociali, forse dobbiamo avere delle procedure, forse dobbiamo avere delle convenzioni quadro. Non si può pensare che l'azionista diretto vada in assemblea senza nessun tipo di valutazione, senza nessun tipo soprattutto di cognizione e di avere il tempo di comprendere determinati passaggi, anche perché sappiamo che il bilancio è una fotografia puntuale a una data e lo sappiamo benissimo che cosa succede durante l'anno: di tutto e di più, nel bene o nel male.
Le principali operazioni e le principali evoluzioni giustamente devono essere monitorate e bisogna mettere in condizioni chi deve fare questo mestiere di avere maggiori informazioni. Non sto parlando di segreti, non sto parlando di brevetti industriali, sto parlando di un lavoro ex post, perché altrimenti il buon azionista pubblico o il buon controllante parapubblico non esercita la sua funzione senza far nulla o, meglio, non la esercita non facendo nulla perché chissà cosa succede. No, il perimetro deve essere definito e la data puntuale di cambio di pelle... e lì bisogna fare un mea culpa e anche se non ho avuto responsabilità diretta perché non ero membro né del Governo, né di Finaosta, né di altro, lo dico al plurale così evito qualsiasi tipo di polemiche e soprattutto non voglio puntare il dito diciamo dell'apertura che ha fatto la collega Guichardaz giustamente nel presentare la mozione, nel momento in cui CVA ha cambiato pelle, Finaosta doveva cambiare pelle e l'azionista pubblico doveva cambiare pelle, ovvero in quel momento è cambiato il mondo e in quel momento bisognava mettere in piedi una serie di misure, contromisure e di procedure per definire non soltanto i confini dei tre attori, ma definire come i tre attori potessero in maniera più puntuale e più trasparente... come il Codice civile, il TUF, il TUSP e tutta la normativa ci dicono. In tal senso, molto miseramente, il confronto a livello statutario - perché poi alla fine è lo Statuto che definisce e da cui discendono tutta una serie di regolamenti o di normativa interna - tra tre attori, chi è stato quotato, chi in realtà è simile potenzialmente a CVA e CVA, che è un unicum, soprattutto perché ha un azionista unico che controlla, perché spesso si parla, ad esempio, di un altro operatore dell'area dolomitica, in realtà non c'è un solo azionista, ce n'è più di uno, quindi c'è il tema dei patti parasociali.
Ho voluto guardare anche al futuro per non finire nella buca della situazione attuale, delle contingenze, dei passaggi di documenti e quant'altro, sono altre realtà che devono occuparsi o dovranno occuparsi, non il sottoscritto o chi esercita la nostra funzione, questo è quello che io penso. In tal senso quindi il vero problema oggi, che in realtà è un problema che avevamo ieri, stava nel senso di definire i perimetri, e ci torno, le procedure, i rapporti che potessero permettere alla Regione di avere un buon rapporto con Finaosta in termini appunto di azionista principale e soprattutto a Finaosta di poter controllare, monitorare nel tempo, esercitare il suo ruolo nell'assemblea ma anche nei confronti del suo azionista, perché stiamo soltanto guardando dall'alto verso il basso, dobbiamo anche guardare al contrario. In tal senso - arrivo alla mozione delle colleghe - il fatto che il Consiglio di amministrazione, la governance di Finaosta venga in questo caso di contingenza in IV Commissione, ma non soltanto, a riferire le proprie valutazioni di soggetto che si presenterà nell'assemblea dei soci per l'approvazione del bilancio senza ovviamente avere delle direttive, ma soltanto a scopo informativo, sta in quel senso dei rapporti che Finaosta deve avere con l'azionista pubblico.
Faccio un inciso: il tema del perimetro è anche importante quando abbiamo sentito in quest'aula spesso anche presentare delle iniziative di colleghi su chi ha visto o ha avuto la presentazione del piano industriale, chi no, definiamo i confini e comunichiamo in maniera puntuale, non dico solo noi, dico tutti gli attori che sono coinvolti, proprio perché, come insegnano le società quotate, bisogna essere trasparenti prima di tutti verso il mercato, ma il mercato non è soltanto fatto da terribili speculatori, ma è fatto da qualsiasi soggetto che opera nel mercato, quindi qualsiasi cittadino italiano o straniero che sceglie il mercato italiano, anche i Valdostani che hanno a cuore CVA pur non detenendone direttamente delle azioni. In tal senso io proporrei alle colleghe degli emendamenti a questa mozione che derivano dal ragionamento fatto.
Mi spiace, in sintesi non sarò stato sicuramente esaustivo perché purtroppo in venti minuti è difficile riassumere tutta una serie di situazioni estremamente complicate. Io proporrei alle colleghe - e in tal senso se si accetterà quest'emendamento il nostro gruppo voterà la mozione - di togliere dal punto 1 dell'impegnativa "Il collegio sindacale" per un motivo molto semplice: perché nelle S.p.A. il ruolo del collegio sindacale è un ruolo un po' particolare, è un ruolo di vero controllore, è investito di un dovere importante, quindi, se ci sono delle cose che non vanno - e guardo chi è iscritto all'Albo dei commercialisti e me lo può confermare -, ha un dovere non verso l'azionista, non verso il manager, ma verso l'Autorità giudiziaria nel caso in cui ci siano delle situazioni che non vanno. Vi proporrei quindi di impegnare il Presidente della Commissione a convocare il Consiglio di amministrazione di Finaosta e vi chiederei di togliere il secondo punto per un motivo semplice, voi dite: "Convocare il Presidente della Regione per condividere i curriculum dei candidati delle cariche sociali della CVA S.p.A.". La Commissione ha un'altra funzione, il Presidente ha la sua funzione, Finaosta ha la sua funzione, CVA ha la sua funzione. Non mischiamo e non superiamo i confini. Non condividiamo nulla, ma non perché non vogliamo condividerlo, perché non dobbiamo condividerlo. Chi ha la responsabilità di fare le nomine le faccia, chi ha la responsabilità di controllare controlli, chi ha la responsabilità di agire perché è obbligato da delle norme di legge lo faccia. Se verranno accettati questi emendamenti, voteremo la mozione.
Presidente - Siamo in discussione generale. Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - In premessa voglio evidenziare, direi anche con una certa soddisfazione, dopo quasi tre anni, che finalmente una serie di valutazioni critiche su CVA e su questa rotta che ha intrapreso sono state evidenziate anche da vari Consiglieri e da gruppi che non sono soltanto il nostro, è successo già in alcune altre occasioni, ma non come oggi, perché oggi vengono forniti dei dati e degli elementi che confermano una situazione preoccupante, ma queste valutazioni noi le avevamo già fatte parecchio tempo fa non sulla base di dati contabili o di chiacchiere alla macchinetta del caffè, come è stato detto oggi, perché bastava leggere - e lo abbiamo detto tante volte - il piano strategico 2023-2027 e lì già si poteva capire che c'era da preoccuparsi.
Noi avevamo presentato, lo ricordate, una mozione per un esame in Commissione di questo piano strategico, una mozione che era stata votata all'unanimità, perché evidentemente qualche preoccupazione da parte almeno di qualcuno stava già emergendo, un approfondimento che poi non è stato fatto in modo compiuto, eppure lì c'era già direi quasi tutto. Non solo, noi abbiamo manifestato delle preoccupazioni molto prima di quella mozione che chiedeva di esaminare il piano strategico. La prima iniziativa che abbiamo depositato è datata 30 dicembre 2022, era un'interrogazione che riguardava, guarda caso se n'è parlato tanto oggi, Sistemi Rinnovabili, perché era emerso sui giornali che era stato siglato un contratto preliminare con Sistemi Rinnovabili per l'acquisizione di quella società, per un corrispettivo di 340 milioni di euro ed era emerso che questa società aveva impianti operativi per 42 megawatt e gli altri megawatt avrebbero dovuto essere realizzati attraverso nuovi progetti.
All'epoca avevamo chiesto quali erano state le interlocuzioni tra CVA, Finaosta e Giunta regionale in merito a quest'accordo preliminare, qual era la tempistica di realizzazione per questi progetti ancora in itinere, ancora da mettere in piedi e poi quali uffici della Regione o di Finaosta monitoravano e collaboravano con l'attività di CVA al fine di garantire un'interlocuzione regolare con i vertici dell'azienda. Avevamo chiesto questo. Fra le risposte che ci erano state date c'era, per esempio, riguardo agli impianti di Sistemi Rinnovabili, "una parte già esistente, una parte che deve essere costruita, c'è anche una parte che è in attesa di autorizzazione e questo naturalmente ha portato a delle valutazioni economiche di queste tre tipologie. Per quanto riguarda le tempistiche per realizzare i nuovi impianti, si prevede di confermare la nuova capacità di CVA pari a 441 megawatt entro il 2026". Siamo ancora al 2025 ma i dati che vediamo non dovrebbero portare poi forse a quello ma, al di là di questo, quando avevamo chiesto quali erano gli uffici che monitoravano la situazione, non è che avessimo chiesto delle cose molto diverse, monitorare la situazione vuol dire avere in mano un po' la contezza della situazione, ci era stato detto che CVA era uscita dalla Madia, che quindi agisce pienamente come una società che non deve più essere controllata, che non si deve alzare il telefono per chiedere che cosa si sta facendo, queste erano le risposte, e i rapporti sono seguiti allora dall'Assessorato delle partecipate e anche dall'Assessorato dello sviluppo economico, però non mi era stato detto chi effettivamente faceva questo monitoraggio e non lo abbiamo saputo.
Oltre a questa prima iniziativa, datata 30 dicembre 2022, ho controllato poco fa nelle mie cartelle, sono 21 le iniziative che sono depositate, soltanto quelle a mia prima firma, poi ce ne sono anche a firma prima della collega, ce ne sono a doppia firma, quella di oggi è la mozione e per quello che ho contato adesso fa ventidue iniziative in cui abbiamo più e più volte cercato di capire, di avere delle informazioni, ma anche di sottolineare con preoccupazione che quel piano 2023-2027, quello che si stava realizzando, era qualche cosa di cui non riusciamo ad avere ben contezza e ci preoccupava perché soprattutto l'obiettivo che poi oggi è evidente a tutti era che si andava spostando tantissimo tutta l'operatività e anche la maggioranza della produzione di CVA fuori Valle.
Abbiamo parlato di Sardegna, abbiamo parlato di bonifiche ferraresi, abbiamo parlato di Sicilia, abbiamo parlato di tanti impianti, di quelli di cui avevamo qualche elemento, ma di tutto il resto no, l'abbiamo poi soltanto saputo anche vedendo poi la documentazione che è arrivata. È una preoccupazione quindi che risale a molto tempo fa e che è stata spesso - lo voglio anche ricordare - tacciata di superficialità da parte nostra, di non conoscenza della materia, che in parte è anche vero, perché noi non siamo delle esperte in questo senso, però quello che abbiamo voluto fare è cercare di capire e ci è sembrato spesso che ci si dicesse: "Ma no, ma non occupatevi di questo, ma non capite, non sapete, lasciate perdere. CVA fa il suo percorso, deve farlo, ha la piena autonomia per farlo, noi non dobbiamo dire niente, lasciamola lavorare in santa pace", ma nessuno non voleva lasciarla lavorare! Sappiamo tutti che è la società in questo momento più importante per la nostra Regione, ma capire che cosa sta succedendo per una società che comunque continua a essere per il 100% di proprietà della Valle d'Aosta e quindi dei Valdostani, non del Governo, del Consiglio regionale, della maggioranza di turno, è dei Valdostani la società, quindi capire che cosa sta succedendo alla più importante società valdostana è un dovere, secondo me, per chi in questo momento pro tempore siede qui dentro.
Torno però alla mozione che era stata presentata all'inizio di maggio, al fine di avere un momento di riflessione prima che il bilancio di CVA venisse approvato, il Consiglio di amministrazione doveva riunirsi entro il 31 maggio, l'ha fatto immagino, e poi il Consiglio di Finaosta entro fine giugno. Questo bilancio è ormai definito, è in itinere, ma rilevo che la mozione è servita perché è quanto mai utile parlare in Consiglio finalmente di CVA, della sua attività, dei suoi conti e del complesso rapporto tra la società e la proprietà, vale a dire la Regione tramite Finaosta, anche se rilevo che nel dibattito che si è sviluppato con gli interventi di ieri e poi quelli di stamattina si è parlato anche di tanti altri aspetti. Abbiamo assistito ieri sera all'illustrazione direi di un copione utile per una spy story, a mio modesto avviso di livello mediocre, mi perdonerà, collega Perron, una spy story in cui non sono mancate...
(intervento del consigliere Perron fuori microfono)
...parlerà quando avrà la parola, collega Perron, in cui non sono mancate delle allusioni abbastanza fantasiose, collega Perron, a presunti rapporti, complotti, liaisons tra questo nostro gruppo consiliare rappresentato da due Consigliere con poche competenze e chi invece all'interno della maggioranza ha sicuramente competenze e conoscenze maggiori di quelle che abbiamo noi di tutta la situazione, quindi credo che chi ha ascoltato ne abbia ricavato, non lo so, un po' di confusione, io ho rilevato un po' di confusione soprattutto.
Stamattina abbiamo ascoltato altre ricostruzioni, mi riferisco in particolare a quella fatta dall'assessore Grosjacques, delle ricostruzioni che hanno toccato vari aspetti, molti dei quali poco attinenti strettamente al tema che affronta la mozione, poi abbiamo sentito parlare della situazione di CVA e delle preoccupazioni che sono state esternate, in maniera direi molto forte, da parte dei colleghi.
Spesso si parla di CVA, l'ho sentito tante volte, come se fosse una società privata, una realtà in qualche modo esterna alla Regione, invece, come dicevo, siamo noi, in rappresentanza dei Valdostani, che dobbiamo essere in qualche modo anche responsabili del suo operato, dell'operato di una società che è stata costituita - è stato detto anche stamattina - oltre 25 anni fa con delle precise finalità che erano tre: gestire le centrali idroelettriche Enel acquisite, cioè comprate dalla Regione, utilizzare al meglio l'energia prodotta da tali centrali per agevolare lo sviluppo economico regionale e assicurare un'energia a costo contenuto agli abitanti di questa Regione, favorire l'autonomia energetica e la transizione verso l'utilizzo di energia pulita e rinnovabile.
Ieri e poi anche oggi in qualche modo è stato ancora una volta messo in discussione - ma sappiamo che su quest'aspetto le posizioni sono molto diverse - il potere di indirizzo e di controllo da parte della Regione per il tramite di Finaosta sulla società, una questione che proprio da inesperte e da incompetenti noi abbiamo voluto approfondire affidando - lo ricordate - un parere a uno dei massimi esperti di diritto societario pubblico, il professor Caruso, poi so che questa non è una posizione condivisa, ma io ho visto anche il parere che a seguito di questo la società aveva poi fatto realizzare, l'ho letto e non ho trovato una negazione di quanto era stato detto nel precedente, perché poi anche lì le parole che si utilizzano hanno un senso. Che cosa ci aveva detto in questo parere? Che la riconducibilità di CVA al novero delle società quotate, perché così oggi è, benché determini una significativa riduzione degli oneri pubblicistici altrimenti prescritti per altre società a partecipazione pubblica, non interferisce né sui vincoli direttamente posti in capo alla Regione, né sui poteri di indirizzo e controllo ricavabili dall'ordinaria disciplina civilistica o comunque discendenti dalla legislazione del diritto singolare che ha stabilito il controllo regionale necessario sulla società. La Regione può indirizzare l'attività della società sia indirettamente per il tramite della sua società in house Finaosta, sia direttamente in forza delle prerogative speciali accordate dagli interventi della legislazione singolare che riguardano CVA. Entrambe le tipologie di pareri si traducono in situazioni idonee a radicare in capo alla Regione un'attività di direzione e coordinamento di società e l'attività per sua natura non si traduce in un assetto procedimentalizzato di poteri, né in meccanismi che sottendono un qualche potere sostitutivo, perché gli amministratori, quali unici responsabili della gestione, sono formalmente abilitati a disattendere le direttive della Regione, ma la Regione gliele deve dare. Loro possono disattendere, ma la Regione gliele deve dare. L'attività direttiva regionale deve comunque essere coerente tanto con la missione istituzionale formalmente assegnata a CVA in forza della legislazione, in primo luogo dalla legge 20/2000, quella che ha istituito CVA, conformemente a tali limiti è fisiologico che la suddetta attività direttiva si esplichi, in primo luogo, nella definizione delle linee programmatiche dell'azione sociale e che pertanto interessi il piano strategico industriale pluriennale e i suoi aggiornamenti. Io dicevo che non sono un'esperta di diritto societario, ci siamo rivolte a chi ne sapeva più di noi, abbiamo acquisito un parere che riteniamo un parere chiaro e autorevole e a quello facciamo riferimento. So che le posizioni sono diverse, noi rimaniamo su quella posizione.
C'è poi da dire un'altra cosa: quando noi parliamo di CVA, del bilancio di CVA, perché poi era un po' l'oggetto della mozione, dovremmo valutare le cose, a mio avviso, anche sotto l'aspetto della mission della società, valutare a che punto siamo rispetto a quello che si era chiesto a questa società, perché non si tratta, a nostro avviso, soltanto di elencare dei numeri ma anche e soprattutto soffermarsi ad analizzare le politiche che sono state condotte. Sul piano dei numeri è stato detto parecchio, tanto altro ci sarebbe da dire e da discutere. Faccio rilevare anche una cosa: siamo tutti consapevoli del fatto che ci sono degli utili molto importanti, ma abbiamo visto che ci sono anche dei debiti importanti! Ma, al di là della contabilità, quello che va messo in luce è il problema del piano strategico, quello 2023-2027 ora aggiornato al 2029, che, dal nostro punto di vista, per molti aspetti non è condivisibile. L'ho già detto: sposta la quota più importante di produzione fuori dalla Valle d'Aosta, ha portato all'acquisto di un centinaio e più di società esterne alla nostra Regione ed è un piano che trascura la transizione energetica della Valle d'Aosta che dovrebbe invece avere la precedenza. Questo piano non aiuta nemmeno la piena realizzazione della strategia fossil fuel free che la Regione ha approvato, non è di certo la prima volta che lo diciamo.
C'è un'altra questione ancora che vorrei affrontare, perché è importante all'interno di questo intervento. C'è la questione che non viene mai, neanche in queste due giornate, evidenziata, che è quella della scadenza delle concessioni, perché siamo di fronte a un problema che è dopodomani, è una cosa che ci si presenterà dopodomani e la società, la Regione e Finaosta su questa cosa, sulla questione della norma di attuazione, che ancora non è arrivata, non è ancora effettiva, sono silenti e non si può legiferare in materia di concessioni idroelettriche. È una competenza che hanno già tutte le Regioni interessate a Statuto ordinario, noi che siamo Regione speciale non ci siamo ancora, è ferma sul tavolo della Presidente del Consiglio dei ministri. Io credo che, se questa legislatura si chiuderà senza il decreto che approva la norma di attuazione delle concessioni di derivazione d'acqua, sarà un altro fallimento.
Sulla questione delle nomine, che riguarda la mozione, non c'è stata nessuna trasparenza, le forze di minoranza sono state escluse da ogni informazione o interlocuzione. Quando utilizziamo il termine "condividere", che probabilmente è sbagliato... non chiediamo di condividere, cioè di decidere insieme, sarebbe assurdo, ma chiediamo di essere informati, quindi che ci sia almeno una trasmissione, che si conosca almeno qualche cosa.
Vedremo a breve che cosa succederà, perché ci saranno delle innovazioni, forse, non lo sappiamo, si faranno delle scelte, ci chiediamo che cosa farà, alla luce anche di tutto quello che è stato detto oggi, la Giunta, confermerà i vertici che in qualche maniera hanno portato a questa situazione? Non lo sappiamo, lo vedremo a breve, direi che siamo anche un pochino scettici.
In conclusione noi siamo contrari alla svolta che CVA ha operato in questi ultimi tre anni e siamo in sostanza per tornare alla mission originaria, ai motivi per cui era stata creata la CVA come bene comune, come strumento per la transizione energetica di questa Regione, come una società a totale controllo pubblico, ma a effettivo controllo pubblico, che deve essere esercitato con una Regione, con una Finaosta che dirigono e controllano come dovrebbero già fare.
Presidente - Posso chiudere la discussione generale? Si è prenotata la consigliera Guichardaz, casomai, sospendiamo adesso e riprendiamo dopo con la prenotazione, così avete anche l'opportunità di verificare l'emendamento. I lavori consiliari sono sospesi.
La seduta è sospesa dalle ore 11:00 alle ore 11:22.
Bertin (Presidente) - Riprendiamo il Consiglio, siamo sempre in discussione generale. Non so se la consigliera Guichardaz si era prenotata per chiedere una sospensione o per intervenire, fatto sta che si è di nuovo prenotata, pertanto le passo la parola.
Guichardaz E. (PCP) - Semplicemente per dire che c'è stata questa sospensione per l'emendamento presentato dal collega Aggravi che abbiamo accettato, quindi adesso lo porteremo a lei, Presidente.
Presidente - Siamo in discussione generale, ci sono altri interventi nella discussione generale? Qualcun altro vuole intervenire? La parola al consigliere Lucianaz.
Lucianaz (GM) - Bondzor a tcheutte, mersì Prézidàn, can l'è itaye atsetaye, formaye la CVA le Valdotén l'an deutte : "finalemàn payèn pamì la lemiye" [traduzione letterale dal patois: buongiorno a tutti, grazie Presidente, quando è stata comprata, formata la CVA i Valdostani hanno detto: "finalmente non paghiamo più la luce"].
Sto dicendo che, dopo i trasferimenti delle centrali idroelettriche della Cogne e la nascita della Compagnie Valdôtaine des Eaux, sulla bocca dei Valdostani correva la frase: "Non pagheremo più l'energia, che bello" e questa era l'aspettativa di tanti Valdostani 25 anni fa. Adesso questo è forse chiedere troppo, però si immaginava che in una Regione autonoma non si dovesse sempre dipendere da un'Agenzia di Roma per capire quanto può essere fatturato un kilowatt prodotto nelle nostre valli con la nostra acqua, dalle nostre centrali e invece paghiamo il kilowatt esattamente quanto in una metropoli italiana, anzi, paghiamo anche il trasporto perché questa corrente arrivi nelle metropoli italiane. Questo per dire che l'aspettativa sulla CVA era enorme da parte dei Valdostani, ora la CVA ha una funzione formidabile, di fornire un utile mostruoso ogni anno al bilancio regionale.
Nel 2019, in questa stessa aula, però ci siamo battuti e non poco, con altri partiti di opposizione, perché la maggioranza dell'Union Valdôtaine, dell'Union Valdôtaine Progressiste e la Stella Alpina volevano assolutamente quotare in Borsa e cioè cedere almeno un terzo di CVA perché c'era questa necessità appunto di non sottostare alla famosa Madia. Questa era la giustificazione tecnica e ora è un piacere avere questo 100% ancora di proprietà dei Valdostani, ma ci siamo battuti non poco e chi c'era si ricorda in sottocommissione quante discussioni sul fatto che era indispensabile cedere almeno una buona fetta al mercato. Grazie a Dio, la linea dell'Union Valdôtaine anche quella volta non è passata e la CVA è ancora nostra.
Ma cosa ne stiamo facendo di questa CVA? Guardate, io sono uno che, come dice il collega Lavevaz, frequento spesso i bar e parlo con la gente dei bar, quindi non ho grosse competenze e non seguo molto quest'aspetto così tecnico. Ho sentito degli interventi molto, molto interessanti stamattina, ringrazio il collega Marguerettaz, il collega Grosjacques, il collega Aggravi, mai ho parlato di questi argomenti perché avevo il capogruppo Aggravi, il primo della classe, quindi non mi sono mai permesso di affrontare questo fatto, però la gente che frequento nei bar ne sa ben poco di questa faccenda della CVA, dice solo che paga troppo cara l'energia. Il collega Marguerettaz prima, terminando, ha detto: "Malauguratamente, se cala il prezzo dell'energia, che problemi avranno? Quali ripercussioni sui bilanci delle controllate?". Io dico: fortunatamente se cala il prezzo l'energia, perché per noi Valdostani l'energia è troppo cara, poi ai bilanci della CVA ci penseremo anche, ma a noi Valdostani interessa pagare l'energia sicuramente meno di quanto la stiamo pagando adesso. Questo è già un aspetto che dovremo tenere più spesso e più volentieri in conto.
Una cosa che sicuramente posso dire da Consigliere, non membro della IV Commissione, comunque da Consigliere, una cosa che abbiamo sempre sentito dire in quest'aula è che "direzione e coordinamento" ci impediva di avere un minimo controllo sull'operato di queste società. Questa è una cosa che mi ha sempre preoccupato però anche i vertici di Finaosta che abbiamo avuto qui in audizione ci hanno confermato che l'unica occasione che avevano per avere un confronto con CVA era l'analisi del bilancio e questa è una cosa ancora più preoccupante, quindi, quando gli abbiamo fatto la domanda, ci hanno detto: "Va beh, sono i membri del Governo delegati che se ne occupano, noi sappiamo ben poco". Quella che quindi assolutamente è mancata, a mio avviso, è l'informazione da parte del Governo, abbiamo sempre e spesso sentito risposte lapidarie, con pochissimi elementi, anche alle mozioni presentate dalle colleghe Minelli e Guichardaz, che ringrazio per l'impegno di questi anni, però abbiamo sempre avuto risposte molto laconiche da parte del Governo e questo non piace ai Valdostani, non piace assolutamente che si facciano le cose di nascosto e poi che si facciano anche male da cosa stiamo imparando in questi mesi. Sicuramente c'è una grossa colpa da parte del Governo regionale, quello precedente, l'assessore Caveri non l'ho ancora sentito una volta, sarebbe bene sentire anche la sua versione visto che si sta parlando di un periodo in cui lui era responsabile di questo Assessorato.
Giustamente il collega Marquis dice che si vuole capire di più, fortunatamente c'è stato oggi questo dibattito, questo approfondimento e convintamente sosterrò quest'iniziativa.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.
Ganis (FI) - Ringrazio gli intervenuti. Cari colleghi, come membro della IV Commissione, finora ho scelto di mantenere un profilo di ascolto e di attenta valutazione sulle numerose questioni che hanno animato il dibattito in merito alle questioni di CVA. Tuttavia gli sviluppi degli ultimi mesi, e in particolare le recenti evidenze, mi spingono a ritenere che sia giunto il momento di un intervento in questo Consiglio. Le preoccupazioni non sono più solo legittime domande ma questioni urgenti che richiedono risposte chiare e azioni concrete. Le problematiche emerse e che mi permetto di sottolineare nuovamente per la loro gravità riguardano principalmente la gestione degli investimenti fuori Valle, l'ha ricordato bene il nostro capogruppo Marquis.
Abbiamo assistito a un piano di espansione che ha visto milioni di euro di risorse pubbliche, risorse che appartengono ai cittadini valdostani, investiti in progetti fotovoltaici ed eolici al di fuori del nostro territorio. Se da un lato l'espansione, quindi gli investimenti... è un percorso naturale per l'azienda, dall'altro non possiamo ignorare le perplessità crescenti su operazioni che si sono rilevate complesse, problematiche e in alcuni casi, come abbiamo evidenziato, abortite o non pienamente riuscite. Da parte nostra quindi è doveroso un approfondimento serio e trasparente sull'effettiva redditività e sul ritorno strategico di questi importanti investimenti. Dobbiamo assicurarci che il denaro pubblico sia speso con la massima efficienza e con chiaro beneficio per la nostra comunità, anche quando gli impianti sono localizzati altrove.
La crescita dei compensi ai vertici e le consulenze esterne... prendo spunto dall'intervento del collega Marguerettaz... la polemica sui compensi del Consiglio di amministrazione è diventata un'ombra pesante sulla gestione di CVA. Il passaggio di cifre simboliche come 1.400.000 euro menzionati per CVA in precedenza ha proiezioni che superano i 4 milioni di euro nel 2024 per l'intero Consiglio, quindi questo richiede una giustificazione e responsabilità che dovrebbe guidare una società interamente pubblica. Allo stesso modo le consulenze esterne per oltre 14 milioni di euro sollevano seri interrogativi sull'efficienza interna e sulla reale necessità di un tale dispendio di risorse, soprattutto in un momento in cui chiediamo sacrifici ai nostri cittadini valdostani.
La necessità di trasparenza e di controllo pubblico... CVA è patrimonio della Valle d'Aosta, l'abbiamo ricordato più volte in questo Consiglio regionale, la sua natura di società interamente pubblica impone un livello di trasparenza almeno uguale a quello di una comune S.p.A.. Le continue tensioni, le richieste di chiarimento, i dubbi sollevati da più parti sulla gestione, sulle nomine e sulle strategie minano la fiducia dei cittadini. Per queste ragioni riteniamo che il Consiglio regionale debba assumere una posizione più ferma e richiedere con forza una rendicontazione dettagliata e trasparente di tutti gli investimenti realizzati fuori Valle e di una messa a disposizione delle politiche retributive dei vertici. Siamo convinti, come rappresentanti dei cittadini valdostani, che noi abbiamo il dovere di tutelare questo patrimonio fondamentale e di assicurare che la sua gestione sia improntata alla massima efficienza, trasparenza e al servizio esclusivo della nostra comunità.
Ricordo che le parole del mio intervento provengono dalle discussioni ufficiali tenutisi in questo Consiglio e la mia posizione è basata sui fatti condivisi nelle sedi istituzionali.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz per secondo intervento, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Vorrei essere molto chiaro su un aspetto, io non demonizzo affatto gli investimenti che vengono fatti nel fotovoltaico e nell'eolico, non credo sia questo il problema. Ho un approccio, per certi versi, aziendalista, dove gli investimenti sono quanto mai opportuni.
Quello su cui spero di essere stato chiaro è un dubbio, non delle certezze, sul controllo, che vi siano degli investimenti fuori dalla Regione mi pare che possa starci. Io credo che anche altre aziende del settore facciano degli investimenti in questo settore, ma il problema non è quello, è un controllo di gestione efficace per capire se quello che è stato fatto corrisponde alle aspettative. Allora in un mondo normale sull'asse del tempo si dice: "Cosa ti aspettavi?". Quello che ha detto il collega Marquis mi pare significativo, cioè lui dice: "Guardate, che dopo l'acquisto di S.R. erano previsti 514 Giga", poi quanti ne sono stati fatti? Il 10%? Lui avrà fatto i calcoli, ma, anche se fosse il 50%, a uno viene da dire: "Perché non è successo? Che cosa è accaduto? E, se questo è accaduto, può anche ripetersi?". Qua noi, Signori miei, stiamo semplicemente dicendo che Finaosta, perché adesso, al di là delle pratiche che possono essere fatte in questo Consiglio, ma ci deve essere qualcuno di professionale che fa delle valutazioni, non può essere qualcuno che fa un ragionamento qua che è squisitamente di natura politica.
Poi c'è un altro aspetto ovviamente: se è un imprenditore, fa delle operazioni a rischio, non sono delle operazioni certe, ma mi chiedo: l'imprenditore pubblico può esporsi a dei rischi che vanno al di là del tollerabile? Questo è l'altro argomento, perché, se io sono un imprenditore privato rischio del mio, ma, se qua io faccio delle attività particolarmente speculative, il rischio di chi è? Dei Valdostani, allora bisogna avere un approccio conservativo, quindi bene rischiare, ma attenzione... e ci sono ovviamente delle incognite non banali. Prima ho parlato del prezzo dell'energia che potrebbe cambiare se cambiano i parametri di riferimento, ma c'è un'altra incognita, è stato detto prima, se malauguratamente non abbiamo le concessioni idroelettriche nel 2029, tutti i nostri parametri e il rapporto tra debito e EBITDA dove va a finire? Un grosso rischio. Allora dice: "Va beh, Finaosta, quando va ad approvare il bilancio, fa un po' di analisi?", questo è indispensabile ed ecco perché io anticipo questa mozione, per certi versi, non è votabile, ma in linea con quello che abbiamo sempre detto, ovvero le Commissioni devono fare delle valutazioni al loro interno. Io peraltro neanche sono un membro della Commissione, ma, se fossi in Commissione, voterei a favore dell'audizione di Finaosta, quindi lì si deve svolgere il dibattito.
C'è un altro argomento: i controlli interni. Io ho fatto un 116 e ho avuto modo di leggere un po' di verbali del Consiglio di amministrazione. Il consiglio di amministrazione è a senso unico, noi abbiamo l'Amministratore delegato che non è bravo, è probabilmente molto bravo, probabilmente è troppo bravo, che illustra, ci sono pagine e pagine dove si illustrano i progetti. Alla fine c'è una frase tipica: "il Consiglio prende atto", "il Consiglio ratifica", "il Consiglio approva". Se voi andate a vedere questi verbali, la discussione è molto contenuta. Non solo, non c'è, ma può darsi che abbia sbagliato, una frase di un Sindaco che dice: "Ma è giusto?", "Non è giusto?". Noi abbiamo dei consigli di amministrazione dove compriamo per decine e decine di milioni e non c'è una domanda. Allora, da questo punto di vista, bisogna anche capire quali sono le dinamiche all'interno del Consiglio di amministrazione.
È stato messo in Croce il dottor (omissis) perché sembrerebbe aver diffuso dei segreti industriali. Abbiate pazienza, se come segreto industriale è il compenso che prende il dottor Argirò, mi pare un segreto industriale di poco conto, ma se l'ingegner Cantamessa, che scrive delle relazioni, delle lettere, delle richieste al Sindaco, si interrogasse sull'indipendenza del Collegio sindacale io sarei contento. Lo sa perché sarei contento? Perché se malauguratamente... io non lo so, ma lei siccome è un appassionato di giallo, fa una ricerca dalla documentazione che è depositata al registro di imprese, lei scoprisse che abbiamo un Presidente del Collegio sindacale che è anche consulente di una società partecipata, che presenta i bilanci delle società in cui il direttore generale è un altro amministratore unico in carica, lei, da quel punto di vista, mi dice se quel Sindaco è indipendente? Se malauguratamente scoprisse che solo negli ultimi due anni solo su una società il Presidente del Collegio sindacale, piuttosto che lo studio associato di cui fa parte, fattura decine di migliaia di euro, l'indipendenza c'è? Se lei venisse a scoprire che uno dei Sindaci è anche socio di un membro dell'ODV, cioè l'Organismo di Vigilanza della CVA, lei direbbe sempre che sono indipendenti? Qua abbiamo messo in croce il dottor (omissis) perché ha dato un documento a chi? A un membro sostanzialmente dell'azionista e non guardiamo l'indipendenza? Vedete, nei Consigli di amministrazione di quelle società partecipate ci sono tutti gli ex venditori, prima è stato citato il problema della SR, ve la spiego cercando di semplificarla: il 30 giugno 2022, una società che aveva il 100%, di Londra, ha permesso un aumento di capitale sociale di 200 euro e ci sono persone che, versando 145 euro, hanno incassato 1.628.000 euro sei mesi dopo. Ma questi sono dei geni, hanno fatto un aumento di capitale sociale riservato ai collaboratori della società, hanno versato cumulativamente 202 euro e si sono portati a casa 2.200.000 euro. Io mi vergogno ma per le mie capacità, perché sono uno scarso, perché, se uno con 202 euro, porta a casa 2.200.000 euro, noi possiamo dimetterci perché, se degli Amministratori di una Regione non sono capaci a fare queste operazioni, siamo rovinati. Poi vado a prendere il bilancio, tutto nel registro delle imprese, 2022 di questa società c'è scritto che il socio unico londinese ha venduto al socio unico CVA EOS, tralasciando il fatto che sono entrate sei persone con 202 euro che hanno portato a casa 2.200.000 euro.
Allora vedete perché mi si accendono le lampadine? Gli organi di controllo dove sono? Da un certo punto di vista, queste operazioni sono delle operazioni legittime? Sì, ma opportune? Tutti gli amministratori delle società a cascata sono soggetti che hanno venduto le quote a CVA EOS e si prendono dei compensi da 150 mila euro. Guardate il rapporto di Nuova Energia, Nuova Energia era già dal 2018 negli obiettivi ed era una società di cui il Direttore generale era un socio importante indirettamente e alla fine della fiera è sufficiente dire: "Io ho denunciato il conflitto di interesse", ma neanche su Topolino leggiamo delle cose del genere, cioè dire: "Guarda, io ho un conflitto di interesse, però dimostro che l'acquisto della mia società, su cui per anni CVA ha gestito e ha mandato dei contratti d'appalto, ha fatto crescere valore che poi io ho riconosciuto con un moltiplicatore dell'EBITDA. Non funziona così. Qua Finaosta deve cambiare passo.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Jordan, ne ha facoltà.
Jordan (UV) - Il tema di CVA è complesso e serio e va affrontato con altrettante serietà e responsabilità. È inutile ricordare a tutti i colleghi che la CVA è la partecipata più importante sia in termini di volumi che di risultati che abbiamo nella nostra Regione.
Siamo passati nel corso degli anni da non voler sapere nulla di cosa succedeva in CVA e ricordo bene gli interventi dei colleghi in tal senso, siamo passati dal nulla a voler entrare in ogni parte di CVA, forse non distinguendo più i diversi ruoli e responsabilità. È evidente che a livello normativo non aver più da parte nostra un ruolo di controllo e coordinamento è legato al tema del rinnovo delle concessioni in cui non si deve confondere il ruolo di colui che bandirà le gare, di chi parteciperà, rischio industriale latente di cui ha parlato bene il consigliere Aggravi prima. Credo sia necessario e opportuno fare chiarezza sui ruoli, sul nostro ruolo, sul ruolo della politica, ma soprattutto sul ruolo di Finaosta, lo diceva adesso il collega Marguerettaz, Finaosta che, ricordo, è l'azionista di CVA, che più di tutti deve, doveva occuparsi di CVA e raccogliere le tante domande che sono state fatte e fugare i tanti dubbi che sono emersi. Finaosta lo deve fare avendone competenze, avendone la professionalità, esercitando appieno il suo ruolo. Finaosta ci dica se gli obiettivi del piano industriale riguardo a quanto fatto sono coerenti e sono corretti, io non ho gli elementi per poterlo fare. Finaosta ci dica se la situazione debitoria è sotto controllo o se ci sono delle questioni su cui dobbiamo preoccuparci o ancora ci dica come stanno andando le acquisizioni o l'attuazione dei piani industriali e se queste stanno dando più o meno i risultati attesi, oppure verifichi anche le situazioni di opportunità - e ne sono state citate dal collega tante - così da diradare, così da far chiarezza su dubbi e insinuazioni che spesso sentiamo, di cui non abbiamo sufficientemente elementi e competenze per poter capire,
Noi invece impegniamoci a capire come meglio definire il quadro societario, riportando su CVA il potere di indirizzo e di controllo, ben inteso a eccezione del settore elettrico, si ragioni come definire l'assetto societario che, ai fini del rinnovo delle concessioni elettriche, occorre tenere separati i ruoli, ma non per le altre fonti rinnovabili, lì il problema non si pone. È evidente, lo avete detto già prima, che nel settore idroelettrico, al netto delle importanti operazioni di revamping, c'è stabilità, il settore è sufficientemente presidiato e genera quasi tutti gli utili del gruppo, quindi è altrove che dobbiamo fare chiarezza. Dicevo che è necessario confrontarci e lo dobbiamo fare per dare indicazioni, per definire un assetto societario diverso per le altre fonti rinnovabili, perché è proprio in quei settori che si concentra il piano industriale ed è in quei settori che ci sono investimenti significativi, è in quel settore che c'è l'indebitamento. In quel settore ci sono state tutte le acquisizioni societarie, con tutte le conseguenze legate alla difficoltà di avere trasparenza vista l'eccessiva nidificazione e ramificazione societaria, però si fermi questo stillicidio di notizie, di scoop, di fughe di informazioni, di comunicazioni dei giornalisti, si affronti la questione in modo serio e costruttivo. Sia chiaro, è evidente, è un bene che si sia avviato il confronto su questo tema, va dato atto a chi da subito e chi dopo, avendo informazioni, ha fatto emergere il problema. È stato giusto chiedere informazioni, è stato giusto avere accesso ai dati, è stato corretto e forse da rimarcare in maniera ancora più forte la necessità di assicurare la massima trasparenza e tanta, tanta sobrietà nella gestione di società che sono pubbliche e non private; pertanto su tutta una serie di tematiche - e cito personale, acquisizione, benefit, assunzioni e tante altre - devono essere gestite esclusivamente nell'alveo delle gestioni pubbliche e non privatiste. Così come la gestione dei contributi che spaziano in ogni dove, con importi così significativi da mettere in secondo piano persino gli enti pubblici, non mi sembra, ma potrei sbagliarmi, che i contributi siano sempre coerenti con le finalità della CVA.
Concludo dicendo che si affronti il tema della CVA ma senza creare pregiudizio alla nostra più grande società e il continuo far uscire informazioni, insinuazioni, elementi (incomprensibile) non credo sia di beneficio non per la reputazione dell'Amministrazione, ma per la reputazione della nostra società. Non ci si faccia condizionare dall'esterno per condurre azioni che hanno altre finalità rispetto al bene della CVA, non si utilizzi CVA per fare campagna elettorale o per altri obiettivi non così chiari, standone né troppo vicino - e parlo del passato, del presente e il futuro - ma neanche volendo demolire tutto, ma nemmeno non si affronti questo tema con dei grandi, importanti e imbarazzanti silenzi.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marquis per secondo intervento.
Marquis (FI) - Ancora alcune considerazioni e riflessioni sull'argomento. Riguardo al percorso storico che c'è stato sulla società, sono uno di quelli più convinti del percorso di quotazione della società, del percorso di diversificazione degli investimenti, perché ritenevo all'epoca che la quotazione fosse lo strumento che garantisse i migliori presidi per la tutela dell'interesse pubblico, anche in termini di trasparenza, non solo di competitività sul mercato. Noi quindi non stiamo facendo una critica al principio dell'investimento, la critica è una critica a chi deve esercitare il controllo dell'azione che viene svolta dalla società, dalla governance. Questo è un fatto fondamentale da evidenziare.
Vorrei fare ancora una considerazione riguardo alle preoccupazioni che ho espresso riguardo al prezzo dell'energia, al prezzo a cui viene venduta. Sostanzialmente il rischio della volatilità del prezzo dell'energia, in una fase che è mutevole di grossi cambiamenti, viene assunto da CVA Energie; questo perché? Perché all'inizio dell'anno le società che producono sono CVA e CVA EOS, stabiliscono un prezzo di vendita dell'energia a prezzo fisso tutto l'anno a CVA Energie. Il prezzo dell'energia è venduto allo stesso valore, sia quello che è prodotto dall'idroelettrico che quello che è prodotto dal fotovoltaico. È un prezzo che è qualcosa di più dei 100 euro a megawatt/ora, poi calcolate che, se ci fermiamo a valutare il mese di maggio scorso, per quello che dicevo prima, che ci sono delle dinamiche quotidiane che differiscono ora per ora il prezzo dell'energia che viene immessa sul mercato, il prezzo medio dell'energia era 95 euro megawatt/ora. Il prezzo medio dell'energia prodotta dal fotovoltaico, che è quella quindi tra la fascia oraria tra le ore 09:00 del mattino, quando arriva il sole, e le ore 17:00 o le ore 17:30 quando arriva il tramonto, era di 65 euro, quindi questo è un dato delle dinamiche in corso che preoccupa fortemente. Abbiamo visto anche in Spagna cosa sta succedendo con il settore del fotovoltaico, perché questo tema sta cambiando l'approccio del mercato, è questa la grossa preoccupazione, perché, se oggi CVA EOS vendesse a 65 euro, al prezzo che l'energia viene immessa sul mercato a CVA Energie, i disavanzi sarebbero ancora più grossi. Se in prospettiva questo trend dovesse continuare, c'è veramente da preoccuparsi e da riorientare l'azione, perché diversamente si andrebbe a finire dentro una traiettoria di insostenibilità. Sono questi i ragionamenti che noi vorremmo fare con chi ha il dovere di controllare e di valutare la bontà degli investimenti e soprattutto la loro sostenibilità nel tempo, perché la sostenibilità va valutata nell'ambito di un ventennio. Adesso volevo fare ancora un'ulteriore considerazione sui sistemi rinnovabili sulla società, che, come ha detto bene il collega Marguerettaz, è stata acquisita a 340 milioni di euro. Ma, attenzione, non è tutto qui, perché i 340 milioni di euro non tengono conto dei 50 milioni di euro che bisogna investire, ma subito per revampizzare questi impianti che sono 42 impianti fotovoltaici, che sono datati 2010, 2011, 2012 e che hanno delle necessità di intervento per essere aggiornati e resi efficienti, perché, come ho detto nell'intervento precedente, hanno un calo di produttività già adesso consolidato del 10-11%, e voi sapete che in questi settori il 10-11% è già solo questa la redditività di un'impresa, l'utile, viene meno questo, viene meno il resto... quindi attenzione. Questa società di fatto, per tenere in efficienza i 42 megawatt di impianti e incrementarli di 28, perché viene aumentata la potenza per arrivare a 70 megawatt, richiede di nuovo 50 milioni da iniettare, quindi siamo già a 390.
Attenzione, quello che fa anche pensare è che dentro questi 340 milioni ci sono 1.014 gigawatt di progetti. A distanza di un anno e mezzo 500,7 megawatt viene detto che sono abortiti, segnati in rosso, morti, 500, vuol dire la metà, ma questa metà vuol dire che sono 31 milioni di euro. Se noi andiamo a vedere anche l'altra società, la Renergetica, anche lì sono abortiti 233 megawatt di potenza, quindi vuol dire altri 20,7 milioni. Tradotto: gli aborti a oggi conclamati, quindi vuol dire soldi che non ci sono più, che se ne sono andati, sono 51,8 milioni di euro, non stiamo parlando di noccioline!
Noi abbiamo presentato una proposta di legge per ridurre il costo dell'energia in Valle d'Aosta a tutti i Valdostani. Con 20 milioni all'anno si riduce il 50% del costo dell'energia ai Valdostani. Con questi 51 milioni, se non fossero stati persi, si potrebbe ridurre il costo dell'energia per due anni e mezzo a tutti i Valdostani per le prime case. È questo un senso di responsabilità che noi richiamiamo, ci sembra che qui si muovano dei grossi numeri sui quali bisogna avere qualche chiarimento, qualche rappresentazione, qualche illustrazione della strategia. Magari noi non la riusciamo a capire, questi sono tutti dubbi che ci vengono da un'analisi dei numeri che ci sono stati forniti. Sono dei dubbi che verrebbero a qualsiasi persona che ci dedica dell'attenzione e un po' di studio per rendersi conto di cosa sta succedendo. Pertanto è per noi indispensabile che si dia luogo a questo percorso di valutazione. Vorremmo essere rassicurati in materia.
Adesso solo più una cosa che è stata richiamata ieri di una visita istituzionale in Cina nel 2015. Questo è gossip, collega, volevo solo rappresentare questo perché questa è storia della Valle d'Aosta. La visita in Cina è stata nel 2016 o 2015, quello che fosse. Al 21 febbraio 2017 è stata costituita una Commissione di inchiesta per la valutazione delle turbine cinesi in quest'aula di cui facevo parte, proprio perché uno dei sostenitori che bisognava fare chiarezza su quest'argomento.
Le voglio ricordare che questa mozione che ha istituito la Commissione d'inchiesta ha visto una grossa spaccatura nel Consiglio regionale perché è stata votata da 21 persone che facevano riferimento ai partiti di Stella Alpina, Pour Notre Vallée, Movimento 5 Stelle, UVP, Alpe, tutti meno che l'Union Valdôtaine e il Partito Democratico, quindi non si preoccupi sul fatto se ero sullo stesso aereo di persone dell'Union Valdôtaine.
Le voglio solo anche spiegare, perché lei la storia forse non la conosce, ma neanche chi ha scritto l'intervento la conosce, glielo posso garantire, sa cosa è successo? Che quello che ha fatto spaccare la maggioranza e nascere il Governo che ho avuto l'onore di presiedere sono due grandi temi: il tema del Casinò e il tema delle turbine cinesi. È così che è nato il Governo, quindi la rassicuro che su questo argomento da parte nostra c'è stata sempre la massima attenzione, non è colpa loro, questa è la storia, è cosa è successo, è una rendicontazione che la può quindi tranquillizzare rispetto a tutti quei film. Qui il problema non sono i film, il problema è valutare cosa sta succedendo, perché veramente qualsiasi persona, qualsiasi imprenditore, qualsiasi persona lucida che guarda questo dossier ha dei dubbi, gli vengono dei dubbi e i dubbi devono essere rimossi perché qui si rappresenta la gestione del patrimonio pubblico in quest'aula.
Pertanto noi siamo consapevoli che non bisogna entrare nella direzione e coordinamento ma riteniamo che i presidi vadano individuati da parte del Governo e di Finaosta per garantire questo controllo, perché non è immaginabile in nessuna parte del mondo che una società possa fare un miliardo di investimenti senza giacere al controllo dell'azionista. Questo per noi non è ammissibile.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Lavevaz, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Volevo fare anch'io due considerazioni su un tema molto delicato. Sono due giorni che discutiamo su due mozioni, ieri quella sulla legge elettorale, oggi su questa che credevo scadute, come lo yogurt, le due mozioni che sarebbero state ritirate. Questa un po' meno, l'altra aveva i suoi obiettivi già raggiunti, ma è comunque una discussione politica ovviamente molto interessante, molto delicata, che ha delle ripercussioni ovviamente molto importanti.
Dicevo che anch'io voglio fare due considerazioni perché su questo tema sono già intervenuti diversi componenti, anche del mio gruppo prima di me, ma su questi aspetti abbiamo tutti delle sensibilità, dei sentimenti non divergenti, ma magari un pochettino diversi. Quello che è evidente a tutti, credo anche dalla discussione di questa mattina, è che su questo tema il clima sia comunque molto negativo, al di là della positività del fatto di discuterne oggi qui, eccetera, un clima negativo nell'ambito politico, nell'ambito dei gruppi, un clima negativo, ma questo non da oggi, anche tra le partecipate, tra i diversi ruoli delle partecipate. Io credo che, per cercare in qualche modo di dirimere questa questione, di trovare una soluzione che porti o che riporti alla dovuta serenità, ci debba essere un impegno da parte di tutti, questa è una cosa banale ma è così, e soprattutto questa serenità deve esserci nell'interesse di tutti, nell'interesse della società, nell'interesse quindi di tutta la Valle d'Aosta.
Avere le informazioni è sicuramente il primo punto per cercare di capire anche questioni complesse come queste. Abbiamo ritirato la famosa ormai chiavetta che nasce a seguito della mozione che abbiamo proposto e votato come maggioranza. Stiamo analizzando, anch'io sto analizzando come tutti, credo, chi ha ritirato questi dati, per cercare di capire questi aspetti che riguardano la gestione della società. Ci sono sicuramente degli aspetti che devono essere chiariti, il collega Marguerettaz ne ha citati molti, il collega Marquis anche, ma sono anche degli aspetti che, secondo me, io forse ho il grande difetto di fidarmi, magari anche oltre il dovuto, ma io, fintanto che non ho prove contrarie, tendo a fidarmi, quindi io sono ancora convinto che anche gli aspetti che devono essere chiariti, nel momento in cui siano spiegati, possano trovare una loro logica e una loro ragione degli aspetti che sono stati portati avanti nell'autonomia gestionale della società.
Ovviamente ci sono degli aspetti di rischio che sono molto evidenti, anche questi sono stati richiamati, parlo in prospettiva della questione di avere ancora legato oggi, per fortuna, il prezzo dell'energia al prezzo del gas, la questione delle concessioni in futuro, ci sono tanti aspetti che sono dei fattori di rischio molto importanti. Dall'altro lato credo però che gli investimenti che sono stati fatti, la diversificazione delle fonti energetiche siano degli aspetti che sicuramente andavano fatti, laddove ci siano delle questioni da spiegare, spero che queste possano essere spiegate e possano essere in qualche modo chiariti gli aspetti più dubbi della questione.
Io credo che il vulnus di tutto questo l'abbia spiegato molto bene il collega Aggravi, che ringrazio anche per il contributo scritto che ha portato alla IV Commissione. Anch'io come altri non faccio parte della IV Commissione ma ho seguito e ho partecipato al dibattito ovviamente su un tema che credo riguardi non soltanto la IV Commissione ma la nostra Regione, come è stato detto, anche questa è una banalità ma è così.
C'è sicuramente un prima e un dopo, c'è un prima Madia, quindi CVA soggetta ai limiti del decreto Madia e c'è un dopo Madia. In questo passaggio, come è stato detto, la CVA ha cambiato pelle, ha cambiato proprio la sua mission sicuramente e in questo dopo ci siamo trovati tutti e, quando dico "tutti", dico socio, dico partecipata diretta, controllante, Finaosta, dico partecipata indiretta controllata CVA. Ci siamo trovati in una situazione nuova per tutti, senza precedenti, senza giurisprudenza mi verrebbe da dire, una situazione in qualche modo da ristrutturare da un certo punto di vista per quanto riguarda i rapporti.
Io non credo che, come ha detto forse, se non ricordo male, la collega Minelli, questa situazione, in senso lato, sia stata causata dai vertici di una partecipata piuttosto che da un'altra, è una situazione che deriva da dei passaggi normativi, dalla volontà che abbiamo. Io all'epoca avevo un altro ruolo, abbiamo sollecitato ovviamente l'uscita dalla Madia, sollecitato la ricerca di soluzioni che permettessero a CVA di uscire dalla Madia - ma non solo CVA - per delle ovvie questioni, quindi è una responsabilità di tutti, del socio, della controllata diretta e dell'indiretta di trovare un nuovo sistema, un nuovo assetto di rapporti all'interno di tutti gli attori coinvolti, un nuovo assetto ovviamente nel rispetto dell'autonomia gestionale e nel rispetto dei ruoli e soprattutto dei vincoli che ci sono, in particolare riguardanti una società, come è già stato detto, che ha gli strumenti finanziari collocati sui mercati regolamentati.
Sulla direzione e coordinamento si è parlato tanto, secondo me, si è fatta anche tanta confusione, la modifica che abbiamo proposto quando ero Presidente della Regione io la rivendico ancora come un passaggio, cioè quello di uscire ovviamente dalla direzione e coordinamento come un passaggio assolutamente necessario, che ancora oggi credo che, se non fosse stato fatto, dovrebbe essere fatto ma per un motivo molto semplice: che abbiamo davanti a noi delle gare per delle concessioni, laddove ci siano delle situazioni di stretto rapporto, di coordinamento e di direzione tra socio e la partecipata, seppur indiretta, ovviamente l'inciampo è quasi certo sulla questione delle gare. Credo quindi che questo passaggio andasse fatto allora e ne rivendico oggi l'assoluta necessità.
Come dicevo, io personalmente e fino a prova contraria, continuo ad avere fiducia di chi ha amministrato in particolare la società CVA anche in momenti molto difficili, si ricorderà la crisi energetica del 2022, con degli sbalzi importantissimi dei costi dell'energia e tutto quanto questo ne ha derivato. Sarà però ovviamente la Giunta regionale a decidere sul prosieguo o meno del management attuale o dell'eventuale modifica, eccetera. Io personalmente credo che quest'anno di nomina del nuovo management, nuovo anno che è stato possibile grazie alla modifica dello Statuto che Finaosta ha proposto, credo che quest'anno, proprio per il fatto che è un anno e non sono tre, debba proprio servire per costruire questo nuovo assetto di rapporti tra gli attori, sempre nel rispetto di tutti i ruoli, di tutti i vincoli, di tutto quanto, per trovare un assetto che sia effettivamente l'assetto a regime del post Madia, un assetto a regime che ad oggi non abbiamo ancora ancora trovato. Spero che questo anno in qualche modo di riflessione, nel senso di riflessione sugli atti da fare, non di star fermi a riflettere guardando le stelle, di riflessione sugli atti e sulle cose eventualmente da reiterare o da mettere a posto, sia a livello di forma che di sostanza nei rapporti, permetta in qualche modo di trovare questa serenità di cui parlavo all'inizio che deve per forza essere il presupposto per una gestione serena di una società che, come hanno già detto tutti, è la società più importante della nostra Regione, che deve però passare, secondo me, attraverso un nuovo modo di comunicare, non voglio semplificarla troppo ma credo che quello che debba essere trovato è proprio un modo di comunicare tra i diversi attori coinvolti nella gestione della partecipata.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (UV) - Veramente non pensavo di intervenire, ma ho ascoltato attentamente le considerazioni che sono state messe in evidenza ieri sera e oggi, permettetemi solo qualche passaggio delicato perché ci tengo. Il primo nel 2016, dopo anni e anni e anni di difficoltà ad avere qualche informazione nelle società direttamente o indirettamente controllate e partecipate, votammo, mi sembra all'unanimità, una legge per avere qualche elemento in più e qualche informazione in più, perché ci sembrava naturale che chi oggi ha un ruolo legislativo conoscesse e avesse contezza delle scelte che ogni società in autonomia metteva in campo.
Diversi Consiglieri che mi hanno preceduto hanno già ben illustrato e messo in evidenza gli ultimi passaggi che abbiamo fatto, quell'uscita dalla Madia, che penso che - e ne sono ancora certo oggi - il percorso era quello e il fatto poi di non avere più nessun tipo di coordinamento e controllo della società più importante che abbiamo.
Vi assicuro che non è stato semplice per quanto mi riguarda, per il percorso che ho fatto, per le battaglie che ho fatto, ridurre queste informazioni e quindi questo comunque controllo per tutti quelli che oggi hanno un ruolo, che sia governativo, in esecutivo, o che sia semplice Consigliere o (incomprensibile) in questo caso.
Questa era la prima parte. Sarò brevissimo sulla seconda, perché non entro nel merito, io sono uno tra quelli che assolutamente ho accettato di ritirare la chiavetta, ma perché mi sembra normale, è il nostro ruolo, dopodiché ognuno con le proprie capacità se la studia, se la guarda, se la legge, penso che sia normale, anzi, io direi doveroso, è normale che la sfida delle prossime settimane e dei prossimi mesi sia quella di riequilibrare, nel rispettare i ruoli della società, l'autonomia della società, della controllante, dell'azionista fino ad arrivare oggi a noi 35 che abbiamo quel ruolo di legislatori. Come riequilibrarlo più volte negli ultimi mesi, anche in aula e anche in maggioranza e anche all'interno del nostro gruppo dell'Union non solo c'è la volontà ma si deve trovare, si deve ripensare a questo percorso andando a normarlo, andando a declinarlo perché c'è questa necessità e questa è la sfida delle prossime settimane e dei prossimi mesi. Non so se ce la faremo prima della fine della legislatura, sarà difficilissimo, sarà per chi sarà eletto nella prossima legislatura, ma questa parte va fatta.
Faccio un ultimo passaggio: bene hanno fatto i colleghi a mettere in evidenza se ci sono delle criticità secondo loro e se ci sono delle cose da analizzare nel dettaglio, ma penso che a questo punto, quando è così la situazione, è come nelle migliori famiglie, è come nelle piccole imprese, è come un'impresa singola, si deve avere la possibilità di avere tutte le informazioni e allora io penso che comunque nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, abbiamo comunque ancora un po' di settimane, ci sia la possibilità di sentire tutto il Consiglio di amministrazione di CVA in IV Commissione, ci sia la possibilità nuovamente di sentire Finaosta in IV Commissione perché noi vogliamo sapere non solo la verità, ma, dato che ci sono anche degli investimenti, i punti di forza e i punti di debolezza, ma senza nascondersi dietro a nulla, perché non ci interessano altre cose. Per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda, la sede deputata è semplicissima, abbiamo la possibilità di poter audire tranquillamente prima Finaosta, poi in seconda battuta tutto il Consiglio di amministrazione di CVA perché vogliamo sapere e conoscere, poi ognuno di noi si farà una sua valutazione ma con totale serenità.
Ribadisco, e termino, io sono tra quelli che ha ritirato la chiavetta e che ho dedicato per adesso numerose serate a leggermele, a studiarmele, a cercare di capire, ma vi assicuro che veramente ho voglia di fare ulteriori passaggi in più sì, senza problemi, ma perché? Perché forse noi dobbiamo accompagnarlo questo percorso, sta nel nostro ruolo, sta nella nostra responsabilità e abbiamo fatto una scelta che è quella di non andare a rinominare comunque per tre anni un nuovo Consiglio di amministrazione, abbiamo deciso di farlo per solo di un anno e à plus forte raison allora dobbiamo avere quegli elementi per poter dare continuità nell'irrobustire quelli che sono all'interno di un percorso di chi oggi, ancora oggi, accetterà le sfide visto e considerato che sono numerosi i curriculum che sono stati presentati, la possibilità di non solo accompagnare, non solo rilanciare, ma, avendo tutte quelle informazioni, io penso che siano doverose a uno che ha deciso di dare la disponibilità di voler adempiere a legiferare e quindi a noi 35.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UV) - Nel corso di questo dibattito sono stati toccati numerosi temi, io mi atterrò, parlando dai banchi del Governo, alle tematiche di tipo energetico.
Sapete come le competenze sono divise rispetto ai progetti e alle deleghe, gli aspetti societari competono in questo momento alla Presidenza e appunto credo sia opportuno rimanere sui propri temi se si parla da qua, altrimenti giustamente se si fanno interventi più politici, è giusto scendere nel ruolo più di attività di Consiglio.
Rimanendo al tema più di visione industriale della CVA, che è sì un'impresa pubblica, ma sempre un'impresa, sono stato particolarmente soddisfatto del secondo intervento del nostro Capogruppo, che ha ben evidenziato il fatto che oggi non è in discussione una visione industriale di una società pubblica che deve concorrere, grazie alla sua qualità, alle sue competenze e alla sua capacità, a quello che è un grande obiettivo che l'Europa ha assegnato al nostro Paese e che è un obiettivo che, in generale, il mondo ha assegnato a tutti i territori. Concorrere alla doppia transizione non può essere fatto semplicemente a corrente alternata o semplicemente assegnando a questa doppia transizione il ruolo che si vuole politicamente nel momento in cui si vuole.
Tutti siamo tenuti a far crescere la produzione da fonti di energia rinnovabili, soprattutto quei Paesi che dipendono, come il nostro Paese, in maniera importante da fonti che arrivano da altri territori che abbiamo visto durante lo shock energetico dovuto in particolare nella seconda fase alla guerra in Ucraina hanno messo in forte difficoltà la produzione industriale, i costi del nostro Paese, i costi per le famiglie e i costi in generale per la vita di comunità. Avere quindi una visione industriale che va oltre un buon utilizzo dell'idroelettrico, mantenendo sull'idroelettrico la giusta attenzione per continuare a fare investimenti come quelli che sono stati presentati da poco a Hône 2, i prossimi saranno, se riusciremo a percorrere tutto l'iter autorizzativo, a Chavonne, e ci saranno altri investimenti per migliorare l'efficienza idroelettrica ai nostri impianti, è giusto andare oltre, basta scorrere i piani industriali di altre società, Dolomiti Energia, Iren, Terna, tutti parlano di doppia transizione, tutti parlano di investimenti sull'eolico, sul fotovoltaico e altro ancora perché comunque siamo anche di fronte a una visione - e ieri con il piano sulla gestione delle nostre acque è stato ben evidenziato - a una situazione che, a livello climatico, non garantirà sempre o quantomeno le garanzie perché ci saranno sempre queste produzioni, non sono sicuramente una certezza, come non è una certezza riuscire a realizzare questi investimenti.
Questa mattina mi sono messo a leggere velocemente alcune cose che hanno pubblicato, per esempio, Dolomiti Energia ha aperto un impianto eolico ad Apricena in Puglia, ha presentato un piano industriale con più di 2 miliardi di investimenti, mi sembra il 35-40%, dedicato allo sviluppo eolico e fotovoltaico e la sua Presidente in un'intervista ha detto: "Storicamente siamo forti nell'idroelettrico ma oggi stiamo ampliando il nostro mix, abbiamo acquisito in partnership con il gruppo IVPC, impianti eolici e fotovoltaici esistenti, collocati in particolare tra Centro e Sud Italia, che saranno oggetto di revamping". Questo, per quello che riguarda appunto una società che penso possa essere assimilata alla nostra, il 68-70% di capitale pubblico, quindi una visione sicuramente locale. Stessa cosa vale per Iren, che a un certo punto parla esattamente delle cose che noi conosciamo nel suo piano industriale, quali sono le principali linee di intervento e l'espansione territoriale, il rinnovo delle concessioni idroelettriche, incremento della capacità di stoccaggio e si dice: "Investimenti per fare 86% di rinnovabili e stoccaggio, 2,5 miliardi di euro".
Sarebbe quindi miope... e sono sicuro che il consigliere Marquis e Forza Italia non intendono contenere lo sviluppo industriale immagino come forza di crescita, lo dico così siamo sicuri tutti; quello che è stato messo in discussione credo sia diverso, sia il metodo e i risultati.
Il metodo... il nostro Capogruppo, anche per le sue competenze, ha portato delle informazioni in aula, io credo che, per un'analisi più approfondita, sarà necessario continuare a lavorare su questi argomenti, anche perché le società sono composte da organi, il Consiglio di amministrazione con poteri di controllo e questi organi hanno delle responsabilità. Queste responsabilità non svaniscono nel tempo ma rimangono, quindi avremo tutto il tempo di continuare ad analizzarlo, sapendo bene che però, se uno presenta un piano industriale che ha una ricaduta al 2029, stiamo facendo un percorso.
La mortalità di certi progetti ci sta in campo energetico, ci sta in qualsiasi progetto di sviluppo industriale, possono funzionare bene certi supermercati, come certi impianti energetici, dipendono dalle condizioni generali che possono cambiare i risultati, quindi ci sono dei momenti in cui quest'anno abbiamo visto dei bilanci delle società di energia, per esempio, che ci sono stati dei problemi sull'eolico, ci sono dei momenti in cui le cose possono funzionare a pieno regime, degli altri in cui vanno ritarati i progetti e giustamente, come avete detto ancora voi, degli altri ancora dove bisogna analizzarli ed eventualmente andare a fare delle attività che possano migliorare i piani in corso. Il piano attuale è un piano che è stato ripresentato con un quadriennio 2025-2029, il piano precedente era 2023-2027.
Ci sono quindi una serie di elementi che, a nostro avviso, stanno facendo crescere una società che deve guardare all'esterno facendo bene attenzione di continuare a far crescere il nostro territorio in termini di miglioramento, come ho detto in premessa, dei propri impianti, ma anche di crescita collettiva della qualità e della competenza di quest'impresa. L'ho detto in conferenza stampa a Hône, quindi lo ribadisco qua, tra gli elementi qualificanti, che, a mio avviso, questo management ha portato, c'è l'attenzione a far crescere tutta l'attività tecnica che porta poi a realizzare investimenti, come quello di Hône 2 che speriamo possa essere utile per gli altri. Mantenere il know-out, farlo crescere e, se possibile, innestare nuove professionalità è di fondamentale importanza in una società come questa che ormai sfida un mercato quanto meno globale.
Fare in modo che i nostri giovani possano crescere in quest'azienda, fare in modo che la meritocrazia possa far parte sempre di più delle aziende pubbliche, fare in modo che quest'azienda possa attrarre e vado alla conclusione per dire che tra le attività che nella mia delega ho cercato di sviluppare insieme a CVA ci sono tutti i temi legati alla ricerca, all'innovazione, alla nuova visione in termini energetici, sicuramente il tema dell'idrogeno grazie a CVA lo possiamo affrontare, ma stiamo affrontando, attraverso CVA e le imprese del territorio, il grande tema del domani, che è quello degli accumuli dell'energia, perché sempre di più bisognerà produrre al momento giusto e poter utilizzare al momento giusto per creare la giusta redditività degli investimenti. Stessa cosa vale come lo sviluppo di un progetto, che, per ora, è nella sua fase embrionale ma che speriamo possa essere sviluppato nei prossimi mesi, nei prossimi anni, che è quello della realizzazione di un centro importante nell'ex area Tecdis che possa vedere CVA essere attrattore di tutta una serie di politiche che possano far crescere qui il tema della visione energetica, del sistema dell'innovazione attraverso l'attrazione di start up e di tutto quello che potrà portare qui il mondo dell'impresa e di una crescita attraverso l'istituzione di centri di formazione, in particolare abbiamo parlato molto di un ITS che possa diventare un attrattore di altre professionalità del territorio e un formatore di Valdostani che si dirigano in questa direzione.
Rispetto a tutto questo, c'è stata attenzione, rispetto agli obiettivi che abbiamo cercato di sviluppare insieme c'è stata attenzione, ovvio che siamo nella fase finale di una valutazione di lavoro che vedrà, con la giusta attenzione, la giusta determinazione, tutti quanti a portare il proprio contributo per fare la scelta migliore per l'anno che viene, per il futuro, nell'interesse non tanto di uno o dell'altro della maggioranza o del Governo, ma nell'interesse di questa società e nell'interesse della Valle d'Aosta.
Presidente - In discussione generale ci sono ancora degli interventi o posso chiudere la discussione generale? Prenotatevi. Non vedo prenotazioni, la discussione generale è chiusa. Per il Governo replica il Presidente della Regione.
Testolin (UV) - In realtà, non è una replica, poteva essere benissimo inserita all'interno del dibattito della discussione generale, ma per dare completezza a questo percorso, che è durato una mattinata, sono emerse delle situazioni per certi versi molto condivisibili, che dimostrano l'attaccamento che ognuno di noi a vario titolo e al netto di alcune speculazioni che fanno parte comunque sempre di un dibattito all'interno di quest'aula, che ci indicano come prioritaria la salvaguardia di un'azienda che per noi è capitale.
Ci sono delle considerazioni che sono risultate ricorrenti in questo dibattito e che sono già emerse, lo ricordavano alcuni interventi durante la mattinata, che ci hanno portato ad attivare alcuni anticorpi rispetto alle nostre perplessità più importanti, come la necessità di trasparenza, la necessità di verifica, la necessità di controllo, la necessità di avere una lettura delle progressioni all'interno di un percorso di crescita aziendale.
Io credo che all'interno di questo percorso lo sbaglio più grosso sarebbe banalizzare o rendere semplici alcuni concetti che, invece, sono di un approccio un po' più complesso e un po' più elevato, che necessitano di un'attenzione che è stata sollecitata da tutti e che il Governo e il sottoscritto stesso assolutamente condividono. In questo contesto ci sono degli elementi che, penso sia stato sottolineato da tutti, sono stati riconosciuti come vincenti: un piano strategico che prevede una diversificazione è un piano strategico opportuno e che è nato a valle di un'opportunità che è stata data dall'uscita della Madia, ed è su questo concetto che si basano delle decisioni che hanno modificato la vision della società, la possibilità di intervenire; anche i mezzi e le tempistiche nelle quali alcune iniziative potevano essere attivate e anche di conseguenza le verifiche che su queste iniziative venivano o potevano venire attivate e le tempistiche di queste verifiche.
Ora, è stato sottolineato da molti, c'è la necessità di avere a valle di queste scelte condivise, che danno una prospettiva più ampia e più completa e più complessiva alla CVA, l'attivazione degli anticorpi di verifica per darci quella sicurezza che nessuno di noi oggi può esibire con facilità, ma attenuare quei percorsi, anche magari enfatizzati, per sottolineare le cose che non vanno.
Credo che l'approccio debba essere un approccio organico, che ci permetta di valutare sia le cose che sono state fatte molto bene, sia quelle che non sono state fatte molto bene o che sono state fatte male, laddove queste situazioni ci siano. In questo contesto Finaosta ha cercato, grazie alle sollecitazioni che ci sono state anche a fine anno e in un percorso diciamo di compressione e di adattamento anche a quello che è stato uno scenario che è cambiato proprio a partire dal 2022, di creare quei percorsi per darci questo tipo di risposte. Sono percorsi che devono essere sempre molto equilibrati, che devono tenere conto di una situazione dove non c'è direzione e coordinamento per non pregiudicare altri aspetti, che devono tenere conto del nostro bisogno di avere qualcuno che sia in grado di una valutazione tecnica a 360 gradi e che sia supportata da degli elementi complessivi, perché anche le valutazioni che sono state fatte in quest'aula oggi hanno dei limiti che non possono essere dissolti in quest'aula.
Sinceramente non sono in grado di dare alcune risposte, ma penso che anche chi ha messo sul piatto questi aspetti sia ben cosciente che una storia, se raccolta solo in due particolari, ti può dare una visione distorta del film complessivo, quindi questo è il compito che Finaosta deve portarsi a casa e sono sicuro che questo tipo di percorso sia nelle corde della governance attuale di Finaosta e nelle loro volontà e aspettative prima ancora che nelle nostre.
Finaosta ha cercato di sollecitare questi meccanismi di trasparenza che poi CVA ha cercato di mettere in piedi, è intervenuta a livello statutario per cercare di trovare dei limiti, dei particolari che gli permettano di avere una maggiore efficacia nelle decisioni e una maggior coscienza delle decisioni che CVA va a espletare anche su percorsi rispetto alle società del gruppo e ha individuato, anche mettendolo a disposizione dei decisori, un percorso che è già stato richiamato, dove l'anno di tempo del nuovo CdA servirà per ultimare quel percorso di adattamento degli statuti che possa essere più aderente alla situazione normativa, che è una situazione normativa con dei vuoti e con delle carenze molto importanti e da un punto di vista dell'unicum che questa società ha il 100% in mano all'Amministrazione pubblica rappresenta in questo momento.
Credo, quindi, che ci siano tutti i presupposti per poter lavorare con serietà, così come lo si è fatto fino ad oggi, perché, quando si dice che qualcuno crede di più o è più attento a certi percorsi, lo fa sapendo di mentire, perché, quando si hanno delle peculiarità e delle aziende come CVA che ha garantito in questi vent'anni un ritorno importante dell'investimento che si è fatto negli anni Duemila, credo che al netto di parlare un po' di più, parlare un po' di meno, l'attenzione rispetto al ruolo che uno svolge nei confronti di queste società è sempre molto accesa, è sempre molto attenta.
Questo confronto di oggi, al netto di qualche uscita più colorita, penso che ci dia la certezza di dover lavorare in una certa direzione, con l'aiuto indispensabile da parte di Finaosta, che, al netto dell'approvazione della mozione che, seppur modificata in un senso molto positivo e che io condivido, ha voluto sottolineare i vari ruoli e le varie attenzioni che ognuno all'interno del suo ruolo deve avere, è una decisione della Commissione competente, così come ci siamo sempre espressi.
Al di là, quindi, di un voto di astensione su questa specifica mozione, penso che Finaosta possa effettivamente assumere questo ruolo di lettura per poi darci delle risultanze che ci confortino sul buon operato della società e su quelle che potranno essere le aspettative che la società CVA potrà garantire nei prossimi anni al nostro territorio, che è la cosa che veramente sta a cuore a tutti i 35 in quest'aula.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Dagli interventi che si sono susseguiti direi nella seconda parte della mattinata, quindi gli interventi da parte dei Consiglieri di maggioranza sostanzialmente è emerso in modo evidente, direi in maniera molto evidente, che non c'è certo una compattezza all'interno della maggioranza, anche se non dovrei parlare di maggioranza, ma dovrei parlare del gruppo dell'Union Valdôtaine, perché mi pare che siano intervenuti soltanto Consiglieri appartenenti a quel gruppo, quindi non c'è compattezza sulla valutazione della questione CVA, sulla sua governance e direi sulle sue scelte.
Come credo sia già accaduto altre volte in passato per altre questioni, quando ci sono in ballo le importanti partecipate come questa, si vedono i distinguo, si vedono quelle che sono state definite, mi pare da qualcuno, diverse sensibilità, ma credo sia evidente che c'è un posizionamento piuttosto diverso a seconda delle persone, che evidenzia delle discrepanze significative. La responsabilità che a breve dovrà essere esercitata della designazione del nuovo Consiglio di amministrazione di CVA è ovviamente della Giunta e vedremo quale sarà la linea che prevarrà, se prevarrà la linea della continuità, se prevarrà invece un'altra linea. Di certo credo che guardiamo un po' tutti - e noi lo facciamo da tempo - con preoccupazione a questo passaggio, consci che a questo punto vi state dibattendo anche all'interno di una vostra difficoltà, di una difficoltà intrinseca, che è emersa in maniera, mi pare, come ho detto, evidente.
Nella sua replica il Presidente ha evidenziato che il piano strategico 2023-2027, per quanto riguarda la diversificazione delle scelte, è condiviso da tutti. Rilevo che non è così, su quel piano ci siamo espressi più e più volte evidenziando come la linea che era stata decisa proprio con quel piano fosse, dal nostro punto di vista ovviamente, preoccupante e che si mettessero in campo scelte che andavano nella direzione veramente di non occuparsi in maniera significativa della situazione della Valle d'Aosta, ma di proiettarsi altrove.
Adesso vengono fuori tante osservazioni, si stanno esaminando documenti, si stanno facendo approfondimenti, c'è quindi un'attenzione, emerge a questo punto - e siamo a giugno del 2025, e la situazione era stata evidenziata, come dicevo, quasi tre anni fa -un'attenzione che io ritengo un po' tardiva, ancorché necessaria, ma sicuramente tardiva. Devo dire che sono anche un pochino stupita perché credo che ci siano all'interno di quest'aula, del maggiore gruppo di maggioranza e anche negli altri, persone che abbiano competenze, capacità di entrare nelle questioni legate a un dossier importante e complesso come quello di CVA, ritengo che ci siano persone che hanno sicuramente capacità e anche elementi che vengono anche da una situazione pregressa molto maggiori rispetto a quelli che possiamo avere noi, che non siamo certo state mosse in quest'azione insistita, che abbiamo fatto dal 2022 in avanti, da interessi di bottega, né siamo state spinte, come qualcuno in qualche maniera ha quasi voluto insinuare, uso proprio questo termine "insinuare"... non siamo state mosse da nessun rapporto con esponenti di maggioranza, piuttosto che da qualcuno che dall'esterno facesse delle pressioni.
La nostra azione è stata molto chiara, è stata molto semplice direi, forse anche troppo, perché appunto non avevamo tutti gli strumenti per poterci posizionare in maniera anche tecnica e precisa, ma sicuramente siamo state sostenute da una preoccupazione che è derivata dall'aver analizzato, dall'aver chiesto, dall'aver cercato di capire una situazione che riguarda quella che ad oggi è la più importante società che abbiamo, che fa sicuramente degli utili, che è un bijoux per la Valle d'Aosta, ma che ha intrapreso un percorso che noi non riteniamo corretto, non riteniamo valido. Abbiamo cercato di dirlo in tanti modi, come ricordavo stamattina, siamo state anche devo dire redarguite in più occasioni da parte di tanti, però adesso alcune delle stesse cose che dicevamo tempo fa le sentiamo, le vediamo, capiamo che sono nell'interesse di tanti; questo va bene da un certo punto di vista, però mi resta un po' il dubbio o comunque il pensiero, il retropensiero, non so se si può chiamarlo così, del perché si sia aspettato tutto questo tempo per occuparsi in maniera più puntuale della situazione.
Devo escludere ovviamente alcune persone che invece in Consiglio lo hanno fatto, perché come noi altri hanno affrontato questo tema in maniera forse non così insistente, però è stato fatto e le risposte più o meno sono sempre state le stesse, al netto di quelle che poi dovevano essere le risposte tecniche, che poi erano sempre letture di note di CVA, è per quello che ha riguardato la nostra attività ispettiva, però c'è sempre stato quest'atteggiamento del dire: "Occupatevi di altro, non andate a rimestare in questa cosa perché 1) non capite, 2) non deve interessarvi, 3) lasciamo andare avanti senza disturbare". Vedo che adesso i nodi vengono un po' al pettine, spero che non sia troppo tardi.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Presentando questa mozione non pensavo sicuramente di scatenare il dibattito che è stato portato avanti quest'oggi, un dibattito sicuramente molto interessante e che vede in qualche modo anche finalmente la condivisione da parte di alcune persone di posizioni che portiamo avanti ormai da moltissimo tempo.
Qualcuno ha detto: "è una mozione fuori tempo massimo". Ricordo che anche questa è una mozione che giace nel Consiglio da tre Consigli, quindi è normale che, se le questioni vengono affrontate un mese dopo, molto probabilmente possano in qualche modo essere collocate fuori tempo massimo.
È interessante anche vedere l'atteggiamento che c'è adesso, a fine legislatura, dove si dice: "Basta che lo chiediate in Commissione e questo sicuramente andrà avanti", ma è evidente che nel pomeriggio arriverà già una nota al Presidente della IV Commissione per chiedere con urgenza che ci sia la convocazione rispetto al bilancio di CVA, perché immagino che anche il dibattito di quest'oggi faccia capire che molto probabilmente questo dibattito e quanto abbiamo chiesto nella mozione debba essere affrontato la prossima settimana, credo sia del tutto evidente. Come credo sia del tutto evidente - e alcuni Consiglieri lo hanno in qualche modo confermato - che in quella mozione noi chiediamo che sia Finaosta a venire in Commissione e non CVA, purtroppo le volte che CVA è venuta in Commissione, e sono alcune, molte domande non si potevano porre perché dopo interventi lunghissimi non c'era più il tempo, dall'altra parte abbiamo anche appreso di spostamenti al MAR o altre cose per questioni personali di cui molto probabilmente non ce ne poteva quasi interessare per nulla, abbiamo anche dovuto sopportare attacchi personali che sinceramente esulano dal dibattito che sta avvenendo oggi in questo Consiglio regionale, perché credo che nessuno di noi abbia questioni personali contro gli uni o contro gli altri. Quello di cui abbiamo dibattuto per tutta la giornata di oggi è semplicemente una visione anche diversa e che in più occasioni abbiamo esplicitato.
Ribadisco: la questione del controllo posta dal consigliere Aggravi, ribadita anche dal consigliere Marguerettaz e dal consigliere Marquis, credo sia un po' il nodo di tutto, perché effettivamente sia io che la collega Minelli ci siamo sempre occupate di tutt'altro nella vita e, sotto questo punto di vista, il fatto che ci sia comunque Finaosta, che è colei che dovrebbe garantirci sotto il punto di vista del controllo... credo sia importante che Finaosta abbia tutti gli elementi per poter venire in un Consiglio regionale e dire: "No, non ne sappiamo nulla" come è avvenuto nella scorsa audizione di Finaosta, ma venire in Consiglio regionale, rassicurarci e dirci: "Gli investimenti portati avanti per noi sono investimenti corretti" oppure "La società è assolutamente solida" e via dicendo, però qualcuno in qualche modo deve rassicurare le persone, perché sicuramente il collega Marguerettaz ha molte più competenze di me rispetto a una tenuta di bilancio ed effettivamente alcuni elementi che lui ha posto sono elementi che meritano una risposta. Ve lo dico perché credo che basti anche andare a vedere nella banca dati del Consiglio, la prima interpellanza del consigliere Aggravi, me la ricordo benissimo, era proprio legata a una questione rispetto a CVA e la poneva nel 2020, questione che è riemersa nel dibattito di oggi. Sotto un certo punto di vista, vuol dire che alcune risposte che si chiedevano allora neanche oggi le conosciamo.
Arriverà quindi la lettera al Presidente di Commissione che non ho visto durante la discussione di oggi e spero che i buoni auspici del Presidente, quindi il fatto che sia utile che quest'argomento venga affrontato in Commissione, vengano poi rispettati anche dal Presidente di Commissione, che quindi questa mozione, anche se mi è sembrato di capire non venga votata dalla maggioranza, in qualche modo poi possa andare avanti.
La collega mi dice che nel mentre è arrivata una richiesta di audizione da parte di CVA, quindi io ribadisco che, per quello che riguarda la mozione, è del tutto evidente che per noi è importante sentire Finaosta. Sotto questo punto di vista, lo dico e lo ribadisco, poi certo si possono sentire CVA, le mille "scatolette" che ci sono attorno e via dicendo, però, sotto questo punto di vista, credo che la precedenza della nostra (incomprensibile) sia quella di sentire Finaosta.
Presidente - Altri? Ci sono altri interventi, dichiarazioni di voto? Mettiamo in votazione? Consigliere Perron, a lei la parola.
Perron (LEGA VDA) - Per dichiarazione di voto, magari mi lascia qualche minuto in più, non intervengo per fatto personale, c'è, non c'è, non lo so, ma chiaramente qualche minuto in più, magari sforo.
Per prima cosa diciamo che, per quanto ci riguarda, abbiamo, con il nostro intervento, in qualche modo smascherato i legami politici su questo tema o, meglio, oggi sono finalmente sul tavolo e palesi, molto bene, e l'abbiamo fatto documentando. Dall'altra parte abbiamo sentito, su quanto abbiamo detto, argomenti che definirei tranquillamente deboli.
Punto secondo: la vostra, colleghi in particolare dell'Union, comunque vada a noi pare una débâcle politica, perché chiaramente l'abbiamo detto fin dall'inizio: questa governance è comunque stata voluta da voi, ennesimo punto, e due in questo caso colpite voi stessi.
Io capisco, collega Marguerettaz, lei mi ha fatto tutta una serie di questioni tecniche, io non le conosco queste questioni o, meglio, non ho le competenze, ma mi pare che siate un po' isolati se all'interno dell'Union queste cose, invece di dirle a chi ha le deleghe, o fare delle questioni interne vostre, usate l'opposizione per tirarle fuori, perché così è successo. Tutti questi colpi e tutto quanto sarà successo oppure no, e vedremo cosa uscirà fuori, benissimo, trasparenza piena, vi voteremo la mozione molto volentieri, ma tutto quanto noi ci spostiamo e vi rigira, è come un boomerang, anche se fosse vero tutto quanto lei dice, l'avete nominato voi!
Che cosa vi dobbiamo dire? Benissimo, autostrade politiche per la Lega, non vi piacerà, a noi sì, quindi benissimo.
Punto politico 3, caso (omissis), rispondo rapidamente al collega Grosjacques. Innanzitutto lei ha confermato tutto, nel senso che è stato tutto confermato ciò che è successo, infatti dai verbali era lui stesso che ha detto queste cose confermate, quindi è arrivata la conferma su tutto, la Lega nuovamente aveva ragione. Capisco che è un uomo suo legato a lei, un uomo del suo sistema, chiarissimo ed è giusto che lei lo difenda, ma noi, quando vediamo qualcosa, e ripeto, noi abbiamo guardato come si sono mossi gli altri, la nostra partita è stata questa, guardiamo come vi muovete e interveniamo per punti politici.
Secondo tema o, meglio, caso (omissis) terzo, andiamo al quarto... collega Minelli, tra l'altro, anche il legame con le vostre iniziative, la sua difesa è chiaramente un po' debole, sappiamo benissimo che la società è partita da lì con gli accertamenti, dove sarà andato questo documento è facile prevedere, poi, se questa è una storia non molto bella, in questo caso è un romanzo storico, il documento che è scappato fuori, i documenti che sono stati citati del caso (omissis) dove saranno andati che lei dice abbiamo ricevuto segnalazione? Va benissimo così, la storia sarà un po' triste, ma io faccio le storie con i personaggi che ho, che ci devo fare? Questo è.
Quarto, c'è un tema, tra l'altro, non approfondito di conflitti di interessi su questa vicenda e, come al solito, l'abbiamo tirato fuori noi? No, l'avete fatto voi, perché il tema di conflitto di interessi è arrivato sul tavolo legato alla questione del Presidente di IV Commissione, non l'abbiamo tirato fuori noi, l'avete tirato fuori voi, quindi io prendo da voi e replico e dico: bene, assessore Grosjacques, lei in qualche modo si è già portato avanti sul tema della società che ha nominato con l'impianto della Valle di Ayas. Mi chiedo: è preoccupato su questo? Penso di no, comunque sia noi abbiamo pronta un'interrogazione a risposta scritta, la ultimiamo e chiederemo se lei in qualche modo ha avuto dei ruoli in queste interlocuzioni di cui ci ha parlato e a quale titolo e inseriremo le sue dichiarazioni di oggi giustamente, così faremo chiarezza anche su quello.
Due, e qui mi rivolgo alle colleghe, se voi colleghe chiedete e avete chiesto se il collega Rosaire ha un conflitto di interessi e pare risulti 2.500 euro in cinque anni con CVA e dite: "Adesso è giusto che si dimetta perché non è più imparziale in IV Commissione", boh, non lo so, vedete voi, allora io mi dico anche il Presidente di prima di IV Commissione ci risulta dalle ricerche, assessore Grosjacques, che... innanzitutto c'è un altro punto sempre sul collega Grosjacques, ci risulta da delle delibere, abbiamo cercato i nomi delle aziende in cui lei giustamente e fieramente ha lavorato, e su questo nessun dubbio... una seconda possibile criticità sul tema conflitto di interessi, riguarda la delibera 1122 della Giunta, di nuovo non è a una macchinetta del caffè, gli storici le macchinette del caffè le considerano poco, mi spiace dare questa brutta notizia, i documenti invece un po' di più, quindi questo glielo dico, quindi no macchinetta del caffè, delibera, bastava cercare i nomi delle aziende e ne risulta una, 1122. Vedremo, anche su questa faremo un'interrogazione a risposta scritta e si vedrà se il conflitto di interessi ce n'è di altro tipo o sopravvenute incompatibilità di qualche tipo, non lo so, c'è una delibera, andremo a vedere. Collega Marguerettaz, faccio io il lavoro per lei questa volta, che cosa devo fare? Si vede che di là andate un po' a targhe alterne sui conflitti di interessi, questa lo dico io, cercheremo noi a vedere se c'è un conflitto di interessi o sopravvenuta incompatibilità. Di sicuro dicevo prima, assessore Grosjacques, lei era presidente di IV Commissione con nomine attive in società che rappresentano il settore idroelettrico, ma noi lo sapevamo e non abbiamo sollevato nessun problema. Ora però chiedo alle colleghe: questa cosa qui infastidisce anche questa come quella del collega Rosaire sui 2.500 euro di CVA oppure no? Perché questa è una questione anche qua politica, quando c'è qualcuno che era in IV Commissione come Presidente, con delle nomine attive su delle società attinenti, noi lo sapevamo, non abbiamo detto niente e non abbiamo nulla da ridire nemmeno adesso, ma, siccome vuoi sostenete che Rosaire dovrebbe dimettersi dalla IV, forse c'era un problema anche prima. Altro elemento sul tavolo.
In ultimo, sempre alle colleghe, ripeto, seguo sempre la vostra pista, ogni volta che parlate vado e approfondisco, anche l'altra persona dimessasi da CVA ha rapporti professionali con qualcuno, in questo caso, ad esempio, con il capogruppo Marguerettaz, nulla di nascosto, tutto legale, e ci mancherebbe, ma quello che ci preme politicamente è stabilire che qui abbiamo rapporti personali, abbiamo nomine, rapporti politici e non sono dei casi isolati, c'è una rete legittima, ci mancherebbe, ma noi in qualche modo la rileviamo, perché anche questo abbiamo osservato.
Ci sono una serie di legami di questo tipo che poi, visto che ieri si facevano le battute sui risultati elettorali della Lega, prolungato per decenni, consente vantaggi competitivi rispetto a partiti altri, perché giustamente ci sono dei sistemi, e si vedono benissimo, e sono legittimi e sono normali, ma che alla lunga hanno come effetto sicuramente un deterioramento della classe dirigente, perché, come chiunque sa, studiando i sistemi, quando sono chiusi e non ricircolano, si creano delle distorsioni...
Presidente - Consigliere, concluda.
Perron (LEGA VDA) - ...questi sono i nostri punti e chiudo, grazie Presidente per i minuti in più, i nostri punti politici come Lega li abbiamo tutti raggiunti, era importante che tutto fosse sul tavolo, ora lo è, procederemo.
Presidente - Sono le ore 13:00, sospendiamo e riprendiamo alle ore 15:00.
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La seduta termina alle ore 13:03.
