Oggetto del Consiglio n. 4809 del 18 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4809/XVI - Inizio della discussione sulla Mozione: "Convocazione in IV Commissione del Consiglio di amministrazione e del collegio sindacale di Finaosta e del Presidente della Regione prima dell'Assemblea di CVA per l'approvazione del bilancio 2024".
Bertin (Presidente) - Punto n. 6.
Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - "Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito". Questo recita un antico proverbio cinese e credo che sia assolutamente calzante per quello che leggo e registro sulla vicenda di CVA in quest'ultimo periodo.
Ora, mentre capisco alcune esigenze giornalistiche, che sanno bene che i gossip fanno più notizia, non riesco a comprendere coloro che fanno parte di quest'Aula, o della società, che ben conoscono l'importanza di CVA per la Valle d'Aosta e promuovono conferenze stampa su spionaggi industriali o collegamenti farlocchi, o vengono in audizione per parlare di viaggi al mare o di post su Facebook. Si parla tanto di alcune dimissioni, ma ce ne sono state altrettante che non hanno, forse, fatto grande scalpore.
La politica che ha a cuore il bene più prezioso della nostra Regione, l'acqua, da tempo chiede di sapere cosa sta facendo CVA, e lo chiede a chi deve occuparsi e prendersi cura di CVA, evitando che vi siano derive sui compensi dei manager, o vi siano scelte che non abbiano ricadute sul nostro territorio. Basta guardare le tante iniziative presentate dal nostro gruppo a partire dal 2022 a oggi.
Questa mozione quindi cerca di spostare nuovamente l'attenzione dalla superficie di alcuni eventi, per cogliere invece la profondità e la verità.
A breve, con l'approvazione del bilancio 2024, verranno rinnovati il Consiglio di Amministrazione e il Collegio sindacale della società CVA. Per provvedere alla nomina dei nuovi organismi sociali è indispensabile valutare i risultati dell'attività relativa agli esercizi 2022, 2023 e 2024.
Considerato poi che le nomine sono di competenza di Finaosta, su designazione della Giunta regionale, ma che il Consiglio regionale deve comunque avere contezza dell'andamento della società più importante fra tutte le nostre partecipate;
considerato che, di fatto, l'unico momento in cui il socio, cioè Finaosta, esercita le sue competenze è l'Assemblea di approvazione del bilancio, e purtroppo, da quello che abbiamo rilevato durante le audizioni nei bilanci scorsi, non c'è stata questa grande condivisione;
preso atto che l'approvazione del bilancio di CVA beneficia comunque anche di una proroga di 180 giorni;
considerato che la tempistica dei vari adempimenti propedeutici all'approvazione del bilancio comporta che tale approvazione avvenga da parte del Consiglio di Amministrazione entro il 31 maggio e la consegna al socio del progetto di bilancio corredato dalla relazione del Collegio sindacale e della società di revisione entro il 15 giugno, e comunque 15 giorni prima dell'Assemblea;
ritenendo indispensabile un'informazione, una discussione in sede consiliare dei documenti contabili di CVA, data la loro valenza strategica
la mozione che oggi presentiamo chiede al Presidente della IV Commissione consiliare di convocare il Consiglio di Amministrazione e il Collegio sindacale di Finaosta prima dell'Assemblea di CVA, con all'ordine del giorno l'approvazione del bilancio e del bilancio consolidato 2024, per un'analisi dei risultati economici finanziari del 2024.
Ribadisco, non chiediamo a CVA questo, perché non è la società che deve venirci a dire, ma proprio quelle persone che la Regione ha delegato per analizzare quei documenti.
Chiediamo poi al Presidente di venire in Commissione, al Presidente della Regione, per condividere i curricula dei candidati alle cariche sociali della società CVA Spa. Lo dico perché abbiamo appreso da notizie di stampa, e poi da un'interrogazione a risposta immediata della consigliera Minelli, che qualcuno quei nomi li ha, mentre a chi di noi ha chiesto i nomi delle candidature di CVA è stato perentoriamente risposto che l'accesso non può essere assentito, attesa la pendenza dell'iter istruttorio.
Ancora una volta, quindi, qui abbiamo una disparità notevole di trattamento fra chi, evidentemente in maggioranza, può spadroneggiare, avere dati e avere tutt'altro, e chi invece, stando all'opposizione, nemmeno può conoscere come sta andando l'iter di Commissione.
Presidente - La mozione è stata presentata. Apriamo la discussione generale.
Si è prenotato il consigliere Perron, ne facoltà.
Perron (LEGA VDA) - Intervengo volentieri su questa mozione per cui si erano preannunciati tempo fa fuochi d'artificio, ai quali ci uniremo con assoluto piacere.
Cominciamo da una disamina molto lunga. Chiederò scusa ai colleghi, sarò lungo in quest'intervento, ma ricostruirò parecchi aspetti di questa vicenda, che qualcuno ha già ribattezzato con vari nomi. Vi darò la nostra visione delle cose e quanto abbiamo ricostruito.
Cominciamo dalla posizione della Lega. Qual è la posizione della Lega? Innanzitutto, bisogna capire che su questo dossier la nostra posizione è totalmente avulsa da interessi che non siano l'interesse generale, ovvero la difesa di una società interamente pubblica. A essere cinici, se proprio vogliamo, visto che la politica spesso ha questi aspetti, non abbiamo avuto alcun ruolo nelle nomine degli attuali vertici, né dei membri passati di Finaosta, ad esempio Rosset o, ancora prima, Giachino.
Se quindi la società e gli attuali vertici avessero compiuto degli errori ? che mi pare è quanto uscirà oggi, o si vorrà dire oggi, benissimo, saremo lì ad ascoltare ?, comunque sia, questi errori saranno da imputare a scelte di una maggioranza della quale la Lega non fa parte.
Noi quindi partiamo politicamente con un indubbio vantaggio, perché siamo intoccabili. Qualsiasi cosa accada, l'avete fatta voi.
Detto ciò, di sicuro ci sono quattro bilanci da record, e questo è un dato di fatto, quindi se volete autodistruggervi, distruggervi con le vostre mani, che dire? Anche qua vi stiamo a guardare, e buon per voi.
Noi quindi siamo in una posizione politica totalmente privilegiata, la partita è tutta interna alla maggioranza e qui sta l'anomalia più evidente. Qualcuno, mi chiedo, riesce a dirle ogni tanto queste cose? Perché c'è una cappa in questo sistema valdostano. L'anomalia è che non c'è solo una parte della maggioranza, c'è una parte che vede coinvolta anche l'opposizione. Sarà normale che un Assessore dica: "Parlerò sulla mozione dell'opposizione, saranno fuochi di artificio"?
C'è qualcosa che non va. Immaginatevi a livello nazionale se, non so, un Ministro della Lega dicesse: aspetto le iniziative di Conte e della Schlein e finalmente, grazie a loro, potrò dire tutto quello che voglio. Io penso che qualcuno capirebbe che c'è qualcosa di strano, e invece qua non succede niente. Una meravigliosa cappa.
Benissimo, ci penseremo noi a cercare di dissipare un po'.
La Lega però chiaramente ha una responsabilità che non attiene solo a livello regionale, come detto, ma anche a quello nazionale. Forse quindi non sfuggirà che la quarta azienda del settore idroelettrico italiano, totalmente pubblica, che fa il quarto bilancio record consecutivo, è non solo il nostro gioiello di famiglia, ma anche un'importante questione a livello nazionale, non solo economico, ma anche strategico, vista l'importanza dell'approvvigionamento energetico per un quadro geopolitico così mutevole. Soprattutto, vista l'importanza per la transizione energetica in atto, di cui tutti parlano 24 ore su 24, anche a sproposito, come noi spesso abbiamo detto, e facendo danni ideologici.
Non mi dilungherò su tutte le posizioni che occupa il nostro partito a livello nazionale, ma basti citare il Ministro dell'economia. In qualche modo quindi la Lega non può essere fuori da questa partita, chiaramente non può esserlo.
Ci chiediamo: ma qualcuno crede di poter giocare le partite valdostane chiusi nelle nostre valli, con dossier di questo livello? Ce lo chiediamo.
Mi chiedo: ma l'Union resta solo più una vaga retorica antinazionale, Manifesto di Ventotene docet, oppure partiti teleguidati dal livello nazionale? A me sembra piuttosto, ne ho la netta impressione, che vi siano ancora troppi valdostani teleguidati da voi invece, compreso ? e qui rispondo, non ho potuto parlare prima ? magari qualche professore che per 15 minuti di notorietà sul giornale viola palesemente ogni etica professionale. Così rispondo prima, senza fare nomi, ma si è capito.
Comunque avremo anche noi degli articoli di giornale da portare, così ci siamo tolti il sassolino da quella scarpa là.
Ora, se quelli sono gli argomenti, non lo so, mi pare che siamo di fronte a una débâcle contenutistica. Comunque sia, vedremo.
Da dove siamo partiti per interessarci di questo dossier? Da lontano, dicevo.
Innanzitutto, inizialmente l'attenzione si è focalizzata sulle ripetute iniziative di PCP, un vero e proprio attacco continuo all'attuale governance. Legittimo, rientra nel solco e nelle possibilità. Nessun dubbio, fate pure, ci mancherebbe.
Ma la domanda che abbiamo cominciato a farci è: ma a chi giova tutto questo, e perché? Cioè, un'azienda che sostiene la transizione energetica a livello italiano, totalmente green, perché se parlassimo di un'azienda che fa carbone, la Valle d'Aosta sfrutta il carbone e si arricchisce col carbone, i Verdi si arrabbierebbero a bestia, direbbero di chiudere, "siete dei delinquenti". Ok, lo capisco, lo capisco.
Qua però abbiamo l'idroelettrico, quindi mi chiedo: Legambiente italiana, ad esempio, ha stretti rapporti con CVA Spa, basta guardare i vari inviti, eccetera. Legambiente valdostana e molti comitati, cioè le persone che stanno dietro alle battaglie dei PCP, vedono l'azione di questa governance come vero e proprio fumo negli occhi. Ci saranno lotte interne alle vostre cose? Non lo so, mi interessa pure poco.
Parlano di transizione energetica da svolgere in Valle. Ricordo, abbiamo 1.000 tonnellate di CO2 equivalenti nel 2017, in Italia sono 427 milioni, dunque 1 fratto 427. Si imputa quindi al fatto che si debba fare transizione energetica in Valle. Cambia poco, sono bandiere ideologiche, come la Fossil Fuel Free, che sono pronto a scommettere si rivelerà irraggiungibile.
Comunque sia, riempire la Valle di impianti fotovoltaici, si vorrebbe quello. L'impatto paesaggistico può ben essere traslato su altre zone che non siano la nostra Valle, che già con la sua grande produzione idroelettrica, in realtà, compensa tutte le emissioni fatte.
Invece poi si difende la Sardegna, quando si fanno investimenti lì, perché si dice: no, non si devono fare gli impianti. La Sardegna ha 12 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, 12 volte le nostre.
Signori, allora, volete la transizione energetica, sì o no? Domanda.
Ma questo, vabbè, nihil novi sub sole, perché conosciamo le follie della sinistra, insomma, dal gender al green, eccetera. Non mi dilungo.
Da circa due anni poi il focus delle colleghe, con la loro legittima iniziativa, finisce su un altro tema, quello annoso di direzione e coordinamento. Per definizione, significa l'attività dell'esercizio di indirizzo sistematico della società da parte del socio. Tra l'altro, in questo caso doveva essere a capo della Regione, socio indiretto, non Finaosta. Non mi dilungo sui tecnicismi.
Ciò si potrebbe fare, perché questo è importante, con un intervento legislativo, oppure con ingerenza gestionale de facto, con annessi rischi sul fronte delle concessioni in caso di gara.
Ora, perché la continua insistenza delle colleghe su direzione e coordinamento, che non è previsto espressamente per legge? Non è un cavillo a metà della legge, più chiaro di così non saprei dire cosa ci possa essere. È all'articolo 1, quindi è subito lì.
Perché la continua insistenza su questo punto, visto che ciò potrebbe comportare a livello di ricorsi in caso di riassegnazione o, meglio, di gara delle concessioni? Perché? O qualcuno vuole sostenere che siano tutte fandonie inventate per lasciare che la società si muova facendo i propri comodi? Non lo so, uno potrebbe dire: ma no, sono tutte storie, Perron, è solo un modo per dire che la società può muoversi e far ciò che vuole. È questo? Ditelo, ditelo, perché ci sono delle leggi. La legge c'è e parla chiaro.
Forse quindi, lì ho cominciato a chiedermi, esiste un limite anche al fanatismo. Uno step successivo, forse, funzionale anche a interessi di altre forze politiche o di una parte di altre forze politiche.
Proseguiamo. Il 29 giugno 2023 a Gressan il presidente di Finaosta, Rosset, dice: "Noi siamo contentissimi che la società debba cambiare pelle, che si stia al passo coi tempi, ma speriamo che cuore e testa rimangano in Valle d'Aosta". Tradotto, da parte nostra, poi per carità qualcuno ci potrà smentire: bene i risultati, ma bisogna mantenere il controllo. Politico, aggiungo io.
Rosset sappiamo bene essere un uomo consolidato di questo sistema da decadi, legato a un preciso movimento politico, una lunga serie di nomine, a partire dal 2011, Chambre, eccetera. Non sto a dilungarmi, tutto alla luce del sole.
En passant, in Finaosta, proprio a cavallo di questa Legislatura, vi è un'altra figura legata alle vicende di CVA, ovvero Paolo Giachino, DG di CVA Spa dal 2009 al giugno 2017, che, dopo la questione pesante delle turbine cinesi, che in qualche modo riecheggia come uno spettro su questa questione, dimostra palesemente come il controllo della politica su scelte industriali vada evitato come la peste. Bene, Giachino poi viene nominato in Finaosta ad aprile 2020, con polemiche annesse.
Il dubbio è che quanto stiamo vedendo oggi sia semplicemente un sequel di quanto avvenuto da almeno dieci anni, con praticamente gli stessi autori in campo e, più o meno, le stesse logiche.
Qui ho un focus su un certo periodo, però purtroppo i tempi sono tiranni e il mio intervento è molto lungo. Dico solo che, dalle audizioni che abbiamo avuto, il presidente Cantamessa ha detto chiaramente: sulla questione della direzione e coordinamento ci sono stati interventi legislativi attorno al 2022, cioè in qualche modo appena prima la società era stata un periodo sotto direzione e coordinamento, tanto che, diceva, siamo stati poi alla Chambre, l'abbiamo iscritta e si è capito dopo poco tempo che la questione così, con direzione e coordinamento, non poteva funzionare.
Si tornò quindi indietro. Poi ci fu nel 2022 un tentativo legislativo e poi, alla fine, si arrivò alla versione attuale. Ma anche all'epoca ci fu un tentativo legislativo, sempre con gli stessi attori dietro la scena, che andava in quella direzione, ovvero mettere la società sotto direzione e coordinamento.
Bene, torniamo quindi alle parole di Rosset che, ripeto, non è uno qualsiasi e, quando parla, certamente lo fa con cognizione di causa: "La politica deve continuare a decidere sulla società". Ipse dixit.
Ecco che abbiamo la perfetta comunanza di vedute tra il vecchio Presidente di Finaosta e la linea politica di PCP, e su questo non c'è niente da fare. Tra l'altro, la nomina di Rosset è stata fortemente voluta e le colleghe nemmeno c'erano più, perché la Minelli è andata via prima, quindi non poteva nemmeno averlo nominato.
Abbiamo quindi due parti politiche... non l'avete nominato, lei era già via, mi pare ad aprile 2021, quindi non c'era. No, perché altrimenti uno dice: vabbè, ci sono delle nomine comuni, magari i punti di vista erano comuni. Invece no, non è così.
L'11 ottobre 2023, quindi poche settimane dopo, considerata la pausa estiva, viene proposta e approvata, anche con voto nostro, una mozione di PCP che impegna il Presidente della Commissione competente a programmare un'apposita seduta per un esame e valutazione da parte di Consiglieri regionali del Piano strategico industriale. Il nostro gruppo, come si sa, opterà poi per la secretazione.
All'interno di queste audizioni le stesse colleghe di PCP chiesero di audire i vertici di Finaosta. Di nuovo, di nuovo, e trovo la comunanza. L'incontro si è svolto in data 27 marzo 2024 con appunto Rosset e il dottor omissis per la parte tecnica.
Così cosa faccio? Vado a riprendermi tutti i verbali e mi chiedo: ma perché si vuole audire Finaosta quando palesemente la legge 20/2016 esclude questa benedetta direzione e coordinamento?
Dai verbali, allora, l'audizione si capisce chiaramente che poteva finire in pochi minuti, letteralmente, perché ci dicono: non sta a noi, punto. Non aveva senso, tecnicamente, quell'audizione non aveva senso.
Lo stesso Rosset dichiara più volte la stessa cosa, cioè la legge esclude direzione e coordinamento, eccetera, ma le domande delle colleghe vertono sempre sullo stesso punto, cioè il rammarico che CVA possa muoversi in autonomia. Scelta politica legittima, ma che si dichiari e si faccia per legge, se si vuole; come dire, de iure, non de facto, perché qua è un tentativo de facto ed è un'altra cosa.
C'è quindi una volontà che va in quella direzione, anche se escluderebbe di fatto e crea il rischio sulle concessioni, sul caso di gara, eccetera. Si vuole fare? Si faccia, ma è un rischio, ma è un rischio.
A chi gioverebbe tutto questo? Ecco le nostre domande. Scusate, ma a chi gioverebbe su questo dossier, che magari un competitor un giorno, se le cose andassero in un certo modo, ci fa ricorso e veniamo praticamente rovinati?
Ma c'è qualcuno che magari da dietro si muove in qualche modo per sobillare e per muovere? Perron è complottista, quindi può essere che sogna, che vaneggia, ma l'ipotesi c'è, perché la storia parla chiaro e basta studiare un po' di storia, queste cose succedono ed esistono. Io quindi personalmente non mi sento di escluderle.
Nelle audizioni, le colleghe di PCP danno l'occasione poi al dottor omissis di adombrare un possibile cambiamento. Io riporto: "Non è tanto quello che noi possiamo fare, è quello che dobbiamo fare nel senso delle regole, cioè la legge 20".
Rosset di nuovo rivendica la possibilità e il fatto che CVA sia stata "cullata nella culla di Finaosta con i suoi dirigenti". Benissimo, ma anche quello è un messaggio. "Finaosta ha dato sviluppo a quello che è CVA". Poi c'è una frase indicativa: "Gli auspici spero che siano sempre quelli di allora, noi non possiamo dare indicazioni di dove rivolgere la prua della nave".
Nella stessa audizione, poi, si riporta la questione "speriamo che cuore e testa di CVA rimangano in Valle" che casualmente, casualmente, diventa uno slogan, perché questo è il punto. Diventa uno slogan, perché il professor Caruso, riportato da "La Stampa" del 17 novembre in un articolo di omissis, riporta la stessa frase.
Ora, signori, scusate, ma io colgo i sintomi, vedo uno che fa uno slogan da una parte, uno che lo fa dall'altra e unisco i puntini. Sbaglio? Pazienza, sbaglierò però mi pare che sia tutto molto, molto chiaro.
Finisce lì? No, partiamo. Poi c'è tutta la parte, guarda caso, pochi mesi dopo la frase di Rosset, di un parere di omissis, del 9 ottobre 2023, un altro a ottobre 2024 ribadisce direzione e coordinamento, eccetera.
Non entro nel tecnico, nemmeno le conosco queste cose. Sto facendo una ricostruzione, e devo pure correre perché ho solo 20 minuti, ma lo riprenderò in altri interventi.
Aggiungo, tra l'altro, che da un accesso agli atti risulta possibile, sempre rimanendo in quest'ambito, una possibile candidatura per il CdA di CVA nel 2022, con legami di affinità del Presidente di Finaosta dell'epoca.
Accesso agli atti, approfondiremo. Non lo so, anche queste cose qui ritenete che siano cose accettabili? Non lo so. Una Valle d'Aosta nepotistica su questi temi e voi non lo sapete? Certo, non lo sapete. L'ho visto io dall'accesso agli atti, è chiaro che rimanete stupiti. Ve lo dico io, come vi dirò altre cose.
No comment, quindi, su questo.
Poi la questione politica prende un'altra piega, c'è la questione dell'in house: di nuovo le colleghe tirano fuori l'ipotesi in house, che non è tra l'altro tecnicamente fattibile, ma tra l'altro smembrerebbe la società pubblica e, di sicuro, questo sarebbe di grande interesse per l'imprenditoria privata.
Anche questo, se dovessimo far esplodere la società, ci sarebbe imprenditoria privata molto interessata a questo. Bene, quindi in qualche modo la vostra ipotesi va in quella direzione, che lo sappiate, sennò ve lo dico io oggi, adesso.
Imprenditoria che sospettiamo abbia una parte in questo dossier, chiaro? Questo appunto, paradossalmente, colleghe, vi mette sulla stessa linea d'onda con qualcuno che magari fuori microfono dice: le centraline renderebbero molto di più se gestite dai privati. Stessa linea d'onda, indiretta ma la stessa linea d'onda.
Guarda caso, poi, qualcuno in IV Commissione lascia detto a verbale che i dati delle chiavette li vuole, ma purché non siano tracciati.
Noi quindi uniamo i puntini, vediamo. Voi non riuscite. Signori, io non so che dirvi, lo facciamo noi, non vi preoccupate.
A nostro avviso, quindi, e questo lo ribadiamo, eliminare l'autonomia del management delegando l'assoluto controllo alla politica, cioè in house oppure direzione e coordinamento, significherebbe aprire alle spartizioni totali da parte della politica, soprattutto quella che ha interessi coi settori privati. La storia dimostra che questo connubio è pericoloso.
La storia cosa dice? Io non sono del settore, ma un po' di storia l'ho studiata, qualcosina, e almeno a grandi linee arrivo.
I casi in genere sono due: o si spinge la società pubblica a vendere progetti redditizi, lasciando al pubblico quelli che rendono meno, a volte addirittura con vere e proprie "bad company", mi dicono che si chiamino, privatizzazioni nazionali anni '90; oppure si spinge una società pubblica a comprare qualcosa in perdita, magari gravata da debiti, liberandosi così di asset negativi e accollando il debito alla società pubblica, cioè la collettività. C'è un debito, un progetto, che magari ha qualcosa che non lo rende così brillante, ma annacquato nel pubblico e nella società pubblica, chiaramente, fa un altro effetto.
Questa è storia, non complottismo, storia. Ma a questo ci arriveremo.
Ho ancora tre minuti.
All'autunno 2024, fine settembre 2024, tra l'altro, vengono annunciati gli investimenti nell'area Tecdis a Châtillon. Non ne abbiamo più sentito parlare. Non lo so, che fine abbiano fatto, spero che siano mantenuti. Certamente, un progetto importante per il territorio.
Anche lì PCP fa la battaglia, diciamo in generale, con l'idrogeno. Legittimo, va bene, ma contemporaneamente a questi attacchi di PCP, sui giornali, sempre in prima pagina, sempre a favore di vento, colleghe, sempre a favore di vento, beate voi, dall'altra parte questo sistema valdostano ha anche delle convergenze con i mezzi di informazione, altrimenti che sistema sarebbe, dico io? Che novità.
Arriviamo a ottobre 2024, il livello dello sconto si è già alzato notevolmente. A questo si aggiunge la questione delle minacce via mail. Mi chiedo se i colleghi conoscano questa questione, l'abbiamo vista sui giornali, andatevela a prendere. Vi riporto uno stralcio. Io, ad esempio, conoscevo pochissimo. Non lo sa? "La primalinea", le leggo uno stralcio: "A inquietare i vertici"... Io leggo il giornale, giustamente, non è che li portano solo gli altri gli articoli di giornale, adesso li porto anch'io, ce n'ho parecchi.
"A inquietare i vertici aziendali"... questo è articolo di "La primalinea" di ieri o l'altro ieri. "A inquietare i vertici aziendali, però, è un altro elemento che emerge con forza ed è avvalorato da prove tangibili". Prove che non ho io, non ho la minima idea se ci siano o no, io leggo il giornale, come fanno gli altri, giustamente.
"Entrambi i soggetti, nei giorni delle rispettive iniziative minatorie, avevano avuto contatti o interlocuzioni con Consiglieri regionali. Il primo si era incontrato di persona con un rappresentante della minoranza consiliare di centrodestra, il secondo aveva inviato una segnalazione scritta a un esponente della maggioranza, paventando la presunta mala amministrazione di Argirò, segnalazione della quale il Consigliere autonomista aveva reso edotti i colleghi".
Io non so praticamente nulla di questa, di questa... ma non parlo di lei. Non so che dire, io riporto, poi vedete voi. Approfondite, chiedete.
Comunque, mi chiedo: ma l'abbiamo capito che ogni tanto qui i metodi sono andati fuori misura, sì oppure no? Lo sapevano i colleghi, sì oppure no? Interessante.
Veniamo poi invece alle due lettere che ci ha mosso per l'approfondimento, e qua si apre il caso di omissis, in questo caso. Veniamo alle due lettere che la società manda. Qui siamo una al 31 maggio 2024, lasciamo perdere perché devo correre.
La seconda è quella famosa del 26 novembre 2024. La società lamenta "violazione degli obblighi del segreto d'ufficio e riservatezza riguardo al dettaglio ottenuto con 116", eccetera. Non ci interessa, sulle erogazioni liberali non ci interessa, andiamo avanti.
La seconda ci interessava, riguardante l'assemblea dei soci CVA Eos del 14 ottobre. La società dice: fate chiarezza, perché è un'iniziativa delle colleghe, avendo ricevuto segnalazione hanno fatto partire accertamenti dalla società. Questo è e questo ci ha portato poi al caso omissis, ma su questo lascio in sospeso la questione, perché giustamente lascio al collega Grosjacques, se vorrà dare la sua campana prima. A me piacciono i duelli, li adoro, ma devono essere corretti, quindi la sua campana la sentiremo dopo. Io salto. Aggiungerò poi ovviamente le mie, però siccome la nostra l'avete avuta, lasceremo l'altra all'Assessore.
Continuiamo. Ho 10 secondi: non so, Presidente, posso prendere del tempo per l'intervento successivo? Se me lo concede vado avanti, così finisco.
Presidente - Fa il secondo intervento adesso?
Perron (LEGA VDA) - Lo prendo, grazie.
Visto il battage mediatico, qui arriviamo al 28 novembre e 5 dicembre, quindi le famose audizioni di CVA.
Tra l'altro, io ricordo su questo, e lo ridico nuovamente forte, che il nostro gruppo non ha mai, non ha mai negato alcuna forma... Sì, 28 novembre e 5 dicembre. Il nostro gruppo non ha mai negato alcuna forma di trasparenza, mai. Anzi, tra l'altro lei ha iniziato, collega Minelli, con l'altra dimissione, quindi a questo punto le dimissioni sono due.
Benissimo che si sentisse anche l'altro sindaco di CVA che si è dimesso, ad esempio. Noi siamo favorevolissimi a qualsiasi forma di...
Intervento fuori microfono
Scusi, ma le devo spiegare che secretazione e riservatezza sono due cose diverse, perché secrezione è tutela di dati. Non è che non si sia fatta, non è che non si sia fatta l'audizione, si è fatta coi crismi massimi di segretezza e di sicurezza. Non è che non si sia fatta, attenzione, non può fare questi ragionamenti. Non abbiamo mai negato la trasparenza, perché sono venuti in audizione. Sono venuti, sì, certo che sono venuti. Sono due cose diverse, ripassi un po' per favore i termini. Chieda alla collega Minelli, che insegna italiano ed è bravissima.
Stiamo quindi parlando, siamo al 28 novembre e 5 dicembre, delle audizioni. Nelle audizioni viene fuori la questione delle pressioni improprie, così le definisce in audizione, e sappiamo com'è andata la difesa di Caveri, la difesa di Lavevaz in Aula, il passaggio in Aula dei funzionari. Questa è storia più o meno conosciuta, quindi io vado avanti e su questo non mi soffermo.
Ripeto, intanto sulla trasparenza, noi subito, a caldo, avevamo subito chiesto le audizioni di Rosset, subito, perché ci interessa avere tutte le campane. Ci sono poi state negate e non eravamo per nulla d'accordo col Presidente della IV Commissione, ci sono state negate e sono arrivate settimane dopo, tre-quattro mesi dopo.
Il Presidente, appunto, ce le nega, non apprezziamo, ci vorranno mesi, eccetera.
Guarda caso, ovviamente la lettera successiva di difesa di Rosset sarà prontamente ripresa e strombazzata dai giornali che, voglio dire, sono parte di questo sistema.
Perché tutto quel tempo per avere una risposta rispetto a quello che abbiamo sentito in audizione? Perché tutto quel tempo? Si doveva preparare la difesa nei dettagli, e chissà chi l'avrà preparata. Non lo so, comunque, andiamo avanti.
Guarda caso, però, anche lì un sintomo ce l'abbiamo: in quelle audizioni ? ed è scritto e riportato anche su tutti i giornali, Aostasera ha fatto un bel riepilogo ieri ? compare il capogruppo Marguerettaz, il quale fa capire che nella nostra conferenza stampa potremmo aver violato la segretezza della Commissione.
Io ringrazio l'avvocato Sammaritani, per ora non mi è arrivato nulla. Era tutto tarato al millimetro, altrimenti mi avreste subito querelato, invece mi pare che, ad ora, non ci siano riusciti. Bene così, poi chissà, non si sa mai.
Andiamo avanti. Arriviamo alla risoluzione voluta dalla maggioranza, alle chiavette e al ruolo della Commissione.
Ai primi di aprile arriva finalmente, dicevo, la lettera di Rosset. Poi il Consiglio fa votare una risoluzione scritta dal capogruppo Marguerettaz, immagino, che fa sintesi con le richieste di PlA. Vengono però aggiunti alla risoluzione molti altri punti mirati a un obiettivo preciso: dimostrare azioni non corrette della società.
Benissimo, portatele qua e fatecele sentire, nessun problema. Ripeto, nessuno ha nominato nessuno dalla nostra parte. Possiamo metterci qua coi popcorn e guardare cosa succede. Noi siamo in una posizione di totale forza su questo dossier.
Se n'era già parlato in IV audizione, si erano chiesti dei 116, poi la cosa si era spenta in fretta.
Ora, la risoluzione tra l'altro ha delle criticità: determina possibilmente, a nostro avviso, sintomi di direzione e coordinamento, nuovamente, de facto, perché, ripeto, la legge non lo prevede. Se si vuole modificare la legge, lo si fa, c'è una maggioranza. Se toccherà a voi, colleghe, farete la modifica di legge nella prossima Legislatura, su direzione e coordinamento, ed è finito il discorso. Poi si vedrà. Molto, molto semplice.
Chi l'ha votata, tra l'altro, questa risoluzione si prende i rischi ad essa connessi.
Il meccanismo però si inceppa in fretta, come noi dichiariamo alla stampa a fine maggio, e qualcuno si innervosisce. Nelle audizioni, tra l'altro, accadono dei fatti da rimarcare.
Prima ci sono le reticenze a prendere le chiavette, poi qualcuno le vorrebbe senza filigranatura, cioè senza che siano riconoscibili i destinatari. Cosa facciamo allora? Usciamo con un comunicato stampa prima della seduta successiva di IV Commissione e rimarchiamo la cosa, chiaro segno che qualcuno potrebbe passare quei dati. Ci arriviamo? Lo possiamo mettere nel novero delle possibilità che dei dati riservati possano essere passati a qualcuno, a dei competitor, ad altri di un settore, dove girano milioni e milioni di euro?
È complottismo questo? Non è complottismo per niente.
Possibilità di spionaggio industriale. Ne abbiamo parlato noi, collega Guichardaz, ma certo che sì, certo che ne parliamo, è nelle possibilità, altrimenti smentisca quanto dico. smentisca quanto dico.
Magari a persone interessate del settore privato, e non ci vuole un genio a capirlo. Qui di geni non ce ne sono affatto, tanto che è tutto a verbale, tutto a verbale. Guarda caso, dopo il nostro comunicato stampa, in IV Commissione stavolta tutto tace e le filigranature passano. È strano. Meno male, dico io, meno male.
Per l'ennesimo caso, magari, dico magari, sono gli stessi a cui fa riferimento l'articolo di "primalinea" di cui dicevo prima. Magari sono le stesse persone, io non lo so, metto dei dubbi, facciamo qualche conto. Magari strane coincidenze, questo possiamo dirlo, sono strane coincidenze.
Il Presidente della IV Commissione, in questo caso ? noi l'abbiamo criticato al primo giro perché volevamo subito l'audizione di Rosset ?, dal nostro punto di vista, fa il suo mestiere, cioè porta avanti la consegna delle chiavette usando tutte le cautele del caso. Cioè, il concetto dev'essere: maggior rischio della documentazione, maggior livello di sicurezza.
Questa è la norma più normale, che penso sia in ogni parte del mondo, dappertutto, tranne nella Valle d'Aosta, che ha purtroppo distorsioni di cui mi sto accorgendo in questi cinque anni di politica. Prima mi facevo gli affari miei, oggi purtroppo non posso più e, quindi, vedo tante cose che prima non vedevo.
Guarda caso, a poche ore di distanza, scoppia il caso di conflitti d'interesse del collega Rosaire. Ma guardate che caso, quando in IV Commissione si decide che i documenti devono essere tenuti con la massima segretezza, cosa che non era gradita certamente a qualcuno, che l'ha dichiarato a verbale, magari a qualcuno che l'ha scritto da altre parti; non era gradito da parte di qualcuno questo e, guarda caso, il conflitto d'interessi del collega Rosaire scoppia esattamente a poche ore successive.
Ci poniamo qualche domanda, sì o no? Noi sì. Soprattutto, ma chi è che ha tirato fuori il conflitto d'interesse? Uno dice: la minoranza t'ha beccato, la minoranza ti becca su un conflitto d'interesse e "ti fa un mazzo così", cosa che deve fare una maggioranza senza fare sconti. Questo deve fare, teoricamente. Chiaro che se ci sono minoranze che non vedono l'ora di spartire tutte le cose nelle prossime Legislature, la minoranza tirerà un po' indietro i colpi e non arrivano.
Dalla nostra parte però, grazie a dio, abbiamo il privilegio di poter sparare tutti i colpi che vogliamo, quantomeno in questa fase storica. Poi si vedrà.
Guarda caso quindi, poche ore dopo, tirato fuori da chi? Dallo stesso partito a cui appartiene, perché l'attacco è arrivato dall'interno a confermare tutto il quadro. Cioè, c'è una lotta interna alla maggioranza, come minimo, diciamo pure, all'Union Valdôtaine.
Anomalia assoluta quindi: il conflitto d'interesse dopo cinque anni viene visto? Viene segnalato dopo cinque anni, o forse in qualche modo si "dossiera" la gente e si sa che, quando è necessario, a orologeria esce fuori qualcosa? Mah, come dire, mah, che coincidenze.
Con quale modalità poi? Io ho letto, mi pare, comunicazioni captate alle riunioni. Io non lo so, signori, come arrivano. Certamente alcune cose ai giornalisti arrivano e i giornalisti poi si muovono di conseguenza. Questo è il gioco, è normale che sia così, però non tutti proprio abbiamo l'anello al naso, diciamo.
Come si fa poi a portare in Consiglio la questione del conflitto d'interesse? Una volta che è sui giornali un altro gruppo di opposizione lo porta in question time. È semplice, metodo collaudato, non è difficile arrivarci. A quel punto cosa fa? AVS-Rete civica chiede che l'attuale Presidente della IV Commissione rassegni le dimissioni.
Così abbiamo fatto tutto il giro completo, tutto il metodo collaudato: gli attori si sono palesati e si sono mossi uno dopo l'altro. Ma siete geniali! Almeno che i valdostani lo sappiano, e anche i colleghi, perché io ho l'impressione che tanti colleghi non si siano accorti di nulla, su questo.
Tra parentesi, sul conflitto d'interesse, poi a questo punto li guardiamo un po' tutti i conflitti d'interesse, perché non siamo a targhe alterne, noi, in questo caso.
Che cosa dire, quindi? Un team di successo, sicuramente questa squadra è una squadra di successo. Ora metto da parte Rete civica, state tranquille, colleghe, adesso siete fuori dal tiro. Perché dico un team di successo? Perché è un team che probabilmente va avanti da tempo, almeno da un decennio, potrebbe essere almeno da un decennio.
Sapete perché? Collega Marguerettaz, c'è un bell'articolo di Aostasera, 24 agosto 2015, dieci anni fa: "Cina: trasferta di quattro giorni per delegazione valdostana, stretto accordo con la città di Chongqing. Trasferta cinese per il Presidente della Regione, Augusto Rollandin ? compianto, che purtroppo non c'è più per rispondere ? accompagnato dagli assessori al turismo, Aurelio Marguerettaz, e alle attività produttive, Pierluigi Marquis, e dal Presidente della Chambre Valdôtaine, Nicola Rosset".
Guardi, riporto il giornale, se la prenda con il giornale. Benissimo, io le riporto il giornale, io non dico niente di mio, riporto tutto sulla carta. Era consigliere, comunque c'era, e siamo contenti per lei della trasferta in Cina.
Questo significa che le persone dietro a questo dossier sono le stesse. Questo a noi importava che si capisse, e il resoconto direi che è piuttosto chiaro.
Aspetto i fuochi d'artificio, che mi godrò con i popcorn in mano assieme al mio gruppo, e poi continueremo con le nostre valutazioni.
Presidente - Ci sono altri interventi?
Proseguiamo fino alle 20.00, com'è normale che sia. Se nessuno interviene, chiudo la discussione. Non è che il Regolamento...
Consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Chiedo una sospensione per una riunione di maggioranza.
Presidente - I lavori del Consiglio sono sospesi per una riunione di maggioranza.
La seduta è sospesa dalle 19:40 alle 19:46)
Dalle ore 19:46 assume la Presidenza il vicepresidente Aurelio Marguerettaz
Marguerettaz (Presidente) - Scusate colleghi, preso atto che la riunione di maggioranza sta andando per le lunghe, direi che possiamo concludere i lavori. Siamo riconvocati per domani mattina alle ore 9:00.
Grazie, buona serata.
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L'adunanza termina alle ore 19:46.
