Oggetto del Consiglio n. 4806 del 18 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4806/XVI - Illustrazione della P.L. n. 167: "Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari".
Bertin (Presidente) - Facciamo il punto successivo, punto n. 4.03.
La proposta di legge è composta da 6 articoli. Sono stati depositati 5 emendamenti dal gruppo Progetto Civico Progressista.
Il relatore della proposta di legge è la consigliera Erika Guichardaz.
Guichardaz E. (PCP) - Questa proposta di legge è relativa al riconoscimento, alla valorizzazione e al sostegno dei caregiver familiari e ha lo scopo di predisporre un provvedimento che offra un'adeguata sistemazione giuridica, per il futuro più prossimo, a una figura che sempre di più ricopre e ricoprirà un ruolo importante nella nostra società, vuoi per la decrescita della popolazione, vuoi per l'aumento della popolazione anziana e per una maggiore attenzione anche alle persone con disabilità.
Per questo è innanzitutto importante tenere conto degli andamenti rilevati dall'Istat, sia fino a oggi sia riguardo alle proiezioni per il futuro, che prevedono un aumento della speranza di vita alla nascita e la persistenza di livelli molto bassi di fecondità, prospettando quindi un aumento della pressione sul sistema di protezione sociale dovuto all'incremento di persone bisognose di cura e assistenza.
In generale, non si tratta di un peggioramento delle condizioni della salute - vorrei, sotto questo punto di vista, rincuorare le persone che ci ascoltano - ma semplicemente di un andamento demografico che è sotto gli occhi di tutti, quindi un incremento della popolazione anziana sempre più esposta comunque al rischio di ammalarsi o di avere bisogno di cura.
In particolare, guardando le rilevazioni, rileviamo che tra il 2014 e il 2025 la Valle d'Aosta ha perso circa 5.500 residenti, passando da 128.200 a 122.700, e le proiezioni demografiche fornite dall'Istat ci dicono che al 2024 si prospetta un ulteriore calo di persone, più o meno di 4.800 persone.
Vi è poi uno squilibrio tra nuove e vecchie generazioni, dovuto, proprio come dicevo, all'aumento della longevità e a un abbassamento costante della fecondità. La Valle d'Aosta, infatti, oggi ha l'11,4% di individui fino ai 14 anni, il 62,8% tra i 15 e i 64 anni e il 25,8% oltre i 65 anni. L'età media, nel frattempo, si è portata a 47 anni e ci colloca come una delle regioni con il dato medio più alto.
Le prospettive future comportano un'amplificazione di questo processo. Nel 2040 le persone over 65 potrebbero rappresentare, questo ci dicono le rilevazioni, il 34,1%, mentre una significativa crescita è attesa anche per la popolazione oltre gli 85 anni. Bisogna quindi considerare che di quel 34% gran parte andrà verso individui che immaginiamo, vista l'età, essere comunque più fragili, passando dal 4,2% dello scorso anno al 5,6% del 2040.
Per contro, i giovani più o meno rimarranno, almeno questo ci dicono le rilevazioni, della stessa entità, una lieve flessione che li porterà al 10%.
È evidente da questi dati che l'impatto sulle politiche di protezione sociale sarà quindi importante, dovendosi porre l'obiettivo di fronteggiare i fabbisogni per una quota sempre crescente di anziani.
Esaminiamo ora i dati riferiti ai caregiver. Il primo dato disponibile si riferisce al 2017, quando hanno fatto richiesta di sostegno finanziario in Valle d'Aosta 3 caregiver.
L'anno successivo il loro numero è salito a 7, poi sono diventati 19 nel 2019, per arrivare a 71 nel 2024, con una spesa totale di 872.900 euro e rotti. Un aumento quindi considerevole rispetto all'inizio di questo percorso.
Confrontando i due saldi, si osserva che l'incremento delle risorse erogate è quasi il doppio dell'incremento delle risorse richieste pervenute all'Amministrazione regionale. Tutte le erogazioni - e ci tengo a precisarlo - sono imputate a capitoli legati a trasferimenti correnti su fondi assegnati dallo Stato, e lo dico perché altre Regioni, ad esempio, hanno fatto la scelta di mettere anche delle risorse proprie, magari non sulle disabilità gravissime, ma magari sulle disabilità gravi.
Tra il 2017 e il 2023, come dicevo, l'incremento delle domande ha rappresentato il 1.900% e il rapporto tra i caregiver che hanno richiesto un supporto finanziario e la popolazione anziana è passato dallo 0,1 per mille del 2017 a poco meno del 2 per mille del 2023. Come dicevo, nel mentre la popolazione anziana ha continuato ad aumentare.
Proviamo ora a ipotizzare come potrebbe evolversi nel medio periodo, quindi calcolando un periodo di 15 anni, l'esigenza richiesta dei caregiver alla luce dei dati che ho rappresentato prima.
Il primo scenario immaginato, realizzato attraverso l'applicazione di una formula matematico-statistica cosiddetta "tendenziale", prevede una crescita fino a 90 unità del numero dei caregiver nel corso di quest'anno e progressivi incrementi annuali che porterebbero a 169 unità nel 2030.
Il secondo scenario, invece, pondera le esigenze e le richieste con l'incremento medio delle persone anziane e, in questo caso, l'incremento passerebbe a 144 unità e a 213 per quello che riguarda il 2030.
Naturalmente questi sono dati di scenario, ipotetici, quindi sicuramente non è che rispecchino in maniera univoca la realtà, quello che però ci dicono i dati in un'ipotesi prospettica è che questo è quello che tendenzialmente dovremo affrontare nelle prossime legislature.
I processi di trasformazione demografica della nostra regione, come abbiamo visto, portano all'incremento dell'invecchiamento della popolazione e quindi, di fatto, ci impongono di rafforzare le politiche sociali, in ragione dell'età, di una malattia, o della presenza di una disabilità.
Nel corso degli ultimi anni bisogna riconoscere che il legislatore nazionale ha mosso diverse leggi, proprio per andare incontro all'articolo 3 della Costituzione, che hanno di fatto portato ad accrescere il diritto positivo a favore delle persone con disabilità.
Ad esempio, la legge 33/2023, la legge delega delle politiche a favore delle persone anziane, ha posto degli obiettivi precisi, quali la promozione del valore umano, psicologico, sociale, culturale ed economico di ogni fase della vita delle persone, indipendentemente dall'età anagrafica e dalla presenza di menomazioni, limitazioni e restrizioni. Ha poi previsto anche il riconoscimento del diritto delle persone anziane a determinarsi in maniera indipendente, libera, informata e consapevole.
Rispetto ai caregiver familiari, ha previsto una ricognizione e ridefinizione della normativa di settore, nonché la promozione d'interventi diretti alla certificazione delle competenze professionali acquisite nel corso dell'esperienza maturata. Due punti che vanno in qualche modo a inserirsi nella nostra proposta di legge.
Vi è stato poi il decreto legislativo 29/2024, dedicato ai caregiver familiari: anche in questo decreto viene ribadito il valore sociale ed economico per l'intera comunità, precisando il ruolo, i compiti, la valorizzazione delle competenze.
Di particolare importanza, poi, è il decreto legislativo 62/2024, che, oltre a un mutamento dei termini che adesso vengono utilizzati, quindi non più "portatore di handicap" ma "persona con disabilità", e la condizione di gravità con "persona con disabilità avente necessità di sostegno intensivo", oltre a questo cambio di paradigma, attribuisce anche alla persona con disabilità il diritto alle prestazioni stabilite in favore e in relazione delle necessità di sostegno lieve, medio o intensivo, introducendo una nuova correlazione fra la disabilità e l'intensità dei sostegni necessari.
Questo viene inserito anche nel nostro Piano della salute e del benessere sociale, che in alcune delle sue parti affronta il tema della domiciliarità e del riordino dell'assistenza socio-sanitaria. Naturalmente, su questo pezzo abbiamo posizioni piuttosto diverse, che poi confronteremo di nuovo, anche in una prossima iniziativa.
Nel piano viene riportato anche quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni unite, riferito alle persone con disabilità, e quanto vi è nel Piano sociale nazionale 2021-23 rispetto all'inclusione e all'adeguato sostegno dei caregiver; oltre alla prossimità di cure, è la strutturazione di risposte più vicine ai cittadini e, quindi, il progetto di vita di cui spesso parliamo, che è uno dei passi importanti rispetto all'autonomia di cui abbiamo parlato prima.
Proprio nel solco delle norme che ho citato, quindi, questa proposta di legge riconosce il ruolo fondamentale svolto dai caregiver familiari, ovvero quelle persone che, in maniera non professionale, si prendono cura di un familiare non autosufficiente nel contesto domestico. La Regione ne sottolinea non solo l'importanza sociale, ma anche quella economica per l'intera collettività.
Per questo motivo la proposta di legge prevede la valorizzazione e la promozione attiva della figura dei caregiver, inserendola come elemento integrante.
Viene poi riconosciuto uno status specifico, sia per la persona con disabilità - questo è già riconosciuto - sia per la persona che sostiene la persona con disabilità. La figura del caregiver familiare è definita, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale, includendo anche chi, pur non essendo un parente, convive stabilmente con la persona da assistere, soprattutto in assenza di familiari disponibili, nei casi in cui l'impegno assistenziale sia particolarmente gravoso.
Il caregiver - con il consenso della persona assistita o di chi la rappresenta - è coinvolto anche nei percorsi di assistenza e nella definizione dei progetti individuali, contribuendo alla costruzione di un ambiente più inclusivo e collaborando con i servizi pubblici; non viene quindi a sostituire, ma ad affiancare e ha inoltre diritto a servirsi di servizi territoriali e di aiuti privati per svolgere il proprio compito.
Di particolare importanza è l'idea, inserita in legge e prevista anche dalla normativa nazionale, di una sorta di formazione che il caregiver potrà spendere anche in un momento successivo, attraverso un'apposita attestazione, a cui dovranno seguire le linee guida definite dalla Regione. Per questo, la Regione deve promuovere iniziative: sono previste delle iniziative specifiche, come percorsi formativi e informativi da dedicare alle persone che si occupano della cura.
Infine, l'esperienza maturata nel ruolo del caregiver potrà essere quindi riconosciuta e spesa.
A seguito del confronto costruttivo con chi è venuto in audizione e con le associazioni che hanno presentato delle loro osservazioni, abbiamo, come ha detto il Presidente, presentato anche degli emendamenti che vanno a inserire la figura del giovane caregiver, a dare pari dignità ai genitori che si occupano della cura del proprio minore e a prevedere una clausola valutativa per monitorare quanto è contenuto nella legge.
Presidente - La relazione è stata esposta. Con questo sospendiamo il Consiglio, che riprenderà alle ore 15:00.
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La seduta termina alle ore 13:08.
