Oggetto del Consiglio n. 4796 del 5 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4796/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito all'esito del collaudo tecnico-amministrativo della nuova sede dell'Università della Valle d'Aosta".
Bertin (Presidente) - Punto n. 42.
Consigliere Marquis, a lei la parola.
Marquis (FI) - Abbiamo portato il tema della nuova Università e in particolare l'aspetto relativo al completamento dei lavori perché riteniamo che sia argomento meritevole dell'attenzione dell'Aula consiliare.
Lo scorso autunno è stata completata la struttura, è stata inaugurata e messa a disposizione dei corsi.
Da allora a oggi sono emerse tutta una serie di criticità su questa struttura, sia in ordine alla normativa antincendio, sia relative alle infiltrazioni e a delle manifestazioni di efflorescenze sui muri, conseguenti queste, con ogni probabilità, a impermeabilizzazione e protezione dei muri che sono state realizzate in modo inadeguato.
Si tratta di una situazione assolutamente anomala per un'opera pubblica che deve durare dei decenni e che deve essere anche un po' il simbolo della nostra città. Sono state investite decine di milioni di euro per dare un'adeguata sede all'Università della Valle d'Aosta ed è inammissibile che, a distanza neanche di un anno, si verifichino delle situazioni di questo genere.
Non solo delle efflorescenze sui muri, sono state fatte delle scelte sulle finiture inadeguate rispetto al clima che viviamo nella nostra realtà valdostana. Tutto il basamento è stato smaltato in bianco, tutta la scala ad anfiteatro è stata realizzata con pitture bianche. Basta andare a vedere lo stato in cui versa oggi e si capisce che è tutto da rifare quel lavoro, non è destinato a durare nel tempo.
Stiamo parlando di sistemazioni che richiedono centinaia e centinaia di migliaia di euro per metterle a posto e non so neanche se sia fattibile, con così poche risorse.
Tutti i muri della parte seminterrata lasciano già percepire efflorescenze e muffe, il giardino tutta una serie di assestamenti che è stato perimetrato in due o tre situazioni, inutilizzabile in alcuni punti, quindi una situazione che deve essere sicuramente attenzionata.
Per questa ragione chiediamo, con l'interpellanza, se è a conoscenza di queste criticità e carenze della struttura consegnata, se il collaudo tecnico-amministrativo è stato definito e con quale esito e, nel caso il collaudo avesse avuto un esito positivo, quali sono le valutazioni che sono state fatte e se è intenzione attivare le azioni di legge a tutela dell'interesse pubblico e del patrimonio regionale.
Presidente - Per la risposta, l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Do lettura delle due risposte ai quesiti, poi nell'iniziativa successiva con il collega Aggravi, se non sbaglio, parleremo anche della parte esterna, quindi rispondo a questa interpellanza in quanto è incentrata sull'emissione del collaudo, e quindi relativa alla fase di realizzazione e consegna dei lavori di costruzione della nuova palazzina universitaria, precedente alla cessione in concessione gratuita all'Università della Valle d'Aosta.
Come più volte confermato anche in quest'Aula, il collaudo tecnico-amministrativo del primo lotto dei lavori della nuova Università è stato consegnato nel mese di febbraio del 2024 con esito positivo. L'edificio, regolarmente in uso a partire dallo scorso autunno, non rilevava problemi tali che potessero essere caratterizzate come carenze strutturali.
Dopo il collaudo si sono manifestate alcune criticità, tra cui quelle che lei ha citato, ed esigenze tali da rendere necessario un intervento della ditta incaricata della realizzazione dell'opera, sulla base della garanzia decennale della struttura; ditta che si è prontamente attivata in tutti i casi segnalati per porre in atto gli interventi puntuali di ripristino delle criticità che sono state evidenziate, garantendo e permettendo il regolare utilizzo della struttura per le attività didattiche e per quelle funzionali dell'Università della Valle d'Aosta.
Va aggiunto che nel caso specifico, oltre alle usuali responsabilità del costruttore sulle opere realizzate, tenuto conto dell'importo del contratto e sulla base delle norme vigenti, l'esecutore ha stipulato, con decorrenza dalla data di emissione del certificato di collaudo, una specifica polizza indennitaria decennale a copertura dei rischi sui difetti costruttivi.
Come noto, nello scorso mese di marzo è stato aperto anche il livello -1 dell'edificio, rendendo quindi pienamente fruibile una nuova Aula per le lezioni, un'Aula studio e due laboratori informatici, oltre ai servizi e un'ampia zona comune attrezzata con distributori automatici di cibi e bevande, forno a microonde, tavoli a disposizione di studenti, docenti e personale amministrativo dell'Ateneo.
Le strutture dell'Assessorato restano costantemente in stretto raccordo con la società SIV e con gli uffici dell'Ateneo regionale per fornire a Università della Valle d'Aosta tutto il supporto necessario alla pronta risoluzione delle criticità che dovessero manifestarsi.
Riguardo al secondo quesito, ci riferiamo alle criticità emerse dal sopralluogo condotto dal locale Comando del Corpo regionale dei Vigili del Fuoco a seguito di segnalazione certificata di attività da parte dell'Università della Valle d'Aosta, come anche la società SIV, ha già provveduto a segnalare i vari punti del verbale emerso dai Vigili del Fuoco che concernono, nella stragrande maggioranza, aspetti anche amministrativi e non carenze strutturali dell'edificio ascrivibili a non corretta esecuzione delle opere contrattualizzate, collaudate con l'atto di cui abbiamo citato al punto precedente.
L'Università della Valle d'Aosta e l'impresa stessa SIV, per le rispettive competenze, si sono attivate nel dare il dovuto riscontro a quanto segnalato dal Comando dei Vigili del Fuoco entro i termini che erano stati fissati nel verbale.
Sulle varie questioni che sono sorte vi è una continua, come dicevo, interlocuzione tra Università, SIV e impresa, e un costante monitoraggio da parte degli uffici regionali, restando ovviamente confermati gli obblighi di garanzia in capo al costruttore.
Qualora si riscontrassero gli estremi (come detto, il monitoraggio è continuo), ovviamente dovrà essere attivata l'azione conseguente, in linea con le vigenti normative, a tutela dell'interesse pubblico e del patrimonio regionale.
Presidente - Replica il consigliere Marquis.
Marquis (FI) - Grazie Assessore per la risposta che ha fornito, però mi ha dato proprio l'impressione che stiate prendendo sottogamba questo problema.
Le dico perché sottogamba: perché dalle sue parole è emerso che puntualmente state portando avanti delle interlocuzioni quando si verificano delle situazioni o delle criticità manifeste.
C'è una situazione per cui è da riprogettare quel piano terreno, voi dovete dare un incarico a un professionista per fare un progetto per sistemare i danni che ci sono, è questo il problema. Qua non è di andare a fare qualche tacconatina, perché i muri che ci sono nel seminterrato, che manifestano delle efflorescenze, significano che dietro non ci sono le guaine impermeabili, quindi bisogna andare con scavatori. È da riprogettare la sistemazione di quella parte interrata. Mi risulta che questa cosa non sia stata neanche presa in considerazione.
Non si tratta di portare avanti dei piccoli interventi.
Come le dicevo prima - glielo dico con assoluta cognizione di causa da architetto -,lì ci sono dei danni che sono notevoli, ma notevoli, non sono delle bazzecole, quindi non bisogna sottovalutare questo tema, bisogna prenderlo in considerazione a 360 gradi, affidarsi a un professionista, o interno o esterno alla pubblica Amministrazione, per fare una valutazione su quello che c'è che non va e fare un computo per capire di cosa si tratta.
Ci sono delle polizze? Bisogna escuterle, non è che c'è un piccolo problema circoscritto.
Domani le fornirò via mail la documentazione fotografica, così vi potete rendere conto di tutte le problematiche che ci sono.
Tutta la sistemazione esterna, finita in pittura bianca, è tutta da rifare e trovare delle soluzioni diverse, non si può lasciare un pavimento di una scala in pittura bianca in Valle d'Aosta. Ma quanto crede che può durare, secondo lei? Sei mesi, sette mesi, un anno o sessant'anni?
È impossibile che duri degli anni, quindi se pensate di andare a dare una pennellata a quelle scale e poi che il problema sia risolto, siete completamente fuori strada.
Pertanto, prendetevi in carico questa situazione in modo serio e affrontatela per cercare di valorizzare quella struttura e apportare delle modifiche laddove si rendono necessarie, perché quel tipo di finiture non garantiscono la durata nel tempo.
Il basamento è tutto da sistemare, questa cosa qui è andata bene per fare le foto dell'inaugurazione. La durata è stata quella, bianca, quella bella struttura, per le foto dell'inaugurazione.
Siamo a un anno e parliamo di interventi che, guardi, non le basta il milione di euro di interventi per darle un ordine di grandezza e per fare una sistemazione di quei danni, quindi non è da sottovalutare il tema.
Comunque domani le farò avere la documentazione fotografica che la potrà mettere a disposizione degli uffici.
