Oggetto del Consiglio n. 4792 del 5 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4792/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito al proseguimento della sperimentazione della tecnologia denominata 'memoria dell'acqua'".
Bertin (Presidente) - Punto n. 37. Consigliera Minelli, a lei la parola.
Minelli (PCP) - Anche questa interpellanza è lì da un po' di tempo, affronta la questione di una particolare tecnica agricola utilizzata anche nella nostra regione, ma più in generale tocca il tema della credibilità della Regione e del buon utilizzo delle risorse pubbliche, nella fattispecie il finanziamento regionale a una sperimentazione agricola basata su una palese pseudoscienza.
Ricostruisco i fatti: la vicenda risale a tre anni fa quando, con un provvedimento dirigenziale del 20 aprile 2022, venne finanziata con una cifra modesta, 2.659 euro, la sperimentazione presso il Centro agricolo dimostrativo e sperimentale di Saint-Marcel con la cosiddetta "acqua informata", detta anche "acqua funzionale".
Lo scopo era certamente apprezzabile e condivisibile, cioè diminuire i prodotti chimici nelle coltivazioni (ne abbiamo parlato oggi anche di prodotti chimici, non per la coltivazione ma per il diserbo).
Tuttavia, io credo che non si sia prestata la dovuta attenzione a quella proposta. Abbiamo appreso i primi dettagli grazie a un'interpellanza dello scorso anno, del 17 aprile 2024, che mi sembra avesse delle finalità un po' diverse rispetto a questa, e in quell'occasione l'Assessore, che riferì di non essere a conoscenza della sperimentazione fino a quel momento, fornì degli elementi sufficienti a individuare il prodotto utilizzato che, secondo il suo produttore, si baserebbe su un processo di informatizzazione dell'acqua mediante specifiche lunghezze d'onda, ma soprattutto rispondendo alla domanda se fosse a conoscenza dei risultati ottenuti con l'utilizzo di quel prodotto, l'Assessore riferì testualmente: "Mi sono reso conto che dalla documentazione acquisita non emerge nessun riferimento concreto e scientifico per potermi esprimere in merito".
Non solo, alla domanda sull'eventuale programma di utilizzo e di diffusione della pratica sul territorio, rispose che non c'erano i presupposti per una risposta; quindi un anno fa, in buona sostanza, sembrava che la sperimentazione fosse inconcludente e, di fatto, terminata.
Nonostante questo, gli incontri informativi ai quali partecipò anche il tecnico regionale che seguiva la sperimentazione e che erano iniziati a gennaio 2024 presso il salone di Palazzo regionale, che avevano interessato poi anche Saint-Vincent, Nus e Quart, continuarono anche dopo quest'interpellanza, a Valtournenche nel mese di maggio, così come a Morgex.
A tutti gli incontri erano presenti numerosi... li chiamerei testimonial, venuti a conoscenza di questo prodotto entre guillemet "miracoloso" grazie alla sperimentazione.
Arriviamo a tempi più recenti, vale a dire alla fine dello scorso anno, fine 2024, quando in un ipermercato di Aosta sono comparse pere provenienti dal cuneese, coltivate con la medesima tecnica sperimentata dalla Regione.
Il fatto ha incuriosito alcune persone, tanto che il settimanale "Gazzetta Matin", sul numero del 24 marzo scorso, ha voluto approfondire la questione intervistando Silvano Fuso, che è un dottore di ricerca in scienze chimiche, noto divulgatore scientifico e membro del CICAP, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze, un organismo con cui io ho avuto modo di lavorare tanti anni fa e di apprezzarne la serietà e il rigore nell'ambito della rassegna culturale "Scintille" organizzata dall'Associazione Lys-lilium di Fontainemore, di cui ero Presidente.
Il dottor Fuso, già nel 2021, quando questa pratica culturale era inspiegabilmente approdata a TGR Leonardo, aveva scritto sulla rivista del CICAP un articolo che è ancora reperibile e che ho letto, nel quale argomentava l'assoluta mancanza di basi scientifiche nelle affermazioni riportate dalla rubrica televisiva.
Il caso delle pere coltivate con l'acqua funzionale e vendute ad Aosta sarebbe probabilmente finito nel dimenticatoio se due settimane dopo, sempre sulla "Gazzetta Matin", non fosse stato pubblicato un ulteriore articolo che a me è sembrato avere le caratteristiche in qualche modo di una replica.
Ne riporto alcune parti: "Forte di un progetto sperimentale, che da tre anni coinvolge il Centro agricolo dimostrativo e sperimentale di Saint-Marcel, l'Amministrazione regionale potrebbe diventare partner di una sperimentazione nazionale che coinvolge il Consiglio per la ricerca in agricoltura, CREA, e l'Università D'Annunzio riguardante l'acqua funzionale".
Vado avanti: "Dall'Assessorato regionale all'agricoltura fanno sapere che l'interesse c'è, ma che non ci sono ancora né progetti, né accordi nero su bianco".
Nel suo ultimo libro fresco di stampa, il ricercatore e ideatore del SMT System, il signor Luciano Gastaldi, ha ringraziato la nostra Regione, i suoi agricoltori e i politici per aver accettato di testare il metodo.
Sull'efficacia dell'utilizzo dell'acqua funzionale sembra non avere dubbi il responsabile del Centro di Saint-Marcel che ha dichiarato: "Siamo al quarto anno e dopo tre anni la ripetibilità è provata. Certi risultati non sono un caso, anche se so che il mondo scientifico è alquanto diffidente e ritiene che l'acqua non abbia memoria".
Da questa replica ha preso l'avvio una serie di articoli a livello nazionale, ne sono usciti veramente diversi, e il 6 maggio, ancora sulla rivista del CICAP intitolato: "Le pere della Valle d'Aosta, quando la pseudoscienza finanziata dalla Regione arriva nei supermercati".
Due giorni dopo, nell'edizione online de "Il Foglio", il noto scienziato e divulgatore Enrico Bucci, che ha collaborato con la nostra Regione in passato, ha dedicato una puntata della propria rubrica "Cattivi scienziati" in cui si legge: "Come vendere acqua in polvere e vivere felici. In Valle d'Aosta si diffonde l'uso agricolo dell'acqua informata, venduta a caro prezzo in bustine da 10 grammi e promossa da un'azienda senza basi scientifiche ma con una solida retorica. Ora la Regione", scrive Bucci, "rischia di legittimare una deriva antiscientifica".
Il 13 maggio sul social Linkedin, sull'account "Agrihealth" è stato condiviso proprio quest'articolo del professor Bucci, con il seguente testo di commento: "Il team del progetto Interreg 6A Italia-Svizzera 2021-2027 "Agrihealth" sostiene una ricerca basata su evidenze solide, rigorose e verificabili, nonché trasparente e responsabile supportata da dati concreti", l'esatto contrario della sperimentazione pseudoscientifica che è stata anche finanziata dalla Regione e criticata da Bucci.
Credo che valga la pena di ricordare che capofila dell'importante progetto è l'Institut Agricole Régional, e a questo proposito Bucci nel suo articolo definisce la Valle d'Aosta una delle Regioni più avanzate nella ricerca agraria, mi sembra un vero e proprio attestato di stima.
Sempre in merito all'articolo di Bucci, un membro del CdA dell'Institut Agricole, commentando la presa di posizione di due ricercatori dello IAR a favore di quell'articolo che ho citato scrive: "Da componente del CdA dello IAR esprimo pieno sostegno ai nostri ricercatori, che ringrazio per la presa di posizione e a tutti i professionisti che si affidano alla ricerca scientifica".
Allora vengo alle domande: perché investire del denaro pubblico in pseudoscienze quando possiamo contare, nella nostra regione, su una ricerca scientifica di eccellenza? Come sottolinea ancora Bucci nell'articolo intitolato "Perché fare ricerca nelle pseudoscienze? É uno spreco di tempo e risorse", queste pratiche non allargano le nostre conoscenze.
"Sperimentare a caso e senza costrutto - scrive Bucci -, non è attività utile al progresso della conoscenza, bensì è dissipazione di tempo e risorse".
Chiedo poi: corrisponde al vero il possibile coinvolgimento della Regione in ulteriori sperimentazioni a livello nazionale?
Noi ci auguriamo vivamente di no, così come ci auguriamo che non si intenda proseguire con questa sperimentazione, visti i presupposti scientifici praticamente inesistenti.
Infine, chiediamo se non si ritenga opportuno per il futuro affidarsi al parere di comprovati esperti in materia che si rifanno a consolidate acquisizioni scientifiche che non mancano in Valle d'Aosta prima di finanziare sperimentazioni di dubbia scientificità.
Abbiamo letto e sentito che, per giustificare e promuovere questa tecnologia, facendo intendere una - ma in realtà inesistente - controversia scientifica, si citano per esempio il servizio del TGR Leonardo, le teorie del professor Vitiello, già collaboratore del Premio Nobel Montagnier, ma riportare le considerazioni di esperti o di presunti tali, che fanno riferimento non a una consolidata letteratura scientifica, bensì a proprie convinzioni personali, significa, secondo me, non avere chiaro come progredisce la conoscenza scientifica che non è fatta di geni incompresi ma di metodo rigoroso, di condivisione e di critica dei risultati.
Presidente - Per la risposta, l'assessore Carrel.
Carrel (PA) - Come ho già avuto modo di evidenziare nella risposta dell'interpellanza avente a oggetto la medesima tematica discussa in quest'Aula, nell'aprile del 2024, quando mi sono insediato come Assessore la sperimentazione era già in corso da oltre un anno e tutti i relativi atti erano già stati adottati.
In risposta al primo quesito, voglio però sottolineare che la scelta di procedere nell'aprile del 2022 mi è stata confermata con l'affido di detta sperimentazione alla IED Bio Italia ed è stata effettuata dal coordinatore del Dipartimento agricoltura dopo aver visionato un servizio trasmesso su TG3 Leonardo in data 2 giugno 2021 dal titolo "L'acqua e le sue memorie" e dopo aver consultato una serie di documenti prodotti dal ricercatore indipendente Luciano Gastaldi e dopo averlo di seguito contattato personalmente per un confronto.
In risposta ai restanti quesiti, se da un lato posso confermare che alcuni mesi fa il Dipartimento agricoltura è stato contattato informalmente dai ricercatori del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell'INAIL, che da diverso tempo hanno avviato una sperimentazione in collaborazione con il CREA e con il dottor Luciano Gastaldi sulla tecnologia SMT, dall'altro l'ipotesi proposta da detti ricercatori, relativa alla stipula di un'eventuale accordo di collaborazione non onerosa, non è stato però presa in considerazione in quanto non pervenuta direttamente e ufficialmente all' assessorato.
Per quanto attiene a eventuali altre forme di collaborazione, posso dire che non ve ne sono di attualmente in essere e che, alla luce delle odierne evidenze scientifiche, non è al momento intenzione dell'Assessorato essere coinvolti in altre forme di sperimentazione che riguardano la predetta tecnologia.
Presidente - Consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - La sua risposta in qualche modo mi soddisfa, perché speravo veramente che non mi si dicesse che si continuasse questa sperimentazione, visto e considerato quanto è emerso sia da ricercatori sicuramente anche riconosciuti per la loro importanza dalla Regione, quali il professor Bucci, che ha collaborato a lungo e che ha un'opinione assolutamente positiva del livello di ricerca che si sta facendo nell'Istitut Agricole, che collabora con l'importante progetto transfrontaliero che ho citato precedentemente.
In qualche maniera quindi lei ha fatto chiarezza: è vero che non è stato a suo tempo nel 2022 stanziata una somma significativa, ho detto proprio anche nell'illustrazione che era una somma modesta, però il problema non è tanto quello, il problema è che se la Regione fa una sperimentazione, la fa anche all'interno di un centro come il suo, con un responsabile che è un responsabile regionale, c'è il rischio concreto che la gente si fidi, continui a divulgare questa pratica, a ritenerla positiva e noi però non siamo assolutamente certi che questo funzioni.
Dal mio punto di vista, c'è davvero da prendere tutto con le molle, perché è stato appurato che all'interno di queste bustine o quello che è, è difficile che ci sia qualche elemento che sia assolutamente naturale, anche perché si dice a un certo punto che c'è una resa particolare e non si capisce bene da che cosa.
Quello che sicuramente è importante è che dal mio punto di vista la politica ha il dovere di dare degli indirizzi e di fare della vigilanza; mi preoccupa un po' che in questo tempo non ci sia stata un'attenzione maggiore e che si sia dato credito a delle teorie che sono prive di fondamento, perché erano già state smentite dalla comunità scientifica e da esperti fin dal 2021.
Lo stesso curriculum di questo promotore della tecnologia che lei ha citato è nebuloso e non è verificabile nessuna parola chiara da parte sua.
Io prendo atto che, come lei ha detto, il Dipartimento è stato contattato, ma l'ipotesi di una stipula di accordo non è stata presa in considerazione; però lei ha anche detto: "Non è stata presa in considerazione perché non è arrivata direttamente all'Assessorato".
Allora mi chiedo se fosse arrivata direttamente all'Assessorato se l'atteggiamento sarebbe stato diverso.
Poi lei ha precisato che la scelta del 2022 è stata fatta dal coordinatore del Dipartimento dopo aver visto il TG3 Leonardo, ed effettivamente ci si chiede come mai una trasmissione, una testata di quel tipo, che di solito verifica la scientificità di quanto viene proposto, non lo abbia fatto e la cosa si sia alimentata.
Io credo che sia molto importante, proprio per la qualità, come dicevo, della nostra agricoltura che è riconosciuta, affidarsi per il futuro a degli esperti di comprovata fede scientifica.
Dal mio punto di vista, questo episodio dovrebbe essere una lezione. So che fra pochi giorni, mi sembra sabato, è previsto un nuovo incontro sul tema dell'acqua informata ma ho visto, e lo dico con soddisfazione, che questa volta, per la prima volta, non sarà presente un rappresentante in qualche modo non direttamente della Regione, ma una persona che ha una responsabilità per quello che riguarda il Centro di Saint-Marcel.
Presidente - Consigliere Restano per mozione d'ordine, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Non le farò perdere molto tempo. Siccome l'argomento mi interessa, chiederei gentilmente ai colleghi se mi possono fornire le copie dei loro appunti e vorrei ringraziare tutti i ricercatori che si adoperano, anche gratuitamente, per portare avanti la scienza, anche quelli che forse a volte non ottengono dei risultati.
Mi spiace riscontrare che mettiamo il glifosato alla pari dell'acqua informata, e detto da lei mi puzza tanto.
Presidente - Consigliera Minelli, ne ha facoltà. Però, consigliere Restano, una mozione d'ordine è una mozione d'ordine, lei invece fa dei commenti. Consigliera Minelli.
Minelli (PCP) - Per forza perché pensavo di ascoltare una mozione d'ordine...
Presidente - Anche io.
Minelli (PCP) - ... e invece in realtà è stata fatta una valutazione su quanto io ho detto e si dice addirittura che io associo il glifosato alla questione dell'acqua informata.
Mi dispiace, si tratta di due interpellanze che sono lì entrambe da parecchio tempo, il caso ha voluto che venissero discusse appaiate quasi, ma credo, collega Restano, che se lei ha un minimo di onestà intellettuale, non possa certo pensare che io paragoni il glifosato all'utilizzo dell'acqua informata, perché altrimenti prendiamo veramente lucciole per lanterne, se non vogliamo addirittura dire che si fanno delle strumentalizzazioni, perché mi sembra veramente un pochino troppo.
