Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4782 del 5 giugno 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4782/XVI - Interpellanza: "Indirizzi strategici per le società partecipate volti a garantire equità nell'accesso al mercato delle piccole realtà produttive locali".

Bertin (Presidente) - Punto n. 26. Consigliere Aggravi, a lei la parola.

Aggravi (RV) - Con questa interpellanza desidero sollevare una questione che, pur non avendo nessuna finalità di intento protezionistico, merita - a mio avviso - un approfondimento serio e trasparente. Non si tratta di porre limiti alla crescita o alla competitività di alcun soggetto economico, tantomeno se ha partecipazione pubblica, ma a interrogarsi sulle ricadute che certe dinamiche stanno producendo sul nostro tessuto imprenditoriale locale, in particolare tra le micro e piccole imprese e nel mondo artigiano, e mi auguro che il focus sul tema del mercato di riferimento e del tessuto economico resti tale.

Sappiamo bene quanto il mercato locale sia geograficamente e demograficamente, anche in termini di numero di imprese, ristretto. In un simile contesto l'ingresso e il rafforzamento di soggetti molto strutturati, soprattutto tramite acquisizioni ripetute di operatori locali, possono determinare impatti significativi sulla concorrenza, parlo ovviamente della concorrenza interna.

Questi movimenti rischiano di lasciare molte realtà di piccole dimensioni in condizioni di dover competere con operatori dotati di capitali, strutture e capacità operative difficilmente comparabili, con il risultato concreto di una compressione dei margini e di un ridimensionamento delle possibilità di accesso al mercato.

Mi riferisco in particolare a quella che oggi è, di fatto, la principale società partecipata della nostra Regione, che ha esteso in modo importante il proprio raggio d'azione nel campo dei servizi energetici, operando in settori come l'efficientamento energetico e, più in generale, sulla manutenzione impiantistica (questo soprattutto in prospettiva), anche attraverso l'acquisizione di soggetti privati valdostani.

Una realtà ormai assimilata, ai sensi della normativa nazionale, a una società quotata, ma che resta partecipata pubblicamente e comunque di notevole interesse pubblico.

Auspico, lo dico chiaramente, che questa società possa competere in altri territori e crescere anche laddove il confronto con altri operatori è quotidiano e serrato, e parlo soprattutto anche dei settori che ho citato precedentemente.

Solo così potrà rafforzarsi in modo sano, strutturato e virtuoso, altrimenti rischiamo di trovarci con un gigante in casa ma che, varcati i confini regionali, non è più alto di molti altri.

Personalmente mi chiedo anche perché a oggi questa realtà non abbia - ma questa è una considerazione tutta personale, l'ho già detto in più occasioni - mai considerato seriamente di estendere la propria operatività a settori affini e strategici, come quello del ciclo integrato delle acque o della depurazione, ambiti coerenti con la propria mission ma che restano ancora estranei alle sue strategie di sviluppo, nonostante la loro importanza crescente, non soltanto in Valle d'Aosta ma in senso lato.

Infine, considerato l'osservatorio privilegiato di cui dispongono gli Assessorati competenti, vedo che mi risponde il Presidente, cito anche l'Assessorato allo sviluppo economico, che ha una visione comunque sui mercati locali e non soltanto, e le associazioni di categoria, credo sia legittimo chiedersi se vi siano stati momenti di confronto con i rappresentanti di questi comparti per valutare l'effettivo impatto economico e sociale delle operazioni in atto e se esista l'intenzione di favorire strumenti di riconversione o accompagnamento per quegli operatori che oggi, comprensibilmente, guardano al futuro con una crescente apprensione. Sicuramente siamo a fine legislatura, ma un'analisi di prospettiva si può sempre e comunque fare.

Per questo motivo pongo tre domande puntuali al Governo regionale, in particolare al Presidente che si è prenotato per rispondermi: se e in quale misura il Governo abbia valutato l'impatto economico e occupazionale locale derivante dall'ingresso estensivo tramite acquisizioni societarie (sto parlando di societarie locali) della suddetta società partecipata nel settore dell'efficientamento energetico e dei servizi correlati, anche in sede di redazione del DEFR o del Piano energetico ambientale regionale.

Perché ho citato questi due documenti? Il primo perché ha un'analisi della situazione economica importante nella prima parte, il secondo perché necessariamente, lo abbiamo visto quando lo abbiamo trattato, sono state fatte delle analisi anche di contesto sicuramente importanti, in particolare per quelli che possono essere i numeri prospettici che riguardano appunto la materia energetica e non soltanto della nostra Regione.

Se il Governo ritenga opportuno attivare strumenti di monitoraggio e confronto con le Associazioni imprenditoriali locali per prevenire a squilibri competitivi e garantire un'equa possibilità di accesso al mercato da parte delle piccole realtà produttive del territorio.

Se intenda, nell'ambito delle politiche industriali regionali e della gestione delle partecipazioni pubbliche, definire eventualmente ulteriori indirizzi strategici volti a garantire che le società partecipate operanti in ambito concorrenziale non esercitino, anche indirettamente, effetti distorsivi sul mercato locale, in particolare, appunto, nei settori a forte presenza artigiana, io direi in particolare microartigianale.

Credo che queste domande interpretino un'esigenza concreta di chiarezza, consapevolezza, ma soprattutto di analisi che non nasce da pregiudizi, ma da una responsabilità comunque politica, in particolare sulla necessità di analizzare quello che è lo stato dell'equilibrio del nostro sistema economico e, in particolare, anche dell'evoluzione delle tipologie di aziende che operano in determinati settori che non sono necessariamente delle aziende a tutto tondo, ma che in un processo, in un lavoro, in una gestione di un cantiere complesso, possono ovviamente rivestire più professionalità.

Presidente - Il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Per rimanere in tema, in premessa faccio un po' da collettore delle osservazioni che le varie strutture hanno messo a disposizione della risposta.

Una risposta a un'iniziativa articolata, presentata dal consigliere Aggravi, per la quale occorre evidenziare che, come peraltro in altre occasioni osservato, l'Amministrazione regionale non può intervenire in scelte che competono direttamente alle società partecipate nell'ambito della loro evidente autonomia gestionale.

Tali società operano nel mercato, le scelte che adottano devono rispondere a tali logiche. Ciò vale nell'ambito del settore specificatamente indicato nell'iniziativa, ossia l'efficientamento energetico e la manutenzione di impianti tecnologici, che sono certamente in linea con gli indirizzi strategici delineati, pertanto non è possibile delineare indirizzi strategici puntuali in tale materia senza andare a intervenire in scelte che rispondono a valutazioni economiche di carattere societario rimesse alla predetta autonomia gestionale.

Occorre, in ogni caso, rilevare che, come evidenziato dagli uffici dell'Assessorato competente, nel Piano energetico ambientale regionale (il PEAR VdA 2030), strumento di pianificazione regionale in materia di energia, e a partire dall'analisi del sistema energetico esistente, definisce gli obiettivi di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e si evidenzia la funzione chiave della pubblica Amministrazione per il processo di transizione energetica e si pone l'attenzione anche sul ruolo che i cittadini professionisti e gli operatori dei settori produttivi possono avere per una messa in atto delle politiche energetiche del territorio.

Nello specifico, il PEAR evidenzia come la pubblica Amministrazione è chiamata a essere un riferimento e una guida nel processo di transizione energetica e ad avere un ruolo proattivo nell'attuazione del PEAR VdA 2030.

L'Amministrazione regionale, gli enti locali e gli altri enti pubblici in particolare, ma anche le società partecipate e controllate, le società in house e gli enti strumentali devono diventare organismi in grado di mettere in campo azioni innovative e di creare progetti coerenti con gli obiettivi del PEAR VdA 2030 che perseguono il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili anche alla luce delle numerose risorse economiche messe a disposizione a diversi livelli, quindi quello europeo, come quello nazionale, come quello regionale.

Inoltre, per quanto riguarda il tessuto economico, devono essere considerate le specificità dei diversi operatori: gli operatori dei settori produttivi possono rivestire un ruolo fondamentale nel processo di decarbonizzazione, attraverso interventi di efficientamento energetico del sistema edificio impianto e dei processi produttivi.

Tali evoluzioni possono essere più agevoli ed efficaci in aziende supportate da energy manager qualificati e da sistemi di gestione aziendali riconosciuti che possono aiutare le organizzazioni a intraprendere percorsi virtuosi di miglioramento continuo.

Il documento non fornisce però alcuna indicazione sulle modalità con cui i diversi operatori economici si relazionano o agiscono in un contesto di libero mercato.

Ne sono state fatte di valutazioni specifiche di impatto economico o occupazionale locale o sulle modalità operative degli operatori economici del territorio; tali valutazioni non rientrano, peraltro, nell'ambito specifico della disamina dei documenti di programmazione dell'Amministrazione.

Diversamente, sul piano delle opportunità, risulta certamente possibile un'indicazione generale di attenzione al mercato locale, senza che ciò naturalmente vada a causare impatti negativi nei confronti dei cittadini.

In merito ai confronti con le Associazioni imprenditoriali, tali confronti si svolgono regolarmente e, nella prima occasione, potrà essere appurata l'esistenza e la dimensione del fenomeno, senza che ciò vada a influire sulle scelte che le società adottano, che rispondono evidentemente a logiche, come abbiamo detto prima, di mercato.

Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Vede, Presidente, io l'ho detto in apertura proprio perché è una materia sicuramente complessa e lei, forse, non so se abbia apprezzato il mio tentativo di mantenere l'equilibrio nella presentazione, infatti mi sono scritto l'intervento proprio per evitare di sfociare in altri seminati, e ho detto proprio che il mio focus era sull'analisi del mercato e degli effetti del mercato. Poi continuo a sentire citare le leggi di mercato e libero mercato e il più contento sono sicuramente io.

C'è un tema, però, che forse si potevano definire così, più che indirizzi, o almeno diciamo a qualcuno di non utilizzare dei comportamenti un po' particolari.

Le cito alcune parti del discorso che mi ero scritto: la prima è quella della compressione dei margini, lei sa, e non c'è bisogno di grandi studi per sapere che se c'è un operatore grande che fa delle attività su larga scala, ovviamente ha un certo tipo di margini. Il piccolo falegname o il piccolo cottimista che partecipa a un cantiere ha dei margini differenti, perché ha dei costi differenti, perché li spalma in modo diverso.

Sarebbe buona cosa che un conto è se abbiamo delle società che hanno istinti predatori, utilizzando dei termini che sono stati anche utilizzati in Commissione, e ci può stare, fa parte del mercato e ci sono degli strumenti a cui ricorrere, però nell'ambito della deontologia aziendale ci si augura che questi tipi di comportamenti non vengano adottati almeno da chi, giustamente, deve fare riferimento ad un azionariato, o comunque a una responsabilità sociale, perché è inutile che ci riempiamo la bocca con i bilanci di sostenibilità se poi utilizziamo determinati tipi di tecniche.

Ben vengano, per carità, le acquisizioni, ne abbiamo viste di ogni, potremmo citare anche delle società in house che sono nate da acquisizioni di realtà locali che hanno fatto morire lo sviluppo di un mercato privato, ma non mi occuperei di energia, mi occuperei di un altro settore che oggi è à la une, che ormai diamo per scontato, perché computer, telefonini e quant'altro li utilizziamo tutti.

L'altra è in una delle domande: io parlavo di squilibri competitivi e garantire un'equa possibilità di accesso al mercato.

Io non ho neanche detto che bisogna strozzare l'iniziativa di grandi realtà, ancorché partecipate, ma bisogna poi dare la possibilità alle piccole realtà, in qualche modo, di sopravvivere o di evolversi, perché altrimenti muoiono e quindi abbiamo un depauperamento del tessuto economico, perché poi alla fine chi paga le tasse sono anche i piccoli, in particolare le piccole realtà artigiane e quant'altro.

Sicuramente il turismo è una delle locomotive della nostra economia, ma il settore artigiano manifatturiero, e soprattutto le piccole, ricordiamoci che in questo momento sono i settori che danno maggiore occupazione, questo è un dato di fatto sui dati.

Mi spiace che non si sia ad oggi, ma non è una colpa, magari bisognerà fare delle valutazioni ulteriori, si è spesso anche parlato di un intervento di analisi o comunque di iniziative che nell'ambito o degli Assessorati competenti o addirittura della Presidenza come collettore o della Finaosta come, chiamiamolo ufficio, studi si potrebbero anche fare, perché ovviamente il focus generale di tutte le analisi che vengono fatte a livello nazionale è proprio il livello nazionale.

In realtà, noi siamo una realtà estremamente piccola e particolare e soprattutto, come ci insegna la legge dei grandi numeri, sappiamo che laddove ci sono dieci soggetti, magari qua ce n'è uno, gli effetti però possono essere ben diversi, perché laddove ce n'è uno l'effetto è maggiore rispetto a dove ce ne sono dieci.

Diciamo che l'iniziativa non è che si aspettasse una risposta puntuale, definita e pronta, era più forse un campanello d'allarme in modo gentile ed elegante, che spero sia stato comunque apprezzato e penso che il messaggio in qualche modo io lo abbia dato comunque.