Oggetto del Consiglio n. 4778 del 5 giugno 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4778/XVI - Interrogazione: "Motivazioni dell'iter parallelo per la modifica del disciplinare e il rilascio dell'autorizzazione unica dell'impianto idroelettrico di Cortlys".
Bertin (Presidente) - Con 24 Consiglieri presenti, riprendiamo l'ordine del giorno. I punti nn. 14, 15 e 16 saranno rinviati. Il n. 17 lo abbiamo già fatto, passiamo dunque al punto n. 18. Risponde l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Come richiamato dalla consigliera collega Minelli, il contesto riguarda la concessione per la derivazione da acqua a scopo idroelettrico assentita dalla società Staffal Energy Srl. Il disciplinare di concessione n. 10180 del 9 settembre 2021 imponeva alla società di presentare istanza di autorizzazione unica entro dodici mesi dal cambio di titolarità, termine scaduto il 27 ottobre 2022.
Staffal Energy Srl ha presentato una prima istanza il 19 luglio 2022, nei termini previsti; tuttavia, le difficoltà nell'acquisire autorizzazioni per l'accesso a fondi privati per rilievi e la successiva scadenza del preventivo di concessione Deval hanno portato alla chiusura del procedimento.
Una seconda istanza è stata presentata il 27 ottobre 2022 con documentazione progettuale non aggiornata per gli stessi motivi; è stata anch'essa rigettata a seguito di integrazioni insufficienti, condizionate anche da nevicate precoci che hanno impedito i rilievi.
Il 28 febbraio del 2023 la società ha richiesto una proroga dei termini dell'articolo 8 del disciplinare. La struttura gestione demanio idrico, pur reputando valide le motivazioni, ha sospeso l'iter in attesa della documentazione progettuale aggiornata.
Il 9 aprile 2025 è stato avviato un nuovo procedimento per il rilascio dell'autorizzazione unica con convocazione della Conferenza dei servizi per il 7 maggio 2025. Contestualmente, si procederà con l'esame della richiesta di proroga nei termini del disciplinare presentata nel 2023.
Queste erano alcune premesse.
Per venire poi alle risposte puntuali e agli interrogativi posti dalla collega, rispondendo alla prima domanda ("quali sono le motivazioni tecniche e giuridiche che sottendono al metodo scelto dall'iter parallelo del procedimento di modifica del disciplinare - per quanto riguarda i termini per la presentazione dell'istanza di autorizzazione unica - e del procedimento di autorizzazione unica stesso"), la società Staffal Energy Srl, pur avendo inizialmente presentato l'istanza di autorizzazione unica nei termini previsti dal disciplinare di concessione (19 luglio 2022), non è riuscita, per cause oggettive indipendenti dalla propria volontà, a fornire le integrazioni richieste dalla Conferenza dei servizi nei tempi stabiliti.
Tali cause includono le difficoltà nell'ottenere l'accesso ai terreni privati per i rilievi, la scadenza del preventivo di concessione Deval e le avverse condizioni meteorologiche.
La struttura Gestione del demanio idrico, di fronte alla richiesta di proroga dei termini del disciplinare presentata il 28 febbraio 2023, ha ritenuto opportuno non procedere immediatamente all'istruttoria di tale richiesta, in assenza delle integrazioni documentali necessarie per valutare compiutamente il progetto nell'ambito del procedimento di autorizzazione unica.
La scelta di un iter parallelo si giustifica con la volontà di valutare l'effettiva realizzabilità dell'impianto idroelettrico prima di modificare formalmente il disciplinare di concessione. Sarebbe infatti poco economico e potenzialmente inutile modificare i termini del disciplinare se successivamente l'impianto non risultasse realizzabile o autorizzabile.
Questa metodologia consente, in un'ottica di economicità procedimentale di pervenire a un unico atto amministrativo finale da parte dell'ufficio di gestione del demanio idrico che potrà consistere in:
a) un nuovo disciplinare di concessione che recepisca le determinazioni del procedimento autorizzatorio unico, quindi i termini aggiornati per l'avvio e la conclusione dei valori, qualora l'impianto sia effettivamente realizzabile;
b) la proposta della Giunta regionale di adozione della delibera di pronuncia di decadenza della concessione ai sensi dell'articolo 6, comma 2, lettera b), della legge regionale 4/1956, nel caso di impossibilità a rilasciare il titolo autorizzativo per la costruzione dell'impianto.
Come abbiamo già avuto modo di affermare il 16 aprile scorso, gli uffici avevano previsto che il disciplinare sarebbe stato integrato quando si fosse potuta realizzare concretamente la procedura di autorizzazione unica, data la complessità della situazione, e tale integrazione riguarda proprio la modifica dei termini per la presentazione dell'autorizzazione unica.
Venendo al secondo quesito che ci pone la collega ("se questa stessa metodologia sia già stata adottata specificamente in relazione a richieste di modifica della proroga dei termini contestualmente all'esame di istanze di autorizzazione unica, e in quanti casi"), la prassi operativa di istruire modifiche ai contenuti dei disciplinari di concessione di derivazione d'acqua a uso idroelettrico, in parallelo con l'istruttoria per il rilascio dell'autorizzazione unica alla costruzione e all'esercizio dell'impianto, è già stata adottata dalla struttura Gestione demanio idrico in altre occasioni.
Tuttavia è importante precisare che tali procedimenti paralleli non hanno specificatamente riguardato in passato la modifica dei termini di avvio e conclusione dei lavori contenuti nel disciplinare di concessione, piuttosto le modifiche apportate contestualmente all'iter di autorizzazione unica hanno generalmente riguardato variazioni al layout impiantistico, modifiche a specifiche tipologie di opere, adeguamenti relativi alla strumentazione da installare per la verifica degli obblighi di rilascio del deflusso minimo vitale.
Questi adeguamenti sono spesso necessari perché il progetto esaminato in sede di autorizzazione unica presenta un grado di dettaglio e accuratezza significativamente maggiore rispetto a quello che viene valutato al momento del rilascio della concessione di derivazione d'acqua, è quindi abbastanza usuale che gli atti concessori vengano aggiornati per recepire gli aspetti di dettaglio emersi parallelamente all'autorizzazione unica, fermo restando che non vengono modificati gli aspetti fondanti della concessione, quali i quantitativi di prelievo, la durata, lo stato fiscale e la potenza nominale media annua.
Al momento non è disponibile una statistica precisa dei casi in cui si è proceduto con modifiche ai termini di esecuzione contestualmente all'autorizzazione unica.
Le informazioni sulle concessioni di derivazione idroelettrica non sono attualmente organizzate in modo da permettere una rapida estrazione di questo specifico dato, il che richiederebbe un'analisi individuale di tutti i provvedimenti autorizzatori unici che sono stati rilasciati.
Presidente - Per la replica, consigliera Minelli.
Minelli (PCP) - Un mese fa, come ricorderete, avevamo portato all'attenzione del Consiglio l'ennesima puntata della lunga e tormentata vicenda dell'impianto di Cortlys e ci aveva lasciati perplessi la risposta dell'Assessore, laddove ci aveva detto che la richiesta di modifica dei termini per la presentazione dell'autorizzazione unica, che erano scaduti rispetto a quanto indicato nel disciplinare del settembre del 2021, avrebbe fatto il suo iter parallelamente alla richiesta di autorizzazione unica stessa.
Io avevo già detto allora che non sapevo di una richiesta di proroga, poi l'Assessore me l'aveva detto e ho anche ricevuto, tramite accesso agli atti, la documentazione, e ho visto questa richiesta di proroga, però le domande che abbiamo posto derivano dal fatto che, a nostro avviso, è abbastanza incomprensibile che, stante un disciplinare che pone dei termini per la presentazione della richiesta di autorizzazione - termini che poi si chiede di cambiare, dovendo quindi modificare il disciplinare stesso -, si avvii il procedimento per la modifica, secondo noi dovrebbe essere solo dopo l'autorizzazione di questa modifica e poi si faccia l'autorizzazione unica.
Invece mi ha confermato che si intende procedere in parallelo, mi ha dato anche delle motivazioni, cioè che potrebbe essere sbagliato dare l'autorizzazione dei termini se poi quell'impianto, in qualche maniera, si può capire che non è autorizzabile.
Io ricordo che stiamo parlando di una vicenda che dura dal 2009, che ha già subìto delle modifiche per quanto riguarda il progetto stesso, c'erano state modifiche, anche sul salto, particolari, diciamo così... Io volevo capire però quali erano le motivazioni tecniche e giuridiche di questa procedura.
Ora lei mi ha dato qualche indicazione riguardo al fatto - che poi conoscevamo già - cioè che non è stato possibile accedere a quei terreni per la neve e per altre cause, però mi ha detto in sostanza che si procederà ancora in questa maniera, ma non vedo nessuna motivazione giuridica.
A me la cosa fa un po' specie, perché la logica vorrebbe che si procedesse in un altro modo: io ho la possibilità di prorogare i termini, mi viene data, allora presento l'autorizzazione unica. Invece non è così.
Qualsiasi cittadino che deve fare richiesta alla pubblica Amministrazione per un mutuo, per l'iscrizione a un qualsiasi concorso, per un bando di qualsiasi natura, se lo fa dopo la scadenza di quei termini si attacca al tram e suona in curva, perché così funziona.
Invece qui no, si decide - ed è una valutazione, se ho capito bene, che hanno fatto gli uffici - che va bene così, e che è il caso di applicare per evitare ulteriori difficoltà successive.
La seconda risposta è significativa, perché lei mi ha detto che sono state fatte modifiche ai disciplinari, lo sappiamo bene, anche questo disciplinare qui è già stato modificato altre volte, però mi ha detto che tali modifiche non hanno riguardato la modifica dei termini, ma altre questioni.
Ecco che siamo in presenza di un unicum, in qualche modo, ed è un'ulteriore anomalia che a me dà abbastanza da pensare.
Io ho apprezzato, nella scorsa seduta di Consiglio in cui abbiamo parlato di Cortlys, la risposta dell'Assessore laddove ci ha detto che è necessario cercare di capire meglio quelle che possono essere le conseguenze dei cambiamenti climatici su impianti di questo tipo, perché potrebbero essere danneggiati, tra l'altro mi risulta che qualche cosa è successo anche in Valle d'Aosta recentemente su altri tipi di impianti proprio a seguito di eventi di quel tipo, quindi io spero che si proceda in quel senso.
L'auspicio è che si faccia un esame approfondito di queste possibili conseguenze, magari - e l'ho già detto una volta - andando sul posto per essere un po' più edotti di quella che è una situazione contingente.
Non ho invece apprezzato le dichiarazioni del Sindaco di Trinité, laddove ha dichiarato appunto alla Gazzetta Matin: "Se la subconcessione è stata data dalla Regione, per noi il progetto è autorizzato e non c'è nulla da aggiungere".
Io non credo che non ci sia nulla da aggiungere e spero che si aggiungerà qualche cos'altro presto.
