Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4774 del 5 giugno 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4774/XVI - Interrogazione: "Ampliamento dell'erogazione di alcune prestazioni sanitarie a pazienti under 65".

Bertin (Presidente) - Punto n. 22. Per la risposta, l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - È opportuno ricordare che innanzitutto la Regione autonoma Valle d'Aosta, a differenza di quanto disciplinato a livello nazionale con il decreto ministeriale 23 giugno del 2023, ha scelto, con una propria delibera di Giunta, la 1302 sempre del 2023, di mantenere l'erogazione delle seguenti prestazioni: l'elettroterapia antalgica, la magnetoterapia, l'ultrasuonoterapia, la laserterapia antalgica e la mesoterapia. Queste prestazioni in Valle d'Aosta continuano a essere erogate nonostante il nuovo nomenclatore tariffario nazionale non le includa più in quelli che tecnicamente sono i Livelli Essenziali di Assistenza.

Che cosa sono i Livelli Essenziali di Assistenza? Sono le prestazioni che, per diritto, devono essere garantite ai cittadini e quindi anche finanziate.

A livello nazionale, infatti, questi trattamenti non sono più prescrivibili come singole prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, ma possono essere erogate agli assistiti solo ed esclusivamente nell'ambito di sedute di fisioterapia e/o rieducazione funzionale e solo per una parte della seduta e con minutaggi massimi.

Questo perché le valutazioni cliniche sanitarie svolte a livello nazionale su tali trattamenti non hanno rilevato benefici significativi in termini di trattamento e salute, pertanto le stesse non sono state ricomprese, appunto, nell'erogazione all'interno dei Livelli Essenziali di Assistenza, quindi dei diritti da garantire ai cittadini.

A livello nazionale pertanto le stesse possono essere prescritte dagli specialisti solo se associate a rieducazione motoria.

In Valle d'Aosta, invece, come abbiamo anticipato, abbiamo deciso di mantenere l'erogazione di tali prestazioni in via esclusiva, cioè senza dover essere associate a sedute di fisioterapia piuttosto che di prestazioni di rieducazione funzionale.

Abbiamo consentito quindi di mantenere questi trattamenti a favore delle persone con più di 65 anni, secondo le indicazioni forniteci dai clinici competenti dell'Azienda che considerano questa fascia d'età quella in cui si concretizza un effettivo beneficio dell'utilizzo di questi trattamenti specifici.

In particolare, le indicazioni cliniche attestano che in tale fascia d'età è possibile trarre beneficio sia per il controllo del dolore di alcune patologie osteoarticolari in fase subacuta e cronica, sia nei casi in cui vi siano controindicazioni all'utilizzo di farmaci antinfiammatori e/o cortisonici.

Nella nostra regione continuiamo quindi a tutelare quella fascia di popolazione considerata più fragile, nonostante manchi un'evidenza scientifica di efficacia nell'utilizzo di queste terapie fuori dal contesto fisioterapico, come invece stabilito a livello nazionale.

L'efficacia, infatti, riportata dalla letteratura scientifica rispetto a queste terapie mostra un livello di evidenza basso- moderato e risultati clinici da verificare.

È perciò evidente che al momento non possa ritenersi giustificabile ampliarne l'erogazione, ancorché abbiamo già mantenuto l'offerta di tali trattamenti, come sopra descritto, in controtendenza a quanto sia stato deciso a livello nazionale.

In ogni caso il tema continua a essere approfondito nell'ambito dei confronti con il Ministero della salute e con le altre Regioni, oltre che nei periodici incontri con le associazioni di tutela dei pazienti, anche perché, in quanto prettamente clinico, il tema è sottoposto a continui aggiornamenti rispetto alle evidenze scientifiche a beneficio degli assistiti.

Presidente - Consigliere Manfrin per la replica.

Manfrin (LEGA VDA) - Eravamo naturalmente a conoscenza della questione relativa appunto all'inserimento o mancato inserimento o mancato mantenimento nei LEA delle prestazioni che appunto le abbiamo evidenziato.

Quello che ci è parso un po' curioso e un po' strano è che, a fronte della sicuramente lodevole iniziativa da parte del Governo regionale di mantenere questo tipo di prestazioni per i pazienti over 65, in realtà non si ammetta che questo tipo di terapie è efficace sostanzialmente se si garantisce l'accesso anche agli under 65.

Se partiamo dal presupposto che lei ha detto correttamente, nel senso che lei lo dice sulla base delle evidenze scientifiche, che questi benefici avvengono o sono moderati o sono impercettibili su alcune categorie di persone, le posso dire che in realtà molti under 65 che ci hanno contattato ci hanno proprio detto che in realtà loro hanno necessità di questo tipo di trattamento perché provano grande sollievo.

Ora lei si immagini e si metta nei panni di due persone, Giovanni di 50 anni e Antonio di 67. Entrambi vanno in fila a dire: "Io vorrei questo tipo di prestazione", ad Antonio dicono: "Quanti anni ha?", "67", "Perfetto, certo assolutamente, la prenotiamo" e a Giovanni dicono: "Eh no, guardi mi spiace, lei purtroppo ha meno di 65 anni e quindi se la vada a prenotare da un'altra parte".

Capisce che c'è un po' una discrasia rispetto a quest'erogazione soltanto sulla base dell'età, quindi, secondo noi, se si accetta il fatto che queste terapie portano dei benefici, evidentemente chi ricorre a questo tipo di terapia e chi vi ha necessità, sicuramente non lo fa per gioco o non lo fa per divertimento, lo fa proprio perché ne ha necessità e soprattutto lo fa perché gli viene prescritto.

Secondo noi quindi la direzione, la possibilità e la necessità di adoperarsi nella scelta di garantire anche agli under 65 questo tipo di prestazione dovrebbe essere assolutamente condivisa e valutata.

Mi auguro che, visti i ragionamenti che ha fatto rispetto al futuro, la questione relativa al "Comunque continuiamo a monitorare" possa essere utile anche perché lei sa che le evidenze scientifiche a volte vengono messe in discussione.

Abbiamo fatto un lungo periodo nel quale ci è stato assicurato che c'erano alcuni trattamenti obbligatori, che ci avevano imposto altrimenti non si poteva lavorare, che erano assolutamente privi di rischi, poi a un certo punto gli studi cominciano a dire che una serie di rischi in realtà c'erano.

Forse per lo meno fidarsi di quando dei trattamenti danno degli esiti positivi potrebbe essere una giusta stella polare.

La ringrazio ovviamente per questa risposta e ci aspettiamo che ci siano degli sviluppi per garantire anche agli under 65 questo tipo di trattamenti.