Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4765 del 5 giugno 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4765/XVI - Ritiro di mozione: "Attivazione presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di un tavolo tecnico-istituzionale per la gestione della frana di Quincinetto.

Bertin (Presidente) - Punto n. 10. Si è prenotato per illustrare la mozione il Consigliere Planaz, ne ha facoltà.

Planaz (RV) - Tengo a precisare che con questa mozione noi, come gruppo di Rassemblement, non vogliamo sollevare né polemiche né critiche, ma vogliamo portare questo discorso di attualità delle problematiche legate alla frana di Quincinetto in questa Assise per capire eventuali soluzioni, per quello che è accaduto nei giorni del 16 e 17 aprile e anche per altre situazioni, ma non proprio dovute alla chiusura dell'autostrada A5 a causa della frana.

Tengo anche a ricordare che quest'iniziativa era stata presentata molto tempo fa; la discutiamo solo oggi, anche se oggi logicamente la situazione fortunatamente è tornata alla normalità e siamo tutti a conoscenza a dell'evoluzione dei lavori riguardanti la messa in sicurezza della frana e anche delle azioni che sono state prese a seguito di quelle giornate, giornate che io posso definire, abitando come molti altri nella Bassa Valle di incubo, al di là degli effetti calamitosi a seguito dell'alluvione, ma anche alle giornate che sono venute, che coincidevano proprio con il weekend delle festività, per cui logicamente c'era un grosso flusso di autoveicoli concentrato su un'unica arteria della bassa valle che era la Statale che ha creato delle code infinite; tutte le altre strade, sia in Canavese sia anche nel tratto di strada che è di competenza regionale (su quella tratta c'è solo la Statale, come tutti sappiamo). Anche in Piemonte tutte le strade secondarie erano chiuse a causa degli allagamenti dovuti all'alluvione.

Tutti sappiamo che è finita bene, non ci sono stati danni a persone, però alla fine la preoccupazione per tanti abitanti della zona c'è e tengo anche a ricordare che non è proprio una cosa che... è anche stata molto sollecitata da parte di abitanti della zona che io penso che l'abbiano fatto anche con gli Assessori, soprattutto quelli competenti per materia, anche Consiglieri della Bassa Valle, perché sono state delle giornate a dir poco critiche.

Cosa vogliamo con questa mozione? Quando l'abbiamo presentata, si era sul caldo della problematica, logicamente c'era, anche da parte chi era stato in colonna per lunghe ore di notte, molto nervosismo.

Oggi la cosa si è appiattita, logicamente passata l'emergenza si tende un po' a dimenticare, ma noi come Rassemblement vogliamo continuare e, come dico, non lo vogliamo fare sotto nessun aspetto di critica per chi sta governando o chi deve prendere decisioni, ma proprio per approfondire la tematica cercare di trovare soluzione anche a seguito di tutti gli altri avvenimenti che magari non sempre sono legati ad avversità climatiche come quella che è successa in quei giorni però ricordiamo benissimo quando c'era la chiusura dell'autostrada ad Albiano, che abbiamo portato anche molte iniziative noi come gruppo di Rassemblement, i problemi che non riguardano solo ed esclusivamente il nostro territorio, ma delle tratte di strada lontano dalla nostra Regione, lontano dico 15-20 km, che, nei giorni di festività o di grandi flussi turistici, vanno a creare grosse problematiche soprattutto nella zona della Bassa Valle.

Poi, in coincidenza con queste chiusure - c'è ancora attualmente tutto il traffico ferroviario deviato su gomma, sulla strada, per andare a sostituire i treni, inutilizzati per il rifacimento della linea ferroviaria e per l'elettrificazione della via ferroviaria - si sono create tutta una serie di dinamiche che ha creato non pochi disagi.

Poi, se vogliamo, io parlo da abitante della Bassa Valle, molte volte si manifestano queste problematiche quando, a ridosso dei rientri festivi e quant'altro, ci sono delle lunghe code che a volte si risolvono in un paio d'ore, a volte in 5-6 ore, e la situazione logicamente non è delle più piacevoli, soprattutto per chi magari deve muoversi con urgenza nelle zone, perché, al di là dell'eventuale chiusura dell'autostrada o della statale, basta un piccolo incidente a bloccare l'intero traffico e a creare ulteriori disagi.

Cosa chiediamo con questa mozione? Forse ha un obiettivo un po' più di un'altra visione, capire cosa si può fare in caso di necessità, in caso di chiusura delle strade, visto che anche quest'anno abbiamo visto il piano dei trasporti che ha cercato e cercherà di attuare delle soluzioni per cercare di alleviare il traffico in quelle zone e a nostro avviso e non solo a nostro avviso: mentre mi informavo e mi preparavo per quest'iniziativa sono andato anche ad analizzare i dati della Chambre del 2023 e di Confindustria nel 2024, dove vanno a specificare e a sottolineare i disagi che creano le chiusure di queste strade, poi logicamente vanno in un'ottica non solo concentrata sulla Bassa Valle e sulla frana di Quincinetto, ma guardano anche un po' i valichi transalpini come il Traforo del Monte Bianco e il Gran San Bernardo, queste direttrici sono importantissime anche per tutto lo sviluppo e per l'esportazione dei nostri prodotti.

Confindustria ha fatto un'analisi su tutto il territorio Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, penso che l'abbiate vista tutti, parla di 11 miliardi di danni nelle varie chiusure del Traforo del Monte Bianco e quant'altro, e almeno da quello studio che è stato presentato, c'è una forte richiesta da parte di tutti e due, sia dalla Chambre che da Confindustria, di trovare delle azioni per dare delle risposte a queste problematiche.

Cosa succede? Ci troviamo in Bassa Valle con queste problematiche - le altre sia sul Tunnel del Monte Bianco e quant'altro le sappiamo tutte - logicamente loro fanno delle richieste anche andando a fronte dei regolamenti europei anche citati sul Piano dei trasporti dove, con progetti di coalizione vanno a chiedere alle Regioni e agli Stati di avviare degli studi, di trovare delle alternative per non bloccare i flussi dei veicoli, chiedendo di cercare di trovare delle soluzioni che non siano inquinanti e che, allo stesso tempo, diano delle risposte efficienti per il trasporto sia delle persone che di merci.

Non dimentichiamo che continuiamo a investire anche sul nostro territorio in ambito turistico e quant'altro; la risposta dobbiamo dire che ce l'abbiamo, la nostra Regione è apprezzata nel periodo invernale ma anche in quello estivo, e lo vediamo negli esodi delle festività (quelle natalizie per quanto riguarda gli impianti sciistici), ma anche d'estate quando molti decidono di frequentare le nostre località per ammirare i nostri paesaggi, quando il clima che si presenta molto mite e molto anche arieggiato e fresco.

È giusto, investiamo e cerchiamo di dare più aspetti sia nell'ambito turistico e quant'altro e poi dobbiamo pensare anche un po' alle infrastrutture per ridurre i disagi che ci sono, forse un po' meno all'inizio delle festività, ma nei rientri che cadono quasi tutti nello stesso giorno, il fine settimana.

Noi, a seguito di quelle problematiche, con quest'impegnativa chiediamo - e noi ci siamo confrontati come gruppo e saremmo anche disponibili, l'importante è di portare avanti questo discorso e di non lasciarlo, io non credo che nessuno se ne dimentichi -di attivare e di tenere accesa questa problematica anche su tavoli un po' più importanti, non solo nel nostro territorio (ricordiamo che siamo in una regione dove c'è un transito non solo nazionale ma anche internazionale) per portare o per provare a portare le problematiche e a trovare eventuali soluzioni per alleviare queste problematiche (che, come dicevo prima, tutti speriamo che non accadano) soprattutto legate a una serie di dinamiche come è successo lo scorso aprile.

Il primo impegno che chiediamo è di attivarsi con urgenza presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'istituzione di un tavolo tecnico istituzionale dedicato alla gestione delle problematiche connesse alla frana di Quincinetto, coinvolgendo tutti i soggetti interessati tra cui: Regione Piemonte, Comune di Quincinetto e limitrofi, Anas, Sitaf, enti di monitoraggio e protezione del territorio.

Tengo anche a precisare che anche molti Comuni del nostro vicino Piemonte e molti Sindaci si sono già mossi e si muoveranno, perché hanno vissuto anche loro tutta una serie di problematiche nel cercare di dare assistenza a chi era bloccato in autostrada, in quanto forse non avevano le competenze e neanche il personale per poter dare le risposte necessarie.

C'è stato in quei giorni, come in tutti i Comuni, un po' di preoccupazione per dare le risposte necessarie che erano state, tra l'altro, mi pare imposte dagli enti competenti che dovevano dare eventuale soccorso a chi ne avesse avuto bisogno.

Il secondo impegno: promuovere, nell'ambito del suddetto tavolo, l'individuazione condivisa di soluzioni strutturali e viarie alternative alla tratta autostradale attuale, atte a garantire la continuità della mobilità e a scongiurare il sistematico ricorso alla viabilità comunale e regionale in caso di chiusura dell'autostrada.

Come ho già illustrato nelle premesse, noi non chiediamo di risolvere questa cosa, ma che si valutino delle opzioni per provare a dare delle risposte un po' più concrete anche in un'ottica futura, con una visione di un futuro più sostenibile.

La terza impegnativa: relazionare tempestivamente al Consiglio regionale in merito alle iniziative assunte e agli sviluppi dell'interlocuzione con i soggetti coinvolti, nonché sugli eventuali esiti del tavolo di lavoro.

Presidente - La discussione generale è aperta. Si è iscritto a parlare il consigliere Ganis.

Ganis (FI) - Ringrazio il gruppo di Rassemblement Valdôtain per la mozione presentata sulla problematica della frana di Quincinetto.

Ricordo che il nostro gruppo si è sempre interessato a questa problematica, consapevole delle sue gravi ricadute sulla viabilità e sull'economia della nostra regione.

Ricordo che la mozione evidenzia una criticità strutturale annosa, che coinvolge direttamente l'autostrada A5 "Torino-Aosta", unica arteria autostradale di accesso e di uscita dalla Valle d'Aosta. Il fenomeno franoso viene costantemente monitorato ma ha già causato ripetute chiusure, con conseguente spostamento del traffico sulla viabilità statale e comunale, creando appunto, come ha ben ricordato il collega, dei notevoli disagi per residenti, pendolari, operatori economici e turisti.

Le ricadute economiche, logistiche e ambientali di tali interruzioni sono rilevanti per l'intero sistema socio-produttivo valdostano, determinando così una condizione di incertezza e vulnerabilità per la nostra regione.

La Regione Valle d'Aosta, pur non avendo competenza diretta sull'infrastruttura in territorio piemontese, ha il dovere comunque di tutelare, lo abbiamo già più volte evidenziato, gli interessi della propria comunità.

Oggi, invece, come gruppo, riteniamo che questa mozione, pur valida nelle sue premesse e nella sua finalità, sia in parte superata dagli sviluppi recenti e dalle azioni intraprese dalla Giunta regionale.

Pertanto, mentre condividiamo lo spirito e gli obiettivi della mozione, riteniamo che l'impegno della Giunta sia già attivo, attraverso appunto la partecipazione e la richiesta di riattivazione del tavolo tecnico con la Regione Piemonte e con gli altri enti competenti.

In conclusione, sebbene la mozione sia condivisibile nella sua finalità, le azioni messe in atto sono già appunto in linea con quanto richiesto, con una partecipazione attiva al tavolo tecnico già in fase di riapertura.

Riteniamo, come gruppo, che gli obiettivi principali della mozione siano già in corso di attuazione.

Presidente - Altri? Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Grazie ovviamente al gruppo di Rassemblement e al collega Planaz per aver voluto portare in aula sicuramente una criticità che ha coinvolto la nostra regione per diverse volte, di cui sicuramente è stato anche necessario occuparci e parlare.

Come abbiamo più volte ribadito è chiaro che l'attenzione sul tema è alta, dobbiamo però anche dirci una cosa, dobbiamo dirci anche il fatto che purtroppo la nostra competenza è in parte, non del tutto, limitata al fatto che tutto questo si trova al di fuori dei confini regionali, quindi che si debba partecipare ai tavoli è sicuramente importante, a volte però c'è anche un limite che viene imposto anche dalla questione geografica.

Non è così invece per quanto riguarda la circolazione che evidentemente, nel momento in cui viene interrotta in quel tratto, chiaramente coinvolge inevitabilmente anche la nostra Regione: dal momento che è stato fatto anche questo geniale aggiornamento, questa geniale elettrificazione della tratta ferroviaria, ci è rimasto ormai ben poco per collegarci con il resto d'Italia in quella direttrice.

Noi abbiamo avuto la possibilità di confrontarci direttamente con il Viceministro delle infrastrutture Rixi; come ricorderete la scorsa settimana è venuto in Valle e venerdì abbiamo fatto un incontro con lui dedicato al tema casa, ma non soltanto, ovviamente abbiamo allargato lo sguardo a diversi temi: come hanno riportato correttamente gli operatori dell'informazione si è parlato di diverse questioni, si è parlato, per esempio, anche della questione della seconda canna del Monte Bianco e si è parlato ovviamente anche della parte della frana.

C'è stato un aggiornamento rispetto a quello che è un po' emerso e agli interventi che vengono messi in atto, come sappiamo si attivano con prontezza delle iniziative emergenziali quando ci sono delle criticità di quel tipo, per esempio il 16 aprile 2025 si è attivato il Comitato operativo di viabilità in Prefettura di Torino per fronteggiare un evento meteorologico eccezionale che era in atto presso il Comune di Quincinetto, quindi sappiamo che ci sono delle risposte pronte che vengono date quando c'è questo tipo di situazioni.

È stato poi adottato, ma c'è già ed era già presente, un protocollo operativo di gestione delle emergenze con il quale si continua a monitorare lo slittamento del movimento franoso e del livello idraulico della A5 in carreggiata nord direzione Aosta.

Le procedure, peraltro, prevedono, al raggiungimento dei 50 cm di acqua di esondazione dal piano autostradale, l'attivazione delle uscite obbligatorie presso i caselli di Scarmagno, aperto in direzione Torino, Albiano aperto in direzione Milano, Ivrea Quincinetto chiuso solo in ingresso direzione Torino oltre alla chiusura messa in atto dalla concessionaria SAV a Pont-Saint-Martin al fine di poter movimentare lo sbarramento con paratoie mobili.

Questo piano emergenziale scatta quando si registra il livello idrico massimo, di conseguenza si avvia la chiusura del traffico rispetto ai protocolli vigenti.

Ovviamente qui è chiaro che dobbiamo ricordarlo, non è che ci siano soltanto tavoli sui quali si monitora l'andamento o piani emergenziali che vengono posti in atto quando ci sono le emergenze, ma ci sono anche degli interventi di realizzazione di opere di protezione dell'autostrada A5 "Torino-Aosta" nel tratto interessato dal fenomeno franoso, di cui appunto si è parlato, con un investimento di 26.730.000 euro, ci sarà un intervento - è stato trasmesso da Società autostrade valdostane il 25 di maggio un progetto esecutivo - per fornire questo sbarramento e quindi garantire poi il transito.

Alla data del 31 marzo 2025, la percentuale di avanzamento reale dei lavori avrà raggiunto il 73%; i lavori sono attualmente in corso di esecuzione e la loro ultimazione è prevista per il 14 ottobre 2025, quindi ci sono una serie di aggiornamenti che riteniamo importanti e quello su cui vogliamo rassicurare è che il Ministero delle infrastrutture, che giustamente è stato chiamato in causa proprio su questo tema, è assolutamente aggiornato e al corrente di quanto sta accadendo e sta mettendo in campo le opportune e necessarie azioni per prevenire.

È chiaro che - quando ci sono delle azioni e quando ci sono degli eventi meteorologici come quelli descritti - è un po' difficile anche riuscire a destreggiarsi, perché per quanto i tavoli si possano fare, purtroppo la forza dell'acqua e la forza degli elementi non tengono conto di quello che viene detto.

Alla luce anche di questo e alla luce di quello che poi è stato annunciato anche da parte del Governo, quindi già di una presenza, una richiesta di partecipare a un confronto, anche il nostro gruppo evidentemente si asterrà su questa mozione.

Presidente - In discussione generale altri? Non vedo richieste, chiudo la discussione generale. Per il Governo replica l'assessore Bertschy.

Bertschy (UV) - Grazie a tutti e tre i gruppi che sono intervenuti. Credo che Rassemblement Valdôtain volesse portare all'attenzione un tema che sicuramente ha creato notevoli problemi per la Bassa Valle ma in generale per tutta la regione e che è corretto portare all'attenzione del Consiglio.

Io annuncio che noi ovviamente ci asterremo, ma chiedo anche, con l'impegno di continuare a lavorare nella direzione tracciata anche dai gruppi di Forza Italia e Lega che sono intervenuti, la disponibilità eventualmente a ritirare l'iniziativa per continuare a relazionare in aula.

In ogni caso, il lavoro che è stato fatto in quest'ultimo mese è in continuità con quello che è stato fatto in precedenza, e ringrazio per l'attenzione sicuramente il Governo nella figura del Sottosegretario Rixi che sia sul Tunnel che su altri argomenti ha comunque dedicato del tempo ai problemi della Valle d'Aosta.

Dicevo in continuità, perché se oggi si sta realizzando un vallo da parte della SAV, con finanze proprie, è perché in precedenza l'organizzazione ha portato a definire una serie di programmi d'investimento che comportano da un lato la realizzazione di quest'opera e dall'altro il continuo monitoraggio con un aggiornamento del piano speditivo iniziale nella misura in cui viene proposto oggi.

Quello che è successo in quell'occasione ovviamente ha messo insieme tanti problemi, compreso il fatto che fosse il giorno peggiore per chiudere un'autostrada: era una bella giornata ed era la vigilia della Pasqua, quindi l'insieme ha creato una serie di problematiche importanti.

Quello che io rilevo, e sono contento - poi magari nella nostra visione l'abbiamo presentato in una forma che può essere migliorata in futuro - è che si prende tutti quanti atto che esistono i problemi del Tunnel del Monte Bianco, ma esistono anche i problemi della Bassa Valle e dell'entrata e dell'uscita dalla Valle d'Aosta; tra Hône, Pont-Saint-Martin e Quincinetto, quindi tra la Valle d'Aosta e il Piemonte, esiste una strozzatura importante, manchiamo di un'infrastruttura, perché l'unico punto dove rimangono due-tre infrastrutture di collegamento è quella che noi definiamo la strada dell'Envers, la strada della campagna, si interrompe proprio a Hône e s'interrompe proprio a Quincinetto.

Nella misura in cui l'autostrada ha quei problemi, in questo momento la ferrovia è interrotta per i lavori di elettrificazione, rimane la Statale che ha evidentemente la difficoltà di attraversare dei centri abitati e credo che viene naturale capire che questo sia un problema.

Problema che si estende fino a Ivrea, perché poi i problemi di collegamento con la Valle d'Aosta, fino a quando non si arriva allo snodo Torino-Milano, comportano a cascata in uscita, ma la stessa cosa in entrata, quelle difficoltà che poi diventano enormi come in quell'occasione.

La pianificazione quindi del Piano regionale trasporti, l'idea di ragionare su investimenti del futuro - e ovviamente vanno considerati in tutta la loro ampiezza, complessità e anche nella definizione delle progettazioni che serviranno - è un tema che deve essere attuale e che deve essere oggetto di una visione più di lungo periodo per tutti quanti, perché la strozzatura in entrata e in uscita in Bassa Valle, ripeto, è presente e in qualche maniera noi abbiamo approvato a proporre una soluzione che va sicuramente ampliata.

Il 13 maggio ci siamo incontrati con il Piemonte, con le società autostradali, con le Protezioni civili, e soprattutto ringrazio l'assessore Gabusi per essere stato, come sempre, presente ai tavoli di lavoro e attento anche alla collaborazione che ci deve essere.

In quell'occasione si è fatto il punto della situazione su come è stato gestito l'evento, che è un evento di portata, forse la portata maggiore in termini di disagio che potevamo riscontrare, era già successo in passato, nessuno si immaginava di tornare a una chiusura totale dell'autostrada, invece questo è avvenuto. In quell'occasione si è avuto modo di valutare come si sono organizzati gli interventi - ripeto, lo scenario peggiore del piano speditivo - e si è aggiornata anche una serie d'informazioni e le due Regioni, attraverso le proprie strutture, continueranno a lavorare in accordo con i Comuni per cercare di migliorare ancora il piano speditivo.

Soprattutto si è preso atto di quanto stava illustrando anche il collega Manfrin, dell'avanzamento dei lavori del vallo. Il termine che la società SAV dà per la conclusione dei lavori è ottobre; ovviamente speriamo che possa essere fatto quanto prima perché questo mitigherà la gestione degli eventi, non li risolverà completamente, tant'è vero che quella è stata l'occasione per ribadire la necessità di attivare definitivamente quella che possiamo chiamare la fase 2, la fase di intervento.

Una volta realizzato il vallo, si potrà finalmente intervenire su quei grossi blocchi per prevedere una demolizione con le tecniche che saranno messe in campo, le progettazioni che sono messe in campo per ridurre definitivamente il carico di rischio che grava su quella zona, sull'autostrada e in generale sulle infrastrutture, perché, se è vero che la ferrovia è un po' più distante, nello scenario di chiusura massima si prende anche in considerazione potenzialmente la chiusura della ferrovia.

Il lavoro che noi abbiamo richiesto di seguire - su indicazione di quello che è anche emerso come comunicazione da parte dei gruppi politici - è quello della visione tecnica di questa seconda fase, abbiamo chiesto, seppur come osservatori attivi o protagonisti attivi di un problema di territorio, con i nostri tecnici, di poter far parte del gruppo di lavoro tecnico che verrà riformato. Ho sentito proprio questa mattina, proprio per un aggiornamento, l'assessore Gabusi che mi ha detto che sono in corso di preparazione gli atti.

Ci sono delle risorse già dedicate; in questo momento si dovrà verificare se è più opportuno che intervenga il Comune piuttosto che la Regione, però questo è un tema che sarà oggetto, appunto, del confronto politico.

La cosa importante adesso è avanzare anche sotto il profilo della progettazione tecnica per definire bene le operazioni che andranno fatte nei prossimi mesi, una volta realizzato il vallo, per ridurre il problema e soprattutto per intervenire su questo problema.

Per concludere, io inviterei il gruppo a prendere in esame quanto è stato riferito, ovviamente mi impegno con il Presidente a continuare a dare continuità all'informazione rispetto alle attività che verranno fatte e chiedo, a chi ha anche possibilità d' intervenire al Governo, quindi ai gruppi che sono intervenuti, di continuare a sostenere queste attenzioni per la Valle d'Aosta.

Rispetto al tema dell'elettrificazione, una piccola chiosa finale: sappiamo quanto sia stato discusso questo intervento, io credo che una volta realizzato, al di là dei nostri servizi, se ci sarà un'attenzione del Governo nazionale potremmo anche immaginare finalmente di essere serviti, un po' come succede al Nord- Est, con dei treni che entrano in valle al di là dei contratti regionali.

Credo che il Governo potrà prendere in esame questi aspetti perché, una volta elettrificata la linea, tutto il materiale rotabile, anche proveniente dall'Italia, potrà entrare in valle con i nuovi servizi.

Li chiamano Intercity, potrebbero essere anche chiamati in un'altra maniera, però io credo che, in una pianificazione nuova in questi termini, si potrà ragionare e spero e credo, sono sicuro che sarà così, che ci sarà attenzione da parte del Governo anche nei confronti del nostro territorio.

Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Intervengo a nome del gruppo dopo aver sentito la risposta dell'Assessore e gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto e che ringrazio, come ringrazio anche l'attenzione che l'Assessore ha dato al tema.

L'obiettivo principale della mozione di Rassemblement Valdôtain era porre l'attenzione sul tema, su una problematica che non è patrimonio di nessuno, men che meno nostro, e su questo tendo a sottolineare un aspetto: la mozione aveva la data del 24 aprile 2025 e giustamente abbiamo poi visto dalle notizie di stampa, come ha ricordato l'Assessore, che il tavolo è stato attivato il 13 maggio 2025.

La nostra volontà era rispondere in quel momento a quello che era successo e poi ovviamente - non governando noi gli ordini del giorno dei Consigli, e neanche sapendo quanto poi ci dilunghiamo nei lavori - non potevamo pensare che poi sarebbe arrivata un po' più tardi.

L'obiettivo per noi è raggiunto, è stato attivato con urgenza il tavolo con il Ministero competente e con gli altri attori competenti, perché, lo sappiamo, è un problema complesso, non soltanto per la problematica e la pericolosità del problema, ma anche perché ci sono tanti attori e - lo ha ricordato anche l'Assessore - ci sono anche attori che mettono delle risorse di un certo tipo, ma ci deve essere un'attenzione per un territorio complesso e per una criticità che è dettata dalla geografia.

Abbiamo un punto di accesso che dall'Italia è unico e, soprattutto, se non vogliamo utilizzare i piedi, è quello necessario: la ferrovia, le autostrade e le strade passano da quel punto lì.

Detto questo, c'erano anche altre due impegnative, la terza è più di contesto, nel senso che comunque tra iniziative e disponibilità anche a riferire nelle deputate Commissioni c'è sempre - e questo va detto - stata la disponibilità a interloquire, quindi a dare informazioni. La seconda aveva una visione un po' più ampia, cioè al di là della parte informativa e dello stato dell'arte dei lavori c'era anche un po' una volontà di prospettiva, quello di cercare di proporre, o comunque di individuare soluzioni quanto più condivise, per trovare magari anche delle forme di alternativa, al di là, ripeto, di un'opera di contenimento e di emergenza propedeutica a un'azione successiva, ed era un poco più di prospettiva anche a fronte dell'analisi che abbiamo condotto sul piano regionale dei trasporti.

Soprattutto su questa seconda impegnativa, anche i colleghi che sono intervenuti mi consentiranno di fare due brevissime considerazioni: sicuramente l'impegno della Giunta c'è stato, ci attendiamo e speriamo che ci sia anche un impegno maggiore da parte delle autorità, dei Ministeri e delle sedi deputate a cui magari hanno accesso sicuramente i gruppi politici in questo momento più di altri, sicuramente più di Rassemblement Valdôtain perché poi al di là dei post con "Grazie a Tizio, grazie a Caio", dobbiamo anche concretizzare le situazioni.

Faccio un esempio che non è tanto distante dalla frana di Quincinetto: sulla Camolesa non è che si sia risolto il problema, anzi, sappiamo che sicuramente c'è la transitabilità, ma la fluidità del traffico non è ovviamente paragonabile a quella precedente.

Il problema c'è, va risolto, non ne abbiamo competenza, qualcuno deve fare la sua parte, ed era in realtà l'obiettivo della mozione, che è comunque un posizionamento politico e che avrebbe potuto dare forza anche all'attività del Governo.

Forse è la terza volta - questa volta c'è l'Assessore Bertschy, le altre due volte, se non erro, l'ho detto al presidente Testolin - che dico questo in una mozione che riguarda i trasporti: non è soltanto la volontà di porre un problema, ma di dare una forza condivisa al di là delle singole bandiere, delle singole casacche, all'azione che fa il Governo.

Dall'altro, ho ascoltato il collega Manfrin: me lo consenta, sicuramente abbiamo una competenza limitata, però allora mi si deve dire perché nei piani - e cito il Piano regionale dei trasporti - parliamo anche di aree territoriali che non ci riguardano, e soprattutto mi si deve dire se la seconda canna del Monte Bianco si ferma in coincidenza del confine tra l'Italia e la Francia, perché se non abbiamo una competenza per trattare determinati temi, anche parlare di seconda canna del Bianco, quando dall'altra parte purtroppo, io dico, sappiamo come la pensano: già all'epoca, e lo ricordo da racconti di famiglia, il mio bisnonno iniziò a scavare nel senso sbagliato, perché c'era un Conte particolarmente ruspante che aveva dato delle indicazioni che non erano proprio corrette, eravamo in territorio valdostano, ma sappiamo che non possiamo andare oltre con gli scavi.

Benissimo quindi l'auspicio, benissimo il tema della competenza, ma se vogliamo dare prospettive e avere rapporti dobbiamo necessariamente parlare con le realtà limitrofe e dirci che la competenza è limitata, è un dato di fatto, ma dobbiamo guardare un po' oltre, altrimenti non parleremmo della Camolesa; c'è l'interessante passaggio sul Piano regionale dei trasporti che riguarda più in generale la valutazione del traffico nella parte alta del Nord-Ovest rispetto a quello che è il Traforo rispetto ad altri Trafori.

Io comprendo benissimo la questione e sono il primo a dirlo: purtroppo su tanti grossi problemi che subiamo non abbiamo una competenza diretta, quindi lì non uso il termine che utilizzeremmo in modo conviviale, ma diciamo che oltre al danno c'è la beffa, potremmo utilizzare un'altra forma ma è un po' più scurrile di quella che ho utilizzato e abbiamo capito benissimo.

L'obiettivo era portare il tema, la problematica, avremmo forse preferito trovare anche una forma di intesa anche multipartisan, io direi, per dare più forza all'azione del Governo.

Manterremo comunque l'attenzione, come sicuramente lo faranno altri gruppi, su questo problema e ci auguriamo che non si ripresentino delle situazioni come quelle che hanno di fatto generato la nostra mozione, al di là degli aggiornamenti che ci sono stati rispetto a quella situazione e, come abbiamo fatto anche le altre volte, ritireremo la mozione, però dispiaciuti appunto che le cose potevano essere fatte in modo diverso e, al di là di rimanere un po' ognuno confinato nel proprio steccato, si poteva dare più forza rispetto a una necessità che è di tutti e non è soltanto di qualcuno.

Presidente - La mozione è ritirata.

Sospendiamo brevemente i lavori del Consiglio per arieggiare i locali.

Il Consiglio è sospeso.

La seduta è sospesa dalle ore 11:20 alle ore 11:44.