Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4761 del 4 giugno 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4761/XVI - Reiezione di Mozione: "Iniziative per sollecitare l'approvazione da parte del Governo del Decreto legislativo in materia di concessioni di derivazioni d'acqua".

Bertin (Presidente) ? Passiamo al punto seguente dell'ordine del giorno, vale a dire il punto n. 6.

Per illustrare la mozione, ne ha facoltà la consigliera Minelli.

Minelli (PCP) ? Ci siamo occupate più volte nel corso della Legislatura del tema della norma di attuazione dello Statuto legata alla questione delle concessioni idroelettriche. Una norma necessaria perché la Regione possa legiferare, appunto, in materia di concessioni per derivazione di acque pubbliche a scopo produttivo.

Siamo al paradosso che la nostra Regione è proprietaria di tali acque, da tempo, ma non può disciplinare le modalità di rilascio delle concessioni d'uso per una carenza dello Statuto speciale, in particolare dell'articolo 8, che risale al 1948.

La titolarità e l'uso delle acque pubbliche è un tema fondante dell'autonomia valdostana ed è stato al centro del dibattito politico alla fine della guerra e del periodo fascista, nel momento della costruzione dello Stato democratico e della nascita dello Statuto speciale. Purtroppo, però, la formulazione statutaria non è risultata pienamente soddisfacente.

Il tema, trascurato per molti decenni dalle forze politiche valdostane, è diventato urgente con l'approssimarsi della scadenza delle concessioni attualmente in vigore che, lo sappiamo, è fissata per gran parte di esse, quasi tutte, al 2029.

Il rinnovo delle concessioni deve avvenire, come per tutte le Regioni, sulla base di una legge regionale, che però in questo momento noi non possiamo elaborare e approvare proprio per la citata carenza dello Statuto. Siamo ormai anche a un assurdo, cioè che tutte le altre Regioni, quelle anche a Statuto ordinario, possono legiferare e noi, che siamo Regione autonoma e dovremmo avere una più ampia facoltà di manovra rispetto alle altre Regioni, non lo possiamo ancora fare.

Mancano ormai solo quattro anni alla scadenza di concessioni, senza le quali la Compagnia valdostana delle acque (la CVA) perderebbe la sua ragione di esistere in Valle d'Aosta.

Questo tema allora, secondo noi, dovrebbe essere al centro dell'agenda di tutte le forze politiche del Consiglio regionale, del Governo e dei Parlamentari valdostani, però ci rendiamo conto che non è esattamente così.

Ricostruisco brevemente, per quei pochi, o tanti, non lo so, che ci stanno ascoltando, la storia della norma di attuazione sulle concessioni.

Sei anni fa il Consiglio regionale, con due sue deliberazioni, rispettivamente del 19 marzo e del 2 luglio 2019, ha richiesto alla Commissione paritetica Stato-Regione la predisposizione di uno schema di norma di attuazione dello Statuto in materia di concessione delle acque a scopo idroelettrico.

Sulla base di quella sollecitazione, nell'autunno di quell'anno, 2019, la Commissione paritetica ha elaborato un primo organico schema di norma di attuazione e sono passati ben 5 anni da quel primo schema. Poi finalmente, nell'autunno scorso, nell'autunno 2024, in una data e con modalità mai ben chiarite, la Commissione paritetica ha approvato uno schema di decreto legislativo contenente la norma.

Il 30 ottobre 2024 lo schema è stato infine trasmesso al Presidente del Consiglio, che lo ha trasmesso al Consiglio stesso, e in data 28 gennaio 2025 è stato espresso parere favorevole all'unanimità su questo schema di decreto legislativo, che è stato poi trasmesso al Ministero competente.

Infine, il 17 febbraio scorso, lo schema del decreto è stato trasmesso dal Ministero competente, quello degli Affari regionali, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai fini della definitiva sua approvazione.

Sono quindi oltre tre mesi che il decreto è fermo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, cioè è sul tavolo della premier Meloni, e non c'è stata la conclusione dell'iter con una formale approvazione.

Già un mese fa avevo chiesto notizie dell'iter e della situazione al Presidente della Regione. Inoltre, abbiamo attivato i deputati di AVS Bonelli e Fratoianni, che hanno depositato un'interrogazione parlamentare, ma tutto tace ancora.

Ricordo che nel corso di questa lunga istruttoria in Commissione paritetica, che è durata 5 anni, erano stati acquisiti tutti i pareri dei Ministeri competenti, erano state effettuate le varie verifiche giuridiche e alla fine il testo era stato approvato dalle due parti.

Ora credo che non ci sia più niente da verificare e da esaminare, ma quello che è necessario è che ci sia un'approvazione urgente da parte del Governo nazionale affinché la Regione possa finalmente legiferare in materia di derivazioni d'acqua e di concessioni idroelettriche.

Crediamo che sia quanto mai opportuna un'iniziativa forte della Regione esercitata a tutti i livelli, quindi da parte del Consiglio, da parte della Giunta, da parte dei nostri Parlamentari. Da qui, da questa convinzione, la mozione che presentiamo e di cui leggo gli impegni:

"Il Consiglio regionale esprime la propria preoccupazione per la mancata calendarizzazione e approvazione da parte del Governo del decreto legislativo recante 'Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste in materia di concessioni di derivazione d'acqua'; il Consiglio chiede al Presidente della Regione e invita i Parlamentari della Valle d'Aosta ad assumere le opportune iniziative presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per una sollecita approvazione del decreto".

Presidente ? La discussione generale sulla mozione è aperta. Invito i colleghi a prenotarsi.

Non vedo prenotazioni. Chiudiamo la discussione generale. La discussione generale è chiusa.

Per il governo replica il Presidente alla Regione, ne ha facoltà.

Testolin (UV) ? In premessa, un'osservazione che vuole sottolineare come, al netto del fatto che la norma di attuazione non sia ancora approvata, questo non preclude evidentemente l'operatività dei nostri uffici, che stanno lavorando sulla norma che dovrà essere presentata alla Giunta e al Consiglio, successivamente, per l'approvazione, e che andrà a delineare le regole tracciate dalla norma di attuazione, sulle quali poi bisognerà procedere per l'assegnazione delle concessioni.

Per quello che riguarda invece l'impegnativa, ci teniamo a dare una rappresentazione delle iniziative che sono in itinere, quindi se vogliamo sono già state attivate, che sono un'interlocuzione con gli uffici di segreteria della Presidenza del Consiglio, che hanno spiegato di essere ancora in attesa di dirimere le procedure amministrative che competono ai loro uffici per poi poter calendarizzare la nota.

A differenza di quello che esprime la collega, gli uffici ci hanno segnalato una necessità da parte loro di sentire determinati Ministeri, che devono permettere poi l'iscrizione definitivamente all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri. A questo proposito, pertanto, ci siamo attivati presso la Segreteria del Ministro e abbiamo sentito per le vie brevi il Ministro degli Affari regionali, che è stato indicato come il referente per questo tipo di attività, per poter sollecitare lo sviluppo di queste ultime attività amministrative, che possano portare alla conclusione definitiva dell'iter.

A questo proposito, stiamo aspettando, ma siamo convinti che a brevissimo avremo la possibilità di interloquire con il ministro Calderoni. A valle dell'incontro si potranno sicuramente avere le delucidazioni per lo svolgimento di quanto atteso. Per cui il nostro voto rispetto alla mozione è quello di astensione.

Presidente ? Altri interventi?

Consigliera Minelli, a lei la parola.

Minelli (PCP) ? Ho ascoltato la sua risposta, presidente Testolin, e per quanto riguarda il primo elemento che lei ha rappresentato, e cioè che gli uffici regionali sono comunque operativi e stanno lavorando al testo che poi dovrà in qualche modo essere approvato, a seguito della norma di attuazione direi definitiva, questa è una cosa che mi aspettavo, perché credo anche che poi i tempi saranno anche abbastanza ridotti, nel momento in cui finalmente vedremo arrivare questo decreto approvato.

In questo senso bene, quindi, era ciò che in qualche maniera mi aspettavo.

Lei poi ha dato qualche informazione, ci ha resi edotti di questa interlocuzione che c'è con gli uffici e, se non ho capito male, lei ha detto che si è in attesa, questo vi è stato riferito, di dirimere delle procedure, che poi dovranno portare all'iscrizione all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di questo decreto.

Ha poi anche detto che è stata segnalata la necessità di sentire determinati Ministeri.

Ora, io sono un po' stupita, anche perché, oltre 5 anni, oltre, perché era marzo il primo step da cui siamo partiti, oltre 5 anni in Commissione paritetica, a mio avviso, dovrebbero essere serviti a esaminare di tutto e di più. Perché tante volte ci è stato detto che c'erano state interlocuzioni con il tal Ministero, il tal altro e via di questo passo.

Rilevo una cosa: negli ultimi anni in cui si è dovuto discutere di questo testo, elaborarlo e poi farcelo finalmente avere, era Presidente della Commissione paritetica il professor Francesco Saverio Marini, che era contemporaneamente anche il Consigliere giuridico della Presidente del Consiglio. Chi quindi, lo avete detto voi tante volte, meglio di una persona che ha in qualche modo un doppio ruolo, una doppia, o tripla, o quadrupla, competenza può essere la persona migliore per sbrogliare la matassa e per arrivare ad avere un testo definitivo?

Se vengono ancora fatti degli approfondimenti da qualche parte, allora è quasi come se venisse, secondo me, messo in qualche maniera in discussione il lavoro della Commissione paritetica, che ci avete detto che si è riunita tante volte perché era complicato, perché bisognava acquisire dei pareri, perché bisognava ragionare, perché bisognava fare degli approfondimenti e il tempo era quello che era necessario.

Io sono veramente perplessa.

Ribadisco una cosa che ho detto più volte, l'ho detto anche poco fa: questo schema di norma di attuazione è stato approvato all'unanimità dal nostro Consiglio, l'abbiamo votata tutti questa norma di attuazione, questa bozza di norma di attuazione, per cui io immagino che nessuno si potrà dire contrario.

Mi chiedo però anche, ed è una domanda che mi frulla nella testa da tempo, quanti vogliano davvero questa norma di attuazione, perché ogni tanto ho il dubbio che non ci sia una convinzione così netta e così precisa.

Credo che arrivare all'approvazione di quella norma di attuazione sia un risultato importante per la Valle d'Aosta da un punto di vista istituzionale. Credo che sia una questione anche di grande valore autonomistico, che è da conseguire adesso, prima della fine della Legislatura, ma siamo oggi, se non sbaglio, al 4 di giugno e manca un mese, poco più di un mese e mezzo alla fine di quella Legislatura.

Ora, Presidente, ha detto che a brevissimo si auspica che ci sarà questo incontro con il ministro Calderoli. Spero che sia così ma, come dicevo, quest'approvazione ha un valore autonomistico e poi ha una rilevanza istituzionale, perché in questo modo si va ad ampliare il potere legislativo della Regione autonoma.

A fianco di tutto questo c'è un problema pratico urgente, che è il problema della prossima scadenza delle concessioni. Io credo che sarebbe in qualche modo una débâcle giuridica, autonomista ed economica se non si portasse a casa la norma di attuazione, dopo tutto questo tempo. Sarebbe anche, secondo me, un mezzo disastro politico per chi alza continuamente la bandiera autonomista e poi su battaglie importanti come queste, forse, non mette tutto l'impegno necessario.

C'è un'ultima cosa che vorrei sottolineare, ed è questa: la mozione che stiamo discutendo è stata depositata un mese e mezzo fa, la data è del 24 aprile, quindi c'è stato anche del tempo per ragionarci. Che in un mese e mezzo sia stata fatta solo, da quello che lei mi dice, questa prima interlocuzione con gli uffici e si sia ancora in attesa di un incontro con il ministro Calderoli, a me sembra veramente un po' preoccupante, perché in un mese e mezzo almeno fissare una data per l'incontro con il Ministro magari mi aspettavo di sentirlo, insomma, almeno avere qualche certezza in più.

Credo che una mozione di questo tipo, con questo impegno, che credo abbiate ben colto, esprima preoccupazione per la mancata calendarizzazione e approvazione da parte del Governo di questa norma di attuazione. E poi chiede... il Presidente mi ha detto che è già stato fatto qualcosa, si chiede ancora, quindi si rinnova, al Presidente della Regione la richiesta e si invitano i parlamentari della Valle d'Aosta ad adoperarsi perché si arrivi quanto prima a questa calendarizzazione e a questa approvazione del decreto.

Presidente ? Altri interventi?

Consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.

Lucianaz (GM) ? Seulement pour exprimer le soutien à cette motion, dans le sens que le groupe Mixte soutient sûrement tous les efforts pour promouvoir dans la bonne direction la question des concessions des eaux. Donc, vive qui est à l'opposition, qui stimule ce Gouvernement! Et donc on se concentre, il faut quand même se concentrer, au moins dans cette Législature, pour obtenir au moins le petit résultat d'avoir une réponse de la part du Gouvernement italien. Donc, on votera à faveur.

Presidente ? Altre dichiarazioni di voto?

Non vedo altre richieste.

Consigliera Minelli, a lei la parola.

Minelli (PCP) ? Brevemente, Presidente, ovviamente per rappresentare il voto favorevole e anche per esprimere l'auspicio che, oltre al collega Lucianaz, che si è espresso in maniera chiara a favore della mozione, ci sia un positivo accoglimento da parte del Consiglio. Altrimenti sarebbe piuttosto strano e anche un po' incomprensibile un atteggiamento diverso, visto e considerato che quella norma di attuazione è stata, come dicevo, approvata da tutti, visto che siamo al mese di giugno del 2025, visto che le concessioni scadono nel 2029 e che siamo già - l'abbiamo detto in altre occasioni, proprio per la questione di una scadenza che è così ravvicinata - estremamente in ritardo.

Un invito quindi e una sollecitazione nei confronti del Governo nazionale perché si proceda celermente all'approvazione del decreto sono a mio avviso assolutamente sensati e doverosi.

Presidente ? Altre dichiarazioni di voto?

Mettiamo in votazioni la mozione. Votazione aperta. Tutti hanno votato? Votazione chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 3

Favorevoli: 3

Astenuti: 31 (Aggravi, Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Chatrian, Cretier, Di Marco, Distort, Foudraz, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lavy, Malacrinò, Manfrin, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Padovani, Perron, Planaz, Restano, Rosaire, Sammaritani, Sapinet, Testolin)

La mozione non è approvata.