Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4748 del 22 maggio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4748/XVI - Interrogazione: "Valutazioni sulla costituzione di un nuovo ente regionale per la gestione dei servizi alla persona".

Bertin (Presidente) - Punto n. 24. Risponde l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Rispondo alla domanda n. 1 rispetto a quest'iniziativa per conoscere "Se sia stato valutato, alla luce delle preoccupazioni dell'attuale stato di agitazione dei lavoratori, di fermare il progetto di costituzione di un ente strumentale per effettuare ulteriori approfondimenti che possano tutelare maggiormente il personale attualmente in servizio, nonché il servizio stesso".

L'ente strumentale regionale è lo strumento inserito all'interno di un articolato studio al quale tutti, addetti ai lavori e non, hanno avuto accesso.

Questo strumento, al quale stiamo lavorando, nasce da una serie di problemi vecchi, conosciuti, condivisi, oramai strutturali.

1) La situazione lavorativa dei dipendenti della Società di servizi: spesso infatti essi fanno lo stesso lavoro dei loro pari regionali ma guadagnano sensibilmente di meno e hanno meno prospettive, sia di carriera che di premialità.

2) La necessità di ammodernamento delle politiche sociali in Valle d'Aosta e del giovane Dipartimento a esse dedicate (ricordiamoci che è uno tra gli ultimi Dipartimenti nati all'interno dell'assetto organizzativo valdostano): questo Dipartimento (e questa situazione) è un retaggio organizzativo, ma non al passo con i tempi perché avere uffici regionali in questi ambiti non dedicati alla programmazione e alle verifiche delle politiche sociali, ma solo dedicati alla gestione, di fatto è una cosa che ormai facciamo soltanto noi.

3) Le necessità esplicitate ufficialmente dagli Enti locali valdostani, per il tramite dei loro organismi (designati, dall'ordinamento legislativo regionale di cui abbiamo parlato stamane, a occuparsi di servizi resi alla persona della nostra Valle): non riescono più a gestire questi servizi, non solo per motivi finanziari, ma soprattutto per le difficoltà a reperire il personale, valorizzarlo, coordinarlo, dovendo inoltre fare fronte a logiche sempre meno appartenenti al territorio di residenza.

Dato questo quadro di esigenze apparentemente diverse tra loro, ecco che è stato identificato l'ente strumentale regionale come mezzo, piuttosto che strumento, sul quale lavorare, ascoltando le necessità e le sollecitazioni di parti sociali, dipendenti, territorio, cosa che tra l'altro stiamo facendo.

Non è quindi semplicemente stoppando un processo aperto come quello attuale di definizione di un documento martire dal quale partire per dare gambe alle soluzioni urgenti di cui la nostra Valle necessita che facciamo, di fatto, il bene della nostra Valle d'Aosta. Anzi, a oggi non esiste l'ente strumentale regionale, non esiste ancora una bozza di disegno di legge che almeno ne avvii la discussione. Esiste solo la volontà di lavorare in trasparenza e in ascolto per trovare la migliore delle soluzioni possibili.

Si può stoppare perché, come avrà notato, il tema di questa risposta è una risposta assolutamente aperta però forse è stato, e non da lei, scambiato lo strumento per il fine.

Si può quindi assolutamente stoppare qualsiasi cosa, bloccare qualsiasi ricerca di soluzioni, ma non è così che si risolvono i problemi dei lavoratori coinvolti e della nostra comunità.

Stiamo trovando soluzioni agli eventuali futuri passaggi di personale della Società di servizi all'ente strumentale, modello che, nel favorire il passaggio dei numerosi dipendenti della Società di servizi regionale al nuovo ente, ne valorizzi competenze, percorsi e professionalità maturate negli anni di servizio, attraverso maggiori strumenti incentivanti a tutto il personale professionale, assistenti sociali ed educatori.

L'ipotesi prospettata a oggi dagli uffici - che, come detto, è in corso di valutazione e confronto, tra l'altro, con tutti i soggetti istituzionali - prevederebbe, tra l'altro, la possibilità di un passaggio diretto del personale della Società di servizi all'ente strumentale regionale qualora ci si arrivasse.

Questa soluzione, tra l'altro, garantirebbe pienamente le aspettative del personale che opera all'interno della Società di servizi.

Stiamo inoltre ascoltando le parti sociali, gli Enti locali e i lavoratori per valorizzare gli attuali lavoratori degli Enti locali e dargli tutte le risposte e le garanzie del caso.

Particolare attenzione è posta all'individuazione di un modello che possa garantire e salvaguardare la continuità di trattamento ai dipendenti pubblici regionali e delle Unités che dovrebbero transitare nel nuovo ente strumentale regionale.

Questo è voler affrontare i problemi. Se si bloccasse non tanto l'istituzione di questo ente, ma questo processo di ricerca di soluzione ai problemi che già esistono, solo apparentemente si calmerebbero gli animi delle persone coinvolte.

In realtà l'unica cosa che stiamo facendo è fare come gli struzzi che nascondono la testa nella sabbia per non vedere i problemi, ma a questo Consiglio e a questo Governo è chiesto altro: affrontare le cose e cercare soluzioni, cercando di ascoltare tutti e di spiegare a tutti quello che anche oggi ho provato nuovamente a dire.

Questo stiamo provando a fare, questo dobbiamo fare se vogliamo fare il bene della Valle d'Aosta e questo non può essere stoppato, a maggior ragione, se, come nel suo caso e di tutti quanti i colleghi, si vuole essere persone serie.

Presidente - Per la replica, consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Grazie, Assessore, per la sua risposta ma mi consenta di dirle in maniera molto franca e chiara che noi non siamo d'accordo.

La soluzione che lei e la sua maggioranza avete proposto per la gestione di un servizio così delicato come quello sociosanitario è assolutamente sbagliata. È sbagliata perché utilizzando questo sistema si rischia di perdere davvero una parte importante di un servizio delicatissimo, una parte importante di personale che ha maturato una grande esperienza, una parte importante anche di competenze che si sono sviluppate nel tempo, e questo si fa perché lei - lo ha detto in maniera molto chiara - vuole sostanzialmente dire che la Regione non deve più gestire, ma solo programmare.

Io le dico in maniera molto chiara, gliel'ho già detto diverse volte e lo dirò una volta ancora: noi siamo contrari a questo modello perché lei sta sostanzialmente immaginando che la Valle d'Aosta sia al pari di una regione che ha milioni di abitanti, nella quale una Regione non si può occupare di tutto.

Noi però non siamo una macro Regione, non abbiamo milioni di abitanti, siamo una piccola comunità di 125 mila anime e abbiamo la possibilità di gestirlo direttamente.

Allora immaginare oggi che si vogliano prendere delle persone che hanno superato un concorso, sono state assunte dalla pubblica Amministrazione o che sono entrate all'interno della Società di servizi e sottoporle a un concorso (che potrebbe persino portarle a non essere assunte, quindi essere licenziate e perdere il lavoro) è una cosa assurda.

Dall'altra parte, creare l'ennesimo carrozzone burocratizzato esattamente al pari dell'ARER, dove ogni volta che veniamo qui in aula si dice: "Eh, ma è l'ARER, non c'entriamo niente, noi cerchiamo di fargli fare le cose ma fanno quello che vogliono", noi a tutto questo ovviamente diciamo no, perché l'abbiamo già visto in azione, abbiamo già visto in azione gli errori dell'ARER e come si producono e non vogliamo che ci sia un doppione, nel quale un amministratore messo lì, nominato dalla politica, magari si disinteressa, ma magari passa una volta a settimana a prendere lo stipendio perché quello invece si prende, e quando si devono gestire le cose si dice: "Beh, guardate, la responsabilità non è mia perché è tutto colpa di quell'ente strumentale, parlate con loro, noi facciamo solo programmazione", però magari se c'è qualcosa di buono si dice: "Però è merito nostro".

Questo modo di privatizzare gli utili e socializzare le perdite a noi non va bene, ovviamente le diciamo in maniera molto chiara che siamo assolutamente contrari, diciamo fin dall'inizio della legislatura che la strada per dare dignità ai lavoratori che sono nella Società di servizi è tutt'altra, le abbiamo proposto diverse soluzioni, bisognava semplicemente ricomprendere quei lavoratori chiaramente nel perimetro della Regione e non avete mai voluto farlo, si sono affastellati i progetti, i problemi, proposte senza costrutto. Sono passati cinque anni, i lavoratori sono ancora lì e ovviamente adesso rischiano ancora di essere, sostanzialmente, esodati.

Gliel'ho detto in apertura e glielo ripeto: noi siamo assolutamente contrari e, se questo progetto non verrà stoppato, ci auguriamo di poterlo stoppare nell'immediato futuro.