Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4747 del 22 maggio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4747/XVI - Interrogazione: "Cronoprogramma dei lavori di riqualificazione e tempi di riapertura della piscina di Pré-Saint-Didier".

Bertin (Presidente) - Passiamo ora al punto n. 23. Risponde l'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Torniamo sull'argomento con due quesiti del collega Ganis.

Va riepilogata nuovamente la situazione con alcune premesse per ripercorrere la storia, come abbiamo già fatto in altre iniziative, ma è corretto farlo, quando l'intenzione di procedere con lavori di efficientamento energetico della piscina di Pré-Saint-Didier risale al 2017 con l'approvazione di una scheda progetto finalizzata al reperimento di finanziamenti comunitari che all'epoca erano disponibili, con l'obiettivo appunto di mantenere sulla struttura una performance energetica elevata, tramite l'ottimizzazione conseguente al contenimento dei consumi.

Per l'effettuazione di detti lavori, l'Amministrazione regionale aveva previsto il mantenimento dell'apertura al pubblico della piscina fino al 2020 e poi la successiva chiusura a partire dall'anno 2021 ma - come abbiamo già detto e come è corretto riportare - si arrivò nel 2018 a una situazione che vedeva emergere, a carico degli impianti, problemi di natura strutturale non prevedibili e non risolvibili con interventi sommari, quindi si determinò, per ragioni di sicurezza, una chiusura anticipata della piscina rispetto a quanto previsto, quindi un + 2 anni rispetto a quanto previsto.

L'Amministrazione regionale provvedeva pertanto ad accorpare i lavori di efficienza energetica già previsti in fase di progettazione con i lavori di consolidamento strutturale necessariamente da realizzare.

Contestualmente poi emergeva la possibilità, peraltro riscontrabile in strutture analoghe di recente costruzione, di ampliare la potenzialità di utilizzo del centro natatorio anche ad aspetti più propriamente ludici, pur sempre in coerenza con quelli più sportivi, proprio al fine di ottimizzare l'offerta, tenendo conto anche delle vicine Terme. La progettazione del nuovo impianto si orientava quindi a tale soluzione.

Dal 2020, a seguito di una serie di circostanze venutesi a creare, tra cui le note problematiche legate all'emergenza Covid, che hanno di fatto rallentato le attività propedeutiche all'inizio dei lavori, condizionandone l'esecuzione successiva; l'avvio del bonus 110, che ha determinato una scarsa disponibilità dei materiali da costruzione, l'abbiamo visto anche su altri lavori, nonché il caro energia, che ha impattato pesantemente sui costi di lavorazione, anche questo trattato nelle varie fasi di bilancio, in quanto è intervenuto appunto l'obbligo, disposto da uno specifico decreto del 2022, di provvedere alla rivalutazione dei prezzi dei materiali da costruzione per i cantieri in essere.

L'iter di realizzazione subiva pertanto uno slittamento di un ulteriore anno e mezzo.

Successivamente, l'emergere, nel corso del lavoro, della necessità di procedere alla sostituzione della totalità degli impianti in dotazione - circostanza emersa nel corso delle demolizioni previste, legata a sopravvenuti adeguamenti normativi e all'ottenimento delle necessarie certificazioni - ha determinato la conseguente approvazione delle varianti necessarie e il reperimento di tutte le somme atte a coprire quest'ulteriore spesa.

Si precisa altresì che l'intera attività svolta sulla piscina di Pré-Saint-Didier, manufatto progettato e terminato a metà degli anni '70, è risultata ulteriormente articolata e necessaria di specifica attenzione in relazione alla classificazione del fabbricato quale "Bene documento", con le conseguenti attenzioni progettuali.

Si evidenzia che, nel corso dei sopralluoghi e dei confronti intercorsi con i soggetti competenti, Vigili del fuoco, Deval eccetera, nei primi mesi del 2025 sono emerse esigenze di razionalizzazione e di sistemazione del locale contenente le cabine di trasformazione di quadri elettrici che hanno determinato un affido separato rispetto all'appalto originale che, sebbene relativo a lavorazioni non contemplate in origine, causano necessariamente le interferenze sul medesimo appalto.

Tali interventi riguardano, nel dettaglio, adeguamento antincendio dei locali posti al piano interrato disposti dal Comando regionale dei Vigili del fuoco, messa a norma del locale posto al piano interrato funzionale all'obbligatoria separazione tra zona e cabine di trasformazione e zona contatori di distribuzione, rifacimento complessivo della scala di accesso all'interrato, con contestuale rimozione delle interferenze con le dotazioni impiantistiche esistenti nella disponibilità dei Vigili del fuoco, finalizzate alle necessarie misurazioni ambientali.

Questo al fine del primo quesito e per fare un po' di storia.

Per quello che riguarda il secondo quesito, la fine dei lavori, tenuto conto delle interferenze determinate dagli interventi sopra descritti, è attualmente, come già detto, per il mese di luglio 2025.

Eventuali allungamenti dei tempi non saranno consentiti e determineranno, nel caso, l'applicazione delle penali previste da capitolato, quindi da fine luglio in poi, se non è finito, si paga la penale.

La riapertura al pubblico: tenuto conto che sono già state avviate le procedure di fornitura degli arredi, che non determineranno quindi ulteriori slittamenti, si provvederà nelle parti già ultimate al posizionamento degli arredi, mentre si ultimeranno le parti rimanenti; seguiranno a questa fase poi necessariamente le attività di collaudo sulle quali si sta già lavorando a livello di programmazione, proprio al fine di ottimizzare i tempi.

Questo è quindi il cronoprogramma che riprende quanto già in parte comunicato in precedenza.

Nel dettaglio è in corso, e deve concludersi, la posa dei pavimenti e delle piastrellature interne al piano vasca, agli spogliatoi e agli spazi comuni. Seguiranno le tinteggiature, la posa dei corpi illuminanti, la posa degli arredi e dei sistemi di controllo accessi e contestualmente le opere di sistemazione esterna.

Va evidenziato che il risultato conclusivo, come dicevamo all'inizio della risposta, è quello di un'opera completamente rivista, con impianti e forniture totalmente nuove e una conseguente valorizzazione estetica e funzionale del manufatto decisamente importante, al fine, come dicevamo, di andare a completare ulteriormente l'offerta del prodotto turistico.

Con lo scopo di garantire il rispetto dei tempi assegnati, ribadisco che abbiamo provveduto - personalmente e con le strutture - a effettuare a più riprese una serie di sopralluoghi con cadenza periodica già nel 2024 insieme e congiuntamente all'Amministrazione comunale e anche nel corrente anno (il 22 gennaio, il 21 febbraio, l'11 aprile e l'ultimo il 14 maggio), quindi l'obiettivo è stato e continua a essere quello di rendere sistematica l'attività di monitoraggio e di controllo dell'attività di cantiere in essere, quindi un lavoro di presidio portato avanti al fine di contenere dei tempi che sono - e lo capiamo - diventati importanti e che hanno generato anche quella che lei forse citava, una petizione, e si capisce il malessere della popolazione, ma gli anni che hanno portato alla chiusura di quest'impianto e la complessità delle lavorazioni sono ben illustrati in questa risposta.

Un cantiere che ha avuto, come abbiamo visto, diverse incognite, varie e impreviste, ma l'approccio delle strutture della parte politica è il medesimo che abbiamo quando si parla di viabilità, quando si parla di alluvioni o di eventi calamitosi.

È chiaro che qui siamo di fronte a un cantiere decisamente più complesso e a lavorazioni decisamente articolate.

In relazione, invece, ai recenti articoli comparsi sugli organi di stampa regionale, si precisa che le interviste rilasciate dal direttore dei lavori non sono mai state autorizzate dalla stazione appaltante e che rappresentano un'iniziativa autonoma del medesimo soggetto che, non potendo agire in tal senso, è stato richiamato.

Inoltre tali interviste contengono delle inesattezze, in quanto nessuna proroga di ulteriori 90 giorni è mai stata concessa dalla stazione appaltante e ringrazio dell'iniziativa il collega Ganis che mi ha dato l'opportunità di ribadirlo.

Si precisa definitivamente che i tempi di esecuzione sono quelli che abbiamo riportato in precedenza.

Presidente - Replica il consigliere Ganis, ne ha facoltà.

Ganis (FI) - Ringrazio l'Assessore per la risposta e per aver fatto un po' di chiarezza sul tema e anche sulle tempistiche.

Permetta però anche a me di fare un piccolo sunto dello stato attuale e anche delle previsioni dei lavori, ma anche dei costi, quindi una piscina che è chiusa a partire dall'estate 2018 e i lavori sono iniziati nel 2021.

Come ha detto lei, come ha ben ricordato, Assessore, si è passati da un lavoro di efficientamento energetico a un intervento più complesso, quindi miglioramento architettonico e anche strutturale ma aggiungerei anche l'introduzione di nuovi scivoli, idroscivoli, quindi i costi stimati per l'intervento hanno superato i 6,3 milioni di euro, a cui si aggiungeranno 1.400.000 per l'idroscivolo.

Le tempistiche: inizialmente si parlava del 2023, poi del 2024, poi del 2025 e oggi finalmente abbiamo una data presunta, che è settembre 2025.

Mi permetta anche di evidenziare alcune criticità legate anche ad alcune voci che hanno lamentato la presenza di pochi operai presenti sul cantiere, quindi anche questo sicuramente ha rallentato un po' i lavori.

È comprensibile che i ritardi e le continue posticipazioni dell'apertura della piscina di Pré-Saint-Didier generino preoccupazione tra i residenti ma anche tra i turisti.

A nostro avviso c'è stata una mancanza di attenzione nella gestione dei lavori, perché quando un cantiere si prolunga per anni, quindi oltre le previsioni iniziali, è lecito chiedersi se ci sia stata un'adeguata pianificazione iniziale, un monitoraggio costante dei lavori e anche la capacità di risolvere magari questi imprevisti.

Perché vi dico questo? Perché ogni giorno di ritardo nel completamento dei lavori comporta un costo, uno spreco di denaro pubblico, quindi non si tratta solo di costi diretti ma anche di costi di opportunità per la comunità.

Una struttura pubblica regionale chiusa per tanto tempo significa mancati introiti, danno economico anche per il territorio, quindi per le attività commerciali, e anche questa insoddisfazione dei cittadini e dei turisti.

Tutti questi fattori non fanno che alimentare la percezione di uno spreco, come ho detto prima, di risorse pubbliche.

Per concludere, i ritardi dei lavori della piscina di Pré-Saint-Didier non sono solo una questione di tempo, di tempistiche ma, a nostro avviso, sollevano seri dubbi sulla capacità forse di pianificare a dovere i lavori e anche la gestione degli interventi pubblici.

A questo punto quindi non ci resta che aspettare, spero, settembre 2025, affinché i cittadini della Valdigne possano finalmente godere della tanto attesa piscina.

Mi permetta una considerazione: in procinto delle elezioni i problemi dei cittadini valdostani vengono tutti risolti magicamente.