Oggetto del Consiglio n. 4743 del 22 maggio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4743/XVI - Interrogazione: "Analisi delle spese energetiche sostenute dall'Università della Valle d'Aosta per la struttura ex Caserma Testafochi".
Bertin (Presidente) - Punto n. 19. Risponde l'assessore Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Lei mi fa una serie di domande: "Se vi siano novità circa l'entità delle spese energetiche sostenute dalla Uni VDA per la struttura dell'ex Caserma Testafochi", "In quale maniera l'aumento dei costi di gestione abbia inciso sulla perdita eccetera", e "Se i consumi serali e notturni delle luci dell'Università siano giustificati".
Allora, naturalmente, come sempre, la risposta è stata coordinata con il presidente Testolin e con i suoi uffici perché, come è noto, il Presidente è Presidente anche del Consiglio dell'Università, quindi rispondo io per entrambi.
Al momento della consegna dello stabile, avvenuta il 13 dicembre 2023, come ho già avuto modo e come abbiamo già avuto modo di spiegare, l'impianto fotovoltaico non era ancora allacciato; abbiamo avuto, credo, tre o quattro iniziative su questo caso.
L'Università quindi si è fatta carico dell'iter necessario presso il GSE e l'Agenzia delle dogane per rendere operativo proprio il sistema, quindi garantire l'autonomia energetica dell'edificio.
Analogamente non era stato effettuato il collaudo e doveva essere avviata la gestione del sistema domotico Desigo della Siemens, deputato al controllo automatizzato in tutta la struttura. Tale sistema, particolarmente complesso, risulta spesso di difficile gestione anche per i tecnici manutentori attualmente incaricati.
Tutta la gestione dell'illuminazione, sia diurna che notturna, è centralizzata tramite la domotica e l'intero impianto è costituito da corpi illuminanti a led a basso consumo energetico. Questa è un'informazione importante, perché effettivamente l'Università la si vede illuminata e alle volte si può pensare che vi sia davvero un consumo enorme.
Il Polo universitario è situato in una zona centrale della città di Aosta ma prossimo a un'area urbana che presenta alcune criticità in termini di sicurezza, abbiamo parlato anche di questo, come dimostrano recenti episodi di vandalismo riportati dalla cronaca locale.
La stessa sede è stata oggetto di atti vandalici, in particolare è stata imbrattata nella sua facciata già prima dell'apertura ufficiale, a seguito della rimozione delle recinzioni del cantiere, questo per dire anche del livello di civismo di certa gente.
L'area è da tempo, quindi, anche a seguito di questi fenomeni, sotto osservazione da parte della Questura e proprio per questo si è ritenuto necessario attivare un servizio di vigilanza attivo 24 ore su 24, per sette giorni su sette, per garantire la sicurezza degli studenti, del personale universitario e di tutti coloro che, a vario titolo, accedono al Polo. Anche di questo abbiamo parlato e ho spiegato della vigilanza armata di notte, sempre lei, collega, aveva evidenziato un problema relativo non mi ricordo se a ragazzi che avevano...
Per quanto riguarda l'illuminazione serale notturna, essa è suddivisa tra un sistema funzionale e uno scenografico, secondo quanto previsto dal progetto originario.
In orario serale restano accese le luci del piano terra a scopo di sicurezza, così come l'illuminazione esterna. Il riscaldamento e il raffrescamento dell'edificio sono assicurati da un impianto geotermico a pompa di calore alimentato da energia elettrica con fornitura gestita tramite contratto con CVA, pertanto i consumi energetici del Polo non sono riconducibili unicamente all'illuminazione, ma anche al sistema di climatizzazione degli ambienti interni.
Poi lei mi chiede "Se vi siano novità circa l'entità delle spese energetiche, eccetera".
Dal 1° gennaio 2025 a oggi le spese sostenute per l'energia elettrica ammontano a circa 88 mila euro.
"In che maniera l'aumento dei costi di gestione abbia inciso sulla perdita, quali siano i costi di gestione nello specifico e quello delle spese impreviste e affrontate": tali costi s'inseriscono in un contesto economico più ampio, nel bilancio consuntivo 2024 dell'Ateneo è stato registrato un disavanzo pari a 1.611.651, al quale hanno contribuito in maniera significativa proprio le spese di gestione del nuovo Polo, infatti, a fronte di un importo previsto in bilancio pari a euro 1.332.399, le spese consuntivate sono salite a euro 1.660.000. Inoltre nel corso del 2024 l'Università ha dovuto sostenere euro 792.000 per spese necessarie a garantire l'utilizzo in sicurezza della struttura.
Anche nel corso dell'anno attuale restano da completare alcune attività, tra cui l'allestimento del foyer (ne abbiamo già parlato), il posizionamento delle bandiere istituzionali, l'installazione di ulteriori corrimano e l'adeguamento dei sistemi di raffrescamento per i locali tecnici.
Questi 792.000 euro sono divisi in una serie di voci, tra cui: servizi di pulizia e servizi di manutenzione; vigilanza e portierato; servizi di rilegamento in fibra ottica più installazione, più canoni; ampliamento Siemens Desigo con UPS e fotovoltaico; corrimano per scale interne ed esterna; gas naturale; energia elettrica; pulizia della facciata, esterna ed interna; servizi di mantenimento edile comprensivi di posa; estintori; cestini da bagno con sacchetti; fasciatori; pattumiere per la raccolta differenziata; progettazione e forniture di segnaletica wayfinding; colonnine segna percorso; elettrofanie; portabici e portaombrelli; pennoni alza bandiere; primi componenti di base e ancoraggio; sistemazione fioriere esterno; organizzazione - poi c'è stato un budget per la visita del Presidente della Repubblica - servizi di ingegneria inerenti alle pratiche SCIA, diritti pratiche SCIA, basamenti in legno eccetera, per un totale di 792.000 euro.
"Se i consumi serali notturni delle luci della struttura della nuova Università siano giustificati", questa è la risposta che abbiamo avuto dagli uffici tecnici: l'impatto economico della sola illuminazione serale notturna risulta contenuto in linea di massima, soprattutto se è confrontato con quello del sistema di climatizzazione, quindi quello che incide maggiormente è proprio la parte relativa alla climatizzazione.
Tuttavia, l'attivazione dell'illuminazione nelle ore notturne, come le ho detto, risponde a esigenze concrete di sicurezza e rappresenta una misura coerente con il contesto urbano e sociale in cui la sede universitaria è inserita.
Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Parto dal basso, ci ha detto che le spese da gennaio a oggi, quindi immagino che parliamo della bolletta del primo trimestre, assommano a 88 mila euro. Io immagino che la bolletta sia a trimestre o bimestrale, non lo so - se fosse bimestrale sarebbe ancora peggio - ma immaginiamo che sia un trimestre, se questo corrisponde a verità, e quindi la bolletta è di 88 mila euro, in tre mesi significa che la definizione di nearly zero energy buildings probabilmente lascia un po' il tempo che trova, perché se l'edificio deve essere a consumo zero, 88 mila euro sono un poco più di zero, hanno un po' più di zero a seguire, quindi vuol dire che, oltre che essere un edificio che somiglia alla Costa Concordia, fa acqua, ci piove dentro e sta affondando.
Abbiamo quindi l'ennesima riconferma che a volte ci sono "Archistar" - che peraltro sono abbastanza irritabili, da quello che riportano gli organi di informazione - che magari fanno un po' acqua da tutte le parti anche loro.
Quello che mi lascia un po' perplesso è quello che lei dice, cioè sostanzialmente che le luci vengono lasciate accese per il contesto urbano in cui si trova.
Ora se lei mi vuole dire che la zona di Piazza della Repubblica sia un contesto urbano degradato, come se fosse, che so, barriera di Milano a Torino, allora questa cosa mi stupisce un po' se questa è la scelta.
Non la stupirà però il fatto che io ho potuto osservare più volte, sia per le segnalazioni che mi vengono trasmesse, sia perché vado lì di persona e passo in quella zona, che praticamente le luci rimangono accese, non quelle del piano terra, quelle del piano terra effettivamente rimangono accese per tutta la notte, ma quelle dei piani superiori rimangono accese fino a mezzanotte, poi improvvisamente si spengono e poi si riaccendono alle sei del mattino. A volte sono accese alle tre, a volte alle quattro.
Io non vorrei che l'impianto - cioè l'impianto domotizzato di difficile gestione - stia facendo degli scherzi, però obiettivamente io faccio una domanda, che è la stessa che mi sono fatto su quella famosa casa domotizzata di Fénis di cui abbiamo parlato più volte: perché si costruiscono le cose e poi dopo non si riescono a gestire? Cioè davvero pensiamo di fare le politiche green a impatto zero, gli zero energy buildings e poi dopo arriviamo ad avere degli edifici in cui si accendono le luci d'improvviso in mezzo alla notte e non si sa perché, e poi magari gli si dà anche la motivazione del fatto che sono in Piazza della Repubblica ad Aosta, cioè non in barriera di Milano a Torino. Vedo quindi una preoccupazione da questo punto di vista.
Poi nell'elenco delle spese, e me lo andrò a riascoltare, ha citato anche il gas naturale, e mi chiedo questo gas naturale a cosa serva se c'è l'impianto fotovoltaico e la pompa di calore.
Sarebbe anche carino riuscire a capire a cosa serva, anche perché - faccio un parallelismo - per esempio alle case popolari, la gente che utilizzava il gas naturale in maniera abbondante (e siamo anche con costi contenuti) è stata minacciata di sfratto se non si fosse collegata subito al teleriscaldamento (che costa quattro volte), poi scopriamo che l'Università, che ha uno zero energy buildings utilizza il gas naturale, mi sembra un po' curioso, quindi magari faremo un approfondimento su questo.
Per il momento prendiamo atto del fatto che la zona è poco sicura, ci sono atti vandalici, il soggetto scenografico lascia il tempo che trova e imbarca acqua e si pagano circa 90 mila euro di bollette ogni trimestre, quindi più che un buco nell'acqua.
Io non ho parole, sinceramente, per descrivere le sorprese che questa struttura ci regala ogni volta, ma sinceramente, speriamo che, magari con l'andare avanti del tempo, si riesca a trovare delle soluzioni un po' diverse, che magari mettano a posto questa struttura che ci sembra veramente partita male.
