Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4733 del 22 maggio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4733/XVI - Reiezione di mozione: "Contrarietà al sostegno del piano di riarmo europeo".

Bertin (Presidente) - 27 Consiglieri presenti, possiamo riprendere i lavori.

Nello specifico eravamo nella discussione generale, stavamo affrontando la discussione generale del punto all'ordine del giorno n. 12, una mozione. Si era prenotato il consigliere Lucianaz a cui passo la parola.

Lucianaz (GM) - Riprendiamo questo pomeriggio e intendo anche io esprimermi su quest'argomento, è già stato fatto in passato, con pochi risultati viste le risposte del presidente Testolin.

Assessore Caveri, spero che abbia bevuto il pussa caffè perché vedrò di...

Intervento dell'assessore Caveri fuori microfono.

...direi che è soddisfatto, sì, non può dire che non sia buono, questo è sicuro... Se mi indicate dei caffè migliori, guardate, lo prendo come un buon segnale però vi garantisco che... Esatto, sì, sì, buono, buono, esattamente.

Intanto la collega Guichardaz e la collega Minelli nel suscitare questo interessante dibattito hanno centrato l'obiettivo, quindi complimenti a voi, così come posso congratularmi anche con il collega Padovani, su cui siamo totalmente divisi su tutto, però almeno ha espresso il proprio pensiero, a differenza dei suoi 18 colleghi di maggioranza che, anche in questa occasione, devono seguire la realpolitik più che la propria coscienza, quindi da buoni realpolitik, vista la storia di cui parlava l'assessore Caveri... abbiamo un nuovo de Talleyrand-Périgord che deve per forza esercitare la scuola della politica del realismo.

Naturalmente essere fedeli all'Unione Europea e al Governo europeo, rappresentato dalla Commissione europea della von der Leyen, comporta anche delle scelte così infelici da sostenere il riarmo, e mi spiace per l'Union Valdôtaine e a chi si appella ai principi di Émile Chanoux, anche ieri ricordato in quest'aula, perché sicuramente è sufficiente leggere la Carta di Chivasso: Émile Chanoux, quando parla di Europa, non parla certo di riarmo, anzi, l'unico riferimento che ha fatto all'Europa era proprio sulla parola pace e fa specie che in questo Consiglio si giustifichi il riarmo.

In nome di cosa? In nome di interessi economici? Beh, guardate, questa Europa degli interessi economici - l'ho detto più volte in quest'aula - è quella che è riuscita a sottoscrivere con degli SMS contratti per 71 miliardi di euro con la Pfizer per acquistare dei vaccini, 1 miliardo e più dosi di vaccini, molti saranno già stati gettati o comunque inoculati nei corpi di persone innocenti.

Questi sono gli interessi di questa Europa e questo interesse voi state sostenendo.

Caveri ha parlato a nome di tutta la maggioranza, quindi sono convinto che tutti quanti gli Unionisti... come la Stella Alpina, come Pour l'Autonomie, non parliamo poi del Partito democratico che, assieme a Forza Italia, ha il dovere di sostenere queste scelte illogiche e direi anche impopolari.

Vi ricordo che il 94% degli Italiani è contrario a questo riarmo, leggete i sondaggi. Voi comunque continuate su questa linea, che è anche impopolare, oltretutto.

Mi parlate della necessità di difendersi da un pericolo imminente, cioè c'è il rischio di un'aggressione. Allora, mettiamo i puntini sulle i: se il problema è la Russia, come qualcuno si diverte a ricordarci spesso e volentieri, vi invito, e lo sapete già, a studiare la storia a partire dal 2014, cosa è avvenuto in Ucraina nel 2014, vi invito a studiare il diritto internazionale e cosa significhi il diritto di autodeterminazione dei popoli e -questo l'ho ricordato più volte in quest'aula - non vi ho mai sentito parlare del genocidio praticato in Palestina, mai una parola è stata spesa qui in quest'aula, non mi ricordo... (Interruzione fuori microfono)... Sono contento se ritorna sull'argomento, anche io ne ho parlato, però sono state occasioni saltuarie.

Mi piacerebbe una bella iniziativa anche sul più vergognoso sterminio di un popolo che sta avvenendo e vi ho anche ricordato non tanto tanto tempo fa che di Auschwitz la gente non era informata, oggi siete tutti informati, siamo tutti informati su quanto sta avvenendo in quella terra, e quanti giornalisti hanno perso la vita sotto le bombe e sotto i cecchini israeliani.

Oggi quindi non si può dire "Non lo sapevamo", potevamo dirlo nel '44 questo, non oggi; questo comunque è quello che sta avvenendo.

Quindi se fate realpolitik occupatevi anche di queste vergognose situazioni.

Tra l'altro, assessore Caveri, lei ha citato la Lega che difende certe posizioni; io le ricordo che Bossi era a Belgrado quando il Governo di sinistra bombardava la città di Belgrado, vittime innocenti e un Governo - forse sostenuto anche da lei - era lì, giustamente, per permettere agli aerei italiani di bombardare la popolazione civile di Belgrado. Anche questo abbiamo visto avvenire. Bossi, stranamente, era l'unico uomo politico italiano fisicamente presente a Belgrado.

Visto che l'assessore Caveri ha un po' quest'attitudine da Marco Porcio Catone, che ricordava al termine di ogni suo discorso "Carthago delenda est", qui abbiamo la Russia che deve essere assolutamente sterminata, e non so con quale idea abbia intenzione di difendersi dalla Russia.

Vi ricordo, per terminare, che il vero pericolo in Italia non è la Russia, il vero pericolo, come dice il collega Chatrian, ce l'abbiamo noi in pancia, e abbiamo una situazione insostenibile nelle nostre città, quello è il vero pericolo per gli Italiani, la sicurezza nelle nostre città.

Ho fatto anche un'iniziativa, un Question Time, in cui chiederò ragguagli al Presidente, perché ora il vero pericolo sono i milioni di abitanti in Italia, spesso in situazioni di clandestinità, quindi neanche regolari, che minacciano la nostra sicurezza, minacciano il nostro futuro, minacciano non solo la nostra cultura, ci minacciano fisicamente.

Questo è il vero problema per il quale dovremmo riarmarci, altro che comprare cannoni e sistemi di difesa.

Mi spiace, ma state sbagliando completamente il bersaglio, vi occupate di amenità, come difendersi dall'aggressione russa quando qui in Italia - come succede in Francia, come succede in Olanda, come succede in Svezia, come succede in Germania - abbiamo un grosso, un grossissimo problema, che sono gli abitanti, tra l'altro sostenuti economicamente da noi, perché abbiamo gli Italiani che pagano le tasse per mantenere anche queste persone, spesso e volentieri, che sono il vero problema per la nostra sicurezza di domani.

Assolutamente quindi sostengo quest'iniziativa.

Presidente - Consigliere Marquis, a lei la parola.

Marquis (FI) - Cercherò di portare il contributo del nostro gruppo, posizionandoci al di fuori di questioni e approcci prettamente di carattere ideologico.

È sicuramente questo un tema molto complesso e ho apprezzato alcuni interventi, che hanno cercato di approfondire la questione in questi termini, cioè scevri da una visione ideologica, perché in questo caso credo che essa porti completamente fuori pista rispetto alla gestione della questione.

La Comunità Europea nasce sulla base dei valori comuni, ma anche sulla base di difendere interessi comuni, non a caso è nata sulla CECA, la Comunità Europea del carbone e dell'acciaio, appena terminata la Seconda Guerra mondiale, da un'esigenza di difendere anche degli interessi comuni.

Noi stiamo vivendo in questa fase un periodo particolarmente complesso, un periodo in cui regna l'instabilità e bisogna, con tutte le nostre energie e le nostre forze, a nostro avviso, cercare di spegnere quei focolai che creano disordine e potenziali situazioni di pericolo.

Abbiamo assistito in questi ultimi anni, in più parti del mondo, a delle pesanti guerre, delle guerre che si sono avvicinate anche a noi in Europa con l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia; non stiamo a fare delle discussioni su chi ha torto, su chi ha ragione, secondo noi quando un popolo e una comunità sono invasi c'è un problema e ci sono delle responsabilità in capo all'invasore.

Pertanto tutto questo ha messo in evidenza una situazione in cui c'è la necessità di rafforzare la difesa dei singoli Stati che, a fronte anche delle evoluzioni tecnologiche, anche delle evoluzioni di difesa di armi di guerra, mettiamola in questi termini, che sono armi di deterrenza, alla fine devono essere in questa fase, perché un popolo che non ha delle garanzie di difesa è un popolo che, di fatto, si trova già in una situazione di sottomissione rispetto alla prepotenza che possono essere esercitate da altri popoli.

A nostro avviso, quindi, per perseguire la via della pace, occorre sicuramente la via della mediazione diplomatica, bisogna andare in questa direzione, ma l'avere una difesa ti mette nella condizione di arrivare al tavolo delle trattative, al tavolo dei ragionamenti, posizionato con maggiore forza rispetto a come ci si potrebbe trovare se in uno stato di debolezza.

In questa situazione ci si è resi conto che ogni singolo Stato ha delle grosse difficoltà a difendersi da solo e a rinnovare anche tutti i mezzi di difesa che hanno subìto una grande evoluzione in questi anni, perché non vuol dire moltiplicare l'armamentario, ma vuol dire sostituire il modo, perché una volta abbiamo visto nelle guerre che l'uomo e le armi singole che gli venivano affidate facevano la differenza, era questo il modo di combattere. Oggi le guerre sono tecnologiche e sono tutte altre situazioni alle quali noi siamo impreparati viene fatta a livello globale, a livello europeo la discussione la necessità di avere una difesa comune, una difesa che, al di là di quello che hanno nelle disponibilità i singoli Stati, deve esserci perché diversamente non c'è la possibilità neanche di sostenerla economicamente per ciascun Stato componente.

Pertanto noi siamo posizionati in Europa come partito sicuramente pacifista, un partito che cerca la pace, un partito moderato, facciamo parte del Partito popolare europeo, però un partito che esercita delle responsabilità nei confronti della propria comunità è un partito che ha a cuore la pace, ha a cuore la coesione sul territorio; oggi, se noi pensiamo di poter da soli affrontare le sfide che ci sono e che ci coinvolgono, abbiamo già perso in partenza, ci troviamo a confrontarci con dei colossi, con l'America, con la Cina, ci sarà l'India da qui a poco, ma con situazioni che hanno dei numeri e delle caratteristiche che sono molto più grandi di noi.

Pertanto anche a livello di mercato, a livello di competitività, se non c'è un organismo sovralocale che determina e condivide gli interessi comuni in rapporto con le altre forze che ci sono nel mondo, la partita è difficile da esercitare, è difficile difendersi e rimanere competitivi.

Noi non condividiamo l'approccio di questa mozione, proprio perché si estranea dai problemi di ordine pratico, di ordine quotidiano, di quello che noi dobbiamo vivere, invece è impostata sulla base di un approccio completamente ideologico che non porta, secondo noi, da nessuna parte, a livello di applicazione pratica di quanto sono le dichiarazioni che vengono sostenute e fatte.

I problemi sul tavolo vanno affrontati, e quindi vanno affrontati nella migliore delle maniere, sicuramente con pacatezza. Noi non siamo per utilizzare le armi, personalmente sono addirittura contro ogni tipo di arma, contro la caccia, contro qualsiasi tipo di utilizzo delle armi, però questo non vuol dire non dotarsi di armi per difendere l'interesse comune; noi crediamo che questo vada fatto, bisogna trovare la miglior via possibile affinché tutto questo sia sostenibile a livello anche economico, in rapporto a tutte le priorità che ci sono in questo momento nell'Unione Europea, che sappiamo benissimo che sono tante.

Pertanto, a nostro avviso, bisogna cercare di mantenere tutte le risorse possibili a fronte della gestione e del mantenimento della coesione territoriale, ma nei fatti bisogna mettere in atto le azioni per garantire le priorità e, secondo noi, la difesa è una priorità.

Pertanto la linea di Forza Italia in Europa e in Italia è una linea che va a rafforzare la deterrenza affinché la comunità possa avere un ombrello, che si senta protetta da possibili invasioni o possibili guerre determinate da terzi.

La nostra posizione quindi è sicuramente una posizione di non accoglienza dei contenuti di questa mozione.

Presidente - Consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Come ha correttamente evidenziato la collega Guichardaz, la nostra mozione ha, in buona sostanza, l'obiettivo - e poi è quello che chiede espressamente - di esprimere la contrarietà al piano di riarmo europeo, il ReArm Europe, e vorrei anche chiarire un poco di più le motivazioni alla base di questa posizione.

Noi crediamo che, piuttosto che spendere in armamenti, è meglio che l'Italia lavori in sede europea per un'urgente iniziativa politica e diplomatica, con il coinvolgimento dell'ONU per una tregua nel conflitto russo-ucraino, finalizzata al raggiungimento di una pace stabile e duratura.

Noi vorremmo che si definissero delle deroghe alle norme sulla governance economica per finanziare la transizione ecologica e digitale, per sostenere dei settori fondamentali per tutti noi, per i cittadini, come la sanità e l'istruzione, e per mettere in campo delle misure rivolte a risolvere le emergenze sociali.

Vorremmo che non si consentisse nessuna deroga finalizzata all'utilizzo dei fondi di coesione per finanziare l'acquisto o la produzione di armamenti e che il nostro Paese si impegnasse per la creazione di una difesa europea, però attraverso un percorso opposto a quello scelto dell'aumento delle capacità militari nazionali, un percorso che consiste in una razionalizzazione e integrazione della spesa esistente.

Non è questione di contrastare la deterrenza, come ho sentito dire, e nemmeno di credere negli gnomi e nelle fate o di essere degli inguaribili idealisti, anche un po' sprovveduti, perché quello che è certo... e recentemente lo ha sottolineato anche un economista come Carlo Cottarelli, che non credo sia un rappresentante dei famigerati comitati o dei gruppi che manifestano in piazza con i cartelli "Peace and love" è questo... Che cosa ha detto? Ha sottolineato una cosa importante: l'Europa ha già molte armi, a parità di potere di acquisto l'Europa spende 730 miliardi di euro, a differenza della Russia che ne spende 460.

Il tema, quello di oggi, secondo noi è il coordinamento politico tra gli Stati europei che, al momento, è un vero e proprio scoglio, perché la realtà è che questo piano consente agli Stati europei di sforare del 3% il rapporto tra il deficit e il PIL nazionale senza incorrere nemmeno in nessuna sanzione, perché questo sforamento è frutto delle spese per aumentare le armi mediante l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale del Patto di stabilità, che contempla la possibilità di raccogliere dei capitali privati a sostegno delle spese per gli armamenti e che anticipa una modifica allo Statuto della Banca Europea per gli investimenti, la BEI, per permettere a quest'istituto di credito di fare che cosa? Di operare come banca pubblica per investimenti a lungo termine e per elargire dei finanziamenti nel campo della difesa.

Inoltre, come ho già detto, altro denaro arriverà dalla sottrazione di risorse dai fondi di coesione che, storicamente, vengono utilizzati per sostenere le aree socialmente ed economicamente più arretrate nei Paesi membri, compreso il nostro, compresa l'Italia.

Ancora, noi siamo convinti, io per lo meno resto convinta, che l'Europa, proprio per la sua natura, per quello che l'Europa è stata (ed è secondo me), deve svolgere una funzione positiva nel promuovere la pace e nel porsi come un soggetto di mediazione per la soluzione dei conflitti in corso, sia che essi si collochino all'interno dell'Unione, sia che si collochino in aree più distanti.

Occorre procedere, e senza indugio, prioritariamente, a una maggiore integrazione europea, anche con delle modifiche ai trattati europei, per una politica europea comune nei settori strategici della politica estera, della sicurezza, attraverso un sistema economico e di welfare unitario che risponda direttamente al Parlamento europeo.

Secondo noi, non servono più armi, ma, sicuramente sì, serve un sistema di difesa comune europea, che porti dei risparmi economici ai singoli Stati e un più efficace coordinamento.

Il riarmo, così come viene previsto da questo piano, aumenta i rischi di guerre e impoverisce lo Stato sociale. Aggiunge poi nuovo debito pubblico sulle spalle delle future generazioni e sottrae delle risorse essenziali a dei settori chiave come l'istruzione, la sanità, l'ambiente, la ricerca e il welfare, settori che sono già vittime, lo sappiamo, di tagli pesanti anziché di investimenti rivolti al benessere collettivo.

Più armi, a mio avviso, significa più guerra, non più sicurezza, e la storia ci insegna che l'accumulo di armamenti non porta mai alla pace, ma alla prosecuzione dei conflitti e all'escalation delle tensioni internazionali.

Presidente - Consigliere Perron.

Perron (LEGA VDA) - Voterò la mozione anche se, come ho già detto una volta, rispetto al mio partito ho una posizione parzialmente diversa su questo, anche se in realtà tengo a precisare che la Lega ha detto una cosa un po' diversa riguardo al riarmo, ovvero la Lega non ha una visione da pacifisti, chiaramente questa la lasciamo ad altri. la Lega... già con Salvini tempo fa - adesso non lo so, ovviamente è un discorso che non è più stato affrontato - si era parlato di servizio militare da restituire, quindi chiaramente noi non siamo dei pacifisti come una certa sinistra che legittimamente ha quel marchio, quella visione. La Lega ha detto sì al riarmo, ma all'interno degli Stati nazionali, che decidono in maniera sovrana sull'aumento delle spese militari, e all'interno dell'ombrello americano, ovvero della NATO, quantomeno finché c'è; se un giorno non ci sarà più, ovviamente sarà un discorso diverso, ma quello che ha detto la Lega è un po' diverso su questo tema, è un po' sfumato, quindi no pacifismo tout court, non lo siamo, ma rivendichiamo ancora una volta la sovranità degli Stati nazionali a determinare quanto debba essere la spesa per gli armamenti e per le spese militari.

Nuovamente il nostro principio... continuiamo a dirlo perché i principi non si possono usare quando ci fanno piacere e poi rigettarli quando non ci piacciono più: essendo contro a una piena integrazione europea - lo siamo ancora, pensiamo che siano gli Stati nazionali a decidere - non vogliamo un super Stato europeo, che vada avanti e prenda delle decisioni, chiaramente super Stato europeo che lo fa nelle cose che noi abbiamo criticato, quando si tratta del Green Deal, abbiamo visto, su questo, andare avanti in maniera ideologica i danni, e infatti , lo sappiamo, molti stanno tornando indietro su molte tematiche che la Lega ha sempre avversato, e adesso fa un po' specie che qualcuno si accorga che, se abbiamo un super Stato europeo, tipo Unione Sovietica Europea poi non va più bene.

Era quello che noi abbiamo sempre avversato, solo che prima, quando si prendono decisioni che vanno contro a quello che pensano gli altri, va benissimo il super Stato europeo e noi siamo i cattivi sovranisti, brutti, sporchi, eccetera eccetera, quando invece poi un super Stato fa quello che vuole, cioè si impone su qualcosa che a voi non piace più, allora diventate contro il super Stato europeo.

Mi dispiace, in questo caso non si può scegliere, la posizione della Lega quantomeno è sempre coerente. No a un qualcosa di sovranazionale che vada al di sopra delle competenze degli Stati nazionali che poi, a loro volta, per la nostra visione federale, ripartiscono le competenze all'interno del territorio con il federalismo.

Questa quindi è la nostra posizione.

Alcune considerazioni, in ordine sparso, che mi sono segnato, ad esempio l'assessore Caveri, sul tema Manifesto Ventotene, dice: "Bisogna contestualizzare", ma certamente che bisogna contestualizzare, però lo si deve fare su tutto, non si può contestualizzare anche lì soltanto le posizioni ultra sinistra e poi dopo identificare ogni cosa che attiene a un periodo storico italiano, cioè il ventennio fascista, come il male assoluto.

Mi dispiace, se si vuole contestualizzare si fa in entrambi i casi, non è che la storia la contestualizzate quando piace a voi e quando non piace a voi invece non la contestualizzate. Mi dispiace ma non è così.

Quando lei dice: "L'8 settembre gran parte delle persone partecipò all'andata in montagna", ma è falso! Ha detto così, me lo sono segnato, se sbaglio andiamo a risentire. È falso, lei lo sa benissimo che è falso, lei lo sa benissimo che c'è una narrativa su questo tema, che c'è una vulgata resistenziale che favorisce anche oggi quelli che fanno la Resistenza con le pistole ad acqua d'estate, che fanno i grandi resistenti e che, guarda caso, hanno sempre la fortuna di beneficiare poi dei fondi quando ci sono le feste, quando ci sono queste cose.

Quelli beneficiano sempre della grande Resistenza a pistola ad acqua, ci fossero stati all'epoca, chissà cosa avrebbero fatto.

Sappiamo benissimo che c'è una vulgata, sappiamo benissimo che i morti dei partigiani, secondo l'ANPI, furono 6.882, 90 mila i soldati americani morti, 120 mila i tedeschi.

Allora se vogliamo dire che l'Italia è stata liberata dai partigiani potete dirlo, ma è chiaramente una questione che non ha senso posta così... Eh, l'assessore Caveri dice no, mi contesti i dati, Assessore, 6.882 rispetto a...

Intervento dell'assessore Caveri fuori microfono.

...Secondo lei sto esaltando il fascismo? Allora ha delle problematiche molto serie di comprensione, assessore Caveri, la facevo molto migliore da questo punto di vista, mi dispiace.

Poi intervenga e mi smonti tutto, non è nessuna esaltazione del fascismo, è soltanto contestuale, quindi si contestualizza quando si parla di comunismo e quando si parla di fascismo invece non si contestualizza più, questo è il vostro modo di pensare. Che cosa vuole che le dica? Vada pure avanti così.

Ripeto, la ritenevo un po' più sofisticata nel giudizio storico, pazienza, chiaramente vive anche senza il mio parere positivo.

Andiamo avanti: sempre su questo tema c'è la vulgata, per cui tutto l'apparato fascista fu smontato e di colpo l'Italia passò, da un giorno all'altro, a due sistemi contrapposti, e non è così, tutto l'apparato venne riutilizzato, tantissime persone che lavoravano sotto il fascismo ritornarono sotto le strutture repubblicane, comprese molte competenze che vennero riutilizzate.

Questo è successo, nonché ci furono feroci rese dei conti nel periodo successivo all'8 settembre con cifre, lì sono molto in discussione, chiaramente da una parte probabilmente vengono gonfiate, ma sono dell'ordine di migliaia, probabilmente, di morti che ci furono all'epoca per regolamenti dei conti, perché è quanto accade nelle guerre civili.

Questa è la realtà, la storia dei fatti, poi ognuno può interpretarla come vuole e fare le sue campagne.

Sempre riguardo a Orwell - assessore Caveri oggi mi ha particolarmente ispirato, porti pazienza - invece su Orwell no, su Orwell l'unico elemento che posso aggiungere è che giustamente Orwell andò a combattere, c'è il bel libro "Omaggio alla Catalogna", ormai io qua consiglio libri, mah, non lo so se è per deformazione professionale.

Orwell si ritrovò in Catalogna e cominciò prima come giornalista, poi si arruolò nel POUM, che era il partito trotskista e andò a combattere al fronte insieme spesso agli anarchici e poi rischiò di lasciarci la pelle, sapete perché? Perché c'erano i comunisti di Stalin che facevano la pelle agli stessi altri cugini della sinistra in Spagna e lo stesso Orwell riuscì a tornare indietro, molti altri Spagnoli morirono e non confessarono sotto tortura, tra l'altro, dimostrando una grande tempra, ma questo è successo, quindi i comunisti di Stalin misero mano anche lì e quindi questa fu la situazione.

Riguardo al tema Trump-Putin: di nuovo, la guerra fredda è finita da un po' e se si va verso un ordine nuovo mondiale, multipolare, gli USA torneranno verso le loro sfere d'influenza, è la famosa "Dottrina Monroe", da qui la questione della Groenlandia, da qui la questione del Canada che stiamo vedendo e, in questo caso, avremo probabilmente un'intesa - quantomeno Trump probabilmente è questo che fa - tra USA e Russia per isolare la Cina.

Riguardo alle guerre - avvengono anche sotto il nostro naso - non è necessario armare nessuno, ad esempio non so quanti di voi sappiano che il famoso social cinese Tik Tok è assolutamente assimilabile a un'arma di condizionamento del cervello dei nostri ragazzi, noi lo guardiamo, in Cina hanno una App gemella che non gli fa vedere delle stupidaggini, non rimbambisce, e noi in Occidente apriamo le porte a quel social che invece è una vera e propria (come viene chiamata) PsyOp, cioè operazione di condizionamento e di istupidimento delle masse che, purtroppo, a volte a guardarsi attorno uno dice che funziona perfettamente.

Queste sono le mie considerazioni, poi voterò la mozione.

Presidente - Consigliere Padovani per secondo intervento.

Padovani (FP-PD) - Per fare alcune considerazioni un po' sparse rispetto al dibattito che si è sviluppato e che, in alcuni interventi, è stato anche interessante.

Io, prima di tutto, vorrei ringraziare per una volta il collega Perron, perché finalmente ha detto quello che pensa, smentendo, tra l'altro, il suo capogruppo.

Ha detto prima di tutto che la Lega non è un partito pacifista - quello che io avevo detto credo al Consiglio scorso durante la discussione della mozione che avevate presentato voi - ma che è sostanzialmente un partito che ha un militarismo sovranista, una sorta di militarismo sovranista, cioè : "Noi le armi le vogliamo comprare, le vogliamo comprare molte di più; infatti il governo Meloni ha aumentato le spese militari, però dobbiamo deciderlo noi", quindi, quando prima il suo capogruppo diceva che io dicevo una cosa falsa quando dicevo che le vere pacifiste sono quelle che hanno presentato questa mozione e che la mozione che avevate presentato voi non lo era, lei l'ha appena smentito.

Poi vorrei ringraziarla anche perché finalmente lei ha rivelato la sua vera faccia: "Il fascismo non è il male assoluto".

Benissimo, io la ringrazio perché fa il paio con quello che ha detto il capogruppo del vostro gruppo dimezzato prima, su quella che credo l'abbia chiamata "Allegra combriccola" formata da Colorni, Spinelli... Mi pare fosse "Allegra combriccola" ma potrei sbagliarmi... (Interruzione fuori microfono)... Quell'allegra combriccola faceva parte di un'altra molto più allegra combriccola, molto più grande, che si chiamava Resistenza, quella grazie alla quale io e tante persone con una disabilità come me siamo riusciti a non finire in un campo di concentramento solo perché abbiamo una disabilità, e lei è qui a fare il Consigliere regionale grazie a quell'allegra combriccola.

Io poi, sinceramente, volevo già intervenire nella mozione precedente, ma poi ho pensato che ero anche un po' stufo di accettare le provocazioni da parte del vostro gruppo, però, al secondo intervento di provocazioni, due cose gliele devo dire, devo dirle che il suo tono, ormai noto, di derisione e di scherno rispetto ai suoi avversari la qualifica per quello che è: un grande attore che però, forse, dovrebbe fare qualcos'altro e non farlo qua dentro.

Io poi non ho capito se lei ce l'abbia con noi perché è ancora arrabbiato per non essere riuscito a sostituirci in maggioranza - per ben due volte, ha perso per ben due volte - o se invece è preoccupato per il triangolare che si è aperto a destra e che vi vede in netto calo e in pesante zona retrocessione.

Io qualche Consiglio fa le avevo detto che probabilmente lei sarebbe finito a giocare a solitario; io non so se alla fine di questa legislatura, mancano ancora quattro mesi, finirà a giocare a solitario o se magari riuscirà a giocare anche a belote però, nel frattempo, lei forse dovrebbe farsi due domande, perché metà del suo gruppo in questi 5 anni l'ha già persa e, magari, non è detto che perda ancora qualcosa.

Presidente - Consigliere Perron, secondo intervento.

Perron (LEGA VDA) - Ma sì, rispondo volentieri al collega Padovani che dice che ho dimostrato finalmente la mia vera faccia, quale sarebbe la mia vera faccia, collega Padovani, quella di un fascista secondo lei? Settant'anni dopo che il fascismo è finito? Oppure di uno che l'ha studiato un minimo più di lei il fascismo, visto che ho fatto una tesi di laurea? Se vuole gliela regalo e vede che qualcosina in più l'ho studiato su questo tema, ma non entro nel merito perché chiaramente non è in grado di capire, mi dispiace, il livello è quello che è, comunque cerco di semplificarle... (Interruzione fuori microfono... Se posso andare avanti...

Ad esempio, se sono fascista io, cosa direbbe magari di un grande professore, di un grande storico, che... quando ci fu - nel 1931 mi pare - il giuramento dei professori fascisti, solo dodici lasciarono il posto. Lo sa questo? Immagino che lo sappia, visto che è molto ferrato sull'argomento storia. Soltanto in dodici lasciarono la cattedra in quel periodo lì. Allora immagino che lei potrebbe definire tutti gli altri dei fascisti, giusto? Mi segue sul ragionamento? Tutti quelli che rimasero sotto il fascismo, che insegnarono sono, a suo modo di dire, dei fascisti; si figuri, sono fascista io che settant'anni dopo dico che se contestualizziamo da una parte dobbiamo farlo anche dall'altra...

Bene, allora lei si deve ricordare che la persona che sedette qua, di cui c'è la macchina per scrivere là davanti, uno dei più grandi storici europei, probabilmente il più grande intellettuale valdostano che abbiamo mai avuto, cioè Federico Chabod, rimase al suo posto all'epoca. Lo sapeva questo?

Allora vorrebbe dire - e io sono nessuno chiaramente in confronto di uno dei più grandi intellettuali dell'epoca - che allora quello era un grandissimo fascista, vero collega Padovani? Allora che cosa ci sta a fare qua? Si figuri che è stato seduto lì con grande merito, con grande merito è stato seduto lì. Sono fascista io a settant'anni dopo, cosa dovremmo dire? Lo capisce che è un po' più complessa la storia di come fa lei, che sembra una partita di calcio? Lo capisce che è un po' più complessa? Probabilmente no, perché non studia, probabilmente ha sempre studiato poco e lo dimostra ogni volta che interviene, quindi se lei ritiene che io ho mostrato la mia vera faccia, può essere contento, lo pensi pure, ma se la mia faccia "Dovrebbe essere quella di un fascista settant'anni dopo" che ha studiato un minimo la storia più di lei, specie quella del periodo, e che dice che tutto va contestualizzato, perché la storia non si giudica con gli occhi del presente, la si giudica... Anche il comunismo, guardi, anche il comunismo di Stalin, ad esempio, ha modernizzato la Russia, ha avuto un ruolo in quel senso, poi il resto era un regime terrificante, ce ne sono stati di terrificanti, e lei continua a dichiararsi comunista, ma vede, lei lo fa tranquillamente e poi i fascisti che gettano la maschera quelli siamo noi... Ovviamente qua dentro, alla fine, semplicemente ci esprimiamo su questioni che sono storiche e che non sono ancora vietate da discutere per legge.

Se per lei il suo comunismo, e lei si dichiara comunista, almeno sui social, (che tra l'altro è l'unico posto dove l'ho vista intervenire spesso), qui oltre ad alcune questioni di grande dettaglio, lei è sempre stato inesistente, lo è politicamente, quindi non mi stupisce, ma se questi sono i suoi argomenti, collega Padovani, io posso anche dire che, grazie, è un piacere ogni volta disquisire con lei, però ogni tanto apra un libro di storia, farebbe una cortesia non solo a noi ma anche a se stesso.

Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà, secondo intervento.

Manfrin (LEGA VDA) - Avevo piacere, anche io, di fare qualche commento rispetto a quanto emerso nel dibattito che, quando allarga un po' il suo sguardo ed esce anche dai confini della nostra regione, diventa sempre interessante.

Innanzitutto registriamo chiaramente un dato, non è una sorpresa, ma registriamo un dato importante che era quello che ho detto all'inizio, ovvero che così, tra capo e collo, c'è un collega in quest'aula che ha deciso di prendere posizione e di dichiarare una sua posizione che mi pare contraria, ed è stato confermato che sarà contraria, rispetto a quello che vota la sua maggioranza e dalle reazioni scomposte che abbiamo avuto, pare anche che ci siano stati dei simpatici rimbrotti alle nostre spalle, ma questo ovviamente poco ci tange, che sia successo o che non sia successo a noi non interessa.

Interessa invece, e come, perché ormai ci conosciamo un po', collega Padovani, lei sa, ha perso diverse sfide contro il sottoscritto, anche a cominciare dall'Università, quando eravamo candidati alle sfide insieme, glielo ricordo sempre perché sa, è sempre bello sfidarci di volta in volta.

Il tremore della sua voce mi fa capire che effettivamente non è molto sicuro della sua posizione e soprattutto che probabilmente anche lei vede un po' la sua stella rossa volgere al termine.

Dovrebbe, secondo me, collega Padovani, cominciare a provare ad ascoltare gli altri, non soltanto nelle parti che le piacciono, ma anche in quelle che magari le piacciono un po' meno, e la invito a riascoltare la registrazione di quanto io ho detto per vedere se troverà una volta nella quale io pronuncio la parola "Pacifismo", perché le assicuro che non la troverà, e non ho mai detto che la Lega è un partito pacifista, ho detto una cosa diversa, ho detto che la Lega, conformemente a quello che ha sempre detto, ha fatto una scelta e la scelta era quella di non andare a incidere e di non dare il via libera al fatto che qui nessuno vuole fare i piani per salvare il mondo, ma c'è un piano molto ben preciso: la signora von der Leyen, su mandato dell'industria pesante tedesca, distrutta ovviamente da se stessa, cioè da quelle imposizioni, quelle scelte politiche che gli stessi Tedeschi hanno preso (spacciandole come scelte europee) che hanno distrutto il mercato interno, ha attuato perché era convinta di poter competere sul piano della riconversione della produzione industriale rispetto alle energie rinnovabili, convinta di battere i Cinesi. Non ci è riuscita e quindi siccome era particolarmente in difficoltà, e siccome l'industria tedesca sta andando a catafascio, ha pensato bene di dire: "Sapete che c'è? Adesso noi cominciamo a produrre delle armi e facciamo un bell'investimentone da 800 miliardi".

A noi, sinceramente, di utilizzare i soldi nostri per ricompensare l'economia tedesca e l'industria pesante tedesca a spese nostre non sembra proprio il caso di farlo, quindi noi non siamo ovviamente dei pacifisti tout court, io mi rivedo esattamente in quello che ha detto e che ha citato il collega Aggravi nel suo intervento, è un principio che ovviamente abbiamo sempre condiviso: si vis pacem para bellum, è una cosa che abbiamo imparato fin dall'inizio, ma un conto è dare una preparazione e rendere efficiente il proprio esercito nazionale - e con esso anche le forze per esempio di Polizia, che sono forze di Polizia militare, e ne abbiamo molte, e quello è un conto - un altro è buttare dei soldi perché bisogna armare e bisogna dare dei soldi all'industria tedesca, per di più con una minaccia che a oggi è inesistente. Lo sa perché è inesistente? E qui rispondo anche a quanto ha detto il collega Caveri: è inesistente semplicemente per una questione, perché se la Russia mai dovesse invadere un Paese che fa parte della NATO, farebbe scattare l'articolo 5 della Convenzione NATO, che prevede che tutti i Paesi che fanno parte della NATO entrerebbero in guerra contro la Russia, quindi evidentemente il fatto che ci sia la NATO, è un fattore che di per sé è già uno scudo difensivo, non c'è bisogno di un investimento di 800 miliardi di euro, c'è la NATO che è sempre stata un ombrello, che ci ha sempre difeso e che noi ovviamente abbiamo sempre utilizzato e oggi si fa finta che non sia così. Non è così, non è così, quindi facciamo le belle addormentate nel bosco, ma le cose sono in maniera diversa.

Dopodiché vedo che, per lei, se una persona viene incarcerata, può dire quello che vuole, può scrivere quello che vuole e non può essere soggetta a critiche; mi spiace che non ci sia il collega Caveri perché visto che tutto va contestualizzato, avrei voluto vedere contestualizzate le frasi inserite nel Manifesto di Ventotene riguardo alla proprietà privata e riguardo a tutta un'altra serie di belle cose che a lei piacciono tantissimo, perché lei è un comunista e come tale rimane, ma le citerò il passaggio preciso che dice: "Con la propaganda e con l'azione occorre sin d'ora gettare le fondamenta per far nascere il nuovo organismo, un saldo Stato federale, il quale disponga di una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali, che abbia gli organi e i mezzi sufficienti per far eseguire nei singoli Stati le sue deliberazioni".

Questo sogno comunista, questo sogno centralista nel quale non ci sono più eserciti nazionali e nel quale vi è una forza che ovviamente (perché comunista esattamente come lei) sa cos'è il bene del popolo: lo abbiamo visto quando i suoi beniamini hanno governato, per esempio nell'URSS, dove per decenni hanno affamato e ucciso le persone, questo è il suo modello di Stato al quale tutti gli Stati europei dovrebbero adeguarsi perché altrimenti arriva l'esercito europeo, pagato con i soldi europei, e fa passare con la forza delle armi le sue deliberazioni. Questo è quello che lei vorrebbe.

Mi dispiace ma noi non siamo d'accordo e non lo saremo mai, ma non lo saremo mai anche perché la ringrazio per aver detto che i padri fondatori del Comitato di Ventotene avrebbero in qualche maniera contribuito alla mia elezione, non sapevo fossero residenti in Valle d'Aosta e non sapevo che avessero votato Lega alle ultime regionali, però gli ascriviamo questo merito, però, vede, magari se loro non ci fossero stati, si sarebbe verificato tutto quello che lei ha detto, io però registro un dato e rilancio: ma lei lo sa che Ceausescu uccise 770 bambini con disabilità quando governò in Romania? E allora, scusi, ma che cosa significa questo? Che a questo punto allora anche l'ideologia comunista forse non è la cosa migliore del mondo, ma le rilancio ancora di più: vorremmo parlare forse delle posizioni che Che Guevara aveva nei confronti degli omosessuali? Forse possiamo vedere le criticità ideologiche su cui la sua sinistra, la sua sinistra rosé si fonda oggi.

Io, fossi in lei, poi non parlerei delle collocazioni politiche o dei numeri degli altri, perché checché se ne dica, il gruppo Lega è il secondo più numeroso in questo Consiglio, a differenza del suo, e lei non ha una collocazione politica, lei è un orfano politico, che gira mendicando oggi e non sa dove finire. Non ci sa dire un suo riferimento nazionale, era la sinistra qualche tempo fa, sinistra italiana, adesso non so come si chiami, e poi dopo qualcuno ha preso il simbolo e l'ha fregata. Lei è rimasto senza riferimenti e il suo gruppo si chiama con quella sigla impronunciabile - mi scuserà il capogruppo Cretier ogni volta io non riesco - perché c'è lei che non voleva che ci fosse solo scritto PD ma ci deve essere scritto una sigla tipo URSS "Rccppdv", perché lei non ha una collocazione né una tessera in tasca.

Allora, vede, se lei è un orfano politico, non faccia le pulci agli altri - perché è sempre perdente, a prescindere e in partenza - quindi sono contento di questo dibattito, sono contento che certe posizioni politiche vengano fuori, ma soprattutto sono contento perché ci sarà marcata una differenza, differenza che ovviamente non c'è nel gruppo Lega, che voterà coerentemente nella stessa maniera su questa posizione, che è quella che abbiamo annunciato, che è quella che abbiamo ottenuto in Europa: non ci sono differenze ideologiche tra me e il collega Perron, che stimo, anzi, per il suo grande lavoro intellettuale, perché evidentemente ogni volta che si alza, lei lo teme e ovviamente ha paura.

Mi dispiace quindi per lei, continui a temere, mancano pochi mesi, poi magari vedremo quali saranno i pesi in campo, non si preoccupi.

Presidente - Mi prenoto per un intervento telegrafico, lo faccio da qui evitando che diventi un talk show televisivo del giovedì.

La situazione, negli ultimi decenni, è drasticamente cambiata: se per molto tempo abbiamo parlato di disarmo, e la prospettiva era il disarmo, oggi purtroppo la situazione è cambiata e ci troviamo di fronte a quella che efficacemente è stata definita da Papa Bergoglio come la guerra mondiale o la Terza guerra mondiale a pezzi, ed è certamente una situazione preoccupante.

La deterrenza dell'Europa. Certamente è necessaria una deterrenza, e anche avere un ruolo politico e geopolitico a livello mondiale ed un esercito in questo senso, purtroppo, resta una necessità, ma quello che è previsto dal progetto del riarmo europeo è un riarmo essenzialmente degli Stati e mi stupisce il fatto che la Lega non lo sostenga, perché se c'è un progetto che è legato agli Stati, è proprio questo, ed è poco efficace a mio avviso.

Alla fine, che deterrenza può avere un esercito della Cechia, piuttosto che della Finlandia rispetto alla Russia o ad altre situazioni, adesso si accennava alla Russia, che resta comunque un attore internazionale non particolarmente affidabile, nonostante qualcuno lo vedesse come un esempio da seguire.

Come dicevo, l'efficacia di un riarmo a livello dei 27 Stati europei non credo che raggiunga neanche l'obiettivo di creare una vera e propria deterrenza, servirà certamente a immettere nel sistema economico... tra l'altro, con il debito delle risorse economiche che potranno servire, in particolare alla Germania, per rilanciare un'economia che è sempre più stagnante, in crisi, soprattutto per quel che riguarda l'automobile.

In generale, non sarà soltanto l'acquisto di proiettili, come diceva qualcuno; il Ministro Tajani prevede negli anni un aumento necessario di dipendenti pubblici, chiamiamolo così, soldati di diverse decine di migliaia, 40 mila stimava il Ministro, che non so neanche dove riuscirà a trovarli in una prospettiva demografica come quella italiana, farà una legione straniera o rintrodurrà la leva obbligatoria, avrà comunque una certa difficoltà a realizzarsi.

Questo è un tema che, purtroppo, rimarrà d'attualità; la nostra generazione, per lo meno quella che ha vissuto in un periodo di pace lunghissimo, certamente fa difficoltà e personalmente faccio difficoltà a capire come si possa essere finiti in una situazione come quella attuale, ma tant'è.

Divisioni, poi, ce ne sono su tutti i fronti, il Governo italiano è diviso tra la Lega che è contraria, Forza Italia che vuole i promotori del progetto e Fratelli d'Italia che si barcamena tra uno e l'altro, cercando di tenere la barca in piano, ma certamente la situazione, da quel punto di vista per una compagine governativa, è oggettivamente preoccupante.

Come dicevo, su tutti i fronti, questo è innescato dalle divisioni, dai Verdi europei che sono favorevoli al riarmo a quelli italiani che sono contrari, al partito socialista europeo, che è favorevole, e al partito democratico italiano che si è diviso sostanzialmente a metà su questa questione che è delicata e complessa e che ovviamente mette in discussione molte cose che non sono così facilmente affrontabili, tra l'altro, divisioni che sono anche inevitabili, e mi pare che venire in questo Consiglio a evidenziare, è anche un po' superfluo.

La Valle d'Aosta e il nostro Consiglio incidono poco su questi aspetti, le divisioni sono dei riflessi di altri contesti e nulla più.

Stamattina il consigliere Aggravi si diceva commosso, non sapevo che si commovesse così facilmente per le posizioni di altri Consiglieri, spero di non commuoverla, ma resto molto perplesso su questa decisione e spero soprattutto che questo riarmo serva in prospettiva, è l'unica speranza che si può avere per una difesa comune europea che dia un senso a questo progetto e anche all'Unione Europea, altrimenti, ovviamente, se questo non servirà a innescare questo progetto di una difesa comune e di un'idea d'Europa basata anche sul Manifesto di Ventotene e sulla Carta di Chivasso, il futuro non potrà essere particolarmente roseo per il nostro continente e in generale per il pianeta.

Ci sono altri interventi? Possiamo mettere in votazione la mozione? Consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - Aspettavo che lei dicesse se c'erano dichiarazioni di voto perché non volevo...

Presidente - Scusi, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. In fase di replica uno dei promotori, la consigliera Minelli ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - In dichiarazione di voto, non volevo utilizzare il tempo del secondo intervento perché dirò poche cose, sarò breve.

Ovviamente noi voteremo questa mozione che abbiamo presentato con convinzione e spendo anche due parole perché da questo tema - come succede poi spesso, l'avevo detto anche mentre parlavamo dell'altra mozione - si spazia e i temi si allargano in qualche maniera.

Ora io non so, non mi permetto, non credo di avere gli elementi per poter dire a qualcuno se è fascista, se sostiene il fascismo o meno, però rilevo che è stata detta una frase significativa da parte del collega Perron, e cioè che il fascismo non è il male assoluto. Questo è stato detto.

Bene, dal mio punto di vista, per quello che riguarda la storia del nostro Paese, ciò che è stato quel ventennio e quello a cui ha portato, io mi sento di dire che sicuramente le scelte che sono state fatte sono state per il nostro Paese un male assoluto, perché io ricordo che non è stata la Germania di Hitler la prima a votare, a scrivere e a mettere in pratica le leggi razziali, ma siamo stati noi nel '38, e questa è la prima cosa.

Ricordo anche che prima ancora, visto che lei ci dà delle lezioni di storia, mi permetto di dire una cosa che è sicuramente un fatto storico: il 3 gennaio del 1925, nel famoso discorso del bivacco, da cui poi ebbero origine le leggi fascistissime, Mussolini si era assunto la responsabilità politica, morale e storica dell'assassinio di Matteotti, e questo è l'inizio di una serie di vicende che sono il male assoluto, dal mio punto di vista.

Poi, certo, si può - come sento spesso - fare una sorta, secondo me, di propaganda: certo, esiste il sabato fascista, esistono le bonifiche dell'Agro Pontino, esiste tutta una serie d'istituzioni che sono state messe in piedi, l'Opera materna nazionale infanzia, l'ONMI, e via di questo passo.

Noi sappiamo anche che un regime che dura più di vent'anni non si può reggere per così tanto tempo se non ci sono anche alcune riforme che vanno a incidere sulla qualità della vita delle persone, e ci mancherebbe altro: non si governa 20 anni se non si fanno alcune cose, ma se paragonate alla portata di quello che è stato il fascismo per il nostro Paese, a mio avviso scompaiono e sono ben poca cosa.

Certo, il fascismo è stato molto abile nel creare la fabbrica del consenso, nel cercare il consenso, ma ricordo che l'ha fatto nei confronti di una popolazione che, per la sua stragrande maggioranza, era una popolazione con una bassissima scolarità, con una scarsa preparazione, e parliamo di un periodo dagli anni '20 agli anni '40, di una popolazione che veniva da una situazione economica molto precaria, dove la povertà era sicuramente una povertà economica, oltre che culturale, molto più grande di quella che ci potrebbe essere oggi.

Certo, non pensiamo che con mozioni di questo genere si possa incidere in maniera significativa sulla situazione internazionale, non possiamo incidere così tanto nemmeno quando votiamo delle mozioni sui curdi, sulla Catalogna, ma lo facciamo perché crediamo che anche un Consiglio di una regione piccola come la nostra abbia il diritto/dovere di far sentire la propria voce.

Voteremo quindi sicuramente questa mozione che speriamo abbia il sostegno di parte del Consiglio.

Presidente - Consigliere Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) - Per dichiarazione di voto, così rispondo a quanto è stato detto.

Guardi, collega Minelli, se volete usare la mia frase all'esterno in maniera promozionale mi fate soltanto un piacere, io non so che cosa dire, mi fate un po' di pubblicità, di sicuro, tanto l'ANPI ha cercato di querelarmi lo stesso su altri temi, non gli starò simpatico, non gli stavo simpatico prima, non gli sono simpatico dopo e francamente non è un mio problema, però, vede, lei ha fatto un lungo discorso per poi arrivare a dire: "Certamente...".

Qui non stiamo prendendo degli aspetti singoli, non stiamo prendendo l'aberrazione delle leggi razziali che fu un'aberrazione, ma se guardiamo un fenomeno storico, lei ha una laurea come la mia, dovrebbe riuscire a farlo questo passaggio, il fascismo fu un movimento, fu un partito unico, fu un sistema... (Interruzione fuori microfono)... mi lascia finire per cortesia? Se mi lascia finire... guardi, fu un regime certamente, fu un fenomeno, come tutti, molto sfaccettato, molto complesso, che portò ad esempio all'industrializzazione del Paese, prova ne è che, se lei si guarda la storia della Valle d'Aosta, sa benissimo che diede impulso a molte cose, tra l'altro di cui gioviamo ancora oggi, ad esempio le centrali che furono fatte in quel periodo. Vada a Covalou, se lei passa, c'è scritto 1927, l'ha visto quello? Vada con la zappa e la butti giù perché era fascista, che cosa le devo dire io? Non so proprio che cosa dirle.

Poi, tra l'altro, lei è una cattolica. Benissimo, fu il male assoluto il fascismo? Benissimo, fece i patti con il Vaticano e con la Chiesa, va bene? Allora che cosa possiamo dire? Che furono tutti dei fascisti inguardabili, anche quelli della Chiesa?

Veda un po' lei, lo capisce che un giudizio storico è un po' più sfaccettato? Poi io non so lei che esami abbia fatto di storia, storia della Resistenza 1, 2, 3, 4, 125, questo è il suo corso di studi e ogni tanto mi viene da pensare che il vostro mondo si riduca alle quattro vallate valdostane e alla storia della Resistenza. Non ci sono le Colonne d'Ercole, appena uscite da Pont-Saint-Martin c'è Carema, non un baratro, quindi glielo dico: ampli un po' la sua visione, si è già sconfessata mentre parlava, poi se vuole usare le mie parole con i suoi amici iper comunisti, tanto, guardi, ci andavo in conflitto già quando ero a scuola, si figuri quando mi sono candidato nella Lega che en plein che ho fatto e che simpatie che riscuoto da gente che in effetti non ha alcuna simpatia da parte mia, quindi va benissimo così, però un giudizio storico un po' più articolato, collega Minelli, penso che lei dovrebbe essere in grado di farlo. Qualcun altro no, perché chiaramente oltre non va, ma almeno lei dovrebbe farlo, e questo vale per tutta la storia.

Poi su questo, che fosse un periodo, specie nella parte finale, e soprattutto un periodo che godette di un ampio consenso, come lei ha detto... si guardi De Felice, che tra l'altro fu allievo di Federico Chabod, quindi c'è una storiografia che non ha nulla di fascista, ma che rimette un po' la palla in mezzo alle considerazioni storiografiche che andrebbero fatte di un livello un po' più alto, perché questo è un Consiglio regionale, non è un centro sociale.

Presidente - Mettiamo in votazione la mozione, la votazione è aperta... Consigliera Erika Guichardaz, a lei la parola.

Guichardaz E. (PCP) - Non dico che vi ringrazi del dibattito, perché in alcuni passaggi l'ho trovato piuttosto imbarazzante, e lo dico con l'assoluta certezza di non essere l'unica a pensarlo, perché naturalmente sono diversi i messaggi che mi sono arrivati durante questa discussione, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo; non riconoscere che il fascismo fu una dittatura, non riconoscere quanto stia accadendo per me è piuttosto grave, e mettere in bocca anche parole che nessuno ha mai pensato, perché credo che non ci sia una persona in quest'aula che pensi che Federico Chabod sia stato un fascista, come non ce n'è uno in quest'aula che pensi che Émile Chanoux - perché ha avuto anche lui la tessera del fascio, perché è stato tirato fuori anche questo - non sia un martire della Resistenza. Credo che se lo chiedessi a ognuno di voi, ne sono certa, nessuno direbbe una cosa di questo tipo.

Dopodiché - certo, ci sono posizioni e sensibilità diverse, è stato detto e richiamato più volte, e ringrazio l'assessore Caveri anche per aver voluto tenere un livello un po' alto della discussione, vista la tematica - io continuo a credere che la pace non si costruisca mai con le armi.

Lei ha citato un partigiano, io potrei citargliene tanti altri che imbracciando quei fucili poi dopo avevano una sorta di repulsione e ce l'hanno ancora, perché sotto questo punto di vista quelli che conosco ancora oggi non prenderebbero più un'arma nelle mani e non vorrebbero che le armi fossero prese da altri, quindi la ringrazio anche per quello che ha detto, perché in qualche modo effettivamente ci sono posizioni diverse e noi rimaniamo della nostra.

Ribadisco, io sono dell'idea che, come diceva Enrico Berlinguer, e mi piace citarlo, "Se vuoi la pace, prepara la pace".

Presidente - Mettiamo in votazione la mozione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 10

Favorevoli: 10

Astenuti: 25 (Aggravi, Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).

La mozione non è approvata.