Oggetto del Consiglio n. 4729 del 22 maggio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4729/XVI - Reiezione di Mozione: "Elaborazione di una proposta di legge per garantire la presenza di entrambi i generi nella composizione della Giunta regionale".
Bertin (Presidente) - Passiamo ora al punto n. 10 dell'ordine del giorno.
Al fine di presentare la mozione, la consigliera Foudraz ne ha facoltà.
Foudraz (LEGA VDA) - La mozione che viene trattata oggi in quest'Aula consiliare era stata in realtà già depositata il 4 aprile scorso per poter essere discussa nel primo Consiglio utile, vale a dire quello dei giorni del 16 e 17 aprile scorsi; poi, a causa degli innumerevoli atti iscritti all'ordine del giorno di quel Consiglio regionale e dei successivi ulteriori Consigli tenutisi nelle settimane successive, ci ritroviamo oggi ad affrontare la questione sulla tematica della legge elettorale e, nello specifico, garantire la presenza di entrambi i generi all'interno della Giunta regionale.
Un argomento che nasce a seguito dell'approvazione di un ordine del giorno presentato dai Capigruppo consiliari di maggioranza durante la seduta consiliare del 27 febbraio 2025, che - per riepilogare e per far capire anche all'esterno di cosa si sta parlando - nelle premesse citava l'importanza della promozione della parità di genere nelle istituzioni rappresentative, in quanto è un obiettivo sancito anche dalla normativa europea e internazionale; citava, l'ordine del giorno, già delle misure che andavano in quella direzione, quindi nel favorire una parità di genere negli organi elettivi e nelle istituzioni politiche anche per quanto concerneva altre normative regionali, nonché richiamava anche la normativa nazionale.
Inoltre, si evidenziava, sempre in quest'ordine del giorno, che doveva essere garantito un certo equilibrio di genere negli organi di Governo poiché tutto questo contribuirebbe ad una più ampia rappresentatività delle diverse istanze sociali e una governance più equa.
L'ordine del giorno votato dalla maggioranza consiliare impegnava quindi il Consiglio e la prima Commissione a elaborare una specifica proposta di legge finalizzata a garantire la presenza di entrambi i generi all'interno della Giunta regionale.
Il nostro gruppo consiliare, già poi in data 27 marzo, aveva presentato un'interrogazione che chiedeva quali fossero le tempistiche di attuazione concernenti l'elaborazione di una specifica proposta di legge finalizzata a garantire la presenza di entrambi i generi all'interno della Giunta regionale, così come fortemente voluto dalla maggioranza consiliare che, proprio per ribadire questa ferma volontà di vedere entrambi i generi rappresentati nell'organo esecutivo regionale, aveva prodotto e votato l'ordine del giorno di cui vi ho accennato poc'anzi.
Da quella votazione fortemente voluta sono ormai passati quasi novanta giorni e in prima Commissione consiliare - tra l'altro io faccio parte anche della prima Commissione consiliare - non abbiamo al momento visto atti che vadano nella direzione tanto voluta da una parte di questo Consiglio regionale.
Con oggi siamo arrivati alla terza volta che questa mozione viene iscritta all'ordine del giorno della convocazione del Consiglio e sinceramente ci saremmo aspettati che già nel momento del primo deposito di quest'iniziativa, vale a dire il 4 aprile, ci aspettavamo che il Presidente della prima Commissione si attivasse per dar seguito all'impegnativa presa anche da lui stesso, perché è stata presa dalla maggioranza del Consiglio nella data del 27 febbraio, un'impegnativa che, ripeto, è stata fortemente voluta e tanto voluta che a oggi siamo ancora qui a cercare di capire se tutto questo fosse realmente il volere di tutta la maggioranza intera oppure solo di una parte, anche perché se veramente si fosse voluta attuare un'impegnativa del genere, lo si sarebbe potuto tranquillamente fare in Aula il 27 di febbraio con un emendamento alla legge regionale elettorale che si stava discutendo.
Concludo l'intervento riepilogando l'impegno che la mozione che, come gruppo consiliare, abbiamo presentato, nella quale il Consiglio impegna la prima Commissione consiliare regionale entro sessanta giorni - è vero che adesso con sessanta giorni siamo un po' alle strette, perché oggi siamo al 22 di maggio e con sessanta giorni andiamo al 22 di luglio, l'impegnativa non è stata cambiata poiché è una mozione che, ripeto, è stata iscritta tre volte nell'ordine del giorno del Consiglio - all'elaborazione di una specifica proposta di legge finalizzata a garantire la presenza di entrambi i generi all'interno della Giunta regionale, così come da impegno assunto con l'approvazione dell'ordine del giorno che ho riepilogato e che è citato al punto 1 delle premesse di questa mozione.
Oppure, qualora questo non fosse possibile, in alternativa, si può invitare alle dimissioni i Consiglieri regionali uomini che hanno sostenuto l'ordine del giorno e che rivestono cariche all'interno dell'attuale esecutivo, al fine di favorire l'ingresso tanto così voluto della componente femminile da loro auspicata.
Presidente - La mozione è stata illustrata, apriamo la discussione generale. Si è prenotato il Presidente della prima Commissione, Lavevaz, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - In effetti sono stato tirato per la giacca e quindi devo per forza rispondere.
La questione è abbastanza semplice, non è che non sia stata affrontata o sia stata dimenticata l'impegnativa della mozione che è stata richiamata poco fa dalla collega Foudraz; il motivo è molto semplice: come sappiamo, è stata modificata la legge 3/93 che è una legge statutaria, quindi con riferimento all'articolo 15 dello Statuto è stato avviato l'iter - tra l'altro la vostra forza politica conosce bene, essendo fra i sostenitori del referendum -; ovviamente fino al 4-5 giugno, adesso non ricordo esattamente qual è il termine esatto nel quale finiranno i termini per raccolta delle firme, fino a quel momento noi abbiamo una legge che è sospesa, nel senso che non è promulgata.
Il 5 giugno sapremo se la legge potrà essere promulgata o se verrà chiesto l'attivazione di un referendum e quindi partirà l'iter per l'effettuazione del referendum.
Perché parlo della modifica della legge 3/93? Perché ovviamente anche la modifica riguardante l'introduzione del genere meno rappresentato in Giunta è una modifica statutaria, ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto, quindi che si rifà anche alla legge 4/2002 che specifica come deve essere fatto eventualmente il referendum o comunque come deve arrivare alla fine e quindi alla promulgazione questa legge.
Semplicemente la nostra idea, che abbiamo condiviso in maggioranza e che ho proposto, è di depositare questa nuova proposta dopo il 5 giugno, per il semplice fatto che c'è un articolo della legge 4/2002 che prevede che, nel momento in cui venisse presentata un'ulteriore modifica statutaria ad un'altra legge rispetto a quella che è già depositata e per la quale stiamo aspettando i tre mesi, ci potrebbe essere la possibilità di spostare eventualmente il referendum più avanti, o comunque di aspettare i tempi per fare un referendum unico.
Per evitare quindi, come ci ha detto la Presidente del Comitato delle Regioni qualche settimana fa nel suo bell'intervento qua in Aula, spiegando che le leggi dell'universo prevedono l'aumento dell'entropia sempre e non la diminuzione, volevamo evitare di aumentare l'entropia del sistema, quindi di aumentare la confusione su una tematica che è già piuttosto complessa, quindi di presentare questa proposta di legge o disegno di legge, quello che sarà, dopo il 5 giugno, in modo che sia concluso l'iter della prima modifica statutaria, e poi eventualmente partire con il secondo.
Questo è semplicemente il motivo per il quale la norma non è ancora arrivata in Commissione, ma che è già scritta sostanzialmente.
Presidente - Siamo in discussione generale. Vi sono altri interventi? Vi invito a prenotarvi. Consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Chiaramente la mozione presentata dai colleghi della Lega ha un intento che direi è anche provocatorio, e lo si capisce bene soprattutto per quello che riguarda la seconda parte dell'impegno.
Capisco il senso anche politico di questa mozione, devo dire che avevamo criticato in maniera molto aspra, lo ricordo, nel momento in cui si è discussa la legge, si è discusso quell'emendamento, perché se questo era un auspicio e questo era un elemento importante per chi quella legge l'ha sostenuta, bastava inserirlo in quel momento, all'interno del testo.
Sappiamo bene che c'erano delle ragioni di opportunità legata ai rapporti interni alla maggioranza che hanno fatto sì che a un certo punto si sia arrivati con questo emendamento per dire: "Facciamo una cosa importante", all'ultimo, in zona Cesarini in Aula, senza che la cosa fosse mai stata discussa effettivamente prima.
Ricordo di aver detto che era assolutamente incomprensibile questa cosa, dal nostro punto di vista, e riteniamo che tutto fosse viziato all'origine.
Riascolterò bene l'intervento del collega Lavevaz, perché mi sono sfuggiti alcuni passaggi; sì, ho colto l'entropia, ma la parte precedente molto tecnica, cioè sulla tempistica, perché è quella che poi interessa di più, cioè l'ipotesi di chiudere un iter che è legato alla legge che è stata votata, quindi la questione del possibile referendum, e ad aprirne un altro al 5 di giugno.
Mi sembra che si voglia arrivare.... No, no, non siamo noi, noi abbiamo detto fin dall'inizio come stavano le cose, e non siamo noi che abbiamo detto che i tempi erano ormai assolutamente superati, lo ha detto qualcun altro che ha delle competenze, e sappiamo che non era una boutade.
Ma riascolterò perché è interessante anche questa possibilità di avere, dopo l'inizio di giugno, dopo il deposito delle firme, quindi dopo la richiesta conclamata di referendum, un nuovo disegno di legge che introdurrà questa possibilità.
A giugno, quindi a un mese e mezzo, più o meno, dalla fine di una Legislatura che è durata 5 anni, non è una Legislatura che è durata meno del tempo stabilito, per cui tutti, lo ricordo, tutti, compresi voi, avevate detto che era necessaria una riforma incisiva di tutta la materia elettorale, e arriviamo magari al 5 giugno con l'introduzione di una cosa nuova: dei campioni! Dei campioni!
Presidente - In discussione generale altri interventi? Consigliere Cretier, ne ha facoltà.
Cretier (FP-PD) - Intervengo sul tema per dare sostegno anche al collega Lavevaz, Presidente della prima Commissione, perché la cronologia dell'adozione delle leggi statuarie ce l'abbiamo tutti e, se l'abbiamo letta, ci sono delle tempistiche chiare ed evidenti.
Il punto interrogativo è ancora sul termine dell'eventuale presentazione a richiesta del referendum, perché al momento io non ho notizie, può darsi che sia una mia mancanza. Quindi un termine fondamentale è questo per poter procedere, e giustamente al termine della cronologia è scritto, evidentemente dagli uffici e da chi ha le competenze, che in caso di sopravvenuta pubblicazione di altra legge statutaria, la data del referendum può essere posticipata fino a quattro mesi; quindi giustamente, evidenziato dal collega, questo passaggio è obbligatorio.
La mozione direi che è per lo meno discutibile, sappiamo bene cosa c'è scritto nell'ordine del giorno che abbiamo votato e abbiamo preso un impegno, proprio in Consiglio, in dirittura d'arrivo, modificato all'ultimo momento e votato, votato qui in Consiglio ma anche di fronte alla cittadinanza.
Io credo che preso l'impegno, non nella forma migliore sicuramente, non nella perfezione richiesta da altri, ma esaudiremo questa richiesta nei tempi e nei modi più consoni anche alla discussione generale e a un voto finale in cui andremo a leggere chi la sostiene, chi non l'approva o chi la mette in discussione. Quindi stiamo cercando di depositare un testo chiaro e condiviso e lo faremo anche senza la mozione.
La mozione per noi non è sostenibile e votabile, intanto perché è un invito, come si fanno tanti inviti, come si fanno gli inviti per il referendum a non andare a votare dopo aver giurato sulla Costituzione e aver spergiurato su dare indicazioni di non dare il voto a figure istituzionali che, secondo me, dovrebbero invece pensare a una libera scelta dei cittadini e non esporsi su questi temi. Per cui per noi la mozione assolutamente non è discutibile: noi ci asterremo sicuramente su questo passaggio.
Presidente - Consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.
Sammaritani (LEGA VDA) - Parto proprio dalla fine di queste osservazioni che ha fatto il collega Cretier che, come spesso accade, anzi, quasi sempre alla sinistra, al PD in particolare, le sentenze valgono quando sono a favore loro, ma si possono anche disattendere se sono a loro sfavore.
I referendum si vanno a votare se li propongono loro, si possono non votare, come è successo nel 2022, i referendum sulla giustizia, se li propone qualcun altro e via così.
Certo, sempre questa variabilità nell'interpretazione e della Costituzione e dei principi costituzionali e dei doveri dei cittadini, eccetera.
Sappiamo tutti chiaramente che astenersi nel nostro Paese è una facoltà, è più che legittimo, quindi se si vuole andare a votare si va, se non si vuole votare non si va, perché anche quella è una scelta precisa, è chiaro che tutto in materia di referendum dove c'è un quorum da raggiungere, quindi anche quella è una modalità per dire a qualcuno che non si è d'accordo su una cosa.
Credo che il discorso sia abbastanza... e ho letto anche l'altro giorno due articoli, del 2022 uno e di pochi giorni fa l'altro su Repubblica, dove appunto nel 2022 si diceva che è un diritto non andare a votare, adesso si dice... c'è il Codice penale che dice che commettereste addirittura reato se non vai a votare il referendum.
Veramente simpatico questo tipo di variabilità nelle opinioni.
Comunque, detto questo, per quanto riguarda invece quello che ha detto il collega Lavevaz, mi pare di aver capito, al di là del fatto che appunto, come già avevamo detto, se era tardi fare delle modifiche alle leggi a marzo, lo è ancora di più adesso, ma in realtà, secondo questi meccanismi, si capisce anche allora la chiara volontà della maggioranza di andare, se ci sarà una richiesta di referendum, di andare a votare probabilmente sotto Ferragosto o giù di lì, ed è evidente che se si fa questo tipo di azione è perché si pensa che l'effetto del referendum abbia un'efficacia sull'entrata in vigore della legge ai fini delle elezioni di quest'anno.
Io ho già espresso chiaramente la mia opinione più di una volta e ritengo che assolutamente no, sarebbe una follia fare questo e tentare di farlo, perché si metterebbe a rischio anche tutto il procedimento elettorale e quindi i risultati delle elezioni con dei danni economici non soltanto sul piano del danno erariale, ma anche sul danno civilistico, perché penso per esempio a tutto ciò che spenderanno i vari partiti, le varie coalizioni o quello che ci sarà per fare la campagna elettorale.
Io non vorrei essere (e non lo sarò, naturalmente, perché non lo sono) da quella parte di coloro che dovranno probabilmente risarcire i danni a chi avrà fatto una campagna elettorale magari inutile perché annullato il risultato elettorale, a chi si vedrà eletto e magari nella tornata dopo non sarà più eletto e quindi si farà risarcire tutto quanto.
Intervento fuori microfono
Collega Caveri... sono anche avvocato e mi sa che qualche volta ho avuto anche ragione, quindi poi vedremo come andrà a finire.
Non faccio assolutamente il terrorismo, voi vi prendete le vostre responsabilità, fatelo pure tranquillamente, questa era proprio l'occasione, eventualmente, visto che tanto di pastrocchi ne avete fatti già abbastanza, di fare anche la modifica relativa alla rappresentanza di genere in Giunta e avere l'occasione oltretutto quindi di fare il referendum dopo, quindi togliendovi tutti i possibili guai nei quali vi state impantanando, ma evidentemente avete questa intenzione molto chiara e quindi è evidente che c'è qualcuno di voi che ha la ferma intenzione delle tre preferenze, oltretutto tre preferenze fatte male anche quelle, perché non sono assolutamente allineate ai principi costituzionali sanciti dalla Corte costituzionale negli ultimi tempi, perché la terza di genere non è affatto una garanzia di maggior rappresentatività del genere meno rappresentato.
Anche questa quindi è una considerazione da fare e non banale, perché anche questo potrebbe essere un motivo di impugnazione, addirittura dopo la pronuncia degli eletti, quindi pensate che razza di danni che ci sarebbero se questo accadesse.
Ve l'abbiamo già detto più in una volta, ve lo ripeto oggi: andate pure avanti.
Presidente - Consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Intervengo con piacere sollecitato dal collega Cretier che, purtroppo, non conosce la materia e quindi probabilmente commette degli errori.
Leggendo le parole di una pura autorità che ci arriva dall'alto e ci illumina con la sua saggezza, ovvero il presidente Mattarella, che disse nel 2022: "Andare a votare? Un diritto, non un dovere", perché i referendum sulla giustizia erano brutti, erano brutti e non ci piacevano tanto, ma lui non era l'unico che diceva ovviamente questo, ma un organo che potremmo considerare quasi un house organ del Partito Democratico, alla vigilia del voto, l'11 giugno 2022, parliamo de La Repubblica, ci diceva che "alla vigilia del voto sia giusto far conoscere la posizione del nostro giornale.: riteniamo che su tutti i cinque quesiti sia opportuno votare no oppure non recarsi alle urne".
Incredibilmente anche Repubblica prevedeva questa facoltà, quindi noi ne faremo ampio uso evitando che due milioni e mezzo di immigrati ricevano in regalo la cittadinanza, con un solo scopo, quello di votare PD, cioè fare quello che ormai gli italiani non vogliono più fare.
Ma su questo archivierei la questione e invece verrei sul tema, perché noi abbiamo fatto una cosa, e io ringrazio infinitamente la collega Foudraz che proprio per la sua essenza, quindi il fatto di essere donna che per voi conta molto, per noi conta quando una persona ha delle capacità, e la collega Foudraz ne ha tante, a prescindere dal sesso, così come le abbiamo noi - e questo lo abbiamo sempre detto - è andata a vedere e a smontare il vostro bluff, perché voi avete semplicemente fatto una cosa: siccome a fine Legislatura vi siete accorti che avete dato il sangue per 5 anni senza ottenere nulla, adesso pensate, un po' come faceva il collega Padovani ieri votando no quando gli altri si astengono così almeno può fare il più puro dei puri e dire fuori: "Eh ragazzi, adesso ricordatevi però, a settembre, che io 5 mesi fa su quell'ordine del giorno non mi sono mica astenuto, ho votato contro, quindi sono il vero interprete della sinistra, ricordatelo!", quindi, esattamente come ha fatto lui, voi cercate, con queste iniziative, che sicuramente interessano una platea amplissima, di provare a dire: "Beh, ma noi in cinque anni abbiamo portato a casa un sacco di cose", ve l'ho detto anche in occasione della discussione della legge.
"Abbiamo, per esempio, portato a casa un bell'ordine del giorno che diceva, con un impegno grave e importante, che la donna in Giunta andava inserita".
In tutto quel momento, una cosa che il collega Lavevaz non ha detto, oltre all'interessantissimo discorso da una parte tecnico, che è quello che ha commentato il collega Sammaritani, e d'altra parte quello dell'entropia, che mi è piaciuto molto per quella che è la sua collocazione sul mondo della fisica che mi ha sempre affascinato, quello che non siete stati capaci di fare è stato quello di inserire, all'interno della proposta di legge che è stata approvata, che vi siete approvati, la stessa identica cosa, cioè cosa è successo? Quella proposta di legge che avete votato, vi siete dimenticati che poteva essere votata contestualmente alla donna in Giunta? Perché poteva essere fatto.
Se qualcuno dice che magari con le trattative si è arrivati all'ultimo secondo, vi assicuro che era sufficiente un emendamentino depositato in giornata, tanto di pause in giornata ne avete fatte tante, dove vi siete scornati per capire chi doveva aver ragione e chi era più bello dell'altro. Siccome ne avete fatte tante, un emendamentino poteva essere depositato.
Non l'avete fatto. Sapete perché? Perché non ve lo lasciano fare, non ve lo lasciano fare, perché voi siete utili quando schiacciate i pulsanti, siete utili in quel momento lì, fino a fine Legislatura sarete utili a schiacciare i pulsanti, poi dopo la vostra utilità la vedremo.
Quindi è evidente che siamo andati a vedere il vostro bluff ed è evidente che voi, così come tutti quelli che hanno sostenuto questo ordine del giorno, soprattutto da parte della Giunta dicendo: "Sì, vogliamo la donna in Giunta", avrebbe potuto fare una cosa, ma non oggi con la votazione di questa mozione.
Se davvero c'era tutto questo interesse, vi potevate dimettere, vi potevate dimettere fino a far entrare una donna o più donne e poi potevate fare una Giunta tutta femminile, potevate pretenderlo nel contratto di Governo: "Vogliamo una Giunta tutta femminile".
Vi dimettevate tutti, imponevate anche ai vostri alleati di Governo di dimettersi tutti, gli uomini fuori dal Consiglio e facevate eleggere un bel po' di donne e le mettevate a governare la Regione, se questo è vostro desiderio; ma questo non è il vostro desiderio, volete fare un pochino di politichina e dire fuori: "Io sono femminista, io sono più femminista di quell'altro. Io combatto, faccio le sfide, la preferenza di genere".
Voi volevate fare questo, non c'era altro obiettivo. Volevate provarci, siamo andati a vedere il vostro bluff e il vostro bluff è scoperto, ormai lo sanno tutti, sono soltanto dei paraventi dietro i quali vi nascondete. Punto e finito.
Presidente - Altri in discussione generale? Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (UV) - Tre mesi fa abbiamo approvato a maggioranza una nuova legge elettorale, pensavamo di riformare completamente quella che era la legge elettorale, avevamo proposto come gruppi di maggioranza e come Union Valdôtaine (prima Alliance e Union Valdôtaine), una legge veramente con un perimetro molto più grande, cercando di andare a modificare, in maniera più robusta, quello che era l'impianto, ma poi abbiamo portato in Aula la sintesi di un dialogo, un confronto e anche un raccordo all'interno della maggioranza e così abbiamo chiuso questo primo cerchio, non avendo raggiunto quella maggioranza relativa che immaginavamo trovare.
Con mille difficoltà, l'arte dalla politica è la parte più delicata, è la parte più difficile, penso che nessuno di noi abbia la bacchetta magica.
Ma ho fatto questa premessa per poi entrare nel merito di questa mozione che oggi la Lega ci ha presentato.
Sì, abbiamo votato un ordine del giorno, sempre a febbraio; sì, dopo il 5 di giugno presenteremo una proposta di legge o disegno di legge, lo si deciderà in maggioranza, saremo curiosi di vedere, nel momento in cui presenteremo l'atto, se tutto il Consiglio voterà questa modifica sul piano politico, indubbiamente.
Poi torno invece sulle considerazioni che ho ascoltato, devo dire anche poco simpatiche: "Siamo dei campioni". Collega, non lo so se siamo dei campioni, l'unica cosa certa è che sul piano politico in questa Legislatura abbiamo ricomposto buona parte dell'area autonomista e mi sembra che voi abbiate spaccato quello che avete presentato cinque anni fa. Quindi non siamo sicuramente dei campioni, ma cosa abbiamo fatto è sotto gli occhi di tutti.
Dall'altra parte, le pagelle eventualmente del collega sulla mia sinistra: non ci interessano le pagelle, noi presenteremo un progetto concreto, un progetto con una certa visione, con una certa robustezza e con delle idee per i prossimi anni per garantire la qualità della vita ai valdostani e il 29 di settembre tireremo la riga, visto e considerato che noi, mi sembra, abbiamo ricomposto quest'area e qualcuno, sia a destra che a sinistra, ha spaccato, ma ognuno giustamente ne risponderà il 28 di settembre sul piano tutto politico e non amministrativo.
Tornando alla questione, quindi, non solo non voteremo questa mozione, ma porteremo avanti gli impegni che ci siamo assunti davanti ai nostri elettori e soprattutto davanti all'approvazione della nuova legge elettorale nel mese di febbraio e io sono certo che sia le destre che le sinistre sosterranno quella che sarà la proposta che l'Union Valdôtaine, e non solo Union Valdôtaine, insieme al PD, alla Stella Alpina e PLA, presenteranno dopo il 5 di giugno.
Presidente - Siamo in discussione generale. Altri? Consigliera Minelli, secondo intervento, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Come sempre accade quando ci sono delle mozioni che, come dicevo, hanno un chiaro intento provocatorio, poi il discorso si amplia e va anche un po' al di là di quello che è l'oggetto specifico, l'impegno specifico della mozione.
Noi sulla vostra iniziativa ci asterremo, ma soprattutto perché riteniamo che la seconda parte sia essenzialmente una provocazione, anche perché da ciò che è stato detto abbiamo ben chiaro che non è una vostra priorità quella di avere la rappresentanza di un altro genere in Giunta, lo avete detto; noi crediamo invece che sia una cosa giusta, corretta e a cui si poteva arrivare con un percorso e con scelte fatte nei momenti giusti, nei tempi giusti, con una forma anche direi di rispetto per l'importanza del tema che andava affrontato tanto tempo fa.
Così non è stato e il fatto che si arrivi, come dico, all'ultimo, a me fa capire tanto di quella che è l'importanza che si riserva a questa questione, che per noi invece è molto importante.
Poi vengono fatte valutazioni di vario tipo sugli attuali referendum legati al lavoro, sui percorsi che ci sono stati a livello politico da parte di varie componenti. Ci si risente, posso comprenderlo, quando si viene definiti dei campioni, in questo caso dei campioni per me davvero, perché non si può arrivare all'ultimo su cose così importanti.
Non si può, perché vuol dire non avere contezza dell'importanza delle cose e dire: "Va beh, dobbiamo dire qualcosa, dobbiamo fare qualcosa, perché altrimenti perdiamo la faccia".
Al collega Chatrian dico che sulla carta sì, voi avrete anche ricomposto in qualche modo l'area autonomista; nei fatti, mi pare piuttosto evidente che i problemi per tenere insieme il tutto non vi manchino, lo vediamo quotidianamente.
Per quello che ci riguarda sì, purtroppo è vero, noi avevamo presentato un progetto, si chiamava pure così il nostro progetto, che era centrato fortemente e prioritariamente su contenuti che sono evidenti, che sono scritti, che noi abbiamo presenti in maniera direi imperativa - per quello che mi riguarda imperativa - su tutte quelle cento pagine che c'erano e su cui abbiamo cercato di lavorare in maniera coerente e con impegno per tutti questi cinque anni.
Qualcun altro ha scelto cose diverse, ma soprattutto non ha scelto di rispettare i contenuti.
Io personalmente credo di essere stata eletta qui dentro perché ho girato la Valle d'Aosta spiegando che su quelle cose mi sarei impegnata e su questo, grazie a Dio, posso concludere con la coscienza tranquilla.
Presidente - Altri? Non ci sono altri interventi, chiudiamo la discussione generale. La discussione è chiusa. Replica il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Due considerazioni: credo che nel merito la risposta alla provocazione, così come è stata definita, di questa mozione l'abbia data in maniera molto chiara e puntuale il collega Lavevaz, quindi sulla dinamica e di quello che succederà rispetto all'impegnativa assunta nel febbraio scorso è stato fatto il chiarimento dovuto.
Su altri interventi, diciamo che le provocazioni non sono mancate, certo che sentire all'interno di una discussione che progetti politici di forze che si sono ritrovate in questo percorso di Legislatura e hanno costituito un gruppo più importante rispetto a prima, e sentire delle critiche da chi in un gruppo di due riesce a portare a casa molte volte un voto solo, è una provocazione forte che rimandiamo al mittente, da questo punto di vista, ed è significativo anche di un peso politico con idee che sovente non vengono condivise neanche dal vicino di banco.
Da questa riflessione emerge che ci sono dei momenti dove magari bisogna cercare di condividere un pensiero un po' diverso e, laddove non ci sono i numeri per portare a casa delle riforme che si sarebbero volute più ampie e più importanti, bisogna anche prendere atto che se non c'è la volontà collettiva e non ci sono delle convergenze sufficientemente importanti per chiudere un progetto più ampio bisogna adattarsi a quelle che sono le nostre possibilità e quello che noi abbiamo fatto con l'inserimento e l'introduzione delle tre preferenze più una preferenza di genere che va a migliorare una situazione che, attualmente, da questo punto di vista non apre nessuna opportunità.
Dall'altra parte, io penso che qualche volta - l'ho già detto ieri in un intervento - io prediliga i numeri rispetto alla mia capacità di intervenire su valutazioni normative che non sono prettamente nelle mie corde da un punto di vista anche professionale, però non sono molto apprezzabili le ammonizioni che arrivano con tono tra il provocatorio e il terroristico, quasi ad arrivare a una minaccia, per delle possibilità di andare ad affrontare il percorso relativo all'eventuale referendum.
Noi ci confrontiamo all'interno delle strutture competenti per valutare i percorsi che devono essere fatti, per farli nella miglior condizione possibile, soprattutto senza cercare di mischiare le acque e di navigare nel torbido e riportare sempre qualcosa a delle situazioni che non esistono, magari millantando anche delle situazioni che non sono corrette.
Oggi lo voglio ribadire, perché l'attendibilità anche degli interventi in Aula va poi proporzionata con degli scivoloni che non contemplano il fatto che, ad esempio, i termini per l'impugnativa della legge statutaria sono 30 giorni dalla prima pubblicazione sul BUR, perché consistono in un controllo preventivo, cosa che invece in quest'Aula è stata rappresentata in maniera un po' diversa.
Allora io dico: ognuno ha il suo punto di vista, ognuno fa il suo percorso politico, noi da un punto di vista tecnico abbiamo delle strutture che reputiamo competenti e in grado di darci delle indicazioni su come sviluppare tematiche che molte volte si presentano anche in modo nuovo e non sono mai state affrontate; cercheremo di farlo con la serietà che da sempre ci contraddistingue e anche con la convinzione di lavorare soprattutto per dare chiarezza e dare affidabilità alle scelte che mettiamo in campo.
Presidente - Consigliera Foudraz si era prenotata, ne ha facoltà.
Foudraz (LEGA VDA) - Io ringrazio il presidente Testolin che ha appena ultimato il suo intervento, ma ringrazio anche i colleghi che sono intervenuti in questa discussione.
In particolar mod,o vorrei ringraziare il collega Cretier che ha saputo darmi una grandissima lezione su quelle che sono le tempistiche che riguardano le norme statutarie sulle leggi elettorali.
Io credo che, visto che il collega Lavevaz ha detto che praticamente si è in dirittura d'arrivo con questo o disegno di legge o proposta di legge, che probabilmente arriverà quindi dopo il 5 giugno, andando a emendare, quindi modificare l'impegnativa, visto che è stato un po' criticato il fatto che avessimo messo nell'impegnativa la parte di poter dare da parte vostra le dimissioni per lasciar spazio a una donna in Giunta, si potrebbe tranquillamente emendare questa mozione, facendola terminare dopo la parola "mozione", visto che comunque questo disegno di legge o proposta di legge arriverà entro 60 giorni.
Adesso non so se poi ritornerete sui vostri passi e se si potrà emendare, non credo, noi comunque la porteremo al voto perché vogliamo lasciar traccia.
Vorrei anche solo aggiungere: la collega Minelli diceva che probabilmente questa non è una nostra priorità; può essere che non sia una nostra priorità quella di vedere una donna rappresentata nell'organo esecutivo, ma ritengo che sia importante che, come Consiglieri, prendiamo atto di tutto quello che viene prodotto dal Consiglio regionale, tutto quello che viene votato e che ci sia un seguito a tutti gli atti che il Consiglio approva; quindi non è questione di priorità o meno, ma è un controllo che viene fatto.
Presidente - Consigliera Minelli, per dichiarazione di voto.
Minelli (PCP) - Per ribadire il fatto che sulla mozione ci asterremo, ma anche per commentare le parole della collega Foudraz che giustamente mi ricorda che si prendono in considerazione tutti gli atti del Consiglio, su questi si riflette e ovviamente ci si pronuncia e ci si esprime, mi sembra che sia una precisazione corretta.
Spero anche che, visto che c'è stata un'azione in questo senso da parte vostra, e soprattutto da parte sua, collega Foudraz, ci sia una riflessione anche per il futuro sull'importanza di questioni, quali quella della rappresentanza di genere in Giunta, e magari che questo porti anche a un ampliamento di vedute in questo senso da parte vostra, perché mi sembrerebbe un bel segnale.
Una replica veloce al Presidente della Regione, che deve avere uno strano concetto o conoscenza dell'aggettivo "molto" perché lei ha detto che in due molto spesso, molte volte, si vota a uno.
Il "molto" non so a che cosa si riferisca, perché sono certa che ad oggi - perché deve essere chiara la questione - la collega Guichardaz e io in una sola occasione, peraltro estremamente importante, abbiamo votato in modo diverso.
Presidente - Ci sono altre dichiarazioni di voto? Non vedo richieste di intervento... Consigliere Malacrinò ne ha facoltà.
Malacrinò (FP-PD) - Quanto ha detto il collega Lavevaz è agli atti della Commissione, per cui sulle tempistiche di un'eventuale nuova legge statutaria che va a modificare la legge elettorale è agli atti della prima Commissione, per cui tutti i colleghi dovrebbero essere informati, così come ha ricordato il collega Cretier nel suo intervento.
Nella discussione sulla modifica della legge elettorale, come sappiamo, abbiamo cercato una condivisione e l'abbiamo cercata su un tema che era condiviso da tutti, ovvero il superamento della preferenza unica.
La condivisione era necessaria al fine di raggiungere i 24 voti necessari per evitare la confusione che il referendum, che tutti i partiti di centrodestra stanno richiedendo, sta creando.
La soluzione a tutto ciò la presenta però l'esperto che qualcuno ha incaricato per sostenere le proprie tesi; leggo le parole riportate dall'intervista del professor omissis: "La sola soluzione sarebbe che il referendum non venisse fatto".
Anche in questo caso, come è stato detto in occasione della discussione sulla legge elettorale, siamo di fronte a un grande momento di verità.
Presidente - Ci sono altri? Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Non volevo intervenire, ma io invito il collega a leggersi tutto quello che è stato detto dal professor omissis, cosa che, come lei ben sa, io non condivido, non sto raccogliendo le firme e in qualche modo so che le tre preferenze sono migliorative rispetto alla preferenza unica, però la posizione che abbiamo tenuto, e che continuiamo a condividere e a tenere, è che è la doppia preferenza di genere, e sotto questo punto di vista, forse, anche rispetto alla questione costituzionale posta all'interno del dibattito sulla legge comunale, chissà che anche le tre preferenze anziché la doppia di genere non possano far nutrire qualche dubbio nel momento in cui quella legge andrà in discussione.
Quello che dico è che sinceramente quello che stiamo vivendo - lo viviamo per le elezioni regionali, lo stiamo vivendo anche per le elezioni comunali - non può portare sicuramente del beneficio a nessuno, perché se già i cittadini pensano di noi il peggio, dopo tutto quello che sta succedendo penseranno ancora peggio, perché noi stiamo riducendo tutto il dibattito e gran parte del dibattito su una roba che ai cittadini non interessa per nulla.
Sotto questo punto di vista io vi invito ad andare a vedere: noi abbiamo depositato una mozione nel 2023, andate a leggervi il resoconto di quella mozione. Veramente, i campioni che ci leggono che cosa dice il professor omissis vadano a leggere le dichiarazioni che hanno fatto nel 2023 e si arriva al 5 di giugno del 2025.
Eh va beh, io veramente non ho parole. A volte, il silenzio sarebbe veramente auspicabile.
Presidente - Altre dichiarazioni di vuoto? Mettiamo in votazione la mozione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 7
Favorevoli: 6
Contrari: 1
Astenuti: 26 (Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Ganis, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lucianaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin).
La mozione non è approvata.
Sospendiamo ora brevemente i lavori del Consiglio per arieggiare i locali. Il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle ore 10:53 alle ore 11:13.
