Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4713 del 8 maggio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4713/XVI - Interrogazioni: "Eventuali interlocuzioni con le autorità competenti in merito alle chiusure nel tratto autostradale di Quincinetto" e "Interlocuzioni col Governo italiano e le istituzioni piemontesi per risolvere il problema della frana di Quincinetto" e interpellanza: "Mancata informazione preventiva agli automobilisti in merito alla chiusura autostradale in località Chiappetti di Quincinetto".

Sammaritani (Presidente) - Passiamo ora alla trattazione congiunta dell'interpellanza al punto n. 56 e delle interrogazioni ai punti n. 42 e n. 44. Espone l'interpellante Ganis presumo.

Ganis (FI) - Come gruppo, desideriamo portare all'attenzione di quest'Aula una problematica che, purtroppo, si ripresenta con preoccupante frequenza sul nostro territorio, causando disagi significativi per i cittadini e per la viabilità. Mi riferisco alle improvvise chiusure dei tratti autostradali a causa del rischio di movimenti franosi, come recentemente è accaduto in località Chiappetti nel comune di Quincinetto lungo l'autostrada A5. È innegabile che tali eventi, seppur scaturiti da cause naturali, generano un vero e proprio tilt del traffico autostradale. Le ripercussioni sulla circolazione sono pesanti, con code chilometriche che paralizzano la Valle d'Aosta, causando appunto ritardi significativi per chi traffica lungo l'autostrada, per il trasporto merci e in generale per tutti gli utenti della strada. Questa situazione ha un impatto negativo non solo sui cittadini, ma anche sull'economia del nostro territorio.

Come evidenziato nell'interpellanza che abbiamo presentato e di cui si discute oggi, è fondamentale analizzare se siano state adottate le misure concrete e preventive per informare la popolazione e gli utenti della strada in merito appunto ai rischi derivanti dalla situazione di instabilità del versante della frana in località Chiappetti. Riteniamo come gruppo cruciale comprendere se la mancanza di un'adeguata informazione preventiva abbia contribuito a inasprire i disagi subiti dagli automobilisti durante queste chiusure improvvise. Accogliamo positivamente l'intervento del sistema di Protezione civile regionale, che si è attivato nel gestire l'emergenza e a garantire la sicurezza nel tratto autostradale e allo stesso modo, come gruppo, prendiamo atto con favore della costruzione del vallo paramassi, un'opera importante che mira a mitigare il rischio di ulteriori movimenti e a garantire una maggiore stabilità del versante. Tuttavia è importante sottolineare che quest'opera, per quanto necessaria, non risolve completamente il problema nell'immediato, pertanto quindi riteniamo fondamentale che la Giunta debba intensificare gli sforzi per individuare altre misure preventive e gestione del rischio. Questo potrebbe appunto includere dei sistemi di allerta precoce più efficienti e - questo è molto importante - dei piani di gestione del traffico alternativi ben definiti e comunicati in maniera tempestiva in caso di chiusura dell'autostrada.

Ricordo che a tal proposito le numerose iniziative che ho presentato in passato sui temi analoghi erano volte a migliorare la sicurezza stradale e la gestione delle emergenze sul nostro territorio. Credo sia fondamentale a questo punto riprendere in considerazione tali proposte e integrarle in una strategia più complessiva e proattiva.

In merito a queste considerazioni, noi, come gruppo, interpelliamo il Governo regionale per sapere quali misure concrete siano state adottate in maniera preventiva per informare la popolazione e gli utenti della strada in merito ai potenziali disagi derivanti dalla situazione di rischio della frana in località Chiappetti e se non si ritenga che la mancanza di un'adeguata informazione preventiva abbia contribuito a inasprire i disagi subiti appunto da chi percorre il tratto autostradale e se si intendono adottare misure per evitare il ripetersi di tali situazioni.

Presidente - Per il Governo, la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) - Unitamente alla risposta ai due quesiti di cui all'interpellanza al punto 56 dell'ordine del giorno appena illustrata, provvederò appunto a rispondere anche alle domande di cui alle due iniziative iscritte al punto n. 42 dei colleghi Planaz e Brunod e al n. 44 del collega Lucianaz dell'ordine del giorno, relative tutte a un'unica tematica, ossia alla frana di località Chiappetti nel comune di Quincinetto.

La prima interrogazione richiede informazioni in merito alle interlocuzioni in corso con le autorità competenti in relazione alla chiusura del tratto autostradale di Quincinetto. A tal proposito va precisato come il punto delle premesse dell'iniziativa in cui si dice: "I disagi causati dalle chiusure temporanee appaiono sempre più frequenti e non più riconducibili a eventi del tutto eccezionali" non sia del tutto corretto, atteso che, da quando il fenomeno franoso è monitorato e gestito per le sue ricadute sulla A5 da un piano specifico di gestione della viabilità basato sulle nuove soglie di spostamento definite nel 2020, è la prima volta che si arriva a questo scenario. Peraltro, in questo caso, l'eccezionalità si è assolutamente verificata considerato che i valori di precipitazione registrati, come già precisato nell'interpellanza discussa relativamente agli eventi calamitosi avvenuti nel comune di Fontainemore, sono stati prossimi a un tempo di ritorno millenario.

Venendo al quesito dell'interrogazione, ossia "se vi siano state interlocuzioni recenti, formali o informali con le autorità competenti, in particolare ANAS, la società concessionaria dell'autostrada e le Prefetture coinvolte in merito alle chiusure del tratto autostradale di Quincinetto e in caso positivo quali siano stati i contenuti e gli esiti di tali interlocuzioni", evidenzio come da anni sono attivi i collegamenti con la Prefettura di Torino che gestisce il piano di regolazione dei flussi. L'ultima interlocuzione pre-evento è avvenuta nel marzo scorso con l'aggiornamento del piano prefettizio per la presa d'atto delle modifiche allo stesso, a seguito della revoca delle limitazioni al transito sul ponte di Quincinetto, seguita l'11 aprile dalla trasmissione, da parte della Prefettura di Torino, del decreto di approvazione del piano aggiornato. Il 15 aprile è stato inoltre effettuato un Comitato Operativo Viabilità, COV, per la gestione dei previsti incrementi dei flussi sulle nostre strade in occasione delle vacanze di Pasqua. Durante lo stesso tutti i soggetti interessati, gestori strade, autostrade, Questura, Forze dell'ordine, sono stati aggiornati sulle modifiche apportate al piano. Con il COV è stata da sempre, pertanto, anche per questo ultimo aggiornamento, condivisa la procedura di gestione del traffico in caso di chiusura e ogni scelta analizzata insieme alla PolStrada. Oltre alla condivisione delle procedure e modalità di intervento con i componenti del COV di cui sopra, sono state coinvolte, unitamente alla Prefettura di Torino, anche la Prefettura di Haute-Savoie e la Police cantonale del Canton Vallese per definire, da una parte, i flussi di comunicazione delle informazioni sugli esiti del sistema di monitoraggio che possono prefigurare una situazione che determina la chiusura progressiva delle carreggiate fino alla comunicazione di chiusura totale; le procedure per attivare tempestivamente la deviazione dei flussi dei mezzi pesanti, oltre che per informare gli autotrasportatori presenti nei Paesi esteri o in territorio piemontese circa la situazione della frana; le procedure di gestione del traffico già presentate sul territorio valdostano con la definizione dei punti di presidio e gestione traffico delle diverse pattuglie o mezzi delle società di gestione e, infine, le procedure con cui la CUS informa i Sindaci dei Comuni interessati, oltre che l'Ufficio stampa regionale.

Nell'evento specificato, che ha portato al livello massimo di allerta, il livello 3B, tutte le procedure previste dal piano sono state regolarmente eseguite. Peraltro, nella serata del 18 aprile, al termine di uno dei vari Comitati di coordinamento dei soccorsi svolti per la gestione dell'evento alluvionale, attraverso il supporto del Dipartimento nazionale Protezione civile, è stata svolta una videoconferenza con il professor Casagli di Firenze, a capo del Centro competenza nazionale per lo studio dei fenomeni franosi, che ha in carico la gestione del monitoraggio della frana Chiappetti per conto del concessionario SAV, con il quale è stata approfondita la situazione del movimento franoso in quel frangente per capire se fosse stato possibile ridurre le misure che da piano prevedevano la chiusura totale dell'autostrada. A questo proposito è giusto segnalare che a questo tipo di riunione era presente anche la Prefettura di Torino con dei suoi rappresentanti. In tale circostanza, sulla base dei dati registrati in quel momento, i più elevati in termini di spostamento da quando il sistema di misurazione è attivo, non sono emerse possibili diverse misure rispetto a quelle attuate.

Va considerato che la situazione vissuta sia stata la cosiddetta "tempesta perfetta", perché ha portato alla chiusura totale della A5 in una delle giornate di maggior flusso di traffico da e per la Regione, il venerdì santo, con conseguente gestione di un traffico molto superiore alla norma, neppure mitigato parzialmente dalla contestuale chiusura del Traforo del Gran San Bernardo dato che una parte importante dei flussi del traffico si sono riversati al Tunnel del Monte Bianco. Chiarito, come detto, che nella situazione che si è verificata non potevano essere adottate misure diverse per quanto riguarda la gestione della frana Chiappetti, sulla base dell'esperienza fatta, potrebbero essere apportati alcuni correttivi in merito all'informazione all'utenza, anche se tutti i mezzi possibili davano conto della situazione di chiusura, cosa che avrebbe in qualche misura dovuto portare gli utenti a non mettersi in viaggio.

Un altro aspetto di possibile miglioramento riguarda poi l'organizzazione dell'attività di supporto e di protezione civile, che ha comunque visto impegnati i volontari per circa sei ore nella distribuzione di acqua e generi di primo conforto sul tratto di competenza evidentemente valdostano. A tal proposito è già stata calendarizzata una riunione per il prossimo 13 maggio per analizzare meglio la situazione sia dal punto di vista tecnico che della necessità politica delle due Regioni di far emergere le problematiche anche correlate ai lavori in corso e a quelli che si rendessero ancora necessari con interlocutori ministeriali competenti (lavori in corso evidentemente sulla frana). All'incontro parteciperà, oltre al sottoscritto, anche l'assessore Bertschy, l'assessore piemontese ai trasporti e alla protezione civile Gabusi. Ricordo però che il nostro ruolo può essere poco più che di sprono per accelerare la presa in carico della questione a livello nazionale, perché il fenomeno franoso è fuori regione, anche se le ricadute, ovviamente, sono pesanti soprattutto per noi. A questo proposito, la riunione già prevista per il prossimo 13 maggio con l'Assessore appunto ai trasporti, infrastrutture, opere pubbliche, difese del suolo e protezione civile della Regione piemontese ci permetterà di sollecitare la valutazione di molte iniziative di risoluzione del problema alternative e, laddove possibile, più incisive rispetto al momento in essere.

Anche per la seconda interrogazione, iscritta al punto n. 44 dell'ordine del giorno la precisazione è fatta sulle premesse dell'interrogazione precedente considerato che non viviamo per fortuna questa situazione di chiusura della A5 in modo così frequente. Con il primo quesito gli interroganti chiedono: "quali interlocuzioni sono state intraprese, almeno negli ultimi due anni, con il Governo italiano e le Istituzioni piemontesi circa l'abominevole vicenda". Tralasciando le considerazioni sul fatto che venga qualificata come "abominevole" la vicenda, quasi a far trasparire come il fenomeno franoso che minaccia la A5 sia frutto di scenari fantasiosi, non basati, come invece sono, su oggettive valutazioni tecniche e scientifiche, seppur previsionali, le interlocuzioni, come dettagliatamente illustrato poc'anzi, sono state numerose e volte alla migliore definizione del piano di gestione della viabilità. Nel frattempo i lavori di realizzazione di un rilevato paramassi sono stati consegnati e dovrebbero essere ultimati entro il prossimo autunno e questi sicuramente porteranno a scenari meno gravosi di quelli attuali. Rimane senza dubbio necessario comprendere quali interventi ulteriori potranno essere messi in campo e andranno sollecitati agli attori protagonisti - che, ricordo, non possiamo essere noi, malgrado le gravi ripercussioni, perché il fenomeno è tutto sul territorio piemontese - affinché vengano quindi portati avanti con celerità.

Per quanto riguarda la seconda domanda, ossia "se sia emersa la volontà di procedere seriamente per una definitiva risoluzione del problema e cioè attivarsi affinché l'enorme masso venga finalmente fatto brillare", non essendo personalmente un tecnico, non mi permetto di definire come unica soluzione seria quella del brillamento della frana sia perché i volumi interessati sono molto superiori al masso sulla regionale di Bionaz, citato nell'interpellanza, sia perché ogni situazione di questo tipo fa storia un po' a sé e non è automaticamente replicabile. So peraltro che l'ipotesi è stata considerata tra le possibili soluzioni da adottare, ma, secondo quanto riferito dagli uffici competenti che ai tempi erano stati coinvolti nei vari tavoli tecnici della Prefettura di Torino, l'ipotesi di brillamento presentava due possibili scenari non prettamente positivi: uno che non capitasse nulla in quanto la deflagrazione assorbita dalla massa disarticolata, il secondo invece dove i massi fatti brillare destabilizzassero la porzione a monte con volumi complessivi in gioco che potessero poi cancellare sia autostrada che ferrovia e abitazioni, interessando anche la Dora Baltea. Con il prossimo completamento del paramassi si potranno comunque fare delle nuove considerazioni sull'ipotesi di far brillare i volumi isolati instabili, i cui movimenti fanno scattare gli scenari di allarme, che, ripeto, sono almeno dieci volte maggiori rispetto a quello citato dall'interpellanza quale possibile intervento di ulteriore mitigazione.

Passando alla terza iniziativa, con l'interpellanza poc'anzi illustrata si chiede al Governo regionale sempre in merito alla frana in località Chiappetti: "quali siano le misure concrete adottate preventivamente per informare la popolazione e gli utenti della strada in merito ai potenziali disagi derivanti dalla situazione di rischio". Ora, l'attività comunicativa e informativa è importantissima, ma è anche oltremodo complessa; si rischia, in effetti, sempre di dire o troppo o troppo poco e trovare la giusta misura può essere molto difficoltoso. Da un lato, la comunicazione preventiva che segnali che su quel tratto di strada ci possono essere dei disservizi fino alla totale chiusura dell'autostrada quando esiste una possibilità alternativa sulla strada statale avrebbe un'efficacia molto limitata, perché, al di là degli operatori commerciali che devono rimanere normalmente sull'asse autostradale, qualsiasi altra utenza semplicemente ci prova, sperando che la coda si risolva rapidamente. Questo accade in termini generali a ogni giornata di esodo o controesodo su tutte le strade, quando preventivamente vengono etichettate come giornate da "bollino nero" o rosso, dove l'utenza stradale, indipendentemente dall'azione comunicativa, è sempre più intensa perché quelli sono i giorni in cui può muoversi o perché si spera, come detto, che le eventuali code si risolvano rapidamente. La situazione specifica di cui parliamo, come già ampiamente ricordato, è fortunatamente rara, anche se indubbiamente con forti impatti sull'accesso o l'uscita dalla nostra regione. È inquadrabile, di fatto, come un incidente grave, che blocca completamente la circolazione e che impone l'attivazione del piano prefettizio di viabilità alternativa sul quale sono stati apportati negli anni numerosi aggiornamenti. Ora, abbiamo avuto anche una concreta attuazione dello stesso e sicuramente l'analisi della gestione degli accodamenti e dell'instradamento verso le strade alternative sarà approfondita per migliorare future attivazioni che speriamo ovviamente di non dover mai attuare. Se avessimo veicolato preventivamente una comunicazione più forte, fino a sconsigliare vivamente di mettersi in strada, forse ora starei rispondendo a un'iniziativa su una comunicazione terroristica che avrebbe causato il fioccare delle disdette dei turisti. Ripeto: comunicare è molto complesso, le ricadute di quanto e come si comunicano non sono così prevedibili. Tornando nello specifico agli aspetti informativi dati il 18 aprile, quando è scattato il livello più alto di allertamento per la frana, la comunicazione della chiusura dell'autostrada è stata fornita dal concessionario SAV utilizzando i pannelli a messaggio variabile PMV agli ingressi di tutti i caselli e sull'autostrada. Non abbiamo informazioni sul tratto di gestione del nuovo concessionario, ITP, ma l'informazione è stata fornita anche sui canali istituzionali di entrambe le concessionarie, così come veicolata anche dall'Ufficio stampa regionale sui vari mezzi di comunicazione.

Si chiede poi: "se non si ritenga che la mancanza di un'adeguata informazione preventiva abbia contribuito a esacerbare i disagi subiti dagli automobilisti e se si intendano adottare misure per evitare il ripetersi di tali situazioni". Non credo sia una questione di mancata o inadeguata comunicazione preventiva, forse la comunicazione può essere migliorata, ma che la situazione generale nel nord ovest e in particolare in Valle d'Aosta fosse critica era stato ampiamente comunicato e diffuso. Come detto in precedenza, in questa occasione, soprattutto quando ci sono periodi di festività o di vacanze anche scolastiche, anche internazionali, con viaggi e soggiorni già prenotati e pagati, l'informazione non incide più di tanto sulla decisione di mettersi in strada, indubbiamente ci possono essere margini di miglioramento e le strutture regionali preposte si adopereranno, e si sono già adoperate, per attivare degli opportuni tavoli per adottare alcune misure da concordare preventivamente con le Prefetture limitrofe e il COA non solo in merito ai sistemi informativi, agli strumenti fissi e mobili, ma anche ai contenuti dei messaggi da preconfezionare come tipologia e descrizione. Analogamente migliorie potranno derivare dalla messa a punto di uno specifico piano di comunicazione e dagli accordi anche con le autorità francesi e svizzere. È bene comunque rimarcare che, al netto delle migliorie che possono esserci a livello di comunicazioni, i disagi alla circolazione non sono evitabili in una situazione analoga a quella vissuta con la somma del traffico ordinario a quello straordinario di Pasqua e dovendo garantire quel flusso già intenso sulla A5 aperta tutto sulla SS 26 che non è ovviamente dimensionata per sostenerlo.

Voglio infine anche ricordare che non c'era solo quella criticità, ma numerosissime altre criticità da gestire in contemporanea. Nel resto della Valle ci sono stati fino a 26 mila utenti senza corrente, il riscaldamento, altri isolati con alcuni casi di evacuati e nel momento di maggiore criticità fino a diciassette strade regionali chiuse con interventi di pulizia e sgombero da detriti e piante da portare avanti. A un certo momento vi era stata anche la chiusura dei due Trafori, quello del Monte Bianco e quello del Gran San Bernardo, che non fosse il caso di mettersi in viaggio verso la Valle d'Aosta, pertanto, era abbastanza intuibile, ma erano imminenti le festività pasquali e il successivo ponte del 25 aprile, per cui il traffico era già comunque più intenso dell'ordinario, peraltro con una maggioranza costituita da turisti di passaggio, sia italiani che stranieri, turisti che sono molto difficilmente raggiungibili per fornire loro informazioni puntuali per il preavviso necessario per evitare loro i disagi.

Dalle ore 19:39 riassume la Presidenza il presidente Bertin.

Bertin (Presidente) - Per la replica, ha chiesto la parola al consigliere Planaz, ne ha facoltà.

Planaz (RV) - Ringrazio il presidente Testolin per la risposta. Sicuramente noi, come gruppo di Rassemblement Valdôtain, a seguito della sua lunga risposta articolata dovuta a tutta una serie di dinamiche che, come lei ha sottolineato, sono avvenute in quei giorni, al di là del fatto delle precipitazioni che sono cadute intensamente, soprattutto in quelle aree molto delicate che, di conseguenza, hanno creato tutti questi disagi... io capisco e ringrazio tutti quelli che hanno collaborato per gestire sia il traffico che le eventuali criticità sulla frana e, come lei ha detto, anche tutte le utenze che erano senza luce e quant'altro, perché capiamo che in questi momenti non è facile, è facile criticare, ma poi, quando si è lì e si deve risolvere le cose, non è sicuramente una cosa facile da gestire. Cosa succede? Succede che ci troviamo con queste precipitazioni intense a ridosso delle festività di Pasqua, in un momento che sì, anche se sono stati emanati tutta una serie di comunicati che invitavano le persone a non muoversi... però voglio ricordare e anche far capire le criticità che ci sono in quella zona e chiedo scusa se vado a fondo con questi esempi perché vivo la zona sia dalla parte valdostana ma anche dalla parte piemontese, non ci sentiamo così esclusi. Io capisco che non è competenza regionale la parte che ricade la frana, però noi in quelle comunità ci siamo visti coinvolti in questa criticità tanto quanto come quelli che erano abitanti di quelle comunità, Quincinetto e tutti i Paesi limitrofi dove sorge il problema.

Cosa posso dire? Immaginiamo tutto quello che è successo, la Dora Baltea che ha esondato tutta la pianura eporediese, Ivrea e tutta l'area destra scendendo verso Torino e tutto questo esodo che si stava spostando per venire nella nostra regione, ma non solo per le festività di Pasqua o per il weekend del 25 aprile e quant'altro... ma io ero nella zona e in quelle strade c'erano Francesi... e fa piacere che sono state anche avvisate tutte le Prefetture sia francesi che svizzere e quant'altro, ma c'era una sorta di esodo di tutta l'area alpina, comprendente anche le aree che non riguardano i nostri territori. Cosa è successo? La Statale 26 da Santhià verso la Valle d'Aosta era l'unica strada percorribile in quei giorni e non dico che c'era imbottigliamento perché è troppo lieve, ma logicamente, dirigendo tutto il traffico, tutte le strade secondarie del Canavese e poi arrivando a noi fino a Pont-Saint-Martin... che poi le code proseguivano anche a seconda dei momenti fino a Hône Bard, e penso che ne siamo stati tutti testimoni... questo fa sì che ci deve far pensare per il futuro.

Sappiamo tutti che è stato un caso eccezionale, ma occorre tenere l'attenzione alta perché se precipitazioni di questo tipo l'anno scorso a giugno si sono soffermate più verso il versante Champorcher e Cogne, adesso, se esaminiamo, non sono andate molto distante, sono più spostate verso la Bassa Valle, ma se precipitazioni di questo tipo vanno a ridosso di questa frana, logicamente l'allerta sale e poi si chiude di conseguenza tutto il tratto dell'autostrada, ma non dimentichiamoci che l'autostrada non è molto lontana dalla Statale, non è che chiudendo l'autostrada si risolve il problema di tutta la sicurezza. Sì, è un primo passo, qualcosa bisogna fare, lo capiamo tutti, però non con questo risolviamo tutti i problemi di sicurezza.

Noi, come gruppo di Rassemblement, chiediamo a tutto il Governo... noi faremo tutto quello che è possibile per far sentire la nostra voce anche ai Ministeri competenti e lo faremo con una prossima mozione, se non la discuteremo nel prossimo Consiglio, la discuteremo in quello dopo, mentre avremo le risposte del Tavolo che ha appena accennato del 13 maggio e speriamo di avere o cercare di mettere in piedi delle risposte concrete per risolvere questa problematica.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.

Lucianaz (GM) - Anch'io per motivare quest'interrogazione. Già il 17 aprile, giovedì, chi purtroppo non poteva prendere il treno perché il treno a Ivrea si era fermato ha dovuto fermarsi per cinque ore prima di poter arrivare ad Aosta. Queste cose vanno sottolineate e non solo giovedì naturalmente.

Certo, bisogna organizzarsi, lei come me è cresciuto quando in Valle d'Aosta esisteva lo slogan "Carrefour d'Europe", che significa che c'è gente che arriva dall'Europa, che transita in Valle d'Aosta e naturalmente si aspetta strade aperte. Poi è vero, succedono delle calamità ma ho giustificato l'intervento dell'assessore Sapinet quando prima ci ha parlato di una Valle d'Aosta completamente bloccata, tutte le strade regionali praticamente erano chiuse, compresi anche i Tunnel, in questo caso è diverso, Presidente, perché in questo caso sappiamo benissimo dov'è il problema, sappiamo dov'è questa frana e bisogna affrontare il problema. Non sarà competenza della Valle d'Aosta, lei l'ha spiegato bene, però qua non siamo a Vercelli dove ci sono 48 strade che escono dalla città, qua c'è un'arteria ed è la Statale e, se l'autostrada ce la chiudono una volta perché c'è ghiaccio, una volta perché c'è un incidente, una volta perché c'è una frana che minaccia, mi spieghi lei come si può transitare in questa Valle. Per carità, la problematica c'è, ma sappiamo anche dove è posizionata, c'è una frana e bisogna risolverla. È compito suo, visto che è Presidente della Valle d'Aosta, occuparsene.

Abbiamo visto Bertino abbattere una montagna al Couis, penso che una frana si possa affrontare. Io le ho parlato di brillare come è successo sulla strada di Bionaz, ci saranno delle problematiche sicuramente, quando si fa brillare un masso, ci sono delle problematiche, però il problema va affrontato una volta per tutte e non che ogni volta che la precipitazione è particolarmente importante si deve già allertare e mobilitare mezza Protezione civile, più Prefetture, vigili, alpini e chissà cos'altro.

Mi fermo qui solo per ricordarle che c'è un problema, sappiamo dov'è localizzato, spetta anche a lei il compito di affrontarlo e risolverlo.

Presidente - La parola al consigliere Ganis.

Ganis (FI) - Ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto e ringrazio ovviamente il presidente Testolin per la risposta molto articolata, anche perché il tema è molto importante e molto spinoso. Sicuramente la "tempesta perfetta", a nostro avviso, sta diventando un po' una scomoda... anzi una comoda scappatoia per evitare un po' di affrontare le proprie mancanze. Mi permetta solo un piccolo inciso: a nostro avviso, è proprio venuta a mancare una comunicazione tempestiva, quindi ci auguriamo che questi episodi in futuro si possano evitare. Noi, come gruppo, continueremo a vigilare e a monitorare il problema. Permettetemi di ringraziare il Sindaco di Quincinetto, che è sempre molto attento a questa problematica.