Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4697 del 8 maggio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4697/XVI - Interpellanza: "Creazione di un Dipartimento delle professioni sanitarie e di alcune unità operative complesse".

Bertin (Presidente) - Punto n. 32. Consigliere Restano, a lei la parola.

Restano (RV) - Come già accennato in precedenza, nel mese di ottobre del 2023, con deliberazione del Direttore generale, è stato approvato l'atto aziendale della nostra Azienda unità sanitaria locale. L'articolo 6 evidenzia quali sono gli scenari e il posizionamento strategico della nostra Azienda, un'azienda unica a livello regionale, dotata di un territorio con caratteristiche geomorfologiche uniche a livello nazionale, posta a grande distanza geografica e quindi temporale dai centri ospedalieri e universitari, una popolazione residente numericamente limitata, con prevalenza di popolazione anziana, un autofinanziamento del sistema sanitario regionale che ha consentito un finanziamento superiore alla media nazionale. Prosegue con altri punti caratterizzanti e conclude dicendo che, fatta quest'analisi, ne derivano delle linee strategiche, una di queste è la massima collaborazione a USL Regione, con la personalizzazione dei provvedimenti in base alle caratteristiche locali, la capacità di adattare modelli, normative e programmazioni nazionali alle reali necessità del territorio, anche grazie a maggiori margini di autonomia. Un altro punto caratterizzante dell'atto aziendale è la massima attenzione alle risorse umane, anche al fine di fidelizzare i professionisti, sovente parliamo di attrattività e si va in questo senso. L'Azienda identifica lo stile leadership partecipativo come caratteristica richiesta a tutti i ruoli di responsabilità, impegnandosi a ricercarlo nella selezione del personale, nella valutazione dello stesso, nelle progressioni di carriera e favorendo tramite la formazione più in generale e tramite la progressiva costruzione di una cultura aziendale coerente con questo principio... si parla poi anche di benessere lavorativo e di clima organizzativo favorevole.

Fatte queste premesse, poi si approva l'atto aziendale che prevede l'istituzione della Direzione professioni sanitarie, riassunto in Di.P.Sa in staff alla Direzione strategica. Sotto la Direzione delle professioni sono previste in linea diretta il Responsabile, quindi una Dirigenza di struttura semplice di area ospedaliera, e un Responsabile di area territoriale e prevenzione. Questo avviene a fine 2023.

Noi con la nostra interpellanza chiediamo se, a distanza di un anno e mezzo dall'approvazione dell'atto aziendale, sia stato assegnato l'incarico di Direttore della struttura complessa a Di.P.Sa e delle strutture semplici di responsabili di area ospedaliera e di area di prevenzione del territorio. Perché diciamo questo? Perché la riforma del 2000, la 251, prevedeva sì l'istituzione della Dirigenza delle professioni sanitarie, ma ha previsto anche l'istituzione delle strutture semplici. Una ricerca fatta e presentata nel 2004 su "Mondosanità", che riguarda tutte le altre Regioni, prevede un Dipartimento organizzato in maniera un pochino diversa in quattro aree. Allora, ritornando all'articolo 6 che ho citato, quello di fidelizzare il personale, che parla di benessere organizzativo, di adattare l'Azienda alle caratteristiche locali, viste le distanze dalle altre aziende sanitarie, dai grossi centri ospedalieri, di gratificare il personale, quindi di essere più attrattivi, noi chiediamo se si intende valutare l'opportunità, per raggiungere gli obiettivi politici che ci si è prefissi con il piano della salute e del benessere sociale, già peraltro in scadenza... come ribadisco tutte le volte, di procedere, così come indicato dalle varie riforme sanitarie che si sono succedute nel tempo, a partire dalla 502 fino ad oggi, a creare in seguito al Dipartimento delle professioni sanitarie anche l'Unità operativa delle professioni infermieristiche e ostetriche, l'Unità operativa delle professioni della riabilitazione, l'Unità operativa delle professioni tecnico-sanitarie e l'Unità operativa delle professioni della prevenzione.

Presidente - Risponde l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Relativamente all'assegnazione della struttura complessa Direzione professioni sanitarie, Di.P.Sa dell'Azienda USL, richiamiamo integralmente la risposta già fornita all'interpellanza della collega Guichardaz in merito all'attuazione dell'atto aziendale; in tale risposta abbiamo già spiegato che il bando di selezione dell'incarico è in itinere. Volentieri quindi ripetiamo che alla scadenza del bando, nei trenta giorni successivi alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, pervenute le domande, si provvederà al sorteggio della Commissione e quindi a identificare la prima data utile per il concorso.

Riguardo alle strutture semplici, quali l'articolazione della struttura complessa Di.P.Sa., ci sembra superfluo ricordare che, per assegnare le strutture semplici, è necessario avere i dirigenti nel ruolo specifico con anzianità di almeno cinque anni, però questa sua prima parte di risposta ci consente anche di dire - e mi dispiace non ci sia la collega Guichardaz in aula - che, come lei sa, di solito si risolvono prima i problemi delle strutture complesse e poi, di conseguenza, delle strutture semplici collegate alle strutture complesse perché il direttore di struttura complessa nuovo di solito è coinvolto nella decisione della definizione dei responsabili di struttura semplice. Questo è il motivo per il quale questa mattina, nel declinare l'atto aziendale nel suo dipanarsi, non ho rappresentato le strutture semplici collegate alle strutture complesse perché naturalmente quello sarà possibile farlo solo nel momento in cui le strutture complesse avranno una loro soluzione. Solo dopo la nomina quindi del Direttore della nuova struttura complessa, come del resto è espressamente previsto dall'atto aziendale, si potranno attivare le nuove strutture semplici collegate alla struttura complessa del Di.P.Sa.. La loro copertura, ovviamente, sarà possibile nella misura in cui vi saranno dirigenti con le caratteristiche su citate rispetto quindi ai cinque anni di dirigenza previsti.

Venendo alla domanda n. 2, nell'apprezzare, collega Restano, la proposta che lei porta all'attenzione, riteniamo che al momento, per un buon funzionamento della nostra Azienda USL, possa essere sufficiente dare una completa copertura alle strutture che la recente previsione dell'atto aziendale ha previsto, l'atto aziendale ha 18 mesi. In tal senso, come abbiamo appena chiarito, riteniamo importante che l'Azienda USL possa procedere nel più breve tempo possibile - siamo sicuri che è d'accordo anche lei - con l'individuazione del Direttore della struttura complessa Di.P.Sa. e, di conseguenza, con l'individuazione poi dei responsabili delle strutture semplici in cui è previsto che la medesima vada ad articolarsi. Tra l'altro, lei che è persona attenta a queste dinamiche saprà anche che il semplice fatto che l'atto aziendale sia arrivato a prevedere che ci sia una struttura complessa come il Di.P.Sa. e non più soltanto una struttura come il SITRA è già una forte attenzione organizzativa e di professionalità nei confronti di quella parte di professionalità. La creazione invece di un Dipartimento fa sottendere che nel medesimo debbano essere presenti più strutture complesse che devono essere coordinate. C'era un caso nel precedente atto aziendale in cui c'era un Dipartimento con una sola struttura complessa, una delle cose che abbiamo fatto è stata appunto rafforzarlo, arrivando a portare più strutture complesse e speriamo ce ne siano sempre di più. Evidenziamo infatti che un'organizzazione come quella che è proposta non viene adottata neppure in contesti dove vi sono aziende sanitarie di dimensioni significativamente superiori rispetto a quella presente sul nostro territorio regionale. In tal senso è bene ricordare che, se paragonata ad altre realtà nel panorama italiano, la nostra Regione con la sua Azienda sanitaria assolve un ruolo in un distretto sanitario. È quindi importante valorizzare le specificità e i punti di forza del nostro servizio sanitario, mantenere uno sguardo lucido e realistico facendo i conti con il contesto concreto in cui ci troviamo a operare, continuando a lanciare il cuore oltre l'ostacolo.

Ricordiamo che nell'area ospedaliera della nostra sanità sono presenti circa ventiquattro strutture complesse in una struttura di idea di secondo livello che coprirebbe una comunità da oltre un milione di abitanti sono quasi una trentina, per cui siamo in stra deroga rispetto a lanciare il cuore oltre l'ostacolo, come a lei piace spesso dire nello sfruttare la nostra autonomia.

La narrazione appena fatta, grazie a quest'iniziativa, rende infatti evidente che, anche a fronte di nuove opportunità e di una grande professionalità infermieristica presente nella nostra Azienda, la logica dei nostri piccoli numeri può essere un limite che tutti assieme dobbiamo quindi superare.

Presidente - Consigliere Restano, a lei la parola.

Restano (RV) - Ho ascoltato con attenzione la sua risposta. Mi preme sottolineare come sia elastico o utilizzata in maniera elastica la caratteristica della Valle d'Aosta di essere con numeri ridotti, vale a dire per andare in stra in deroga per le strutture complesse lo abbiamo fatto e siamo saltati oltre l'ostacolo, per due strutture in più, per le professioni sanitarie diventa una cosa impossibile. Io le ho chiesto la volontà politica e devo dire che alcune Regioni sono andate molto oltre. Non è una questione di numeri, è una questione di competenze, a volte ce lo dimentichiamo. Ciò che conta sono le competenze professionali non i numeri, noi non avremmo il presidio ospedaliero che abbiamo se guardassimo solo i numeri, invece abbiamo fatto una scelta per me vincente: quella di avere più competenze e di dare un servizio diverso alla popolazione, senza ricorrere, come dice giustamente l'atto aziendale, a centri ospedalieri molto lontani da noi. Comunque un Consigliere del PD della Regione Campania ha presentato una mozione al Presidente del PD (approvata naturalmente) dove sollecitavano il Consiglio a votare questa mozione (parlo del 2025) affinché fossero previste le quattro unità operative complesse. È stata votata perché ritenevano, l'Amministrazione sanitaria e le sedici aziende sanitarie - mi sembra che siano sedici -, di essere in ritardo rispetto all'applicazione di questa norma. Io colgo con simpatia quest'azione fatta dal Consigliere del PD, dal Consigliere dei 5 Stelle e da un Consigliere socialista, hanno avuto il coraggio, forse concordato con il Presidente, che sovente vediamo in televisione, di gettare il cuore oltre l'ostacolo. Questo per gratificare il personale, ma soprattutto per riconoscere, l'ho detto prima, la professionalità di questo personale, ma non è un caso isolato, sono in buona compagnia.

Se andiamo su "Mondo Sanitario" - è una rivista sanitaria che ha fatto una pubblicazione e una ricerca sulle unità operative delle professioni sanitarie -, si vede che tante Regioni sono così: l'Emilia Romagna, per esempio, il Veneto che ha una sanità di eccellenza, le Marche, c'è tutto un confronto. Non viene fatto in base ai numeri ma, come ho detto prima, in base al servizio che si vuole erogare alla popolazione. Resta evidente che lo possiamo fare anche noi, possiamo tutti insieme predisporre una bella mozione dove invitiamo l'Azienda sanitaria ad agire in tal senso, potrebbe essere firmata da tutti i Capigruppo e votata all'unanimità. Sarebbe un bell'atto di indirizzo nei confronti della nostra Azienda e forse in questo caso dimostrerebbe tanta attenzione verso il personale e farebbe un'azione utile a evitare che il personale emigri nella vicina Svizzera o verso il privato per prestare la propria opera professionale e vedersi gratificato.