Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4694 del 8 maggio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4694/XVI - Interpellanza: "Iniziative volte a contrastare il calo delle nascite e sostenere le famiglie".

Sammaritani (Presidente) - Passiamo al punto 30 all'ordine del giorno. Per l'esposizione, la parola al consigliere Ganis.

Ganis (FI) - Mi rivolgo a voi oggi per discutere di una delle sfide più urgenti che la nostra Regione e anche l'intero Paese si trovano ad affrontare: il preoccupante calo delle nascite. Dai dati Istat si evince che la Valle d'Aosta sta registrando un decremento della natalità e che noi non possiamo più permetterci di ignorare. Questo fenomeno, che in Italia è costante da anni, nel 2023 ha visto il numero medio di figli per donna attestarsi a 1.20, un valore che si avvicina al minimo storico 1.19 dell'anno 1995. Le ripercussioni di questo calo demografico sono devastanti per il futuro della nostra Regione, un minor numero di nascite significa una popolazione più anziana, una forza lavoro ridotta, un sistema di welfare sotto pressione e un tessuto sociale impoverito, quindi è doveroso riconoscere che questo Consiglio ha già affrontato il tema in passato, con diverse iniziative e proposte volte a sostenere la natalità, tuttavia i dati ci dicono che le misure messe in campo finora non sono state sufficienti a invertire la tendenza. Dobbiamo quindi interrogarci sulle cause profonde di questo fallimento e agire con maggiore determinazione e con una visione strategica. Tra i fattori che contribuiscono al calo delle nascite troviamo sicuramente la precarietà lavorativa, che rende difficile per i giovani costruire un progetto di vita e di famiglia, la difficoltà di conciliare vita familiare e lavoro, soprattutto per le donne, che rappresenta un ostacolo significativo. La carenza di servizi di supporto, come asili nido o strutture per l'infanzia e i costi elevati per la cura dei figli completano un quadro complesso e preoccupante. Di fronte a quest'emergenza demografica è fondamentale che la nostra Regione si assuma le proprie responsabilità e metta in campo politiche incisive e integrate. Non possiamo più accontentarci di misure tampone, è necessario un approccio sistemico che affronti le cause strutturali del calo delle nascite e che sostenga concretamente le famiglie.

Con quest'iniziativa, come gruppo, chiediamo all'Assessore competente di fare chiarezza sullo stato attuale della natalità nella nostra Regione, di analizzare le cause del fenomeno e illustrare le misure adottate finora ed eventualmente anche le ulteriori iniziative che si intendono intraprendere. Il futuro della nostra Regione è nelle nostre mani, anzi, direi a questo punto nelle vostre mani e non possiamo più permetterci di fallire. Per queste ragioni quindi il sottoscritto interpella il Presidente della Regione o, meglio ancora, a questo punto l'Assessore, perché l'ultima volta mi ha risposto il Presidente della Regione, per chiedere: "qual è lo stato attuale della natalità nella nostra regione, con dati specifici relativi agli ultimi anni e un confronto con la media nazionale; quali sono le principali cause del calo delle nascite nella nostra regione"; quali misure sono state adottate fino ad oggi e "quali ulteriori iniziative si intende intraprendere per contrastare il calo demografico...".

Dalle ore 15:34 riassume la Presidenza il presidente Bertin.

Bertin (Presidente) - Risponde l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Dai dati forniti dall'Osservatorio regionale emerge una situazione di progressivo calo della natalità ancor più marcato che a livello nazionale, l'indice di natalità in Valle scende infatti dal 6.7 per mille del 2019 sino al 5.2 del 2024. Dalle analisi dell'Osservatorio emerge come in molte altre realtà regionali una significativa diminuzione della popolazione dovuta soprattutto alla denatalità. La denatalità in Valle d'Aosta ha origini lontane, potremmo dire secolari, ma partiamo dai primi anni Settanta dove una progressiva e sensibile riduzione ha portato oramai da tempo il tasso di fecondità sotto l'1.5, un valore considerato dai demografi come una soglia critica, ripeto, dall'inizio degli anni Settanta. A partire dal 2015 tale valore è sceso ulteriormente per arrivare nel 2024 a toccare 1.17, un livello tra i minimi storici. Se nel 2009 si vedevano ancora superare le 1.300 nascite all'anno, nel 2024 vediamo un minimo storico di circa 650 nati, sebbene il calo delle nascite sia dovuto a diversi fattori e in larga parte condizionato dalla crisi demografica che ha già investito le generazioni passate.

Il dato più significativo è il crollo del numero di genitori, con un forte assottigliamento delle coorti, quindi dei gruppi, di età potenzialmente fertili, considerate demograficamente tra i 15 e i 49 anni a causa di una popolazione che sta sempre più invecchiando. Basti pensare - e questo è il dato che, secondo me, rende evidente più di tutto quanto il resto su cosa bisogna concentrarsi - che solo 15 anni fa nella nostra regione le donne in età fertile erano circa 28.500, mentre oggi sono 22.800, con una diminuzione quindi del 20%. A questo fattore puramente demografico si aggiunge il perdurare di un tasso di fecondità basso che continuando a scendere sta aggravando la situazione. Oltre a ciò si aggiunge il fatto che in Valle d'Aosta, come in Italia e in molti altri Paesi del mondo occidentale, la scelta di avere figli si è via via tendenzialmente posticipata nel tempo. In Valle, ad esempio, l'età media delle madri al parto è passata dai 30.5 anni del 2000 sino agli odierni 32.5 anni. Ciò porta inevitabilmente a ridurre il tempo biologico a disposizione delle donne per procreare. La sintesi è quindi che quest'aspetto si somma, come abbiamo considerato, alla crisi demografica e all'invecchiamento progressivo della popolazione a cui corrisponde una diminuzione delle donne in età fertile. Sono questi tre-quattro fattori che stanno generando questo tipo di situazioni da quasi 60 anni. Per contrastare questa complessa situazione a favore della crescita delle famiglie e della natalità, serve quindi un approccio che affronti contestualmente gli aspetti economici, sociali e culturali, per cui, collega Ganis, io la ringrazio per la stima e la fiducia, però non è la mia risposta e neanche il Governo che potrà rispondere a un problema che riguarda tutti e che ha almeno 70 anni di storia.

Venendo alle domande 2 e 4, rispetto alle misure già adottate o a quelle future, abbiamo già riferito in occasione dell'iniziativa del collega Restano che nello scorso mese di gennaio trattava i medesimi quesiti posti oggi, confermiamo quindi che nella nostra Regione la percentuale di offerta dei servizi socio-educativi a favore della prima infanzia è tra le più alte in Italia ed è in continua crescita. È continuo l'impegno volto ad aumentare il finanziamento dei servizi di nido di infanzia, aumentandone la possibilità di accesso e soddisfacendo le richieste degli Enti locali. Siamo quindi passati da uno stanziamento per il 2025 di 7 milioni e mezzo a uno stanziamento di 7.845.000 per il 2026 fino a uno stanziamento di quasi 8.400.000 per il 2027. A partire dal 2024, tra l'altro, abbiamo ridotto del 20% le rette a carico delle famiglie per il servizio di asili nido e di spazio gioco. Inoltre a favore del servizio di tata familiare abbiamo previsto quest'anno risorse aggiuntive pari a 400.000 euro annui per incrementare il valore dei voucher sempre a favore delle famiglie.

Come previsto nella mozione approvata dal Consiglio nello scorso mese di febbraio, su proposta anche del collega Manfrin, il Tavolo interistituzionale con il supporto dell'Osservatorio regionale economico e sociale rappresenta nei fatti la sede naturale e funzionale a garantire un'ampia e puntuale lettura dei bisogni delle famiglie ed è in quella sede che potrà essere trattato anche il tema della denatalità e, tra l'altro, il prossimo mese ci sarà un appuntamento dedicato.

Rispetto al tema trasversale di incentivare la natalità, ricordiamo l'impegno che l'Amministrazione ha messo in campo coinvolgendo larga parte delle strutture regionali, oltre che al sottoscritto, quella dei colleghi Bertschy, Caveri e Guichardaz per favorire la partecipazione alle politiche attive e la conciliazione casa-lavoro, il sostegno alla genitorialità e all'accompagnamento, il sostegno e cura delle famiglie, la crescita demografica e il benessere delle famiglie, con un forte impegno nella formazione e nell'educazione che riassumo sinteticamente:

1) i servizi di conciliazione famiglia-lavoro per le persone disoccupate inserite nel programma GOL 2024-2025 impegnate in un percorso di politica attiva e gravate da carichi di cura nei confronti dei familiari con un voucher con i figli a carico con disabilità di età compresa tra i 3 e i 21 anni. Parallelamente nell'ambito del programma regionale FSE PLUS sono allocati 5 milioni di euro per i voucher di conciliazione su cui lavora un gruppo di lavoro trasversale delle Politiche del lavoro e delle Politiche sociali per l'attuazione di una serie di politiche per sostenere la famiglia nella conciliazione lavorativa. Sempre nella conciliazione vita-lavoro si è iniziato a lavorare a un progetto di welfare aziendale integrato per servizi ulteriori rispetto a quelli per i bimbi dagli 0 ai 3 anni nel nido dell'Azienda USL;

2) servizi per la prima infanzia extra scolastici per il tempo libero, sono stati attivati servizi di doposcuola nell'ambito della coprogettazione del terzo settore, contributi per centri estivi con attenzione anche al tema della disabilità e servizi prima infanzia e tata familiare già precedentemente citati;

3) la valorizzazione di occasioni e spazi strutturati di incontri per le famiglie, evitandone l'isolamento con il nuovo Centro per le famiglie che si rivolge a tutte le famiglie presenti sul territorio valdostano;

4) abbiamo poi avviato azioni specifiche volte a supportare la famiglia nei primi momenti e lungo ogni fase del suo ciclo di vita: dalle giovani coppie ai genitori con figli, comprese le famiglie inserite in percorsi di affido o adozioni, sino alle famiglie che attraversano difficoltà nella gestione della genitorialità. Inoltre è stato avviato in via sperimentale un servizio educativo e pedagogico a sostegno della neo genitorialità, con consulenza individualizzata alle neo famiglie, attività di sostegno di gruppo e di orientamento all'utilizzo dei servizi rivolti alla prima infanzia sul territorio;

5) lo sviluppo di azioni di sensibilizzazione in favore delle famiglie sull'utilizzo del servizio di Assistenza Domiciliare Educativa (l'ADE), con specifica attenzione ai nuclei in condizioni di fragilità;

6) l'affiancamento dei genitori nell'accogliere la disabilità dei figli, promuovendo percorsi formativi dedicati a percorsi di costruzione dei progetti di vita con l'UVMDi, oltre a una serie di interventi particolari per alcuni tipi di disabilità;

7) la realizzazione di attività di promozione culturale di contrasto alla violenza di genere e gli interventi a sostegno dei minori;

8) la valorizzazione della funzione sociale svolta dai genitori affidatari e adottivi nel favorire la crescita positiva dei bambini mediante un percorso di accompagnamento costante e qualificato.

Potrei andare avanti, ma mi fermo. Come detto in premessa analizzando la situazione regionale intervenire sulla denatalità in corso è molto difficile in quanto il fenomeno è influenzato anche da fattori oggettivamente numerici. In Italia, negli ultimi decenni il numero di donne in età fertile, ovvero quelle comprese nella fascia tra i 15 e 49 anni, ha registrato una costante diminuzione, scendendo dal 12,6% tra il 2000 e il 2023 e, secondo le stime Istat, anche le proiezioni future non sono incoraggianti. In sintesi, la progressiva riduzione del numero di donne in età fertile è un elemento cruciale che incide sul calo della natalità e anche un eventuale aumento del tasso di fecondità medio per donna non sarebbe sufficiente a compensare questa riduzione in assenza di mirate politiche migratorie e demografiche nazionali. Inoltre affrontare la denatalità anche rispetto al venir meno delle reti familiari e alla frammentazione familiare richiede un approccio integrato e di lungo termine.

Come detto, anche il tema dell'immigrazione in tale contesto è fondamentale e le politiche migratorie, che nel nostro Paese negli ultimi anni hanno avuto carattere sostanzialmente emergenziale devono ora poter colmare il calo demografico della popolazione attraverso efficaci misure di integrazione, magari mirate a Paesi culturali a noi affini.

L'aspetto del sostegno economico sicuramente incide ma, come evidenziato, non è l'elemento principale, tanto è che gli interventi regionali a sostegno delle famiglie sono numerosi e consistenti anche rispetto ad altri territori del nostro Paese.

Come spesso accade, domande così ampie non sono adeguate a un'interpellanza e le relative risposte non possono essere esaustive, collega Ganis. In sintesi l'oggetto di quest'iniziativa, a mio avviso, il problema della nostra era, quindi la denatalità è perché il problema siamo noi e quindi solo noi possiamo diventare la soluzione. Grazie per l'iniziativa.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.

Ganis (FI) - Grazie a lei, Assessore, per la risposta. Le chiederei gentilmente di inviarci la risposta scritta, in qualche maniera di farci avere i dati che ha ben evidenziato. Ricordo che già nel lontano 2023 avevamo sollevato questo problema, però ad oggi non vediamo ancora soluzioni incisive. Lei ne ha dette tantissime, quindi a questo punto mi auguro che nei prossimi anni ci sarà un boom di nascite, perché con tutti i sostegni che avete messo in campo mi auguro che nel 2026-2027 e 2028 ci sarà veramente un aumento di nascite. Io credo che i problemi vadano risolti, ad oggi avete aspettato a lungo, io credo che la gente fuori non percepisca tutte queste misure che lei ha elencato, mi creda. Chi vive, chi ha una famiglia, chi ha dei figli questi sostegni, mi creda, proprio o non li vede o non li riceve, perché il problema persiste. Parli con le famiglie, parli con chi ha dei figli e vedrà che oggi diventa difficile veramente sostenere una famiglia. Io quindi non so cosa dirle, lei mi ha elencato una serie di misure, mi auguro che funzionino, ad oggi però la realtà è ben diversa. Noi quindi, come gruppo, continueremo sicuramente a vigilare su questa tematica affinché veramente si prendano dei provvedimenti significativi, ma veramente che diano delle risposte non tra cinque o sei anni, ma nell'immediato.