Oggetto del Consiglio n. 4680 del 8 maggio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4680/XVI - Interpellanza: "Piena fruibilità della parte nuova della struttura per anziani 'Maison Regina' nel comune di Gaby".
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Sammaritani (Presidente) - Passiamo al punto n. 19 all'ordine del giorno. Illustra l'iniziativa la consigliera Minelli.
Minelli (PCP) - Quest'interpellanza è stata iscritta per la prima volta all'ordine del giorno del Consiglio del 12 marzo scorso, perché è stata depositata a fine febbraio, sono passati quindi due mesi e mezzo e credo, per forza di cose, che ci sia stato il tempo di compiere qualche passo nella giusta direzione, o almeno questo è il mio auspicio.
Vengo alla questione: quasi 13 anni fa, nel luglio del 2012, si inaugurava a Gaby la sede rinnovata e ampliata della microcomunità per anziani denominata Maison Regina, per tutti noi che viviamo in quel territorio, semplicemente il Regina, dal nome dell'antico albergo che, per lunghi anni, era stata la destinazione dell'edificio di proprietà della famiglia Stévenin.
L'ex albergo era stato acquistato dalla Regione a metà degli anni '80 allo scopo di accogliere le persone anziane e da allora è sempre stato utilizzato con quella finalità.
L'ampliamento dello stabile - con la realizzazione di una nuova ala, i cui lavori erano iniziati nel 2008 e terminati nel 2011 - aveva portato la capienza da 15 a 25 posti letto.
Il costo dell'intervento strutturale aveva superato i 2 milioni di euro (90% a carico della Regione e 10% a carico dell'allora Comunità montana Walser Alta Valle del Lys), a cui si erano aggiunti 400 mila euro per l'acquisto degli arredi, coperti sempre con le stesse percentuali: 90% Regione e 10% Comunità montana.
Al termine della ristrutturazione, lo stabile era stato classificato come struttura di terzo livello, con caratteristiche di elevata intensità assistenziale e complessità organizzativa, idonea ad accogliere persone non autosufficienti con gravi problemi.
Quindi in quel pomeriggio del 6 luglio del 2012, in cui ero presente, erano davvero tante le aspettative e la soddisfazione di veder finalmente aprire la porta nuova del Regina, aspettative che sono state completamente disattese, perché, a distanza di ben 13 anni, quell'ala è ancora incredibilmente chiusa, per essere più precisi, non è mai stata aperta se si esclude l'utilizzo di un paio di stanze in piena pandemia da Covid per pazienti da tenere in stretto isolamento.
Un intervento, quindi, che è costato alla collettività oltre 2 milioni e mezzo di euro su un edificio che è vuoto e inutilizzato.
È una cosa che sconcerta ovviamente la Comunità e risulta incomprensibile ai più, soprattutto a fronte di un aumento esponenziale della popolazione anziana non autosufficiente.
Ancora di più considerato che per quasi 13 anni in quella nuova ala deserta si sono comunque dovute sostenere delle spese, per esempio delle spese di riscaldamento che forzatamente deve essere tenuto al minimo per mantenere in efficienza tutto l'impianto.
Al momento del deposito di quest'interpellanza - come dicevo, a fine febbraio - gli ospiti del Regina erano sedici, a cui si doveva aggiungere anche un utente diurno, l'unico che usufruisca, per un breve riposo pomeridiano, di una delle stanze dell'ala nuova.
Ci sono degli anziani residenti a Gaby e anche nei paesi limitrofi, ma soprattutto nel Comune di Gaby, che per mancanza di posti sono stati ospitati in altre strutture, per esempio a Valtournenche.
Non sono in grado di dire se per le loro patologie la struttura di Gaby non sarebbe comunque risultata adatta, può anche essere, ma mi chiedo comunque se con venticinque posti totali non sarebbe stato possibile comunque un inserimento di alcune persone.
Nell'Unité Walser, di cui Gaby fa parte, c'è anche un'altra struttura per anziani, che è la casa Marta Thédy di Gressoney-Saint-Jean, una casa che con i suoi quattordici ospiti è anche quella attualmente al completo.
Ora noi abbiamo visto le disposizioni della delibera di Giunta regionale, la 104/25, e ci chiediamo quali siano le intenzioni della Regione per il futuro di queste strutture perché ci pare di capire, almeno da quel documento, da quella delibera, che la questione di Gaby non venga ancora presa seriamente in carico.
Quello che emerge abbastanza chiaramente - o almeno è quello che io ho capito - è che uno dei problemi è la mancanza, come sempre, di personale.
Anche nell'articolo che è comparso lunedì 17 marzo su Gazzetta Matin (che si è occupata del caso, credo probabilmente a seguito anche del deposito di quest'iniziativa), si indica come causa la mancanza di OSS anche per via dello sbarramento del francese, e poi in quell'articolo si anticipa quella che credo sarà una parte almeno della risposta dell'Assessore oggi, cioè che c'è piena disponibilità a dialogare in maniera collaborativa con i Sindaci di Gaby e di Gressoney-Saint-Jean con la sottolineatura che le OSS e il personale delle micro sono dipendenti dalle Unités e non dalla Regione, e che quest'ultima si riserva di cercare soluzioni per quello che riguarda la parte infermieristica.
Sicuramente lo sappiamo che c'è carenza di operatori sanitari, lo sappiamo bene: sulla questione delle OSS discutiamo da tantissimo tempo ed è certo una situazione critica, ma qui parliamo di una struttura che non è mai stata aperta in tredici anni dalla sua inaugurazione e io credo che oltre un decennio fa il problema delle OSS non fosse ai livelli odierni - anche l'organizzazione dell'assistenza era diversa rispetto a quella attuale - e quindi le domande che la popolazione si pone e ci pone sono, a mio avviso, più che legittime.
In ogni caso, quello che ritengo è che dopo tutto questo tempo, e a fronte di un ingente impiego di risorse pubbliche, sia assolutamente necessario cercare di sbloccare, di trovare il modo di sbloccare una situazione che risulta del tutto incomprensibile, in particolare a coloro che hanno necessità di assistenza e alle famiglie di questi anziani che sono in attesa d'inserimento in strutture dedicate.
So che a seguito di quest'iniziativa qualche cosa si è mossa, so che dovrebbe esserci stato durante il mese di aprile un incontro, un sopralluogo, forse anche più di uno, quindi credo che se ne darà conto nella risposta.
Con queste premesse, quello che si chiede di conoscere è questo: i motivi reali per cui, a distanza di circa tredici anni, la parte nuova della struttura per anziani di Gaby continui a essere inutilizzata; a quanto ammontano le spese di gestione e manutenzione dell'ala tutt'ora chiusa; come si intende intervenire affinché tale struttura sia al più presto pienamente operativa, ospitando finalmente i venticinque ospiti previsti, anche tenuto conto che, a distanza di così tanti anni, potrebbero essere previsti nuovi interventi per garantire la piena efficienza e fruibilità dell'ala nuova.
Presidente - Risponde per il Governo l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Anche questa è un'iniziativa che, purtroppo, arriva dopo tanto tempo, però spero che in questa risposta, siccome lei è persona che fa attenzione alle domande ma anche alle risposte, possa trovare degli spazi amministrativi perché c'è una serie di passaggi tecnici importanti.
L'unità Walser è l'ente gestore di riferimento della struttura di Gaby. Dato che dal 2024 stiamo procedendo a un lavoro specifico dedicato alla situazione di posti letti sanitari carenti su tutto il territorio valdostano, stiamo agendo su tutta una serie di strutture e, per quanto concerne Gaby - avendo già previsto a bilancio regionale, e questo è importante, le risorse necessarie a sostenere il servizio per i nove posti in corso di attivazione, ed essendo in grado di assicurare da sempre, attraverso l'Azienda USL, il servizio infermieristico aggiuntivo che sarebbe necessario - abbiamo avviato le dovute interlocuzioni tecniche con l'Unité per arrivare ad occupare i nove posti in questione.
In tal senso, per ciò che concerne Gaby, c'è stata comunicata la volontà di dare avvio a ulteriori procedure di gestione della nuova ala della struttura in questione, con la volontà di bandire un ulteriore corso per OSS, figure queste indispensabili per la gestione del servizio che, come lei ha richiamato nella presentazione delle sue premesse, a oggi risulta essere in una condizione drammatica il pervenimento e il reclutamento di questo tipo di professionalità socio assistenziali, soprattutto in testata di valle.
L'Unité ci ha inoltre informato circa i diversi tentativi esperiti per reperire personale che non hanno dato riscontri tali da poter procedere all'attivazione dei nove posti per la quale necessita la disponibilità di sei professionalità di nuove OSS.
È evidente di come, anche in questo caso, la mancanza di personale sia la principale causa della situazione attuale e quindi anche della risposta complessiva alla sua domanda.
Tenuto conto della competenza in capo alle Unités des Communes dei servizi residenziali a favore delle persone anziane, ci siamo subito resi disponibili ad affrontare il tema insieme all'Unité Walser e all'Azienda USL, al fine di condividere un possibile percorso di utilizzo complessivo della struttura che avrebbe consentito di sfruttare appieno i posti disponibili, attingendo quindi alla graduatoria generale e regionale.
Alle riunioni tecniche svolte sul tema, con le relative interlocuzioni, oltre ad incontri con i Sindaci di tutta l'Unité a vario titolo coinvolti, ha seguito però un ulteriore incontro lo scorso 11 aprile, che abbiamo organizzato su richiesta dei Comuni, con la partecipazione dei referenti politici e dei tecnici dell'Unité e dei dirigenti e funzionari dei Dipartimenti sanità, salute e politiche sociali, per cui l'11 di aprile ci siamo incontrati a Gressoney-Saint-Jean con i Sindaci delle Unités, i tecnici delle Unités, più il sottoscritto e i tecnici sia del Dipartimento sanità e salute sia del Dipartimento politiche sociali.
Nel corso dell'incontro si è affrontato il tema della residenzialità nel suo complesso, tenendo conto delle due strutture che insistono nei due Comuni dell'Unité, uno di Gaby e uno di Gressoney-Saint-Jean.
Ciò che va preso in considerazione è che è in programma un consistente intervento di adeguamento della struttura di Gressoney-Saint-Jean, finanziata ai sensi della legge regionale 80 del 1990.
Ricordiamo inoltre che Maison Thédy è stata la prima micro costruita e resa operativa in Valle d'Aosta.
Questa eventualità, quindi la ristrutturazione della Micro di Gressoney-Saint-Jean, si inserisce in un ragionamento più generale che investe le strutture già adeguate e quelle da adeguare sul territorio regionale, nella previsione, ove necessario, di prevedere spazi polmoni temporanei per gli ospiti, nel senso che nel momento in cui devi ristrutturare uno spazio, c'è ovviamente necessità di avere uno spazio polmone dove spostare i pazienti assistiti della struttura sulla quale si cominciano gli interventi.
Ne è un esempio quanto si è verificato nella struttura di Morgex, la quale temporaneamente ospita i pazienti della Micro di Introd per il tempo necessario ai lavori di ristrutturazione della struttura, e poi probabilmente ospiterà sempre a Morgex i pazienti di altre Micro di quella Unité o dell'Alta Valle, sempre per lavori di strutturazione.
Per Gressoney e Gaby questa scelta e le relative modalità deriveranno da quanto prevederà la fase di progettazione propedeutica alle opere di realizzazione a Gressoney, ma si sta configurando la possibilità che le due strutture debbano essere valutate in termini di occupazioni, una collegata all'altra.
Tornando, nello specifico, a Gaby, è verosimile, come evidenziatoci da parte della struttura, che sia stata inutilizzata a causa della nota carenza di personale OSS, che condiziona generalmente l'operatività di diverse strutture in ambito nazionale.
Su tale tema - che abbiamo all'attenzione nel corso degli ultimi anni - per garantire e mantenere costanti i livelli assistenziali, il Consiglio permanente degli Enti locali ha richiesto alla Regione deroghe finalizzate a poter effettuare assunzioni a tempo determinato di personale privo della qualifica di OSS ma in possesso di determinati requisiti assistenziali.
La Giunta regionale, sin dall'anno 2020, con il collega Barmasse, ha accolto tali richieste con propria deliberazione che ha autorizzato e poi annualmente prorogato i termini di tali autorizzazioni, in ultimo sino al 31 dicembre 2025, con la delibera 1684 del 23 dicembre 2024.
Ciò proprio al fine di consentire agli enti gestori ulteriore tempo per avviare nuove procedure concorsuali dirette al difficile reclutamento di tale importante profilo professionale, considerata purtroppo la ridotta disponibilità verso la professione rispetto al passato, a maggior ragione nelle vallate laterali, a maggior ragione inoltre nella vallata laterale che lei conosce benissimo e che è oggetto di quest'iniziativa, visto anche la prossimità al Piemonte e il tema appunto dell'accertamento della lingua francese.
Sicuramente determinati tipi di deroga in tal senso potrebbero essere vissute come una maniera per valorizzare il francese, e non per porre il francese come un limite, spero che mi abbia ascoltato collega.
Riguardo ai quesiti 2 e 3, l'ampliamento della struttura di Gaby è risultato di grande utilità negli anni di emergenza sanitaria, consentendo di gestire gli isolamenti e la sicurezza dei pazienti, garantendo quindi la piena funzionalità senza dover affrontare particolari criticità.
Rispetto ai costi per la gestione, ma lei lo ha già detto, per l'ala in questione, l'Unité ha comunicato che non ci sono costi se non per il mantenimento della temperatura minima di esercizio, la tipologia però di riscaldamento a pavimento consente, di fatto, di mantenere una temperatura minima nei locali costante e funzionale alla sola corretta conservazione dell'intera struttura.
Inoltre l'Unité non prevede che si rendano necessari ulteriori interventi edilizi, e quindi ulteriori costi, in vista di una riattivazione della parte di struttura ora in attesa di essere utilizzata.
Con la legge 80/90, dalla seconda metà del 2023, abbiamo fatto una serie di approfondimenti che hanno portato a soddisfare tutte le esigenze di adeguamento delle strutture sul territorio regionale, abbiamo quindi deliberato di sostenere gli enti locali nelle spese di riqualificazione delle strutture residenziali con un finanziamento di oltre 1,5 milioni di euro che copre tutte le domande ammesse a contributo per il 2024.
Per soddisfare i fabbisogni nel triennio lo stanziamento complessivo è di 2,8 milioni di euro in cui sono comprese, tra le altre, le spese di adeguamento della struttura di Gressoney-Saint-Jean, struttura tra l'altro che ha beneficiato di un ulteriore stanziamento con l'ultima variazione del 2025 da poco approvata, dove il trasferimento, sempre sulla 80/90, era espressamente dedicato appunto alla struttura di Gressoney.
Continuiamo quindi a sostenere con attenzione il modello di assistenza che storicamente caratterizza la nostra Regione. É un modello che ci consente di mantenere quanto più possibile i nostri anziani vicino alle famiglie e i luoghi di vita su un territorio di montagna complesso come il nostro, attraverso appunto le strutture e la rete di assistenza domiciliare.
Tra l'altro, in occasione del sopralluogo richiamato dell'11 di aprile, assieme ai Sindaci delle Unités e ai tecnici, sia dei due Dipartimenti che dell'Unité, abbiamo anche fatto un sopralluogo sia alla struttura di Gressoney-Saint-Jean che alla struttura di Gaby, potendo verificare per entrambe una grande qualità sia strutturale che tecnica.
Presidente - Grazie, Assessore. Per la replica, la parola alla consigliera Minelli.
Minelli (PCP) - Dico subito, in replica, che sono contenta di aver presentato quest'iniziativa che, se non altro, ha consentito di riprendere in mano la questione, perché devo dire che l'impressione che abbiamo avuto tutti quanti, ed è qualche cosa di più di un'impressione, è che questo tema è stato non dico trascurato, ma messo un po' à côté rispetto ad altri per troppo, troppo tempo, perché quando parlo di 13 anni... io non so se vi rendiate conto esattamente del tempo che è trascorso da quel 2012 e delle criticità che si sono riscontrate non solo a Gaby ma in quella vallata.
Lei mi dice, Assessore, che ci sono procedure in corso di attivazione per questi nove posti ulteriori che andrebbero a completare il totale di venticinque perché, come dicevo, sono sedici: e mi dice che mancano all'appello sei OSS.
Il problema delle OSS è un problema che, in questo momento, conosciamo tutti, non è di oggi, ma non è questa la situazione che c'era 13 anni fa, quindi in questo lungo lasso di tempo c'è stato qualcos'altro che non ha funzionato; ora però bisogna trovare queste persone. Lo ha detto lei: c'è, tra le varie difficoltà, anche il problema dello sbarramento del francese.
Ora nessuno di noi pensa che si debba rinunciare alla conoscenza della lingua francese, ma abbiamo fatto delle sperimentazioni, per quello che riguarda per esempio i medici, abbiamo fatto delle modifiche alla normativa, e abbiamo dato la possibilità di poter essere assunti in attesa di fare poi il corso per avere un'assunzione definitiva.
Questa modalità deve essere studiata allo stesso modo per le OSS, lo dobbiamo fare perché sennò qui collassiamo in Ospedale e nelle strutture sul territorio, perché non andiamo avanti.
Questa è una cosa a cui bisogna mettere mano nel più breve tempo possibile e c'è anche un'altra questione che lei ha in parte accennato: la difficoltà per queste persone di trasferirsi nelle testate di valle che sappiamo che sono poco appetibili.
Ora stiamo facendo tutto un grosso discorso relativo agli operatori alberghieri, alla forza lavoro che deve essere presente nelle strutture alberghiere delle testate di valle, e questa è un'altra categoria che ha bisogno delle stesse cose, che non trova alloggio perché c'è questo problema.
Allora la questione dell'edilizia residenziale per chi lavora è da affrontare a tutto tondo, perché sta in quell'ottica che è della sopravvivenza stessa di questa regione, che sta perdendo abitanti, che sta vedendo un'emorragia di persone che se ne vanno, e al contempo un aumento esponenziale delle persone anziane perché è così, perché abbiamo una popolazione vecchia.
Ora ben venga quell'incontro, e spero che ce ne saranno altri, che avete fatto con i Sindaci e con tutti i soggetti interessati, però io spero davvero che nel momento in cui ci sarà, come lei ci diceva, anche la ristrutturazione della Marta Thédy e che dovrà appoggiarsi a Gaby... ma non mi tornano i numeri, perché in questo momento a Gaby ci sono sedici persone, per arrivare a venticinque vuol dire che ci sono altri nove posti, a Gressoney ce ne sono quattordici stabilmente, quindi dove li mettiamo? Come facciamo? E allo stesso tempo la cosa che mi lascia un po' perplessa è quella relativa ai costi di manutenzione, lei dice: l'Unité sottolinea che non ci sono grandi costi, perché il riscaldamento è a pavimento, va bene, io non so se qualcuno di voi abbia presente come è fatta quell'ala, se abbia presente quanto è grande e stiamo parlando di 13 anni di riscaldamento, tenuto al minimo, certamente, ma acceso.
Io avrei voluto avere anche i costi, perché credo che non siano così indifferenti.
Sul fatto che non dovranno essere fatti degli interventi di manutenzione spero davvero che sia così, me lo auguro, significa che i lavori sono stati fatti anche bene, meno male, però davvero questa è una situazione che io mi auguro di veder sbloccata al più presto possibile, perché mi piacerebbe tanto che almeno per luglio ci fosse qualche notizia più confortante ancora e vorrei finalmente vederla aperta quella porta.
