Oggetto del Consiglio n. 4677 del 8 maggio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4677/XVI - Interpellanza: "Proroga della convenzione per la presenza del centro dialisi presso lo stabilimento termale di Saint-Vincent".
Bertin (Presidente) - Il punto n. 13 è già stato affrontato nella giornata di ieri, passiamo pertanto al n. 14 all'ordine del giorno. Consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (FI) - Abbiamo proposto quest'iniziativa, questa interpellanza, in relazione al centro dialisi presente nei pressi dello stabilimento termale di Saint-Vincent.
È un centro dialisi che è stato insediato al momento dell'inizio dell'attività dello stabilimento termale, con un accordo tra USL e gestori dello stabilimento.
Evidentemente è stata un'iniziativa importante per la comunità di Saint-Vincent e non solo per la comunità di Saint-Vincent, perché è stato un punto di riferimento, messo a disposizione per coloro che hanno delle esigenze di dialisi e sono delle esigenze ripetute nell'arco della settimana, centro che sostanzialmente poteva fare riferimento a tutta la zona territoriale della bassa valle, del centro valle, ma non solo. Era stato insediato per una ragione ben precisa nel Comune di Saint-Vincent, perché si faceva conto di dare una risposta all'esigenza del turismo di coloro che hanno delle patologie renali; quindi questa poteva essere sostanzialmente una risposta importante sotto il profilo anche turistico per tutto quel territorio interessato, quindi è stata portata avanti l'iniziativa in questi termini, dopodiché siamo venuti a conoscenza che è prevista la scadenza della convenzione al 31 dicembre 2025 e pare che non ci sia più la volontà di rinnovarla, quindi parrebbe che si voglia chiudere quest'esperienza.
Con l'interpellanza quindi chiediamo "Quali siano le ragioni per cui nel corso di vigenza della concessione termale si interrompe la convenzione penalizzando la territorialità nell'erogazione di servizi sanitari" e "Se è eventualmente intenzione del Governo regionale fornire all'Azienda USL un indirizzo affinché venga possibilmente rivalutata questa scelta".
Presidente - Assessore Marzi, a lei la parola.
Marzi (SA) - Caro collega Marquis, io non lo faccio spesso, lo faccio solo quando lo ritengo opportuno, ma quest'iniziativa consente di fare chiarezza non soltanto su quanto è stato fatto e su quanto è fatto, ma soprattutto sugli impegni presi rispetto a un tema importantissimo come la nefrologia.
Prosegue l'impegno dell'Assessorato e dell'Azienda USL negli investimenti per potenziare l'assistenza sanitaria territoriale alla quale i centri dialisi in Valle d'Aosta sono fortemente legati.
Si stanno svolgendo i diversi lavori, tra l'altro per la realizzazione delle Case di comunità, che potremmo chiamare nuovi grandi poli ambulatori, ovverosia di presidi territoriali preposti a fornire risposte assistenziali trasversali, sia di natura sanitaria e sociosanitaria, sia di natura socioassistenziale, sull'arco sia delle 12 che delle 24 ore.
Ognuno dei due nuovi distretti - ne abbiamo parlato anche ieri in occasione dell'iniziativa del collega Brunod sull'Ospedale di comunità di Verrès - sarà sede di due case della comunità, a media e alta complessità.
Per il distretto 1, l'Alta Valle, è prevista l'alta complessità d'Aosta e la media complessità a Morgex.
Per il distretto 2 è prevista l'alta complessità a Donnas e la media complessità a Châtillon.
Veniamo alla domanda n. 1: la nuova riorganizzazione riguarda anche i servizi della rete dialitica regionale, fiore all'occhiello della nostra sanità. Tale rete ha sempre risposto a criteri che contemplassero da un lato la copertura dei servizi per l'utenza e dall'altro la sostenibilità economica e gestionale, aspetti per loro natura dinamici nel tempo.
Sul piano storico, fino al 2011, la rete dialitica regionale era composta da due centri dialisi, che garantivano la territorialità dei servizi: Aosta, con 13 posti tecnici, e Donnas con 8 posti tecnici.
Ogni posto tecnico, con due turni dialitici giornalieri, garantiva il trattamento di quattro pazienti. La capacità complessiva era quindi di 80 pazienti potenziali su due turni e di 106 pazienti potenziali su tre turni; è importante ricordarsi questi numeri.
Nel 2012, con un numero complessivo di 85 pazienti in dialisi, è stato proposto un centro dialisi a Saint-Vincent con 8 posti tecnici, finalizzato ad accogliere anche pazienti dializzati vacanzieri.
La struttura è gestita direttamente dall'Azienda USL per quanto riguarda il personale e i materiali, mentre i locali e le tecnologie in uso sono in affitto presso la società delle Terme.
Nel 2014 è stato aperto ad Aosta il nuovo centro dialisi potenziato, che ha così portato la capacità complessiva a 31 posti tecnici, di cui 16 ad Aosta, 7 a Donnas e 8 a Saint-Vincent, tali da garantire 124 potenziali pazienti su due turni.
Negli anni successivi l'evoluzione dei pazienti prevalenti in emodialisi ha mostrato un andamento fluttuante, tipico di serbatoi epidemiologici piccoli come quello della nostra regione, con un andamento nel complesso però di riduzione.
Collega Marquis, visto che a lei piacciono i numeri: "Con un andamento però complessivo di riduzione": nel 2014 i pazienti erano 88, per scendere poi nel 2024 a 70, quindi a oggi il servizio sanitario regionale offre postazioni tecniche per soddisfare un fabbisogno complessivo pari a 124 potenziali pazienti ma, come abbiamo detto, i pazienti sono di fatto una settantina.
L'andamento in diminuzione è riconducibile però solo a buone prassi, cioè al potenziamento dell'attività trapiantologica (prevalenza aumentata di circa il 43% negli ultimi 10 anni), all'incremento della dialisi domiciliare (dialisi peritoneale +36%), al potenziamento di ambulatorio dedicati alla gestione della malattia renale cronica avanzata.
In relazione all'andamento descritto e al numero di posti tecnici a disposizione, di fatto la percentuale di occupazione sull'intero territorio regionale è stata nel periodo 2014-2024 in media del 66%, solo in parte periodicamente incrementata per l'assistenza a pazienti vacanzieri, ma tipicamente concentrata solo nei due mesi estivi.
Ferma restando la difficoltà di fare previsioni a lungo termine sulla prevalenza della malattia renale cronica terminale nella nostra regione e dai relativi futuri fabbisogni assistenziali, le cui dinamiche sono complesse da definire e prevedere, possiamo evidenziare:
1) la ristrutturazione della Casa di comunità di Donnas con il potenziamento dei posti tecnici dialitici presenti, aumentati da 7 a 10;
2) una diminuzione del numero di pazienti dializzati prevalenti, per cui due centri dialisi sono sufficienti a garantire il servizio;
3) un utilizzo non pieno e ottimale a oggi dei posti tecnici disponibili, perché ci sono più posti - per fortuna - che pazienti.
Su questi due aspetti è da tenere ben presente che la nefrologia è una disciplina che, a livello nazionale, il decreto ministeriale 70/2015 prevede per realtà con popolazioni di circa 600 mila abitanti, quindi cinque volte la popolazione completa della Valle d'Aosta.
Il fatto quindi che, grazie alla nostra autonomia regionale, sia presente la nefrologia in una regione di solo 123 mila abitanti è già di per sé un fatto più che positivo, come accade per altre discipline ospedaliere che, altrimenti, non sarebbero presenti nella nostra regione in quanto è prevista in realtà da 300 mila sino a 800 mila abitanti.
Una progressiva difficoltà a reperire personale infermieristico e medico specializzato in nefrologia che garantisca la copertura in centri dialisi periferici, specie se non inseriti in strutture sanitarie di fatto presidiate.
In particolare, al momento attuale, rispetto al 2014, il saldo negativo è di ben tre dirigenti medici, e da questo punto di vista va fatto assolutamente un plauso anche alla struttura complessa di nefrologia e al dottor Manes che sono veramente un fiore all'occhiello della nefrologia, non solo valdostana ma anche italiana.
Venendo al punto 2, abbiamo incontrato l'amministrazione comunale di Saint-Vincent per un confronto sul futuro dell'attuale Centro dialisi presso la struttura termale presente sul territorio comunale. Quanto rappresentato dall'Azienda USL, in particolare dai clinici di riferimento, rende molto chiaro che oggi non vi sono più assolutamente i presupposti per mantenere in attività il Centro dialisi di Saint-Vincent.
Abbiamo manifestato all'Amministrazione comunale una piena disponibilità a valutare, insieme anche all'Azienda USL, eventuali proposte di attività sanitarie da svolgere in collaborazione dell'Azienda medesima sempre nell'ambito dei fabbisogni sanitari a livello regionale, ma soprattutto - collega Marquis - sarebbe opportuno in questo caso vedere proposte di privati complementari all'attività termali, così da sostenere realmente il Comune di Saint-Vincent, che lei conosce meglio di chiunque altro qui dentro.
Presidente - Consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (FI) - Lei mi ha dato una risposta molto tecnica e centrando il problema sulla gestione prettamente sanitaria.
È vero che è un problema sanitario, ma, proprio perché conosco la situazione del Comune di Saint-Vincent, le rappresento come nasce quest'iniziativa.
Quest'iniziativa nasce nell'ambito della ristrutturazione delle Terme, di una concessione che segue a un project financing che era stato messo in piedi dal Comune di Saint-Vincent, dove si prevedeva la cessione dello stabilimento termale di tutte le proprietà connesse per trent'anni a un concessionario che si prendeva l'impegno di riqualificare l'intero complesso.
In questo complesso sono presenti le vecchie Terme, che comportano dei grossi oneri d'intervento per riqualificarle, e il Grand Hôtel Source che è stato dismesso e dato gratuitamente dalla Regione al Comune di Saint-Vincent.
Questo era un onere che veniva affidato al concessionario, molto importante, che non era sostenibile se non attraverso dei contributi e delle iniziative di carattere pubblico.
L'Amministrazione regionale ha individuato, nell'ambito di questo percorso di concessione, l'insediamento nello stabilimento termale di questo centro dialisi, che doveva essere un elemento che forniva dei servizi aggiuntivi ai vacanzieri e nel contempo doveva mantenere in equilibrio la concessione di messa a disposizione dello stabilimento termale.
Ora questa situazione va inquadrata in quest'ambito di carattere più generale.
Non si può cominciare un'attività e poi cambiare le carte in tavola in corsa, bisogna trovare delle soluzioni a dei problemi.
In questi anni, purtroppo, l'Amministrazione regionale ha solo tolto una marea di servizi insediati nel Comune di Saint-Vincent; prima c'era il centro prelievi alle Terme, ed è stato tolto per razionalizzazione e spostato a Châtillon, adesso si chiude il Centro dialisi, le scuole sono state chiuse e sono state spostate a Verrès, pure il Panorama è chiuso.
Si continua a svuotare un comprensorio, un'area territoriale di servizi, che erano funzionali a rivitalizzare il paese, o mantener vivo il paese, in un momento di profondo cambiamento e di profonda difficoltà dell'economia locale, anche sotto il profilo turistico, quindi il Casinò non ha più rapporti con il Comune di Saint-Vincent, non si investe più sul Comune di Saint-Vincent, quindi c'è una totale disattenzione da parte dell'Amministrazione regionale.
Quello che si lamenta in questa sede è che nella visione generale organizzativa della locazione dei servizi bisogna prendere delle decisioni e distribuirle un poco sul territorio in modo adeguato; questo è il problema che si sta verificando e il perché è stata presentata quest'iniziativa.
Noi quindi auspichiamo che ci sia una pronta considerazione da parte dell'Amministrazione regionale delle problematiche che vive il Comune di Saint-Vincent e che si possa trovare eventualmente una soluzione alternativa d'insediamento all'interno dello stabilimento termale o negli spazi a disposizione del Comune che possano consentire di offrire servizi e di dare un po' di speranza a una comunità profondamente in difficoltà.
