Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4676 del 8 maggio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4676/XVI - Interpellanze: "Valutazione dei requisiti per accedere al corso da assistente infermiere" e "Recepimento dell'accordo Stato-Regioni concernente l'istituzione del profilo professionale di assistente infermiere".

Bertin (Presidente) - Consigliere Restano per illustrare l'interpellanza, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Cominciamo parlando di sanità: un argomento importante quello che riguarda l'istituzione della figura di assistente infermiere.

L'interpellanza trae origine dalla risposta fornita dall'Assessore a una stessa interpellanza presentata dai colleghi di Forza Italia e discussa il 13 febbraio di quest'anno.

Nell'ascoltare la risposta fornita dall'Assessore alla sanità ho rilevato, per quanto riguarda le caratteristiche di chi può accedere al corso infermieri, una risposta che mi ha lasciato qualche dubbio.

L' assessore così rispondeva: "Salvo deroghe previste nell'ambito dell'accordo citato, la qualifica di operatore sociosanitario, o titoli equipollenti ai sensi della normativa (qualifiche che bisogna possedere per accedere al corso); il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale o altro titolo di studio o pari livello e un'esperienza professionale come operatore sociosanitario di 24 mesi".

Il "Salvo deroghe" mi ha lasciato qualche dubbio, così ho deciso di presentare quest'interpellanza, però la risposta che andiamo ad analizzare, e parto dall'inizio, ha lasciato qualche dubbio anche alle Organizzazioni sanitarie che nel giorno immediatamente successivo si sono adoperate per esprimere tutte le loro perplessità circa l'istituzione di questa figura dell'assistente infermiere.

Così dicevano: "L'istituzione della figura dell'assistente infermiere è una scelta inaccettabile", questi sono i titoli dei giornali. "La CGIL critica la figura dell'assistente infermiere: non risolve i problemi della sanità ma li aggrava".

Per quanto mi concerne, è una figura attesa da molto tempo - penso di aver interpretato bene la risposta dell'Assessore: anche lui la vede di buon grado - quindi quest'interpellanza, oltre che chiedere chiarimenti rispetto a quanto ho detto all'inizio di questa presentazione, vuole anche essere l'occasione per avere conferma di quanto detto dall'Assessore, ma soprattutto comprendere quello che sarà il percorso futuro.

Dalla lettura dell'accordo Stato-Regioni, si apprende che, quando l'Assessore parlava di "Salvo deroghe previste nell'ambito dell'accordo citato", è possibile che le deroghe già ci siano e prevedano l'accesso anche in assenza del diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Noi chiediamo "Se sia stata fatta una ricognizione sui titoli di istruzione in possesso delle attuali OSS per comprendere quali siano le reali possibilità di accedere al corso di assistente infermiere che hanno le OSS della Valle d'Aosta, se hanno la possibilità di crescere e se la loro figura può essere così valorizzata";

"Se, per quanto concerne la nostra Regione e l'Assessorato competente, si ritiene la norma, così come è stata descritta dallo stesso Assessore in Aula, funzionale a risolvere le problematiche derivanti dalla carenza di personale sanitario" e poi magari dopo spiegherò perché è stato scritto sanitario;

"Se si intende portare all'attenzione delle autorità competenti la posizione della nostra Regione", vale a dire - credo che quando è stato siglato l'accordo Stato-Regioni, la nostra Regione abbia potuto esprimersi in tal senso - c'è ancora una parte del percorso da fare;

"Se la nostra Regione intende far valere la nostra particolarità, intende sottolineare cosa noi potremmo fare per valorizzare questa figura e le OSS che intendono crescere ulteriormente, se si è pensato di essere proattivi in questo senso".

Presidente - Consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Rispetto al tema, che evidentemente entrambe le interpellanze trattano, cercherò di dare qualche dato in più. Effettivamente le criticità che anche noi abbiamo voluto sollevare all'interno dell'interpellanza sono due e sono: la prima rispetto all'accesso che era stato reso noto, quindi i titoli da possedere per accedere a questo tipo di formazione, perché abbiamo preso atto dello schema di accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, fra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, concernente la revisione del profilo "Operatore sociosanitario", istituito con accordo sancito il 22 febbraio 2001 e lo schema di accordo ai sensi dell'articolo 4 per quanto riguarda l'istituzione del profilo professionale di "Assistente infermiere".

Se si va alle pagine 3 e 4, all'articolo 6 ci sono i requisiti di ammissione al corso.

In questi requisiti si può leggere al comma 1: "Per l'accesso ai corsi di assistente infermiere è richiesta la qualifica di operatore sociosanitario o titoli equipollenti, ai sensi della normativa vigente; il possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale o di altro titolo di studio di pari livello conseguito all'estero; esperienza professionale come operatore sociosanitario di almeno 24 mesi".

Se però si va al comma 2 si può leggere agevolmente, invece, che, in deroga a quanto previsto al comma 1, possono accedere ai corsi gli assistenti infermieri e operatori in possesso della qualifica OSS privi del diploma di scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale o di altro titolo di studio conseguito all'estero con 5 anni di esperienza lavorativa nella qualifica OSS maturati negli ultimi 8 anni. Per tali operatori è previsto un modulo teorico propedeutico aggiuntivo finalizzato all'acquisizione di abilità logico-matematiche, comprensione del testo, scrittura sintetica, conoscenza in ambito scientifico biologico, della durata di almeno 100 ore.

Rispetto a quello che era stato annunciato, quindi il possesso del diploma, viene fatto un riferimento in più e quindi si può anche essere privi di diploma.

Oltre a questo, sono state sollevate alcune criticità: il collega ha citato un titolo, io leggerò alcune criticità che sono state evidenziate da parte dei sindacati che sono state queste: secondo le Organizzazioni di categoria, la creazione di tale figura professionale riveste un tentativo maldestro di coprire le omissioni in termini di stanziamento di adeguate risorse finanziarie per il mantenimento e sviluppo del sistema sanitario pubblico e universale. Inoltre, il percorso di valorizzazione degli operatori sociosanitari non può passare realizzando una figura che scimmiotta l'infermiere generico ormai anacronistica, questo è un giudizio rispetto a questa figura.

Secondo invece il sindacato degli OSS, l'ipotesi d'introdurre la figura dell'assistente infermiere è una scelta inaccettabile che rappresenta un vero e proprio attacco al ruolo degli operatori sociosanitari e all'intero assetto del sistema sanitario.

In questo senso la decisione di richiedere 24 mesi di esperienza come OSS per accedere ai corsi di assistenza infermiere è una presa in giro.

Riporto, ovviamente, quello che è stato detto dai sindacati.

Ci troviamo quindi di fronte a due criticità: da una parte una - potremmo definirla in maniera edulcorata - decisa contrarietà da parte di sindacati (alcuni, ovviamente, non tutti) e dall'altra parte una criticità che riguarda invece i titoli di studio che vengono richiesti per la formazione.

Proprio alla luce di questo, crediamo che tra i due fuochi si debba capire dove e come lei abbia intenzione di orientarsi.

Con quest'interpellanza le chiediamo "Se intenda recepire quanto è previsto dall'accordo di cui in premessa, accordo che abbiamo citato (lo schema di accordo tra il Governo e le Regioni e Province autonome), aprendo la formazione anche a chi è privo di diploma", e "Quali siano state" - evidentemente risultano necessarie a fronte di critiche così importanti - "Le interlocuzioni con i sindacati sulla figura dell'assistente infermiere".

Presidente - Risponde l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - I temi di riferimento rispetto a quest'interpellanza, vediamo se in questa maniera riusciamo a renderli evidenti, sono due.

Il primo è la formazione.

Come abbiamo già riferito, confermiamo di aver avviato un primo confronto sul tema della figura professionale di assistente infermiere, al momento opportunamente ed esclusivamente con i soggetti che saranno direttamente coinvolti nell'organizzazione dell'attività formativa.

L'accordo tra il Governo, le Regioni e le Province del 3 ottobre 2024, così come è modificato dal successivo accordo del 18 dicembre 2024, stabilisce infatti che è di competenza delle Regioni e delle Province autonome la formazione dell'assistente infermiere, previa definizione su base annuale del fabbisogno formativo e di quello professionale. Attività di formazione che l'accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome attribuisce appunto alle Regioni e alle Province autonome, come ben da voi richiamato, anche nelle premesse dell'interpellanza, previa definizione, ovviamente su base annuale, del fabbisogno formativo e di quello professionale.

Il secondo tema è la creazione della figura professionale, che è quello di cui invece, giustamente, ma anche politicamente e furbescamente, parlate voi.

Aspetto di rilievo è l'inquadramento a livello contrattuale della figura di assistente infermiere, in quanto, nel contratto a oggi vigente, infatti, questa figura non è prevista.

Nella bozza del nuovo contratto di lavoro del personale del comparto sanità per il triennio 2022-2024 - e già il fatto che sia il triennio 2022- 2024, se nel 2025 sia ancora una bozza di contratto la dice lunga, ancora non è stata sottoscritta - la figura dell'assistente infermiere sarebbe collocata però nell'area degli assistenti, profili professionali nel ruolo sociosanitario.

Su questi aspetti svolgeremo gli opportuni e necessari confronti con le organizzazioni sindacali di riferimento.

Su tale nuova figura professionale, quindi, a oggi non si dispone ancora di ricognizioni puntuali sui titoli in possesso degli attuali operatori sociosanitari.

I competenti uffici (non appena sarà disponibile la disciplina statale nella sua completezza, infatti a oggi manca ancora il Dpcm di recepimento dell'accordo Stato-Regioni del 2024, quindi mancando ancora il Dpcm l'accordo di fatto non sussiste) procederanno con le necessarie ricognizioni al fine di determinare in primo luogo il fabbisogno formativo e professionale.

Rispetto al quesito della funzionalità della norma, rispetto alla carenza di personale sanitario, la figura dell'assistente infermiere non sarà risolutiva, ma sarà di grande aiuto in quanto potrà essere impiegata a supporto della professione infermieristica per svolgere le funzioni declinate dal profilo di competenza.

L'assistente infermiere è, di fatto, un componente dell'équipe assistenziale - così parrebbe dalla bozza di accordo - che svolge la sua attività collaborando e attenendosi alle indicazioni e ai programmi dell'infermiere, nell'ottica dell'integrazione multiprofessionale, secondo l'organizzazione del contesto in cui sarà inserito.

L'attività dell'assistente infermiere contribuirà quindi alla generale necessità di far fronte, in maniera sempre più diversificata e trasversale, ai crescenti bisogni di salute della popolazione e alla necessità di adottare modelli organizzativi integrati e innovativi, nei quali operatori qualificati con competenze specifiche potranno collaborare in ambito sanitario e sociosanitario con la professione infermieristica.

I competenti uffici - non appena sarà disponibile la disciplina statale nella sua completezza, per cui speriamo che presto lo Stato riesca a risolvere questo problema, invece che chiedere alle Regioni - procederanno poi con il percorso di recepimento della normativa a livello regionale, avviando i necessari confronti con tutti i portatori d'interessi.

Al momento, quindi, rimaniamo in attesa della definizione a livello nazionale del quadro normativo e contrattuale che regolerà la nuova figura dell'assistente infermiere, per poter così definire gli aspetti di competenza regionale che dovranno ovviamente seguire le disposizioni a livello statale.

Ne è dimostrabile il fatto che, rispetto anche ai requisiti di ammissione al corso per assistenti infermieri, il testo dell'accordo Stato-Regioni di fine 2024 non rimette tale aspetto alla possibilità di discrezione delle Regioni, perché è di competenza statale, quindi, di conseguenza, anche noi restiamo in attesa che lo Stato risolva il quesito.

Rispetto a una valutazione di natura personale sul fatto che un domani, quando lo Stato avrà risolto la questione, sia positivo il fatto di avere una nuova figura sanitaria o sociosanitaria tra quelle in disponibilità del servizio sanitario pubblico, io credo che sia ovvio - anche perché ci aspetta una maratona sulla sanità - che il fatto di avere delle nuove figure professionali a sostegno del sistema sarà una cosa che credo debba avere il plauso di tutti. Il mio lo avrà.

Non credo sarò presente quando lo Stato avrà risolto la questione, ma di fatto credo che sarò contento, da cittadino, che sia stata istituita una nuova figura professionale a supporto.

Presidente - Procediamo con il consigliere Manfrin per la replica.

Manfrin (LEGA VDA) - Ovviamente noi le auguriamo di essere ancora presente tra noi quando la figura vedrà la luce e quindi le auguriamo lunga vita. Non sia così fatalista e così negativo.

Dovrebbe però prendere le sue responsabilità invece di dare le colpe allo Stato, che è sempre una cosa che, quando la fa lei, mi suscita particolare curiosità, perché lei negli anni - e ci conosciamo da tempo, abbiamo condiviso dal 2015 a oggi, oltre che il Consiglio regionale anche il Consiglio comunale - lei ha sempre avuto questo tratto caratteriale che le fa anche onore, quello di dire: "Le responsabilità mie e la gestione mia la prendo io, del resto non parlo", soprattutto quando ovviamente lo Stato era magari più vicino a Matteo Renzi o a gente che oggi è centrista che magari accoglievano sua maggiore simpatia.

Questo invece suo dare la colpa allo Stato di cose di cui dovrebbe avere contezza mi ha incuriosito, perché denuncia un tratto di nervosismo che non ho mai registrato nella sua azione politica.

Una conferma di questo è che lei fa un annuncio e dice: "Beh, le modalità di formazione saranno queste". Lei blocca il fatto che per accedere alla figura dell'assistente infermiere si debba per forza avere il diploma, poi si rende conto che le regole sono un po' diverse, che lo schema di accordo è diverso e dice: "No, va beh, sarà quello che uscirà dallo Stato", però in quel momento aveva detto una cosa diversa e lo schema di accordo era già presente, ma lei si è dimenticato di citarlo.

Si è dimenticato però, in tutto questo, di citare e di rispondere a una domanda sola, oltre che ovviamente di dire al collega che i dati non li ha perché la ricognizione non l'avete fatta, ma io, se al suo posto vedessi che i sindacati, a fronte di una scelta, mi dicono una sequela di contumelie, per lo meno io chiederei ai sindacati di incontrarci, poi magari ognuno rimane della sua posizione, ma per lo meno li incontro e cerco di trovare una quadra.

Lei su questo non ha detto niente, praticamente i sindacati l'hanno ricoperta di insulti, le hanno detto di tutto e lei viene qui e dice: "Beh, vedremo".

Assessore, ma dovrebbe essere il suo ruolo, se ci sono delle critiche, di provare a dipanare la matassa e spiegare magari, come lei ha detto, che lei è a favore dell'istituzione di questa figura, che questa figura è positiva e quant'altro.

Lei non l'ha fatto e allora è normale che i dubbi rimangano e, se i sindacati sono i rappresentanti dei lavoratori e se proprio quei lavoratori dovrebbero essere quelli che alla fine poi dovrebbero andare a fare quella formazione e passare al ruolo successivo, evidentemente ci sono delle criticità, perché io temo che, se questa sarà la posizione del muro contro muro che rimane, non so quanti vorranno accedere a questo tipo di figura.

Io mi rendo conto che lei adesso fa il fatalista, con questa modestia che si trascina dietro "Non so cosa succederà, non so se saremo qui, finirà il mondo" eccetera però, guardi, siccome la legislatura ha ancora qualche mese davanti, la metta a frutto, provi a parlare con le persone che le hanno sollevato delle critiche e vediamo cosa viene fuori.

Per adesso vediamo che viene fuori un assoluto silenzio.

Presidente - Consigliere Restano, a lei la parola.

Restano (RV) - Gli obiettivi che si hanno con la creazione di questa figura credo che siano molteplici, in primis sicuramente risolvere alcuni dei problemi attuali della sanità a livello nazionale, e spero anche a livello regionale, coprendo un'area operativa che attualmente è un poco vuota, quella che sta tra le OSS e le infermiere.

Il secondo obiettivo - che personalmente ritengo importante - è quello di valorizzare la figura delle OSS, quello di permettere alle OSS di fare un percorso professionale, un percorso di crescita, ed è per questo motivo che devono accedere al corso anche le OSS che non hanno il diploma quinquennale.

Per fare questo, per poter crescere anche a livello retributivo, devono passare dalla categoria B alla categoria C, quindi è essenziale che siano inquadrate nel ruolo delle professioni sanitarie, è questa la lotta che noi dobbiamo fare.

In seconda battuta, tutto questo permetterà alle infermiere di crescere ulteriormente e anche loro, per essere più attrattive come sanità, devono poter crescere di livello retributivo, e questa è l'altra battaglia che dobbiamo fare.

La Regione non può autonomamente modificare il contratto della sanità, ha ragione, ma noi possiamo essere un caso di studio, noi siamo la Regione Valle d'Aosta, abbiamo una competenza primaria e su questo dobbiamo batterci.

Ricordo, a chi non lo sapesse, che quando l'infermiere e le professioni sanitarie sono passate dal ruolo C a D, la Regione Valle d'Aosta e la sanità valdostana avevano dato le mansioni superiori prima del resto d'Italia e gli altri si sono accodati. Mi dispiace che non ci sia il collega Guichardaz che potrebbe essere buon testimone di tutto questo, ma vi esorto ad andare a verificarlo; e noi questo dobbiamo fare: prendere la nostra valigetta, scendere a Roma e fare una battaglia in favore dei nostri operatori e in favore della crescita delle professioni sanitarie.

Io credo che lei, Assessore, sia in grado di fare questo lavoro nei prossimi mesi che rimarranno, altrimenti lo si farà nella prossima legislatura.