Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4671 del 7 maggio 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4671/XVI - Interpellanza: "Sviluppo nel Comune di Verrès di un unico polo di servizi in ambito sanitario al servizio della Bassa Valle".

Bertin (Presidente) - Punto n. 8.

Consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (RV) ? Si prende atto delle informazioni riportate su La Vallée Notizie nel mese di febbraio 2025, in cui l'articolo riportava le seguenti informazioni: "Presentato il futuro ospedale di comunità di Verrès. Dotato di 20 posti letto, sarà probabilmente in funzione tra tre anni. Destinato al ricovero di pazienti non acuti, sorgerà al posto del Cinema Ideal che verrà demolito. Il costo di tale operativo è di 15 milioni di euro di fondi regionali".

Richiamati anche i contenuti riportati nell'articolo pubblicato il 10 febbraio sulla Gazzetta Matin: "Si realizza la sanità di prossimità, dal progetto di prefattibilità all'ospedale di comunità, presentato alla sala Bonomi, tre anni per arrivare alla fine di tale percorso".

Rilevato che all'interno dell'articolo della Gazzetta Matin si apprende che saranno due in tutta la Regione, uno ad Aosta e uno a Verrès, al posto del Cinema Ideal, chiuso da anni, in posizione strategica sulla strada regionale, vicino alla stazione ferroviaria e non distante dal casello autostradale.

Evidenziamo che, sempre nei pressi dell'abitato di Verrès, limitrofa alla stazione ferroviaria e poco distante dal casello autostradale si trova anche l'area ex Balzano. Ricordiamo che tale complesso è di proprietà regionale ed è costituito da più corpi di fabbrica di diverso tipo, edificati a partire dagli inizi del 1900.

Ad oggi l'area circoscritta, occupata dallo stabilimento, si estende su circa 28.750 metri quadrati, di cui 16.000 di superficie coperta.

Tenuto conto che ad oggi nel territorio di Verrès, oltre al futuro ospedale di comunità, sono già presenti anche un consultorio in via Amilcare Cretier 7, una micro comunità per anziani in via Dei Giardini 43 e un poliambulatorio medico in via Frère Gilles 38, evidenziamo che le dimensioni dell'area ex Balzano, insieme anche alle sue ottime caratteristiche dal punto di vista logistico e dell'accessibilità, ben si presterebbero a una pianificazione generale per la realizzazione delle varie strutture già presenti ad oggi sul territorio, ed allo stesso tempo permetterebbero anche di prevedere in futuro ulteriori progetti di investimenti a servizio della popolazione.

Interpelliamo quindi l'Assessore competente per chiedere se nella definizione degli accordi di programma tra la Regione, il Comune e l'azienda USL siano state prese in considerazione anche altre possibilità o location per l'individuazione della zona per la realizzazione dell'ospedale di comunità.

Nel caso di risposta affermativa al primo quesito, se vi siano intenzioni di presentare e approfondire, nella Commissione consiliare competente, le diverse analisi e opzioni che sono state effettuate ai fini dell'individuazione della migliore location per la realizzazione dell'ospedale di comunità, e infine se vi siano intenzioni di effettuare delle analisi e degli approfondimenti che possano prevedere una possibile collocazione delle varie strutture e servizi, quelli ad oggi esistenti e in previsione di realizzazione, in un'unica location, un unico spazio, come potrebbe essere l'area che noi abbiamo citato nelle premesse, con l'obiettivo di poter sviluppare ed offrire un unico polo di servizi in ambito sanitario al servizio della comunità della Bassa Valle.

Presidente ? Risponde l'assessore Marzi.

Marzi (SA) ? Giovedì 6 marzo scorso abbiamo presentato, come lei sa, alla V Commissione consiliare, lo studio di prefattibilità dell'ospedale di comunità di Verrès realizzato dal Politecnico di Milano.

All'audizione, oltre all'Assessorato, hanno partecipato i referenti del Politecnico di Milano, il Presidente della società SIV, incaricata della progettazione e realizzazione della struttura sanitaria territoriale, il Direttore generale dell'Azienda USL, nonché il direttore di area territoriale.

A suo merito, a questa audizione era presente anche lei, così come era presente anche all'incontro con la cittadinanza del 6 febbraio a Verrès. Ha quindi potuto ascoltare direttamente buona parte delle risposte alle domande poste durante queste iniziative, che adesso naturalmente ribadiremo.

Addirittura, giovedì 6 marzo ho avuto la possibilità di porre le stesse domande presenti in questa interpellanza al Politecnico di Milano. L'incontro è stato infatti occasione per fornire ai presenti tutte le informazioni relative a questo nuovo servizio che avrà l'obiettivo di potenziare l'assistenza sanitaria territoriale per la nostra comunità.

Veniamo alla risposta alle domande 1, 2 e 3 insieme.

Diversamente da quanto dichiarato nelle premesse, va però specificato, collega Brunod, che l'area ex Balzano non è di proprietà dell'Amministrazione regionale: l'area in questione è stata infatti conferita dalla Regione alla società VdA Structure e, pertanto, si tratta di un'area non disponibile.

Peraltro, considerato che l'area è stata destinata storicamente per lo più a uso industriale, ogni altra ipotesi di destinazione d'uso, ancor più se sanitaria, rende necessario sul sito un approfondimento di compatibilità, o renderebbe necessario un approfondimento di compatibilità ambientale. Questo approfondimento è in corso attraverso uno specifico studio di caratterizzazione, come già riferito in quest'Aula dal collega Bertschy, in risposta a un'iniziativa dello scorso 29 gennaio.

Inoltre, è da considerare che, anche qualora si ipotizzasse di riottenere la disponibilità dell'area per un utilizzo qualsiasi, la Regione dovrebbe procedere con un esproprio.

Per contro, invece, con il citato accordo di programma la superficie dell'ex Cinema Ideal, sede del futuro ospedale di comunità, viene trasferita alla Regione a titolo gratuito dal Comune di Verrès.

Come abbiamo spiegato anche in occasione dell'incontro con la popolazione, in cui abbiamo rappresentato quali saranno le reali funzioni di questa futura opera a servizio del territorio, con l'approvazione del Piano della salute e del benessere regionale 2022-2025 il Consiglio ha previsto la realizzazione di ben due ospedali di comunità, nonostante il PNRR ne prevedesse soltanto uno.

Ciò dimostra l'importanza che la Regione attribuisce a queste strutture nel rispondere ai bisogni delle comunità che vivono il nostro particolare e complesso territorio di montagna.

Rispetto agli approfondimenti svolti sulla rete sanitaria e socio-sanitaria territoriale, sia attuale che di prospettiva, l'area individuata è risultata la più idonea in cui poter realizzare l'ospedale di comunità a Verrès. Tale area risulta infatti limitrofa all'attuale area sanitaria con presenza di consultorio e medici di medicina generale. Dovrà andare a localizzarsi quella che si chiamerà la "Casa di comunità a bassa complessità", definita sempre dallo stesso Piano di salute e di benessere sociale 2022-25.

Nello specifico, inoltre, le due strutture distano l'una dall'altra solo quattro minuti a piedi e, a livello più generale di mobilità e accessibilità, l'area ex Cinema Ideal si trova all'ingresso del paese, ben visibile nelle principali arterie di comunicazione, a 11 minuti di distanza a piedi da una fermata del bus e a 4 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Verrès. Nel complesso è quindi fortemente accessibile sia dai mezzi privati che pubblici, sia a scala locale che a scala regionale.

Infine, il doppio ingresso sui lati est ed ovest su due strade differenti rende l'area ottimale per la diversificazione dei percorsi e degli accessi, destinando un ingresso principale ben visibile dalle principali vie di attraversamento della città e, separatamente, un ingresso secondario per servizi e carico/scarico merci, per il personale sanitario e per l'eventuale gestione delle premesse.

Più in dettaglio, lo studio di prefattibilità redatto dal Politecnico di Milano ha analizzato il contesto di riferimento nel quale inserire l'opera. Da tale studio emerge che la polarità abitativa regionale, oltre a essere incentrata nella cintura del capoluogo regionale (distretto 1) con circa 86.000 abitanti, vede la presenza di due altre polarità intorno ai comuni di Châtillon e Donnas (il distretto 2), con 38.000 abitanti. Motivo per il quale, infatti, in tali comunità sono state individuate le future case della comunità: a Châtillon e Donnas, quindi.

Il Comune di Verrès, oltre ad avere un'elevata densità abitativa, purtroppo soprattutto di popolazione anziana, è localizzato in posizione baricentrica rispetto alle altre concentrazioni abitative, pertanto risulta particolarmente adatto alla localizzazione del secondo ospedale di comunità a copertura dell'intero asse centrale del territorio regionale.

La copertura a rete dei servizi sanitari risulta così correttamente distribuita sui due distretti, con le strutture principali localizzate nelle aree più accessibili della regione e ripartite in funzione delle esigenze sanitarie e geomorfologiche delle diverse aree di riferimento. Il decreto ministeriale n. 77/2022, che disciplina i modelli e standard di sviluppo dell'assistenza territoriale del Servizio sanitario nazionale, e la deliberazione della Giunta regionale n. 1609, sempre del 2022, documento generale di programmazione dell'assistenza territoriale, bene definiscono le differenti funzioni e forme di assistenza che sono fornite dalle diverse strutture sanitarie.

Come abbiamo tra l'altro spesso dichiarato, prima del PSBS, il 77/2022 in Valle d'Aosta in termini di assistenza territoriale non era mai stato approvato.

Proprio per tali differenziazioni ed evitare quindi interferenze, non si ritiene opportuno incentrare le varie strutture residenziali intermedie, nonché i luoghi di cura primari, in un unico polo sanitario in quanto le stesse non svolgono le medesime funzioni. Si ritiene, all'opposto, imprescindibile lavorare in un'ottica di potenziamento e di sviluppo delle cure primarie in una logica di rete al fine di rafforzare i servizi territoriali, permettendo così, di fatto, anche il potenziamento delle dotazioni ospedaliere per lavorare ancor più appropriatamente sulle malattie acute.

Durante l'incontro del 6 febbraio, a cui lei era presente, abbiamo chiaramente evidenziato la differenza tra un polo ospedaliero per acuti e quella che invece sarà la struttura che verrà creata a Verrès che si occupa di cronicità.

A conclusione di tutto ciò, è importante ricordare anche il principio dell'autonomia comunale che consente di valutare tecnicamente anche indirizzi territoriali rispetto all'utilizzo delle proprie zone di pertinenza.

Presidente ? Consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (RV) ? Ringraziamo l'Assessore, abbiamo ascoltato attentamente questa lunga risposta. Ovviamente non è che si volesse ritornare sugli stessi argomenti ma, se lo facciamo, è perché andiamo alle presentazioni, ritorniamo in Commissione, facciamo delle domande e non otteniamo le risposte alle domande che facciamo.

Ovviamente, quindi, lo facciamo nelle sedi opportune. Questa è la migliore sede. Siamo quindi arrivati a presentare questa interpellanza, che ormai è datata 14 febbraio, siamo ormai a mesi di distanza e parliamo ovviamente di nuovo su questo argomento.

Come lei ha ben detto, il 6 marzo è stato presentato in Commissione, eravamo presenti, abbiamo fatto le domande, che sono praticamente molto simili a quelle di questa interpellanza, ma anche, mi pare, il signor Gola, che era presente per il Politecnico di Milano, non era riuscito a rispondere alle domande che avevamo fatto. Oppure, diciamo che nelle risposte ci aveva detto che il lavoro che è stato fatto era stato incentrato sul Cinema Ideal di Verrès.

Noi quello che avevamo chiesto allora al signor Gola, adesso, ad oggi, a lei in qualità gli Assessore competente, era: vi sono stati delle soluzioni, degli studi, che prendevano per esempio diverse casistiche, A, B e C? Da A, B e C poi, in base ad analisi e approfondimenti, la migliore è stata la B, la C piuttosto che la A?

Questo non è emerso, c'è stato un solo approfondimento, una sola soluzione, ed è per questo che noi volevamo fare dei chiarimenti in merito, perché comunque sono delle opere così importanti. Noi, infatti, non mettiamo in discussione il discorso ospedale di comunità, ma è la visione strategica nell'andare a realizzare queste opere sul territorio. È quindi questo che noi vogliamo approfondire e vedere se vi sia stato un lavoro che andasse verso questa direzione, oppure vi è ancora la possibilità di fare degli approfondimenti per andare nella direzione di cercare di realizzare delle opere che vanno sempre più a vantaggio del territorio e dei suoi cittadini.

Noi quindi abbiamo portato l'esempio del polo dell'area Balzano, lei ha fatto la precisazione, non di proprietà regionale. Ovviamente era nostra intenzione dire proprietà del gruppo Regione, perché lei lo sa meglio di me, VdA Structure è una società partecipata regionale, quindi ovviamente non è che abbiamo scritto una cosa errata, ma volevano far capire del gruppo Regione Valle d'Aosta.

Era quindi per dire che nei pressi di quello che oggi è lo studio di prefattibilità che prevede la realizzazione al Cinema Ideal, a poche centinaia di metri si trova quest'area molto ampia, che ovviamente, come lei giustamente ha detto, con degli approfondimenti del caso e delle modifiche eventualmente necessarie, potrebbe anche prestarsi per la realizzazione anche di altre opere, collegate anche al settore sanitario.

Ovviamente quello che noi vogliamo chiarire è che non intendiamo realizzare una struttura che all'interno deve avere più servizi, intendiamo un'area che presenti diversi servizi. Non deve essere per forza all'interno dello stesso edificio, questo è giusto che lo chiariamo, perché anche in Commissione si era interpretato che noi volevamo nell'ospedale di comunità avere diverse cose.

Questa interpellanza vuole invece portare all'attenzione di cercare di mettere dei servizi in un'area, in una zona che si presti perfettamente o, magari anche a livello logistico, meglio di altre. Per esempio, all'interno dello studio di prefattibilità, è per quello che noi diciamo che non siamo ancora a uno studio di fattibilità, è prefattibilità, magari ci sono ancora le possibilità di poterci lavorare e riflettere.

Vi erano anche delle pagine che riportavano che a livello di viabilità si doveva fare eventualmente una rotatoria, piuttosto che una zona sopraelevata, e noi immaginiamo che su tutto questo discorso legato alla viabilità probabilmente ci sono anche dei costi maggiorati rispetto a quelli che sono per la realizzazione della struttura. Perché la struttura è un conto, poi intervenire sul discorso viabilità è un altro.

Sono quindi solo delle suggestioni, non è che siamo conto a priori a quello che va realizzato, ma chiediamo che in questo caso, e magari anche in futuri casi, vi sia un'analisi più approfondita, con diverse casistiche che magari in Consiglio si possono analizzare tutte insieme, per andare poi a offrire dei servizi migliori per la collettività.

Questo è quello che noi auspichiamo. Crediamo che domani non venga ancora realizzato il Cinema Ideal e, magari, ci sono ancora le possibilità di riflettere sulle migliori modalità.