Oggetto del Consiglio n. 4644 del 17 aprile 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4644/XVI - Interpellanza: "Istituzione di un corso di laurea inerente al percorso di studi in gestione delle acque e risanamento ambientale avviato nelle scuole secondarie di secondo grado".
Bertin (Presidente) - Vista l'assenza temporanea del consigliere Marquis, passiamo al punto n. 44. Ha chiesto la parola il consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Sono quattro anni che l'Istituto professionale Innocenzo Manzetti di Aosta ha avviato un percorso di studi professionali sulla Gestione delle Acque e il Risanamento Ambientale, meglio conosciuto come GARA. Attualmente vi sono 68 studenti...
(brusìo in aula)
...posso proseguire? Lo frequentano 68 studenti, di cui 22 al primo anno. Con il termine del prossimo anno avremo i primi diplomati dal GARA.
Abbiamo avuto modo di riscontrare che le Università degli studi di Torino, Milano, Bergamo e Rieti hanno istituito il Corso di laurea in scienze e tecnologia della montagna. Viste le caratteristiche della nostra Regione, dove ci sono le cime più alte d'Europa, un territorio montano per eccellenza, che necessita di una particolare tutela, conservazione e salvaguardia, che può essere considerato come un possibile laboratorio professionale a cielo aperto, interpelliamo il Governo regionale per sapere se si ritiene il percorso di studi offerto dal GARA sufficiente a soddisfare la crescita e la consapevolezza ambientale dei nostri giovani di oggi e di domani e se lo si ritiene anche idoneo ad attrarre giovani da altre Regioni e se vi è l'intenzione, da parte dell'Assessorato competente, di promuovere una valutazione per l'eventuale creazione di un corso di laurea inerente la Facoltà della montagna, come avviene in altre Regioni che ho citato in precedenza.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Riguardo a "se ritiene il percorso di studi offerto dal GARA sufficiente a soddisfare il percorso di crescita e consapevolezza ambientale alpina da proporre ai giovani valdostani di oggi e di domani e offrire a giovani di altre Regioni", credo che questa domanda richieda un parere, un giudizio politico e amministrativo sull'adeguatezza del percorso formativo specifico Gestione delle Acque e Risanamento Ambientale, per raggiungere un obiettivo primario per i giovani valdostani, che si può riassumere in favorire la crescita e la consapevolezza ambientale del territorio alpino. Questo è un po' l'obiettivo di questo corso.
Implicitamente si intende sottolineare la specificità del contesto alpino, che implica una comprensione delle dinamiche ambientali particolari di montagna, quindi risorse idriche, ecosistemi fragili, impatto del turismo, cambiamenti climatici, dove la gestione delle risorse idriche e il risanamento ambientale, come lei ha accennato, giocano un ruolo cruciale. La richiesta quindi non si limita alla consapevolezza, ma mira anche a fornire competenze spendibili nel mondo del lavoro sia per i giovani valdostani che per quelli provenienti da altre regioni. Questo implica che il percorso formativo dovrebbe avere una valenza professionale e potenzialmente attrarre talenti anche da fuori regione, se lo è per i nostri giovani, l'auspicio è che lo sia anche fuori. Il GARA, nei limiti di un corso delle scuole secondarie di secondo grado - perché non dimentichiamoci che è sempre un corso all'interno del sistema delle scuole superiori, chiamiamole così - affronta in modo adeguato le specificità ambientali alpine ai fini di far crescere interesse e curiosità nei giovani per questi temi.
I ragazzi coinvolti si sono sempre dimostrati interessati dalle tematiche affrontate a scuola e intendono svilupparle ulteriormente presso le istituzioni e le imprese nelle quali svolgono i loro stage e PCTO, perché una parte importante è quella del collegamento, proprio nell'ambito del PCTO e degli stage, con realtà esterne. Proprio gli stage sul territorio, oltre alle visite specifiche, permettono ai giovani di acquisire competenze concrete e consapevolezza sul territorio, coinvolgendo professionisti del settore che operano in Valle d'Aosta e conoscono le problematiche specifiche. Solo ora che il corso si sta ultimando con i primi diplomati potrà essere anche utile valutare concretamente a questo punto le reali opportunità di lavoro nel settore della gestione delle acque e del risanamento ambientale sia in Valle d'Aosta che altrove per questi giovani. Indubbiamente la presenza di un tale corso specialistico e intersettoriale rappresenta un elemento di forte sensibilizzazione presso i ragazzi su queste tematiche, che si affianca a tutte le altre iniziative di divulgazione e di informazione che sono svolte in Valle d'Aosta. Nello specifico, il GARA potenzialmente può prevedere un numero maggiore di iscritti, anche provenienti da fuori Valle, ferma restando, ovviamente, la disponibilità di locali e di laboratori. Tale percorso ha previsto ogni anno un numero medio di 20 alunni iscritti alle classi prime e, come già sottolineato, una collaborazione strutturata con il territorio. Tenuto conto delle caratteristiche dell'ordinamento dell'istruzione professionale, a partire dalle classi terze, a seguito di un'analisi dei bisogni, si potrebbe prevedere, adesso che abbiamo ultimato il percorso e quindi abbiamo un sufficiente lasso di tempo, una curvatura del curricolo anche attraverso PCTO più mirati, su tematiche riguardanti l'ambiente alpino.
Lei mi chiede: "se è intenzione promuovere una valutazione circa la creazione di un corso di laurea inerente al percorso di studi del GARA...". Sulla base di quanto previsto dalla vigente normativa nazionale e dal sistema assicurazione della qualità di ateneo, l'accreditamento iniziale di un nuovo corso di laurea presso l'Università della Valle d'Aosta costituisce un procedimento di elevata complessità, che coinvolge una pluralità di attori interni ed esterni, come ho già avuto modo di dire rispondendo a varie iniziative su percorsi anche più limitati: per esempio, il corso di cui abbiamo parlato questa mattina per l'abilitazione. Il lasso di tempo che intercorre dall'ipotesi di attivazione di un corso all'immatricolazione dei primi studenti copre un arco temporale di circa due anni, che si allunga a ulteriori tre anni per consentire il conseguimento del titolo da parte dei primi laureati. I principali passaggi in cui si articola l'iter possono essere sinteticamente riassunti, come indicato. Indicativamente credo sia anche utile per chi ci ascolta capire come si mette in piedi un corso, perché alle volte si dice: "come mai non fate un corso di glaciologia o un corso specifico sulla montagna?": adesso spiego cosa significa mettere in piedi un corso. Intanto va prevista l'istituzione del corso nell'ambito del piano triennale di sviluppo che è approvato dal Consiglio dell'Università; poi deve essere predisposto lo studio di fattibilità per l'istituzione del corso da parte del Consiglio di dipartimento, del Senato accademico o di altro comitato appositamente incaricato dal Consiglio dell'Università. Sono passaggi obbligatori perché, come lei sa, anche nell'ambito dell'autonomia ci sono gli organismi interni, in cui peraltro noi non siamo rappresentati, noi siamo rappresentati solo nel Consiglio dell'Università e nella Giunta esecutiva. Una volta che è stato fatto questo passaggio, c'è poi l'approvazione dello studio di fattibilità da parte del Consiglio dell'Università. In seguito devono essere convocati, da parte della Rettrice, dei comitati di indirizzo intesi come organismi composti da esponenti del momento del lavoro, della cultura e della ricerca, costituiti in rappresentanza stabile degli stakeholder di uno o più corsi di studio per la presentazione della proposta di istituzione del corso e l'acquisizione di ogni contributo utile alla progettazione e gestione dello stesso. Questo è un ulteriore passaggio. Poi vi è l'approvazione da parte del Consiglio del dipartimento, che è ancora un'altra cosa, della proposta di istituzione del corso. Poi vi è la predisposizione, da parte del Direttore generale, di apposita relazione in ordine al fabbisogno finanziario connesso all'istituzione di un nuovo corso, con particolare riferimento alle esigenze di personale docente - come dicevo questa mattina al collega Marquis: tecnico-amministrativo di ruolo - e in più dei docenti a contratto di spazi e dotazioni. Voi tenete conto che qui vorrebbe dire mettere in piedi un corso di tipo tecnico rispetto a quelli attualmente attivati, che sono più di stampo umanistico o comunque giuridico-economico, quindi va riparametrata completamente anche la parte relativa ai docenti a contratto, in più vanno valutati gli spazi e le dotazioni. Dopo tutto questo passaggio, va poi acquisito il parere vincolante del nucleo di valutazione di ateneo sui requisiti per l'accreditamento iniziale del corso. In più va fatta ancora l'approvazione da parte del Senato accademico della proposta di istituzione del corso e, finita questa, va acquisito il parere favorevole sulla proposta di istituzione del corso da parte del Comitato regionale di coordinamento, che è un organismo composto dal Presidente della Regione, dalla Rettrice dell'Università e da un rappresentante degli studenti d'ateneo, che è ancora un'altra cosa. Va poi approvata la proposta di istituzione del corso da parte del Consiglio dell'Università, ma non è finito: si deve ancora acquisire il parere favorevole del Consiglio universitario nazionale sull'ordinamento didattico del corso e in più un altro parere dell'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) sul complesso dei requisiti di accreditamento del corso. Poi deve essere fatto un decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca di accreditamento iniziale del corso, tenendo conto del parere reso dall'ANVUR. Infine, a conclusione di questi diecimila passaggi, c'è il decreto rettorale di emanazione delle modifiche al regolamento didattico di ateneo, concernenti l'ordinamento didattico del corso. Concluso positivamente l'iter citato, l'Università può poi procedere all'approvazione e all'emanazione dell'avviso per l'ammissione degli studenti, al conferimento degli incarichi della docenza e alla programmazione dell'erogazione delle attività didattiche.
C'è poi tutta un'altra trafila sull'accreditamento, eccetera, che le lascio perché non ho più tanto tempo, ma, come vede, ci sono voluti dieci minuti solo per elencare i passaggi, che non sono richiesti ovviamente dalla Regione, ma dal sistema universitario, il che dice magari di una complicazione amministrativa che pare eccessiva, ma anche della serietà nella predisposizione di corsi, che non sono così banali.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Chiedo scusa, ma riformulo la domanda: qual è il percorso da effettuare per istituire un corso? La mia domanda però non era questa. Io le ho chiesto: "Lei vorrebbe istituire il percorso di laurea?". E non mi ha risposto. Quella era la domanda. Lei ha speso dieci minuti... sette minuti, perché alla prima mi ha risposto, per dirmi una cosa a cui io non sono interessato. Questo mi stupisce e la dice lunga, perché un Assessore della sua Giunta valorizza l'Università - è un Assessore del trifoglio - perché si rivolge all'Università per fare degli studi specifici nel mondo dell'agricoltura. Io guardo il Club alpino italiano che due anni fa, nel presentare il corso di laurea che ho appena richiamato, che riguardava l'Università di Torino, ha specificato dettagliatamente a cosa serviva e le peculiarità per valorizzare un territorio montano. Io rimango stupito dalla mancanza di volontà, da parte di questa maggioranza, una maggioranza autonomista, che tende a valorizzare il territorio, le produzioni tipiche del territorio, non sia interessata, nella persona dell'Assessore alla pubblica istruzione, a valorizzare un corso di laurea di questo tipo. Poi ci sta che a lei proprio non interessi niente di tutto questo, però mi doveva onestamente rispondere: "Non siamo interessati". Come lei ben sa, io mi occupo della formazione più della parte delle professioni sanitarie e so le difficoltà che ci sono per arrivare a un corso di laurea, però esprimere una volontà e dire: "ci piacerebbe, siamo interessati, vogliamo farlo, solleciteremo, avvieremo un percorso" è diverso che illustrarmi tutto quanto lei ha avuto modo di illustrare alle tante persone che si stanno interessando. Prendo atto che lei non ci è volutamente arrivato per non rispondere e questo da un lato mi fa un grande dispiacere e probabilmente potrà dispiacere ai 68 studenti che si sono iscritti al GARA e forse anche ai potenziali studenti che potevano e potrebbero essere attratti dall'Università della Valle d'Aosta.
