Oggetto del Consiglio n. 4641 del 17 aprile 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4641/XVI - Interpellanza: "Aggiornamento e adeguamento alle esigenze attuali della legge regionale di istituzione del sistema bibliotecario regionale".
Bertin (Presidente) - Ritorniamo al punto n. 39. Per illustrare l'interpellanza, ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Anche questa interpellanza, come un'altra che abbiamo discusso durante lo scorso Consiglio, affronta il tema dell'importanza delle biblioteche nella nostra regione, in questo caso quella delle biblioteche comunali, che nella maggior parte dei nostri Comuni rappresentano pressoché l'unico presidio culturale fisso e anche fisico, perché poi ci sono altre attività culturali, ma non sono di questo tipo, e svolgono anche un fondamentale ruolo sociale, di supporto anche al turismo, come confermano i bibliotecari delle località che sono considerate quelle più frequentate. Da un recente articolo che è apparso su "Gazzetta Matin" abbiamo purtroppo appreso che i dati relativi ai prestiti nella nostra regione in dieci anni hanno subito un calo notevole: rispetto al 2014, i prestiti fisici nel 2024 sono infatti calati del 32,2%, siamo passati da 364.000 prestiti a 246.000 circa, mentre il prestito digitale è ancora, direi, quasi irrilevante, perché rappresenta soltanto il 6% del totale complessivo dei prestiti, circa 15.700 e-book scaricati nel 2024. Nel sistema bibliotecario sono attualmente disponibili soltanto 61.500 titoli per i prestiti digitali contro i 120.000 circa di libri fisici. Il prestito digitale poi è di soli quindici giorni senza possibilità di rinnovo. Il prestito fisico dei libri è di trenta ed è rinnovabile anche per altri quindici giorni. Fatti i debiti calcoli, se il trend in calo non si fermasse, fra dieci anni potremmo arrivare ad avere soltanto 110.000 prestiti all'anno, meno di un terzo rispetto al 2014. In un'ottica di crescita culturale di una comunità non mi pare un buon segno, anzi, una situazione del genere potrebbe contribuire a un vero e proprio impoverimento culturale che - e non lo dico io ma lo confermano studi sociologici - ha delle ripercussioni su vari aspetti della vita sociale, civile e comunitaria.
Sappiamo che attualmente ci sono dei Comuni, che, per far fronte alle difficoltà di gestione, scelgono di esternalizzare il servizio bibliotecario, ad esempio, Saint-Christophe, altri che sperimentano l'organizzazione della biblioteca diffusa, è successo a Saint-Oyen, altri ancora che sono stati costretti a chiudere, ha chiuso Charvensod nel 2018, Chamois nel 2016, Montjovet nel 2012. Molti poi sono i Comuni in cui la biblioteca comunale non c'è, non esiste neppure. Nella mia vallata ci sono, ad esempio, solo due biblioteche comunali: una a Issime, l'altra a Gressoney-Saint-Jean su un totale di 7 Comuni, Comuni che nella bassa vallata fanno riferimento alla biblioteca di Pont-Saint-Martin o a quella comprensoriale di Donnas. In passato in alcune realtà, in particolare per noi che eravamo allora nella Comunità montana Mont-Rose, si era provveduto a istituire, in collaborazione con la biblioteca comprensoriale, un apprezzato servizio: quello del "Bibliobus", vale a dire un minibus attrezzato come biblioteca mobile itinerante che raggiungeva i Comuni privi, come dicevo, di una loro biblioteca comunale, un esperimento probabilmente costoso e forse anche difficile da mantenere per questioni logistiche e appunto finanziarie, ma che, secondo me, dovrebbe essere ripreso in considerazione, ripensato in qualche maniera.
Per quanto concerne le attività delle biblioteche che sono diverse dal prestito di libri, e mi riferisco quindi a corsi, laboratori, eventi di vario tipo, c'è sul territorio regionale una vasta disomogeneità: tutto è affidato in buona parte alla buona volontà della commissione di gestione di turno, non sempre e non ovunque in possesso di tutte le competenze necessarie per un'adeguata valutazione qualitativa delle proposte, che richiede, credo, oggi una preparazione anche piuttosto specifica, che non tutti hanno. Dal nostro punto di vista, anche sulla base di quanto è disposto da due articoli di una nostra legge regionale, vale a dire l'articolo 9, comma 3, e l'articolo 10, comma 1, lettera a), della legge n. 28/1992, sarebbe proprio per questi motivi opportuno istituire una figura, che peraltro è prevista dalla legge: la figura del bibliotecario coordinatore comprensoriale, che possa affiancare le biblioteche comunali nel gestire al meglio tutte le iniziative. Pensiamo poi inoltre che potrebbe essere utile valutare l'istituzione di un albo dei volontari per le commissioni di gestione, ovviamente per ogni commissione di gestione, per ogni Comune che ha la biblioteca, al fine di dare maggiore continuità al loro operato, senza dipendere esclusivamente dalle scelte dell'amministrazione di turno e al fine di garantire un'ampia rappresentanza della cittadinanza. Attualmente che cosa succede? Che con i cambi di amministrazione si nominano dei nuovi rappresentanti più con il criterio della vicinanza politica, delle sintonie, che non con quello della partecipazione assidua dei cittadini alle iniziative della biblioteca, o col criterio dei grandi lettori, o ancora con quello della competenza. La legge regionale sul sistema bibliotecario che ho citato, dicevo, risale al 1992, quindi è precedente anche alla diffusione di Internet e risulta incentrata, per forza di cose, sul prestito librario fisico. Non contempla tutte le attività culturali che nel 2025 fanno parte dell'offerta di una biblioteca e non prevede al momento adeguate forme di sostegno e di collaborazione con le biblioteche comunali, finalizzate a garantire che cosa? A garantire prima di tutto la loro sopravvivenza, perché anche di questo si tratta, e poi un numero adeguato di ore di apertura. È un tema che, a nostro avviso, merita di essere affrontato in maniera seria e al più presto.
Infine, ricordo che non viene indetto da molti anni un concorso per aiuto bibliotecario e che, a seguito dei pensionamenti che sono previsti, gli addetti alle biblioteche qualificati in questo senso saranno sempre di meno, con inevitabili conseguenze sulla qualità e sulla quantità del servizio. È vero che con la recentissima delibera n. 256/2025 sul fabbisogno del personale si prevede l'inserimento di due aiuto bibliotecari e un bibliotecario, ne abbiamo parlato quindici giorni fa, è una notizia positiva, che speriamo sia l'inizio di un nuovo corso.
Con queste premesse chiediamo di conoscere: "quali sono i costi del prestito digitale; se e come si intende potenziarlo per il futuro, anche prevedendo un periodo più ampio per il prestito stesso magari da equiparare a quello del prestito fisico; quali iniziative di tipo organizzativo si intendono valutare per scongiurare il progressivo calo dei prestiti, la frequentazione delle biblioteche, che sono dei veri presidi culturali sul territorio, e il pericolo di chiusura di biblioteche in alcuni Comuni della Regione; se si intende aggiornare e adeguare alle attuali esigenze la legge n. 28/1992; se si intende avviare, infine, una riflessione sull'istituzione di quella figura che ho citato del bibliotecario coordinatore comprensoriale, da affiancare alle biblioteche comunali per gestire le varie iniziative extra prestito al meglio, e anche dell'albo dei volontari per le commissioni di gestione delle biblioteche, con lo scopo di migliorare il livello di competenza delle commissioni stesse e di garantire un'adeguata rappresentanza dell'utenza".
Presidente - Risponde l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie consigliera Minelli. La partecipazione del nostro sistema al prestito interbibliotecario digitale attraverso l'utilizzo della piattaforma MediaLibraryOnLine (MLOL) è stata fondamentale per restare al passo con l'evoluzione delle nuove tecnologie di fruizione della cultura e contestualmente consentirne agli utenti l'accesso senza doversi spostare fisicamente dalle proprie abitazioni, in un contesto regionale connotato da una forte parcellizzazione territoriale. La piattaforma MLOL, la stessa utilizzata da circa 6.500 biblioteche pubbliche italiane, permette di offrire gratuitamente agli utenti iscritti al sistema bibliotecario valdostano un ragguardevole numero di e-book, circa 64.000 titoli al momento, corrispondenti a 380.000 copie complessive messe a disposizione dalle biblioteche aderenti alla rete, oltre a circa 7.000 periodici online, numeri entrambi in crescita progressiva e continua. Questo per dire l'enormità del patrimonio che assicuriamo come sistema bibliotecario.
Il numero massimo dei prestiti mensili per utenti è di tre, in linea con i parametri di molte altre reti bibliotecarie italiane, con una durata di prestito di quattordici giorni massimo, imposta contrattualmente ? questo va detto ? dagli editori e per ora quindi non modificabile. Questo forse per rispondere a uno dei suoi punti nell'impegnativa. A fronte dei servizi offerti nel 2024, il costo totale per piattaforma acquisti e-book, download e prestito interbibliotecario è stato di circa 31.000 euro.
Alla domanda n. 2 il calo delle frequentazioni dei prestiti presso le biblioteche è un dato trasversale, che si verifica un po' ovunque a causa dell'avvento dell'uso di Internet, che ha avuto il suo minimo storico negli anni della pandemia, questo lo sappiamo. Tuttavia le biblioteche sono luoghi di cultura, socialità e di aggregazione multifunzionale, dove trovano spazio, oltre ai consueti servizi, presentazione di libri, laboratori, conferenze, esposizioni, cineforum, giochi e piccole incursioni fuori dai soliti spazi per incontrare le persone, sia adulte che ragazzi. In questo senso, con lo scopo di proporre spunti di riflessione su contenuti innovativi, la biblioteca ogni anno individua un argomento che viene approfondito all'interno di una rassegna di conferenze tenute da autorevoli relatori. Inoltre, per gli utenti più piccoli, ogni giovedì dell'anno c'è l'appuntamento con "l'Ora del racconto" attraverso letture animate e proiezione di film per bambini. Per tutto l'anno scolastico ogni mattina la biblioteca accoglie le classi delle scuole valdostane proponendo loro attività per scoprire la biblioteca. Inoltre sostiene il progetto nazionale "Nati per leggere" attraverso incontri settimanali e promozione della lettura nei primi anni di vita del bambino. Recentemente la biblioteca ha orientato la propria attività verso una direzione molto più partecipativa, qualificante e innovativa, adattando sempre di più le proprie attività alla necessità dell'individuo e al suo bisogno di essere coinvolto direttamente. Il coinvolgimento diretto del pubblico ha avuto luogo nell'ambito di molteplici attività, come la "Biblioteca vivente", dove i libri sono le persone che raccontano sé stesse, poi la partecipazione al talent letterario "Incipit offresi", gli incontri mensili del gruppo di lettura ? che, tra l'altro, abbiamo coinvolto anche nella Saison Littérature ?, la collaborazione estiva con l'iniziativa GiocAosta e poi tante altre iniziative che, per questioni di tempo, non sto qui a declinare. Per favorire la diffusione della cultura del libro digitale e per superare il digital divide generazionale, la biblioteca ha organizzato sportelli informativi per i cittadini con il supporto dei ragazzi che svolgono i PCTO. Nell'ambito di questo percorso, infatti, da un lato i ragazzi si avvicinano alla biblioteca e ne conoscono le risorse; dall'altro, gli stessi forniscono supporto a chi intende avere assistenza per l'uso delle risorse digitali della biblioteca, favorendo in tal modo anche uno scambio intergenerazionale, iniziative simili sono previste anche in altre realtà del territorio, quindi non solo nella biblioteca di Aosta. È importante ribadire che i PCTO sono fatti con le scuole.
Notevole impulso all'utilizzo delle nuove tecnologie anche da parte di persone poco avvezze agli strumenti moderni, perché abbiamo anche persone che non sono così digitali, è stata la messa a disposizione di tutti sul web, di gran parte delle fonti della ricerca locale, nonché di tutti i giornali storici valdostani digitalizzati proprio per favorire tutti i pubblici, diciamo così. Si può dunque dire che la biblioteca regionale, in linea con le raccomandazioni IFLA/Unesco, persegua concretamente l'obiettivo di creare un ancor più stretto legame con la comunità legale e rappresenti uno straordinario strumento di promozione del welfare culturale. Lei chiede se si intenda aggiornare/adeguare la legge del 1992. La n. 28/1992, la legge istitutiva del sistema bibliotecario regionale, ha rappresentato un'importante evoluzione nella normativa del settore e ha avuto un ruolo fondamentale nella successiva organizzazione dei servizi delle biblioteche valdostane. Ancora oggi, a distanza di molti anni, i principi in essa enunciati mantengono la loro attualità e sono un valido riferimento per l'individuazione di soluzioni biblioteconomiche e gestionali adeguate. Ne sono una testimonianza il progressivo e notevole sviluppo dei servizi informatici e digitali offerti all'utenza, ma anche l'approvazione di importanti documenti, per esempio, la Carta dei servizi e la Carta delle collezioni, per fare due esempi, e la loro effettiva implementazione. Tuttavia, è previsto un aggiornamento nell'ambito dell'organica revisione del corpus normativo in materia culturale, inserita nel piano strategico della cultura, la cui attuazione è imminente a seguito dell'approvazione con DGR n. 376 del 7 aprile 2025.
Alla domanda n. 4 sulla figura del bibliotecario coordinatore da affiancare, dopo l'approvazione delle leggi sull'autonomia comunale e sul decentramento delle funzioni amministrative agli Enti locali, mi riferisco alle leggi regionali n. 54/1998 e n. 1/2002, le competenze in materia di pubblica lettura e quindi sulla gestione delle biblioteche, tranne che per la biblioteca regionale di Aosta, sono state trasferite agli Enti locali. In base agli elementi a disposizione, risulta che le zone di influenza delle quattro biblioteche comprensoriali corrispondano al territorio delle soppresse Comunità montane, coincidenti in massima parte con le odierne Unités des Communes, anche se con qualche necessario distinguo, mentre infatti le biblioteche di Châtillon, di cui parleremo, e di Verrès, nei cui dintorni alcuni Comuni sono sprovvisti di biblioteche proprie, registrano una significativa affluenza dalle Comunità vicine, quelle di Morgex, che si trova in una zona in cui tutti, ripeto, tutti i Comuni hanno una biblioteca propria, e di Donnas, per effetto della vicina e attiva biblioteca di Pont-Saint-Martin, faticano a superare la dimensione comunale. In ogni caso per nessuna di esse si ritiene sia giustificata la gestione a livello regionale in una corretta valutazione dei livelli di governo, ispirata proprio ai principi della legge: la n. 54/1998.
Dal punto di vista delle attività esercitate rispetto a quelle previste dalla legge n. 28/1992, l'esperienza più che trentennale dimostra che il loro ruolo di biblioteche locali al servizio dei Comuni in cui sono situate prevale nettamente sulle funzioni di coordinamento rispetto ai sottosistemi bibliotecari previsti dalla legge regionale n. 28/1992, che peraltro non sono mai stati realizzati. Si ritiene pertanto che un'eventuale riflessione sull'istituzione della figura del bibliotecario coordinatore comprensoriale possa essere avviata a livello territoriale solo dopo il passaggio della gestione di tale biblioteca agli Enti locali, come peraltro era previsto dalla legge n. 1/2002.
Per quanto riguarda l'albo dei volontari per le commissioni di gestione delle biblioteche, piuttosto che partire da una regolamentazione dall'alto, si ritiene più appropriata la formula dell'associazionismo locale, come quella degli "Amici della biblioteca", presente in varie realtà italiane, dove sono a volte indispensabili addirittura per assicurare la continuità del servizio.
Le faccio solo una precisazione. Le faccio presente che la rinnovata sede della biblioteca comunale "Elvira Donzel" di Charvensod ha ufficialmente riaperto al pubblico lo scorso 10 aprile, la riapertura rappresenta un importante traguardo per la Comunità, che può ora beneficiare di spazi più accoglienti e funzionali, pensati per favorire la lettura, lo studio e la condivisione culturale. Tra le principali novità - e questo è interessante - spicca l'introduzione dell'archivio storico all'interno della biblioteca, un prezioso strumento di conservazione e valorizzazione della memoria collettiva del territorio. Glielo dico perché lei nella sua premessa ha scritto che è stata chiusa nel 2018: è stata appena riaperta, tra l'altro, con questa formula interessante del biblio-archivio.
Presidente - Per la replica, la parola alla consigliera Minelli.
Minelli (PCP) - Parto soltanto da questa precisazione, che mi fa piacere, riguardo alla riapertura della biblioteca "Elvira Donzel". Quando abbiamo scritto l'interpellanza, era il 2 del mese, quindi non eravamo a conoscenza di questa questione.
Su tutte le altre risposte, io avevo parlato di 61.000 titoli disponibili per il prestito digitale, sono un po' di più, lei ha parlato di 64.000, che, faccio notare, sono circa la metà dei titoli che sono disponibili, invece, per il prestito cartaceo, che sono 120.000. Abbiamo quindi una situazione diversa e, secondo me, bisognerebbe implementare la possibilità di usufruire col prestito digitale di un numero maggiore di titoli di libri. Lei mi ha dato questa informazione dei quattordici giorni non aumentabili, perché, se ho capito bene, c'è una precisa richiesta degli editori. Io penso allora, a questo punto, che sarebbe quanto mai utile che la nostra Regione, quindi l'Assessorato in questione, ma in collaborazione con altre Regioni, magari anche all'interno di un discorso più ampio di collaborazione, faccia un'azione di pressione in questo senso, perché non ha alcun senso che un libro digitale possa essere tenuto in prestito soltanto per quindici giorni, mentre un libro cartaceo possa esserlo per quarantacinque. Quando sono state prese delle decisioni, i tempi erano obiettivamente diversi da quelli attuali, le modalità stesse di lettura sono cambiate. Personalmente non rinuncerei mai a un libro cartaceo, perché preferisco. Mi rendo conto che, coi problemi di vista che aumentano, forse bisognerà convertirsi agli e-book, però so che, per quello che riguarda soprattutto le giovani generazioni, è un sistema che viene utilizzato molto di più, quindi credo che in questo senso bisognerebbe intervenire. Sulle attività e io in qualche modo avevo detto iniziative per scongiurare il progressivo calo dei prestiti e anche della chiusura di biblioteche lei mi ha elencato una serie di attività, che conoscevo, che si fanno, ma che sono principalmente in capo alla biblioteca regionale: penso, per esempio, a quello che lei ha citato, le letture animate, ne fanno anche in alcune biblioteche comunali, però quelle più importanti, che hanno dato anche secondo me dei buoni risultati e che sono assolutamente positive, vengono fatte in biblioteca regionale. Io credo che occorre pensare a un sistema integrato, che coinvolga anche le biblioteche comunali. Mi ero segnata alcune possibilità. Sicuramente è possibile promuovere dei concorsi tra i lettori. Lo si faceva tanto tempo fa, lo ricordo, proprio nella biblioteca comprensoriale di Donnas: erano i lettori che diventavano recensori di nuovi romanzi, di nuove opere e aveva avuto molto successo in quel periodo. Carte fedeltà, carte a punti, ci sono cioè cose che richiedono forse anche uno sforzo di fantasia.
Sulla questione dell'aggiornamento della legge del 1992 lei mi ha detto che è una buona legge, che è ancora un ottimo punto di riferimento. Credo sia vero, che sia così, ma resta il fatto che è una legge esattamente di trentatré anni fa, quando non esisteva nemmeno la possibilità di avere i libri su Internet. Sono quindi sicura che quella legge, pur avendo rappresentato un momento molto importante per l'organizzazione del sistema bibliotecario valdostano, debba essere rivista.
Infine, sulle due questioni del coordinatore bibliotecario comprensoriale e della possibilità di avere un albo per quanto riguarda le commissioni di coordinamento, io dico una cosa: proprio quella legge che lei ha detto essere un punto di riferimento, all'articolo 9, comma 3, dice: "di concerto con le Comunità montane, concorrono, nel quadro della programmazione regionale, a promuovere forme di coordinamento e di associazione tra Comuni o enti o istituzioni pubbliche e private e l'istituzione e il funzionamento di biblioteche di loro competenza". Quest'attività di coordinamento non è mai stata esercitata...
(intervento dell'assessore Jean-Pierre Guichardaz fuori microfono)
...però non è mai stata esercitata, nemmeno all'inizio...
(intervento dell'assessore Jean-Pierre Guichardaz fuori microfono)
...d'accordo, ma bisogna allora comunque, se c'è necessità di fare anche una modifica o andare in quel senso, intervenire.
L'altra questione. C'è un aggiornamento della legge n. 28/1992, che parla anche della questione delle commissioni di biblioteca. Lei ha detto: "è meglio avere i comitati, tipo gli amici delle biblioteche". Io non sono sicura che sia così, penso che sia opportuno avere degli albi dove le persone abbiano anche in qualche modo riconosciuta la loro capacità, la loro competenza e la loro funzione.
