Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4637 del 17 aprile 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4637/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito al futuro utilizzo del Castello di Montfleury".

Bertin (Presidente) - Ritorniamo ora al punto n. 37. Per illustrare l'interpellanza, ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) - Torniamo sulla questione del Castello di Montfleury e della sede del Co.Re.Com., nonché della Consulta femminile. Per ripercorrere appunto la cronologia, ricordiamo che nel novembre del 2024, con apposita deliberazione dell'Ufficio di Presidenza, a maggioranza, si è deciso di trasferire la sede del Co.Re.Com. e della Consulta delle pari opportunità dalla sede di Montfleury al palazzo di via Piave, dove ci sono gli uffici dei gruppi consiliari. Questa richiesta è stata generata dalla proposta dell'Assessorato o, meglio, da una richiesta vera e propria dell'Assessorato, che abbiamo già trattato appunto con apposite iniziative, Assessorato delle attività culturali e del sistema educativo, che chiedeva all'Ufficio di Presidenza se fosse possibile individuare degli spazi da attribuire all'utilizzo di varie entità, organi, eccetera, dipendenti o collegati al predetto Assessorato. L'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale decise appunto di fare questo cambiamento, quindi portare gli uffici del Co.Re.Com. e della Consulta nella palazzina di via Piave e liberare quei locali, quindi conseguentemente, evidentemente, con la necessità di dismettere quell'immobile di Montfleury da parte del Consiglio regionale per eventualmente, si immagina, appunto attribuirlo alla Regione e ai suoi Assessorati.

Questa delibera, questa decisione naturalmente comporta come conseguenza che l'Ufficio di Presidenza debba mandare una disdetta del contratto e d'altra parte si debba probabilmente individuare quale utilizzo fare del Castello di Montfleury, cosa metterci e quando, immaginiamo. È vero che nel frattempo le cose si sono probabilmente anche evolute considerato che questa iniziativa è stata presentata nel mese di marzo, quindi dieci giorni prima della sua trattazione, che sarebbe dovuta avvenire il 26-27 marzo, poi rinviata ai primi di aprile e poi ancora rinviata finalmente ad oggi. Un pochino penso che gli eventi si siano appunto evoluti, la situazione probabilmente è evoluta. Nel contempo però probabilmente si è evoluta la situazione anche a seguito di iniziative proposte dalla collega Guichardaz per quanto riguarda invece la situazione della sistemazione alternativa del Co.Re.Com., cioè quella di via Piave, perché anche lì qualche problemino c'è, tant'è che queste considerazioni ci hanno indotti addirittura a proporre nel frattempo, visto che questa iniziativa di cui stiamo parlando adesso non veniva trattata, una mozione anche, che avesse un po' più a fuoco la situazione proprio contrattuale del Castello di Montfleury.

Comunque questa iniziativa invece tende più che altro a conoscere che cosa? A sapere intanto "quali siano stati a suo tempo i trasferimenti finanziari al Consiglio regionale da parte della Regione per l'insediamento del Co.Re.Com. nella sede di Montfleury", quindi si parla appunto di arredi particolari, perché il Castello di Montfleury, come molti sapranno, ha una forma anche molto particolare, quindi anche gli arredamenti devono essere adatti a quella sede specifica. "Se la Regione è subentrata nel contratto di locazione" è una domanda che probabilmente è già un po' superata dagli eventi perché non crediamo, ma ce lo dirà poi l'Assessore, se ci sia già la stipula di un nuovo contratto o di un precontratto, insomma di un impegno di qualsiasi genere, perché è evidente che, nel momento in cui il Consiglio regionale dà la disdetta, non è che automaticamente il proprietario abbia già contrattato con il nuovo eventuale conduttore. Altra domanda: "quale sia l'intendimento del Governo regionale in ordine al futuro utilizzo del Castello di Montfleury", che dalle altre iniziative sembrava ancora abbastanza in alto mare, quindi non c'era ancora una certezza sull'utilizzo concreto di questi eventuali locali nei quali subentrerebbe la Regione al posto del Consiglio regionale.

Presidente - Risponde l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Penso che le informazioni che lei chiede probabilmente dovrebbe averle già come Vicepresidente del Consiglio regionale, perché questa è un'operazione che è stata portata avanti proprio dal Consiglio, quindi immagino che vi siate parlati nel momento in cui avete fatto la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza e abbiate quindi contestualizzato anche le parti relative agli aspetti finanziari e altri, di cui noi non siamo più a conoscenza. In ogni caso io mi sono fatto fare una nota dal Dirigente della Presidenza del Consiglio, che leggo, così almeno do delle informazioni, magari che sono sfuggite a lei, ma soprattutto le do a chi ci ascolta: "I trasferimenti finanziari al Consiglio regionale per il funzionamento del Co.Re.Com., ivi comprese le risorse per la sua sede, sono stati previsti fin dalla sua istituzione e sono tuttora previsti dalla legge regionale n. 26/2001. In quei fondi, dunque, devono ritenersi incluse le risorse utilizzate all'epoca per l'acquisizione in locazione passiva della metà degli immobili di Montfleury. La locazione dell'altra metà dell'immobile è fin da allora stata finanziata con altre risorse proprie del Consiglio regionale non afferenti ai trasferimenti finanziari assegnati per le funzioni di Co.Re.Com.".

Credo quindi che questi dati li abbia più lei ovviamente che non noi, li può reperire più facilmente lei, essendo nell'Ufficio di Presidenza. In ogni caso aggiungo, e abbiamo fatto anche lì una ricerca che metto a fattor comune, che con la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza che avete fatto voi, la n. 98/2024, proprio l'Ufficio di Presidenza del Consiglio ha deciso di assegnare i nuovi locali in ristrutturazione al Co.Re.Com.. Avete deciso voi quindi, credo, questo cambio di sede, che non è previsto però per la Consulta regionale per le pari opportunità, che mi risulta abbia sede in via Piave, almeno così... che ha già sede in via Piave, questo è quanto mi viene specificato.

La decisione dell'assegnazione della nuova sede a Co.Re.Com. ? quindi mi sono anche preoccupato di chiedere al Consiglio, perché, ho detto, vorrei capire se tutta questa decisione è stata originata dalla nostra nota ? non è stata generata dalla lettera, mi dicono, dell'Assessorato dei beni e attività culturali, sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali. I motivi sono riportati proprio nel testo della deliberazione che avete fatto voi, che per completezza comunque riassumo, quindi metto anche questi a fattor comune. Avete scritto: "Avere tutti gli uffici afferenti direttamente o indirettamente al Consiglio regionale nello stesso immobile consente di ottimizzare le risorse per quanto riguarda i canoni di locazione e la gestione delle varie utenze (telefoniche, televisive, di rete Internet, di elettricità, di riscaldamento), generando su queste voci dei risparmi sul bilancio del Consiglio regionale quantificati in circa 51.000 euro lordi annui". Credo che abbiate fatto un buon lavoro di ottimizzazione ma, ripeto, l'avete fatto voi, non l'abbiamo fatto noi. "La sede sarebbe conforme dal punto di vista tecnico agli ultimissimi standard, quindi più sicura e più accessibile all'utenza". Avete fatto una valutazione e credo sia una buona cosa. In più avete scritto che "l'accesso presidiato dagli uscieri consentirebbe di filtrare in modo corretto l'utenza esterna". Poi avete ancora scritto che "i nuovi locali del corpo C, nonché le varie sale riunioni disponibili nella palazzina di via Piave e del Palazzo regionale a disposizione del Consiglio regionale sono valutati adeguati alle esigenze del Co.Re.Com., il cui organico è composto da quattro dipendenti a tempo pieno e dalla presenza saltuaria di Presidente e membri del Comitato". Avete ribadito qual è l'organico del Co.Re.Com., sono quattro persone. Evidentemente quindi avrete valutato che i nuovi locali siano conformi per questo tipo di...

Avete però ancora scritto nella vostra delibera che "l'immobile denominato Castello Montfleury può proficuamente essere destinato all'uso prospettato dall'Assessorato dei beni e attività culturali, sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali ? questa è la struttura Attività culturali ?, consentendo in tal modo di mantenere un palazzo storico e rappresentativo a servizio della collettività e del bene comune, in particolare in ambito culturale, in ipotesi favorendo la formazione di una casa della cultura valdostana". Dopodiché però mi sono fatto fare un'ulteriore precisazione e mi hanno detto: "La decisione dell'Ufficio di Presidenza, adottata con deliberazione n. 98 del 27 novembre 2024 ? credo che abbiate fatto una discussione in Ufficio di Presidenza, io riporto solo ciò che mi viene detto ?, non è condizionata alla futura destinazione del Castello di Montfleury. La decisione non è stata generata dalla lettera dell'Assessorato dei beni culturali. L'Ufficio di Presidenza ha ritenuto esclusivamente rafforzativo delle sue motivazioni che quel bene di proprietà non regionale potesse conservare una destinazione d'uso pubblico vista la richiesta esplorativa dell'Assessorato. I motivi fondanti sono molteplici e il primo motivo è avere tutti gli uffici afferenti, il risparmio, i custodi...", eccetera, ma quella è una valutazione che credo abbiate fatto voi quando avete fatto questa delibera. Nella suddetta deliberazione si trovano anche alcune precisazioni in merito al risparmio, che appunto, come vi dicevo, è evidenziato nella cifra di 51.000 euro annui. La delibera infatti non si limita a dire: "valutato opportuno, nonché conveniente ed economico", ma aggiunge: "alla luce della relazione tecnica del Dirigente della struttura Gestione risorse e patrimonio, che è agli atti d'ufficio, queste cifre sono state documentate", quindi la base a supporto dell'economicità è indicata indirettamente. La relazione ovviamente del Dirigente è agli atti dell'Ufficio e accessibile su eventuale richiesta, ma credo che, poiché l'abbiate citata, ce l'abbiate sicuramente, perché altrimenti non credo che l'avreste citata.

Poi mi dice: "Qual è l'intendimento del Governo regionale in ordine al futuro utilizzo del Castello di Montfleury?". Questa forse è l'unica risposta che avremmo dovuto dare noi rispetto invece a tutto lo spiegone che le ho fatto su quello che avete fatto voi in Ufficio di Presidenza. Come si sa, l'immobile del Castello di Montfleury è di proprietà privata e attualmente in uso al Consiglio ? non so se lo è ancora perché questa è la risposta che risale, anche questa, come diceva lei, probabilmente è un po' superata, ma credo sia ancora in uso al Consiglio ? grazie a un contratto di locazione ancora in essere, per quanto io ne sappia, dopodiché credo che lei ne sappia più di me di questa cosa. Quello che posso dire è che, come Amministrazione regionale, stiamo avviando, in particolare come Dipartimento per i beni e le attività culturali, una riorganizzazione logistica degli immobili che consegua la razionalizzazione degli spazi e delle risorse. È in questo contesto, tra l'altro, che si inserisce, ma avremo poi modo di spiegarlo alla collega Guichardaz, lo spostamento da Palazzo Lostan a Palazzo Roncas, dove riusciremo a portare anche parte delle strutture che sono attualmente a Palazzo Barillier, che sarà progressivamente svuotato.

Per concludere quindi, se l'immobile del Castello Montfleury, considerato anche il suo pregio storico, potrà in qualche modo essere utile all'Amministrazione regionale per svolgervi, direttamente o indirettamente, le sue pubbliche funzioni, questa è una valutazione di convenienza e opportunità sulla quale l'Amministrazione, ma in particolare le strutture che si occupano della gestione del patrimonio e delle risorse faranno le opportune verifiche trattandosi appunto, come ripetevo prima, di un bene non afferente al suo patrimonio.

Spero di averle dato le dovute indicazioni, per lo più indicazioni che penso di aver dato non a lei, perché immagino che lei fosse a conoscenza già di tutto questo carteggio, ma a chi ci ascolta, perché è giusto che si facciano un'idea.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Sammaritani.

Sammaritani (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Sì, l'idea mi sa che la stiamo facendo abbastanza chiara, pian pianino da queste nebbie usciremo. Intanto mi preme precisare che, quando lei dice: "voi avete fatto...", io e il collega Distort no, perché abbiamo sempre votato contro questa soluzione e a questa ipotesi di spostamento del Co.Re.Com., eccetera. Devo dire che questo esercizio pilatesco, perché Ponzio Pilato non è nessuno in confronto vostro, in questo caso, in questa situazione davvero è quasi una sublimazione, nel senso che prima il Consiglio regionale aveva bisogno di altri spazi per certi dipendenti per dare un po' più dignità anche agli Uffici dei Gruppi, che hanno una sala riunioni davvero molto molto ristretta, molto molto limitata e si era ipotizzato appunto di ampliare quindi gli spazi, la disponibilità, dopodiché improvvisamente... chissà perché a questo punto, perché mi sembrava che nelle altre discussioni che avevamo fatto sul tema non si fosse del tutto negato. Io ricordo che lei aveva preso le distanze da quella lettera che è partita dal suo Assessorato, quasi che un funzionario un giorno si svegli e dica: "Sai che c'è? Chiedo al Consiglio regionale se ha degli spazi", cioè davvero fa abbastanza ridere, però sembra che sia successo così. Un funzionario del suo Assessorato quindi, a sua insaputa, avrebbe deciso una mattina di scrivere una lettera al Consiglio regionale per dire: "Sai che c'è? Avrei bisogno di spazi. Non è che tu ne hai per caso?". Che già è abbastanza irrituale, io credo, perché in fin dei conti il Consiglio regionale è una cosa e gli Assessorati e la Regione sono un'altra. Comunque così sembra essere accaduto e, guarda caso, improvvisamente quel bisogno di spazi che il Consiglio regionale aveva in via Piave non ce l'ha più e decide di spostare un Co.Re.Com., che adesso gode di circa 500 metri quadrati, in 100 metri quadrati, sicuramente con spazi inadeguati e se li porta in casa per lasciare lo spazio di là. Voi adesso dite: "Chissà se poi prenderemo il Castello di Montfleury". Ah, benissimo! Quindi tutto ciò che è stato costruito per fare questo passaggio adesso non è neanche più certo che avvenga. Beh, davvero fa molto sorridere. Non si capisce bene, io ho una mia idea, noi abbiamo la nostra idea, ma non si capisce a questo punto quale sia la ratio di tutta questa manovra per spostare da questa sede prestigiosa il Co.Re.Com., e comoda, lo abbiamo detto già anche in altri casi, sia per i parcheggi, per gli spazi, eccetera, perché il Co.Re.Com. è vero che non ha tutto questo personale, anche la Direzione non è così articolata, ma sicuramente dove andrà a stare sarà molto complesso e non con grandi spazi a disposizione. Chi si occupa lo fa a livello saltuario, forse da parte, non certo di chi ci lavora, ma di chi fa parte del Direttivo, però non si vede perché dovrebbero fare a rotazione, essere presenti a rotazione, non è mica scritto da nessuna parte, anzi, potrebbero andar lì anche tutti i giorni a lavorare. Davvero quindi è stata una scelta che noi abbiamo ritenuto veramente improvvida e non capiamo a questo punto come mai, da un lato, prima, la scelta dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale è stata fatta a seguito di quella lettera, adesso quella lettera viene sfumata, non è più importante, anzi, probabilmente non vi servirà neanche più. Poi vedremo - o chi ci sarà, perché magari accadrà dopo che noi saremo ormai decaduti da questa legislatura - se effettivamente l'Assessorato che lei attualmente dirige prenderà in locazione quell'immobile. Io penso di sì, ma lo vedremo, appunto. Se non lo farà sarà ancora peggio, per un altro verso, perché davvero avremmo perso una sede istituzionale importante e comoda per sacrificare i nostri uffici, che già non sono uffici così ambiti anche dal personale, peraltro, perché sono uffici in cui si lavora, sono uffici che hanno una funzione importante e probabilmente potrebbero avere una funzione anche molto più importante, quindi una valorizzazione più importante di quella che hanno attualmente. È però evidente che, se verranno sacrificati ulteriormente in quanto anche solo agli spazi, e quindi al discorso del benessere lavorativo, eccetera, probabilmente avranno ulteriori difficoltà. Vedremo. A questo punto la questione si sta facendo interessante, davvero.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz, per? Ne ha facoltà.

Guichardaz J. (FP-PD) - Solo una specifica. Io non ho preso le distanze dal funzionario, a parte che credo fosse la Dirigente, non una funzionaria. Direttamente le cose che facciamo le concordiamo e, come ho ribadito e come è ribadito nella lettera, l'interesse c'è, non è che non ci sia. Dopodiché tutto il dibattito sull'assegnazione, la non assegnazione e altro questo l'avete fatto voi in Ufficio di Presidenza, che lei abbia votato contro questo è un altro discorso.