Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4635 del 17 aprile 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4635/XVI - Interpellanza: "Interventi volti a garantire la continuità didattica ed educativa ai ragazzi con disabilità".

Bertin (Presidente) - Passiamo ora al punto n. 36 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Con questa interpellanza abbiamo voluto porre la nostra attenzione, purtroppo, su una criticità che ci è stata segnalata e che arriva da una denuncia da parte di un'associazione e diverse criticità invece che più o meno sullo stesso filone purtroppo coinvolgono sempre lo stesso istituto.

Per entrare nel tema, vi leggerei quello che è stato scritto rispetto alla prima criticità e vi leggerei quello che è stato scritto direttamente sui social da parte dell'associazione La Casa di sabbia Onlus, che dice: "Oggi vi raccontiamo la storia di (omissis), un alunno della scuola (omissis) che avrebbe dovuto trovare inclusione e sostegno, ma si è scontrato con ostacoli e silenzi. Vi invitiamo a leggere, riflettere e condividere, perché il diritto all'istruzione e alla continuità didattica non può essere negato a nessuno. A marzo - quindi marzo è passato, abbiamo depositato l'interpellanza per tempo, ma stiamo vedendo che le interpellanze giacciono indiscusse in questo Consiglio - si terrà l'udienza presso il Tribunale di Aosta contro la scuola (omissis) per reclamare ciò che dovrebbe essere garantito a ogni studente: un'educazione inclusiva, senza discriminazioni.

Quando parliamo di inclusione, la prima parola che ci viene in mente è "dialogo". Essere inclusivi significa affrontare un processo complesso, che richiede un confronto costante, guidato all'ascolto e dal desiderio di garantire il benessere di chi ne è coinvolto. Oggi vogliamo condividere con voi la storia di (omissis), che frequenta la scuola (omissis). Proprio a causa della mancanza di dialogo col Direttore, e quindi di concreti e prioritari interventi, la sua famiglia, tradita nella propria fiducia ed esasperata, si è rivolta alla Casa di sabbia per difendere e far valere i diritti di (omissis). Ogni bambino e ragazzo ha diritto a un ambiente scolastico sereno e inclusivo, che (incomprensibile) bisogni speciali e questo vale anche e soprattutto per chi ha una disabilità. (omissis) ha concluso il primo anno di scuola media presso il (omissis) sereno e con risultati soddisfacenti anche grazie alla presenza costante di due educatori che lo hanno seguito con dedizione in tutte le materie. A giugno, durante la riunione del gruppo di lavoro per l'inclusione, composto dalla scuola, dalla famiglia, dai terapisti che seguono l'alunno con disabilità, vista l'efficacia del modello con i due educatori, è stato concordato di mantenerlo invariato anche per l'anno scolastico successivo: due educatori e più di tre ore settimanali di insegnante di sostegno, oltre ovviamente a tutto il corpo docente.

A settembre, però, la situazione è cambiata radicalmente e, quando la campanella ha suonato e tutti si sono seduti tra i banchi, (omissis) si è trovato a dover gestire l'alternanza di ben cinque diversi educatori, che si avvicendavano non solo tra le diverse materie, ma persino durante la stessa giornata, un cambiamento che ha generato in lui un profondo disorientamento, per di più le ore di sostegno previste non sono state assegnate. Di fronte a questo stravolgimento, la famiglia ha cercato più volte il dialogo, inviando due lettere alla scuola, rimaste entrambe senza risposta. A questo punto si sono rivolti a noi per cercare un supporto, per capire se e cosa si potesse fare. La Casa di sabbia è intervenuta attraverso il proprio legale e ha richiesto un accesso agli atti sia per visionare il PEI che, nonostante fosse stato richiesto dalla famiglia, fino ad allora non era ancora stato messo a disposizione, sia per comprendere le motivazioni di un cambiamento così drastico nell'inclusione di (omissis). Poco dopo la nostra associazione ha proposto anche un incontro al Direttore della scuola, sottolineando come l'educazione salesiana metta sempre al centro il bene degli studenti, auspicando un confronto e il dialogo costruttivo. Inizialmente il Direttore della scuola ha risposto con una telefonata dichiarandosi disponibile all'incontro ma, non appena individuato un proprio legale, l'atteggiamento è cambiato e la scelta fatta dallo stesso direttore è stata quella del silenzio. Nonostante l'abbiamo cercato più volte al telefono, non siamo riusciti a parlare con lui e ad avere la data dell'incontro per vedere le diverse difficoltà che (omissis) affronta a scuola e cercare assieme una soluzione. Siamo rimasti delusi, stupiti, forse anche un po' arrabbiati quando a metà gennaio l'avvocato individuato dalla scuola ha semplicemente scritto che va tutto bene e la nostra lettera, come le due precedenti dei genitori, è rimasta senza risposta. Abbiamo cercato il dialogo per tutelare una situazione molto delicata di un alunno con disabilità che, anche secondo diverse figure specialistiche che lo seguono, patisce i numerosi educatori che si danno il cambio anche nella stessa giornata e nella stessa materia e la mancanza di continuità didattica, come invece avviene a chi disabilità non ne ha, però, avendo trovato le porte chiuse, ci è rimasta solo la possibilità di aiutare la famiglia a intraprendere la via legale e cercare il dialogo nelle aule del tribunale. A febbraio l'avvocato ha depositato ricorso presso il Tribunale di Aosta e l'udienza è stata fissata per il mese di marzo. Il ricorso al giudice è sempre una soluzione molto sofferta, che ha un impatto non indifferente per le famiglie che entrano in un mondo a loro estraneo, non privo di esiti incerti, e per molte situazioni cerchiamo di evitarlo, ma non sempre è possibile.

Questa storia lascia molti interrogativi aperti: perché il Direttore della scuola (omissis) ha ignorato le decisioni del GLO, prese nel massimo interesse dell'alunno? Perché ha scelto di chiudere ogni forma di dialogo con la famiglia? E, soprattutto, un'istituzione salesiana, che si fonda sui principi di educazione, accoglienza e inclusione, come può permettere simili scelte da parte di chi la dirige e rappresenta, per di più a discapito di un proprio studente con bisogni speciali?

Come associazione siamo stupiti e delusi di un simile comportamento, ma la nostra delusione non è nulla a confronto del dolore e dello smarrimento di (omissis) e della sua famiglia, che si sono visti traditi e abbandonati da un'istituzione che avrebbe dovuto invece sostenerli e proteggerli. L'inclusione non può essere e restare soltanto una parola scritta sui documenti, deve bensì essere un impegno concreto. Inoltre, una scuola che riceve fondi pubblici ha il dovere di rispettare le regole stabilite al fine di garantire il diritto allo studio di tutti gli studenti. La Casa di sabbia continua a battersi affinché ogni bambino e ragazzo possa trovare nella scuola un ambiente accogliente, rispettoso e stimolante per la propria crescita, per la propria futura vita indipendente, perché l'inclusione non è un'opzione, è un diritto fondamentale che non può essere negato".

Di fronte a un appello così accorato, di fronte a un intervento così importante, che solleva delle criticità che noi spesso portiamo all'attenzione di quest'Aula, non potevamo rimanere indifferenti. Rispetto a questo, però, abbiamo messo insieme un altro elemento, che riguarda invece una parte precedente a quella del supporto che viene dato alle aule e ai ragazzi, cioè il momento dell'iscrizione.

Come sappiamo, infatti, essendo un istituto professionale di industria e artigianato, questo istituto può accettare delle iscrizioni di alunni con disabilità solo se questi alunni hanno delle disabilità compatibili con l'utilizzo dei macchinari e delle strumentazioni che sono a disposizione della scuola, quindi possono essere accettate solo persone con disabilità compatibili con l'indirizzo e con l'utilizzo di questa scuola. Ci è stato sollevato però più di un caso di rifiuto da parte della scuola nonostante queste criticità non ci siano. Le leggo una lettera, ma ce ne sono diverse: "Rispetto a una richiesta di iscrizione che viene fatta all'Istituto (omissis), viene risposto questo: "L'articolo 3.2.b della convenzione tra Istituto (omissis) e Regione Valle d'Aosta prevede che siano ammessi: minori o giovani entro il compimento del ventunesimo anno d'età con disabilità accertata ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 indicativamente nel numero di 1 per classe - "indicativamente" già è indicativo - visti gli elevati fattori di rischio ricorrenti all'interno dell'istituto professionale, verranno accettati, relativamente ai corsi quinquennali di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), punti 2 e 3, solo disabili che non presentino patologie o menomazioni fisiche che impediscano l'uso delle macchine e degli strumenti e non presentino patologie psicologiche o comportamenti tali da mettere a rischio l'incolumità propria o altrui". I ragazzi che hanno fatto questa tipologia di domanda non avevano queste criticità, eppure viene sostanzialmente detto che, pur non essendoci queste criticità, questi ragazzi non vengono accettati.

Noi ovviamente non vogliamo prendercela con nessuna istituzione scolastica o con persone in particolare, noi chiediamo soltanto che venga data la giusta attenzione agli alunni con disabilità. Abbiamo fatto dell'inclusione, l'inclusione vera, la nostra battaglia principale. Abbiamo sempre messo al centro le necessità e soprattutto il dovere di dare voce a chi purtroppo a volte la voce non riesce ad averla. Quando ci troviamo ad avere a che fare con queste situazioni che ci vengono segnalate, non riusciamo a essere indifferenti: ecco perché, a fronte delle due situazioni che abbiamo formulate, una specifica con nome e cognome, di cui sicuramente è informato, e la seconda rispetto alle mancate iscrizioni a un'istituzione, che ritengo in realtà dovrebbero essere ben accette... soprattutto che un ragazzo con disabilità ritenga opportuna e da valorizzare un'iscrizione di questo tipo all'Istituto che abbiamo evidenziato... con questa interpellanza chiediamo se l'Assessore fosse a conoscenza delle segnalazioni summenzionate; se sia intenzione dell'Amministrazione regionale intervenire per garantire a tutti i ragazzi con disabilità la continuità didattica ed educativa al fine di evitare che si creano situazioni di disagio e se sia intenzione interloquire con l'Istituto paritario per garantire anche ai ragazzi con disabilità l'accesso ai percorsi didattici.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - In premessa vorrei solo precisare che, trattandosi di studenti minori, come abbiamo già sottolineato in altre occasioni, questa non sarebbe la sede opportuna, o quanto meno una seduta pubblica, per entrare nel merito di aspetti riguardanti la presa in carico di singoli ragazzi che presentano una certificazione di disabilità e che necessitano di interventi personalizzati anche in base alle patologie diagnosticate. Poiché però la cosa è diventata...

(intervento del consigliere Manfrin fuori microfono)

...lei ha parlato di (omissis), quindi evidentemente si fa in fretta...

(intervento del consigliere Manfrin fuori microfono)

...è proprio quello che volevo dire: poiché la cosa è diventata... lei non ha messo il nome sull'interpellanza, ha solo citato un caso generico, facendo riferimento al blog dell'associazione e adesso ha letto, pazienza, non importa. Come le dicevo, la cosa è diventata di pubblico dominio perché si è ritenuto di indicare su questo blog tutta una serie di situazioni, noi ne prendiamo atto e ne ha preso atto anche lei. Personalmente ritengo che, quando si trattano casi relativi a persone specifiche, che potrebbero in qualche modo anche trarre dei vantaggi da un'esposizione pubblica, alla fine non è mai piacevole. In ogni caso, come le ripeto, non è responsabilità sua. Lei non ha fatto altro che leggere un blog, però ci tenevo a ribadirlo, perché, secondo me, sono situazioni molto delicate quelle che attengono i singoli minori.

In ogni caso, in riferimento a quanto da lei letto, confermo di essermi informato ovviamente dopo la sua interpellanza, anche perché qua si tratta di un'istituzione paritaria, come lei ha ben specificato, tramite gli uffici della Sovraintendenza, che a quel punto hanno sentito l'istituzione scolastica in questione. Mi dicono che la situazione non risulta essere pienamente rispondente alla versione dichiarata. Io leggo quello che mi dicono, sono 16.000 gli studenti in Valle d'Aosta, non conosco i singoli casi, ma mi dicono che allo stato attuale, anche a seguito della sentenza, la scuola si sta confrontando con la famiglia per concordare le modalità di accompagnamento dell'alunno, in particolare per quanto riguarda il profilo e il numero delle risorse. Tra l'altro, questa è la risposta, perché questa è ripresentata, che fa riferimento alla prima versione del 17 marzo, quindi evidentemente già allora questa cosa era stata presa in carico.

Lei mi dice: "Se sia intenzione dell'Amministrazione regionale intervenire per garantire a tutti i ragazzi con disabilità la continuità didattico-educativa al fine di evitare che si creino situazioni di disagio". Confermo che l'Amministrazione regionale è pienamente consapevole dell'importanza della continuità didattico-educativa per garantire agli alunni con disabilità un progetto di vita che tenga conto delle specifiche esigenze, volto a sviluppare le capacità di ogni bambino o ragazzo. Questo, ovviamente, in sinergia con i vari attori, quindi con gli insegnanti, gli specialisti, le équipes socio-sanitarie e le famiglie. Credo che questo sia anche dimostrabile dai forti investimenti sia di risorse, ma anche di organizzazione e di risorse umane, relativamente al supporto delle persone con disabilità e fragilità. Credo che la Valle d'Aosta, proporzionalmente al numero di studenti, sia forse la Regione italiana che investe di più sulla disabilità, ma lei questo lo sa, perché sono anni che, come dice lei, si interessa di questo argomento.

Ricordo che tutte le istituzioni scolastiche sono autonome nella gestione del personale docente e degli operatori di sostegno attribuiti, quelli sì, direttamente dall'Amministrazione o individuati - perché le scuole paritarie hanno un sistema diverso - dalle scuole paritarie nell'ambito delle risorse finanziarie adottate, è per questo che ho voluto ribadire e puntualizzare che questa è una scuola paritaria. Nello specifico, l'Istituto (omissis) garantisce a tutti gli alunni con disabilità una copertura oraria completa attraverso docenti e/o operatori-educatori - anche su questo vorrei precisare che alle volte ci si confonde, ma lei lo sa meglio di me l'insegnante di sostegno è una cosa e l'operatore-educatore è un'altra, hanno proprio due finalità diverse e due entità: mentre l'insegnante di sostegno viene direttamente trattato in quanto risorsa professionale dalla Sovraintendenza, gli operatori-educatori vanno su un altro filone - non solo in orario curricolare, quindi di lezione, ma anche extracurricolare, pomeridiano, motivo per cui molte famiglie chiedono l'iscrizione presso tale scuola. A tale proposito si segnala, tra l'altro, visto che la cosa è oramai di dominio pubblico, che la famiglia dell'alunno in questione ha nuovamente richiesto l'iscrizione presso l'Istituto (omissis). Credo che da ciò si evinca che l'assistenza fornita, in ogni caso e nel limite del possibile, comunque sia stata soddisfacente. Il fatto che abbiano richiesto nuovamente l'iscrizione è perché, tutto sommato, o si sono nel frattempo chiariti, o hanno avuto delle interlocuzioni.

Lei ha citato, mi sembra, il decreto-legge 71/2024 per quanto attiene la continuità didattica. Questo decreto-legge è stato convertito, in combinato disposto con il recente decreto ministeriale n. 32, del 26 febbraio 2025 recante: "Misure finalizzate a garantire la continuità dei docenti a tempo determinato sul posto di sostegno per l'anno scolastico 2025-2026". È il decreto successivo a quello che lei ha citato: il n. 71, perché norma l'articolo 8, comma 2, del decreto n. 71, che è convertito, con modificazioni, questo 106/2024. Solo alcune precisazioni che possono essere utili per chi ci ascolta: esso dà attuazione, per l'anno scolastico 2025-2026, a quanto previsto dall'articolo 14, comma 3 e 3bis, del decreto legislativo 66/2017", che è quello recante: "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, comma 180 e 181, della legge 107/2015". Si tratta di un unicum nella storia recente delle supplenze, cioè si tratta di una precedenza assoluta sul posto già assegnato nel 2024-2025, su cui il docente supplente esprime la volontà di rientrare nel 2025-2026, però al ricorrere di tre condizioni: la richiesta della famiglia e la sussistenza delle condizioni verificate da parte del dirigente scolastico, la disponibilità del posto e l'accertamento del diritto alla nomina nel contingente 2025-2026. Tra l'altro, non si è riuscito bene a capire che cosa vuol dire "accertamento del diritto di nomina" e si attende una circolare operativa per quest'estate. Ho fatto questa precisazione perché, quando si parla di "questo nuovo decreto che stabilisce...", eccetera, non si tiene conto del fatto che è subordinata... la continuità didattica io sono il primo a dire che è sacrosanta, soprattutto per le persone e per i ragazzi che hanno delle disabilità, però non sempre ci si sofferma sul fatto che occorre che questa continuità sia garantita a fronte però di graduatorie, diritto alla nomina, presenza di posto, eccetera. Questo era solo per dire che non è così automatico e si attendono istruzioni.

Domanda n. 3: "se sia intenzione interloquire...", preciso che l'interlocuzione con l'Istituto paritario da parte della Sovraintendenza è costante, in particolare per quanto attiene le iscrizioni, come previsto dalla convenzione, di un'apposita commissione composta dai referenti della Sovraintendenza agli studi - abbiamo i nostri distaccati nostri all'interno dell'USAS - e delle Politiche sociali, che si occupa di valutare annualmente i dossier degli studenti con disabilità per l'ammissione ai percorsi di scuola secondaria di primo e di secondo grado. Questo come avviene anche nelle scuole pubbliche.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Chiederei soltanto una cosa, Assessore: sull'ultima domanda: "...per garantire l'accesso ai ragazzi con disabilità ai percorsi didattici", cioè quelli a cui era stata rifiutata l'iscrizione, non ha fatto nessun riferimento. Non so se c'era un'altra parte della risposta a cui magari non è riuscito a dare lettura, oppure se è proprio stato escluso...

(intervento dell'assessore Jean-Pierre Guichardaz fuori microfono)

...sì, certo, ma l'interlocuzione è una cosa, quali sono le azioni che vengono poi poste è un'altra. La risposta quindi è: "sì, interloquiamo continuamente". Ne prendiamo atto, non mi sembra così risolutivo, ma va bene.

Visto che ha detto la questione della citazione, Assessore, non verso di lei ovviamente, ma vorrei segnalare sinceramente una caduta di braccia per l'ennesima volta. Non è possibile che qui stiamo a guardarci e a parlare di cose che sono scritte sui social, sui blog, sui siti... ma infatti non ce l'ho con lei... da parte di chiunque... una persona arriva, dice: "mi è successo questo", lo scrive con nome e cognome, ci sono dei processi, ci sono dei provvedimenti amministrativi e noi qui dobbiamo guardare e dire: "no, però non sappiamo niente", facciamo finta che non ci sia un nome... cerchiamo di non fare...

(intervento dell'assessore Jean-Pierre Guichardaz fuori microfono)

...no, lo so, non me la prendo con lei, sto parlando in generale. So che non è sua responsabilità, però a un certo punto mi sembra veramente che ci sia un'assurdità sulla questione dell'anonimizzazione. Io, come giustamente ha ricordato, ho letto qualcosa che è stato scritto direttamente dall'associazione, autorizzata dalla famiglia. Va tutto bene, ma caspita: l'ha autorizzata la famiglia direttamente... più di questo! Siamo veramente ai limiti.

Comunque, detto questo, venendo alla sua risposta, io ovviamente la ringrazio rispetto a quanto ha rappresentato. Mi viene da guardare da una parte il fatto che la scuola dica che quanto segnalato "non è pienamente rispondente a quanto effettivamente è", che è una risposta obiettivamente che cerca di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, cioè faccio una segnalazione precisa, ma "non è perfettamente rispondente". Insomma, credo si commenti da sola.

Rispetto alla richiesta di nuova iscrizione al (omissis), io le dico questo, Assessore, magari anche per fornire uno stimolo di riflessione: non è detto che la nuova iscrizione significhi che è stato riconosciuto che c'è stato un buon servizio, un buon trattamento o quant'altro. Non voglio negare che sia successo, ma sto dicendo che non è che su un alunno con disabilità si dice che la nuova iscrizione a questo punto conferma il fatto che il servizio è stato buono, perché in realtà succede questo: sappiamo molto bene che c'è un meccanismo, per esempio, con i ragazzi con disabilità, che per esempio, maturano, giustamente, dei legami con i compagni di classe, con i compagni di scuola, con i professori, che non vogliono abbandonare; o che hanno giustamente un'idea e dicono: "voglio frequentare quella scuola", per cui impedire loro di frequentarla significherebbe privarli di un pezzo alla loro volontà ed evidentemente la loro volontà deve essere sempre perseguita o ci deve essere il tentativo di perseguirla nella maniera più aderente possibile. Non è che ci si può semplicemente dire che, siccome si è reiscritto, allora vuol dire che il servizio era buono, no, anche perché se il servizio che è stato fornito fosse stato buono, credo che non si sarebbe dovuti arrivare alle vie legali. Se dopo quello che ci ha detto, cioè dopo che sono state perseguite le vie legali, c'è stata poi un'interlocuzione con la famiglia, allora forse si è dovuti arrivare a quel punto, ma quello è servito per arrivare a un'interlocuzione.

Sul resto, Assessore, purtroppo mi dichiaro assolutamente insoddisfatto, perché lei dice che c'è un continuo confronto, va bene, però, Assessore, io mi permetto di suggerirle una cosa: chieda a quanti alunni hanno rifiutato l'iscrizione, quest'anno e negli anni passati al (omissis) e vada a vedere quanti di questi alunni effettivamente non avevano le caratteristiche per potervi essere iscritti. Poi, con quei dati in mano, si potrà vedere se effettivamente è stato rispettato il diritto e la richiesta di questi alunni di poter frequentare quella scuola o se invece non lo si è rispettato e allora forse bisognerebbe farlo rispettare e dare la possibilità a tutti quelli che si vogliono iscrivere di poterlo fare.