Oggetto del Consiglio n. 4630 del 17 aprile 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4630/XVI - Interrogazione: "Possibilità di proseguire volontariamente il programma di screening di alcuni tumori anche dopo i 74 anni".
Bertin (Presidente) - Punto n. 25. Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - A livello regionale vi è già una serie di disposizioni che prevedono l'eventuale prosecuzione degli screening e controlli oltre l'età di 74 anni, ne diamo pertanto illustrazione. Nell'ambito dello screening mammografico di cui abbiamo appena parlato, la delibera della Giunta regionale 1405/2023, riguardante l'organizzazione degli screening oncologici, prevede già alcune casistiche in cui sono ammesse prestazioni di controllo per assistite con età che va oltre quella dei 74 anni, più precisamente si tratta delle seguenti categorie di pazienti: le donne asintomatiche e i pazienti di età uguale o superiore ai 75 anni. Per questa tipologia di pazienti sono previsti la possibilità di accesso alle prestazioni in ambito di senologia clinica e radiologia con impegnativa del medico e controlli mammografici biennali con visita a giudizio del radiologo se l'aspettativa di vita non è compromessa dalla presenza di più patologie contemporaneamente. In questi casi quindi è importante procedere con una corretta informazione alle donne stesse circa l'appropriatezza degli esami senologici in tale fascia di età.
Donne invece sintomatiche, quindi pazienti di età superiore a 75 anni: per questa tipologia di pazienti viene garantita la gestione in ambito clinico-diagnostico da parte del chirurgo toracico e/o del radiologo. Il monitoraggio-controllo, il cosiddetto "follow-up" dopo la chirurgia della mammella, nelle donne operate per carcinoma mammario di età superiore a 75 anni, che per tale motivo non rientrano nel programma di screening, sono infatti previsti controlli periodici annuali in ambito clinico secondo quanto indicato dal radiologo o dal gruppo interdisciplinare di cure.
Venendo poi allo screening del colon retto, questo a partire dal 2006 viene offerto alla popolazione bersaglio, quindi residenti a rischio generico o medio, di entrambi i sessi, in fascia d'età compresa tra i 50 e i 74 anni, con periodicità biennale, utilizzando il cosiddetto "test di ricerca del Sangue Occulto delle Feci" (SOF). I test di screening sono sufficientemente accurati nel rilevare il tumore in fascia precoce. Il trattamento della neoplasia individuata mediante screening ha dimostrato di migliorare la prognosi rispetto alla terapia dopo la diagnosi convenzionale. Infatti, le finalità dello screening sono la prevenzione o la diagnosi precoce, con guarigione o riduzione di mortalità, dei soggetti affetti appunto da carcinoma del colon retto. Il rischio generico per il carcinoma del colon retto in Italia è sostanzialmente proporzionato all'età, quindi la patologia comincia a essere rilevante a 50 anni e aumenta progressivamente fino a raggiungere il picco di incidenza intorno ai 70 anni. Per quanto riguarda questa tipologia di screening, in quanto alla fascia di età che va oltre quella ordinariamente prevista, devono essere svolte precise valutazioni cliniche per individuare esattamente gli assistiti a cui è importante rivolgersi. In poche parole, riguardo all'ipotesi di far proseguire volontariamente, su richiesta, l'offerta dello screening relativo al carcinoma del colon retto fino a 79 anni, l'Associazione Americana di Gastroenterologia (AGA) nel 2023 ha raccomandato che la decisione di continuare tale screening deve essere attentamente valutata e questo tenendo conto di una serie di fattori relativi al rischio, ai benefici e alla presenza di un'eventuale pluralità di patologie, nonché alla storia del paziente. In sostanza, la raccomandazione è che tale decisione sia valutata e decisa caso per caso dall'operatore sanitario che segue direttamente il paziente. Elementi inoltre da considerare sono: l'aspettativa di vita degli anziani e il tempo necessario per un eventuale polipo per progredire verso una forma chiaramente cancerosa, senza dimenticare i rischi legati alla preparazione e all'esecuzione delle procedure endoscopiche e degli eventi avversi post colonscopia. Va infine evidenziato che, secondo gli studi scientifici internazionali, i benefici dello screening somministrato a soggetti in fasce di età superiori ai 75 anni risultano minimi.
Venendo allo screening per il tumore della cervice uterina, il medesimo è strutturato per coprire la fascia d'età 26-64 in cui il rischio di sviluppo della malattia è più elevato e quindi il beneficio dell'individuazione precoce è massimo. Lo screening per l'HPV organizzato, di cui abbiamo spesso parlato in questo Consiglio, prevede un intervallo di età al di fuori della quale la patologia è considerata rara, così è sotto i 25 anni e sopra i 65. Verosimilmente in futuro questi limiti potranno anche cambiare, in particolare per l'età di uscita, sulla base di nuove evidenze scientifiche. La soglia fissata a 64 anni ad oggi, quindi, è basata su studi epidemiologici che dimostrano come, dopo questa età, il rischio di sviluppare un carcinoma cervicale diminuisca sensibilmente soprattutto in presenza di precedenti test negativi.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Baccega per la replica, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Assessore, questa interrogazione nasce un po' dall'esigenza di guardare con attenzione al percorso dell'invecchiamento attivo, ovvero questa crescita delle aspettative di vita di cui la Valle d'Aosta in qualche modo è protagonista fa anche guardare con attenzione a quei percorsi. È vero che bisogna valutare attentamente perché ci sono i percorsi di cronicità delle malattie, che sono sicuramente da approfondire e da valutare, però credo sia un'opportunità. Lei nel suo intervento ci ha dato qualche elemento di novità. Io le faccio vedere questo volantino, che conosco molto bene, perché l'ho realizzato io con la mia agenzia di pubblicità. Non ero nei venti mesi di sanità e non facevo ancora il politico, però il piacere di scoprirsi sani come pesci... questa documentazione va aggiornata, secondo me, secondo noi, rispetto a quello che lei ci ha detto adesso, quindi con quelle eventuali opportunità che ci possono essere. La invito a far fare una valutazione sia su questo volantino che su quello per la leggerezza di scoprirsi sane, quello dedicato alle Signore.
Mi ritengo quindi soddisfatto della risposta, c'è sicuramente un'apertura, ma c'è un lavoro da fare: quello di aggiornamento del percorso affinché la popolazione venga a sapere delle opportunità anche dopo i 74 anni.
