Oggetto del Consiglio n. 4618 del 16 aprile 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4618/XVI - Interrogazione: "Informazioni relative ai lavori di restauro dell'Arco di Augusto".
Bertin (Presidente) - Punto n. 11. Assessore Guichardaz per la risposta.
Guichardaz J. (FP-PD) - Leggo l'interrogazione, perché è interessante anche contestualizzarla, e ringrazio il collega Baccega per averla posta, perché almeno facciamo chiarezza: "Richiamati i lavori di restauro dell'Arco d'Augusto costruito nel 25 a.C., riprese alcune preoccupazioni rispetto alla fuoriuscita dal telo di cantiere di importanti nubi di materiale biancastro, visto che i pedoni che passano nel passaggio da Viale Federico Chabod accedono alla piazza dell'Arco d'Augusto e spesso vengono aggrediti dal pulviscolo; preso atto delle preoccupazioni che gli abitanti che si accomodano sulle panchine della piazza e lungo il passaggio di accesso hanno manifestato rispetto alla dispersione di detta polvere nei giorni ventosi; tenuto conto che la parete a nord del monumento risulta maggiormente esposta;" - lei mi interroga, sono io l'Assessore competente, quindi devo risponderle io - "Di quale materiale polveroso si tratta? Quali conseguenze può avere per la salute dei cittadini? Quando è prevista la fine dei lavori di ristrutturazione?".
Adesso le do una risposta tecnica ma è comprensibile anche a chi ci ascolta, l'abbiamo resa comprensibile, perché poi quando hai a che fare con i tecnici sono sempre precisissimi.
"Di quale materiale polveroso si tratta e quali conseguenze può avere sulla salute dei cittadini": per la pulitura dell'Arco d'Augusto, un monumento romano realizzato in puddinga, che è una pietra locale molto porosa formata dai depositi fluviali della Dora, si è scelto, dopo un attento studio, di escludere l'uso di acqua o di prodotti liquidi.
Tale decisione è stata presa per evitare un assorbimento dannoso per la pietra stessa, si è quindi optato per una pulizia a secco, impiegando la tecnica di microsabbiatura tramite il metodo IBIX.
Questa tecnica utilizza un materiale ecologico, d'origine minerale naturale, non cancerogeno - quindi almeno confortiamo... - con una composizione per oltre il 96% in proporzione al peso di sabbia di granato e granato al mandino, ideale per l'aero-abrasione.
Dalla scheda tecnica - quindi abbiamo verificato anche noi la scheda tecnica, ma non avevamo dubbi - presente in cantiere si evince che il prodotto non presenta effetti dannosi sulla salute dei lavoratori neppure in caso di esposizione prolungata, pertanto la polvere generata, che viene rapidamente dispersa dal vento nel raggio di pochi metri, risulta innocua non solo per gli operatori che lavorano in prossimità, ma anche per i residenti e i passanti che si trovano nelle vicinanze dell'area di cantiere.
Lei mi chiede anche quando è prevista la fine dei lavori di ristrutturazione: la fase di pulitura, iniziata nel mese di novembre 2024, è praticamente completata e a breve inizierà il restauro vero e proprio del monumento, che prevede un trattamento accurato e dettagliato delle superfici con malte appositamente prodotte in cantiere a base di calce e sabbia.
Questi interventi mirano a reintegrare le lacune e le mancanze, oltre a creare, laddove necessario, strati di protezione.
I lavori della porzione superiore del monumento saranno conclusi entro l'autunno, seguiti dal successivo smontaggio del ponteggio.
Il restauro della fascia basamentale, invece, è programmato per la primavera del 2026, quando l'Arco sarà già completamente scoperto, rivelando tutto il suo ritrovato splendore, quindi la parte di sabbiatura e di pulizia è finita, adesso si procede alle varie riparazioni.
A questo riguardo, mi si permetta, desidero sottolineare (questo non c'era nella domanda ma approfitto, perché credo che possa essere utile anche a fornire delle informazioni) che la decisione d'impacchettare, diciamo così, l'Arco d'Augusto con il ponteggio proprio durante quest'anno del 2050esimo anno della fondazione di Augusta Praetoria è stata ponderata: come avevo già avuto l'occasione di dire rispondendo a un'altra iniziativa, il ponteggio è stato progettato con una scala facilmente accessibile, consentendo ai visitatori di esplorare il monumento anche durante le operazioni di restauro.
Abbiamo ritenuto che quest'esperienza rappresentasse un'opportunità unica e coinvolgente, offrendo una prospettiva inedita rispetto alla consueta visione del monumento.
Io l'ho visitato e devo dire che - non pensavo - vedendo i particolari da vicino, ci si rende conto veramente anche della fattura estremamente raffinata di questo monumento che pare una cosa così grossa, dei blocchi di pietra messi uno sull'altro, invece vi sono delle sculture e veramente delle opere d'arte in loco.
Dal mese di novembre a oggi, ovviamente interrompendo temporaneamente le lavorazioni per quest'operazione di pulizia e di micro sabbiatura, sono oltre 700 i visitatori che hanno avuto modo di accedere al cantiere e quindi di ammirare da vicino i dettagli che, altrimenti, non si sarebbero potuti vedere.
A partire da maggio, questa è una notizia che può essere utile, questi cicli di visita riprenderanno e proseguiranno per tutta l'estate del 2025, permettendo questa volta al pubblico anche di osservare direttamente i restauratori all'opera e anche i lavori di ripristino e di restauro e credo che questa sia un'esperienza anche interessante sotto il profilo archeologico, ma anche per capire la professionalità di chi opera e di chi opera per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio archeologico.
Presidente - Consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Grazie, Assessore, anche per la varietà d'informazioni che sono state date e che sono sicuramente gradite, anche perché così a maggio torneremo a visitare l'Arco d'Augusto.
C'è la preoccupazione inevitabile perché a chi passava lungo il passaggio pedonale per accedere alla piazza Arco d'Augusto - c'è vicino la scuola, c'è il dehors di un chiosco - vedere queste nuvole di pulviscolo biancastro che cadevano in qualche modo dava preoccupazione.
Abbiamo preso atto che si tratta di microsabbiatura, che non ci sono problematiche rispetto al materiale adottato, quindi che è materiale ecologico, è chiaro che a respirare quella cosa lì bisogna fare un po' di attenzione, quindi non è sicuramente carino.
Credo che comunque il restauro vada fatto, è inevitabile, cerchiamo di proseguire nella direzione di evitare impatti che possano danneggiare la salute eventualmente; anche i lavoratori sono al sicuro rispetto al percorso che si è scelto, questo si garantisce e potremmo dire che non ci sono ulteriori preoccupazioni rispetto al percorso adottato, comunque si stanno completando i lavori.
