Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4616 del 16 aprile 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4616/XVI - Interpellanza: "Intendimenti del Governo regionale sullo sviluppo del settore digitale".

Bertin (Presidente) - Come detto, anticipiamo il punto 46 dell'ordine del giorno. La parola al consigliere Lucianaz.

Lucianaz (GM) - Anticipiamo questo punto a beneficio degli impegni dell'Assessore.

Due sono le grandi preoccupazioni su questo punto, in particolare mi riferisco alle dichiarazioni dell'Assessore durante l'approvazione del Piano pluriennale per lo sviluppo del sistema informativo regionale, di cui alla legge 16/96, "Attualizzazione delle linee guida per l'agenda digitale in Valle d'Aosta".

Mi hanno particolarmente incuriosito le dichiarazioni dell'Assessore, che sicuramente sono di un certo tenore, in quanto esprime le difficoltà naturali che qualsiasi istituzione incontra quando si trova a operare con una galassia, lui la definisce, come quella del mondo del digitale, e cito: "Si vede dalla legislazione del Parlamento europeo come tutta una serie di questioni, penso all'intelligenza artificiale, finisca per dover essere regolata in rapporto tra una realtà molto grande, come l'Unione Europea, e i player del settore che hanno dimensioni più grandi, più importanti ancora dei grandi Stati, pertanto il tentativo di regolare in qualche maniera il mercato del digitale è uno dei compiti più difficili".

Il mio riferimento è ai continui scandali che stanno sconvolgendo Bruxelles, in particolare gli scandali dopo il Qatargate e il Green Deal Gate con le somme impressionanti di denaro che hanno in qualche modo convinto degli Europarlamentari a votare in un certo senso, questa è opera del socialisteggiante Timmermans in particolare, così sensibile a questi argomenti, ecco perché spesso ne parlo in questo Consiglio, perché non so fin quanto queste persone credano alla storia del riscaldamento climatico, però sicuramente con delle prebende importanti è tutto più facile sostenere.

Ma non basta il Qatargate o il Green Deal Gate, ora abbiamo anche il 5G Gate, ed è quello della Huawei cinese: da recenti indagini della Procura europea, ma anche della Procura belga, pare che abbiano sconvolto una parte consistente di assistenti degli Europarlamentari, si parla di otto fermati, tra i quali un Italo-Belga di nome Ottati, assistente parlamentare già nel 2019, poi è entrato nella Huawei, si parla di Martins, portoghese, un esperto lobbista, con ruolo di assistente parlamentare anche lui in passato, molto conosciuto nel mondo delle transizioni finanziarie, e qui si va a toccare qualche Europarlamentare. Io oggi non farò ancora i nomi, non è così interessante sapere di che partito sia questo Europarlamentare, anche se possiamo immaginarlo, però è preoccupante il fatto che a Bruxelles le decisioni vengano prese a suon di sostegni finanziari ai vari Deputati.

Tra l'altro c'è un'intercettazione interessante in cui si afferma che Huawei spesso oltrepassa il limite e addirittura paga per votare gli emendamenti, quindi abbiamo addirittura gli emendamenti che sono sostenuti, qua si parla di 46 mila euro di presunte tangenti versate ad alcuni politici affinché, appunto, si spendessero a favore del colosso della telefonia della 5G.

Ritorno nelle nostre amate valli valdostane perché giustamente l'Assessore, e ritorno al discorso di base, tra l'altro, sempre il 18 settembre 2024, sosteneva: "Sarebbe assurdo che noi decidessimo di non adeguare le tecnologie alla specificità della Valle d'Aosta, ma decidessimo di prescindere da un mercato dove ci sono grandissime eccellenze, contatti con grandi società come Google, Amazon, Accenture; è molto importanti interloquire cercando di capire queste aziende tenendo conto delle nostre specificità con questi player che si occupano di mercato. La Valle d'Aosta è capofila proprio nel settore del digitale nella macroregione alpina e questo offre spunti molto interessanti".

Mi fermo qui, non voglio fare assolutamente illazioni ma la preoccupazione c'è tutta, perché sappiamo bene quanto può incidere questo genere di attività sulle decisioni politiche e concretamente chiedo a questo Governo in cosa si concretizzino i contatti dell'assessore Caveri con i grandi player di cui in premessa, e cioè quali genere di contatti abbia.

Ricordo che più volte in quest'aula ho chiesto al Governo più informazione sulla digitalizzazione, mai è avvenuto questo, sono due anni circa che chiedo, o in Commissione o in aula, di avere delle informazioni previste dalle leggi di Stato e da leggi regionali ma non c'è verso di ottenere due minuti d'informazione.

Chiedo anche, con quest'interpellanza, se le strutture regionali che si occupano di innovazione digitale, così come gli uffici regionali operanti a livello europeo, abbiano mai avuto esperienza di questo genere, cioè essere state contattate da attività di lobbying, in un settore in piena espansione e sicuramente foriero d'inimmaginabili sviluppi economici, perché non sappiamo ancora, e nessuno ce l'ha ancora detto, di che ammontare sarà questo sviluppo tecnologico, quanto inciderà nel nostro futuro.

Termino chiedendo quali misure precauzionali intenda intraprendere il Governo - spero di non ricevere la risposta precedente del presidente Testolin, che vale zero - con tutte le strutture dirigenziali per evitare il coinvolgimento di qualsivoglia risorsa regionale nei tentacoli delle innegabili attività lobbistiche del settore.

Presidente - Per la risposta, assessore Caveri.

Caveri (UV) - Io intanto non sono Mefistofele, il diavolo del Faust, che vende la sua anima, lei ha detto "Non faccio illazioni", mi auguro che almeno sull'onestà personale non abbia dei dubbi.

Il suo fil rouge mi sconcerta fino a un certo punto, nel senso che chiunque abbia fatto, come è capitato a me, il Parlamentare nazionale e poi il Parlamentare europeo, Presidente anche di una Commissione importante che si occupava, fra le altre cose, dei trasporti ha avuto a che fare sempre con i lobbisti; i lobbisti in Italia stanno nei corridoi, i lobbisti al Parlamento europeo siedono nell'aula delle Commissioni, hanno un cartellino che li rende riconoscibili e c'è una regolamentazione che evidentemente ha dei buchi, perché lei ha raccontato di alcuni scandali che sono nati proprio all'interno delle istituzioni comunitarie.

Io devo dire che è del tutto normale che chi fa l'Assessore abbia, tutti i giorni, una richiesta da società del settore digitale che vengono a presentarsi; nel caso per esempio di Amazon è stato un incontro che è stato organizzato con la presenza di tutti gli Assessori italiani che si occupano del digitale.

Poi, dovessi dirle, io ho ricavato un'impressione non straordinaria, perché alla fine dell'incontro questa manager inglese, che ci ha in parte presentato la situazione della sua società, ha detto: "Bon, io adesso devo partire perché devo andare al G7 e devo interloquire con i diversi Stati", quindi l'ho trovato un po' forte che questa signora dicesse d'incidere così profondamente sugli Stati.

Nel caso di Google, invece, è stata un'iniziativa nostra per conoscere alcune tecnologie che potrebbero eventualmente essere adoperate, così come Accenture è stato per noi un interlocutore, tra l'altro anche con elementi critici, perché come voi sapete, Accenture ha realizzato il sistema dell'Ospedale di cui si è a lungo parlato e si è visto che, per esempio, una grande società può essere non adatta a una dimensione come può essere la nostra, quindi la prima frase che lei ha letto è effettivamente giusta, cioè noi dobbiamo parlare con tutti, anche con società pubbliche, Cineca, Open Fiber, PagoPa, sono società pubbliche con cui dobbiamo parlare, avendo sempre un elemento di protezione rispetto ai rischi corruttivi o in qualche maniera di farsi influenzare. Questo vale per me, ma vale naturalmente per i dirigenti che lei ha evocato.

Tutti i contatti sono stati fatti in maniera pulita, in maniera chiara, sapendo ovviamente che bisogna avere a che fare con questo mercato, può piacere o non può piacere, ma oggi nel mondo, e questo è un elemento di grande riflessione anche rispetto a un principio cardine come quello della concorrenza, ci sono dei settori dove esistono dei monopolisti. Se noi guardiamo i telefonini che abbiamo in tasca, sono tre-quattro aziende che gestiscono questo settore.

Se guardiamo il mondo dell'informatica è la stessa cosa, quindi è chiaro che noi dobbiamo evitare, piccoli come siamo, di essere schiacciati, ed è la ragione per la quale abbiamo in questi anni creato dei rapporti molto buoni, in questi due anni in cui mi occupo di questo settore con il Dipartimento dell'innovazione, che serve a fare delle riflessioni su temi importanti, penso ad esempio alla cybersicurezza, all'utilizzo dei cloud, che sono queste nuvole dove vengono messi i dati, abbiamo buoni rapporti a livello europeo, organizzeremo sull'intelligenza artificiale a fine maggio un incontro a cui parteciperà anche un'importante rappresentante della Commissione Europea.

Abbiamo poi questa possibilità di essere capofila delle 48 Regioni dell'Arco alpino per riflettere con loro alla ricerca di soluzioni che possano essere utili.

A filtrare i rapporti con questi grandi player (come, giustamente lei ha richiamato, li ho definiti) è anche Inva con cui noi collaboriamo - non tutte le Regioni hanno una società in house - che ci mette a disposizione, oltre ai bravi funzionari del Dipartimento, dei tecnici molto in gamba; di recente abbiamo acquisito, attraverso Inva, un esperto di intelligenza artificiale che ci aiuta a capire meglio una rivoluzione vera e propria; qualcuno nei giorni scorsi diceva che l'intelligenza artificiale è un po' come la scoperta dell'elettricità.

Vorrei quindi rassicurarla, a me non è mai capitato di avere elementi corruttivi, spero, e mi dà l'impressione che non sia mai capitato neanche ai nostri dirigenti, e quali sono le precauzioni se non il ruolo dei dirigenti apicali, che si immaginano essere delle persone oneste, e anche la mediazione importante della politica?

So che non è facile, bisogna, al di là delle posizioni che lei esprime, sulle quali io non sempre sono d'accordo, sulla telefonia e su altre questioni abbiamo delle posizioni diverse, io comunque rispetto le sue, come io immagino lei rispetti le mie, io ritengo che la tecnologia sia una cosa da cavalcare nel tempo, bisogna farlo in maniera ragionata, ma non si può neanche pensare che un territorio come la Valle d'Aosta non approfitti, con tutte le cautele, di una serie di novità che emergono e che naturalmente non possono fermarsi nell'enceinte delle nostre montagne.

Per cui io la rassicuro sul fatto che i dirigenti sono fedeli, che il tentativo da parte mia è quello di conoscere un mondo che è molto complesso e sarebbe pericoloso esattamente il contrario, cioè sarebbe pericoloso se noi non cercassimo, nei contatti che lei vedrà ci saranno in questo incontro che faremo il 23 di maggio con diverse sfaccettature, ci sarà il giurista, ci sarà il tecnico, ci sarà chi si occupa degli aspetti anche etici di questa questione attorno all'intelligenza artificiale; non sono più solamente dei problemi banali, ci sono dei problemi etici, di incidenza sui giovani, io nei giorni scorsi mi sono messo a guardare, perché mi è stato chiesto, una tesi di laurea del figlio di un mio amico, e mi sono reso conto che una larga parte era fatta con l'intelligenza artificiale: quando tu vedi che è fatto per punti, capisci che esiste il rischio di una scorciatoia.

Con molta serenità quindi le devo dire che dobbiamo guardare al mondo, proprio l'esperienza al Parlamento europeo mi ha portato a capire che ci sono lobbisti buoni e lobbisti cattivi.

Io ho sempre cercato, nel mio lavoro e anche nel lavoro con il digitale, di essere nel limite del possibile fra quelli buoni, e proprio l'esperienza della macroregione alpina che verrà evocata nell'incontro che faremo a maggio è interessante, perché un professore dell'Università di Udine cercherà di farci capire, ad esempio sull'intelligenza artificiale, quali siano le buone pratiche delle 48 Regioni, che sia un Cantone o una Repubblica della Svizzera, che sia la Slovenia, che sia una delle Regioni, magari vicine a noi, francesi.

Bisogna fare in modo che questa modernità irrompa, non se ne può fare a meno, anche nella nostra Valle d'Aosta, ma bisogna farlo sempre con la testa sul collo e certamente avendo un atteggiamento mentale che personalmente ho sempre ritenuto importante, cioè non credere, da parte di chi viene in Valle d'Aosta, che noi abbiamo l'osso nel naso e la sveglia al collo, come venivano rappresentate dai colonialisti le tribù africane.

Noi siamo persone che sono in grado di poter discernere le cose, non siamo stupidi, cerchiamo, anche con ottimi tecnici del settore, sia in Regione che in Inva, di poter vagliare le cose, e poi gli acquisti si fanno con logiche di gara, che siano gare fatte da noi o che siano gare fatte da Consip, quindi non esistono oggi, su grandi progettualità, delle scorciatoie che possano consentire di dire: "Scelgo Tizio piuttosto che Caio piuttosto che Sempronio", sempre, naturalmente, che si agisca non solo in buona fede, ma in una logica di onestà personale.

Presidente - Per la replica, consigliere Lucianaz.

Lucianaz (GM) - Assessore, io non posso che prendere atto delle sue rassicurazioni, qua siamo tutti sicuramente privi di arrière-pensées, il fatto è che questi fatti sono evidenti, sono all'ordine del giorno, e non mi stupirebbe succedessero ancora, cioè votazioni nel Parlamento europeo condizionate da masse ingenti di soldi e di prebende, si parla di un sacco di favori, di vacanze, di viaggi, di alberghi eccetera eccetera, quindi ci sono tanti modi per influenzare un voto.

Probabilmente questo non riguarderà le scelte del Governo regionale, spero bene, ma la realtà comunque è questa, quindi dovere di un Consigliere penso sia anche quello di tenere gli occhi ben aperti e cercare di avere il massimo d'informazione su questi fenomeni.

Informazioni che, ancora volta, mi duole dirle, lei non ci dà, sono contento che oggi abbia dato in questi dieci minuti almeno un quadro un po' più esaustivo di cosa avvenga a quei livelli però, ripeto, la Valle d'Aosta... almeno io mi faccio interprete dell'interesse di tanti Valdostani di conoscere qual è lo sviluppo della tecnologia in Valle d'Aosta, quali i pericoli, quale il futuro, lei giustamente è l'Assessore responsabile e quindi la faccio partecipe di questo impegno.

Rimaniamo comunque con le buone intenzioni di tenere gli occhi ben aperti.