Oggetto del Consiglio n. 4615 del 16 aprile 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4615/XVI - Interpellanza: "Azioni per sollecitare l'approvazione del decreto legislativo in materia di concessioni di derivazioni d'acqua".
Bertin (Presidente) - Punto n. 35. Consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Spero che questa sia l'ultima iniziativa consiliare sulla norma di attuazione in materia di concessioni delle acque, considerato che l'iter è al passaggio conclusivo...
Presidente - Consiglieri, un po' di silenzio, grazie.
Minelli (PCP) - ...dopo un'attesa di ben sei anni. Ricordo infatti che risalgono all'inizio del 2019 le due deliberazioni, una proprio all'inizio, il 19 marzo, e poi l'altra del 2 luglio 2019, con cui questo Consiglio regionale ha richiesto la predisposizione di uno schema di norma di attuazione in materia di concessione delle acque a scopo di utilizzo idroelettrico.
Era stata una scelta non semplice in quel momento, perché c'era allora una parte della politica valdostana che preferiva seguire la strada della quotazione in borsa di CVA e che era molto fredda nei confronti della norma di attuazione.
Va rilevato, lo dico non a beneficio dei Consiglieri che lo sanno, ma di chi in questo momento ci starebbe ascoltando, che sulla base della sollecitazione consiliare, fin dall'estate del 2019, la Commissione paritetica Stato-Regione aveva elaborato un primo organico schema di norma di attuazione, schema che è poi arrivato fino ai giorni nostri con delle piccole modifiche ma, come dicevo, il percorso è durato ben sei anni, con lunghi periodi di stasi, all'interno di una Commissione paritetica che non ha certo brillato in dinamismo.
Solo nell'autunno 2024 la Commissione ha infine approvato uno schema di decreto legislativo contenente la norma e in data 30 ottobre 2024 lo schema è stato infine trasmesso al Presidente del Consiglio regionale della Valle d'Aosta.
Come tutti ricordiamo, perché è cosa di tre mesi fa, il Consiglio, in data 28 gennaio 2025 ha espresso parere favorevole all'unanimità sullo schema di decreto.
E poi del percorso successivo della norma non abbiamo più saputo nulla, ma, da una verifica che è stata fatta su precisa richiesta dal gruppo parlamentare AVS della Camera dei Deputati, è emerso che il 17 febbraio scorso, cioè ormai due mesi fa, domani fanno due mesi, lo schema di decreto è stato trasmesso dal Ministero competente, che è quello degli Affari regionali, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ai fini, appunto, della sua definitiva approvazione.
Ora è urgente concludere questo lungo percorso con la formale approvazione da parte del Governo nazionale di tale decreto, in modo che poi la Regione possa infine legiferare in materia di derivazione e di concessioni idroelettriche.
Non ci sono più delle verifiche da fare, la Commissione paritetica ha varato il testo, il Consiglio lo ha esaminato, lo ha votato all'unanimità, ci vuole l'ultimo atto.
Ne abbiamo parlato con il gruppo di Alleanza Verdi Sinistra e gli onorevoli Bonelli e Fratoianni hanno dato piena disponibilità a seguire il dossier e a sollecitarne l'approvazione e il 2 aprile scorso hanno anche depositato un'apposita interrogazione.
È un tema che credo interessi a tutti e su cui, come ho detto, c'è stato un voto unanime in Consiglio, quindi quello che noi chiediamo è - a tutte le forze politiche - di sollecitare l'approvazione del decreto da parte del Governo, ma crediamo che sia soprattutto il Presidente della Regione che deve operare questa sollecitazione, quindi l'interpellanza si rivolge in particolare al Presidente, per sapere:
- quali sono le interlocuzioni in corso con il Governo italiano per una rapida approvazione del decreto legislativo sulla norma di attuazione in materia di concessioni di derivazione d'acqua;
- quali azioni sono state assunte, o s'intendono assumere, in collaborazione con i parlamentari valdostani, per sollecitare una rapida approvazione del decreto citato.
Presidente - Risponde il Presidente della Regione.
Testolin (UV) - Da informazioni recentemente assunte, lo schema di decreto legislativo è stato trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è al momento all'esame del DAGL, ossia del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi della Presidenza, che sta effettuando gli approfondimenti necessari al fine di portare l'atto all'esame del Consiglio dei Ministri.
Non ci sono al momento particolari interlocuzioni con il Governo sul punto anche in relazione alla circostanza che, come è noto e come è detto, prima della calendarizzazione dell'esame da parte del Consiglio dei Ministri, il DAGL deve svolgere la necessaria attività istruttoria che è attualmente in corso.
Presidente - Per la replica, consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Sì, la sua risposta è stata telegrafica, anche perché quello che in sostanza lei ha detto... cioè ha confermato la notizia che sapevamo: il 17 febbraio è stato trasmesso lo schema approvato dal nostro Consiglio al Consiglio dei Ministri, deve essere passato al vaglio del Dipartimento degli affari giuridici e poi ci dice: "Non ci sono interlocuzioni particolari con il Governo", proprio perché è questo Dipartimento che deve agire.
È una risposta che mi lascia abbastanza perplessa, perché sappiamo tutti che da un punto di vista tecnico ci devono essere dei passaggi, ma sappiamo anche che dal momento in cui è stato trasmesso quello schema approvato domani saranno esattamente sessanta giorni, veniamo da un iter che è durato sei lunghi anni e in sostanza questo è un percorso che è ancora incompiuto e, come ho già detto altre volte, noi riteniamo che questo dossier sia stato a lungo trascurato ed è incompiuto non soltanto perché ci sono stati dei cambi di composizione nella Commissione paritetica, ma perché nei confronti della norma di attuazione, dal nostro punto di vista, non c'è stata un'attenzione continua, incisiva e, in qualche modo, sufficiente.
Ci vuole, al di là del lavoro del Dipartimento degli affari giuridici, una sollecitazione corale.
A nostro avviso i gruppi politici, i gruppi parlamentari e soprattutto la Presidenza della Regione devono chiedere che quest'argomento venga quanto prima esaminato da questo Dipartimento e messo all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri perché, come dicevo, sono passati altri due mesi, siamo a metà quasi del 2025 e il tempo corre, corre molto velocemente.
Per quanto riguarda invece la legge che dovrà poi essere scritta sulla base della norma, io ritengo che il lavoro degli uffici, che immagino, perché una volta mi era pure anche stato detto, stia andando avanti, è un lavoro utile, anzi, no, più che utile è un lavoro necessario, ma ci sono delle scelte politiche che vanno fatte, sono delle scelte importanti e di queste scelte non si sta minimamente discutendo, quindi non c'è solo un problema tecnico a Roma o della stesura della legge in Valle d'Aosta, c'è un problema anche politico.
La norma di attuazione, lo sappiamo tutti, all'articolo 3, comma 3, contiene il punto D, che è un punto che non esiste per tutte le Regioni italiane, sia ordinarie che speciali.
Le altre Regioni hanno soltanto tre opzioni possibili, noi ne abbiamo quattro e la quarta, con il punto D, è di estremo interesse, a nostro avviso, perché dice che la Regione può assegnare le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, e cito: "A società a totale controllo pubblico, costituite per soddisfare preminenti interessi generali connessi alla produzione dell'energia nel territorio regionale, nel rispetto dei principi dell'affidamento in house".
Noi lo abbiamo detto anche pubblicamente, secondo la nostra opinione questa è la strada da seguire, quella dell'articolo 3, comma 3, punto D.
Abbiamo fatto anche degli approfondimenti, li stiamo facendo e riteniamo che sia una strada percorribile.
Si possono riassegnare senza gara le concessioni, ma è chiaro, questo è chiaro, che l'assetto della società, l'assetto attuale, si deve modificare, sia per quanto riguarda l'assetto societario, sia per quanto riguarda le modalità operative.
In pratica il percorso da fare direi che è un po' l'opposto di quello che è stato fatto negli ultimi tre anni ed è del tutto logico che per percorrere una strada nuova occorra una governance che cambi la strategia operativa seguita nell'ultimo triennio, che a noi appare anche pericolosa, e abbiamo avuto modo di dirlo anche nei lavori delle Commissioni.
Nei prossimi mesi dovranno essere prese delle importanti decisioni anche per quanto riguarda il Consiglio di Amministrazione che è in scadenza e una riflessione in questo senso credo, anche alla luce degli ultimi sviluppi, che vada assolutamente fatta.
