Oggetto del Consiglio n. 4606 del 16 aprile 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4606/XVI - Interrogazione a risposta immediata: "Dichiarazioni di alcuni Assessori regionali rilasciate nell'ambito di un convegno sulla cooperazione sanitaria transfrontaliera".
Bertin (Presidente) - Punto n. 5.04. Consigliere Restano, a lei la parola.
Restano (RV) - A inizio mese di marzo si è tenuto un convegno dal titolo: "Il Trattato del Quirinale e la cooperazione sanitaria transfrontaliera", organizzato nel quadro delle attività pro salute alpina transfrontaliera Italia-Francia.
In tale occasione, l'Assessore alla sanità fece alcune dichiarazioni a mezzo stampa: in poche parole si impegnava ad avere un accordo quadro nazionale per rendere evidente l'interesse delle tre Regioni a superare le attuali difficoltà, senza enunciare quelle che fossero le difficoltà.
Proseguiva l'Assessore dicendo che tutto ciò che porta a lasciare sole le persone in un momento di difficoltà è un grosso fallimento per l'Europa.
Anche l'assessore Caveri interveniva sulla questione con delle dichiarazioni, sottolineando che i sistemi sanitari sono molto diversi tra loro ed è necessario avere accordi che risolvano da subito i problemi economici.
Il direttore generale dell'Azienda USL parlava invece di progetti transfrontalieri in campo sanitario (che per essere maggiormente efficaci devono tener conto del contesto generale di una popolazione sempre più anziana con patologie croniche) che non vengano calati dall'alto.
A fronte di tali dichiarazioni, interveniva anche l'Assessore della Regione Piemonte che diceva: "Viste le dichiarazioni dell'Assessore della Valle d'Aosta, ci faremo parte attiva per procedere a sollecitare un accordo quadro in tal senso".
Allora ci si chiede, Assessore, se tutto questo rientra nel Piano della salute e del benessere sociale della Regione Valle d'Aosta che scade adesso o se si tratta di una nuova strategia in favore delle persone e della popolazione che invecchia sempre di più.
Presidente - Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Il progetto da lei richiamato persegue finalità coerenti con le linee strategiche volte al potenziamento delle risposte assistenziali contenute nel Piano della salute attualmente approvato.
In attuazione, infatti, allo specifico obiettivo 3.11 dedicato alla mobilità sanitaria, la Giunta regionale ha approvato una propria delibera, la 1595 del dicembre 2024, e ha quindi anche approvato il programma operativo regionale 2025-2026 per il miglioramento dei processi della mobilità sanitaria interregionale relativa ai ricoveri ospedalieri, in concreto, per porre in essere azioni dirette a migliorare la capacità produttiva dell'Ospedale con l'obiettivo di conseguire anche un miglioramento del saldo passivo di mobilità interregionale.
Abbiamo, tra l'altro, e questo è importante, un saldo di mobilità internazionale attivo, dovuto ai turismi di circa un milione e mezzo di euro, quindi nel caso specifico siamo a posto.
L'adesione però al progetto, seppure non di diretta esplicitazione nel PSBS, si qualifica come azione attuativa delle strategie di programmazione regionale in ambito sanitario.
L'adesione, infatti, a questo progetto fa parte delle attività svolte dalla Regione per l'attuazione delle politiche promosse dall'Unione Europea, anche mediante l'adesione a progetti europei.
La partecipazione a questo progetto prende naturalmente le mosse dalla necessità di capitalizzare le opportunità offerte dal trattato del Quirinale del 2021.
Il Trattato, infatti, prevede espressamente, all'articolo 10, che le parti si impegnino a facilitare la vita quotidiana degli abitanti nei territori rispettivi in ambiti trasversali così come, di fatto, è la sanità.
Questo è il presupposto per il quale la nostra Regione, con deliberazione della Giunta regionale 136 del febbraio 2023, ha aderito al progetto in questione che fa parte del programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia - Alcotra 2021-2027.
In particolare lo specifico obiettivo di governance che si propone di potenziare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche, in particolare di quelle incaricate, di gestire un territorio specifico e dei portatori di interesse.
Capofila di questo progetto è la Regione Piemonte, mentre gli altri partners sono, oltre la nostra Regione, l'Azienda sanitaria di Collegno e Pinerolo e le Centre Hospitalier des Escartons de Briançon.
Per quanto riguarda l'obiettivo generale del progetto, ProSATIF nasce dal bisogno di sviluppare una cornice giuridica per la gestione della mobilità sanitaria transfrontaliera.
I partners hanno condiviso la necessità di predisporre un inquadramento giuridico specifico per la frontiera italo-francese ad oggi mancante e, inoltre, di sviluppare una proposta normativa comune in materia di diritti dei pazienti, di gestione condivisa dei dati medici di accesso ai dati sanitari e alle cartelle cliniche, nonché, tra l'altro, su tutta un'altra serie di aspetti.
Si tratta quindi di un progetto di cooperazione territoriale transfrontaliera finanziata con fondi Press per mezzo milione di euro.
In merito a quest'argomento, di fatto la Regione Piemonte è già arrivata a individuare una serie di soluzioni giuridiche per facilitare gli scambi transfrontalieri.
In quell'occasione avemmo a dire, come Regione e come Assessorato, che era assolutamente necessaria una nota congiunta da parte dei tre Presidenti di Regione -Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria - rispetto a una comunicazione al Ministero degli esteri per chiudere questa soluzione.
Di fatto così ci siamo mossi e stiamo aspettando risorse.
Presidente - Consigliere Restano, a lei la parola.
Restano (RV) - Ci ha dato alcuni chiarimenti, però la prego di comprendere le nostre preoccupazioni.
La mobilità passiva, quindi il debito negativo che ha il Piemonte verso la Francia, è di 5 milioni e 200.000; noi ci chiediamo se il trattato del Quirinale sia stato propedeutico al Trattato per Sallanches, che ha visto un grande successo: ben un Valdostano andare a operarsi in Francia.
Allora con il trattato per Sallanches e il trattato del Quirinale non risolviamo il problema delle urgenze e delle patologie tempo-dipendenti per la Valle d'Aosta, oppure quello che ho letto oggi in un post che ha visto il seguito di tanti commenti: il tempo di attesa per una visita è di un anno.
So che lei si darà da fare su questo, ma mi permetta che noi si possa sollevare la questione e dire: "Orientiamoci piuttosto per risolvere i problemi locali e quelli della Regione Piemonte".
