Oggetto del Consiglio n. 4605 del 16 aprile 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4605/XVI - Interrogazione a risposta immediata: "Azioni volte a risolvere le criticità del sistema informatico TRAKCARE a seguito delle interlocuzioni con Inva".
Bertin (Presidente) - Punto n. 5.03. Consigliere Baccega, a lei la parola.
Baccega (FI) - Questa mattina un quotidiano titolava: "Il cervello del Parini, odiato dai medici, entra nel dibattito". In realtà il dibattito su questo tema di TRAKCARE, che è il sistema operativo che abbiamo in Ospedale, lo abbiamo evidenziato con un'interpellanza del 28 giugno e lo abbiamo riportato in Consiglio regionale il 14 febbraio.
A gennaio c'è stata una lettera siglata da 150 medici che sottolineano che, dopo sette mesi, si trovano nella stessa situazione e "I problemi segnalati permangono, nessuno è stato risolto", questo è virgolettato, e ovviamente da parte dell'Assessorato dici hanno risposto: "Ci stiamo lavorando".
C'è anche questa problematica, si dice: "Indietro non si può tornare, abbiamo affidato a Inva un certo tipo di operatività". Io non ho visto nessun atto formale nel sito dell'USL dato a Inva e mi chiedevo in che modo sia stato dato quest'incarico, quale sia l'atto che ha determinato che Inva possa accedere al SIO (che è di un'altra azienda) e possa poter interferire, anche perché poi si dovranno individuare anche delle responsabilità, lo abbiamo già chiesto a febbraio: quali responsabilità ci sono, di chi sono le responsabilità, quali atti e quali percorsi si sono fatti per andare ad attribuire le responsabilità che possono essere certamente della ditta che non ha rispettato quello che si chiedeva nel bando di gara e soprattutto anche di chi all'interno dell'Azienda USL ha seguito questo percorso e ha determinato che si andasse in questa direzione.
Credo che non si possa più continuare con questa precarietà che, in qualche modo, è stata denunciata anche dai medici dell'Ospedale.
Presidente - Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Come abbiamo già condiviso, in occasione appunto di precedenti discussioni sul medesimo tema in Consiglio, e quindi ringraziamo anche per poterlo fare oggi, confermiamo e condividiamo nuovamente che a oggi nessuno può dirsi soddisfatto dell'attuale situazione che vede dover procedere nel risolvere i problemi di utilizzo quotidiani del nuovo sistema informativo ospedaliero SIO, ed è su questo che si sta dunque continuando a lavorare: siamo obbligati a farlo.
Abbiamo infatti già ricordato come l'attuale situazione sia frutto di un procedimento che ha avuto avvio nel 2019 ma lei, collega, questo lo sa perché ai tempi era Assessore.
Come in ogni impresa che viene avviata, l'auspicio è che si possa portare valore aggiunto e non certo problematiche a detrimento dell'impegno quotidiano dei nostri professionisti della sanità.
Come è noto, infatti, il nuovo sistema informativo dell'Azienda USL è il risultato di una scelta precisa che ai tempi l'azienda fece aderendo a un accordo quadro nell'ambito di una procedura Consip che ha visto lavorare insieme diversi soggetti nella formula di un raggruppamento temporaneo d'imprese.
Come per ognuno di noi, e quindi credo anche lei, ci aspettavamo che un nuovo sistema informativo ospedaliero, che aveva visto tanto lavoro da parte della precedente struttura dell'Azienda USL che si occupava di sistemi informativi, avrebbe portato a un prodotto migliore o quantomeno uguale a quello precedente, non a un risultato così poco soddisfacente.
A tal proposito è importante precisare che la procedura Consip è un processo differente rispetto all'indizione di una gara in via autonoma: mentre quando si indice una gara, infatti, chi appalta avvia un processo di selezione dell'operatore economico in via diretta, nel caso invece di una procedura Consip, questa agisce per conto della pubblica Amministrazione, quindi pubblica il bando di gara e seleziona essa stessa i fornitori.
In pratica Consip indice la gara per creare convenzioni o accordi quadro a cui poi le Amministrazioni potranno accedere.
È chiaro che il livello di autonomia in un rapporto di questo tipo è assolutamente differente rispetto ad una selezione svolta in via diretta e indipendente, ancor più lo è quando l'interlocutore, come nel caso in esame, è un raggruppamento temporaneo di imprese, quindi vari soggetti che fanno cose diverse.
Allo stato dei fatti, quindi, non solo condividiamo con lei che il percorso di collaborazione da parte dell'Azienda USL con Inva debba essere senza dubbio potenziato, ma ne siamo stati i primi suggeritori in tal senso.
Allo stesso modo riteniamo sia quanto mai necessario:
1) applicare le penali o aprire i confronti previsti da parte dell'Azienda dopo tutte le verifiche del caso e con una certa solerzia;
2) continuare anche a sollecitare l'Azienda affinché vengano svolte tutte le valutazioni per verificare le possibili revisioni dell'assetto progettuale nell'ambito del raggruppamento temporaneo di imprese attuale;
3) non prendere in giro nessuno (e non lo fa neanche lei) degli operatori attuali e quindi, anche grazie a questa sua iniziativa, dire chiaro e tondo che, per motivi tecnici di sicurezza e certificazioni, non si può purtroppo tornare al vecchio sistema informativo che poi, per aggiungere incredulità alla situazione attuale, era lo stesso prodotto di allora.
Presidente - Assessore concluda.
Marzi (SA) - In conclusione, collega, a lei girano, e ha ragione, agli operatori girano, e hanno ragione, ma girano anche noi e anche noi abbiamo ragione.
Presidente - A forza di girare, quasi un minuto in più. Consigliere Baccega per la replica.
Baccega (FI) - Io le chiederei davvero di non citarmi più nella mia veste di 20 mesi di Assessore alla sanità, perché di questa procedura io sapevo che bisognava cambiarla, ma non ci sono entrato nel merito volutamente, perché erano altri che dovevano avere le responsabilità, e su questo mi sono battuto pesantemente, e lei lo immagina.
Lei ha parlato in modo chiaro, ma il problema è che non funziona, non funziona, allora bisogna dire: "Chiudiamo questa partita e ne apriamo un'altra, e andiamo ad individuare le responsabilità"; le responsabilità devono averle, qualcuno le dovrà avere, non è che è pensabile che possiamo andare avanti così.
Io le ho ricordato che la Regione Veneto, su quello stesso percorso, si era fortemente lamentata, e questo doveva essere un segnale forte per cambiare strada.
Così non è avvenuto, le cose sono andate in questo modo. Ora bisogna cambiare, perché le aspettative, rispetto a quello che si voleva fare, non sono quelle che sono in questo momento in atto.
