Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4604 del 16 aprile 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4604/XVI - Interrogazione a risposta immediata: "Motivazioni del ricorso in Cassazione in materia di contratti a tempo determinato a favore di un docente".

Bertin (Presidente) - Punto n. 5.02. Consigliera Guichardaz, a lei la parola.

Guichardaz E. (PCP) - Con quest'iniziativa vogliamo chiedere, immagino al Presidente, notizie rispetto alla sentenza della Corte di Cassazione dove è stato riconosciuto, anche in terzo grado, il risarcimento rispetto al danno per reiterazione dei contratti a tempo determinato a favore di un docente, questo perché sappiamo che dovrebbero essere garantiti comunque anche dei concorsi per l'immissione in ruolo.

Abbiamo anche letto le dichiarazioni dello SNALS e del SAVT che hanno accolto con favore questa notizia, ma quello che ci premeva chiedere in quest'interrogazione è conoscere le ragioni che hanno portato la Regione a ricorrere anche in Cassazione dopo i due pronunciamenti negli altri Tribunali che erano piuttosto chiari, quindi sotto questo punto di vista volevamo capire qual era la motivazione, visto anche il carico che questo ha rispetto a chi deve ricorrere.

Presidente - Risponde il Presidente della Regione.

Testolin (UV) - Rispondo anche a nome dell'assessore Guichardaz - sulla base delle considerazioni tecniche, condivise tra l'Avvocatura regionale e la Sovraintendenza agli studi - come sempre, avviene in queste situazioni.

L'Amministrazione si è determinata a ricorrere avanti alla Corte di Cassazione contro la sentenza d'appello che ha ritenuto illegittima la reiterazione dei contratti a termine siglati nella vigenza della legge n. 107/2015, che prevedeva l'indizione di concorso a scadenza triennale, oltre a un piano straordinario di assunzioni, ha riconosciuto il risarcimento del danno, nonostante l'assenza del titolo di abilitazione e, infine, ha riconosciuto il risarcimento del danno nonostante l'assunzione in ruolo disposta in virtù della procedura concorsuale straordinaria bandita per il superamento del precariato.

A dimostrazione che non si è trattato di una difesa a oltranza, la Corte, nell'accogliere l'istanza della difesa regionale di discussione in udienza pubblica, ha rilevato espressamente che la Cassazione stessa non si era mai in precedenza pronunciata sull'estensibilità dei principi di diritto di altre sentenze alla reiterazione di contratti a tempo determinato nel settore scolastico stipulati dopo la citata legge 107/2015.

Per questo la Corte ha ritenuto opportuno che l'esame delle questioni avvenisse all'esito di un'udienza pubblica, come scritto nella sentenza, quale momento privilegiato nel giudizio di Cassazione, nel quale devono essere assunte in forma di sentenza le decisioni con peculiare rilievo di diritto, mediante più ampia e diretta interlocuzione tra le parti e tra queste e il Pubblico Ministero.

Si ricorda ancora a questo riguardo che il Pubblico Ministero si era pronunciato in senso favorevole all'accoglimento del ricorso della Regione.

Nonostante l'esito della causa sia stato sfavorevole, lo sviluppo del giudizio di Cassazione e la dichiarata valenza della sentenza ai fini di uniformità interpretativa hanno dimostrato che le ragioni addotte dalla Sovraintendenza agli studi e sostenute dall'Avvocatura regionale necessitavano di un'attenta valutazione e del più ampio contraddittorio.

Per quanto ritiene, invece, al fatto che le motivazioni della Corte d'Appello fossero incensurabili alla luce della precedente giurisprudenza, non corrisponde al vero, tant'è vero che è stato sottolineato appunto il carattere innovativo della sentenza, a dimostrazione dell'aleatorietà dell'esito del contenzioso.

Per quanto riguarda i costi a carico dei contribuenti regionali, il ricorso della Regione si poneva proprio come obiettivo quello cercare di evitarli.

Presidente - Per la replica, consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Pur comprendendo le ragioni che ha esplicitato il Presidente, è un po' triste pensare che per l'estensibilità di alcuni diritti un cittadino debba continuare perché, capisco, ci sono dei costi per la Regione, ma ci sono anche dei costi degli insegnanti, e in questo caso anche dei sindacati, che devono in qualche modo costituirsi quando la Regione porta avanti le cause.

Lo dico perché non è la prima volta: ne abbiamo parlato poco tempo fa rispetto alla questione degli educatori, ne abbiamo parlato rispetto al bonus docente, purtroppo si continua con questa cosa di dover ricorrere per aver garantiti i propri diritti, e sinceramente questo mi sembra piuttosto triste e preoccupante.