Oggetto del Consiglio n. 4571 del 2 aprile 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4571/XVI - Interrogazione: "Confronto con il Consorzio pesca nella fase antecedente l'approvazione del calendario ittico 2025".
Bertin (Presidente) - Punto n. 12.02. Risponde l'assessore Carrel.
Carrel (PA) - Ai sensi della legge regionale 34/76, il calendario ittico è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente, sentito il Consorzio regionale per la tutela, l'incremento e l'esercizio della pesca in Valle d'Aosta.
In risposta al primo quesito, confermo quindi che il calendario ittico 2025 è la risultante anche di un approfondito e proficuo confronto tra l'Assessorato agricoltura e risorse naturali e il citato Consorzio pesca.
Nell'ambito di detto confronto, voglio sottolineare come in data 11 dicembre 2024 lo stesso Consorzio pesca abbia trasmesso all'Assessorato agricoltura e risorse naturali una propria proposta di calendario ittico in cui erano presentate alcune novità rispetto a quanto previsto per la precedente stagione, tra cui:
l'utilizzo nelle acque libere di ami senza ardiglione o con ardiglione schiacciato per agevolare la slamatura del pescato al fine di una più responsabile attività alieutica;
il divieto della pesca nel periodo estivo nei mesi di luglio e agosto nel lago di Brusson per consentirne la navigabilità ai fini turistici;
lo svolgimento di due manifestazioni internazionali di pesca nel periodo estivo nel lago del Gran San Bernardo;
l'istituzione di tre nuove riserve di pesca, e più precisamente la riserva di cattura nel lago Palud in località Col de Joux nel Comune di Saint-Vincent, la riserva di cattura nel lago Verney al Colle del Piccolo San Bernardo nel Comune di La Thuile e la riserva con rilascio del pescato no kill nella Dora della Val Ferret nel Comune di Courmayeur.
I competenti uffici dell'Assessorato hanno provveduto a esaminare questa proposta di calendario ittico, giudicandola tecnicamente valida e accogliendola, pur evidenziando che per procedere alle emissioni di materiale ittico nelle riserve di pesca del lago La Palud in località Col de Joux di Saint-Vincent e del lago Verney nel Colle del Piccolo San Bernardo nel Comune di La Thuile, il Consorzio pesca dovrà attenersi alle disposizioni normative in materia, che prevedono una specifica autorizzazione ministeriale e la realizzazione di un bacino cosiddetto chiuso.
L'attività di pesca e le relative immissioni nel lago del Gran San Bernardo e nella Dora della Val Ferret necessitano del parere della struttura biodiversità, sostenibilità e aree naturali protette, in quanto i due siti fanno parte di Rete Natura 2000.
In data 6 febbraio 2025, mediante specifico incontro convocato presso l'Assessorato agricoltura e risorse naturali, le suddette osservazioni sono state illustrate al Presidente e al Vicepresidente del Consorzio pesca, che hanno dato parere favorevole.
La proposta di calendario ittico 2025 è stata quindi trasmessa alla struttura biodiversità, sostenibilità e aree naturali protette, facente capo all'Assessorato opere pubbliche, territorio e ambiente, competente in materia di Rete Natura 2000, che, con nota del 6 marzo 2025, ha espresso parere favorevole all'immissione della specie alloctona trota iridea sterile, all'interno del lago del Gran San Bernardo per lo svolgimento di due manifestazioni di pesca; onde evitare il coinvolgimento involontario dell'habitat Natura 2000, codice 3220, potenzialmente presente a valle del lago e per cui vige il divieto di ripopolamento ittico, con specie non autoctone, è stata disposta la realizzazione di un bacino chiuso temporaneo mediante posizionamento di una griglia consona al contenimento dell'ittiofauna che dovrà essere mantenuta fintanto che non sarà avvenuta la totale cattura di quanto immesso per lo svolgimento dei due eventi.
Parere contrario invece è stato espresso alla pesca no kill e all'immissione di pesci alloctoni nella Dora della Val Ferret, in quanto in contrasto con le misure di conservazione del sito che rientra tra le ZCS e ZPS, ambienti glaciali del Monte Bianco, così come aggiornato con la deliberazione di Giunta regionale n. 916/2024.
In risposta al secondo quesito, non si ritiene necessario, anche alla luce di quanto sopra esposto, provvedere a eventuali modifiche del calendario ittico 2025, a meno che non pervengano ulteriori specifiche richieste appunto dal Consorzio pesca.
Presidente - Per la replica, consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - In realtà abbiamo segnalato una serie di criticità che, come si può evincere dal testo, sono per esempio: l'uso forzato di ami senza ardiglione, che sono quelli di cui ha parlato all'inizio della sua risposta; la mancata conoscenza d'interventi concreti per migliorare gli habitat e il ripopolamento, peraltro adesso su questo le citerò una serie di criticità che sono state sollevate; l'introduzione di diverse altre restrizioni. Una serie di criticità che, ovviamente, i pescatori hanno aspramente criticato e che continuano aspramente a criticare.
Se dovessi riassumere una serie di criticità che ci sono state indicate, direi sostanzialmente che il calendario ittico è di difficile interpretazione e abbiamo potuto prendere atto, sia dal calendario, sia dal confronto con i pescatori, di una certa difficoltà a immaginare certi tratti con l'obbligo di uccisione e altri invece dalla parte della misura. Le condizioni dei corsi d'acqua, che erano quelle che dicevo, cioè corsi d'acqua sicuramente poco favorevoli, molte draghe in alveo, molti torrenti con poca acqua, altri con acqua da svaso, spesso pieni di detriti, anche qui sicuramente è una grossa criticità, poi vengono denunciate una serie di piene e di svasi distruttivi, che ovviamente impediscono e sicuramente non migliorano le condizioni di pesca e poi addirittura gli scavatori in acqua senza alcuna cura proprio nel momento in cui si deve operare.
Tutte queste condizioni fanno sì che purtroppo lo sport della pesca sia sempre più critico nella nostra regione e sollevi sempre più criticità.
Lei giustamente ha sottolineato la questione, ma anche altri gruppi hanno parlato nel tempo di questioni che riguardano la famosa introduzione di specie non autoctone su cui c'è una grossa discussione anche a livello europeo e ne abbiamo parlato diffusamente, però anche le condizioni dell'habitat non favoriscono, purtroppo, quest'attività che personalmente, come gruppo, troviamo non soltanto una valorizzazione del nostro territorio, ma anche un'attività di presidio.
Il pescatore che sta sul territorio ha la possibilità di presidiare e anche di rendersi conto della condizione dei corsi d'acqua ed eventualmente segnalare le criticità, così facendo purtroppo non favoriamo quest'attività e purtroppo ridurremo sempre più il numero di pescatori.
Quello che auspichiamo quindi è di magari aprire un tavolo di confronto per capire e cercare di porre alcuni rimedi su alcune criticità che abbiamo elencato e che riteniamo siano assolutamente importanti.
