Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4566 del 2 aprile 2025 - Resoconto

OBJET N° 4566/XVI - Question : "Informations concernant les projets MAIA et Ruralps dans le cadre des propositions du programme Interreg VI-A Italia-Svizzera".

Bertin (Presidente) - Punto n. 9.02. Risponde l'assessore Guichardaz, a lei la parola.

Giuchardaz J. (FP-PD) - Lei mi pone come domanda - dopo aver appreso dell'adesione della struttura analisi scientifica e conservazione al progetto Maia, che tra l'altro abbiamo presentato ieri al megamuseo, e poi fa riferimento anche al progetto Ruralps - demande au Gouvernement régional de connaître toute information qui concerne ces intéressantes projectualités publiques de caractère frontalier.

Adesso do una serie d'informazioni che credo possano essere d'interesse, suo ma anche della cittadinanza: per quanto riguarda Maia, che significa meraviglie archeologiche invisibili delle Alpi, il progetto n. 0200154 Maia, si chiama proprio Meraviglia archeologica invisibile delle Alpi, è finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliero Interreg Italia-Svizzera 2021-2027 nell'ambito del primo avviso e ha come obiettivo l'aumento dell'attrattività del territorio transfrontaliero valdostano e vallesano attraverso la valorizzazione dei siti archeologici di montagna, in una logica di promozione turistica sostenibile del territorio, attenta alle specificità storiche, culturali, ambientali e paesaggistiche e alle sfide che accomunano i due contesti.

Il progetto nasce da una fruttuosa collaborazione tra i servizi archeologici del Valais e della Valle d'Aosta, che le attività progettuali intendono consolidare ed ampliare.

Ovviamente la risposta l'ho preparata con il collega Caveri, perché anche lui è direttamente implicato con le sue strutture.

I partner del progetto sono quindi la Regione Autonoma Valle d'Aosta, la struttura Analisi scientifica e conservazione progetti cofinanziati, che è capofila di parte italiana, l'Office régional du tourisme, la Fondazione Maria Ida Viglino per la cultura musicale, nota come SFOM, l'Office cantonal d'archéologie du Valais, che è capofila di parte svizzera, l'Association Ramha qui recherche autour du mur d'Hannibal et le Centre interdisciplinaire de recherche sur la montagne, l'Institut d'archéologie et de science de l'antiquité dell'Università di Losanna e poi supportano il progetto, in qualità di organismi associati, nove Comuni valdostani: Avise, Ayas, La Magdeleine, La Thuile, Nus, Pré-Saint-Didier, Quart, Saint-Marcel e Saint-Pierre e quattro Comuni svizzeri: Anniviers, Bourg-Saint-Pierre, Nendaz e Unterbäch, nonché la struttura Foreste Sentieristiche, la struttura operativa Enti professioni del turismo e sport della Regione Autonoma della Valle d'Aosta e poi anche il Club per l'Unesco di Aosta.

Questo è un progetto che per la parte italiana ha un valore complessivo di circa 1.219.000 euro, di cui 974.837 euro di contributo FESR e 243.709 euro sono un fondo di rotazione statale, quindi abbiamo praticamente contributi FESR e Fondi di rotazione statale di cui 678.304 euro in capo alla struttura Analisi scientifica e conservazione progetti cofinanziati, 252 mila euro in capo all'Office du tourisme e 288.242 euro in capo alla SFOM. Devo dire che sono risorse estremamente importanti.

Il principale oggetto è costituito dai presidi militari di alta quota di età tardo repubblicana e augustea che si sviluppano lungo tutto l'arco alpino.

Si tratta infatti di una tipologia di siti poco indagata, rispetto alla quale l'esperienza svizzera ha elaborato una metodologia d'indagine utilmente sperimentata in Valle d'Aosta in alcuni siti con esiti promettenti.

L'obiettivo è quindi quello di censire e indagare i siti del territorio, allargando il perimetro delle prospezioni di superficie dei sondaggi ad altre porzioni di territorio ad alta quota potenzialmente interessate da insediamenti o transiti.

A questa rete si aggiungono, per parte valdostana, altri siti archeologici di media montagna, di difficile lettura e pertanto "Invisibili" per i quali sono previsti approfondimenti scientifici e/o interventi di valorizzazione.

Il piano di lavoro del progetto Maia prevede tre gruppi di attività.

Primo gruppo: approfondimento scientifico sui siti e condivisione delle risultanze con la comunità scientifica di riferimento; indagini in loco sui siti archeologici, siti d'alta quota e siti di Étéley (Saint-Marcel), Le Fusine di Saint-Jacques (Ayas) e Orgères di La Thuile; restauro, studio dei reperti, analisi scientifiche e poi condivisione con la comunità scientifica, un convegno scientifico e la pubblicazione di una monografia.

Secondo gruppo di attività riguarda la divulgazione e sensibilizzazione degli operatori sul territorio, quindi: guide escursionistiche, accompagnatori di media montagna, guide turistiche, forestali, manutentori della sentieristica, albergatori, ristoratori e altri esercizi commerciali della popolazione locale per la corretta conservazione e fruizione, per questo anche gli albergatori e comunque coloro che si occupano del patrimonio archeologico delle alte quote, che è comunque un patrimonio d'interesse anche turistico.

Poi vi è la divulgazione, la creazione di nove punti informativi sul territorio valdostano e quattro sul territorio del Valais, realizzazione di un'esposizione itinerante transfrontaliera sui siti di alta quota.

Poi vi è una fase di sensibilizzazione, attività rivolta agli operatori locali e alla popolazione, creazione di una rete di sorveglianza dei siti con il coinvolgimento di operatori forestali, addetti alla sentieristica e guide.

Poi vi è una parte di accessibilità, quindi la realizzazione dei pannelli, cartelli direzionali, brochure des Randonnées.

Il terzo gruppo concerne la valorizzazione dei siti attraverso un approccio esperienziale che è finalizzato a stimolare l'immaginazione dei partecipanti in un viaggio artistico tra passato, presente e futuro, grazie all'organizzazione di numerosi eventi performativi, concerti, spettacoli, performance teatrali alla scoperta dei luoghi.

Archeologia sperimentale, sempre in questo gruppo, costruzione e utilizzo di utensili ritrovati nei siti, poi, tracking di intervisibilità dei siti, sperimentazione delle modalità di segnalazione tra i siti di alta quota, contaminazioni culturali, eventi artistici originali espressamente concepiti per i siti di progetti.

Come ho detto, ieri, martedì 1° aprile, presso il mega museo di Aosta, si è tenuto l'evento di lancio del progetto che ha previsto in mattinata una tavola rotonda scientifica a partire dalle ore 10:00, mentre nel pomeriggio, dalle ore 15:30, si è svolta la presentazione ufficiale del progetto con, a seguire, la performance musicale "Anime sonore e alberi invisibili" a cura della SFOM.

Per quanto riguarda Ruralps, la rigenerazione delle architetture rurali e alpine per la fruizione sostenibile del patrimonio materiale e culturale del territorio transfrontaliero, questo è il progetto 0200117, anch'esso finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera Interreg 6 Italia Svizzera 2021-2027, nell'ambito del primo avviso, che ha come obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e l'identità architettonica rurale specifica dei territori alpini nella sua duplice finalità di rinascita e recupero materiale e immateriale.

L'architettura rurale riveste un ruolo significativo nelle funzioni ecosistemiche nel paesaggio, andando a: integrare necessità tra loro complementari, conservare un prezioso patrimonio culturale, preservare habitat naturale e biodiversità, mantenere le funzioni tipiche legate all'agricoltura e favorire un approccio sostenibile, promuovendo l'utilizzo di materiali locali e tecniche costruttive tradizionali.

I partner sono il Comune di Spriana (Sondrio), che è capofila di parte italiana, la Regione Autonoma Valle d'Aosta, sempre la struttura Analisi scientifiche, l'Institut Agricole Régional, il Politecnico di Milano, il Dipartimento di architettura e studi urbani, l'Ente regionale per i servizi dell'agricoltura e alle foreste, l'ERSAF, della Lombardia, il GAL Valtellina, la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, SUPSI, che è capofila di parte svizzera, e l' Associazione museo di Valmaggia del Ticino.

Il valore complessivo del progetto per la parte italiana è pari a 1.436.000 e rotti euro di cui 1.149.000 FESR e 287 e rotti Fondo di rotazione statale, sempre con la stessa modalità di prima.

I partner valdostani beneficiano di un finanziamento di 122.000 euro circa alla struttura Analisi scientifiche e conservazione e 449 e rotti all'Institut Agricole Régional.

Il progetto prevede, nello specifico, l'elaborazione di criteri e tecniche condivise di censimento e di rilievo del patrimonio materiale e immateriale, nonché l'individuazione di modelli replicabili per la rigenerazione e la valorizzazione dello stesso.

Siccome sono due progetti abbastanza completi, le lascio la fiche.

Presidente - Per la replica, consigliere Lucianaz.

Lucianaz (GM) - Effettivamente, Assessore, io la ringrazio sicuramente per questa quantità impressionante di dati che ci ha fornito, soprattutto il numero dei soggetti coinvolti e poi le attività che sono previste; io non riesco a capire come si riesca a gestire tutto quanto quello che ci ha appena raccontato e come si riuscirà a organizzare.

Tra l'altro mi ha detto che è coinvolto anche l'Office du tourisme, ma non ho capito in quale dei tre punti del progetto Maia, perché non avevo capito riferimenti turistici, se non per sporadiche visite sul luogo di chiunque.

Io quindi avrei piacere di avere altre informazioni perché sicuramente è interessante, vede - mi pare - nove Comuni coinvolti, immagino che siano nove Comuni in cui sono stati ritrovati dei reperti archeologici.

Le chiederò ulteriori informazioni perché ci ha veramente raccontato una serie impressionante di attività e di soggetti partecipanti e farebbe piacere capire un po' come intendete organizzare l'intera collaborazione con i fratelli vallesani.