Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4565 del 2 aprile 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 4565/XVI - Interrogazione: "Considerazioni relative alla concessione del patrocinio della Regione per due eventi organizzati presso la Cittadella della Bassa Valle".

Bertin (Presidente) - Punto n. 9.01. Risponde l'assessore Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Non è un tema nuovo questo della Cittadella.

Permettetemi di soffermarmi sul tono e sugli obiettivi impliciti di tale atto ispettivo, si rileva infatti un atteggiamento ricorrente, di natura spiccatamente ideologica, con cui il collega Manfrin tende a interpretare qualsiasi iniziativa della Cittadella in chiave politica o addirittura deviante.

Pare quasi che ogni progetto dedicato ai ragazzi venga letto attraverso il filtro di fantasia di teorie, come la cosiddetta ideologia gender o l'agenda woke, concetti verso cui il Consigliere mostra un approccio, mi si permetta collega Manfrin, piuttosto fideistico, che non è il mio peraltro.

Questa visione pregiudiziale, oltre a non trovare riscontro nella realtà dei fatti, rischia di distorcere l'analisi su attività il cui scopo è la crescita sana e consapevole dei nostri giovani.

Faccio questa premessa, perché ho letto molto bene la sua interrogazione e ho letto anche le premesse.

Alla luce di ciò va fermamente confutata l'idea che le associazioni coinvolte nella Cittadella della Bassa Valle svolgano attività di propaganda politica.

Le due associazioni menzionate, Arcigay Valle d'Aosta Queer VdA e Aiace VdA (che significa Associazione italiana amici del cinema d'Essai della sezione valdostana) operano, fino a prova contraria naturalmente, in ambito sociale e culturale.

Le loro proposte mirano a sensibilizzare ed educare attraverso il dialogo, la cultura e il gioco, in linea con gli scopi educativi della Cittadella.

Tengo poi a precisare che non si tratta in alcun caso - diversamente da quello che è scritto - di concessione di patrocinio da parte della regione autonoma Valle d'Aosta, in quanto le iniziative richiamate nell'interrogazione rientrano nella programmazione mensile della Cittadella della Bassa Valle, in attuazione della convenzione con il CSV Onlus.

Questa convenzione prevede, tra l'altro, che gli spazi della Cittadella possano essere utilizzati anche da altri enti o associazioni, pubblici e privati, non facenti parte del gruppo di coprogettazione, per l'organizzazione d'iniziative coerenti con le finalità educative e sociali del progetto.

È di tutta evidenza che, se un soggetto esterno proponesse un'attività che non rientra nei valori e negli obiettivi condivisi dalla Cittadella, sarebbe ovviamente compito della cabina di regia valutare la necessità di un intervento correttivo o di esclusione, ma non mi sembra che questi siano i casi.

Entrando nel merito delle due attività oggetto di interrogazione, la prima iniziativa: "Adolescenti fluorescenti", organizzata da Aiace VdA, è una rassegna cinematografica dedicata ai ragazzi adolescenti. Questo cineforum, che si svolge con cadenza mensile presso la Cittadella, è nato su proposta dei giovani frequentanti. Sono stati loro a suggerire i film da proiettare e le tematiche da affrontare.

Questo mi viene riportato, ovviamente io non ci sono andato, non riesco ad andare fino a Verrès e non ho tanto tempo di assistere a queste proiezioni.

Mi dicono che le proiezioni vertono su argomenti educativi e culturali legati all'adolescenza, dalle sfide della crescita personale alle questioni sociali contemporanee, e ogni incontro prevede, al termine del film, un momento di discussione guidata.

Gli educatori di Aiace VdA moderano il dibattito, stimolando i ragazzi a esprimere opinioni, emozioni e riflessioni critiche su quanto visto.

L'iniziativa ha ottenuto un riscontro molto positivo, tant'è che ha coinvolto anche l'Isiltp di Verrès, l'istituzione scolastica di istruzione liceale, tecnica e professionale.

Diversi studenti e insegnanti dell'istituto hanno partecipato agli incontri in un'ottica di apertura della scuola al territorio e di collaborazione educativa.

"Adolescenti fluorescenti" si configura dunque come un'attività formativa inclusiva, che utilizza il linguaggio universale del cinema per favorire il confronto su temi importanti, rafforzando al contempo il legame tra la Cittadella e i giovani e la comunità scolastica, che rientra anche tra le funzioni e la mission proprio della Cittadella della Bassa Valle.

La seconda attività citata è "Pride and play", promossa dall'Associazione Arcigay Valle d'Aosta. Si tratta molto semplicemente di un pomeriggio dedicato ai giochi da tavolo, anch'esso ospitato periodicamente negli spazi della Cittadella. Vedo che sorride quando parlo di giochi, adesso le spiego poi che giochi sono.

Anche in questo caso l'idea è nata dalla richiesta degli stessi ragazzi frequentanti, che hanno espresso il desiderio di organizzare momenti di svago ludico aperto a tutti.

Arcigay, in qualità di Associazione attiva nella promozione dell'inclusione e del rispetto delle differenze, ha accolto la proposta mettendo a disposizione giochi di società e animatori.

Durante gli incontri "Pride and play", i giovani partecipanti, di ogni orientamento e provenienza, si ritrovano per giocare insieme in un ambiente sicuro e inclusivo, supportati da educatori professionali.

L'obiettivo è favorire l'aggregazione, la socializzazione, lo stare bene insieme tramite il gioco che è, per sua natura, un potente strumento educativo, non vi è nulla di occulto o di politico, è un'attività aggregativa ed educativa in cui attraverso il divertimento si imparano la convivenza, il rispetto delle regole, la collaborazione e l'accoglienza dell'altro.

È proprio grazie a iniziative come questa che molti ragazzi e ragazze, magari timidi e a rischio di isolamento, riescono a inserirsi nel gruppo, a fare amicizia e a sentirsi parte di una comunità.

Vale la pena, a questo punto, di indulgere, come le ho detto prima, in una elencazione di questi temibili passatempi che animerebbero queste giornate di "Pride and play", così da, spero, smontare ogni timore.

I giochi utilizzati sono i grandi classici da tavolo amati da intere generazioni, quindi da Cluedo, Uno, Forza quattro, Dobble, Pictionary, Jenga al più recente Exploding Kittens, insieme ad altri titoli altrettanto noti e innocui.

Sorrido nel dover sottolineare l'ovvio, ma appare davvero un po' strano pensare che attività come una partita a carte o una sfida a "Forza quattro" possano minare l'identità dei giovani o plasmarne l'ideologia.

Questi giochi sviluppano semmai la logica, la creatività, lo spirito di squadra e la capacità anche di sorridere, di ridere in compagnia, che sono competenze, mi si permetta collega, ben lontane da qualunque agenda occulta.

Non c'è alcun indottrinamento, collega Manfrin, nascosto tra le carte di "Uno" o nelle pedine di "Cluedo". Questo glielo dico a suo conforto e anche magari delle persone che hanno sollecitato l'interrogazione.

Desidero inoltre ricordare un elemento significativo che può servire al dibattito e che credo confuti l'idea di Arcigay Valle d'Aosta come soggetto politico e ideologico, come è scritto nelle sue premesse.

Proprio Arcigay Valle d'Aosta Queer VdA ha recentemente ottenuto un finanziamento di 100.000 euro dal Ministero della famiglia, nell'ambito di un bando nazionale UNAR, per realizzare il progetto denominato "Centre nous".

Si tratta di un centro antidiscriminazione che verrà realizzato ad Aosta in collaborazione con una fitta rete di partner istituzionali del terzo settore.

Il progetto vede Arcigay Valle d'Aosta come capofila, affiancata da cooperative sociali quali la Exprit, l'Envers e La Sorgente e con il sostegno diretto di enti pubblici del calibro del Comune di Aosta (che ha messo a disposizione gratuitamente la sede del centro), dell'Azienda USL della Valle d'Aosta e del CELVA, il Consorzio degli enti locali della Valle d'Aosta.

È evidente come le istituzioni quindi riconoscano Arcigay come un interlocutore serio e affidabile, ben lontana dall'immagine caricaturale di associazione dedita a propaganda politica ed estremista.

Quando un Ministero, tanto più quello della famiglia, e le Amministrazioni locali investono risorse, fiducia in un progetto gestito proprio da Arcigay Valle d'Aosta, significa che ne riconoscono il valore sociale e l'utilità pubblica e non il tratto ideologico e politico, penso.

In conclusione, Cittadella della Bassa Valle e le attività che vi si svolgono rappresentano un modello di spazio giovanile, educativo e partecipativo.

In un contesto protetto e stimolante i ragazzi e le ragazze trovano opportunità per crescere come persone e come cittadini, sviluppando il rispetto reciproco, capacità di pensiero critico e legami sociali positivi.

Nessuno in Cittadella credo subisca qualcosa passivamente, al contrario, ciascuno è protagonista del proprio percorso e si cresce insieme attraverso il confronto, la creatività e la condivisione.

Per quanto mi riguarda, ritengo fondamentali questi luoghi d'incontro e formazione dove i giovani possano esprimersi liberamente ed essere accompagnati nel loro cammino verso l'età adulta con strumenti adeguati.

Credo che solo così si costruisca davvero la cittadinanza del domani, investendo fiducia nelle nuove generazioni, anziché diffidarne.

Presidente - Per la replica, consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Grazie, Assessore, per la sua articolata risposta e grazie soprattutto per aver risposto a una serie di domande che noi non abbiamo posto.

La ringrazio davvero, perché è un'azione sicuramente importante e che risponde alla sua necessità di svettare politicamente ogni tanto rispetto alla sua attività quotidiana.

Ora credo, tanto per darle una piccola indicazione, di non aver scritto nulla relativamente alla questione dei giochi, ma vedo che lei si è soffermato parecchio, anche descrivendo che tipologie di giochi si fanno.

Io non l'ho chiesto, non l'ho indicato, lei ha ritenuto che, forse per fuorviare quest'Aula e chi ci ascolta, forse che era opportuno parlare e incentrare il suo intervento principalmente su questo.

Non ci interessava nulla di quali giochi venissero condotti, soprattutto dal momento in cui lei, personalmente - posto il fatto che abbiamo fiducia in quello che ci racconta - ha detto di non essere sceso, quindi lei si deve fidare di quello che un altro le ha raccontato, quindi anche se si fossero utilizzati giochi differenti o si fossero fatte attività differenti, sarebbe nell'interesse di chi ovviamente è autore di attività diverse, non riferirle quello che viene fatto, se viene fatto qualcosa di errato.

Partendo da questo quindi, Assessore, mi spiace ma non ci interessano i giochi, ci interessa invece la matrice politica che è evidente.

Partiamo dalla questione della proiezione dei film, questa simpatica rassegna che viene intitolata "Adolescenti fluorescenti" che prende il termine, la invito a fare questo piccolo sforzo di ricerca, da quello che lo Urban Dictionary individua come Fluorescence Adolescence, cioè un termine usato per descrivere un bambino che, a causa di un'eccessiva esposizione alla televisione, ai film e alla musica, cresce troppo in fretta e senza sostanza e, quando arriva intorno ai 13 anni, crede di essere pronto per il sesso, l'alcool e la droga, in seguito prova rimorso per l'infanzia che ha saltato.

Allora se si voleva scegliere il titolo di un'iniziativa, l'ultimo titolo da scegliere probabilmente era questo, ma si è preferito farlo. Chissà, forse andrebbe magari chiesto ai referenti di questo progetto, visto che questi referenti di questo progetto, per esempio, erano presenti nel momento in cui è avvenuta una scazzottata all'interno di Cittadella dove si rivendicava che le persone che potevano essere lì dentro potevano avere solo un'ideologia politica e non altre. Forse gli si potrebbe chiedere quali erano le finalità di questo progetto, ma sicuramente lei non ha il tempo di farlo, quindi facciamo fiducia sul fatto che si guardino film innocenti, a volte, per esempio, come potrà vedere, con la moderazione di persone assolutamente ininfluenti nella politica, come l'Assessore alle politiche sociali "piddino" e comunista del Comune di Aosta, sicuramente un'iniziativa che non ha alcuna tinta politica.

Venendo invece alle attività di Arcigay, credo che non sia un mistero il fatto che in quest'aula abbiamo detto più volte come Arcigay evidentemente abbia nel proprio Statuto l'attività politica come obiettivo e fra questi obiettivi leggiamo... Vada sul sito di Arcigay, vada sullo Statuto e legga dall'articolo 3, finalità, al punto 4 dove ci dice che una delle finalità di Arcigay è costituire sul territorio centri polivalenti di cultura gay e lesbica.

Lo scrivono loro, non lo scrivo io, allora siccome io vedo una serie infinita d'iniziative tanto sulla Cittadella dei giovani di Aosta, che continuerò a chiamare Cittadella dei giovani di Aosta, e sulla Cittadella dei giovani della Bassa Valle, allora la mia preoccupazione e il mio timore è che in quei momenti, senza imposizione, perché è normale che nessuno arrivi e dica: "Vieni qua che facciamo un po' di bella propaganda arcobaleno"... se lo ricorda l'evento nel quale - sicuramente per un caso fortuito - è stato invitato un ex europarlamentare del PD, organizzato proprio dalla Cittadella dei giovani e dalla Bassa Valle?

Quello sicuramente senza imposizioni era stato fatto "Capiamo di più sulle politiche europee" e c'è un europarlamentare del PD che ci spiega le politiche europee.

Capisce che lì non c'era solo imposizione, ma comunque veniva data una politicizzazione delle attività?

E qua voi avete risposto con una risata quando ho sottolineato quella cosa, "Eh, ma non lo sapevo, eh ma non è più parlamentare, eh va beh, che cosa volete che sia?".

No, questa è tutta propaganda che viene fatta, vengono attirate le persone con la scusa del gioco, dello svago, del tempo libero e, con i soldi dei contribuenti, con strutture che sono mantenute con i soldi dei contribuenti, viene fatta propaganda politica o magari viene messo su un bel centro polivalente di cultura gay e lesbica.

Noi questo non lo vogliamo. Se vogliono fare un centro di cultura gay e lesbica, se lo facciano con i loro soldi, negli spazi privati loro, pagati con il tempo loro, non con i soldi dei contribuenti.